Corsica, la bellezza di un’isola sorprendente

Palombaggia

Deliziosi villaggi arroccati sui fianchi delle montagne, piccole baie selvagge, riserve naturali ricche di flora e fauna, spiagge dorate dall’acqua cristallina, coloratissimi fondali marini, laghi in altitudine, gole scavate nelle pareti granitiche delle montagne e magnifici sentieri escursionistici, come il famoso GR20 che attraversa la Corsica da nord a sud.

Il borgo di Calvi

Tutto questo e altro ancora è la Corsica, terza isola più grande del Mediterraneo occidentale dopo Sicilia e Sardegna, un territorio, in parte incontaminato, che continua a esercitare un indiscutibile fascino sui turisti. Un vero e proprio continente in miniatura, considerando la varietà di paesaggi che la caratterizza, anzi è proprio lo splendido mosaico paesaggistico a costituire l’attrattiva principale dell’isola.

La Corsica dista circa 90 chilometri da Piombino e appena 12 chilometri dalla Sardegna ed è quindi facilmente raggiungibile in traghetto. La Corsica è la meta della tua prossima vacanza? Prenota il traghetto online in partenza da Savona, Genova, Livorno e Piombino, o anche dalla Francia (Nizza, Tolone e Marsiglia).

Legata alla Francia dal 1768, contesa nei secoli dai Genovesi, l’isola ha sempre rivendicato le proprie differenze e autonomie, dovute anche alla particolare conformazione per la quale è stata definita una “montagna nel mare”. I rilievi, infatti, caratterizzano l’interno e talvolta terminano in prossimità delle coste, dove si alternano baie, spiagge sabbiose e promontori rocciosi.

Cap Corse, Erbalunga

Molto attaccata alle proprie tradizioni, questa terra particolare si è meritata il soprannome di “Isola dalle bellezze”; venne chiamata Kallíste, ossia la più bella) dai Greci. Con circa un terzo del suo territorio protetto come parco naturale, e gran parte del litorale ancora non antropizzato, la Corsica, quasi spopolata (circa 35 abitanti/km²), basa buona parte della sua economia sul turismo, che raddoppia all’incirca la sua popolazione d’estate.

Cominciamo la visita di questa isola spettacolare e ricca di sorprese partendo dal capoluogo Ajaccio, il cui nome deriva dal greco Agation, che significa “buon porto” e che sintetizza la sua favorevole posizione geografica. Ajaccio si affaccia su un golfo della costa occidentale in prossimità di spiagge bianche protette da insenature rocciose. Affascinante e accogliente, anche per le sue case dai colori pastello, è una cittadina allegra e gioiosa, che si lascia apprezzare passeggiando per le stradine del suo centro storico, raccolto attorno al suo corso principale intitolato, naturalmente, a Napoleone Bonaparte.

Nel porto di Ajaccio

La casa natale del cittadino più famoso di Ajaccio (l’Imperatore vi nacque nel 1769), è stata trasformata nell’unico Museo Nazionale dell’isola. Interessante anche la visita al Palais Fesch, con la sua vastissima collezione di opere tra dipinti, mobili e sculture. Prima di raggiungere Ajaccio si può fare una tappa a Filitosa (a 50 chilometri di distanza, nell’entroterra) per far visita a ciò che resta della capitale preistorica.

Il Parco naturale regionale della Corsica, creato nel 1972, interessa circa un terzo del territorio dell’isola (circa 3.500 km², in un ambiente terrestre e marino ) e permette la conservazione del paesaggio e di numerose specie animali e vegetali, alcune delle quali rare e peculiari della Corsica. Il Parco si sviluppa lungo la dorsale montuosa che attraversa l’isola da NO a SE e include – oltre alla riserva naturale di Scandola (posta sotto il patrocinio dell’UNESCO) – anche zone pedemontane e marine, come il Golfo di Porto, coronato dagli spettacolari Calanchi, o gli stagni litoranei della costa orientale.

I Calanchi di Piana

I Calanchi di Piana sono un’incredibile formazione geologia divenuta Patrimonio dell’UNESCO nel 1983 per la sua bellezza quasi surreale e per la sua unicità. Questi speroni di granito rosso, che si innalzano a 400 metri di altezza fino ad avvolgere il tratto di strada della D81, sono caratterizzati dalle forme più disparate e bizzarre. Appena superati i Calanchi si entra nel territorio della Riserva Naturale di Scandola, sosta obbligata sull’isola. L’unico modo per raggiungerla è partendo con un’escursione in traghetto da Porto: un emisfero aspro e selvaggio, dove domina il rosso accesso delle rocce e delle grotte, il blu turchese dei fondali incontaminati e il silenzio della natura. Qui è facile l’avvistamento delle foche monache. Da non perdere il borgo marinaro di Girolata, accessibile solo via mare, e il caratteristico villaggio montano di Ota. Durante oltre quarant’anni il Parco naturale regionale della Corsica ha avuto un ruolo chiave nel recupero del territorio.

Il borgo di Prato di Giovellina

Diversi i settori interessati: la ripresa della secolare cultura del castagno, la protezione antincendio, il recupero di dozzine di ovili e stazzi, il riavviamento di mulini ad acqua, il restauro di monumenti e lo sfruttamento di giacimenti archeologici, senza dimenticare il nuovo impulso dato all’insediamento nell’interno e lo sviluppo dell’artigianato locale. Lungo lo spartiacque del Parco corre per circa 180 chilometri, il già citato sentiero escursionistico GR20 (Grande Randonnée 20), che unisce Calenzana (Balagne, verso Calvi) a Conca (verso Porto Vecchio), sulla costa sud-orientale dell’isola. Il tracciato si sviluppa spesso oltre i 2000 metri d’altezza ed è percorribile interamente solo da luglio a ottobre, a causa del forte innevamento che interessa le aree centrali. L’intero percorso richiede almeno due settimane per essere completato, ma può essere diviso in tappe con soste nei rifugi.

Una regione della Corsica del Nord che riesce a coniugare alla perfezione l’aspetto montano con quello marino è la Balagne, chiamata anche “giardino della Corsica” per la fertilità della sua terra.

La bellezza antica dei borghi corsi

Questo luogo è famoso per i suoi villaggi arroccati dell’entroterra, come Speloncato, Feliceto, Pigna o Sant’Antonino, e per le due perle bagnate dal Mediterraneo: Calvi e Isola Rossa, quest’ultima attrae il turista grazie alla sua bella passeggiata sul mare, le spiagge da favola e l’atmosfera rilassata. Calvi, insieme alla sua baia, è considerata una delle località più belle della Corsica, con le case bianche, la cittadella rialzata dietro i massicci bastioni e l’atmosfera tipica delle cittadine balneari. In rue Colombe si trova il muro di un edificio considerato la casa in cui nacque Cristoforo Colombo, quando l’isola era governata dai genovesi. La città, affascinante e sorprendente per la sua posizione e per le sue architetture, diventa ancora più bella durante la Settimana Santa, quando le strade sono invase dalle processioni e dalle manifestazioni folkloristiche che illustrano la devozione dei suoi abitanti. Da non perdere, nei pressi, il borgo di Monticello, affacciato su di un mare color cobalto.

La spiaggia di Santa Giulia

Non lontano da Isola Rossa troviamo un luogo imperdibile del “continente in miniatura”: il Deserto delle Agriate, un territorio tanto impervio nell’entroterra quanto paradisiaco sulla costa, dove si trovano sicuramente le spiagge più belle dell’Alta Corsica, raggiungibili solo via mare oppure attraverso strade sterrate che si snodano nella macchia mediterranea. Tra queste spicca la meravigliosa Saleccia, lunga circa 1 chilometro, bianca, setosa e dalle acque cristalline.

Bonifacio

Raggiungerla richiederà delle buone gambe e un forte spirito d’avventura: il lido si trova dopo circa un’ora di cammino dalla spiaggia del Lotu, un’altra perla isolana.

Ancora sconosciuto al grande turismo di massa, Cap Corse il cosiddetto “Dito della Corsica” è una lunga penisola di circa 40 chilometri di lunghezza e 10 di larghezza che si allunga nel blu del Mediterraneo come l’indice di una mano. Si visita percorrendo il sentiero dei doganieri, che ne segue il profilo settentrionale, raggiungibile partendo da Bastia in direzione nord, attraversando paesaggi incontaminati e borghi di pescatori. Da non perdere la visita del villaggio di Centuri e i borghi di Rogliano, all’estremità della penisola, Cannella e Nonza. Bellissime anche le spiagge come quella di Pietracorbara, punteggiata di giunchi, o di Tamarone, bianca e talvolta frequentata dalle mucche, oppure Nonza, dall’altra parte del promontorio, una grande spiaggia di sabbia nera dalle acque celestiali. Si può poi scendere a Bastia, il maggior porto dell’isola. Una città fatta di stretti vicoli in salita, palazzi storici e sontuose chiese barocche. Bastia, fondata nel 1372, porta il nome della “bastiglia”, il fortilizio realizzato dai genovesi per difendere il territorio. L’area in cui sorgeva, e dove risiedevano i genovesi, era il quartiere di Terra Nova, i cui palazzi sono stati restaurati con facciate dipinte a colori vivaci. Insieme a Terra Vecchia, un insieme di pittoreschi vicoli dall’atmosfera tipicamente corsa, costituisce il centro storico della città, da esplorare passeggiando a piedi.

Spiagge a Bastia

Scendendo da Bastia si può far tappa all’antica città di Aléria e al suo sito archeologico romano per poi arrivare nella modaiola Porto Vecchio, località della Corsica famosa per le bellissime spiagge che si incontrano a due passi del suo centro storico in direzione Bonifacio. Tra queste, la celebre Palombaggia, una delle spiagge più belle della Corsica e del mondo, caratterizzata dalla sabbia bianca, dalle rocce rosa che tanto ricordano quelle della Sardegna e dalla vista delle dirimpettaie Isole Cerbicali, oppure l’affollata Santa Giulia, riparata da un verde golfo e bagnata da acque esemplari.

Bonifacio

Meta irrinunciabile di ogni viaggio in Corsica, è certamente Bonifacio con la sua maestosa costa frastagliata, la luminosa cittadella arroccata e le bianche falesie che affondano nel blu di un mare incantevole. Bonifacio si affaccia sulla parte meridionale dell’isola dall’alto di un promontorio scolpito dal mare e dal vento. Le Bocche di Bonifacio sono la sua attrazione maggiore ma anche il centro storico fatto di viuzze strette, tetti rossi e pareti ocra è un vero gioiello.

Sarténe

Protetta dalle fortificazioni della cittadella genovese, la città vecchia sembra aggrappata alle falesie di calcare che proteggono il porto della città. A metà strada tra le Bocche e l’Arcipelago di La Maddalena si trova l’arcipelago dei Lavezzi, un paradiso marino di scogli emersi, acque turchesi e calette bianche, dove è possibile attraccare per gite in traghetto in partenza da Bonifacio.

Dalla famosa Bonifacio passiamo alla meno conosciuta ma altrettanto deliziosa Sarténe, un borgo dell’entroterra dal fascino senza tempo, con le sue case di granito grigio, i vicoli ciechi e un’atmosfera cupa incarna perfettamente lo spirito della Corsica. Di stampo medievale (si è sviluppata a partire dal XVI secolo), “la plus corse des villes corses” ovvero la più corsa delle città corse, così dice il motto all’ingresso del suo abitato appollaiato su di una montagna a 14 chilometri da Propriano, è la culla delle tradizioni isolane. Austera e pittoresca al tempo stesso, Sarténe va esplorata a piedi, nel suo labirinto di stradine acciottolate dall’atmosfera mediterranea. Uno dei posti più belli della Corsica da visitare prima di una discesa nel lussureggiante Golfo di Propriano con le spiagge caraibiche di Campomoro e Cupabia.

Nella Valle del Tavignano

Un altro posto da non perdere nell’entroterra della Corsica è la Valle del Tavignano, da esplorare a piedi fino al curioso Lago di Nino (1.743 metri), dove nasce il fiume Tavignano per l’appunto. Il colpo d’occhio è sbalorditivo grazie ai tappeti erbosi della valletta punteggiati da rigagnoli e pozze d’acqua blu, che formano tutti insieme un’opera d’arte senza pari, insieme alle montagne delle Restonica all’orizzonte. Nella Valle della Restonica, invece, da non tralasciare una visita alle sue profonde Gole e la suggestiva cittadina di Corte.

LA CORSICA NEL PIATTO

La cucina della Corsica ha influenze francesi e italiane, ma la maggior parte dei piatti è davvero unica e molto gustosa. Il particolare gusto dei salumi deriva dal fatto che negli allevamenti locali i suini sono alimentati con cibi naturali. A base di carne di maiale e cinghiale, i salumi includono deliziose varietà come la coppa (lombata di maiale essiccata), il figatellu (salsiccia di maiale), il prisuttu (prosciutto intero salato e pepato, da gustare accompagnato da fichi), il lonzu (filetto di maiale salato e pepato) e il salame.

Coppa corsa

La produzione artigianale riguarda principalmente una razza di suini, il maiale nustrale, allevato in semilibertà che si nutre di castagne, ghiande, radici di arbusti della macchia. Ottimi anche i cinghiali e gli agnelli; l’agnello corso arrostito a fuoco lento, con rosmarino fresco, patate e spicchi d’aglio interi è uno dei piatti più tradizionali e gustosi. Il cinghiale in casseruola è considerato il piatto forte della Corsica. Abbondante e saporito, si tratta di cinghiale selvatico cotto in casseruola con carote, castagne, finocchio, aglio, cipolle, e una generosa quantità di acquavite.

Sulle montagne corse, uliveti, castagni, vigne e boscaglia compongono paesaggi unici in Europa. Forniscono olio d’oliva, erbe e miele di macchia mediterranea e la farina di castagna, utilizzata come base per diversi piatti: nicci (crêpes), blinis (morbide crespelle salate) o la pulenda (polenta di farina di castagna) che accompagna stupendamente il capretto in salsa.

La zuppa bouillabaisse

In qualsiasi periodo dell’anno, in Corsica è possibile gustare un’ampia scelta di pesce (proposto alla griglia, al forno, o misto nella tipica zuppa bouillabaisse), oltre a meravigliosi frutti di mare e crostacei. Particolarmente gustaso l’aziminu, una bouillabaisse corsa a base di pesce di roccia. Ottime anche le trote, rigorosamente pescate nei fiumi incontaminati dell’isola.

Da non dimenticare, poi, i formaggi. Il formaggio corso più famoso è senza dubbio il brocciu, formaggio fresco di pecora o capra, a base di latte e latticello. Insignito dal 1998 del marchio DOC, ricorre in numerosi piatti emblematici dell’isola, anche nei dolci. E per finire il dessert, c’è solo l’imbarazzo della scelta: le falculelle di Corte sono piccoli dolci a base di brocciu, zucchero, farina e tuorlo d’uovo, cotti in forno su una foglia di castagno, poi il fiadone, dolce a base di brocciu e limone, i canistrellis, biscotti secchi profumati al limone, all’anice, alla castagna, al vino.

Crostacei sempre freschi in Corsica

E concludiamo con le bibite. Due aperitivi tipici sono il Cap Corse a base di vino, arance macerate e china e la Pietra, la famosa birra corsa alla castagna. Tra i vini, sempre molto eclettici e particolari, da assaggiare il Vermentino bianco di Balagne (DOC Corse Calvi), lo Sciaccarello Rosé (DOC Ajaccio) o il moscato di Cap Corse (vino dolce naturale).