L’Infiorata di Scarperia

Domenica 24 maggio, per tutto il giorno, torna l’Infiorata di Scarperia (FI), con la sua 45a edizione. Lungo la via principale del centro storico, Via Roma, e nelle due piazze, Piazza dei Vicari e Piazza Clasio, tra la sera del sabato e la mattina della domenica scuole, associazioni, commercianti e cittadini si riuniranno per realizzare quadri floreali di varie dimensioni. L’Infiorata di Scarperia rappresenta uno degli eventi più attesi della primavera mugellana, occasione unica per vedere il bellissimo centro storico di Scarperia, uno dei Borghi più belli d’Italia, completamente invaso da una moltitudine di petali colorati.

L’Infiorata di Scarperia 2026

La preparazione dell’Infiorata ha inizio qualche tempo prima. Scelto il tema ed eseguito il disegno su carta, il soggetto viene riprodotto a gesso sulle pietre, nelle strade, nelle piazze. La sera precedente avviene la preparazione dei fiori, che vengono spetalati e la mattina seguente, giorno dell’Infiorata, avviene la stesura di uno strato di colla sul piano del disegno; in ultimo la paziente e accurata disposizione dei petali che offre per un giorno la visione di questo lavoro creativo.

“C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.” Impossibile non riconoscerlo, è l’incipit intramontabile delle “Avventure di Pinocchio”, uno dei classici più noti della letteratura italiana, protagonista dell’Infiorata 2026. Il tema di questa edizione celebra Carlo lorenzini in arte Collodi, in occasione del bicentenario della sua nascita. Con il titolo “Il Pinocchio di Carlo Collodi” l’Infiorata regalerà un tuffo nel passato raccontando la storia del burattino più famoso a grandi e piccini, risvegliando dolci ricordi. Anche quest’anno sarà proposta l’iniziativa “Adotta un quadro”, attraverso la quale le realtà aziendali locali da anni supportano la manifestazione con i loro contributi. I quadri resteranno visibili e fotografabili per tutta la giornata, e le famose coltellerie e botteghe del centro storico resteranno aperte così come ristoranti e trattorie dove sarà possibile gustare piatti tipici mugellani.

Un quadro dell’Infiorata di Scarperia 2025

Inoltre, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 sarà possibile visitare il complesso museale del Palazzo dei Vicari e Museo dei Ferri Taglienti. Ingresso gratuito per i residenti di Scarperia e San Piero. Per gli altri visitatori le tariffe sono consultabili sul sito web www.museoferritaglientiscarperia.it. L’ingresso al centro storico è gratuito e aperto a tutti. L’ingresso al complesso museale è a pagamento. In caso di maltempo l’evento si svolgerà regolarmente. Pro Loco Scarperia APS: informazioni@prolocoscarperia.it / Tel. 055 8468165 / Sito: http://www.prolocoscarperia.it

L’INFIORATA TRA STORIA E TRADIZIONE
Il modo per salutare la primavera esaltando il suo simbolo principale: il fiore. L’occasione per visitare nuovi posti e scoprire le usanze del luogo. Maggio e giugno non è solo il tempo dei primi bagni e delle scampagnate domenicali. Sono anche i mesi delle Infiorate, manifestazioni che uniscono cultura, arte e religione in un connubio perfetto, richiamando ogni anno migliaia di turisti e curiosi per vedere all’opera i maestri del disegno artistico a terra. Personaggi diventati famosi in tutto il mondo. Per un fine settimana le vie dei centri storici si trasformano in piccoli musei all’aria aperta. Tripudio di colori di cui sono artefici anche gli abitanti del posto. Insomma, una grande festa di popolo. In occasione delle celebrazioni del Corpus Domini (la nona domenica dopo Pasqua), ma non solo, tantissimi paesi d’Italia fanno a gara per organizzare le opere d’arte più belle realizzate esclusivamente con fiori, sabbie, legni ed elementi naturali.

Scarperia e San Piero, panorama foto di Maurizio Fiorenza

Le prime decorazioni floreali a sfondo religioso risalgono al XVII secolo quando, in piena epoca barocca, venivano allestite a Roma per le celebrazioni solenni del Vaticano. In particolare, è la festa dei Santi Pietro e Paolo – patroni della Capitale – dell’anno 1625 ad essere considerata dagli esperti la prima vera Infiorata. A coordinarla Benedetto Drei, responsabile della Floreria Vaticana. Anche se è il ‘900 il secolo della consacrazione definitiva delle Infiorate, quando la continuità nelle installazioni (favorita dalle condizioni storico-politiche) trasformò l’arte floreale da evento in tradizione. In tempi più recenti la tradizione delle Infiorate e dei tappeti di arte effimera si è andata implementando e in alcuni luoghi o città si celebrano eventi festivi laici come il folkloristico Saluto alla Primavera. Non c’è più nazione al mondo che non abbia la sua Infiorata, in qualunque periodo dell’anno, a seconda della latitudine. Ma quelle italiane, soprattutto alcune, restano le più importanti, imitate da tutti.

Scarperia e San Piero, Palazzo dei Vicari

I tappetti floreali e le composizioni festive (altari e archi), realizzati in spazi pubblici con materiali naturali sono opere di arte effimera capaci di offrire, sia pur per un solo giorno, una suggestiva ed inedita visione dei borghi che li ospitano.

VIAGGIO A SCARPERIA

Tra il verde paesaggio del Mugello e della Val di Sieve, a pochi chilometri da Firenze, sorge un borgo che ha costruito la sua storia e la sua identità sul freddo metallo. Si tratta di Scarperia, paese circondato da colline ricoperte di cipressi e boschi che nascondono, all’ombra dei loro alberi, pregiati funghi e tartufi. Qui, in questo contesto di natura e bellezza, si arriva al borgo, centro fortificato il cui cuore è il Palazzo dei Vicari, residenza di impianto trecentesco. Ma la vera anima del paese è rappresentata dalla produzione di “ferri taglienti: coltelli, cesoie e temperini”, che nel corso della storia garantì agli artigiani locali notorietà e fama, a partire dal Medioevo fino a metà Settecento. Dal semplice coltello utilizzato sulle tavole dei più umili ai preziosi modelli che arrivavano nelle mani dei nobili, da strumento di lavoro a pegno d’amore o arma, l’arte della coltelleria ha dato un’identità al territorio e oggi ne resta l’eredità, scrigno di tradizioni da conservare e valorizzare.

Scarperia e San Piero, panorama

Il piccolo centro urbano, che dal 1º gennaio 2014 è fuso con San Piero a Sieve formando il nuovo comune di Scarperia e San Piero, fu fondato nel 1306 dal Comune di Firenze per reprimere e frenare la potenza degli Ubaldini, come avamposto militare e come luogo di controllo della viabilità che collegava Firenze con il nord. Il borgo infatti, con la sua pianta ortogonale, è incentrato sulla strada principale, via Roma, tratto urbano della direttrice che conduce al passo del Giogo.

Scarperia e San Piero, Museo dei Ferri Taglienti

In origine il suo nome era “Castel San Barnaba” in omaggio al Santo di Campaldino e alla vittoria dei fiorentini contro i ghibellini di Arezzo avvenuta l’11 giugno, giorno dedicato appunto a San Barnaba. In seguito cambiò nome in Scarperia: infatti l’insediamento principale, che oggigiorno rappresenta il centro storico, è situato alle falde (scarpa, nel senso di ai piedi) degli Appennini. Da lì, infatti, iniziava una salita al passo del Giogo, erta e difficile, cioè “ria”.

Il borgo, sorto come avamposto fiorentino lungo la via Bolognese, è poi diventato importante mercato e luogo di sosta sfruttando la sua posizione. Ancora oggi è attraversato e diviso in due dalla strada che conduce a Bologna, intorno alla quale gli edifici hanno formato un tessuto urbano di forma vagamente rettangolare racchiuso da mura intervallate da torri quadrate. Oggi è possibile ammirare scorci di cinta muraria che racchiudono il centro storico e tutta la sua storia. Il cuore dell’insediamento fortificato è il palazzo dei Vicari, residenza di impianto trecentesco, severa e turrita sul lato rivolto verso la piazza, e fortezza sul retro. Il nome deriva dai “Vicari”, rappresentanti della repubblica di Firenze nel territorio, che abitavano nel palazzo.
Due grandi muraglie che formano un vasto cortile interno lo raccordano al mastio, a sua volta inserito nel percorso occidentale della cinta muraria, che purtroppo solo in alcuni tratti è ben conservata.

Scarperia e San Piero, Prepositura dei Santi Jacopo e Filippo

Tutto il complesso del palazzo è dotato di scarpatura alla base delle mura e di un agile torre, con merli e beccatelli, svettante dall’angolo destro della facciata volta alla piazza. I restauri dopo il terremoto del 1929 lo hanno reso simile al palazzo Vecchio di Firenze. La facciata è ornata dai numerosi stemmi dei Vicari che si sono succeduti, a dimostrazione di quanto fosse ambita questa carica dai Fiorentini più potenti. Lasciare l’emblema della propria casata era un obbligo per ogni nuovo vicario. Molto interessanti sono gli stemmi in terracotta invetriata provenienti dalle botteghe dei Della Robbia e di Benedetto Buglioni. L’interno è caratterizzato da finiture ed affreschi di epoca rinascimentale che contrastano con il rude aspetto esterno del palazzo. Al piano superiore, nella prima sala, una “Madonna con Bambino e Santi” (1554) appartiene alla scuola del Ghirlandaio. Il palazo dei Vicari ospita anche il Museo dei Ferri taglienti: un percorso nell’artigianato mugellano dove i coltelli di Scarperia sono i protagonisti indiscussi.

Scarperia e San Piero, Oratorio della Madonna di Piazza

I coltelli e Scarperia da secoli rappresentano un binomio inscindibile: risalgono al XV secolo gli “Statuti dei Coltellinai”, la cui attività è stata per lungo tempo la caratteristica principale della vita economica del borgo del Mugello, che ha assicurato alla cittadina una notorietà a livello internazionale. Il Museo dei Ferri taglienti si pone come luogo che privilegia la materialità e vitalità dell’oggetto, piuttosto che le qualità estetiche: il visitatore viene guidato per un percorso attraverso il quale può manipolare il coltello, montarlo e smontarlo. Gli spazi museali si pongono anche come luogo della memoria, documentando il profondo radicamento del coltello nella storia e nella vita quotidiana di Scarperia. Particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione degli ambienti di lavoro, all’organizzazione sociale e familiare derivata dalla produzione di coltelli, così come ampio è lo spazio dedicato alle creazioni tipiche dei coltellinai scarperiesi. La Bottega del coltellinaio accanto al Museo è la naturale conclusione del viaggio nella storia iniziato all’interno del Palazzo dei Vicari: qui la memoria diventa concreta ed è possibile seguire dal vivo le fasi della realizzazione del coltello.

Scarperia e San Piero, Villa Il Torrino

Il palazzo dei Vicari si affaccia sulla piazza principale del paese che mette in mostra anche due interessanti edifici religiosi. Il primo è la propositura, fondata da Frate Napoleone dei Galluzzi nel 1326 e intitolata ai Santi Jacopo e Filippo. La chiesa, ampliata nel 1870 e riquadrata dall’architetto Mario Falcini, contiene un tondo marmoreo di Benedetto da Maiano, un tabernacolo di Mino da Fiesole e un crocifisso del Sansovino, oltre a numerosi dipinti. L’altro notevole edificio è l’Oratorio della Madonna di piazza, risalente al 1320 circa: qui si svolgeva la solenne cerimonia di insediamento dei Vicari, che ricevevano il giuramento di obbedienza dei Podestà e prendevano possesso del loro ufficio. Al centro della cappella al piano terra si trova un tabernacolo tardogotico con colonne a torciglione del 1490 circa. La costruzione custodisce la Madonna di Piazza, ritrovata, secondo la tradizione, nel pozzo della piazza. Da segnalare ancora l’oratorio della Madonna dei Terremoti: una pia tradizione vuole che la Madonna, poi detta “dei Terremoti”, deponesse sulle ginocchia il Bambino per giungere le mani ed implorare al cielo la cessazione del sisma del 1542.

Scarperia e San Piero, Pieve di San Pietro

Interessante anche l’oratorio della Madonna del Vivaio, sulla strada che conduce a Sant’Agata. Nelle adiacenze sorge la Villa “Il Torrino”, ricostruita su un’ antica torre delle mura urbane e restaurata con interventi “in stile” negli anni 1930-40. Il suggestivo parco, ricavato dalla scarpata delle mura, è abbellito da alberi secolari e percorso da vialetti e labirinti di siepe, con antichi orci, conche e numerose sculture. Vi è anche uno splendido giardino all’italiana ed una vasca con ninfee circondata da un sedile circolare in pietra.

Nella parte del paese che un tempo era San Piero di Sieve, sorge l’interessante Pieve di San Pietro, una delle più antiche del Mugello. L’edificio attuale, risalente alla metà del XII secolo, è con ogni probabilità impostato su di una precedente costruzione, dato che la Pieve è già ricordata in un documento storico del 1018. Nella chiesa e nella canonica si conservano manufatti di notevole valore artistico, fra cui spicca la fonte battesimale in terracotta attribuita a Giovanni della Robbia.
Davanti alla Pieve si trova l’Oratorio della Compagnia, luogo dove, fin dal 1275, operava l’antico ospedale del borgo. Sempre a San Piero si può visitare il Convento di Bosco ai Frati – uno dei conventi più antichi della Toscana – dove al suo interno spicca un Crocifisso di Donatello.

Nei pressi del capoluogo si trova il borgo di Sant’Agata, dominato da una bellissima pieve romanica del XII secolo che può considerarsi l’edificio sacro più importante del Mugello.

Scarperia e San Piero, Pieve di Sant’Agata

All’interno custodisce un recinto battesimale costruito con i pannelli del pulpito datato 1175 e tavole dipinte di Jacopo di Cione e Bitti di Lorenzo. La chiesa è realizzata in bozze di alberese con elementi di arenaria e serpentino verde e ha un’originale copertura in legno a due spioventi. Infine è da visitare la frazione di Fagna con la sua Pieve, citata nei documenti sin dal 1018 e ricca di preziosi dipinti.

Per chi desiderasse alloggiare a Scarperia per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo La Locanda Le Isole, struttura che sorge su di un antico rudere recentemente restaurato, nel cuore del Mugello. Ogni appartamento indipendente è stato ristrutturato rispettando la storia di tipico casale toscano, mantenendo quindi il suo fascino rustico. Ognuno ospita da 2 a 6 persone ed è dotato di riscaldamento singolo, bagno con doccia, angolo cottura accessoriato, biancheria da letto e da bagno, asciugacapelli, ingresso indipendente, resede e parcheggio gratuito.

La Locanda Le Isole

I piatti proposti dal ristorante della Locanda prevedono l’utilizzo di ingredienti locali a km 0 e di stagione. La Locanda Le Isole è dotato di piscina con sdraio e ombrelloni a disposizione degli ospiti degli appartamenti: uno spazio di relax condiviso aperto dalle 9 alle 19.

SCARPERIA NEL PIATTO

Alimenti poveri in origine ma ottimi nella loro combinazione danno vita a una cucina di forte impronta appenninica: la ribollita è piatto toscano per eccellenza, infatti è chiamata anche zuppa di fagioli alla fiorentina; i tortelli di patate sono tipici del Mugello; la farinata con gli zoccoli, viene dalla Garfagnana e vive del contrasto tra il morbido della minestra e il duro del pane abbrustolito. Ottima infine è la pappa ai pomodoro (non è un refuso: si chiama proprio così) i cui ingredienti sono pane raffermo, pomodoro, aglio e basilico fresco. Si prepara tutto l’anno, ideale anche per l’estate da gustare tiepida o fredda.

Ribollita toscana