A Faenza “Vini ad Arte”: un capolavoro di Sangiovese

Faenza celebra uno dei suoi prodotti di punta, il vino, con “Vini ad Arte”, l’evento che quest’anno festeggia un traguardo importante: vent’anni di racconto, scoperta e valorizzazione del nettare di Romagna. La giornata di lunedì 22 settembre, in programma a Casa Spadoni e dedicata ai professionisti del settore (ristoratori, enotecari, sommelier), dalle 16.00 alle 20.00 aprirà anche agli appassionati, offrendo a tutti l’opportunità di scoprire e degustare il meglio dei vini romagnoli (oltre 400 etichette presenti al salone).

Vini ad Arte 2025

I vini a denominazione d’origine della Romagna vanno dall’intrigante Albana DOCG, di grande personalità, top nelle versioni secco e passito, agli importanti Sangiovese DOC Superiore e Sottozona, anche Riserva, all’eclettico Trebbiano – l’affidabile bianco quotidiano dei romagnoli – ai nuovi validi Bianco e Rosato Spumante Novebolle® che rilanciano la grande stagione delle bollicine romagnole di inizio ‘900, fino al fresco iconico Pagadebit, alla mitica Cagnina dolce e ai tanti interessanti autoctoni DOC che vivono una nuova giovinezza – in particolare i bianchi Rebola e Famoso, aperti e solari, così come il particolare rosso speziato Centesimino – ma anche l’intenso Burson da Uva Longanesi, un rosso caratteristico prodotto come IGT Ravenna

Vini ad Arte” è nato nel 2006 a Faenza come importante appuntamento ricorrente, dedicato in particolare alla stampa internazionale di settore e alla ristorazione. Obiettivo far conoscere ed apprezzare i vini DOP più iconici del territorio, con particolare riferimento alle nuove annate di Romagna Sangiovese e Romagna Albana DOP che entrano in commercializzazione a partire da queste settimane.

La promessa è già nel titolo della manifestazione: nel territorio romagnolo si ottengono “vini ad arte”, dalle stesse argille dalle quali prendono forma le famose ceramiche artistiche faentine.

Vini ad Arte

La manifestazione, svoltasi fino alla scorsa edizione al Museo Patrimonio Unesco, doveva sancire con forza d’immediatezza tale sintesi: dalle terre, la sapiente mano dell’uomo sa tirar fuori opere d’arte ceramica così come vini eccellenti, nel rispetto di quanto il territorio sa custodire e grazie alla fine capacità del Sangiovese di fotografare i suoli interpretandone fedelmente la trama.

VINI AD ARTE 2025 – Lunedì 22 settembre, Casa Spadoni a Faenza

L’evento “Vini ad Arte” si tiene a Faenza dal 22 al 24 settembre, ma la giornata di lunedì 22 è nata per coinvolgere direttamente il grande pubblico. Un appuntamento quindi da non perdersi anche per gli appassionati ed i curiosi del vino, vista la possibilità di vivere esperienze uniche e irripetibili in un contesto particolare offerto dalla suggestiva cornice di Casa Spadoni, hotel, ristorante e spaccio gastronomico.

Faenza, Casa Spadoni

I wine-lovers dotati di biglietto avranno la possibilità, dalle 16 alle 20, di ascoltare aneddoti e racconti narrati dai produttori di oltre 50 cantine, scoprendo curiosità che si nascondono nel meglio che la Romagna vinicola può offrire. Non mancheranno, ovviamente, assaggi di eccellenze food in grado di portare al top l’esperienza dei vini. I ristoratori, inserendo le proprie credenziali sul sito www.viniadarte.it, potranno aderire e accedere gratuitamente al salone e alla masterclass tipologica a essi dedicata. In esclusiva per gli entusiasti del vino, alle 18.30 è in calendario la masterclass a cura di Filippo Bartolotta, dal titolo: “Viaggio nel tempo con l’album di famiglia del Romagna Sangiovese”, esperienza di tasting guidato di vecchie annate, un unicum da non perdere davvero (30 posti disponibili, prenotando online il proprio biglietto d’ingresso).

MIC – Il Museo Internazionale delle Ceramiche

Quanto proposto al grande pubblico – che è giusto e bello coinvolgere perché viva l’orgoglio per le ottime cose che il territorio è in grado di creare – s’inserisce nell’anteprima dedicata ai giornalisti degustatori, che da 15 paesi si raccoglieranno e prenderanno parte alle degustazioni dei vini in anteprima oltre che a visite ai vigneti nei territori romagnoli.

VIAGGIO A FAENZA

Tagliata in due dalla Via Emilia (oggi Corso Mazzini e Corso Saffi) e attraversata dal percorso del fiume Lamone, Faenza, in provincia di Ravenna, è una città d’arte di origini romane (Faventia questo era il suo antico nome) dall’aspetto marcatamente rinascimentale, che non sdegna di mostrare chiari richiami allo splendore del barocco e all’eleganza borghese del liberty.

Pur essendo un piccolo centro della Romagna, il suo nome è celebre oltre i confini d’Italia per la produzione della Ceramica, una tradizione artistica e artigianale iniziata nel Rinascimento ma che da oltre cinque secoli dà vita a oggetti unici nelle botteghe locali.

Mic Faenza allestimento Art Nouveau

Non è un caso che in tutto il mondo per indicare la maiolica venga usato il termine francese “faïence” dal nome di Faenza, e proprio la città ospiti all’interno del MIC – Il Museo Internazionale delle Ceramiche la più estesa raccolta tipologica esistente dedicata a questa antica arte, con oltre 60mila opere che vanno dai 4000 anni a.C. ai giorni nostri.

Faenza, fontana monumentale e Duomo di S. Pietro Apostolo

Fondato nel 1908, il Museo Patrimonio Unesco ospita pezzi di ogni provenienza geografica e di ogni epoca storica, con una ricca sezione dedicata alle ceramiche faentine del Rinascimento. Le principali produzioni di maiolica di epoca rinascimentale sono descritte attraverso i centri ceramici regionali: Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana e Veneto. Queste opere, autentici capolavori, fecero del Cinquecento il “secolo d’oro della maiolica italiana”. Tutt’oggi l’arte della ceramica è, per così dire, il marchio di fabbrica di Faenza, un’arte capace di coniugare il nuovo all’antico e un vivace senso artistico come è possibile ammirare nelle oltre sessanta botteghe ceramiche dove artigiani e artisti producono oggetti a marchio certificato, in forme e decori che spaziano dalle riproduzioni storiche alle sperimentazioni artistiche. Piatti, vasi, boccali, zuppiere e albarelli sono oggi raffinati souvenir che ben figurano in ogni casa.

Faenza, Piazza del Popolo

Sin dal 1300, Faenza fu un importante punto d’incontro politico e culturale grazie ai legami che la locale signoria dei Manfredi seppe instaurare con la Firenze dei Medici. Per secoli la città è stata impreziosita da monumenti che ancora oggi conservano inalterato il loro fascino. Gli spazi urbani stessi sono dei capolavori con l’imponente Piazza del Popolo, delimitata da due ali porticate su cui si affacciano il Palazzo del Podestà e il Palazzo Municipale, già dimora dei Manfredi, signori della città nel XIV secolo.

Faenza, Palazzo Milzetti

L’adiacente Piazza della Libertà costituisce da sempre il centro religioso della città, qui infatti sorge il Duomo di fine quattrocento intitolato a San Pietro Apostolo, che custodisce numerose opere d’arte del periodo rinascimentale. Nel mezzo, tra le due Piazze, si stagliano la fontana monumentale di tradizione barocca, in pietra d’Istria e bronzo, e la torre civica dell’Orologio, entrambi simboli indiscussi dal XVII secolo. Tra gli altri notevoli monumenti del centro storico, l’elegante Teatro Masini e il settecentesco Palazzo Milzetti, oggi sede del Museo nazionale dell’età Neoclassica in Romagna dal 2001, una delle dimore neoclassiche più importanti d’Italia. Un luogo in cui architettura, pittura, scultura e arti applicate si fondono in un insieme capace di raccontare la cultura aristocratica di una famiglia del pieno periodo napoleonico. Altre raccolte d’arte di grande interesse si possono ammirare presso la Pinacoteca Comunale, il più antico museo della città e il Museo Carlo Zauli, dedicato al ceramista faentino e alla tecnica della ceramica nell’arte contemporanea. Una visita (solo su prenotazione) merita anche il Museo Civico delle Scienze Naturali, fra i più importanti della Romagna per la ricca collezione di insetti, uccelli e fossili.

Poco fuori dal centro merita una visita Parco Bucci, polmone verde della città che sorge su quella che era la piazza d’armi (e il nome, nella tradizione faentina, sopravvive ancora), adibita fino ai primi del ‘900 ad esercitazioni militari e in seguito, fino agli anni ’60, a pascolo per cavalli.

Faenza, Parco Bucci

Il Parco venne realizzato nei primi anni ’70 dal Comune di Faenza con la preziosa collaborazione, perlomeno da un punto di vista faunistico e botanico, da Roberto Bucci, industriale faentino al quale è dedicata questa area verde, e dal vivaista e naturalista Cesare Gallegati. Pur con la prevalenza delle piante esotiche – chiaro retaggio della moda anni ’60 – il parco mostra già una certa attenzione alle specie autoctone. Altro elemento dominante è l’acqua con due laghi collegati da un ruscelletto, isolette, ponticelli. In direzione diametralmente opposta, al di là del Lamone, sorge la piccola chiesa della Commenda, databile al XII secolo.

FAENZA NEL PIATTO

Il territorio è ricco di prodotti di alta qualità come la Pesca di Romagna e la Nettarina IGP, albicocche e uva, anche di produzione biologica. Il piatto identificativo della regione è la piadina, o meglio la vera piadina, dal momento che i romagnoli sono i creatori di questo piatto. Chiamata anche piada, si ottiene lavorando insieme farina di grano, strutto, bicarbonato (o negli ultimi anni un pizzico di lievito), acqua e sale e viene cotta su un piano di terracotta chiamato teggia, anche se oggi si cuoce anche su una piastra di pietra refrattaria denominata testo.

Passatelli in brodo

Tra le bontà culinarie di Faenza e romagnole in genere rientrano senza dubbio i cappelletti e i passatelli considerati i piatti più nobili e rinomati della regione. In Romagna i cappelletti, una pasta ripiena, vengono realizzati con due differenti farce: a base di soli formaggi o con l’aggiunta di carne. La particolarità di questa pasta sta nella sua sfoglia così sottile da mettere in risalto tutto il sapore dato dal ripieno. Vengono serviti rigorosamente in brodo. I passatelli rappresentano invece la classica minestra regionale. Questa pasta che probabilmente discende dalla ben nota stracciatella, presenta un composto a base di uova, formaggio e pangrattato, e viene realizzata mediante l’utilizzo di un particolare ferro che dà origine alla sua forma caratteristica. I passatelli vengono cotti direttamente nel brodo. Una specialità dolciaria propria di Faenza è la ciambella che, a differenza delle ciambelle tradizionali, non presenta alcun foro ed è a forma di panetto. I faentini la chiamano zambela per via della loro pronuncia che evidenzia la ‘s’ dialettale al posto della ‘z.

La zambela