
Belgioioso Medievale
Belgioioso (PV) torna al Medioevo: due giorni di storia, spettacolo e magia il 30 e 31 maggio nella caratteristica cittadine del Pavese. Il tempo si ferma e la storia prende vita grazie a “Belgioioso Medievale”, uno degli appuntamenti più attesi dedicati alla rievocazione storica in Lombardia, un evento, giunto ala IV edizione, che trasformerà Belgioioso in un autentico villaggio medievale.

Belgioioso Medievale
Per due giorni consecutivi, le vie, le piazze e la suggestiva cornice del castello accoglieranno visitatori e appassionati in un’esperienza immersiva tra spettacolo, cultura e tradizione, con un programma pensato per tutte le età. L’intero paese sarà coinvolto in una grande rievocazione diffusa accogliendo un vivace mercato medievale con artigiani e antichi mesti, mentre, giullari, musici e danzatori animeranno ogni angolo della città. Tra i momenti più attesi, le dimostrazioni di falconeria, le danze medievali, le evoluzioni degli sbandieratori e soprattutto la spettacolare tenzone tra cavalieri in armatura, che farà rivivere il fascino dei tornei d’epoca. Non mancheranno giochi storici, accampamenti militari dove scoprire usi, costumi e tecniche di combattimento medievali, attività esperienziali come tiro con l’arco e lancio dell’ascia e un’area food con stand gastronomici a tema medievale.

Belgioioso Medievale
Grande rilievo sarà dato anche ai momenti più suggestivi, come il Corteo Storico serale illuminato dalle fiaccole e le attività dedicate alle famiglie e ai più piccoli, tra cui la coinvolgente caccia alle uova di drago, pensata per rendere l’esperienza ancora più immersiva e partecipativa. L’offerta si completa con attività culturali e ludiche, tra cui giochi da tavolo e di ruolo. Per i più piccoli è prevista l’Area Bimbi Medievale, un’area speciale pensata per far vivere ai bambini esperienze di gioco medievale autentiche e stimolanti. Tra gli eventi in programma il più atteso è sicuramente il Torneo di spada lunga in armatura ad impatto pieno. La tenzone medievale è aperta a combattenti maggiorenni ed esperti, pronti a misurarsi in un confronto leale e spettacolare. Si combatte con armi storiche non affilate, sotto il controllo costante dei Maestri di Lizza. Sono ammesse armature storiche complete, per ricreare fedelmente l’atmosfera del Medioevo. Bersaglio valido: tutto il corpo, dalla testa alle ginocchia, in un duello intenso e reale. I colpi devono essere franchi, decisi e corretti: niente violenza gratuita, solo vera arte marziale.

Torneo di spada lunga in armatura ad impatto pieno
Il disarmo è una delle azioni più valorose e viene premiato. Ogni incontro dura 90 secondi ad alta adrenalina, fino alla vittoria del più abile. Il codice cavalleresco è sacro: rispetto per avversari, giudici e pubblico è obbligatorio. Nessun premio in denaro, solo onore, gloria e riconoscimento. Anche il Torneo al Tocco rappresenta, insieme al torneo ad impatto pieno, una delle esperienze più intense e spettacolari di Belgioioso Medievale insieme al torneo ad impatto pieno. I combattenti, avvolti in armature fedelmente ricostruite e armati di spade storiche, si affrontano nella lizza come avrebbero fatto i guerrieri del basso Medioevo. Ogni incontro è una prova di abilità, controllo e coraggio, dove nulla è lasciato al caso e ogni gesto racconta secoli di tradizione schermistica. Il Torneo al Tocco non è uno scontro brutale, ma un duello d’arte e tecnica: i colpi sono rapidi, precisi, portati “al tocco”, secondo regole rigorose che premiano la destrezza, la strategia e il rispetto dell’avversario. Solo i colpi netti e puliti vengono riconosciuti, sotto l’attento sguardo del Maestro di Campo e dei giudici.

Torneo al Tocco
Le sfide si susseguono in un crescendo di emozione, con combattimenti che possono vedere opporsi diverse discipline storiche: spada e scudo, spada e boccoliere, spada sola e spada lunga, in un confronto che esalta la varietà e la ricchezza delle arti marziali medievali. Per il pubblico, il Torneo al Tocco è un vero viaggio nel tempo: ogni incontro rievoca l’atmosfera dei tornei cavallereschi, tra onore, concentrazione e spettacolo. Un momento imperdibile della manifestazione, capace di unire rievocazione storica, sport e adrenalina, lasciando negli occhi degli spettatori l’immagine viva di un Medioevo che torna a combattere, davanti a loro.
“Belgioioso Medievale” è promosso con il coinvolgimento attivo dell’Amministrazione Comunale, che sostiene valorizzano una manifestazione capace di unire cultura, intrattenimento e promozione del territorio. “L’Amministrazione Comunale è orgogliosa di farsi protagonista, insieme all’Ordine del Guado di Sigerico e a Belgioioso Viva, di un evento che sta diventando il cuore pulsante della nostra città. Questa manifestazione si inserisce in un ampio progetto culturale volto alla valorizzazione del Castello come storica dimora della famiglia Visconti, Duchi di Milano. In questa visione, le Giornate Medievali e il nascente Museo Multimediale dedicato ai Visconti rappresentano azioni imprescindibili per la promozione storica e culturale del nostro territorio, restituendo centralità alla nostra eredità artistica e identitaria”, ha dichiarato il sindaco Fabio Zucca.

Belgioioso Medievale, area giochi
Alla realizzazione contribuiscono la compagnia storica locale Ordine del Guado di Sigerico, impegnata nella ricostruzione e nella divulgazione della vita medievale attraverso attività dimostrative e momenti didattici, e Belgioioso Viva associazione culturale nata dall’iniziativa di cittadini attivi per promuovere aggregazione, cultura e partecipazione sul territorio cittadino. “Belgioioso Medievale” si pone così un evento capace di trasformare il borgo in un palcoscenico a cielo aperto, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere un viaggio nel tempo tra storia, spettacolo e magia. L’evento, ad ingresso gratuito, coinvolgerà l’area del Castello e l’intero centro storico.
VIAGGIO A BELGIOIOSO
Belgioioso, amena località della provincia di Pavia, situata a pochi chilometri dalla riva sinistra del Po, fa parte dell’Unione dei Comuni Terre Viscontee del Basso Pavese di cui è centro di riferimento per importanza e servizi. Il borgo nacque nell’orbita dell’omonimo castello che prese questo nome, “Zoioso”, forse per la piacevolezza del luogo e per il sentimento di gioia che arrecava a chi vi soggiornava.

Belgioioso, immagine d’archivio
Sorto come fortilizio medievale, il Castello di Belgioioso nasce nel XIV secolo come baluardo difensivo dei Visconti di Milano. Fu grazie ad Antonio Barbiano e al figlio Alberico di Barbiano, illustre condottiero e Signore di Belgioioso, che l’antico fortilizio conobbe una nuova stagione, trasformandosi gradualmente in una raffinata Villa di Delizia, in linea con il gusto lombardo tra Seicento e Settecento. L’architetto Francesco Croce e le celebri tavole di Marc’Antonio Dal Re testimoniano l’ambizione di dare forma a un giardino all’italiana che fosse un capolavoro di geometrie, prospettive e scenografie verdi con carpinate monumentali, fontane e sculture mitologiche, e un Teatro de’ Rastelli che ancora oggi racconta la magnificenza di quell’epoca. Grazie ai fondi europei del PNRR – Missione 1 Cultura 4.0, il Giardino Storico del Castello di Belgioioso rinasce come bene culturale aperto con nuovi percorsi inclusivi, aree botaniche riqualificate, e un restauro che coniuga storia, comunità e sostenibilità.

Belgioioso, il parco
In questa Villa il celebre scrittore Parini compose “Il Mattino”. Oggi il Castello di Belgioioso, che comprende un notevolissimo parco in stile neoclassico, è divenuto, grazie all’Ente Fiera dei Castelli di Belgioioso e Sartirana, luogo d’incontro di scrittori, filosofi, musicisti e artisti, oltre che sede di esposizioni e di numerose rassegne e festival. Un fitto calendario di appuntamenti che ogni anno richiama visitatori da ogni parte d’Italia, come Parole Nel Tempo (piccoli editori in mostra), Officinalia (alimentazione biologica, biodinamica ed ecologia domestica), Armonia (benessere olistico), Taiji Festival (Taiji Quan) e Next Vintage (fiera del vintage), diventati ormai rendez-vous classici e caratteristici della sua programmazione.
La cittadina di Belgioioso ebbe uno sviluppo notevole favorito anche dalla bonifica del territorio portata a compimento da congregazioni religiose in collaborazione con gli abitanti del luogo. Nel 1431 diventò feudo di Alberico II da Barbiano e da quel momento il borgo legò il suo nome a quello dei membri della nobile famiglia che ne diventano Conti e poi Principi.

Belgioioso, frazione di San Giacomo, chiesa di San Giacomo della Cerreta
Per opera loro il castello venne trasformato in una residenza principesca e il borgo acquistò importanza. Belgioioso divenne infatti un vicariato, a cui facevano capo i centri circostanti. Il castello, andato incontro nel corso dei secoli a diversi rimaneggiamenti, è costituito da più corpi di fabbrica cronologicamente e stilisticamente diversi. La parte più antica, in laterizio, si affaccia su piazza Vittorio Veneto.
All’ingresso di Belgioioso incontriamo il campanile della chiesa di Santa Maria delle Grazie sorta, insieme al convento annesso, nel 1491. Accoglieva i frati francescani che qui rimasero fino alla soppressione dei monasteri imposta da Napoleone. Abbandonata a se stessa la struttura crollò in buona parte. Oggi, in seguito ad una ristrutturazione, è diventata sede della sala polifunzionale V. Trespi. Addentrandoci nella campagna tra Belgioioso e il fiume Po si raggiunge, nella frazione di San Giacomo, l’omonima chiesa di San Giacomo meta dei pellegrini in quanto situata sull’antico percorso della Via Francigena. Il suo nome si riferisce ad un’altra delle mete dei pellegrini medievali: Santiago di Compostella in Spagna. La chiesa appartiene all’arte lombarda della prima metà del XV secolo e si presenta come un piccolo edificio in mattoni a vista rossi con un massiccio portale in pietra. L’interno, ad aula unica, è rivestito da affreschi che raccontano l’anima della pittura lombarda rinascimentale. Sono dipinti di tipo votivo legati ai pellegrinaggi. Oltre alla Madonna, sono ripetutamente rappresentati San Rocco e San Giacomo, entrambi in vesti di pellegrini, con bastone e bisaccia.

Zuppa Pavese
Nelle raffigurazioni di San Giacomo si aggiunge la caratteristica conchiglia che i pellegrini raccoglievano a Capo Finisterre, sulle spiagge dell’Oceano Atlantico, come segno e ricordo del viaggio compiuto. In passato, presso San Giacomo della Cerreta, sorgeva il piccolo insediamento di Porcaria, il cui toponimo indicava letteralmente un luogo destinato all’allevamento dei suini. Concludiamo con una curiosità spiegando il motivo per cui i belgioiosini sono soprannominati “Brusacrist”: nel 1766 il popolo si ribellò contro la curia di Pavia che non si decideva a nominare un nuovo parroco. Durante la rivolta venne bruciato in piazza un crocifisso e proprio da questo episodio deriva il soprannome Brusacrist che significa “Brucia Cristo”.
BELGIOIOSO NEL PIATTO
La cucina pavese è un trionfo di sapori rustici, un mix di tradizione contadina e innovazione culinaria legata indissolubilmente con il territorio, con le risaie, e le cui influenze arrivano da regioni confinanti come Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.

Salame d’oca di Mortara Igp
Uno dei piatti simbolo è il miccone pavese, un pane speciale realizzato con farina di grano duro a pasta dura, noto per la sua consistenza asciutta e la lunga durata. Accompagnato da selezionati salumi e formaggi locali, rappresenta un’autentica delizia della cucina pavese. Per chi ama i sapori più audaci, da non perdere il Salame d’oca di Mortara Igp, un insaccato tradizionale preparato con carni miste di maiale e oca, stagionato nella pelle d’oca per un gusto unico e avvolgente. Servito come antipasto nei migliori ristoranti della città, è spesso accompagnato da una selezione di salumi e formaggi locali.
Tra i piatti più celebri della tradizione pavese c’è anche la zuppa pavese, un piatto ricco e saporito che affonda le sue radici nella cucina contadina locale. Preparata con brodo, pane casereccio, formaggio e uova, questa zuppa è un comfort food ideale sia come primo piatto che come piatto unico. Per gli appassionati dei risotti c’è solo l’imbarazzo della scelta. Varie le ricette che spiccano per gusto e peculiarità gastronomica.

Risotto con le rane
Ne citiamo alcune il risotto con pasta di salame e bonarda, il risotto con i peperoni (alla vogherese), con borlotti o il risotto alla certosina oltre al peculiare risotto con le rane, un piatto che unisce il gusto del riso con la tradizione culinaria locale delle rane. Ideale per il risotto è il carnaroli o l’arborio. Contrariamente ad altre regioni d’Italia, qui le rane sono un’importante componente culinaria e vengono sapientemente incorporate in questo piatto prelibato, disponibile in molte varianti nei ristoranti cittadini. Per concludere in dolcezza, sono da assaporare la torta Vigoni, dal 1878 la vera torta paradiso, le Offelle di Parona, biscottini semplici di pasta frolla, i Brasadè, ciambelline burrose tipiche dell’Oltrepò pavese e i Pazientini, biscotti tradizionali che racchiudono i sapori autentici della provincia di Pavia. L’Oltrepò Pavese è una DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella zona chiamata Oltrepò Pavese compresa nella fascia collinare della provincia di Pavia a sud del Po. Tra i rossi Croatina, Sangue di Giuda, Bonarda, Buttafuoco e tanti altri prodotti combinando le varie uve autoctone. Per i bianchi citiamo l’eccellenza di Pinot Grigio, Pinot Nero, Riesling. Moscato e Malvasia.