Dal 12 al 22 giugno, la storica contrada del Terziere Casalino di Città della Pieve, Perugia, torna a organizzare e allestire la tradizionale e suggestiva Infiorata dedicata al loro patrono, San Luigi Gonzaga, venerato nella chiesa dell’ex Seminario Vescovile, cuore pulsante del rione. Da Porta Sant’Agostino sino ai piedi della Cattedrale in piazza del Plebiscito, un tappeto floreale di oltre 900 metri quadrati trasformerà Città della Pieve in un tripudio di colori e profumi.
Nell’occasione l’affascinante borgo medievale si trasforma in una tavolozza vivente, dove i petali di fiori sostituiscono pennelli e colori, dando vita a un incredibile tappeto artistico. E’ dalla devozione e dall’affetto dei contradaioli del I° Terziere Casalino per il Santo patrono che ogni anno nasce l’ineguagliabile incanto dell’Infiorata di San Luigi Gonzaga. Questo appuntamento, tra i più importanti che la città, segna tradizionalmente l’inizio delle manifestazioni dell’estate pievese. Ogni edizione è unica, originale ed irripetibile visto che ogni anno cambia il tema e vengono realizzati disegni sempre diversi.
Il programma come sempre è ricco anche di eventi collaterali tra mercati artigianali, laboratori per bambini, concorsi, mostre, musica dal vivo, il tradizionale corteo per le vie del Terziere, il torneo degli arcieri, il trekking urbano, “Scoprendo il Casalino”, con la visita guidata nei luoghi simbolo del Terziere, oltre all’Infiorata vera e propria che si terrà domenica 22 giugno. La vera magia ha comincerà sabato 21 giugno alle 18, quando i contradaioli inizieranno a posare i fiori, lavorando senza sosta fino all’alba. Un’atmosfera unica, tra profumo di petali freschi, chiacchiere notturne e un pizzico di sana follia, perché diciamocelo: bisogna essere un po’ pazzi per passare la notte in ginocchio a sistemare fiorellini con la precisione di un orologiaio svizzero! Il risultato? Domenica 22 giugno, le vie di Città della Pieve si vestiranno di un mosaico floreale, un capolavoro che lascerà tutti a bocca aperta.
E siccome l’arte mette appetito, ecco un’altra ottima notizia: la Taverna del Barbacane sarà aperta tutte le sere dal 12 al 22 giugno. Qui si mangia sul serio, con piatti della tradizione umbra che scaldano il cuore e riempiono lo stomaco. Dalle lumache al pizzico, piatto simbolo della taverna, al cinghiale al dragoncello, passando per pici, gnocchi e carni cotte alla brace. Martedì 17 giugno, poi, ci sarà la speciale Cena dei Fiori, per chi vuole scoprire il lato più profumato e inaspettato della cucina.
Ma l’Infiorata è anche un’occasione perfetta per perdersi tra i vicoli di Città della Pieve, un borgo che sembra uscito da un dipinto. Qui si possono ammirare le opere del Perugino, passeggiare tra le mura medievali, scoprire la storia della città attraverso le sue chiese e magari fare un salto nel passato visitando la Tomba di Laris, una straordinaria testimonianza etrusca. Insomma, il mix perfetto: arte, tradizione, buon cibo e un’atmosfera che fa venire voglia di conoscere più a fondo quest’angolo incantevole dell’Umbria.
LE STORIE LEGATE ALL’INFIORATA DI CITTÀ DELLA PIEVE
La rinomata Taverna del Barbacane sorge sotto ad uno dei pochi resti murari eretti a difesa del paese: la medievale Torre del Vescovo, in epoche recenti sottoposta a continui interventi di manutenzione conservativa da parte dei contradaioli. Sotto la torre, lungo il camminamento e nell’ampio cortile sottostante sono collocati i tavoli e le panche artigianalmente realizzati.
Virtuose damigelle e giovani popolani rigorosamente in costume d’epoca servono ai tavoli pietanze rinascimentali e piatti tipici della cucina umbro-toscana. La Taverna del Barbacane è aperta a giugno in occasione dell’Infiorata di San Luigi Gonzaga e in agosto durante i festeggiamenti del Palio dei Terzieri di Città della Pieve.
I Terzieri: nel 1250 i Terzieri vengono nominati per la prima volta nell’atto di sottomissione a Perugia quando, dopo un brevissimo intervallo di autonomia e libertà dovuto alla protezione dell’imperatore Federico II di Svevia, l’antica Castel del Pieve veniva soggiogata dalla città del Grifo. L’impianto urbanistico definitivo risale all’epoca comunale ed è giunto all’incirca immutato fino ai giorni nostri; esso è caratterizzato da una sagoma della città che ricorda per certi versi quella di un’aquila che avanza minacciosa verso Roma. I Terzieri hanno origine dalla suddivisione della città medioevale in tre porzioni di terreno, le parti dell’aquila si identificano con i Terzieri, che a loro volta si riferiscono a tre classi sociali.
Alla testa corrisponde il Terziere Castello o Classe dei cavalieri (Aristocrazia), alla pancia il Terziere Borgo Dentro (Borghesia), all’ala-coda il Terziere Casalino o Classe dei Pedoni (Contadini). I Terzieri di Città della Pieve sono stati spesso in conflitto tra di loro. Lo spirito di competizione ha alimentato il loro desiderio di primeggiare. Ma per rievocare il suggestivo passato medioevale e per acclamare l’identità dei Pievesi, ogni anno si celebra nel mese di agosto il caratteristico e suggestivo Palio dei Terzieri.
VIAGGIO A CITTÀ DELLA PIEVE
Arroccata su un pendio collinare che domina il lago Trasimeno e la Val di Chiana, sorge Città della Pieve, un borgo dalla struttura squisitamente medievale, in gran parte realizzato in mattone locale, che qui si produce in ottima qualità fin dal Medioevo. Con la sua struttura urbanistica armoniosa e i caldi colori del laterizio, Città della Pieve si distingue per le sue strade ampie e poco tortuose, un tratto che la avvicina ai borghi del Senese più che ai tipici borghi umbri.
La vicinanza alla Toscana, a soli 10 chilometri, ne fa una terra di confine, un luogo dove l’Umbria si mescola con influenze toscane e laziali. Il centro storico mantiene l’impianto urbanistico originario tipicamente medievale, sul quale si sono innestati elementi architettonici di gusto rinascimentale, barocco, rococò e neoclassico, che evidenziano la vitalità artistica della città. La città si presenta “fulva e compatta”, con i suoi mattoni rossi che risplendono al sole ed è un piacere perdersi tra i suoi vicoli che sboccano su grandiose visuali dei monti del Centro Italia, dall’Amiata al Cetona, dai Sibillini al Subasio.
Le radici di Città della Pieve affondano nell’epoca etrusco-romana, quando era parte del territorio di Chiusi. Nel VII secolo divenne Castrum Plebis, un borgo fortificato sorto attorno alla Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, voluto dai duchi longobardi. Nel 1188 passò sotto il controllo di Perugia, ma fu con Federico II di Svevia che assunse la sua caratteristica forma urbanistica ad aquila in volo, simbolo di fedeltà a Roma.
La sua posizione strategica la rese oggetto di contesa tra capitani di ventura come Vanni Bandino e Braccio Fortebraccio da Montone. La conformazione del suo centro storico riflette anche una lotta di classe: le strade larghe e curve erano appannaggio della classe dei cavalieri, che potevano permettersi di lottare a cavallo, mentre i vicoli sono da ricondurre a quella dei pedoni, che si difendevano a piedi con archi e balestre. Nelle strade curve i cavalieri potevano sfuggire ai tiri dei pedoni, mentre questi ultimi si rifugiavano tra i vicoli stretti dove i cavalli non riuscivano a entrare.
A Città della Pieve si trova uno dei vicoli più stretti d’Italia, denominato Baciadonne. Più che una via, con i suoi 80 centimetri di larghezza, è poco più di un pertugio tra due palazzi. Tra i vicoli si aprono grandi piazze sulle quali si affacciano alcuni maestosi palazzi, il maggiore dei quali è il Palazzo della Corgna, di fronte alla Cattedrale, fatto costruire da Ascanio della Corgna quando fu nominato dallo zio Papa Giulio III Governatore Perpetuo della città. Simbolo del potere papale sulla città, oggi è uno dei monumenti di maggior interesse da visitare a Città della Pieve, insieme alla Rocca fatta innalzare dai perugini nel 1326 per meglio controllare questo centro dall’anima ribelle. Attualmente palazzo della Corgna è sede di esposizioni temporanee, oltre che dell’interessante Museo di Storia naturale e del Territorio di Città della Pieve e della Biblioteca Comunale con un patrimonio librario di quasi 50.000 volumi, tra cui antichi incunaboli e testi preziosi. La Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, costruita in luogo dell’antica Pieve attorno alla quale si sviluppò il borgo medievale. La costruzione appartiene al XIII secolo, ma venne rimaneggiata nel XVI secolo.
A lato della cattedrale, a svettare dall’alto dei suoi 39 metri, si trova la torre Civica, o torre del Pubblico, eretta nel XII secolo in stile romanico lombardo. Nei pressi si apre piazza Plebiscito, ove una targa commemorativa indica la casa natale di Pietro Vannucci: qui il pittore avrebbe vissuto prima del suo apprendistato fiorentino; l’edificio rimase tuttavia di sua proprietà anche dopo essere diventato ricco e famoso. A Città della Pieve nacque infatti nel 1450 Pietro Vannucci, detto il Perugino, uno dei grandi interpreti del Rinascimento. Formatosi nella scuola fiorentina del Verrocchio, dove conobbe Leonardo e Botticelli, il Perugino lavorò a lungo anche a Roma dove fu tra i grandi artisti ingaggiati da Papa Sisto IV per la decorazione della Cappella Sistina. Nella sua città natale si possono ammirare cinque delle sue opere: il Battesimo di Gesù e la Madonna in Gloria tra i Santi Gervasio e Protasio; la Deposizione della Croce nel complesso di Santa Maria dei Servi; Sant’Antonio Abate tra i santi Marcello e Paolo Eremita nella chiesa di San Pietro e l’Adorazione dei Magi nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi.
Nella seconda metà del Settecento, Città della Pieve divenne il centro nevralgico dei lavori per la bonifica definitiva della Val di Chiana, in virtù di un accordo, il cosiddetto Concordato idraulico, tra Papa Pio VI e Pietro Leopoldo I di Toscana. Fu l’avvio di una della maggiori opere pubbliche del tempo e per la città iniziò un periodo di grande fermento e vitalità grazie non solo all’arrivo di maestranze e capitali, ma soprattutto all’apporto di idee e stili da Roma e Firenze. Città della Pieve si arricchì di nuovi palazzi gentilizi: Baglioni, Giorgi-Taccini, della Fargna, attuale sede del municipio, Carloni, oltre al campanile di Santa Maria dei Servi e il teatro Accademia degli Avvaloranti, tutti edifici che bene si inseriscono nel tessuto urbano medievale.
All’esterno delle mura cittadine, appena fuori Porta Perugina, troviamo la duecentesca Chiesa di San Francesco, oggi detta anche della Madonna di Fatima per la presenza di una statua assai venerata. Presenta una bella facciata gotica con arcate finemente decorate; l’interno è stato profondamente rimaneggiato nel Settecento.
A fianco è il bel Oratorio di San Bartolomeo, dove si può ammirare la Crocifissione trecentesca, popolarmente nota come “Il pianto degli angeli”, opera di Jacopo di Mino del Pellicciaio. Fuori da Porta Santa Maria si trova la Chiesa di Santa Maria dei Servi, costruzione gotica profondamente trasformata in epoca barocca, oggi vi ha sede la Pinacoteca Civico–diocesana.
Nei dintorni, poco fuori la città, si incontra Santa Maria degli Angeli, eremo francescano del XIV secolo; all’interno della chiesetta gotica dal bel campaniletto a vela si possono ammirare resti affreschi di scuola senese e orvietana del Trecento e Quattrocento. Sempre a breve distanza dal borgo, nel verde, si trova il Giardino dei Lauri, uno spazio dedicato all’arte contemporanea creato dai collezionisti napoletani Angela e Massimo Lauro. Nato nel 1990, il complesso espositivo è formato da un vasto capannone industriale e dal bellissimo giardino circostante che raccolgono circa 300 opere dei maggiori artisti contemporanei, italiani e internazionali. Lo straordinario complesso, immerso perfettamente nello spazio naturale, rappresenta un percorso attraverso le esperienze più interessanti della ricerca artistica contemporanea: dall’arte concettuale ai movimenti Neo-geo, dal Post human ai maggiori esponenti della fotografia americana di oggi.
Per chi desiderasse alloggiare a Città della Pieve per visitare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo La Casa del Sarto, un B&B con vista sulle dolci colline toscane. L’immobile, recentemente ristrutturato, nasce come molino nel medioevo ed ha mantenute integre le peculiarità e tipologie costruttive dell’epoca.
E’ possibile soggiornare, per brevi e lunghi periodi, presso la struttura dotata di tre camere, di cui una suite e due matrimoniali. Gli alloggi de La Casa del Sarto sono tutte finemente ristrutturate, in un ambiente esclusivo, e particolarmente curate nell’arredamento con pezzi unici del periodo ‘800 – ‘900. Le camere dispongono di ogni confort (phon, Tv, Wi-Fi…) ed è possibile accedere liberamente durante la giornata alla sala comune per momenti di relax e di ristoro.
CITTÀ DELLA PIEVE NEL PIATTO
A Città della Pieve si possono gustare le autentiche prelibatezze della cucina umbra, ricette ricche di sapori genuini e ingredienti locali. Uno dei piatti più celebri della zona è la pasta alla norcina, preparata con salsiccia di maiale e panna. Un’altra specialità da non perdere sono le pappardelle al cinghiale, un piatto succulento con un saporito sugo a base di cinghiale.
Per gli amanti del formaggio, il pecorino di Città della Pieve è un’ottima scelta, un formaggio a pasta dura prodotto localmente che si abbina perfettamente con miele e marmellate, ma anche con un buon vino rosso.
Ma la vera specialità del luogo è lo zafferano a cui è dedicata anche una specifica festa. “Zafferiamo”, anticamente conosciuto come il crocus. Città della Pieve vanta infatti una pregiata qualità di zafferano. La sua produzione è attestata già in documenti risalenti al XIII secolo. Precisamente nello Statuto di Perugia del 1279, il quale ne vietava la semina ai forestieri. Lo utilizzavano originariamente per la tintura dei tessuti e costituiva una fonte di ricchezza molto importante per l’economia della città. Oggi lo zafferano di Città della Pieve è un prodotto d’eccellenza a livello italiano. Viene venduto in fili per preservare e garantire la sua pregiata qualità e autenticità. Nel giugno 2002 è nato il Consorzio Alberto Viganò “Il Croco di Pietro Perugino – Zafferano di Città della Pieve”.














