Torna a Castelleone, grazioso borgo in provincia di Cremona, il tradizionale appuntamento pre natalizio “Aspettando Santa Lucia”, evento dedicato alla martire cristiana, tradizionalmente invocata come protettrice della vista, a motivo dell’etimologia latina del suo nome (Lux, “luce”).
“Santa Lucia è la notte più lunga che ci sia“, diceva un vecchio detto. Tra il 12 e il 13 dicembre infatti non sarà facile chiudere occhio per molti bambini in trepidante attesa. È una notte che si prepara col cuore in ogni minimo particolare. Per garantire questa magia la Pro Loco di Castelleone, in collaborazione con il Comune di Castelleone e con l’Agenzia Cinzia Miraglio di Crema organizza la tradizionale manifestazione in programma giovedì 12 dicembre dalle 15 alle 23.30.
La Festa si svolge in Via Roma, Via Garibaldi, la Piazza del Comune e Piazza Torre Isso. L’obiettivo è quello di ricreare un’atmosfera unica per i più piccoli, in attesa dell’arrivo della Santa con il suo asinello carico di regali, che aspetterà tutto il giorno i bambini in Via Garibaldi per farsi coccolare e fotografare. Via Garibaldi è la strada che raccoglie le sedi delle associazioni di Castelleone ed è qui che l’asinello con la sua mangiatoia carica di fieno sarà circondato dall’affetto dei bambini, pronti a rifocillarlo e a dispensargli dolci carezze.
Saranno i rappresentanti delle associazioni dei Bersaglieri, dell’Avis, Associazione volontari italiani del Sangue e del Cuam, Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari, a distribuire caldarroste e vin brulè per riscaldare gli animi, i cuori e anche lo stomaco ! dei castellonesi e dei tanti visitatori che da anni partecipano a questa iniziativa che apre il calendario delle festività natalizie. Nel borgo storico di Castelleone non mancheranno i laboratori ed i giochi per i bambini, le bancarelle di dolciumi, giocattoli, cioccolato, torrone, zucchero filato, articoli artigianali, addobbi di Natale, presepi, prodotti tipici enogastronomici e street food allestiti negli stand di Piazza del Comune, mentre in Via Garibaldi si svolgeranno le attività delle Associazioni locali con la partecipazione di cantastorie e artisti di strada. Dalle 16.30 spettacolo itinerante dedicato a Santa Lucia della rinomata compagnia del Teatroallosso, dalle 18.30 novità in Piazza del Comune con DJ SET di Luca, in collaborazione con il Bar Meeting; dalle 20.30 musica itinerante della G.V. Band di Castelleone “Sulle note degli zampognari” e dalle 21.30 una bella serata di musica in Piazza per chiudere festeggiando questa magica notte, in collaborazione con il Bar Meeting. Per l’occasione i negozi del centro resteranno tutti aperti, pronti ad accogliere pubblico e clienti.
IL PROGRAMMA IN PILLOLE
Via Roma dalle 15 alle 23.30
Mercatino con espositori selezionati presenti con dolciumi, prodotti tipici italiani, opere di ingegno, artigianato, arte, prodotti Bio (bj in diversi materiali come fimo e pelle, abbigliamento donna e accessori per neonati, borse, piante fresche, oggettistica, incenso, candele, lampade, addobbi natalizi e presepi, artigianato etnico, articoli vintage e antiquariato, prodotti cosmetici).
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Piazza del Comune dalle 15 alle 23.30
Mercatino & Street Food
Via Garibaldi dalle 15 alle 22
Le Associazioni locali in festa
Dalle 16.30 – Spettacolo itinerante per bambini “Aspettando Santa Lucia”
Dalle 18.30 – Aperitivo con Dj Set in piazza con Dj Luca in collaborazione con il Bar Meeting
Dalle 20.30 – Spettacolo musicale natalizio itinerante con gli Zampognari del corpo bandistico G.Verdi di Castelleone.
Dalle 21.30 – Dj Set in piazza con Dj Luca in collaborazione con il Bar Meeting
VIAGGIO A CASTELLEONE
Da Crema, dirigendosi verso Cremona, è possibile intraprendere una gita al borgo di Castelleone che conserva importanti chiese rinascimentali ricche di dipinti e sculture risalenti al Quattrocento e al Cinquecento.
La cittadina dista poco più di 10 chilometri da Crema, ma si trova già in territorio cremonese: storia, dialetto, arte e tradizioni culinarie sono completamente diverse. Fondato in funzione difensiva verso il 1188 dal Comune e dal vescovo di Cremona, Castelleone fu alleato al capoluogo nella lotta contro Milano: nel 1213, i milanesi furono sconfitti dai cremonesi e privati del Carroccio. Il paese è posto sulla riva sinistra dell’antico corso del Serio, sul fianco della valle fluviale del Serio Morto.
Fino all’XI secolo, infatti, il fiume non seguiva il corso attuale, ma poco a sud di Crema deviava verso est, passando tra Ripalta Vecchia e Madignano e procedendo fino a sfociare nell’Adda presso Pizzighettone. Fra XI e XIV secolo il fiume cambiò progressivamente percorso, prima mantenendo entrambi gli alvei, poi via via abbandonando quello che divenne il Serio morto, creando una zona di paludi. Solo con la costruzione del canale del Serio Morto tra 1928 e 1932, si ebbe la completa bonifica di questa zona.
L’area dove oggi si trova Castelleone fu abitata con continuità fin dall’epoca Mesolitica come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici in buona parte visibili presso il Museo Civico di Castelleone. La strada di attraversamento si apre in piazza Borgo Isso, con l’alta torre Isso, detta anche del Leone o Torrazzo, unico resto dell’apparato di Castel Manfredi, la fortificazione eretta dai consoli cremonesi nel 1183 e distrutta da Federico Barbarossa nel 1186. In seguito più volte rimaneggiata, raggiunge oggi l’altezza di 47 metri.
Per via Roma, un tempo Contrada Maggiore o Leona, si entra in un fitto reticolo viario, caratterizzato da un tessuto di case porticate di struttura medievale e rinascimentale. I portici, a metà circa del loro sviluppo, sono interrotti, da un lato, dall’attuale Piazza del Comune, dall’altro dall’Arco del Voghera che si apre sul Viale del Santuario. Perpendicolarmente a Via Roma si dilata la Piazza del Comune, su cui prospettano il fianco della rinascimentale parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo, progettata da Agostino de’ Fondulis (1517-51), con facciata adorna di fasce di cotto. Nell’interno, a tre navate, dipinti di Giulio Campi, del Genovesino e di Gian Giacomo Barbelli. Sempre sulla Piazza, a sinistra della sede municipale, si vede il palazzo Galeotti Vertua. Oggi di aspetto ottocentesco, ingloba le vestigia della dimora di Cabrino Fondulo (1370-1425), signore di Cremona e marchese di Castelleone (1420-1424).
All’interno si conserva un affresco raffigurante la “Madonna col Bambino fra i santi Sebastiano e Rocco” della fine del Quattrocento. Il lato nord-ovest della piazza è chiuso dal già citato Arco neoclassico a tutto sesto, affiancato da due coppie di colonne con capitelli ionici, struttura costruita nel 1834 su progetto dell’architetto Luigi Voghera (Cremona, 1788-1840). Comunemente detto il ‘Voltone’, dà accesso al viale che conduce al Santuario di Santa Maria della Misericordia.
Il Museo Civico Archeologico, sempre in via Roma, è ospitato insieme alla Biblioteca Civica, nel settecentesco Palazzo Brunenghi-Salvago. L’esposizione documenta la storia umana del territorio dal Mesolitico all’Alto Medioevo. Fu fondato nel 1972 grazie all’impegno del Gruppo Storico Archeologico e fra i vari reperti esposti, si segnala la collezione di monete romane databili fra l’età repubblicana e quella tardoimperiale.
A circa un chilometro e mezzo sulla strada che ritorna a Crema, si staglia il Santuario della Madonna della Misericordia, progettato dal Fondulis in forme rinascimentali. L’interno, a una navata, è abbellito da cornici in cotto cinquecentesche. L’edificio religioso fu realizzato tra il 1513 e il 1525 per adempiere alla richieste rivolte dalla Madonna, apparsa nei giorni 11, 12, 13 e 14 maggio 1511 alla veggente Domenica Zanenga, chiedendo che si digiunasse, che si facesse penitenza, che si pregasse Dio e che si costruisse una chiesa chiamandola Santa Maria della Misericordia.
In località Le Valli, a due chilometri fuori dall’abitato, sorge isolata sopra un leggero rialzo del terreno, la chiesa di Santa Maria in Bressanoro che costituisce uno dei più importanti esempi di architettura del primo periodo sforzesco. Nel 1461 venne avviata la ricostruzione nelle forme attuali da Bianca Maria Visconti a compimento di un voto. L’interno risulta decorato da due spettacolari cicli di affreschi, eseguiti a fine Quattrocento, che narrano episodi della vita di Cristo.
Ogni seconda domenica del mese, si svolge nel centro storico di Castelleone il mercatino di antiquariato, nato nel lontano aprile 1988, il primo nella provincia di Cremona. In agosto si tiene solo l’edizione “Speciale Ferragosto”.
CASTELLEONE NEL PIATTO
Quando si parla di farina di castagne, si pensa subito alla Patuna, un dolce nato proprio a Castelleone nel lontano 1953. Una ricetta povera fatta di farina di castagne e acqua, in seguito arricchita da zucchero, per renderla più dolce. La forma che si adatta di più secondo la tradizione è a parallelepipedo, alto circa tre centimetri. Il composto morbido, ma compatto dopo la cottura, è caratterizzato da una crosta screpolata sulla superficie marrone scuro, chiamata vescica. La versione cremonese può anche includere latte al posto dell’acqua che rende il composto più dolce, più denso e saporito. Tradizionalmente si consuma da sola, ma a volte viene arricchita con crema spalmabile al cioccolato o ricotta.
Numerosi prodotti tipici di Cremona e del suo territorio conquisteranno anche i palati più esigenti Qui la campagna si è sempre distinta per l’allevamento bovino e per questo tra le produzioni locali spiccano formaggi e insaccati. Da provare il salame IGP dall’impasto morbido leggermente insaporito con aglio, o il cotechino cremonese alla vaniglia. L’accompagnamento ideale è con i sottoli, meglio se serviti in tazza. Da non perdere il piatto della tradizione, ovvero il gran bollito cremonese: una ricetta che prevede almeno cinque tagli di carne tra i quali la lingua di vitello o il salame da pentola. Il gran bollito è una sinfonia di gusto da accompagnare con la mostarda cremonese (rigorosamente di frutta intera) e con diverse salsine a base di verdure.
Tra i primi, il piatto principe è la pasta ripiena: i marubini in brodo (tortellini). Il ripieno è un tripudio di carni, formaggio e spezie; il brodo (anzi: “i tre brodi”) si ottiene mettendo in acqua fredda pollo (cappone o gallina), manzo e carne di maiale o salame da pentola insieme a diverse verdure.
Da non mancare i tortelli cremaschi (dal ripieno dolce) e i blisgon casalaschi (tortelli ripieni di zucca, già dal sapore mantovano).
I latticini hanno nomi rinomati: il Grana Padano, il Provolone Valpadana e il Salva Cremasco, tutti con denominazione DOP. In queste zone hanno inoltre avuto origine due ricette simbolo delle feste: la già citata mostarda, preparata con pezzi di frutta candita e resa piccante dalla senape, e il torrone. La paternità cremonese della ricetta è accertata già da fonti storiche del Cinquecento, che testimoniano come la Comunità di Cremona inviò del torrone come dono natalizio alle autorità spagnole del governo di Milano. Secondo la leggenda questo dolce fu servito per la prima volta durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, nel 1441: per l’occasione i pasticcieri gli avevano dato la forma del Torrazzo, il campanile della cattedrale.
Il torrone viene celebrato ogni novembre con un’importante festa, meta del turismo enogastronomico italiano e straniero. Altro dessert da non perdere: una fetta di Torta Bertolina dolce tipico di Crema. Dolcissima, a base di uva fragola, e prodotta solo nel periodo della vendemmia. Pur non essendoci vini tipici strettamente “cremonesi”, a causa della scarsa vocazione vitivinicola della provincia, si possono citare i vini più consumati, legati alla tradizione lombarda e alle aree vicine. Tra i più diffusi annoveriamo il Lambrusco Mantovano, il Gutturnio Piacentino e la Bonarda Piacentina. Inoltre, stanno emergendo nuove realtà, come quelle delle cantine locali come Caleffi e Galbignani, che producono vini con etichette a tema cremonese.











