Volterra A.D. 1398, un tuffo nel Medioevo

 

Un tuffo indietro nel tempo in uno dei borghi più belli della Toscana. Torna domenica 11 e domenica 18 agosto, la rievocazione medievale Volterra A.D. 1398 e la città di origine etrusca si immerge ancora una volta in due palcoscenici unici: il centro storico, con gli austeri palazzi e le piazze, e il Parco Archeologico, dominato dalla Fortezza Medicea.

Volterra A.D. 1398

La festa prevede la ricostruzione della vita di una città in festa nell’anno 1398. Nelle “Giornate di festa nell’anno Domini 1398” Volterra torna ad essere una città medievale con spettacoli, eventi, mercanti, artigiani, musici, giocolieri, popolani e nobili, notabili, dame e cavalieri, frati e contadini, soldati e falconieri: un’occasione unica per immergersi, quasi per magia, nell’atmosfera del medioevo, in una delle più belle città della Toscana. Il centro storico si anima di un passato mai sopito e di spettacoli ricchi di colori e musiche, qui vengono ricostruite e riproposte le attività di una città medievale e si svolgono, da mattina a sera, spettacoli di balestrieri, sbandieratori, musici, giullari e danzatori. Nel parco archeologico, invece, viene ricreata la vita di campagna, nella maniera più aderente a quella che poteva svolgersi in epoca medievale, grazie al rifacimento di un intero villaggio popolato da artigiani, artisti, pastori, l’eremo dei frati e gli animali domestici.

Volterra A.D. 1398

Nel parco archeologico, oltre ai rappresentanti di arti e mestieri, trovano spazio anche gli accampamenti degli armati ed altre attività. E’ qui che il pubblico potrà assistere a spettacoli d’armi e falconeria. Uno spazio sarà dedicato ai bambini. Nelle due location della festa sono centinaia i figuranti che si muovono tra le austere torri, i superbi palazzi e le chiese o tra le semplici case del villaggio e le tende degli accampamenti, sotto la mole della Fortezza Medicea. Un’occasione unica per rivivere, quindi, la magica atmosfera di Volterra nell’anno del Signore 1398.

Volterra A.D. 1398

La moneta in circolazione durante il Medioevo era il Denaro Grosso, chiamato semplicemente “Grosso”. Il “Grosso Volterrano” è l’unica moneta in circolazione durante la festa di Volterra A.D. 1398. Prodotti artigianali, pietanze, vino e ogni altra cosa potranno essere acquistati con questa moneta, disponibile presso “L’Offizio Cambio”. Le monete non utilizzate potranno essere convertite in euro presso l’Ufficio Turistico entro il mese di settembre dell’anno in cui si è svolta la festa. Valore in euro del “Grosso”: Un Grosso, moneta di rame, € 1,00, cinque Grossi, moneta d’oro, € 5,00. Volterra A.D. 1398, coinvolge tutto il tessuto associativo della città essendo moltissimi i gruppi che vi partecipano e collaborano, per spettacolo e per laboratori. La prima edizione di questa rievocazione, che, come indica il nome, ha il suo riferimento temporale nel 1398, pur riferendosi, più ampiamente, ad una generica epoca medievale, è stata organizzata nel 1998, seicento anni dopo l’anno che compare nel suo nome. Nel corso della settimana che separa le due giornate (11 e 18 agosto, per l’edizione 2024), sono programmate varie attività e spettacoli. Programma completo: Volterra Rievocazione Medievale.

Volterra, Fortezza Medicea

VIAGGIO A VOLTERRA

Capitale etrusca, romana, perla dell’arte medievale, crocevia di genti, scrigno di opere d’arte, la città domina il bellissimo territorio, intatto e struggente, della Valdicecina. Volterra è stata una delle principali città-stato dell’antica Etruria e durante il medioevo fu sede di un’importante signoria vescovile. Il colpo d’occhio, nel susseguirsi di piazze e case torri, chiese e volte, salite e giardini, spazia fino al mare, dove l’azzurro del Tirreno si salda, sorprendente, con il verde di campi, balze d’ulivi e viti.

Volterra, teatro romano

Edificata su un dorsale collinoso del pliocene, fra le valli dell’Era e del Cecina, cinta da una doppia cortina di mura, l’etrusca e la medioevale, Volterra, in provincia di Pisa, (a 545 metri d’altezza) è uno dei centri più importanti della Toscana, sia per la presenza di monumenti che attestano le civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli, sia per la lavorazione dell’alabastro toscano i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più tipici e tradizionali prodotti dell’artigianato italiano.

Volterra, Museo dell’Alabastro

Estratto dalle cave di Castellina Marittima, l’alabastro toscano è una pietra candida che per la sua particolare morbidezza è più adatta del marmo a riprodurre in scala ridotta motivi o dettagli ornamentali. Non manca un Museo dell’Alabastro che mostra la storia secolare della sua lavorazione dagli Etruschi ai nostri giorni. Come non mancano botteghe e laboratori dove vedere all’opera dal vivo gli artigiani.

Il nome Volterra (il cui territorio fu abitato fin dal neolitico) deriva dall’etrusco Velathri. Già nel VII secolo a.C. gli Etruschi fondarono un importante insediamento che assunse le dimensioni e il potere di una Locumonia, cioè di una città stato, sede del Lucumone (il magistrato supremo delle città etrusche), dotata di un potente giro murario che superava i sette chilometri di lunghezza. Alla metà del III secolo a. C. la città è assoggettata da Roma di cui diventa un ragguardevole municipio. Risale invece al periodo romano il Teatro, che oggi ospita un festival estivo di spettacoli.

Volterra, Palazzo dei Priori

Con l’avvento del Cristianesimo, Volterra segue ben presto la nuova fede e alla caduta dell’Impero Romano (479 d. C.) si trova già sede di vescovado a capo di una vastissima diocesi. Dopo la dominazione barbarica e la signoria vescovile si afferma il libero comune, il quale formula i propri statuti fin dalla prima metà del secolo XII. Ma la sua autonomia non fu di lunga durata. Libera della potenza del vescovo-conte e della signoria dei Belforti (1361) dovette lottare contro la politica egemonica di Firenze. Aperti tentativi di ribellione (1429), accorgimenti di sopportazione, di compromesso e di apparente amicizia servirono solo a ritardare la definitiva soggezione a Firenze, che avvenne nel 1472 per la questione delle cave di allume del territorio volterrano.

Con il suo aspetto prevalentemente medioevale, Volterra conserva abbondanti reperti del periodo etrusco, come la Porta all’Arco del sec. IV, l’Acropoli, la cinta muraria ancora visibile in alcune zone della città. La presenza romana a Volterra è documentata dagli importanti resti degli edifici termali, da una grande cisterna d’acqua e dal già citato Teatro di Vallebona. Negli anni ’50 del secolo scorso, a Volterra venne riportato alla luce un antico teatro romano, grazie ad una serie di scavi archeologici a nord del centro storico.

Volterra, Palazzo Pretorio

Il teatro è stato datato alla fine del I secolo a.C., ed è scavato nel pendio naturale di un piccolo rilievo, proprio come i teatri greci. Gli scavi in loco hanno riportato alla luce dei sedili e alcune delle scalinate. Si stima che il teatro potesse contenere fino a 3500 spettatori e che fosse dotato anche di un velarium, ossia un telo sostenuto da corde, una copertura che lo rendeva fruibile anche in condizioni meteo avverse. Oggi, il teatro romano di Volterra, che fa parte di un’area archeologica, alla quale si accede subito fuori da Porta Fiorentina, è sede di eventi e spettacoli come il Festival Internazionale, in cui ogni anno una giuria qualificata assegna ad importanti personalità dello spettacolo e della cultura i premi Ombra della Sera.

L’aspetto medioevale della città non solo è evidente nel tracciato urbano, ma emerge soprattutto nei palazzi, nelle case-torri e nelle chiese. A questo periodo risale una delle principali attrazioni di Volterra, il Palazzo dei Priori, situato nell’omonima piazza.

Volterra, Cattedrale di Santa Maria Assunta

L’edificio del secolo XIII ha la caratteristica di essere il palazzo comunale più antico della Toscana. Il suo stile architettonico ricorda molto da vicino Palazzo Vecchio a Firenze, ma ha una storia e una personalità tutta sua. Costruito all’inizio del 1200, oggi è sede degli uffici del comune di Volterra, ma in passato è servito per ospitare i 18 Priori del Popolo. Medievale anche il il Palazzo Pretorio, con la torre merlata detta del Porcellino, e poi i due gruppi di Torri dei Buomparenti e dei Bonaguidi, le case-torri.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, la principale chiesa della città, presenta uno stile romanico e barocco, visto che la sua costruzione durò per ben sei secoli, dal XII al XVIII. Al suo interno sono conservate opere del periodo medioevale e rinascimentale, tra cui il gruppo scultoreo della Deposizione, risalente al Duecento e realizzato da maestranze locali. Ritrae Gesù Cristo che viene deposto dalla croce dalla Madonna, San Giovanni Evangelista, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Medievali anche il Battistero di San Giovanni, antica costruzione del secolo XIII a filari di pietra volterrana.

Volterra, Battistero di San Giovanni

Molto bella e caratteristica la facciata che guarda il Duomo, con fasce marmoree bianche e verdi, dove è stato ricavato il maestoso portale in stile romanico. Medievali infine anche la conventuale chiesa di San Francesco con l’attigua cappella della Croce di giorno, affrescata da Cenni di Francesco nel 1410, la chiesa di San Michele “in foro” dalla facciata pisana nonché la chiesa di S. Alessandro.

La civiltà Rinascimentale interessa Volterra in maniera notevole, ma senza alterarne l’atmosfera medioevale. Basti far cenno al Palazzo Minucci-Solaini, meravigliosamente inserito tra le case-torri medioevali, al Palazzo Incontri Viti, che ospita nel suo cortile l’elegante teatro ottocentesco Persio Flacco, al Palazzo Inghirami, al Palazzo Ruggieri, al complesso conventuale di San Girolamo con le terracotte robbiane, nonché alla Fortezza Medicea che, emergente sull’aggregato medioevale, è inizio e conclusione del contesto urbano. L’imponente edificio composto da due corpi separati, uniti da alte mura difensive, oggi è una prigione di stato e pertanto non è visitabile, a meno di eccezioni particolari.

C’è da aggiungere che Volterra possiede anche tre musei di notevole interesse storico-artistico: il Museo Guarnacci, che mette in mostra il passato etrusco volterrano, con un’estesa raccolta d’arte antica che si estende per ben 38 sale, disposte su tre piani oltre al giardino e tutte collegate tra loro. Il museo etrusco ebbe origine alla fine del ‘700 grazie ad alcune donazioni private, la più importante delle quali fu quella di monsignor Mario Guarnacci.

Volterra, Palazzo Incontri Viti

Di rilievo anche la Pinacoteca e il Museo Civico che conserva pregevoli tavole di scuola senese e fiorentina, tra cui la “Deposizione dalla Croce” del Rosso Fiorentino. E infine il Museo dell’Opera del Duomo, di notevole importanza non solo per l’abbondanza e la varietà del materiale tessile, ma soprattutto per le oreficerie, gli antifonari miniati e per le sculture trecentesche di scuola senese.

Balze volterane

Oltre ai monumenti e alle numerose testimonianze di arte e di storia, Volterra offre la visione del dolce paesaggio collinare che la circonda, interrotto ad ovest bruscamente dallo spettacolo selvaggio e impressionante delle Balze, estese su una superficie di quasi 90 ettari. Si tratta di tipiche formazioni di roccia e argilla, che raggiungono altezze anche di centinaia di metri. E’ possibile vedere le balze di Volterra da alcuni punti di osservazione, oppure avvicinarsi tramite alcuni sentieri.

Balze, abbazia camaldolese dei Santi Giusto e Clemente

Vi è anche un belvedere ben segnalato, comodo da raggiungere e da cui si ammira uno splendido panorama. A breve distanza dalle Balze, a nord di Volterra, sorge l’abbazia camaldolese dei Santi Giusto e Clemente, un edificio religioso oggi abbandonato e in stato di dissesto, a causa del terremoto del 1846. Ma è proprio questo stato a renderla davvero unica, e per certi versi una delle più belle e particolari cose da vedere a Volterra. Della chiesa sono rimaste in piedi la facciata di epoca tardo-rinascimentale, l’abside e il campanile.

Infine, questa bella città toscana negli ultimi anni ha raggiunto fama internazionale poichè è stata una delle ambientazioni della fortunata saga di Twilight: l’autrice Stephenie Meyer ha infatti reso Volterra la città di residenza dei Volturi, potente clan di vampiri. Sempre a Volterra sono state girate alcune delle scene della serie TV “I Medici”, durante la seconda e la terza stagione.

Per chi desiderasse alloggiare a Volterra, per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo l’Hotel Residence Villa Rioddi. L’hotel è ospitato in una villa del XV secolo, restaurata con cura per mantenere il suo fascino storico e l’architettura originale, offrendo al contempo comfort moderni agli ospiti. La villa è circondata da un ampio parco con alberi secolari e una splendida vista sulla campagna toscana. Le 13 camere ed i 2 appartamenti dell’hotel sono arredati in stile rustico toscano e dotate di comfort contemporanei come aria condizionata, Wi-Fi gratuito e TV satellitare. La struttura offre anche una piscina all’aperto, ideale per rilassarsi durante le calde giornate estive, e un’area colazione dove viene servita una ricca colazione a buffet con prodotti locali. La colazione a buffet include una vasta selezione di prodotti tipici toscani, dolci fatti in casa, frutta fresca e bevande calde. Gli ospiti possono gustare la colazione nella sala interna o sulla terrazza all’aperto, godendo della vista sul paesaggio circostante. Villa Rioddi è particolarmente apprezzata per la sua posizione tranquilla e panoramica, che permette agli ospiti di godere della bellezza della campagna toscana pur essendo a breve distanza dal centro di Volterra, ricco di storia, cultura e attrazioni turistiche.

VOLTERRA NEL PIATTO

Pecorino delle Balze volterrane

Molti sono i prodotti tipici del territorio, tra tutti è da citare il Pecorino delle Balze volterrane, un formaggio ottimo sia fresco che stagionato. Prodotto fin dal Settecento, nel 2015 ha ottenuto la DOP (Denominazione di Origine Protetta) e più di recente è stato costituito il Consorzio del Pecorino delle Balze Volterrane DOP di cui fanno parte varie aziende locali. La zona di produzione comprende, oltre a Volterra, i comuni della Val di Cecina (come Pomarance, Montecatini e Castelnuovo, e Monteverdi Marittimo). È in quest’area che piccole aziende agricole condotte da appassionati imprenditori riscaldano il latte di pecora, addizionato con caglio o coagulante vegetale ottenuto dal carciofo selvatico. Successivamente la pasta del formaggio viene sistemata in contenitori (fuscelle) e salata a secco. La stagionatura avviene in locali freschi, per un periodo che può variare da un minimo di due mesi ad un massimo di oltre un anno.

Tartufo bianco pregiato

Durante questo periodo la superficie del formaggio viene trattata con cenere di legno, di olivo o di leccio: è un momento fondamentale per rendere la crosta di questo pecorino inconfondibile. A seconda del periodo di stagionatura, il Pecorino delle Balze si distingue in fresco, semi-stagionato, stagionato, e “da asserbo” (stagionature per più di un anno). L’utilizzo del caglio vegetale lo rende ideale anche per la dieta vegetariana. Un formaggio, insomma, che può soddisfare tutti i palati e che si sposa molto bene con la frutta fresca e il miele. Da non dimenticare poi tra le tipicità di Volterra l’omonimo sale, eccellenza del Made in Italy e prodotto nella ex Salina di Stato, il tartufo compreso il bianco pregiato, l’olio extravergine di oliva e il vino autoctono dei produttori lungo la Strada del Vino delle Colline Pisane.