
Ficarolo, Villa Giglioli
Dal 10 al 21 luglio 2026 Ficarolo (RO) andrà in scena la 71ª Fiera della Beata Vergine del Carmine, uno degli appuntamenti più longevi e identitari del Polesine. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Ficarolo APS, accoglierà visitatori, curiosi e appassionati con dodici giornate di spettacoli, musica, teatro, gastronomia e iniziative culturali, offrendo un’occasione privilegiata per scoprire un territorio ricco di storia, architettura e tradizioni legate al fiume Po.

Fiera della Beata Vergine del Carmine
La Fiera della Beata Vergine del Carmine si aprirà venerdì 10 luglio alle 18 con l’inaugurazione delle mostre all’interno di Villa Giglioli, che per tutta la durata della Fiera ospiterà esposizioni, spettacoli e lo stand gastronomico. L’11 luglio sarà dedicato allo spettacolo del gruppo Peligro, mentre il 12 luglio, in occasione della Giornata Nazionale delle Pro Loco d’Italia, si terrà la XXII Giornata dell’Emigrato Ficarolese, con musica e ballo a cura di Gianni e i Franchi.
Il 13 luglio è previsto il recital di Alberto De Meis, unico evento a pagamento della Fiera. Il 14 luglio seguirà la Special Wine Dinner, cena degustazione su prenotazione, mentre il 15 luglio è in calendario il tradizionale Torneo di Briscola, seguito in serata dall’esibizione di Davide e Barbara Freestyle con la partecipazione della scuola Bailando Salsa. Il 16 luglio saliranno sul palco i Carichi Sospesi, seguiti, il 17 luglio, dalla band Hot n’ Pop mentre il 18 luglio la Fiera ospiterà il Ficarolo Talent Show 2026, dedicato ai talenti locali.

Fiera della Beata Vergine del Carmine
Il 19 luglio andrà in scena la commedia Stella e Firmamento della compagnia La Tartaruga. Il 20 luglio sarà dedicato alla musica da ballo con l’Orchestra Bergamini. La serata conclusiva, il 21 luglio, vedrà l’esibizione di Mirko ed Elisa e l’estrazione finale della lotteria. Parallelamente, dal 17 al 21 luglio, Piazza Marconi ospiterà il luna park, con una giornata promozionale il 17 luglio in cui tutte le corse saranno proposte al costo di un euro.
Lo stand gastronomico della Pro Loco, aperto ogni sera dalle ore 19.30, proporrà un menù che valorizza la storia fluviale e contadina di Ficarolo. La presenza dello storione, un tempo risorsa fondamentale del Po, ritorna nei bigoli “alla Ficarolese” e nello storione in toc con polenta, piatti che richiamano la cucina delle famiglie rivierasche. Accanto ai sapori del fiume, la tradizione agricola della pianura si ritrova nei tortelli di zucca, nelle tagliatelle al mattarello, nella grigliata di carne, nelle costine cotte a bassa temperatura e nel pinzin (gnocco fritto), simbolo della cucina semplice ma generosa del territorio.

Operatori della Fiera della Beata Vergine del Carmine
Completano il menù i fagioli in potacìn (in umido), ricetta tipica della tradizione rurale polesana, e i dolci della Pro Loco, preparati secondo usanze locali. È gradita la prenotazione telefonica o WhatsApp al numero 348 6412901.
VILLA GIGLIOLI E PIAZZZA MARCONI: DUE SCENARI SIMBOLO DEL TERRITORIO
Le attività culturali e gastronomiche della Fiera si svolgeranno principalmente a Villa Giglioli, edificio di origine tardo-cinquecentesca che rappresenta uno dei riferimenti storici più significativi di Ficarolo. Sede municipale sino a alla fine del XX secolo, divenendo poi sede distaccata del Conservatorio “Venezze” di Rovigo, è oggi cornice per vari eventi e mostre, quali i matrimoni civili e concerti La villa, già residenza delle famiglie Arienti, Saracco e Giglioli, conserva ambienti interni di pregio, tra cui sale decorate, soffitti lignei e testimonianze della vita amministrativa del paese, poiché per molti anni ospitò anche la sede municipale.

Ficarolo, Arcipetrale di Sant’Antonino Martire el Campanile Pendente
L’ampio parco comunale che la circonda, caratterizzato da alberature storiche, percorsi ombreggiati e un impianto paesaggistico di gusto romantico, offre un contesto ideale per spettacoli serali, mostre e momenti conviviali. La sua posizione, un tempo affacciata direttamente sul Po, richiama il legame profondo tra la villa, il territorio e la storia fluviale del paese, rendendola uno dei luoghi più suggestivi per vivere la Fiera.
Il luna park sarà invece collocato in Piazza Marconi, uno degli spazi urbani più rappresentativi di Ficarolo, dominato dal celebre Campanile Pendente, struttura settecentesca tra le più alte del Veneto. La piazza è completata dalla chiesa parrocchiale, che con la sua facciata sobria e la sua storia secolare contribuisce a definire un quadro architettonico di forte identità. Durante la Fiera, le luci e i colori delle attrazioni si integrano con l’eleganza del complesso religioso, creando un’atmosfera che unisce tradizione, socialità e memoria collettiva.
La Fiera si inserisce in un paesaggio profondamente legato al fiume Po, che nei secoli ha influenzato l’economia agricola, la vita sociale e la conformazione del territorio. Visitare Ficarolo durante la Fiera, lasciandosi guidare dal ritmo lento del fiume e dalla genuina ospitalità polesana, significa scoprire un paese che ha saputo mantenere vivo il rapporto con il suo fiume, trasformandolo in un elemento identitario e culturale. La Fiera della Beata Vergine del Carmine 2026 conferma il suo ruolo di appuntamento centrale per la comunità ficarolese e di occasione di scoperta per i visitatori.

Ficarolo, interno dell’ Arcipretale di S. Antonino Martire
La Pro Loco invita cittadini, turisti e appassionati di cultura locale a partecipare a un programma ricco e diversificato, che unisce tradizione, storia e convivialità in uno dei contesti più caratteristici del Polesine.
VIAGGIO A FICAROLO
Adagiato in una suggestiva ansa del Po, nel punto in cui Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna si sfiorano, Ficarolo, in provincia di Rovigo, è uno di quei borghi che sorprendono chi decide di rallentare il passo. Poco più di duemila abitanti, una storia che affonda le radici nel X secolo e un patrimonio fatto di monumenti, ville storiche e paesaggi fluviali: il paese polesano custodisce un’identità autentica, profondamente legata al Grande Fiume. Il simbolo indiscusso del paese è il celebre campanile pendente, tanto spettacolare da aver valso a Ficarolo il soprannome di “Pisa del Polesine”. Costruito tra il 1777 e il 1785 su progetto dell’architetto ferrarese Gaetano Barbieri, raggiunge circa 75 metri di altezza, collocandosi tra i campanili più alti del Veneto. Ma a renderlo unico è soprattutto la sua inclinazione: in rapporto tra altezza e pendenza è secondo in Italia soltanto alla Torre di Pisa.

Ficarolo, chiesa della Beata Vergine del Campo
Dalla sommità lo sguardo abbraccia la pianura padana fino a scorgere, nelle giornate più limpide, le torri di Ferrara. Ai piedi del campanile sorge la già citata chiesa arcipretale dedicata a Sant’Antonio Martire. Secondo una tradizione locale, al suo interno sarebbe ancora inglobata una torre medievale appartenente alla chiesa originaria. Poco distante si trova anche la chiesa della Beata Vergine del Campo, piccolo gioiello di devozione popolare. Più volte ricostruita nel corso dei secoli, ha attraversato le alterne vicende della storia, trasformandosi perfino in edificio civile durante l’occupazione napoleonica, prima di tornare definitivamente al culto. Passeggiando nel centro storico si incontra il Monumento ai Caduti, memoria delle due guerre mondiali e delle vittime della deportazione nazifascista. Un luogo di raccoglimento che racconta, attraverso lapidi e bassorilievi, il legame della comunità con la propria storia.
Tra i simboli più curiosi di Ficarolo spicca poi la monumentale quercia secolare, una maestosa farnia di circa duecento anni, alta quasi trenta metri e con un tronco che supera i due metri di diametro. Attorno a questo gigante verde si intrecciano natura e leggenda. Sui suoi rami è custodita la cosiddetta Madonna di Bassantina, un’ex voto nato, secondo la tradizione, dopo che una famiglia nobile scampò miracolosamente a un incidente con la carrozza alla fine dell’Ottocento. La piccola statua, più volte trafugata e restaurata, continua ancora oggi a rappresentare uno dei simboli più amati del paese.

Lungo l’argine del Po
Ma il vero protagonista di Ficarolo resta il Po. Per secoli il Grande Fiume ha rappresentato la principale risorsa economica del territorio, alimentando agricoltura, allevamento e pesca, in particolare quella dello storione, che ha reso famoso questo tratto di fiume. Ancora oggi lungo le rive si possono osservare i caratteristici imbarcaderi, testimonianza di un rapporto mai interrotto tra la comunità e l’acqua. Il paesaggio fluviale offre uno spettacolo che cambia con le stagioni. Salici e pioppi accompagnano il corso del fiume, mentre colonie di gabbiani e numerose specie ittiche popolano questo prezioso ecosistema, dove negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione anche i grandi esemplari di pesce siluro. Oggi il Po rappresenta anche una risorsa turistica, con percorsi naturalistici, itinerari ciclabili e punti panoramici che valorizzano la biodiversità e la storia fluviale del Polesine. Al tramonto l’argine diventa uno dei luoghi più suggestivi del Polesine. Ciclisti, runner, fotografi e semplici visitatori percorrono ogni giorno questo tratto di fiume, attratti dai colori del cielo che si riflettono sull’acqua e dalla quiete della campagna. Un patrimonio naturale riconosciuto anche a livello internazionale: dal 2019 il tratto mediano del Po, di cui Ficarolo fa parte, è inserito nella Riserva della Biosfera MAB UNESCO “Po Grande”, a testimonianza dell’eccezionale valore ambientale di questo territorio.
A soli due chilometri da Ficarolo è possibile visitare Stellata, frazione di Bondeno, uno dei pochissimi esempi conservati in pianura di borgo rivierasco sul fiume Po, luogo di approdo per circa un millennio di passeggeri e merci, e piazza di incrocio e di confronto tra culture e tradizioni diverse della valle padana.

Stellata, la Rocca Possente
Il borgo antico è tuttora rimasto quasi completamente estraneo alle espansioni edilizie recenti e in simbiosi con il corso del Grande Fiume e l’ambiente boschivo ripariale. Vi sorge la Rocca Possente, straordinaria costruzione del XVI secolo, da cui si controllava una catena tesa attraverso il Po. In piazza prospettando ancora la chiesa parrocchiale del 1450 e l’antica locanda dei viaggiatori, ancora utilizzata come ristorante. Altre due chiese del XVII secolo, San Francesco e San Domenico, fino agli anni ’60 sedi delle antiche confraternite, si trovano nei vicoli laterali. Le case a ridosso dell’argine, un tempo affacciate direttamente sul Po, sono collegate tramite caratteristici ponticelli. Subito dopo la piazza esiste ancora la mole dell’antico magazzino del sale, ora in abbandono, costruito nel XVI secolo e ampliato successivamente, dove si conservavano le derrate giunte via nave e in attesa di smistamento. Circa 1 km a valle si trovano inoltre le Chiaviche Pilastresi, opera di ingegneria idraulica degli inizi del 1600, e l’Idrovoro, maestoso esempio di archeologia industriale degli anni ’30, molto ben conservato.

Corte Stellata Holiday Apartments
Per chi desiderasse alloggiare nei dintorni di Ficarolo per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo Corte Stellata Holiday Apartments, a Stellata. Immersa nel verde, la struttura con parcheggio privato, offre biciclette gratuite, un giardino e alloggi climatizzati provvisti di patio e WiFi gratuito. Tutti gli alloggi hanno la vista sul giardino e includono lavatrice e angolo cottura con frigorifero. Il bagno privato dispone di set di cortesia e asciugacapelli. A disposizione anche forno, piano cottura e macchina da caffè. In loco è disponibile un barbecue, mentre nelle vicinanze di questa casa di campagna potrete praticare il ciclismo.
Il POLESINE NEL PIATTO
Cozze, risotto, zucca e tanto gustosissimo pesce. Sono solo alcuni dei tesori gastronomici di queste terre da scoprire con calma, tra una gita in bicicletta e una sosta in agriturismo. C’è un modo speciale per conoscere il Polesine: sedersi a tavola.

Bigoli allo storione
Questa sottile striscia di terra che si estende dal Delta del Po fino all’entroterra mantovano, incastonata tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, è infatti una delle aree italiane dove il paesaggio si riflette più fedelmente nella cucina. Fiumi, lagune, mare, campagne fertili e valli da pesca danno vita a una tradizione gastronomica ricca, genuina e sorprendentemente variegata. La provincia di Rovigo vanta un patrimonio agroalimentare di assoluto pregio, dove eccellenze ortofrutticole e prodotti ittici convivono in perfetto equilibrio. Il Po e il suo Delta regalano una straordinaria varietà di pesci d’acqua dolce e salmastra: lucci, anguille e pesci gatto convivono con branzini, orate e cefali allevati nelle tradizionali valli da pesca, da sempre simbolo del legame tra l’uomo e questo delicato ecosistema.
Tra le eccellenze certificate spicca la Cozza di Scardovari DOP, autentico fiore all’occhiello del Delta del Po, apprezzata per la qualità delle sue carni e per il sapore intenso che racchiude tutta la ricchezza delle acque lagunari. Accanto a essa trovano spazio altre specialità che raccontano l’identità del territorio, come la rinomata ostrica rosa, il cefalo del Polesine e l’anguilla, protagonista di numerose ricette della tradizione locale. Non meno importante è la produzione agricola.

Cappellacci di zucca
Il prezioso riso del Delta del Po IGP rappresenta una delle coltivazioni simbolo della provincia, mentre nei fertili distretti di Lusia e Rosolina nascono alcuni dei prodotti orticoli più conosciuti d’Italia: l’insalata di Lusia IGP, l’aglio Bianco Polesano DOP e il radicchio rosso di Chioggia e Rosolina IGP, eccellenze che conquistano per qualità, freschezza e genuinità.
Tra le ricette più caratteristiche spiccano gli immancabili risotti al radicchio, i tortelloni di zucca e gli sfiziosi ragù preparati con cozze o vongole del Delta. E poi c’è una specialità che divide, ma che rappresenta uno dei simboli più autentici della cucina popolare: gli gnocchi di patate con zucchero e cannella. Il pinzin è un tipico street food del Polesine simile allo gnocco fritto. Si frigge in olio bollente fino a gonfiarsi e si mangia caldo, tagliato a metà e farcito con salumi e formaggi. Un piatto che oggi incuriosisce i visitatori, ma che un tempo era protagonista delle tavole delle grandi occasioni, soprattutto durante il Carnevale. Anche i dolci raccontano la storia del territorio. Da assaggiare il tradizionale Pan del Doge, arricchito con miele e frutta secca, oppure il Pane Biscotto e la Ciabatta Polesana, prodotti da forno che custodiscono antiche ricette tramandate di generazione in generazione. Da non perdere, infine, la zucca di Melara, ingrediente versatile che trova spazio tanto nelle preparazioni più semplici quanto nei piatti della grande tradizione.

Il pinzin