Franciacorta in Fiore nel borgo antico di Bornato

Franciacorta in Fiore

Fervono i preparativi di Franciacorta in Fiore, la mostra mercato di rose ed erbacee perenni che tornerà a colorare i prati e i cortili delle antiche dimore nel Borgo antico di Bornato (BS) il 17, 18 e 19 maggio. Franciacorta in Fiore, un vero e proprio gioiello nel panorama delle manifestazioni legate al verde, celebra quest’anno il suo venticinquesimo anniversario.

Franciacorta in Fiore

Per questa XXV edizione, è stato individuato un tema estremamente particolare e significativo: “Fiori e api, essenza di vita e dolcezza infinita”. Per celebrare questi due elementi che si intrecciano nella trama della vita, nutrendoci non solo con il loro profumo e il loro nettare, ma anche con la loro simbologia di rinascita e connessione, è stata avviata una stretta collaborazione con l’Associazione Api Brescia. L’obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di salvaguardare questi preziosi insetti e il loro habitat: senza di loro il nostro mondo sarebbe privo di colori e la nostra tavola sarebbe molto più povera. Si rinnova poi anche quest’anno la collaborazione con Terra della Franciacorta attraverso le due iniziative “Giardini diffusi”, rivolta ai comuni della Franciacorta e “Balconi e vetrine in fiore”, rivolta a residenti ed esercenti, che vedranno la collocazione di installazioni verdi e floreali per le vie, nelle piazze, sui balconi delle case e in altri spazi per incentivare la valorizzazione e la scoperta dei centri storici dei vari comuni del territorio, dal 26 aprile al termine della manifestazione.

Franciacorta in Fiore

Per evocare il tema dell’edizione entrambe le iniziative ospiteranno installazioni contenenti piante mellifere, ossia piante il cui nettare è utilizzato dagli insetti impollinatori per produrre il miele. Numerose saranno poi le iniziative per l’edizione 2024: convegni e laboratori per scoprire alberi, arbusti e approfondire temi specifici, come il processo di impollinazione; passeggiate attraverso percorsi naturalistici per scoprire le piante autoctone; esperienze che aiuteranno i visitatori a comprendere l’importanza dei fiori e delle api. E ancora, le degustazioni di prodotti tipici, oltre a numerosi eventi collaterali come concerti e mostre. Dato il successo dell’anno scorso è stato riproposto il Silent Flower Party, che si terrà venerdì 17 maggio dalle 21.30 al Palazzo Conte Secco d’Aragona. I biglietti sono già disponibili online (www.shop.midaticket.it/franciacortainfiore) al costo di 15 euro. Uno degli obiettivi della manifestazione è quello di valorizzare il territorio, sia dal punto di vista culturale che paesaggistico.

Franciacorta in Fiore

In calendario ci sono quindi le visite guidate al Castello di Bornato e quelle al sito archeologico della Pieve di Bornato a cura del Gruppo Amici dell’Antica Pieve San Bartolomeo in collaborazione con U.S.P.A.A.A. (Associazione Unità di Salvaguardia del Patrimonio Archeologico, Architettonico ed Artistico della Franciacorta e del Sebino bresciano). Per celebrare questa edizione speciale dell’evento il Comune di Cazzago San Martino sta organizzando “Aspettando Franciacorta in Fiore”, un’iniziativa pianificata per il secondo weekend di maggio. Sarà un weekend all’insegna della convivialità e del divertimento, con un programma che, sebbene ancora in via di definizione, vede già confermato il concerto della banda comunale. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità per coinvolgere la comunità locale e anticipare l’atmosfera festosa del grande evento in programma il weekend successivo. Le iscrizione per gli espositori che volessero esporre in rassegna sono aperte fino al 17 aprile.

Franciacorta in Fiore

La Rassegna accoglierà gli ospiti venerdì 17, dalle 11 alle 19.30, sabato 18 e domenica 19 maggio, invece, dalle 9.30 alle 19. Franciacorta in Fiore è organizzata dal Comune di Cazzago San Martino in collaborazione con Terra della Franciacorta, il Comitato Fiera e la Proloco comunale e la Fondazione Cogeme, realtà territoriali accomunate dall’obiettivo di esaltare la bellezza, la storia e l’autenticità del territorio.

VIAGGIO A CAZZAGO SAN MARTINO E BORNATO

Situata a pochi chilometri da Brescia e dal lago d’Iseo, la Franciacorta è una zona famosa per la produzione del vino omonimo, il Franciacorta DOCG. Non solo: splendide colline, siti culturali e storici, relax nella natura, occasioni di sport e di svago fanno del territorio franciacortino una vera scoperta per molti turisti che arrivano qui per la prima volta. Punto di riferimento turistico è la Strada del Franciacorta, 90 chilometri di scorci mozzafiato tra filari e borghi pittoreschi. Il paesaggio è caratterizzato da suggestive colline cosparse di vigneti, che col tempo hanno sostituito l’originario bosco.

Vigneti Franciacorta

Le prime tracce di vigneti risalgono all’epoca preistorica; la coltivazione della vite crebbe ininterrottamente dal periodo dei Romani sino al pieno Medioevo, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e del suolo.

Tra i più affascinanti borghi della Franciacorta è annoverata la frazione di Cazzago San Martino che in epoca medievale era un piccolo nucleo rurale organizzato intorno al classico castrum feudale sorto intorno al X secolo ma ricostruito nel 1312.

Palazzo Oldofredi è la sede municipale del borgo dove ancora si scorgono la struttura di un’antica torre ed il porticato cinquecentesco da cui è possibile osservare gli stipi alle finestre di stile rinascimentale. La chiesa parrocchiale di origini trecentesche è dedicata alla Natività di Maria Vergine. L’edificio religioso, oggi ha sembianze settecentesche ed è caratterizzato da un alto campanile con orologio a numeri romani e dalla presenza, all’interno, di un organo di fine Settecento e di una pregevole pala realizzata presumibilmente da Jacopo Palma il Giovane posta sull’altare maggiore.

Bornato, chiesa di San Bartolomeo

Nella frazione di Bornato, già pago romano, sorge la chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo edificata dopo il 1630 e consacrata dal cardinale Pietro Ottoboni, futuro papa Alessandro VIII, fu risistemata nel 1888 sulla base di un progetto redatto dall’architetto Angelo Bianchini. Luogo del Cuore FAI, è l’omonima pieve di San Bartolomeo di Bornato, raro esempio di stratificazione storica, testimone d’antichi splendori per itinerari spirituali e culturali di rara bellezza. Non esistono riferimenti storici specifici relativi alla costruzione della Pieve ma la sua intitolazione farebbe supporre la presenza di un ospizio, dedicato ad accogliere viandanti e pellegrini che si avventuravano per le pericolose strade del tempo. La prima comparsa nei documenti storici della Pieve di San Bartolomeo risale al 1058, quando viene menzionata dal Vescovo di Brescia. Nel 2009, il comune di Cazzago San Martino e la parrocchia di Bornato costituirono la Fondazione Antica Pieve di San Bartolomeo-Bornato, nata con il compito di conservare, manutenere e valorizzare il sito.

Cazzago San Martino, chiesa della Natività di Maria Vergine

Sempre a Bornato sorge Palazzo Bornati edificato nella parte alta del paese sul finire del Settecento su terreni di proprietà della famiglia Bornati. Ha la tipica struttura da villa presente in numerose altre parti della Franciacorta con un portico alto retto da colonne in pietra di Sarnico. È inoltre sede della farmacia comunale, degli ambulatori e della sala civica. Risalente al XIV secolo, Palazzo Secco d’Aragona presenta diversi elementi testimoni della sua straordinaria evoluzione architettonica alla quale contribuì, tra gli altri, anche Palladio. Della muratura trecentesca rimangono gli archi gotici di due finestre murate nella parete nord da due piccoli locali, adibiti in passato ad abitazione degli arcieri di guardia. Nel 1565 Marcantonio Bornati, ornò il pozzo di casa con uno stemma raffigurante le sue iniziali e rifabbricò la villa in stile palladiano. La facciata principale, quella rivolta a mezzogiorno, è stata concepita infatti su disegno o consiglio dello stesso Palladio. La facciata si sviluppa a “L” lungo due direttrici: quella verso mezzodì dove si apre un porticato a sei arcate scandito da pilastri, e quella verso mattina dove le arcate sono soltanto segnate. E’ molto probabile che quest’ala sia stata aggiunta nel XVIII secolo quando venne costruito, insieme a tre sale, il grandioso scalone a tre rampe lungo il quale corre una balaustra in pietra. All’interno un prato, oltre il quale si estende il parco, dà respiro all’edificio. Un frammento di mura merlate ricorda l’originale collegamento col vicino Castello di Bornato.

Bornato, Palazzo Secco d’Aragona

Villa Monte Rossa è situata su un colle dal quale si gode una splendida vista panoramica sulla Franciacorta. Circondata dal verde di giardini vigne ed uliveti è un complesso di strutture originate da un edificio quattrocentesco con una bella torre cilindrica ed ornamenti in terracotta. Scenografica la scalinata. settecentesca. Nei pressi del cimitero, lungo la strada che dal centro del paese verso la frazione Barco, sorge il santuario della Madonna della Zucchella. Fu costruito nel secondo dopoguerra per inglobare e proteggere un’edicola con l’affresco della Madonna della Zucchella, oggi collocato all’interno di una cornice. Ogni cinque anni, a metà settembre, sono celebrate le Feste Quinquennali della Madonna della Zucchella, durante le quali l’effigie viene traslata dal Santuario alla chiesa parrocchiale per una intera settimana.

Il Castello di Bornato, esempio rarissimo di villa rinascimentale (XVI secolo) costruita all’interno di una castello medievale (XIII secolo), è un gioiello incastonato tra i vigneti della Franciacorta, eretto a presidio della strada consolare Bergamo-Brescia.

Il borgo antico di Bornato

Nell’alto Medioevo Inverardo da Bornato ampliò e rinforzò la roccaforte con una cerchia di 300 metri di mura merlate, con torri e contrafforti, fossati e ponte levatoio dandogli l’aspetto che tuttora conserva. Il nipote Giambellino ne fece vivo centro d’incontro di uomini politici, letterati ed artisti nell’atmosfera del Rinascimento incipiente. Il Castello fu anche teatro della guerra tra Venezia ed i Visconti. Nel 1562 il maniero fu ceduto ai Gandini, il cui stemma è affisso all’entrata; essi aggiunsero a levante dell’austera roccaforte un’ala nuova con salone e sale affrescate. L’imponente muraglia racchiude, come già accennato, una bella villa rinascimentale riccamente affrescata e nota anche come Palazzo Orlando. Eretta nel 1564 dalla famiglia Gandini, la villa è dagli anni ’30 di proprietà dei livornesi Orlando che ancora oggi la abitano permettendo al pubblico di accedervi con visite guidate e degustazioni. Nelle sale si possono ammirare affreschi del Seicento e dell’Ottocento. Sul piazzale antistante si gode di uno spettacolare panorama sulla pianura lombarda fino ad intravedere nelle giornate più limpide gli Appennini, vista di cui lo stesso Dante Alighieri, ospite di questa corte, ebbe il piacere.

Castello di Bornato, Palazzo Orlando

Splendido il parco (giardino all’italiana ed uno all’inglese), caratterizzato da piante secolari tra cui cedri del Libano, cedri deodara, ginkobiloba e una rarissima Sophora Iaponica di 200 anni. La visita prosegue con il camminamento nei sotterranei che permette di scoprire la grotta segreta realizzata nel 1800 all’interno delle mura medievali e l’antica cantina posta sotto la torre principale. Assai suggestiva la piccola sacrestia della cappella privata dedicata a San Francesco, arricchita con una collezione di libri sacri del Settecento con una magnifica Biblia Breves in Eadem del 1536.

Particolari delle merlature del Castello di Bornato

Imperdibile poco prima dell’uscita uno scatto fotografico dalla bifora che dà sui suggestivi vigneti circostanti.

Per chi desiderasse alloggiare a Cazzago San Martino, per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo l’eleganza dal gusto contemporaneo dell’hotel, ristorante e lounge bar “Ophelia“, oppure “Il Glicine“, B&B e ristorante, un’attività storica a conduzione famigliare dal 1890. Per un pranzo o una cena d’eccezione si potrà scegliere il ristorante “La Dama Bianca“, un gioiello culinario incastonato nelle affascinanti ex scuderie del Castello di Bornato. Immerso nei vigneti che caratterizzano il paesaggio circostante, il ristorante offre un’atmosfera unica e suggestiva, dove storia e gastronomia si fondono armoniosamente.

FRANCIACORTA NEL PIATTO

Casonsei tradizionali

Quella della Franciacorta è una gastronomia particolarissima, giocata tra due poli: la cucina contadina di carni dell’entroterra e quella di pesce del vicino lago d’Iseo. Alla base della dieta tradizionale si trova la polenta di farina di mais che viene servita principalmente con carne, pesce o formaggio, sia pasticciata, sia tagliata a fette e fritta o grigliata. La pasta, universalmente, apprezzata, viene preparata soprattutto sotto forma di ravioli e nella variante locale di bocconcini ripieni nota come casonsei. Pregiato è il pesce del Lago d’Iseo, in particolare il coregone, il pesce persico, i missoltini e la tinca; quest’ultima, specialità rivierasca di Clusane d’Iseo, viene farcita, cotta al forno e servita con polenta. I pesciolini, chiamati agoni o aole, vengono fatti essiccare al sole e conservati poi sott’olio d’oliva. Si possono anche gustare cotti sulla graticola, spennellati d’olio e serviti con la polenta. I contrafforti alpini abbondano di funghi selvatici, in particolare porcini e cantarelli, ottimi nelle frittate, nei risotti, nella pasta e negli stufati. Il salame di Monte Isola – l’isola maggiore del Lago d’Iseo e la più grande isola lacustre d’Europa – gode di un’ottima fama, seppur locale. L’importanza della carne di manzo nella dieta tradizionale si riflette nel piatto tipico della Franciacorta conosciuto come manzo all’olio (la ricetta più antica risale al 1500), specialità del paese di Rovato, le cui osterie erano anche rinomate per la trippa e i bolliti.

Spiedo bresciano

Lo spiedo è il piatto conviviale per eccellenza dei bresciani, composto da carne di maiale, animali da cortile. Indispensabili per dare al piatto il caratteristico sapore, sono gli uccelletti: ma solo nelle case private potrete consumare il frutto della caccia, le trattorie sono tenute, per legge, a utilizzare volatili congelati provenienti dall’estero. In Franciacorta si produce anche una vasta gamma di formaggi, molti riconosciuti come DOP o tradizionali. La Robiola Bresciana, ad esempio, da gustare leggermente cosparsa di olio d’oliva, il Salva e il Silter, ottimamente accompagnati da miele o marmellate. Il più saporito Taleggio Dop e i più noti Grana Padano Dop, Provolone Valpadana Dop, Quartirolo Dop e Gorgonzola Dop. La Franciacorta è una delle rare zone a nord degli Appennini a godere di un clima sufficientemente mite per la coltivazione dell’ulivo, con la produzione dell’Olio extravergine d’oliva Laghi Lombardi – Sebino.

Vigneti Franciacorta

La Franciacorta produce inoltre ottime acquaviti, sia giovani sia invecchiate; tipica e caratteristica è la Grappa di Franciacorta che dal 1997 è DOC. E veniamo ai vini, fiore all’occhiello della zona: il Franciacorta DOCG prodotto in diverse tipologie di sapore (Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Brut Satèn, Extra Dry, Sec e Demisec) tutte accomunate dal perlage finissimo e persistente e dal colore giallo paglierino intenso con riflessi verdognoli. Per chi preferisce i vini tranquilli: Terre di Franciacorta DOC Bianco e Rosso.