“Lanternia” illumina Cassino

La Cina sceglie l’Italia per la festa internazionale delle lanterne. Fino al 10 marzo è possibile visitare a Cassino, in provincia di Frosinone, “Lanternia”, lo scenografico Festival internazionale delle lanterne giganti.

“Lanternia” a Cassino (FR)

Dopo il grande successo di Amsterdam, Londra, Miami, Tokyo, Tallin, Shangai e New York, è l’Italia il Paese ad ospitare quest’anno la kermesse dedicata alle caratteristiche lanterne cinesi, da duemila anni protagoniste indiscusse di riti, feste e cerimonie orientali, come la “Festa delle lanterne”, durante la quale in Cina e in numerosi altri Paesi dell’Estremo Oriente i cittadini festeggiano la fine del Capodanno illuminando il cielo con migliaia di lanterne contenenti messaggi di buon auspicio. Il festival “Lanternia” – patrocinato dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese – ha aperto i battenti all’interno del parco tematico “Bosco delle favole” di Cassino il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre, e proseguirà fino al 10 marzo quando si chiuderanno i festeggiamenti per il capodanno cinese, con l’inizio dell’Anno del Drago fissato al 10 febbraio. Uno spettacolo mai visto prima in Italia: l’area di 110.000 mq ospita più di 300 lanterne giganti provenienti da tutto il mondo del valore di 2 milioni di euro, illuminate da oltre 2,5 chilometri di luci al led. Grazie ad un investimento pari a oltre 4 milioni di euro da parte di una grande azienda consortile cinese, si sono potute allestire sei aree dedicate a grandi e bambini dove, oltre ad essere esposte lanterne a tema, vengono organizzati eventi e live show: Dreamland – Il mondo dei sogni, Fantasylandia, Il Regno del Natale, Favole dal mondo, Il Regno Animale, Colorandia.

“Lanternia” a Cassino (FR)

Protagoniste indiscusse del Festival “Lanternia”, sono le lanterne di ogni forma, colore e dimensione: dalla lanterna gigante alta quasi 20 metri a quella a forma di castello, fino ad arrivare al mondo di Alice nel paese delle meraviglie, per passare all’interno del libro della giungla e alla foresta delle piante giganti, il tutto con una attenzione particolare all’ambiente e alla sostenibilità. Il materiale utilizzato per la realizzazione delle lanterne è infatti la seta, materiale ecofriendly, leggerissimo e non inquinante, resistente e bellissimo, una fibra naturale notoriamente a bassissimo impatto ambientale. Per l’illuminazione sono adottate luci al Led ad elevato risparmio energetico che richiamano le candele o fonti di luce tradizionali. Le luci a Led a basso consumo consentono di illuminare le lanterne in modo sicuro e continuo senza il rischio di incendi o surriscaldamento. Le lanterne cinesi sono oggetti decorativi tradizionali che hanno una millenaria storia in Cina e in altre culture asiatiche. Generalmente realizzate in carta sottile o seta e decorate con motivi artistici, simboli o testi tradizionali, sono progettate per essere appese e illuminate all’interno con una candela o una fonte di luce simile.

“Lanternia”

Le lanterne cinesi, apprezzate non solo per la loro bellezza visiva ma anche per il loro significato simbolico di prosperità e fortuna, sono utilizzate in una gran varietà di contesti, tra cui celebrazioni e festività come il Capodanno cinese, il Festival delle Lanterne ma anche in occasioni speciali come matrimoni. Nel corso degli anni, le lanterne cinesi sono diventate popolari anche in altre parti del mondo come oggetti decorativi e sono state reinterpretate in vari stili e materiali.

VIAGGIO A CASSINO

Cassino, l’Abbazia di Montecassino

Passata alla storia anche come “Città martire” per via dei bombardamenti che, durante la II Guerra Mondiale l’hanno rasa al suolo, Cassino (FR) conserva oggi un patrimonio artistico-culturale di tutto rispetto.

Contornata dai resti delle ville romane di chi tanti secoli fa ha scelto questo splendido territorio come luogo di vacanza, arricchendolo di anfiteatro e acquedotto che ancora oggi possiamo ammirare, la cittadina ciociara si estende su una zona pianeggiante alle pendici sud orientali del Monte Cairo, sul quale sorge la celebre Abbazia di Montecassino, a circa 55 chilometri da Frosinone. Nel centro storico, in Piazza Diamare, sorge la chiesa di Sant’Antonio da Padova, ricostruita del tutto dopo la guerra che, nella sua distruzione, ha riportato alla luce alcune vecchie strutture di un edificio di epoca medievale, forse dedicato a San Francesco. Si suppone che accanto alla chiesa ci fosse anche un convento. Oggi l’interno della chiesa è composto da una navata unica a croce latina. In una delle cappelle laterali è presente la statua di Sant’Antonio da Padova, che viene celebrato annualmente il 13 giugno con festeggiamenti religiosi e civili.

Cassino, chiesa di Sant’Antonio da Padova

Di fattura pregiata anche l’altare marmoreo. Da visitare anche il Teatro Comunale Alessandro Manzoni che dal 1875 al 1943 fu centro propulsore della cultura della città e dintorni, non solo per gli spettacoli di qualità, ma anche per convegni e conferenze. Purtroppo, anche questo edificio storico è stato distrutto dalla guerra. Oggi, nell’area, si trova l’organismo architettonico adibito a sala polivalente di circa 700 posti. Una delle strutture più importanti nel centro della cittadina è il Palagio Badiale situato in Piazza Corte. Dopo la distruzione, fu ricostruito e completato nel 1951 dall’architetto Giuseppe Breccia Fratadocchi. Oggi ospita la sede della curia di Montecassino. Un’altra importante struttura, l’unico palazzo storico rimasto miracolosamente integro dopo i bombardamenti, è il Palazzo Barone De Rosa (via Di Biasio). Le origini risalgono agli inizi dell’Ottocento e apparteneva alla famiglia del barone De Rosa. Fu restaurato nel dopoguerra ed è stato adibito a uffici e scuole.

Villa Comunale di Cassino o Parco XV Marzo 1944

La Villa Comunale di Cassino, o Parco XV Marzo 1944, sorge intorno ai due rami del fiume Gari le cui sorgenti si trovano alle pendici di Montecassino e della Rocca Janula, nella centralissima piazza Corte, alle spalle della Cattedrale. Dopo un breve tratto sotterraneo il fiume riemerge proprio all’interno della Villa, dividendosi in due rami che si riuniscono a formare un caratteristico laghetto. Dalla Villa Comunale fino alle Terme Varroniane è stato realizzato un suggestivo percorso naturalistico, ciclabile e pedonale, che costeggia il fiume Gari. Lungo il tratto visitabile del fiume è possibile effettuare uscite in barca, in canoa ed in eco-rafting, con la guida di istruttori federali.

Poco fuori il centro abitato, immerse nel verde nella zona di Monticello, nei pressi della stazione ferroviaria e della sfarzosa villa romana di Marco Terenzio Varrone, erudito scrittore latino, sorgono le affascinanti Terme Varroniane. Un posto davvero speciale, arricchito dalle acque del fiume Rapido e da migliaia di sorgenti che ne fanno la zona sorgentizia più grande d’Italia.

Cassino, Terme Varroniane

Si tratta di un parco naturale-termale nato nel dopoguerra e ora adibito a stabilimento idropinico utilizzando le sorgenti naturali e convogliandone le acque in fontanelle a getto continuo, con un flusso di 18 metri cubi l’ora ed una temperatura di 13 gradi. Il parco termale è dotato di sala congressi, area concerti e camping internazionale, attrezzato con area pic-nic e una zona per le attività sportive. Le acque sorgenti sono l’habitat ideale per alcune specie di pesci come trote, carpioni, anguille e lamprede.

Di rilevante interesse storico è il sito di Casinum. Situato a circa 2 chilometri dal centro di Cassino, emerge lungo la strada che collega il centro urbano all’Abbazia di Montecassino. L’area archeologica include resti di vari monumenti di epoca romana dell’antica Casinum. La visita permette di ammirare le mura megalitiche (costruzioni preromane del V-IV secolo a.C.), la Porta Campana, il mausoleo di Ummidia Quadratilla edificato presumibilmente tra il I secolo a.C. e il I d.C. e infine il ninfeo risalente al I a.C. Tra gli elementi architettonici più significativi vi è senz’altro l’Anfiteatro romano fatto costruire dalla matrona Ummidia Quadratilla nel I secolo d.C. Di forma ellittica, era lungo 85 metri e largo 49 e poteva ospitare circa 4500 spettatori.

Casinum, l’Anfiteatro romano

L’altro monumento è il Teatro romano di età augustea (27 a.C. – 14 a.C.); ha il tipico schema di teatro greco-romano e poteva ospitare fino a 3000 persone. Oggi è utilizzato per eventi e spettacoli di vario genere, durante il periodo estivo. Nei pressi nell’area archeologica sorge l’importante Museo archeologico nazionale G. Carettoni.

I dintorni di Cassino offrono notevoli spunti di visita a cominciare dalla già nominata Abbazia di Montecassino (8,8 chilometri), uno dei luoghi sacri più grandi e importanti d’Italia.

Cassino, Abbazia di Montecassino, foto di Gerardo Forti

L’Abbazia, detta anche Faro della Civiltà Occidentale, svetta, a 520 metri d’altezza, sull’acropoli dell’antica Casinum. Fu fondato nel 529 d.C. da San Benedetto da Norcia, che proprio qui scrisse la sua celebre “Regola”, Ora et labora, nella quale propone di vincere l’accidia, con una vita comunitaria che preveda un tempo per la preghiera ed uno per il lavoro e lo studio. Distrutta e ricostruita per ben quattro volte, nel corso della sua storia millenaria, è stata riconsacrata il 30 ottobre 1964 da Papa Paolo VI. L’Abbazia dispone oggi anche di un Museo, che custodisce quadri, manoscritti, libri antichi e opere d’arte, compresa una meravigliosa Natività del Botticelli. Vi è anche una Biblioteca, risalente alla prima metà del VI secolo e una foresteria. Sono tre i chiostri che possono essere visitati all’interno del monastero benedettino. Il primo è quello d’ingresso dove è possibile contemplare il gruppo bronzeo raffigurante San Benedetto morente, dono del cancelliere tedesco Adenauer, mentre sotto il porticato si trova il mosaico del Cristo tra la Madonna e San Martino disegnato da Frate Vignarelli.

Cassino, Abbazia di Montecassino

Il chiostro del Bramante è stato ricostruito sull’originale disegno del 1595 e ospita ai piedi della gradinata la statua di San Benedetto, miracolosamente scampata ai bombardamenti del 1944 e quella di sua sorella gemella Santa Scolastica (i cui resti, insieme a quelli di San Benedetto, riposano oggi presso l’altare maggiore della Cattedrale dell’Abbazia). Il terzo chiostro è quello dei benefattori, il cui disegno è imputato ad Antonio da Sangallo il Giovane. Nel porticato sono state sistemate dal 1666 ben 24 grandi statue di Papi, Santi o Re. Al di sotto dell’altare della Cattedrale del monastero, è situata la cinquecentesca cripta, rivestita di mosaici policromi e bassorilievi.

Lungo la strada che porta all’Abbazia di Montecassino, si fa notare la spettacolare Rocca Janula (pochi minuti a piedi dalla strada). Fu edificata per volere dell’abate Aligerno nel X secolo. Anch’essa fu duramente colpita durante i bombardamenti ma un prezioso intervento di restauro ha permesso di ridarle visibilità.

Cassino, Rocca Janula

Dalla Rocca si gode un magnifico panorama su Cassino che, al tempo della Seconda Guerra Mondiale, si trovava lungo la Linea Gustav cosìchè molte nazioni espressero il desiderio di seppellire i caduti proprio nelle vicinanze della città. Nacquero quindi diversi cimiteri di guerra. Quelli più importanti sono il Cimitero del Commonwealth realizzato vicino al campus universitario Folcara, dove riposano i soldati dei paesi Commonwealth. Il Cimitero polacco, situato dietro l’altura dove sorge l’Abbazia, fu costruito dagli stessi soldati polacchi e inaugurato all’inizio di settembre del 1945. Infine il Cimitero tedesco, posto sul Colle Marino, e inaugurato nel 1965. Il territorio di Cassino è incluso nel Parco Naturale dei Monti Aurunci recentemente istituito che conserva importanti specie faunistiche e floreali ed è percorso da numerosi sentieri che permettono di scoprire sia le bellezze naturalistiche sia paesaggistiche e storiche del luogo. Per chi desiderasse soggiornare a Cassino per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio consigliamo il B&B Le Colonne.

B&B Le Colonne

Immerso nel verde della campagna di Cassino, tra piante di ulivi e frutteti, circondato da diecimila metri di giardino privato, il B&B Le Colonne sorge, in località Folcara. Offre una piscina stagionale all’aperto e servizi gratuiti come la connessione WiFi e un parcheggio privato. Tutte le sistemazioni, moderne e spaziose, sono dotate di aria condizionata, bagno privato con bidè, TV a schermo piatto e frigorifero. Gli ospiti hanno a disposizione anche un microonde, un piano cottura, una macchina da caffè e un bollitore. Al mattino è disponibile un’ottima colazione all’italiana.

CASSINO NEL PIATTO

La cucina tradizionale di Cassino, semplice e genuina ma ricca di sapori, è legata alla cultura popolare ciociara e dell’alta Campania. Un piatto che non manca mai sulle tavole dei cassinesi è la pasta con i broccoli. Generalmente si prepara in autunno e per tutto il periodo invernale.

Pasta con i broccoli

Di questa pietanza ne esistono diverse versioni ed è preparata in tutta Italia, anche se è diffusa principalmente nelle regioni del sud. Particolare è la cottura della pasta. Infatti è buona norma, per una preparazione perfetta, che la pasta venga cotta nell’acqua in cui si sono fatti sbollentare i broccoli precedentemente e scolata al dente. Una volta scolata, la pasta va fatta saltare in padella con i broccoli, a piacere si può aggiungere nell’olio uno spicchio d’aglio e delle acciughe. Immancabile sulle tavole di Cassino anche la minestra di ceci e taglierini, una tipica pasta all’uovo o il riso con i fagioli. Tra i secondi citiamo le imperdibili costolette d’agnello scottadito. Per la preparazione è necessario iniziare con la marinatura della carne, in un intingolo a base di olio, sale, pepe e rosmarino così la carne, messa una giornata in frigorifero a riposare, diventa morbidissima e saporita. Come contorno sono perfette le cicoriette selvatiche, le patate arrostite, ma anche funghi e verdure.

Ceci e taglierini

La Birra dell’Abbazia di Montecassino è una birra dal sapore antico ottenuto recuperando le secolari tradizioni e coltivando orzo sui terreni dell’Albaneta, tenuta dei padri benedettini di Montecassino. La sua origine risale al 1846 quando uno dei monaci benedettini dell’Abbazia, devoti alla preghiera e al lavoro, poggiò la penna su carta per trascriverne la ricetta: acqua sorgiva proveniente dalle fonti del Gari, malto d’orzo, luppolo e lievito. Il Miele Montecassino firmato Mieli Thun, è un miele multiflora, composto cioè da un blend naturale di fioriture tipiche del luogo. Sono presenti quindi fiori primaverili come il biancospino, il prugnolo e i fruttiferi, un grande ruolo lo gioca alla fioritura dell’acacia, delicata e chiara, albero del paradiso, fruttato e aromatico, diverse specie di trifoglio e leguminose in genere. Sono presenti in maniera minore le drupacee e parecchie composita del gruppo del cardo, tra cui in particolare il cardo mariano che fiorisce abbondante in estate. Ottimo abbinato ai formaggi di pecora e agli stagionati in genere, ottimo dolcificante d’infusi d’erbe e tisane. Il colore è dorato carico, il profumo è floreale.

Costolette d’agnello scottadito