Il Salone dei “Sapori Berici” di Lonigo, Vicenza

Un lungo weekend all’insegna del gusto ma anche della cultura a Lonigo, in provincia di Vicenza dove da venerdì 5 a domenica 7 aprile, nella cornice del Parco Ippodromo (polmone verde della città), andrà in scena “Sapori Berici”, il 2° Salone del Tai Rosso e della Sopressa De.Co., evento organizzato dal CSC Leoniceno, comitato Storico Culturale di Lonigo nato nel 2014 con l’obiettivo di far conoscere e promuovere i sapori unici dell’area Berica: vino, insaccati, riso, sementi, mandorlato, tutti prodotti locali che affondano le loro radici in un’antica tradizione agro-economica sorretta da approfondimenti tecnico-scientifici d’avanguardia.

“Sapori Berici” a Lonigo

Un posto d’onore spetta, ovviamente, al Vino Tai Rosso Doc Colli Berici, un vitigno tipico dell’areale Berico che ha trovato nei Berici un terroir ideale per sviluppare al meglio le doti di complessità ed eleganza che lo contraddistinguono e che si abbinano perfettamente alla gustosa grassezza della Sopressa De.Co. di Lonigo, magari degustata con il pan biscoto, un prodotto di antica tradizione nel territorio leoniceno e in tutto il Veneto, ancor oggi particolarmente consumato nel Basso Vicentino al posto del pane fresco soprattutto inzuppato nel latte, nelle zuppe, nel vino o per accompagnare i formaggi e gli insaccati.

Folla al Salone “Sapori Berici”

Prodotto esclusivamente nei Colli Berici, il Tai Rosso utilizza il vitigno autoctono Tocai Rosso che non ha legami con il Tokaji ungherese, nonostante la somiglianza nel nome. Questo vitigno, con radici forse nella Grenache o nel Gamay, produce vini leggeri con colore scarico e tannini delicati. Tradizionalmente vinificato in stile leggero, ora si possono trovare anche versioni più strutturate, provenienti da vigneti con rese più basse, rispecchiando i gusti contemporanei.

Durante il Salone “Sapori Berici”, le cantine venete ed i produttori agroalimentari del territorio avranno la possibilità di farsi conoscere all’interno del padiglione coperto che ospiterà le aree di presentazione e degustazione. Durante le tre giornate dell’evento enogastronomico il pubblico avrà l’occasione di assaggiare le specialità venete in esposizione ed acquistare i vini ed i prodotti più graditi presenti negli stand dedicati alle cantine venete, alle aziende agroalimentari e a quelle del territorio rappresentanti la filiera turistica ed enogastronomica.

Locandieri Leoceni

Sempre nell’area interna del Parco Ippodromo saranno allestite, oltre ad un’ampia area ristorante (curata dal CSC Leoniceno in collaborazione con Locandieri Leoniceni), delle “isole” per la degustazione e somministrazione in piedi, attrezzate con tavolini alti per una migliore accoglienza del pubblico.

Alcune Cantine presenteranno le proprie etichette all’interno dello spazio Enoteca, mentre nell’area espositiva esterna saranno presenti varie attività artigianali o legate all’hobbistica e alla creatività con aree dedicate ai bambini ed alle famiglie. “Sapori Berici” sarà anche una grande festa con musica ed intrattenimento e non mancherà l’aspetto prettamente culturale. Sabato 6 e domenica 7 aprile alle 15 sarà infatti possibile partecipare alla visita guidata gratuita alla scoperta del borgo antico di Lonigo (chiesa vecchia, teatro e Torre Scaligera), una “passeggiata” di due ore organizzata dal CSC Leoniceno. Tra gli obiettivi statutari del Comitato è evidenziato difatti il desiderio di far conoscere, oltre a quello enogastronomico, anche il patrimonio artistico, paesaggistico e naturalistico dei Colli Berici e di Lonigo. Per partecipare alla visita guidata presentarsi, previa prenotazione (3498339 675, Diego), nell’atrio d’ingresso del Palatenda.

VIAGGIO A LONIGO

Uno scrigno di meraviglie concentrate in poche manciate di chilometri, ecco cos’è la Terra Berica. Il grande protagonista di questo ambiente è la natura: prati verdi, alberi e boschi si alternano a vitigni e oliveti, in un susseguirsi di valli, colline, piccoli altopiani, ruscelli e canali.

Bagnolo, Villa Pisani Bonetti

Un angolo di Veneto fuori dai percorsi turistici più conosciuti, ma ideale per chi è alla ricerca di momenti di relax tra verdi colline, storia, arte e sapori. Ed è in questo contesto, ai piedi dei Colli Berici che sorge Lonigo, un borgo storico che dista circa 20 chilometri da Vicenza, la città del Palladio. Ed infatti l’intero territorio è costellato dalle sue iconiche ville, perle dell’architettura mondiale tutte da scoprire.

Al visitatore Lonigo appare da lontano con un profilo inconfondibile che completa il sinuoso crinale dei Colli Berici. Le sue forme sono tracciate da un’architettura storica, simboli di un passato da scoprire e ammirare che non ha nulla da invidiare ad altri centri ben più conosciuti e visitati. Abitata fin dai tempi preistorici da Paleoveneti, nel corso dei secoli Lonigo fu governata da Vicenza, Verona, Padova, dai Visconti, dalla Repubblica di Venezia. L’origine del nome della città non si conosce con precisione.

La Barchessa di Villa Pisani Bonetti

Secondo alcuni storici il termine nella forma Leonicus risale in un atto notarile del X secolo; secondo altri il nome deriverebbe dalla costellazione del Leone, in quanto agosto sarebbe stato il mese della sua fondazione. Lonigo fu sede di importanti casati come quello dei Pisani che commissionarono all’architetto Andrea Palladio la costruzione di Villa Pisani Bonetti (1544). Separata dalla piccola Frazione di Bagnolo solo dal fiume Guà la costruzione nacque come villa-fattoria, al centro delle risaie.

Lonigo, Palazzo Pisani

La caratterizza una struttura principale e due basse torri poste ai lati. Costruita tra il 1544 e il 1545 è considerata il capolavoro giovanile di Andrea Palladio ed è oggi in perfetto stato di conservazione. La Villa sorge su un alto basamento che dà slancio all’edificio e accoglie gli ambienti di servizio. Questa storica Villa è inserita nel “World Heritage List”, la lista dei 400 complessi architettonici più importanti del mondo, un riconoscimento culturale dell’Unesco che dal 1996 ha avviato un progetto di tutela delle opere palladiane.

Accanto alla villa sorge, all’interno del giardino, la Barchessa di Villa Pisani, che rappresenta l’eccellente risultato della rispettosa attività di un lungo e paziente restauro di un antico edificio rurale collegato alla villa padronale. Oggi ospita un ristorante l’Osteria del Guà. Sempre i Pisani nel 1556 fecero erigere, su fabbriche preesistenti, Palazzo Pisani, nel cuore del paese, a cavallo delle mura scaligere poi abbattute, in piazza Garibaldi. Oggi è sede del consiglio comunale, ma anche di eventi musicali e mostre.

Lonigo, la Rocca Pisana

Sempre per volontà dei Pisani, fu progettata dall’architetto Vincenzo Scamozzi, allievo del Palladio, la Rocca Pisana (1576) costruita, in cima ad un ameno colle, sui resti di un’antica fortezza denominata appunto “rocca”. Dal punto in cui si situa la villa è possibile scorgere tutta la Pianura sottostante.

L’Ottocento fu un secolo di massimo splendore per il paese grazie alla presenza dei Principi Giovannelli in Villa San Fermo (ex monastero benedettino). Il nucleo abbaziale fu trasformato in residenza principesca mantenendo il chiostro, la chiesa e le torrette, che diedero alla villa un aspetto di moderno maniero, su cui intervennero più architetti per il rifacimento di tutto il complesso, affacciato sul borgo di Lonigo. In quel periodo Lonigo divenne la capitale del Basso Vicentino con i suoi teatri, l’Ippodromo per le corse dei cavalli e una vita culturale vivace e dinamica. Il 25 marzo a Lonigo si festeggia l’antica fiera dei cavalli, risalente al 1496 da un incredibile episodio avvenuto presso il Santuario della Madonna dei Miracoli.

Lonigo, Villa San Fermo

Questa fiera è l’appuntamento più atteso dell’anno, un’ampia vetrina per tutti i settori, dalle macchine agricole all’artigianato, dalla pietra-arredo al giardinaggio. Riveste particolare valore culturale e architettonico il Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”, inaugurato nel 1892, un tipico esempio di teatro italiano con tre ordini di palchi e logge, caratterizzato da un’acustica perfetta per esecuzioni musicali. Lo stile Liberty e neoclassico degli stucchi predilige i toni del rosa, del verde oliva e del crema: l’illuminazione è resa elegante da campanule in vetro di Murano. L’inaugurazione avvenne il 23 ottobre 1892. In scena il “Ballo in Maschera”, opera di Giuseppe Verdi il cui busto ancora sorveglia il foyer del teatro. Notevoli anche gli edifici religiosi di Lonigo. L’imponente Duomo, che accoglie i visitatori al loro arrivo in città, fu costruito sui resti del castello scaligero cittadino, di cui si può ancora ammirare la torre delle carceri detta Torrione che si impone con i suoi 34 metri di altezza e i 68 metri quadrati della base, a pianta quadrata.

Lonigo, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi

La facciata del Duomo si presenta a fasce alternate di pietra tufacea e mattoni e riprende le sembianze della facciata della chiesa di San Zeno a Verona. Lo stile eclettico rivisita in parte quello romanico, in parte quello toscano e più propriamente pisano. In località Madonna, a circa due chilometri dal centro storico di Lonigo, lungo la strada provinciale che conduce a San Bonifacio, è situato il Santuario della Madonna dei Miracoli costruito dai monaci Benedettini tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo su un’antica chiesa benedettina dedicata a San Pietro.

Lonigo, il Duomo con il Torrione

Il luogo di culto attuale fu costruito per devozione a un’immagine della Vergine, che nel Quattrocento fu protagonista di un evento miracoloso. Il Museo degli Ex Voto, situato nella sacrestia vecchia del santuario quattrocentesco, conserva una delle più rilevanti collezioni di tavolette votive dell’Italia settentrionale che copre un arco temporale di cinque secoli, dalla fine del Quattrocento alla fine dell’Ottocento. La collezione comprende dipinti su tavola e tela, ex voto anatomici su lamina, gioielli, lampade votive, cuori d’argento, ricami, stendardi e altri oggetti votivi.

Lonigo, Santuario della Madonna dei Miracoli

Questa raccolta è considerata tra le maggiori in Italia sia per la quantità che per la qualità e l’interesse storico-artistico e devozionale.

Merita una visita anche la Chiesa Vecchia, dedicata ai SS. Cristoforo, Quirico e Giulitta, edificio religioso di origine romanica ma completamente riedificato nel 1543 e successivamente ampliato all’inizio del Seicento e nella prima metà del Settecento A un chilometro di distanza dal centro di Lonigo sorgono la chiesa e il convento dedicati a San Daniele, martire padovano, edificati dai Frati Minori sul colle omonimo nel XIII secolo. Uscendo sul sagrato, si ammira il campanile del XV secolo, armonico e slanciato, che ripete le caratteristiche delle torri campanarie romanico-gotiche. Al centro della strada si erge una guglia con una sfera sormontata da una croce di ferro, testimonianza dell’antico cimitero, come indicato dall’iscrizione lapidaria murata sulla cinta del piazzale davanti alla chiesa. Lonigo è circondata da prestigiosi vigneti che le conferiscono il titolo di Città Internazionale del Vino.

Lonigo, chiesa di San Daniele

In aggiunta all’interesse artistico e culturale, i Colli sono luogo ideale per attività sportive ed escursionistiche, per il cicloturismo, trekking, arrampicata. Per chi desiderasse alloggiare a Lonigo per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio consigliamo l’Hotel Alle Acque (Via Acque 9, Lonigo (Vi). Circondato da colline verdeggianti, dal 1864 l’Hotel Alle Acque offre ospitalità professionale, cordiale e calorosa. La struttura mantiene intatte le architetture originarie in un ambiente tranquillo e rilassante, immerso nella natura dei Colli Berici, a soli due chilometri dal centro di Lonigo (VI).

Lonigo, Hotel Alle Acque

L’hotel dispone di 29 camere suddivise in varie tipologie e dotate dei comfort più richiesti, 2 sale riunioni, ampi spazi interni ed un terrazzo panoramico, una sala corse, un deposito biciclette, un honesty bar e un punto ricarica per auto elettriche

I COLLI BERICI NEL PIATTO

La tradizione dei Colli Berici offre un’ampia varietà di prodotti tipici come l’olio extravergine di oliva DOP Berico Euganeo, il miele, i formaggi, gli insaccati. Di lunga tradizione la coltivazione di piselli e ciliegie, con il bosco che da sempre offre il tartufo e diverse erbe spontanee commestibili. Tra i prodotti più noti e apprezzati è annoverato il mandorlato. La produzione di questo candido e duro torrone è documentata fin dal Settecento, ma è probabile che sia ben più antica, con attendibile attribuzione all’ambito degli speziali del Medioevo. A mantenere viva questa tradizione sono oggi diverse aziende storiche – come per esempio la leonicense Cestaro, fondata nel 1918 – accomunate dall’orgoglio di presentare il prodotto nelle caratteristiche scatole di latta.

Vigneti sui Colli Berici

Di lunga tradizione anche la coltura del riso introdotta nella pianura di Vicenza dai benedettini, cui va il merito d’aver regolato le acque che ne rendevano paludoso gran parte del territorio. La produzione riguarda due varietà: il Vialone Nano, riso semifino tipico del Veneto, a chicco medio, ideale per risotti mantecati e minestre dense come risi e bisi, e il Carnaroli, riso superfino a chicco lungo, destinato ai più attuali impieghi d’alta cucina.

Insaccati dei Colli Berici

Gli insaccati dell’area berica sono una vera e propria leccornia, in particolare la salumeria praticata a livello artigianale. Nei locali di stagionatura i salumi appesi alle stanghe offrono una rassegna completa della tipicità locale: sopresse, citando in esordio l’insaccato che richiede i tagli di carne più nobili, e salami, entrambi lavorati con o senza aglio, coppe, pancette, salsicce e cotechini. Nella variegata produzione casearia rientra il Provolone Valpadana Dop, formaggio che si ispira all’antichissima tradizione delle provole a pasta filata e forma tondeggiante tipiche del Meridione. La produzione leonicena spazia dal provolone dolce – ottenuto con caglio di vitello, di piccola pezzatura e destinato a breve maturazione – al provolone piccante, ottenuto con caglio “forte” di capretto o agnello, e prodotto in forme fino a 50-100 kg, cui corrispondono tempi di stagionatura dai tre ai sei mesi. Tra le altre specialità gastronomiche dei Colli Berici, da ricordare è il Prosciutto Veneto Berico Euganeo Dop, una delle chicche gastronomiche dei Colli. Questi prosciutti sono di color rosa incline al rosso nella parte magra, e bianco puro in quella grassa, hanno un aroma delicato, dolce e fragrante, prodotti rigorosamente da Suino Pesante Padano.

Olio extravergine d’oliva Veneto Euganei e Berici

La vendita del prosciutto Veneto Berico Euganeo Dop avviene dopo 10 mesi di maturazione, quando il prodotto raggiunge l’ottimale profumo, dolcezza e colore che lo contraddistinguono dagli altri prodotti. Ottimo anche l’olio prevalentemente della varietà Frantoio: ha un grado di acidità molto basso, un gusto delicato, quasi dolce, rotondo, con un leggero retrogusto piccante. Le zone tipiche di coltivazione dell’olivo sono, per quanto riguarda Lonigo, quelle delle pendici dei Colli Berici. Questi areali di produzione sono stati riconosciuti e tutelati dalle Denominazioni di Origine Protetta Olio extravergine d’oliva Veneto Euganei e Berici. Tra i prodotti tipici ricordiamo anche una coltura purtroppo quasi del tutto scomparsa: i piselli di Monticello (il Bianchetto), varietà unica di piccole dimensioni coltivata e raccolta da poche famiglie sui colli leoniceni.