Mosca e le perle dell’Anello d’Oro

Suzdal

La lenta navigazione lungo il canale che collega Mosca al Volga, sul quale si affacciano numerose casette, ville e campeggi, ci porta a raggiungere la splendida capitale della Russia, Mosca. La sostanziale differenza rispetto a San Pietroburgo è che quest’ultima è stata edificata a partire dal XVIII secolo seguendo un gusto e uno stile tutto europeo (specialmente italiano, spicca tra tutte le opere dell’architetto Francesco Bartolomeo Rastrelli), per cui gli edifici sono omogenei e fanno quasi tutti riferimento a quel periodo storico.

Mosca, Cattedrale di Cristo Salvatore (foto di Silvia Bernardi)

A Mosca, invece, si susseguono numerosi stili architettonici che lasciano trapelare i lunghi anni di storia della città e che si discostano dagli standard occidentali. Saliti finalmente sul pullman, la guida ci porta alla scoperta della città partendo dal piazzale panoramico sulla Collina dei Passeri, nei pressi dell’immenso grattacielo dell’Università, commissionato in stile gotico e barocco da Stalin intorno agli anni ’50 del secolo scorso. La tappa successiva è la Cattedrale del Salvatore, un immenso edificio bianco ed oro recentemente ricostruito a copia dell’originale, andato distrutto durante il periodo stalinista per far posto ad un monumento commemorativo (mai realizzato) e ad una piscina pubblica. L’interno è ricchissimo di oro e decorazioni minuziose ma non riusciamo ad apprezzarlo appieno sapendo che si tratta di una ricostruzione. Proprio oltre la chiesa, inizia un lungo ponte dal quale si gode di una bellissima vista sulla Moscova e sul vicino Cremlino. Il pullman ci lascia poi nella piazza del Teatro Bolshoj, dalla quale, oltrepassando la Porta della Resurrezione, raggiungiamo l’impressionante e famosissima Piazza Rossa.

Io e la Cattedrale di San Basilio a Mosca

Si tratta di uno spazio immenso fiancheggiato dalle possenti mura del Cremlino, dai magazzini GUM (un grande centro commerciale con negozi di alto livello realizzato a fine ‘800 e con il soffitto realizzato in vetro) e dalla celebre Cattedrale di San Basilio, con le sue caleidoscopiche cupole multicolore. Questo edificio, realizzato in mattoni rossi, verso la metà del XVI secolo, ci appare in realtà quasi nuovo a causa della immancabile “mano pesante” utilizzata in Russia per tutte le ristrutturazioni. Il fascino, in ogni caso, è indiscutibile. Gioiello di Mosca è l’incredibile Cremlino, uno scrigno ricco di tesori, circondato da possenti mura lunghe più di due chilometri e da una ventina di alte torri. E’ sempre stato il centro della vita politica e religiosa della città e della nazione. Al suo interno si trovano, infatti, le principali cattedrali della città (nonché le più belle), gli edifici pubblici e il Gran Palazzo in cui un tempo risiedeva la famiglia reale. Al centro del complesso, su un ampio slargo, si affacciano diverse Cattedrali, edificate a partire dal XIII e XIV secolo, tutte intonacate di bianco e con le cupole rivestite d’oro che luccicano sotto i raggi del sole, edificate a partire dal XIII e XIV secolo. La più antica ed importante tra di esse è la Cattedrale dell’Assunzione, epicentro per secoli della vita spirituale di Mosca, che entriamo a visitare. L’interno è interamente ricoperto di preziosi affreschi e da una splendida iconostasi. La visita prosegue poi verso i giardini e la Zarina della campane (una delle più grandi campane esistenti), lo Zar dei cannoni (anch’esso di ragguardevoli dimensioni), il Museo dell’Armeria, dove sono conservati i tesori degli zar tra cui armi, carrozze, uova di Fabergé, gioielli e altre meraviglie.

Mosca, Palazzo-Museo di Ostankino

Imperdibile a Mosca il giro delle stazioni della Metropolitana. Realizzate in modo pomposo e con smisurato sfarzo, alcune di esse presentano splendidi mosaici, grandi statue, rivestimenti in marmo, affreschi e grandi lampadari in cristallo. Visitarle è semplice e divertente, basta avere sotto mano una cartina con i vari cambi e il gioco è fatto (sempre che siate in grado di leggere il cirillico perché le fermate sono scritte solo con questi caratteri)!

In occasione del mio precedente viaggio in Russia, accompagnata da una guida locale, avevo avuto modo di visitare alcune chiese della città ed il monastero di Novodevicij, che fungeva a fortezza a guardia della città. Fondato nel 1524 dal granduca Vasilij III per celebrare la riconquista di Smolensk contro i lituani, il Monastero di Novodevichy è uno dei luoghi più belli di Mosca. E’ particolarmente degno di nota per la sua armonia architettonica, dovuta alla posizione proprio sulle rive del fiume Moscova. La Cattedrale di Nostra Signora di Smolensk, la più antica e la più importante costruzione del monastero, fu costruita al tempo della fondazione del monastero, anche se le sue abbaglianti cupole a cipolla sono state aggiunte un secolo più tardi. L’interno è decorato con affreschi risalenti al 1684 dipinti da Dmitry Grigorev di Yaroslavl. A meno di 15 chilometri a sud di Mosca sorge il monastero di Kolomenskoe, uno dei luoghi più belli di tutta Mosca. Il parco e i suoi edifici sono così ricchi di storia che nemmeno il Cremlino stesso può così ben evocare l’Antica Russia. Dopo aver svolto per secoli il ruolo di bastione di difesa contro i Tatari, dal 1552 fu la residenza di campagna dello zar Ivan IV il Terribile.

Mosca, chiesa del quartiere Južnoe Medvedkovo

Oggi museo e parco all’aria aperta è caratterizzato da un complesso di edifici di grande valore, fra i quali risaltano la chiesa dell’Ascensione (Patrimonio dell’Umanità), il Palazzo di Legno dello zar Alessio Mihailovich e la bella chiesa di Nostra Signora di Kazan con le sue luminose cupole azzurre e oro. Nella zona più selvaggia del parco, circondata da un antico cimitero, si trova l’altrettanto affascinante chiesa della Decollazione di San Giovanni Battista, costruita da Ivan il Terribile per celebrare la sua incoronazione. Prima di lasciare Mosca visito il museo-palazzo di Ostankino, un edificio in legno, splendidamente decorato nello stile delle ville romane, con stucchi, intagli in legno dorato, affreschi alle pareti e sui soffitti, pavimenti a parquet pregiati. Costruito tra il 1791 e il 1798 da artisti stranieri, è stato restaurato tra il 1979 ed il 1980. Gli elementi più singolari del palazzo sono il teatro e la chiesa della Trinità, realizzata secondo i canoni del barocco russo a cinque cupole.

DA MOSCA A SERGIEV POSAD

Sergiev Posad sorge a 70 chilometri da Mosca ed è l’unica città della regione di Mosca incluso nel circuito dell’Anello d’Oro. in questo circuito. Qui visse e morì San Sergio di Radonez, l’eremita del XIV secolo che ancor oggi è uno dei santi più venerati in Russia. In questa località egli fondò un primitivo monastero in legno, che fu distrutto per mano dei Tatari poco dopo la sua morte. La sua tomba, tuttavia, venne lasciata intatta, e attorno ad essa nel XV secolo venne costruito il Monastero maschile della Trinità di San Sergio, destinato a divenire il più importante centro della chiesa ortodossa russa.

Sergiev Posad, Monastero della Trinità di San Sergio

All’epoca, grazie all’enorme richiamo esercitato dal monastero, un insediamento (posad) di mercanti vi crebbe attorno, primo nucleo di quella che oggi è la cittadina di Sergiev Posad.

Ivan III e ancor più Ivan il Terribile contribuì fattivamente all’ampliamento e all’abbellimento del monastero: gli affreschi furono affidati ai maestri di Jaroslavl, alte mura difensive vennero erette lungo la maggior parte degli edifici principali; col tempo il complesso crebbe al punto da diventare il centro spirituale più importante di tutta la Russia, ottenendo il titolo di Lavra, concesso solamente ai monasteri ortodossi più pregnanti.
Ai giorni nostri il Monastero della Trinità di San Sergio è anche un luogo attivo, che accoglie la casa dei seminaristi, l’istituto di formazione tecnica, la casa di accoglienza per pellegrini e che nel 1988 fu anche scelto come residenza dal Patriarca di Russia, da cui il soprannome “Vaticano Russo”. Il complesso racchiude numerose chiese e cattedrali, la più preziosa delle quali è la cattedrale della Trinità, che racchiude la tomba di San Sergio, meta di un pellegrinaggio quotidiano di fedeli, e una copia della celebre Icona della Trinità di Andrej Rublëv, il cui originale è custodito nella Galleria Tret’jakov a Mosca. La principale cupola della cattedrale, su volere di Ivan IV detto il Terribile, venne rivestita con lamine d’oro per celebrare la vittoria da lui riportata a Kazan. E’ uno dei pochi esempi, sopravvissuti, dell’architettura in pietra bianca di Mosca. La cattedrale dell’Assunzione ha preso come modello presente al Cremlino di Mosca, fu commissionata dallo Zar Ivan il Terribile per commemorare la vittoria sui mongoli a Kazan e inaugurata dopo la sua morte.

Sergiev Posad, Monastero della Trinità di San Sergio

Accoglie le spoglie di Boris Godunov e della sua famiglia. Nel 18 ° secolo, la cattedrale fu parzialmente ricostruita e le cinque cupole furono sostituite con quelle, oggi visibili a forma di cipolla: quella centrale dorata, le altre quattro blu con stelle d’oro. Altri monumenti significativi sono la chiesa della Vergine di Smolensk e la chiesa dello Spirito Santo, entrambe barocche, l’imponente campanile alto 88 metri, e il refettorio della chiesa di San Sergio, il più capiente in tutta la Russia. All’interno delle mura che proteggono il monastero vi sono anche edifici civili, come il Palazzo del Metropolita e il Palazzo degli Zar, la cui facciata è decorata con trame a scacchiera. Durante la rivoluzione, il monastero venne chiuso e ai monaci vennero imposti i lavori forzati; riaprì come luogo di culto solo nel 1946. Il Monastero della Trinità di San Sergio è stato dichiarato da Unesco Patrimonio dell’Umanità.

SUZDAL, LA CITTA’-MUSEO

In treno veloce (1 ora e 40) o in autobus (3 ore e mezzo) si percorre la distanza di 220 chilometri che separa Mosca da Suzdal.

Sergiev Posad, Monastero della Trinità di San Sergio

Da quando, nel 1967, il regime sovietico decise di trasformarla in una città-museo (il che significa che tutti i suoi monumenti sono tutelati ed è vietata la costruzione di nuovi palazzi nel centro storico), nulla ne ha più turbato l’aspetto e Suzdal appare oggi come un grande villaggio senza tempo, attraversato dal fiume Kamenka e punteggiato di chiese, monasteri e isbe restaurate. Nel 1992 quattro monumenti di Suzdal, i cosiddetti “monumenti bianchi”, s sono stati inseriti dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità: il Monastero di Sant’Eutimio, il Cremlino di Suzdal, la Cattedrale della Natività e la chiesa di Boris e Gleb nel vicino villaggio di Kideksh. Lungo la via principale, la Lenina, le auto sono rare anche d’estate. Dopo un periodo di decadenza alla fine dell’Unione Sovietica e per tutti gli anni Novanta, oggi Suzdal ha ritrovato la sua anima turistica, grazie soprattutto agli italiani e ai cinesi, oltre che ai russi stessi. Qui regna un’atmosfera incredibile da Russia antica: architettura secolare, molti ristoranti di cucina tradizionale, soprattutto nella Torgovaya Ploshchad (la Piazza del Commercio di Suzdal), con i suoi portici che ospitano negozi e caffè e venditori in abiti tradizionali.

Suzdal, Cattedrale della Natività

E se programmate di pernottare in città, allora non perdetevi la chance di affittare una vera casetta in legno. La visita Iniziate la vostra visita dalla Torgovaya Ploshchad (ovvero la Piazza del Commercio di Suzdal) con i suoi portici che ospitano negozi e caffè. Suzdal è citata per la prima volta negli annali nel 1024, ma alcuni storici ritengono che sia stata fondata prima, nel 982 dal principe Vladimir I di Kiev, detto il Santo, che impose la cristianizzazione della Russia. Il nome della città di Suzdal è probabilmente collegato al verbo sozidat, nella sua antica accezione di “creare” e “plasmare con l’argilla”. Suzdal era una città molto fiorente nel XII secolo e divenne la capitale del Principato di Rostov-Suzdal. Non a lungo, in verità. Già nel 1157 il principe Andrej Bogoljubskij spostò la capitale a Vladimir. Per saperne di più su come vivevano gli antichi slavi, ho visitato l’esposizione a cielo aperto del Museo dell’Architettura in legno. Qui, da vari villaggi, sono state portate delle vere case antiche di contadini di varia agiatezza. E ci sono anche le costruzioni padronali: granai su palafitte e mulini a vento. Inoltre, potrete vedere delle chiese medievali in legno tra le poche conservatesi, che per miracolo sono arrivate fino ai nostri giorni attraverso le turbolenze della storia russa. In pratica il Museo dell’Architettura in legno rappresenta un tipico villaggio russo del XVIII-XIX secolo costruito senza l’utilizzo di chiodi. Nei pressi del museo è possibile imbarcarsi per una breve navigazione sul fiume Kamenka, un’esperienza che offre la possibilità di ammirare magnifici scorci sulla campagna circostante.

Suzdal, Monastero di Sant’Eutimio

La mattina del secondo giorno di permanenza a Suzdal visito il Cremlino, la parte più antica della città. Il complesso, che si trova in un’ansa del fiume e racchiude tra le sue mura la spettacolare cattedrale della Natività della Vergine, il palazzo dell’Arcivescovo e la chiesa di San Nicola. A proposito, in ogni città russa le chiese dedicate alla Madonna possono essere facilmente riconosciute dalle cupole azzurre con stelle d’oro. Altro assoluto must see in città è il Monastero di Sant’Eutimio.

Suzdal, chiesa di San Lazzaro

Fu fondato nel 1352 su una falesia a strapiombo sul fiume e fungeva anche da fortificazione. Al suo interno si trova la spettacolare Cattedrale della Trasfigurazione il cui grandioso interno è caratterizzato da affreschi del XVII secolo. Non ancora stanca di chiese e monasteri, non ho mancato di visitare il Monastero femminile dell’Intercessione, dove mi sono resa conto della peculiare differenza tra un monastero femminile ed uno maschile. In quelli femminili non troverete mai possenti mura fortificate, e di solito sono di dimensioni sensibilmente più ridotte. Questo edificio sacro era il luogo dove venivano esiliate le mogli ripudiate dagli zar, costrette a prendere il velo per permettere al sovrano di sposarsi nuovamente. Qui venne reclusa anche Solomonia Saburova, poi canonizzata come Santa Sofia, la moglie dello zar Vasili III.

La donna fu ripudiata perché incapace di partorire un erede ma pare che arrivò al monastero incinta del figlio dello zar. Una volta partorito, temendo che il bambino potesse essere ucciso dalla nuova zarina o dai suoi figli, diede il bambino in adozione, fingendolo morto. All’interno del monastero di Sudzal fu infatti ritrovata una piccola tomba contenente una camicia di seta imbottita di stracci e si dice che il bambino, il piccolo Giorgio, divenne poi un famoso brigante conosciuto come “il Robin Hood russo”. Al termine della visita dei principali monumenti di Suzdal sono salita sulla collina per ammirare il meraviglioso panorama al di là del fiume Kamenka, con la chiesa di Sant’Elia sullo sfondo. Uno spettacolo commovente nella sua placida bellezza.

Suzdal, Museo dell’Architettura in legno

Prima di lasciare la Russia mi concedo un pasto con i fiocchi a base di crostini al caviale di storione, piccoli pesci marinati e un’ insalata di patate e uova sode condita con la tipica panna acida russa, il tutto innaffiato da idromele, una bevanda alcolica a base di miele fermentato e linfa di betulla che si trova praticamente in tutti i bar e ristoranti della città (la Sala degustazione dell’Idromele più famosa si trova nella zona dei portici in ul. Promyshlennaya 13 ed è splendidamente affrescata). Lentamente torno al mio B&B in legno passeggiando lungo le vie silenziose della splendida Suzdal serale, quando le orde dei “turisti modi e fuggi” se ne sono già andati e la città offre davvero uno spettacolo intimo e suggestivo.

Foto di Claudia Meschini