Alla scoperta della Russia navigando tra laghi e fiumi

Kizhi, chiesa della Trasfigurazione

Un modo rilassante per farsi una prima idea della Russia e delle sue due città più famose, Mosca e San Pietroburgo, è la crociera. Si tratta di un viaggio di 12 giorni, di cui quattro a San Pietroburgo, cinque di navigazione e i restanti tre a Mosca. La crociera è un modo particolare e molto tranquillo di scoprire la Russia. La nave scorre ad una velocità media di 17 chilometri all’ora lungo ampi fiumi ed immensi laghi, superando anche alcune chiuse. Durante la navigazione è così possibile ammirare il paesaggio circostante fatto di paludi, isole, rive boscose, piccoli villaggi e monasteri.

Chiesa della Trasfigurazione di Kazan, riva sinistra del Volga

Si tratta di luoghi in cui la natura regna ancora in gran parte incontrastata e in cui la mano dell’uomo sembra esservi posata sopra solo parzialmente, combattendo contro le ostilità del terreno e del clima.

Ho letto molto di questa città, soprannominata la “Venezia del Nord”, e tutte le opinioni di coloro che l’hanno vista sono sempre più che positive. Tutti parlano di una città magnifica, quasi fiabesca: oggi avrò modo di verificare di persona. Pietroburgo deriva proprio dal nome del sovrano che aveva fortemente voluto la costruzione della città, Pietro I. Egli voleva creare una nuova capitale per il Paese che si affacciasse sull’Occidente, per aprire la Russia verso l’Europa. Per costruire questa città vennero impiegati moltissimi uomini e mezzi, in quanto nasceva in una zona paludosa. Si trattò di un lavoro imponente durato alcuni anni. Lo zar fece arrivare in Russia i migliori costruttori, artisti e architetti europei. Tra questi spiccano anche alcuni italiani come Giacomo Quarenghi e Bartolomeo Rastrelli. Decidiamo di visitare autonomamente la famosa cattedrale di Sant’Isacco.

Navi da crociera in Russia

L’esterno è davvero imponente: sulla guida leggo che il costruttore si è ispirato alla basilica di San Pietro a Roma. In effetti la cupola, in particolar modo, richiama molto quella del Vaticano e non ha nulla a che vedere con le chiese in stile russo. Saliamo in cima, da qui il panorama è davvero magnifico: si vedono tutti i canali e le isole sulle quali si è sviluppata questa splendida città.

Durante la nostra permanenza a San Pietroburgo visitiamo il Monastero Alexander Nevsky, un complesso di edifici settecenteschi dai colori vivaci con, al centro, un parco alberato. Dopo il portone di ingresso è necessario attraversare un ponticello dove un folto stormo di piccioni vola, mangia qualcosa lasciato dai turisti e ozia sui fili della corrente. Raggiungiamo poi il tratto più vivo e trafficato della prospettiva Nevskij, in centro città, e visitiamo l’elaborata chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, edificata verso la fine del 1800 su ispirazione della cattedrale di San Basilio di Mosca.

San Pioetroburgo, museo dell’Hermitage

Non lontano sorge la neoclassica cattedrale di Kazan con il suo ampio colonnato e con, all’interno, la veneratissima icona della Vergine, davanti alla quale si dilunga una coda formata da una cinquantina di persone che attendono il loro turno per pregare davanti alla sacra immagine. Non manchiamo di visitare l’esterno della Cattedrale di Smolnyuno, scenografico complesso monastico di un bell’azzurro pastello e la settecentesca Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, nota anche come la Bastiglia russa (la cittadella di San Pietroburgo) con la sua chiesa ricca di elaborate decorazioni in cui riposano gli zar.

Tappa obbligatoria della visita a San Pietroburgo è il museo dell’Hermitage, uno dei più famosi musei del mondo. Prima di partire mi sono documentato a lungo in quanto mi appassiona molto l’arte in genere e questo museo raccoglie opere interessantissime provenienti da tutto il mondo e realizzate dai più svariati artisti.

Scalone in marmo nel museo dell’Hermitage

La nostra guida è molto brava e ci invita a soffermarci sulle maggiori opere. Per quanto riguarda la scultura abbiamo l’occasione di ammirare “Amore e Psiche” del Canova; per la pittura c’è solo l’imbarazzo della scelta: il “Suonatore di Liuto” del Caravaggio (sempre fenomenale nei suoi giochi di luce), la “Madonna col bambino” di Leonardo (anche detta “Madonna Benois”). E poi tantissime opere della scuola francese, su tutte “La Danza” di Matisse, ma anche Renoir, Monet, Cezanne, ecc. Vediamo anche alcuni quadri interessanti di Pablo Picasso, ma quello che ci colpisce più di tutto di questo museo sono le sale. Infatti il palazzo che oggi ospita uno dei musei più importanti del mondo era un tempo la residenza degli zar di Russia, il famoso Palazzo d’Inverno. L’Hermitage è il simbolo, della ricchezza smisurata che questi sovrani possedevano: alcune stanze ci stupiscono con il loro lusso sfrenato (vediamo oggetti in oro e malachite).

Prima di lasciare San Pietroburgo a dare inizio alla crociera visitiamo il palazzo di Caterina a Pushkin, una località non lontana dalla città. La sua elaborata, elegante e lunghissima facciata (350 metri) dai colori blu, bianco e oro è davvero spettacolare. Pur trattandosi di una ricostruzione (non è rimasto molto dopo la seconda guerra mondiale), l’impatto è davvero emozionante. Realizzato dall’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, è una delle residenze estive degli zar. Anche in questo caso, forse ancor più che per l’Hermitage, ciò che colpisce è lo sfarzo esagerato e lo stile fin troppo barocco.

In navigazione

La guida ci dice che furono utilizzati più di 100 kg d’oro per decorare le stanze del palazzo!! Vi sono, poi, sontuosi lampadari di cristallo e, soprattutto, la famosissima Camera d’Ambra, interamente ricoperta di pannelli di ambra. Quella che vediamo, però, non è l’originale; infatti durante la seconda guerra mondiale i tedeschi che invasero la Russia saccheggiarono la stanza e portarono via tutta l’ambra. Nel 1979 il consiglio dei Ministri russo ordinò di ricostruire la Camera per riportare in vita questo antico splendore.

Il secondo palazzo che visitiamo è Peterhof, sempre fuori città. Questo complesso, affacciato sul Golfo di Finlandia, è composto dal Gran Palazzo, da alcune piccole palazzine e dallo straordinario parco. Quello che appare ai nostri occhi è purtroppo una completa ricostruzione di ciò che rimase dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale. Ma non lasciatevi scoraggiare perché, appena vedrete la Grande Cascata, con i suoi giochi d’acqua e le sue statue dorate, rimarrete a dir poco sbalorditi! il parco è un susseguirsi di ambienti differenti, realizzati in diversi stili, in cui le fontane, le siepi, gli scherzi d’acqua e i fiori cambiano continuamente. Il complesso è davvero bellissimo e non ne rimarrete di certo delusi.

Nel villaggio di Mandrogy

Terminata la visita, ci dirigiamo verso il porto turistico di San Pietroburgo. All’imbarco sulla Surikov, la nostra motonave, veniamo accolti dal personale di bordo e dalle nostre guide tramite un simpatico rito tradizionale con il quale si prende un pezzetto di pane da un’unica pagnotta e lo si intinge nel sale.

DAL VILLAGGIO DI MANDROGY A UGLICH NELL’ANELLO D’ORO

La prima tappa della crociera è il piccolo villaggio di Mandrogy, lungo il fiume Svir. Si tratta di un paesello ricostruito negli anni novanta dove un tempo esisteva un antico villaggio bruciato nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Oggi è abitato da circa 150 persone (c’è un giardino d’infanzia e una scuola), e altrettante vi vengono a lavorare, gli edifici in legno sono ispirati alle abitazioni tipiche della zona, le isbe, tipiche case rurali costruite con legnami della Carelia. Nelle casette sono ospitati bar, pasticcerie, negozi di souvenir, negozi di vodka (oltre al museo della bevanda preferita dai russi) e alcuni laboratori artigianali che sono forse la parte più interessante della visita.

Nel villaggio di Mandrogy

All’arrivo viene consegnata una piantina del villaggio così da poter dedicare a piacimento le ore libere a disposizione. In attesa del pranzo, servito piacevolmente dal personale della nave sotto una tettoia all’aperto e accompagnato da un piccolo concerto di musiche tradizionali, percorriamo il sentiero che arriva alla fattoria e che attraversa i boschi nei pressi del villaggio.

Il pomeriggio trascorre tranquillo sulla nave tra intrattenimenti vari, le chiuse lungo il fiume e, infine, l’attraversamento dei laghi Ladoga e Onega. Le luci del tramonto, di un rosso intenso, si riflettono in modo superbo sulle tranquille acque di questi laghi e l’effetto è magico. Al risveglio all’alba, fuori dalla finestra della cabina ammiriamo le immense distese d’acqua del lago Onega baciate da un pallido sole. L’Onega è uno dei più grandi della Russia (il più grande è il lago Ladoga che abbiamo attraversato lasciando San Pietroburgo). Approdati sull’isola di Kizhi il paesaggio, fatto di distese erbose interrotte solo dall’acqua del lago e dagli edifici che andremo da lì a poco a visitare, è davvero piacevole.

Isola di Kizhi

L’isola è lunga circa otto chilometri ed è circondata da altre 5.000 isole alcune delle quali piccolissime (una misura addirittura 2 metri per 2!). Con la guida visitiamo il museo all’aperto di arte lignea, molto interessante perché ci consente di immergerci nella realtà rurale russa. Le strutture minori in legno furono trasportate qui da varie parti della Carelia, probabilmente la chiesa di San Lazzaro venne presa nel quattordicesimo secolo dal monastero di Muromsky. Rappresenta una delle chiese in legno più vecchie della Russia. La perla di questo complesso di edifici lignei, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1993, è sicuramente la sorprendente chiesa della Trasfigurazione del 1714, monumento unico al mondo. E’ interamente costruita con tronchi di pino silvestre, ricoperte con assi di abete rosso e sormontate da una cascata di cupole (22) in pioppo tremulo. Il metodo di costruzione non comporta l’uso di chiodi, ma semplicemente l’abile accostamento di tronchi intagliati con precisione. Il suo costruttore è tuttora ignoto. Nell’adiacente chiesa dell’Intercessione, costruita nel 1764 e utilizzata principalmente duranti i mesi invernali, è possibile ammirare una bella iconostasi e assistere all’esibizione di un coro di voci maschili.

Goritzy, Monastero di San Cirillo

La vicina chiesa della Resurrezione di San Lazzaro (XIV secolo) è uno dei monumenti dell’architettura lignea più antichi preservati in Russia. La visita di Kizhi prosegue poi lungo il sentiero che costeggia il lago passando accanto ad abitazioni tipiche (in parte visitabili) e ad altre chiesette. Durante il tempo libero a disposizione prima della partenza, decidiamo di spingerci oltre e di raggiungere il primo centro abitato che si incontra uscendo dall’area prettamente dedicata ai turisti. Con una passeggiata di circa mezz’ora si raggiunge un villaggio, ancora abitato, fatto di antiche case in legno, chiese e qualche mulino. Forse complice la giornata che sta volgendo al bel tempo e la particolarità architettonica e naturalistica dell’isola, credo che questa tappa sia stata una delle più belle ed emozionanti di tutto il tour.

Il giorno successivo visitiamo il monastero a Goritzy, precisamente il Monastero di San Cirillo del lago Bianco, eretto nel XIV secolo e considerato uno dei luoghi di culto più importanti della religione ortodossa in quanto conserva la tomba di San Cirillo. Si visita una mostra di belle icone provenienti dalla regione, la tomba del santo, si passeggia lungo la riva del piccolo lago oltre le mura del monastero. Tappa successiva, Yaroslav, la città di Valentina Tereshkova, prima cosmonauta donna che volò nello spazio nel 1963, nonchè principale città dell’Anello d’Oro. La guida ci spiega che questo è il nome che viene dato a una zona situata a Nord Ovest di Mosca che racchiude alcune città di particolare interesse storico, artistico e culturale.

Yaroslav cattedrale dell’Assunzione

Per poter aspirare a entrare nel gruppo di città dell’Anello d’Oro, le località devono garantire di preservare il proprio patrimonio nel suo insieme. Il centro storico di Yaroslav, città fondata da Yaroslavl il saggio, principe di Kiev, nel 1010, è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Tramite alcuni pullman privati, partiamo dal molo e raggiungiamo le varie attrazioni. Visitiamo la splendida chiesa del Profeta Sant’Elia eretta tra il 1647-50 e caratterizzata da graziose cupole verdi e da uno strepitoso interno interamente ricoperto da affreschi considerati capolavori dell’antica arte russa. La cattedrale dell’Assunzione, in gran parte ricostruita in quanto distrutta durante il regime sovietico, attira l’attenzione dei visitatori grazie alle sue mura bianche in contrasto con le cupole dorate. Davanti alla cattedrale si estendono bellissimi giardini molto curati e ricchissimi di fiori. Ma ancor più bello è il retrostante parco realizzato nel 2010 in occasione del millenario della fondazione di Yaroslav. Quest’area verde sorge proprio sul cuneo di terra in cui si incontrano i due fiumi che bagnano la città (il Volga ed il Kotorosl).

Uglich, cattedrale della Trasfigurazione

Durante il tempo libero ne approfittiamo per passeggiare lungo le vie del centro che, grazie al bel tempo, sono gremite di persone che fanno shopping o che sorseggiano qualcosa in uno dei numerosi locali all’aperto. Visitiamo velocemente anche il vicino mercato, si tratta in verità di un insieme di bancarelle semi-fisse di vestiario con annesso mercato di alimentari al coperto. Acquisto al volo un giaccone in maglia di lana viola senza neanche provarlo.

Ultima tappa prima di raggiungere Mosca è Uglich, città fondata sulle sponde del fiume Volga e appartenente all’Anello d’Oro. Una guida del luogo ci accompagna alla scoperta del Cremlino della città (le cui mura però sono state abbattute) e delle sue splendide chiese, immerse in giardini curati e aiuole fiorite. Ad accoglierci c’è pure un’anziana insegnante che, per arrotondare lo stipendio, durante i mesi estivi si esibisce in abiti tradizionali cantando Katyuscha (una delle più famose canzoni russe). All’interno del Cremlino sorge la cattedrale della Trasfigurazione che presenta bellissimi affreschi e un’iconostasi sfavillante. L’iconostasi è la transenna del coro, totalmente rivestita da icone, che separa l’altare dalla comunità dei fedeli. Immancabile, ad intervallare la visita, l’esibizione del coro maschile nel piccolo museo locale che espone tele e oggetti storici. Nel complesso della Duma l’edificio più famoso è la chiesa di San Demetrio sul Sangue Versato. Edificata nel punto esatto in cui la leggenda vuole che il figlio di Ivan il Terribile, Tsarevich Dmitry di 8 anni, cadde mortalmente ferito. Il rosso delle mura evoca il sangue versato, mentre all’interno è custodita la più antica icona dell’iconostasi, risalente al XVII secolo: la Vergine di Smolensk, dono dei Romanov.

Uglich, chiesa dello Zarevic Dmitrij “sul Sangue”

Durate il tempo libero a disposizione ci spingiamo oltre la zona più tipicamente turistica e, dopo circa 15 minuti di cammino raggiungiamo il monastero della Resurrezione con le sue cupole nuove e dorate che sembrano brillare di luce propria. Il complesso di edifici bianchi ha un sapore autentico ed è possibile spiarne anche l’interno. Rientrando poi nel centro del paese si può raggiungere il monastero dell’Epifania, costituito da un insieme di differenti chiese liberamente visitabili e di altri edifici religiosi. Per gli amanti dello shopping di souvenir e chincaglierie, Uglich è sicuramente la tappa più interessante incontrata lungo la navigazione. Proprio all’uscita del porto turistico si incontra una lunga via che attraversa il parco, interamente fiancheggiata da bancarelle con oggetti di artigianato locale e tipici souvenir. Bisogna ammettere che qui i prezzi sono più interessanti e vantaggiosi rispetto ad altre località. Ricordatevi però di contrattare! Arriviamo quindi a Mosca ma di questa metropoli parlerò nel prossimo viaggio dedicato alla Russia, perché c’è molto da dire e da raccontare sulla capitale, sulla vicino cittadina di Sergiev Posad con il suo splendido monastero di monastero della Trinità di San Sergio e su Suzdal, la perla dell’Anello d’Oro.

foto di Claudia Meschini