SAPEG: i Sapori del Piemonte, un viaggio tra i piccoli produttori

Castello Visconteo Sforzesco di Novara

Dal 16 al 18 ottobre la corte del Castello Visconteo Sforzesco di Novara presenterà la 1^ edizione di SAPEG, un viaggio enogastronomico e culturale dedicato ai prodotti della regione Piemonte, gusti e sapori tutti da scoprire che nascono dalla natura e crescono con l’uomo in una vasta varietà di ambienti geologici caratteristici. La mostra-mercato, rivolta non solo agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico di curiosi e appassionati, pone un occhio di riguardo a momenti interattivi come gli show cooking.

SAPEG, specialità

Saranno tre giorni all’insegna del gusto, dell’approfondimento, dell’incontro con le aziende del territorio, per trascorrere momenti conviviali e conoscere i prodotti tipici delle Terre del Piemonte, con l’ambizione di costruire un punto di riferimento per cultori dei sapori tradizionali ed operatori del settore che caratterizzano la varietà regionale. SAPEG si propone infatti l’obiettivo di apportare un significativo contributo a vantaggio della crescita della comunità locale, valorizzando quindi l’immagine della città di Novara anche al di fuori del territorio cittadino. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà venerdì 16 dalle 15 alle 20; sabato17 dalle 10 alle 20 e domenica 18 dalle 10 alle 19.

Sede dell’evento sarà il Castello Visconteo Sforzesco, il più importante edificio a scopo militare della zona circostante Novara che oggi ospita mostre ed eventi culturali di vario genere. Situato in pieno centro storico, affaccia a Nord su Piazza Martiri, mentre sui restanti tre lati è circondato dai giardini pubblici, uno dei parchi più belli della regione. Probabilmente risalente al 1200, quando l’allora potestà della città fece costruire una torre con recinto annesso per il controllo politico di Novara, l’edificio si erge su antiche mura romane e sul fossato della vecchia cinta muraria. Modificato a più riprese nel corso del tempo (costruito dai Visconti, rivisto dagli Sforza e trasformato poi dagli Spagnoli), ed utilizzato come caserma prima e come carcere poi nel periodo napoleonico, oggi della struttura originaria rimane intatta solamente la cosiddetta Rocchetta con le merlature viscontee e i resti del portone principale. Nonostante questo, si tratta di uno dei monumenti più interessanti da visitare durante un soggiorno a Novara, oltre che costituire un lascito storico di grandissimo valore.

SAPEG, specialità

Per approfondimenti e informazioni su SAPEG è a disposizione la segreteria organizzativa in Corso XXIII Marzo, 183 a Novara. Tel. 0321.1516684 – 0321.1516700 – e-mail segreteria@sapeg.it. Coordinamento progetti: Marianna De Caro: mobile 3358473668

VIAGGIO A NOVARA

Novara, seconda città del Piemonte per importanza, è situata al confine tra Piemonte e Lombardia e costituisce un frequentatissimo crocevia per tutti coloro che si spostano da Milano a Torino, ma anche da Genova e dalla vicina Svizzera. Fondata probabilmente nel 90 a.C. da tribù liguri fu occupata da popolazioni galliche ma acquistò importanza solo diventando Municipio Romano. Fu più volte distrutta dalle invasioni barbariche ma risorse nel Medioevo quando si istituì a libero Comune. Fece poi parte della Lega Lombarda e nel XIV secolo passò sotto la Signoria dei Visconti di Milano. Le sorti di Novara furono da allora le stesse della capitale lombarda. Subì infatti la lunga dominazione degli Spagnoli, e poi quella degli Austriaci.

Novara

Finalmente, nel 1734, fu ceduta alla Casa Savoia, con la quale rimase sempre, a parte i quindici anni dell’occupazione francese durante il periodo napoleonico. Novara e il territorio circostante sono ricchissimi di testimonianze storiche e di punti di interesse: il nucleo cittadino più antico è situato su un piccolo rilievo collinare e racchiude la maggior parte dei monumenti per lo più risalenti al vecchio impianto medievale.

Novara, Cupola di San Gaudenzio

Anticamente la città era dotata di una cinta muraria avente un perimetro di 2200 metri, innalzata alla fine del I secolo d.C. durante l’età imperiale. Parzialmente distrutte nel 1110 le mura furono successivamente ricostruite ed infine demolite agli inizi del Novecento per permettere lo sviluppo cittadino. Dopo il loro abbattimento, le mura hanno lasciato posto agli attuali baluardi, grandi viali alberati che circondano il centro storico. Due tratti delle antiche mura romane, tornate alla luce a seguito di scavi archeologici, sono visibili oggi presso largo Cavour e nell’area verde alle spalle del Conservatorio Gallarini, tra via Solaroli e via Dominioni. Esse appaiono realizzate con la tecnica dell’opus mixtum utilizzando ciottoli di fiume legati tra loro con malta, posti di piatto e intervallati da basse fasce orizzontali in mattone.

Il monumento più celebre di Novara è la basilica di San Gaudenzio, costruita tra fine Cinquecento ed inizio Seicento e caratterizzata dall’imponente cupola neoclassica a pinnacolo (alta 121 metri) progettata da Alessandro Antonelli e aggiunta al corpo della chiesa nella seconda metà del XIX secolo, da molti considerata la più alta al mondo in mattoni. Di particolare interesse anche il settecentesco campanile di Benedetto Alfieri (zio del più famoso Vittorio Alfieri) e soprattutto, all’interno della chiesa, il Polittico di Gaudenzio Ferrari. Nel cuore della città e del centro storico, affacciato in Piazza della Repubblica si erge il centro della vita religiosa cittadina, l’imponente Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Novara, Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta

L’edificio in stile neoclassico, progettato anch’esso da Alessandro Antonelli, fu costruito a metà del XIX secolo demolendo la preesistente cattedrale romanica (sorge infatti nello stesso punto in cui si trovava anticamente il tempio di Giove), della quale appartengono ancora la parte inferiore del campanile, il chiostro della canonica e l’oratorio di San Siro. Di fronte al Duomo, sul lato opposto del quadriportico antonelliano, si trova il Battistero, il più antico edificio della città tuttora esistente e una delle più antiche architetture paleocristiane del Piemonte.

Novara, Abbazia di San Nazzaro della Costa

Il Battistero fu costruito intorno al V secolo, su un sito già occupato in precedenza (probabilmente in epoca romana). L’edificio ha una pianta ottagonale contornata da absidi semi-circolari, e una cupola aggiunta successivamente nel XI secolo, quando si stabilì di innalzare il Battistero e di portarlo ad un’altezza simile a quella del vicino Duomo. All’interno, molto bello il ciclo pittorico raffigurante alcuni dei momenti salienti della Passione di Gesù.

Oltre al Duomo ed alla Basilica di San Gaudenzio meritano una visita anche le chiesa di Ognissanti (inizio XII secolo), unica chiesa romanica superstite della città, già citata nel 1124 e l’Abbazia di San Nazzaro della Costa (1441-1470), complesso realizzato sulla cima del colle della Vittoria, a breve distanza dal cimitero cittadino. Costituito dall’omonima chiesa e dall’annesso convento, l’edificio è già documentato nel 1124 e fu rimaneggiato nel XV secolo per volere di San Bernardino da Siena.

Tra i musei più affascinanti da visitare durante un soggiorno a Novara, al primo posto collochiamo i Musei della canonica del Duomo, suddivisi in due collezioni: il Museo Lapidario e il Museo del tesoro del Duomo.

Novara, il Broletto

Il primo, intitolato a Carlo Francesco Frasconi, raccoglie opere databili dal II secolo a.C. al III secolo, come are, epigrafi, ecc.; il secondo, invece, inaugurato nel 2009, fu realizzato successivamente a completamento del Museo Lapidario. Oggi l’apparato museale, che si trova nell’ala est della canonica della Cattedrale, è disposto in due livelli e suddiviso in circa 11 sale in cui sono esposte opere, suppellettili, reperti archeologici e sculture reperite in tutte le chiese del territorio diocesano.

Poco distante dal Duomo è situato il cortile (o Arengo) del Broletto, antico centro della vita politica di Novara libero comune. Si tratta di un complesso architettonico costituito da quattro palazzi storici disposti a quadrilatero, sorti in epoche diverse con materiali ed elementi decorativi non coerenti tra loro, che si affacciano sul cortile centrale: il palazzo del Comune (XII secolo) a nord, il palazzo dei Paratici, corporazioni artigiane (XII secolo) ad ovest, il palazzo del Podestà a sud e il palazzo dei Referendari ad est (entrambi fine XIV-inizio XV secolo).

Novara, Palazzo Natta

Il Broletto fu anche sede delle carceri, poi delle corporazioni artigiane ed oggi ospita la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni che raccoglie oltre 800 opere pittoriche italiane del XIX e XX secolo, esposte in 13 diverse sale.

Nella piazza intitolata a Giacomo Matteotti è situato un altro interessante complesso architettonico, Palazzo Natta (XVI secolo), costruzione ampiamente rimaneggiata nel XIX secolo con la sopraelevazione di un piano. Oggi ospita gli uffici dell’amministrazione provinciale e della prefettura. Spiccano il grande scalone d’onore che porta al piano superiore, gli affreschi delle saloni del primo piano ed il cortile interno racchiuso da colonne d’ordine dorico. All’angolo sinistro si erge la torre civica dell’orologio di origine medioevale. Nella vicina via Fratelli Rosselli si trova Palazzo Cabrino, sede degli uffici amministrativi del Comune. Tra i più bei palazzi di Novara ricordiamo inoltre la Casa Della Porta, caratteristico edificio gotico famoso per la bella facciata con fregi in cotto, Palazzo Tornielli-Bellini (inizio XVI secolo), dal 1905 sede centrale della Banca Popolare di Novara.

Novara, Teatro Coccia

Interessante anche il Teatro Coccia, il teatro lirico più importante di Novara, oltre che uno dei teatri storici principali della regione Piemonte. Costruito sui resti dell’antico Teatro Nuovo (abbattuto perché ritenuto inadeguato per la richiesta del tempo), il Teatro Coccia venne intitolato in onore di Carlo Coccia (deceduto nel 1873), maestro di cappella del Capitolo del Duomo per più di 30 anni consecutivi. All’esterno, il teatro presenta un perimetro circondato da un porticato in granito rosa di Baveno, con colonne doriche e un unico piano con ampie finestre; all’interno invece la cosa che colpisce immediatamente i visitatori è la grandezza della sala a forma di ferro di cavallo, con tre ordini di palchi dal loggione e dalla prima galleria, riccamente decorati in stile rinascimentale.

La piazza più grande di Novara è Piazza Martiri della Libertà (già piazza Castello, successivamente piazza Vittorio Emanuele II), dominata dalla statua equestre intitolata a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, incoronato proprio a Novara. Su piazza Martiri si affacciano il Castello Visconteo-Sforzesco, di cui abbiamo già parlato, sede attuale di eventi e mostre artistiche, e il Teatro Coccia, il teatro più storico del Piemonte.

Zona di Novara, risaie

Alla periferia di Novara, si estende la zona della Bicocca, conosciuta per essere stata il palcoscenico di una famosa battaglia tra piemontesi e austriaci avvenuta nel 1849: la battaglia si concluse con l’abdicazione del re Carlo Alberto a favore di Vittorio Emanuele II, evento che sancì una vera e propria svolta nel Risorgimento italiano. A ricordare quel particolare episodio storico, fu inaugurato una trentina d’anni più tardi il monumento della Piramide Ossaria (anche conosciuta come Piramide di Novara): realizzata dall’architetto Broggi di Milano, la Piramide è in pietra dura di Sarnico ed è alta circa 16 metri. Sulla porta d’ingresso, un’aquila in bronzo regge due corone d’alloro tra gli artigli, mentre una tavola in marmo ricorda tutti gli uomini caduti sul campo di battaglia.

Il riso è uno degli elementi più importanti della cucina novarese: questo perché nei dintorni di Novara (e Vercelli, le due province detengono infatti il 50% della produzione di riso italiana) ci si può imbattere facilmente in distese di risaie lunghe chilometri e chilometri. In particolare, il momento più bello per visitarle è tra i mesi di aprile e maggio, quando le risaie vengono allagate e si creano bellissimi giochi di riflessi con il cielo, trasformando la pianura novarese in uno spettacolare “mare a quadretti”, interrotto da argini e alzaie su cui corrono le piste ciclabili, che proseguono lungo vie sterrate fra i pioppi.

Per chi volesse visitare le bellezze di Novara in tranquillità consigliamo il B&B a quattro stelle Il Broletto, in via Sottile 6 in centro città. Dotato di connessione WiFi gratuita, terrazza e giardino, Il Broletto B&B offre alloggi pet-friendly a Novara.

B&B Il Broletto

Ogni ampia camera di questo bed & breakfast è climatizzata ed è provvista di TV. Alcune camere includono anche una zona salotto, ideale per rilassarsi a fine giornata. Ogni camera presenta un bagno privato dotato di vasca o doccia. A disposizione dei clienti accappatoi e asciugacapelli. La struttura troverete è provvista di un comodo deposito bagagli.

NOVARA NEL PIATTO

Il riso è l’elemento più importante della cucina novarese, utilizzato per cucinare numerose ricette dai primi ai dolci. La più classica delle ricette a base di riso è la paniscia, risotto condito essenzialmente con lardo, salam d’la duja, cipolla, verze e fagioli. Altro elemento tipico del territorio risicolo sono le rane, che possono essere cucinate con il riso, in brodo, fritte o in guazzetto. Tra i prodotti da forno si ricordano il “pane di riso”ed il “pane di mais”, composti rispettivamente con farina di riso e di mais in aggiunta alla farina di frumento.

Paniscia novarese

Il principale formaggio è il Gorgonzola, un formaggio nato oltre mille anni fa e prodotto esclusivamente in alcuni territori di Piemonte e Lombardia e, fra le 10 province produttrici, quella di Novara è la principale. Tutelato da un Consorzio con sede storica a Novara e protetto dal marchio Dop, il gustoso formaggio ha varie stagionature che lo rendono piccante o dolce.

Biscottini di Novara

Tra i salumi si ricordano: il salam d’la duja, insaccato di carne di maiale conservato in recipiente (duja) riempito di strutto che conserva morbido il prodotto; il Marzapane, un sanguinaccio a base di pane e sangue di maiale; il fidighin, crudo a base di carne e fegato di maiale; il salame d’oca, a base di carne d’oca e maiale. Il più tipico dolce locale è il Biscottino di Novara, un biscotto di forma rettangolare con angoli arrotondati, molto leggero (8 grammi) e senza grassi, in quanto composto solo da farina di frumento (38%), zucchero (38%) e uova intere (24%).

Divenuto famoso in anni recenti grazie ad una sua rivisitazione commerciale (il cosiddetto Pavesino prodotto dalla locale ditta Pavesi), il biscotto ha però origini molto più antiche; le prime notizie storiche risalgono infatti al 1500 quando veniva preparato dalle monache nei monasteri femminili. Il Biscottino di Novara dà anche il nome alla maschera tipica novarese: Re Biscottino. Novara è la patria dell’aperitivo Campari, famoso in tutto il mondo; fu infatti nel Bar dell’Amicizia (ora non più esistente) che Gaspare Campari, nel 1860, mise a punto la ricetta della bevanda alcolica che porta il suo nome.