Praga: la città delle cento torri

Capitale della Repubblica CecaPraga è una delle città più belle e più affascinanti d’Europa. È soprannominata “la città delle cento torri“, per le sue numerose torri con la punta dorata, ha un fascino esoterico, ed è nota in tutto il mondo per quella piazza Staroměstské Náměstí sede dell’orologio astronomico medievale, che ogni ora dà spettacolo e che affascina da anni grandi e piccini.

“La città delle cento torri”

Patrimonio Unesco, città dal glorioso passato e dal luminoso futuro, Praga è nata con la vocazione da capitale – sia politica che culturale – e tale è rimasta nei secoli. Centro principale del regno di Boemia prima e Capitale del Sacro Romano Impero poi, Praga ha guidato con autorità il paese sia nel periodo d’unita che dopo la divisione con la Slovacchia. La posizione strategica l’ha collocata fin dall’antichità al centro di una rete di scambi di merci e idee che ha arricchito la città creando una cultura particolare, insolito mix tra differenti istanze religiose, filosofiche ed artistiche. Praga è unica ma con tante facce diverse e dal carattere deciso: lo dimostrano i suoi quartieri (Hradcany, Mala Strana, Stare Mesto, Nove Mesto) che si adagiano intorno alla Moldava e che fino alla fine del Settecento erano città tra loro indipendenti.
Praga è culla di artisti e scenario di opere tra le più importanti: si pensi al “Don Giovanni” di Mozart o al “Faust” di Goethe o ancora alle trame Franz Kafka. Praga è la città del “socialismo dal volto umano” che durante la guerra fredda fu fermato solo dai carri armati russi, ma è anche il teatro della “rivoluzione di velluto” che ha portato il paese fuori dal comunismo ed ha aperto con una ventata di libertà le porte della città.

IL VIAGGIO A PRAGA DI CAROLA ALESSANDRA LOSI

Praga è la patria di Kafka il cui volto è raffigurato nella curisosa scultura composta da 42 strati in movimento situata davanti al centro commerciale Quadrio, del famoso prosciutto (va assaggiato assolutamente alla bancarelle di Piazza Vecchia) e della birra da provare assolutamente al Czeche Beeer Museum.

Praga, Dancing House

Per godersi a pieno la città il consiglio è quello di girarla a piedi perché ogni suo angolo è in grado di stupirci. Il nostro viaggio di tre giorni è partito da Piazza San Venceslao situata nella città nuova, dove si trovano la statua del Santo ed il Museo Nazionale, un palazzo in stile neorinascimentale che ospita varie collezioni di cui le principali sono quella di scienze naturali, mineralogia, archeologia, antropologia, numismatica.

La seconda tappa è stata la Dancing House, soprannome dato alla sede degli uffici nazionali. L’edificio nacque da un progetto in stile decostruttivo di Vlado Gehry e ricorda la coppia di ballerini Fred Astaire e Ginger Roger intenti in un casquè. Proseguendo lungo il fiume si può ammirare il Castello visto da lontano.

Il nostro pomeriggio è proseguito al Beer Museum dove abbiamo ripercorso la storia della birra ceca ed i tradizionali metodi di birrificazione. L’aspetto più caratteristico del museo è la possibilità di creare la propria bottiglia di birra con tanto di etichetta personalizzata! La giornata si è conclusa nella chiesa di Santa Maria della Vittoria situata nel quartiere di Malà Strana. Essa si distingue per la famosa statua del Bambino Gesù di Praga, portata nel 1628 dalla Spagna dalla principessa Plyxena Lobkowicz.

Il secondo giorno l’itinerario si è concentrato nel quartiere del Castello. Attraversando lo Svatoplux Cech Bridge si arriva al Letnà Park, un grande parco situato sull’omonima collina sulla cui cima si erge dal 1991 il Prague Metronome, un metronomo realmente funzionante, color rosso e alto 75 piedi.

Praga, cattedrale gotica di San Vito

Un tempo, proprio in questi luoghi si stagliava verso il cielo una statua gigantesca di J. V. Stalin, che fu eliminata (con la dinamite) solo parecchi anni dopo la morte del leader russo, nel 1962. 

Attraversando il Royal Garden, un meraviglioso giardino rinascimentale italiano, si arriva ad un complesso fortificato, ora residenza ufficiale del Presidente della repubblica, noto come Castello di Praga. Esso fu originariamente il primo nucleo abitativo della città, chiamato Hradčany. Distante dall’aspetto di un castello medievale fortificato, il Castello di Praga è formato da fantastici palazzi ed edifici, circondati da piccole e caratteristiche stradine. Tra gli edifici principali, la cattedrale gotica di San Vito, simbolo della città, che ospita la reliquia cristiana della testa di Luca evangelista. Della cattedrale sono aperti al pubblico la grande corte meridionale, il coro, le cappelle e le tombe dei re ed arcivescovi di Boemia. Altro edificio religioso del complesso del Castello è la Basilica e il Convento di San Giorgio che attualmente accoglie la collezione d’arte boema del XIX secolo della Galleria Nazionale di Praga. Delle quattro torri del Castello la più famosa è la Torre delle Polveri, costruita nel XV secolo come parte della fortificazione del Castello. Questa torre divenne il laboratorio degli alchimisti del monarca Rodolfo II. Non lontano troviamo il famosissimo Vicolo d’Oro, una affollata stradina costeggiata da alcune casette variopinte in stile manieristico che inizialmente furono destinate ad offrire alloggio alle guardie reali per poi ospitare la corporazione degli orefici. Verso il XIX secolo furono occupate da mendicanti che nel XX secolo vennero sfrattati. Le case furono quindi trasformate in negozi di marionette, cristalli ed altri prodotti tipici.

Praga, Basilica e Convento di San Giorgio

L’ultima tappa della giornata l’abbiamo dedicata al Monastero di Strahov situato nella zona collinare tra Hradčany e Petřìn. Il monastero ospita, tra i vari edifici, una chiesa barocca dedicata all’assunzione della Vergine Maria ed una biblioteca che conserva esemplari unici, stampe, manoscritti, incisioni e carte geografiche. Altrettanto interessante la visita del Klementinum, uno dei più grandi complessi architettonici d’Europa. La visita comprende la Torre Astronomica, dalla quale vengono effettuate misurazioni meteorologiche sin dal 1775, il Salone del Meridiano e la Sala della Biblioteca Barocca, con bellissimi affreschi e mappamondi di valore storico. Nella Cappella degli Specchi, la cui ricca soluzione degli interni e la disposizione degli specchi non ha eguali in Boemia, si svolgono regolarmente concerti di musica classica.

A fine giornata tornando verso Piazza Vecchia, dove c’è il nostro albergo, abbiamo attraversato il famoso Ponte Carlo che si caratterizza per la presenza, più o meno stabile, di numerosi musicisti, artisti di strada e venditori di souvenir.

Praga, Piazza della Città Vecchia

A partire dal XVIII secolo, per volere dei Gesuiti, sui suoi lati vennero sistemate delle statue barocche di santi, 30 in tutto (quelle che si possono ammirare attualmente sono però delle copie delle statue originali).

Alla sera ci siamo immersi nella vita notturna al Karlovy Lazne, un imponente edificio del XV secolo trasformato in un night club di cinque piani. Un locale unico, molto originale, dove ogni sala è caratterizzata da musica e arredamento diversi e personalizzati. Il Karlovy Lazne ospita, inoltre, un Ice pub situato in un bunker interamente ghiacciato con temperatura costante di -7°. Persino il bancone, i bicchieri e i tavoli sono di ghiaccio!

Il nostro ultimo giorno a Praga è iniziato in Piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí ), che sorge nel cuore del corpus urbano di Praga. Prime notizie della piazza si hanno intorno al 1200, come luogo in cui si teneva un mercato. Sulla piazza si affacciano la chiesa della Vergine Maria di Týn ed il Municipio con il suo famoso orologio astronomico, oltre a numerose case romaniche e gotiche, con suggestive decorazioni. Sulle pareti esterne del Municipio sono affisse numerose placche commemorative, tra cui quelle che ricordano la decapitazione di 27 nobili protestanti qui avvenuta nel Seicento al termine della battaglia della Montagna Bianca, scontro decisivo nel contesto della Guerra dei Trentanni. L’orologio astronomico si trova nella parte gotica dell’edificio municipale. Il meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all’ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche.

Praga, l’orologio astronomico

Secondo elemento, il “Corteo degli Apostoli”, un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; terzo elemento un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell’anno. Anche le quattro figure che fiancheggiano l’orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Ognuna di esse rappresenta i vizi capitali: lo scheletro simboleggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa rappresenta l’avarizia. Come seconda tappa ci siamo addentratati nel quartiere ebraico Josefov, che costituisce una sorta di piccola città nella città di Praga. È uno dei quartieri più antichi e qui, nascosto tra gli edifici, si trova il vecchio cimitero ebraico un luogo suggestivo ed emozionante caratterizzato da un’ampia distesa di lapidi spesso accavallate tra loro. Il quartiere ebraico ospita numerose sinagoghe, la Sinagoga Vecchia-Nuova, costruita per metà interrata, è uno dei più antichi e preziosi monumenti ebraici al mondo, nonché la più antica sinagoga dell’Europa Centrale. Oggi, questo edificio in stile primo gotico, viene utilizzato come oratorio e sinagoga principale del quartiere ebraico. La Sinagoga Spagnola è la più recente e si caratterizza per lo stile moresco con la predominanza dei colori oro e porpora. La Sinagoga Pinkas durante gli anni del dopoguerra divenne il Memoriale degli Ebrei cechi e moravi rimasti vittime della persecuzione nazista. Tra il 1992 ed il 1996, sui muri della sinagoga sono stati scritti a mano 80.000 nomi di Ebrei cechi e moravi periti durante il nazismo.

Praga, fiume Moldava

La Sinagoga Klausen si trova nelle immediate vicinanze del vecchio cimitero ebraico ed è la più grande sinagoga del ghetto praghese. Oggi ospita un’esposizione del Museo Ebraico dedicata alle tradizioni e ai costumi ebraici.

Nel pomeriggio abbiamo voluto perderci nel Giardino di Wallenstein, un’oasi di pace nel fermento del centro di Praga: l’ingresso si trova proprio vicino alla stazione della Metro Malostranska e dalla fermata di tram ed autobus. Gli alti muri bianchi, difendono il giardino da rumori e caos. Camminando per i vialetti, si possono ammirare siepi ben curate, fiori profumati e persino una famiglia di pavoni che si aggira tranquilla non curante dei turisti. Il giardino appartiene all’omonimo palazzo e costituiscono insieme un complesso di costruzioni del primo barocco cieco risalente al 1624-1630. Fu costruito per uno dei più potenti e ricchi nobili boemi del periodo successivo la battaglia sulla Montagna Bianca: Albrecht di Wallenstein. Il palazzo attualmente ospita la sede del Senato della Repubblica Ceca.

Prosciutto di Praga in Piazza Vecchia

PRAGA NEL PIATTO

Strettamente imparentata con quella tedesca e quella austriaca, la cucina ceca è caratterizzata dall’uso abbondante di carne, cereali, patate e aromi come aglio, maggiorana o cumino. Tipico accompagnamento alla carne, spesso ricca di sugo, è uno gnocco di pane, chiamato knedliky che, come una spugna, assorbe tutto ciò che resta nel piatto. Si trova anche il pesce nelle cucine dei cechi, pur essendo un piatto poco comune. Ci sono soprattutto i pesci di acqua dolce, come la trota e la carpa, ma anche pesci di mare, quali merluzzo e sgombro. I piatti principali sono comunque a base di carne che in questo Paese è eccellente. Assolutamente da provare è il Vepřo-knedlo-zelo, ovvero un arrosto di maiale, canederli e crauti considerato un vero e proprio piatto nazionale in tutto il paese. Da provare anche il gulash, magari nella versione locale del pivni gulash: la differenza è che la carne viene cotta nella birra. Piatti sempre a base di carne, ma più adatti alla stagione calda, sono la debrecinska pecinka, ovvero l’arrosto di maiale servito a temperatura ambiente con un’insalata di patate, e il prazska sunka, nient’altro che il prosciutto cotto di Praga servito con riso e, naturalmente, patate.

Il dolce tipico trdlo

Un viaggio a Praga non può considerarsi completo senza aver assaggiato almeno una delle tipiche zuppe ceche ed essersi fermati in uno dei baracchini di street food che affollano le piazze della città. Il consiglio è di scegliere la preparazione e gli ingredienti che più si preferisce e farsi servire la zuppa calda direttamente nel pane. La classica zuppa vegetale, bramboracka, per esempio, è a base di patate, funghi, panna e un tuorlo d’uovo. La Cesnecka è, invece, consigliata per chi non teme l’aglio, mentre la koprovka è a base di aneto e latte acido. La regina dello street food è, invece, la salsiccia, arrostita e venduta a tutte le ore del giorno e della notte. Anche per quanto riguarda i dolci, si sentono forti le influenze della cucina dell’Europa centrale. Farcite con la marmellata oppure con il cioccolato, si trovano ovunque le palacinky, per esempio, ovvero delle semplici e deliziose crepes dolci. Altrettanto diffusi sono i Caffè storici che servono sacher e strudel, evidente richiamo al passato asburgico della città. Il più diffuso tra tutti i dolci è sicuramente il trdlo, una spirale di pasta dolce, cotta anch’essa nei baracchini dello street food nelle strade e nelle piazze della capitale ceca. Croccanti all’esterno, morbidi all’interno, vengono farciti e insaporiti con zucchero, cannella e le altre spezie di gusto mitteleuropeo. Non è una leggenda metropolitana: a Praga un litro di birra è più economico di un litro d’acqua, ragion per cui non vi sorprenderà notare come la maggior parte delle persone attorno a voi pasteggerà sorseggiando una pinta. Il segreto sta, ovviamente, nella ricca selezione di Pivo locali. Alcune tra le birre ceche sono famose in tutto il mondo, basti pensare alla Budweiser Budvar oppure alla Pilsner Urquell. Da assaggiare anche la Gambrinus, la Kozel e la Staropramen che viene tuttora prodotta nella città di Praga. 

Foto di Claudia Meschini (la foto del trdlo è di EATAMMECE)