Viaggio in Portogallo, Lisbona e non solo

Cabo da Roca

Lisbona è la capitale europea posta più a Occidente, oltre ad essere l’unica ad affacciarsi sull’Oceano Atlantico. Questo le conferisce una particolare luce e bellissimi cieli tendenzialmente sempre azzurri e tersi. La veduta più caratteristica della città è sicuramente quella dei suoi numerosi vicoli attraversati dal tipico tram giallo, uno dei simboli della città. Lisbona offre moltissime cose da fare e da vedere: nell’immaginario comune è una città da sempre associata alla malinconia, la famosa saudade, ben espressa dal fado, espressione musicale dell’anima di Lisbona, ma nella realtà è una città molto viva.

Lisbona, particolare del Monumento alle Scoperte

Situato sul pendio compreso tra il Castelo de Sao Jorge e il fiume Tago, l’Alfama è il più antico quartiere di Lisbona e questo lo si percepisce nelle facciate delle case con l’intonaco corroso, gli azulejos stinti, i vicoli stretti dove risuonano le voci come se fosse una qasbah. E una qasbah l’Alfama lo fu davvero ai tempi della dominazione araba, quando rappresentava l’intera città, dato che la zona della Baixa ancora non esisteva. Con il successivo svilupparsi di nuovi quartieri della città, l’Alfama finì per essere abitata solo da pescatori e scaricatori di porto che lavoravano presso il Tago, alle pendici della collina dove si trova il quartiere. Niente più nobili palazzi e ritrovi di aristocratici, ma solo un brulichio di viuzze e vicoli tortuosi, di scalinate che portano ai miradouros, terrazze panoramiche che si affacciano sul Tago e sulla miriade di case arroccate l’una sull’altra, che più le si guarda e più sembrano stringersi tra di loro. Percorrendo gli stretti vicoli in salita dell’Alfama, ci si imbatte spesso in piazze e belvedere che non ci aspetteremmo ma che sono, invece, una delle caratteristiche di questo quartiere.

Lisbona, Monastero dos Jeronimos

Uno dei più caratteristici e più belli è il Miradouro de Santa Luzia, dal quale si gode una splendida vista sul fiume Tago e sui tetti rossi dell’Alfama. Si vedono bene anche le antiche mura arabe della città, la Cupola di Santa Egracia, la Chiesa di Santo Estevao e le due torri bianche della Chiesa di San Miguel. La particolarità di questa terrazza è la sua una struttura ad archi tutta ricoperta di piante e fiori, coloratissimi in primavera ed estate. Al colore dei fiori, si aggiunge quello delle tipiche piastrelle portoghesi, le azulejos, che ne tappezzano le pareti. La Cattedrale di Lisbona, chiamata dai portoghesi semplicemente Sé de Lisboa, è una chiesa in stile romanico ed è la sede dell’Arcidiocesi della capitale. Fu costruita nel 1147, sulle rovine di un’antica moschea. Da allora, l’edificio è stato modificato più volte ed è sopravvissuto a molti terremoti. Il risultato è un mix di stili architettonici diversi, anche se quello che prevale è il romanico della facciata, con il rosone al centro e le due torri campanarie gemelle. L’interno della cattedrale presenta la classica pianta a croce latina, a tre navate.

Il complesso del Convento do Carmo comprende un monastero romanico e la chiesa omonima, risalenti al 1398 e profondamente danneggiati dal terremoto del 1755. La Chiesa è stata volutamente non ristrutturata e rimane uno dei simboli più tangibili di quella grande catastrofe. Il suo aspetto un po’ inquietante si equilibra bene con i resti del convento, quasi scenici, con le arcate aperte verso il cielo e l’azzurro del cielo a fare da contrasto alla pietra chiara e ricoperta dall’erba. Infatti, il tetto in pietra crollò nel 1755 e non è mai stato ricostruito. Il Convento domina piazza Rossio e si affaccia sulla collina del Castelo de Sao Jorge.

Lisbona, Monastero dos Jeronimos, chiostro

Il Castelo de Sao Jorge è uno degli edifici più antichi della città e uno dei siti più significativi e visitati dai turisti. La sua posizione, sul colle più alto di Lisbona, regala una vista mozzafiato su tutta la città e sull’estuario del fiume Tago; imperdibile il giro delle mura per un panorama a 360 gradi. Data la sua posizione privilegiata, il castello è sempre stato un punto chiave nelle guerre che si sono succedute nei secoli: i primi insediamenti fortificati risalgono addirittura al VI secolo a.C. Due forti terremoti, quello del 1531 e quello del 1755, danneggiarono seriamente la struttura che fu gradualmente sempre più abbandonata. Il periodo del recupero iniziò negli anni ’40 del secolo scorso, e adesso adesso il Castelo de Sao Jorge è una delle attrazioni principali di Lisbona, adatto a chi ama passeggiare tra parchi e giardini e vuole godersi una splendida vista sulla città dall’alto delle sue mura. La piazza più grande di Lisbona è situata sull’estuario del fiume Tago: qui all’inizio del Cinquecento fu costruito il Palazzo Reale Ribeira, residenza del Re per circa duecento anni, prima di essere distrutto dal terribile terremoto del 1755.

Lisbona, Torre di Belem

Dopo il terremoto, il Marchese di Pombal, ministro dell’interno del governo di allora, fece rimodellare e ricostruire completamente la piazza, rinominata Praca do Comercio, ad indicare la sua nuova funzione commerciale, dato che divenne il luogo in cui i mercanti commerciavano i prodotti esteri e dove i finanziatori commissionavano ai navigatori le spedizioni verso mondi sconosciuti. Al centro svetta la statua equestre di Re José I, realizzata nel 1775 dal più famoso sculture portoghese dell’epoca e nota anche per essere la prima statua dedicata a un Re a Lisbona. I tre lati della piazza sono delineati da un palazzo tradizionale dipinto di giallo ed interrotto solo dall’Arco da Rua Augusta, riccamente decorato e vero portale verso il centro della città. Si staglia sola contro il mare e contro il cielo azzurro: è la Torre di Belém, che con il suo color grigio perla risplende al sole. E’ uno dei monumenti più rappresentativi di Lisbona ed è a oggi uno dei più visitati dai turisti che giungono in città. Dal 1983 è entrata anche a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Lisbona, Monumento alle Scoperte

Questo bastione alto 30 metri e circondato da quattro torrette fu fatto costruire a scopo difensivo da re Giovanni II, in difesa della foce del fiume Tago. I lavori iniziarono nel 1515, ma il re morì e la torre fu ultimata sotto il regno del suo successore Manuel I. Per questo si dice che la torre è in stile manuelino, che fonde elementi gotici e bizantini. Un’altra curiosità riguarda la sua posizione, che negli anni sarebbe mutata: dall’essere costruita in mezzo all’acqua, adesso la torre si ritrova quasi sulla riva del fiume, in conseguenza dello spostamento del litorale e non a causa del terremoto del 1755, come si sosteneva in passato.

Nel quartiere di Belém, accanto al fiume Tago, si trova uno degli edifici più rappresentativi dello stile manuelino, un’architettura sontuosa di transizione fra il tardo gotico e lo stile rinascimentale, ispirata da re Manuel I: il Monastero dos Jeronimos. Il sito del Monastero corrisponde al luogo in cui un tempo c’era la chiesetta dedicata a Ermida do Restelo, nella quale Vasco da Gama ed il suo equipaggio trascorsero la notte prima della partenza del viaggio che definì la rotta per l’India.

Sintra, Palácio da Pena, particolare

Re Manuel I volle costruire il Monastero proprio nello stesso sito per celebrare il grande navigatore e la potenza del Regno del Portogallo. Il risultato è magnificente e presenta un misto di diversi stili ben amalgamati tra loro, anche se sempre riconoscibili. Il Monastero ospita le tombe dello stesso re Manuel e famiglia e quelle di altri re che gli succedettero, ma anche le tombe di Vasco da Gama e del poeta Luis de Camoes. Nella cappella il sepolcro dello scrittore Fernando Pessoa. Assieme alla Torre di Belém e al Monumento alle Scoperte (realizzato nel 1960), il monastero celebra quello che per il Portogallo è stato uno dei periodi storici più importanti e floridi, trainato dalle spedizioni per il mondo. L’ex monastero è stato classificato Patrimonio dell’UNESCO nel 1983, assieme alla Torre di Belém.

Le vecchie case di Lisbona, i suoi vicoli e i suoi monumenti storici forniscono suggestioni antiche ai suoi visitatori, ma si deve sapere che la città ha anche un polo ultra-moderno: il Parco delle Nazioni. Questo quartiere nasce in seguito all’Expo 1998, quando all’architetto spagnolo Santìago Calatrava fu affidata la riconversione dei padiglioni vuoti e delle aeree industriali in ambienti utilizzabili a scopo ludico, culturale, commerciale e sportivo. Esteticamente è un tripudio di strutture in acciaio, vetro e cemento armato dipinto di bianco, per un’architettura urban davvero molto riuscita. Da vedere sicuramente l’Oceanario, un immenso acquario a forma di nave galleggiante e tra i più grandi d’Europa. Perfetto per grandi e piccini.

Sintra con i camini del Palacio Nacional

SINTRA

È incredibile come una cittadina così piccola raduni una tale quantità di palazzi di interesse storico e culturale. In realtà non dovrebbe stupire se si pensa che Sintra è stata in passato una meta molto amata da re, nobili e ricchi borghesi che proprio qui hanno voluto costruire la propria casa di villeggiatura. Per il suo ricchissimo patrimonio architettonico, perfettamente armonizzato con il contesto naturale della zona, Sintra è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.

Sintra, Palácio da Pena

Il primo edificio storico che si nota arrivando a Sintra-Vila, la zona centrale di Sintra, è il Palacio Nacional de Sintra, un palazzo reale medievale che è stato nel tempo ampliato e modificato. Questo edificio meraviglioso era residenza estiva del re Manuel I ed è stato progettato per diventare il corrispettivo portoghese dell’Alhambra di Granada. Noto anche come Palácio da Vila, domina sulla città con i curiosi comignoli della cucina, alti 33 metri, e l’ampia piazza. Merita una visita per le deliziose sale interne e per l’impressionante collezione di azulejos, le coloratissime piastrelle tipiche del Portogallo.

L’immagine più famosa di Sintra è l’ottocentesco Palácio da Pena, un castello fiabesco dalle pareti color pastello giallo, rosa e violetto, arroccato in cima a una vertiginosa collina da cui si gode una vista mozzafiato sull’oceano. Fu Ferdinando di Sassonia Coburgo-Gotha, marito della regina Maria II, a desiderarlo: innamoratosi del luogo, acquistò un antico monastero che all’epoca sorgeva su quelle terre e affidò all’architetto Ludwig von Eschwege il restauro del convento.

Sintra, Castelo dos Mouros

L’eccentrico palazzo che oggi possiamo visitare, in cui convivono in singolare armonia stili diversi come il gotico, il barocco, il rinascimentale e l’arabo, è il risultato dei molteplici gusti dei sovrani che qui si sono succeduti. Bizzarri accostamenti di eleganza e kitsch caratterizzano le sale interiori, dove sono custoditi non pochi oggetti curiosi. Fra guglie smaltate, ponte levatoio alla Walt Disney, minareti, cupole moreschi, colori pastello, c’è perfino un mostro marino a guardia del portone d’entrata: sembra di essere in un parco divertimenti. Dalle terrazze e dalle guglie del castello si godono panorami meravigliosi sulle montagne della sierra e sull’oceano. Da non perdere una passeggiata rilassante nel Parque da Pena: 220 ettari di meravigliosi giardini con piante esotiche, sequoie giganti, fontane, belvederi, specchi d’acqua, un giardino delle camelie e perfino un romantico chalet fatto costruire da Ferdinando per amare segretamente la contessa Edla che sposò poi in seconde nozze. Un altro castello arroccato sulle colline circostanti Sintra è il Castelo dos Mouros, ben più antico rispetto al Palácio da Pena.

Sintra, Quinta do Regaleira

Costruito dagli arabi nel VIII secolo, venne raso al suolo dall’esercito di Afonso Henriques dopo la liberazione di Lisbona nel 1147. Oggi restano poche rovine abbarbicate su uno sperone di roccia che domina Sintra e la sua valle. Per raggiungere il castello occorre intraprendere un meraviglioso sentiero in mezzo ai boschi, lungo il sentiero potrete ammirare anche una cisterna araba e le vestigia di una chiesa, entrambe ricoperte di vegetazione.

Preparatevi all’inaspettato. La Quinta do Regaleira è una villa ottocentesca in stile manuelino circondata da stravaganti giardini con elementi che si rifanno alla mitologia, alchimia, massoneria, e mescola insieme gli stili più bizzarri: mistico, romantico, gotico, medievale e rinascimentale. Nacque dalla fantasia visionaria di un ricco collezionista di libri e farfalle grazie ai proventi dei suoi commerci di caffè e pietre preziose con il Brasile. La facciata è interamente ricoperta da sculture simboliche e sembra uscita da un nero romanzo gotico mentre il giardino spirituale e romantico è un invito a perdersi alla scoperta di tutti i richiami filosofici e massonici.

Sintra, Pàlacio de Monserrate

Costruito su un ripido costone di roccia, il Convento dos Capuchos (o Convento del Sughero) è stato abbandonato dagli ultimi 6 monaci nel 1834. La sua particolarità è di essere ricoperto internamente da sughero per riparare i monaci dalla perenne umidità. In totale antitesi con lo sfarzo delirante degli altri palazzi della valle e con il lusso della chiesa, questo convento è un mondo in miniatura, dove tutto ha dimensioni minuscole per ricordare l’infinita piccolezza dell’uomo e per invogliare alla povertà, all’ascetismo e alla meditazione. E’ un luogo pieno di fascino e di raccoglimento. Un’altra passeggiata romantica è il Parque de Monserrate. Adagiato sul fianco di una collina il parco è stato modellato dalla fantasia stravagante dei suoi proprietari che fecero costruire al suo interno un palazzo in stile moghul. Il parco racchiude un museo botanico, giardini esotici con specchi d’acqua, stagni, cascate, cappelle e sentieri pittoreschi.

CASCAIS E CABO DE ROCA

La cittadina di Cascais, un tempo villaggi di pescatori, è oggi interamente votata all’industria turistica, con moltissimi hotel, negozi, bar e ristoranti aperti principalmente d’estate.

Cascais

Rimane però ancora oggi un attivo porto di pesca; il centro storico, con i suoi stretti vicoli, non ha perso l’antico fascino e merita una visita. Il vivace mercato del pesce, noto come Lota, è una testimonianza dei tempi in cui Cascais era essenzialmente un villaggio di pescatori. Per conoscere la dura vita di questi uomini e delle loro mogli visitate il piccolo Museu do Mar dove sono esposti abiti, attrezzi da lavoro, barche e altri oggetti legati alla pesca. Un bizzarro palazzo è il Museu Condes de Castro Guimarães, inizialmente di proprietà di un irlandese che andò in bancarotta e fu costretto a vendere la propria lussuosa residenza. Il suo successore, il conte di Castro Guimarães, lo arredò in maniera sontuosa, con azulejos ed esotici pezzi di arredo orientale. Seguendo le scogliere lungo la costa si raggiunge la suggestiva Boca do Inferno. La giornata può terminare su una delle splendide spiagge di Estoril, piccolo borgo sede di un Casinò e di alcune belle ville ottocentesche. Cascais è collegata via autobus anche con Cabo da Roca, un aspro promontorio che costituisce il punto più occidentale del continente europeo.

Cascais

Fino al XIV secolo si credeva che queste scogliere brulle e sferzate dal vento fossero il confine del mondo; ancora oggi quest’area si caratterizza per un’atmosfera indomita e remota. Cabo da Roca risulta ancora più isolato per via della scarsità di strutture che vi sorgono: un faro e una caffetteria con l’attiguo negozio di souvenir. Lo spettacolare paesaggio battuto dal vento è l’attrazione principale, che rende Cabo da Roca il luogo ideale per chi sa apprezzare la bellezza della natura incontaminata. Non fermatevi solo sulla parte iniziale, quella che incontrate per prima venendo dalla fermata dell’autobus, per intenderci. Proseguite verso il monumento preso d’assalto dai turisti e superatelo andando verso sinistra. Facendo circa 400 metri arriverete ad un’altra veduta mozzafiato di Cabo da Roca, decisamente meno affollata.

Foto di Claudia Meschini

Estoril