Un magico Natale al Castello di Zumelle

Il Castello di Zumelle

A partire dal 24 novembre il Castello di Zumelle, antico maniero che sorge nel comune di Mel, in provincia di Belluno, sarà animato dai magici personaggi che popolano il villaggio di Babbo Natale. Spettacolari scenografie, animali di “ghiaccio”, carrozze magiche, laboratori per bambini e un piccolo villaggio degli elfi, renderanno le festività natalizie assolutamente speciali per i bambini..e non solo ! Un nuovo percorso esclusivo trasporterà i visitatori in un’atmosfera magica alla ricerca della Stella del Natale. E non è tutto, non mancheranno nel giardino incantato luci e musica per vivacizzare l’esperienza immersiva del Natale al Castello.

Natale al Castello di Zumelle

Saranno gli elfi di Babbo Natale ad occuparsi della realizzazione dei giocattoli, mentre Babbo Natale leggerà le centinaia letterine che in questi giorni sono inviate dai bambini di tutto il mondo. Prezzo del biglietto nelle giornate con animazione (24 novembre, 1,8,15,22,26, 29 dicembre, 1 e 5 e 6 gennaio) 9 euro per adulti e bambini sopra gli 8 anni (compiuti), 7 euro per bambini dai 2 anni (compiuti) agli 8 anni (non compiuti), gratuito per bambini sotto i 2 anni. Per info inviare un’email a: eventi@castellodizumelle.it 

Il Castello di Zumelle ospiterà anche un succulento pranzo di Natale. Il 25 dicembre le porte del maniero si spalancheranno per accogliere gli ospiti in un’ambientazione scenografica unica, dove sarà possibile trascorrere un magico giorno di festa. Il menù per adulti prevede: flan di zucca su letto di funghi; crema di patate con polvere di noce moscata, crumble di parmigiano e guanciale croccante; fagottino di crepes di castagne alla burratina e radicchio su crema gialla; prosciutto arrosto al miele e zenzero con patate e castagne al forno; tortino di mele caldo con gelato allo zafferano. Acqua vino bianco e rosso e caffè. Costo menu adulti, 45 euro. Menu bambini: quadrelletti di pizza; pasticcio al ragù; cotoletta e patate fritte; gelato al cioccolato. Acqua e bibita. Costo menu bambini 2-8 anni compiuti: 25 euro. Per info e prenotazioni inviare una email a: eventi@castellodizumelle.it oppure chiamare il numero 0437548122 o whatsapp al 3512240481.

Natale al Castello

Il Castello di Zumelle sarà aperto anche a Capodanno. Un magico capodanno con principi e principesse che animeranno la serata e intratterranno grandi e piccini trasportandoli nel magico mondo delle favole ! Animazione a cura di Fate in Festa e molte altre sorprese! Menu adulti: tortino al formaggio con pere al vino speziato e biscotto alle noci; risotto al sidro e castagne; panciotti ripieni di capesante e gamberi su crema di zucchine; sorbetto al limone; roast beef ai funghi con patate all’ampezzana; cheese cake con salsa al cioccolato; spumante di mezzanotte.

Castello di Zumelle, sala ristorante

Acqua, vino bianco e rosso, caffè. Costo menù adulti, 80 euro. Menu bambini: rustichella di sfoglia; pasticcio al ragù, cordon blue e patate fritte , gelato al cioccolato. Menù bambini 2-8 anni compiuti. Gratuito 0-2 anni (non previsto menu). I prezzi sono comprensivi di animazione e menu. Al momento della prenotazione verrà richiesta una caparra pari al 30% restituita entro 30 novembre in caso di disdetta entro la data del 30 novembre 2019. Per prenotazioni inviare una email a: eventi@castellodizumelle.it o whatsapp al numero 3512240481.

IL CASTELLO DI ZUMELLE

Il Castello di Zumelle, il meglio conservato di tutta la Valbelluna, si trova nel comune di Mel in provincia di Belluno. Eretto su un colle che guarda il torrente Terche, possiede un ricco e variegato patrimonio storico-culturale che tanto ha da dire ed offrire ai suoi visitatori. Il primo nucleo di una fortificazione a Zumelle, risale probabilmente al I secolo d.C., quando i Romani stavano consolidando la loro influenza sulla Valbelluna.

L’intreccio tra storia e leggenda racconta che il nucleo principale venne ricostruito e ampliato dai Goti (ad opera di Genserico) attorno al 540 d.C. Secondo una leggenda il re Genserico si stabilì nel castello bellunese e dal matrimonio con l’ancella Eudosia nacquero due gemelli, Iusprando e Goffredo, da cui il toponimo Zumelle. Se vogliamo invece attenerci a quanto dice la storia, il nome Zumelle sarebbe derivato dal termine gemellus “gemello” ad indicare che la fortezza si contrapponeva al vicino Castelvint. Infatti, nel territorio di Mel sorgevano altri tre castelli oltre vari avamposti militari.

Il castello ebbe un ruolo chiave per la storia della Valbelluna e del Veneto Settentrionale per tutto l’Alto Medioevo, quando fu coinvolto in sanguinose lotte feudali. Ricostruito nel 1311 da Rizzardo da Camino, signore di Treviso, Belluno e Feltre, il maniero cadde successivamente in rovina. Con l’arrivo della Serenissima e delle armi da fuoco, le fortificazioni di Zumelle divennero di fatto inutili. Risale agli anni’60 del secolo scorso il restaurato dell’antico maniero.

Castello di Zumelle, la taverna

Il Castello di Zumelle, come già accennato, è il meglio conservato di tutta la Valbelluna. Solo le fortificazioni periferiche sono andate completamente distrutte. Il nucleo centrale, con tanto di mura e di torre, è cinto da un profondo fossato, scavato nella roccia. Si accede al castello e alla piccola corte interna attraverso una strada che si arrampica lungo il pendio. La torre, alta 36 metri, è a pianta quadrangolare e presenta cinque piani, collegati da una scala in legno. Sul lato nord delle mura, si trova l’antica chiesetta dedicata a San Lorenzo.

Il castello, di proprietà del Comune di Mel, dal luglio 2014 è stato dato in gestione, tramite bando pubblico, all’Associazione toscana “Sestiere Castellare” di Pescia (PT), che si è aggiudicata la gara presentando un progetto dal titolo “Il Castello Rinasce”. Dopo alcuni lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, la struttura medievale è stata nuovamente aperta al pubblico. Una rinascita vera e propria sia in termini di ambienti che di servizi offerti.

Castello di Zumelle, scriptorium con annessa biblioteca

Il castello infatti è diventato un vero e proprio parco tematico: alle porte del maniero, ad accogliere il visitatore, c’è la ricostruzione di un vero e proprio villaggio medievale che, durante alcuni eventi, diventa attivo e vitale. Nella salita alle mura sembra quasi di sentire le attività che fervono. Il rumore del martello del fabbro fa compagnia al canto del panettiere e alle grida del venditore del mercato. Una squadra di arcieri si esercita al bersaglio, per difendere il castello in caso di battaglia. Musica e spettacoli giullareschi fanno la parte del leone all’interno del castello. La visita, non guidata, al parco tematico dura circa un’ora. Si può ammirare: il villaggio medievale, gli ambienti di rievocazione, la casa torre con al suo interno la bottega dello speziale, la camera da letto medievale, il banchetto e la cucina; lo scriptorium con annessa biblioteca, la rimessa militare e l’antica cripta. Da mancare una sosta nel salone “arti e mestieri” fino a concludere il tour nello shop medievale. Tante le iniziative organizzate durante l’anno per grandi e piccini: spettacoli giullareschi, workshop tematici, attività naturalistiche e sportive e eventi a tema.

Castello di Zumelle, una delle stanze

Per coloro che vogliono addentrarsi nel vivo dell’epoca medievale e trascorrere una notte fuori casa, il castello mette a disposizione tre camere arredate con mobili rustici e affreschi diversi per ogni stanza, In alternativa si può provare l’avventura del glamping, ovvero dormire nelle tende e capanne, allestite nello spiazzo antistante il castello, con i falò accesi.

La chiesa di S. Donato, che si trova al bivio prima di arrivare al castello, è una delle più antiche chiese della provincia ed è visitabile di sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19. La struttura, risalente all’Alto Medievo, è a pianta unica con tre absidi. Il culto di san Donato è di origine e tradizione longobarda. Lungo le pareti si notano i resti di affreschi gotici.

Dal Castello di Zumelle inizia la passeggiata alla scoperta della Grotta Azzurra, uno scrigno dai colori turchesi incastonato tra i boschi della Valbelluna. Occorrono circa 20/30 minuti a piedi per arrivare alla meta. Dal parcheggio del castello basta seguire le indicazioni e in meno di mezzora si arriva alla grotta. La passeggiata si svolge in mezzo al bosco per il primo tratto iniziale, per poi proseguire lungo i sassi del torrente Rui. Continuando lungo il torrente, si arriva a uno sbarramento naturale con pareti di roccia e una piccola cascata. Da qui non si può più continuare lungo il corso d’acqua. Sulla sinistra si intravede un sentiero che sale nel bosco, si prosegue per un brevissimo tratto lungo quest’ultimo fino a ritrovare il corso del torrente, dal quale si scorge la bellissima Grotta Azzurra con le sue acque turchesi e limpide.

Mel, la Grotta Azzurra

Si consigliano scarpe comode, possibilmente da trekking e abbigliamento adeguato da camminata.

VIAGGIO A MEL

Mel è uno dei principali centri abitati della Val Belluna, sorge come un nucleo compatto in cima ad un colle presso il fiume Piave, tra le città di Feltre e Belluno. E’ abitato da circa 6100 cittadini chiamati zumellesi. Il borgo mantiene uno dei più interessanti centri storici della provincia di Belluno, tanto da conseguire la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per due volte consecutive. Inoltre, dal 2018, fa parte de “I Borghi più belli d’Italia“. La visita a Mel parte da piazza Papa Luciani coi suoi meravigliosi palazzi, un tempo sede delle famiglie aristocratiche veneziane che qui soggiornarono per un lungo periodo. Dal 1404 fino al 1797 il paese si mise infatti sotto la protezione della Serenissima Repubblica di Venezia e fu governato per tre secoli dai Conti Zorzi e successivamente dalla famiglia Gritti.

Mel, Villa Francescon

Oggi il perimetro delle mura è riconoscibile nei palazzi che racchiudono la piazza principale con al centro l’antica antenna del 1520, dalla quale il banditore pubblico, in passato, comunicava al popolo gli editti e i proclami della Comunità. La piazza è dedicata a Giovanni Paolo I che fu vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto, a cui Mel appartiene.

Un tempo c’erano anche tre porte d’accesso al borgo di cui ne rimane a testimonianza solo una. Nella piazza principale si affacciano meravigliosi palazzi, tra gli edifici più importanti annoveriamo villa Fulcis (ora Zadra, XVII secolo) e l’attiguo Palazzo Fulcis (che oggi ospita l'”Antico albergo Cappello”, XVIII secolo), con il suo parco. Qui a fine ottobre si svolge la mostra mercato “Mele a Mel”, una importante manifestazione autunnale che accoglie i visitatori deliziandoli con i tipici prodotti locali e intrattenendoli con la mostra dell’artigianato che si posiziona lungo il centro storico. Sulla piazza Papa Luciani si affaccia anche Palazzo Cinotti, detto Zorzi (attuale sede del municipio, XVI secolo).

Mel, Palazzo delle Contesse

Di particolare interesse l’antico orologio della torre civica, perfettamente funzionante, la tipica Loda (loggia) al pian terreno e gli affreschi raffiguranti episodi dell’Orlando Furioso nel salone principale. Da vedere anche palazzo Del Zotto (XVII secolo), Villa Francescon (originaria del XIV secolo) e palazzo Karera (Pivetta), sorto lungo le antiche mura del feudo, che conserva ancora l’antica porta di accesso al borgo fortificato. Sempre in piazza Papa Luciani sorge il Palazzo delle Contesse, il cui  nome deriva dalle vicende umane correlate alla vita sentimentale dell’antico proprietario Adriano Del Zotto, il quale sposò in prime nozze la contessa veneziana Elisabetta Papadopuli e, rimasto vedovo, in seconde nozze, la contessa veneziana Elisabetta Tiepolo.

Ciò che suscita particolare fascino sul visitatore sono certamente gli artistici camini, cilindrici e ornati di feritoie in pietra, tali camini sono caratteristici anche di altri palazzi zumellesi. L’edificio eretto nel XVI secolo ospita oltre all’Ufficio Turistico e alla sala conferenze, anche il Museo Civico Archeologico che conserva corredi tombali provenienti dalla necropoli paleoveneta sita nella parte bassa dell’abitato, una fra le più interessanti del periodo dell’epoca del ferro. Databile dal VIII al V secolo a.C. questa “città dei morti”, riscoperta grazie agli scavi iniziati a partire dal 1958, permette di conoscere come i Paleoveneti vivevano e quale era la loro struttura economica e sociale. Attraverso varie campagne di scavo, sono venute alla luce circa 80 tombe inserite all’interno di 7 circoli formati da lastre di pietra arenaria conficcate nel terreno in posizione verticale.

Mel, chiesa arcipretale di Santa Maria Annunziata

Le ceneri dei defunti venivano riposte in vasi in ceramica o bronzo insieme ad alcuni oggetti di uso quotidiano all’interno di cassette poligonali. Si formavano così una sorta di tomba di famiglia, dato che all’esterno di questi tumuli venivano sepolte le persone che appartenevano allo stesso nucleo famigliare. I vasi cinerari e tutti gli oggetti che facevano da corredo alle sepolture – ornamenti e utensili – sono esposti nelle sale del Museo civico archeologico all’interno del Palazzo delle Contesse. Tra i vati reperti ricordiamo ossari fittili e bronzei, oggetti di ornamento personale quali anelli, armille, spilloni, cinture con ganci decorati, fibule e oggetti di uso quotidiano come coltelli, punteruoli, fusaiole, aghi per la filatura e vasellame. Accanto a Palazzo delle Contesse sorge, Palazzo Barbuio, il più antico di Mel, risalente al XIV secolo.

Sulla piazza Papa Luciani si protende imponente anche la settecentesca chiesa arcipretale di Santa Maria Annunziata di epoca barocca, particolare per la mancanza del campanile crollato per un incendio nel ‘700 e mai più ricostruito. L’edificio richiama lo stile palladiano. All’interno sono conservate opere di Girolamo Denti, Giovanni da Mel e Cesare Vecellio e di Luigi Cima, pittore locale (1860-1944).

Mel, centro storico

A poca distanza sorge l’antica pieve dell’Addolorata che conserva al suo interno dipinti risalenti al Quattro-Cinquecento. La struttura che oggi vediamo è solo la parte absidale della vecchia chiesa distrutta dal crollo del campanile. Sul lato nord sorge un torrione mozzato adibito a campanile. Nel rione di Borgo Garibaldi troviamo l’antica chiesa di San Pietro, oggi sconsacrata; sorge sui ruderi di un antico tempio, nel suo sagrato furono scoperti diversi sarcofagi.

Il Castello di Zumelle

Poco distante sorgeva un’altra chiesa antica, quella di San Lorenzo, di cui oggi rimane solo il portale. Sempre nel centro storico di Mel si può ammirare Palazzo Pivetta del XVII, sotto il cui arco passava l’antica via romana Karèra, una stretta strada sterrata che tra alti muretti in pietra conduce al piccolo paese di Puner.

Da un punto di vista naturalistico, nel territorio di Mel sono rappresentati tutti gli ecosistemi che caratterizzano le Prealpi Venete: dall’ambiente fluviale, a quello agrario, per salire poi, attraverso prati e valli, verso i pascoli ed i boschi d’alta quota. Le varietà di paesaggi e le sfumature ambientali rivestono particolare interesse non solo per naturalisti ed escursionisti, ma anche per semplici amanti della natura che possono, qui, percorrere sentieri ed itinerari a piedi, in montain-bike o a cavallo.