Torna a Seregno il Concorso pianistico Ettore Pozzoli

Torna a Seregno, dal 24 settembre al 1° ottobre, il Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli, evento di respiro internazionale di lunga e consolidata tradizione. Istituto nel 1959 a cadenza biennale dalle vedova Gina Gambini per ricordare il marito Ettore Pozzoli (Seregno, 1873-1957), docente del Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano e grande compositore, il concorso è da sempre aperto a candidati under 32 di ambo i sessi e di qualsiasi nazionalità. Il vincitore del Concorso Pozzoli terrà, nel 2020, concerti a Grosseto, Lecco, Seregno, Como, Milano, Sacile, Roma e Mosca. Il miglior pianista italiano si esibirà a Budapest.

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli

Cornice della manifestazione il prestigioso Teatro San Rocco di Seregno che può ospitare 680 spettatori, dove si svolgenno la finale e la cerimonia di premiazione. Tutte le prove della competizione e gli eventi collaterali si svolgeranno invece nell’Auditorium di piazza Risorgimento, una sala da 380 posti. Nomi autorevoli in campo musicale figurano sia nell’albo storico dei Giurati che in quello dei vincitori. Fra questi spicca il Maestro Maurizio Pollini, che si aggiudicò l’ambito primo premio all’edizione inaugurale del Pozzoli. Al Concorso Pozzoli partecipano, sin dalla prima edizione, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e la “Casa Ricordi”. Quest’anno per la 31^ edizione del Concorso, Presidente di Giuria sarà il maestro Dan Zhao-Yi, docente di pianoforte presso il Conservatorio di Sichuan (Shanghai) e la Arts School di Shenzhen. Gli altri giurati sono Vincenzo Balzani, Boris Bloch, Yuri Bogdanov, Antonio De Cristofano, Eguchi Fumiko e Barbara Tolomelli.

Seregno, Teatro San Rocco

Alla 31.esima edizione del Concorso Pozzoli è abbinato il progetto “Young Inclusion” di cui il Concorso Pozzoli è partner. L’iniziativa, che si basa sullo sviluppo della musicoterapia, è volta al recupero e alla prevenzione di situazioni di grave marginalizzazione di giovani attraverso la costruzione e il consolidamento di community care per disabili fisici da incidente, donne in situazione di disagio e ragazzi con disturbo border line. “Young Inclusion” ha ricevuto il sostegno del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera, che darà linfa per 36 mesi ad una serie di attività che si articoleranno nei territori del Cantone Ticino e nelle province di Como, Varese, Lecco, Monza e Milano.

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli 31.esima edizione 24 settembre – 1 ottobre 2019

Sregno, l’Auditorium

Martedì 24 settembre – ore 21 – L’Auditorium

Cerimonia inaugurale del Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli – 31.esima edizione.

La letteratura per fisarmonica di Ettore Pozzoli. Conferenza-concerto con Giorgio Dellarole, Ezio Ghibaudo, Sergio Scappini e Paolo Vignani. Intervengono Ivano Bettin e Davide Anzaghi.

Mercoledì 25 e giovedì 26 settembre – L’Auditorium

Prima prova. Prevede l’esecuzione di brani di Chopin, del repertorio ungherese da Liszt a Ligeti e di un brano a libera scelta dei concorrenti).

Venerdì 27 e sabato 28 settembre – L’Auditorium

Seconda prova. Prevede l’esecuzione di una sonata di Haydn, Mozart, Clementi o Beethoven; composizioni scritte nel periodo romantico; tre studi di Ettore Pozzoli.

Domenica 29 settembre – L’Auditorium

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli

Terza prova. Pprevede un’esecuzione solistica di brani scritti nel periodo romantico, di brani scritti dopo il 1900 e di un brano a scelta da “Riflessi del Mare” di Ettore Pozzoli; quindi un’esecuzione per trio di un brano di Haydn, Mozart o Beethoven: accompagnano al violino Andrea Pecolo e al violoncello Massimiliano Tisserant, dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano).

Martedì 1 ottobre – Teatro San Rocco

Finale della 31.esima edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli. Prevede l’esecuzione di opere di Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Liszt, Brahms, Grieg, Tchaikovsky o Rachmaninov; con l’accompagnamento dell’Orchestra Antonio Vivaldi di Morbegno).

OltrE il Pozzoli. Rassegna di eventi, aspettando il Concorso Internazionale

Venerdì 13 settembre – ore 21 – L’Auditorium

Ramin Bahrami suona Bach. Concerto in occasione dei 60 anni del Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli.

Sabato 14 settembre – ore 17 – Sala Civica Ezio Mariani

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli

Maestri della Scultura al Premio Nazionale di Scultura Città di Seregno F.A.S. 1965-1971. Personale di sculture e cartoni di Sergio Alberti. Opere di Kengiro Azuma, Umberto Milani, Lorenzo Pepe, Edmondo Cirillo, Nino Cassani. Allestita sia in Sala Civica Ezio Mariani, sia nel Centro Pastorale monsignor Ratti (sede del circolo culturale San Giuseppe), la mostra potrà essere visitata fino al 1 ottobre.

Sabato 14 settembre – ore 21 – L’Auditorium

European Youth Ensemble in Concerto. Violino solista Francesco Maltecca. Musiche di Massenet, Beethoven e Schubert. Organizzazione Associazione Brianza Musica.

Venerdì 20 settembre – ore 21- L’Auditorium

Ettore Pozzoli. La sua musica, la sua epoca. Concerto-lezione a cura del Collegio Ballerini e Scuola di musica Ettore Pozzoli.

Sabato 21 settembre – ore 21 – L’Auditorium

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli

Dino Rubino. Piano solo. Nell’ambito del festival JazzIn Seregno. A cura del Paper Moon Jazz Club e Circolo San Giuseppe.

Domenica 22 settembre – ore 21- L’Auditorium

Il suono di Leonardo. Concerto di musica rinascimentale eseguita con strumenti riprodotti dall’arte pittorica dei maestri rinascimentali. Con Antica Liuteria Sangineto.

Martedì 24 settembre – ore 9 – L’Auditorium

Il potere della musica. Didattica e musicoterapia. Quali percorsi comuni? Esperienze a confronto fra Italia, Cina e Svizzera. Workshop. Nell’ambito del progetto Interreg Young Inclusion. Intervengono Dan Zhao-Yi, Vincenzo Balzani, Antonio Elia e Irma Missaglia.

Martedì 24 settembre – Biblioteca Civica “Ettore Pozzoli”

Ettore Pozzoli e il Concorso. Percorso musicale con dischi, spartiti, documenti e fotografie. Musica per gli occhi. Experience con opere e installazioni di Mattia Consonni. Le mostre saranno visitabili fino al 5 ottobre negli orari di apertura della Biblioteca Civica.

Concorso Pianistico Internazionale Ettore Pozzoli

VIAGGIO A SEREGNO
Un’eventuale origine romana di Seregno è stata dibattuta, anche considerando l’intensa impronta che Roma lasciò nella zona fin dai tempi della conquista avvenuta nel corso del II secolo a.C. e alla luce dei ritrovamenti, in territorio seregnese, di alcuni manufatti romani.

Seregno

Tuttavia, data la mancanza di riscontri in merito, si tende a escludere quest’ipotesi e a datare l’origine della città all’età tardo-antica o all’alto medioevo. Da Serenium, nome latino di Seregno, passavano la via Valassina, che metteva in comunicazione Milano con Bellagio, e la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona con Chiavenna passando da Milano.

Nel centro storico di Seregno, tra la piazza della Libertà e la piazza Risorgimento, sorge il Palazzo Municipale. L’edificio risale al 1863 e fu costruito su progetto iniziale di Ettore Seves e modificato in corso d’opera; previsto di due piani fuori terra e ritenuto di dimensioni troppo modeste, venne rialzato di un piano. Numerosi furono gli interventi di sistemazione effettuati nel corso degli anni: nel 1928 vennero aggiunte l’attuale balconata e le finestre; di qualche anno più tardi è l’ampliamento verso via San Giovanni Bosco. Nella piazza antistante il palazzo si trova una fontana (copia di una fontana analoga che si trovava a Bellinzona nel canton Ticino) nota nel passato come funtana del magnabagaj (fontana del mangiabambini) dal momento che portava come ornamento un biscione, simbolo visconteo; rimosso durante una delle ristrutturazioni della piazza, venne successivamente reinstallato.

Seregno, la Torre del Barbarossa

Sempre nel centro storico cittadino sorge la Torre del Barbarossa, torre campanaria situata accanto all’abside dell’antica chiesa di San Vittore demolita prima della costruzione della Basilica di San Giuseppe. Viene detta “del Barbarossa” dal momento che la leggenda (derivante forse dal suo stile guelfo) vuole che sia stata fatta costruire dall’imperatore Federico I detto Barbarossa per scopi di protezione del territorio brianteo. In realtà sembra che la Torre del Barbarossa fosse il campanile della chiesa di San Vittore, la più antica di Seregno, costruita con uno stile romanico-gotico e attestata dalla fine del duecento. La prima testimonianza scritta dell’esistenza della Torre, tuttavia, risale al 1567. Nel XV secolo subì degli interventi ad opera di Francesco Sforza, durante la guerra per la conquista del potere a Milano. La Torre del Barbarossa conteneva infatti uno dei campanoni di Brianza, utilizzati per la comunicazione di messaggi di emergenza ad altri campanili di tutto il territorio brianzolo. Sempre nella zona centrale della città, in piazza Italia, sorge Villa Silva, chiamata anche Villa Odescalchi-Silva.

Seregno, Villa Odescalchi-Silva

Le prime citazioni storiche relative alla villa risalgono alla prima metà del XVII secolo, quando era di proprietà di Ottavio dell’Orto; dopo altri passaggi pervenne nel 1659 ai Parravicini, importanti banchieri di origine comasca. Successivamente appartenne al Conte Giovanni Della Porta e, dal 1765, ai Formenti. Alla fine dell’800 fu acquistata dai Silva.

Vari gli edifici religiosi di un certo interesse presenti a Seregno. Anzitutto la basilica di San Giuseppe, la chiesa più importante della città, situata nel pieno centro cittadino. Le sue origini risalgono alla seconda metà del secolo XVIII, ai tempi della dominazione austriaca, quando il governo, d’accordo con l’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Giuseppe Pozzobonelli, decise l’abbattimento delle due chiese parrocchiali preesistenti (San Vittore e Sant’Ambrogio) e l’erezione di un’unica chiesa parrocchiale. La nuova chiesa, dedicata a san Giuseppe, protettore dell’arcivescovo, culto nuovo per Seregno, doveva diventare il simbolo della ritrovata unità e sarebbe stata edificata a metà strada tra le due precedenti.

Seregno, basilica di San Giuseppe

La chiesa (dal 1981 basilica romana minore), fu inaugurata nel 1781, dopo dodici anni di lavori e l’abbandono del primo progetto ad opera dell’architetto Ermenegildo Pini. Nel corso del tempo ha subito diversi rifacimenti sia esterni, come la nuova facciata monumentale con mosaico sul frontone, risalente al 1944, sia interni con la realizzazione di una cupola su un alto tamburo. In particolare l’interno della chiesa è stato abbellito con altari, tele e con un ciborio in bronzo dorato con pietre preziose, ottenuto nel 1786 dai beni della soppressa chiesa milanese di Santa Caterina di Brera dalla confraternita del Santissimo Sacramento di Seregno e collocato sull’altare maggiore. In occasione della celebrazione a Milano del 20º congresso eucaristico nazionale nel maggio 1983, papa Giovanni Paolo II visitò la basilica di Seregno il 21 maggio. In tale occasione una statua del papa in bronzo dello scultore Antonio De Nova fu collocata nel piazzale antistante per ricordare la visita. Il papa donò alla chiesa un quadro della Madonna di Czestochowa. Interessante anche il Santuario della Madonna di Santa Valeria costruito in stile neogotico a croce latina con tre navate.

Seregno, santuario della Madonna di Santa Valeria

È situato nell’omonimo quartiere, in fondo a un viale alberato che prende proprio il nome di viale Santuario. In seguito a una sua visita, avvenuta nel 1579, l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, riferì di un piccolo santuario ormai diroccato, tanto che ne ordinò la demolizione che venne tuttavia effettuata solo nel 1650 allorquando si iniziò la costruzione di un nuovo santuario che venne inaugurato solo tre anni più tardi. Il XIX secolo vide una serie di interventi volti al miglioramento e all’abbellimento del luogo religioso, fino alla recente (1965) costruzione del campanile, che con 81 metri di altezza è fra i più alti d’Italia. L’imponente torre contiene un possente concerto di sei campane fuso nel 1965 dalla fonderia dei fratelli Ottolina che aveva sede proprio a Seregno. Da citare, ancora, l’oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, situato all’incrocio tra le vie Cavour e San Rocco; accanto a esso sorge il complesso dell’oratorio e l’omonimo teatro. È la chiesa più antica della città, dal momento che risale al 1577. La sua costruzione fu decisa dal Carlo Borromeo come segno tangibile della devozione dei seregnesi per i santi Rocco e Sebastiano, invocati durante l’epidemia di peste del 1576.

Seregno, oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano

La chiesa assunse l’aspetto attuale solo nel 1601, con la costruzione del campanile; all’interno, conserva affreschi ad opera del pittore Gabrio Bossi. In tempi molto più recenti, nel 1997, la chiesa subì dei restauri sotto la direzione dell’architetto Pierfranco Bagarotti.

All’interno del territorio del Comune esistono alcuni parchi di un certo rilievo, che si sommano alle piccole aree a verde sparse all’interno del tessuto urbano. Di notevole interesse botanico è il parco XXV Aprile, situato in centro, aperto al pubblico nel 1979 dall’esproprio di un giardino privato che presenta alberi secolari di numerose essenze.

Il Comune di Seregno nel 2001 ha istituito il Parco locale di interesse sovracomunale Brianza Centrale che attualmente occupa una superficie di 385 ettari a corona della città e risulta limitato al comune di Seregno. Nella parte occidentale esistono due grandi aree fruibili dalla popolazione: il “parco 2 giugno” alla Porada e il Parco agricolo del Meredo. Il Parco 2 giugno si presenta come un grande parco cittadino dove sono state realizzate piste ciclabili e pedonali, orti urbani e zone ricreative con tavoli di legno e giochi per bambini.

Seregno, Parco 2 giugno

Vi si alternano campi coltivati ed aree boschive, sia di tipo spontaneo che di impianto artificiale, dove recentemente è stato avvistato il gufo comune (Asio otus), a dimostrazione del fatto che la tutela delle aree verdi contribuisca alla protezione e alla diffusione della fauna selvatica.

L’area del Meredo si è preservata grazie al fatto di trovarsi incuneata tra due linee ferroviarie (la Seregno-Saronno-Novara e la Milano-Chiasso). Il Parco agricolo, oggetto di piantumazioni di nuove superfici boscate, è occupato prevalentemente da campi e boschetti lineari di robinie e sambuchi e risulta fruibile grazie alle vecchie strade vicinali, ora trasformate in piste ciclo-pedonali con fondo in calcestre. Rilevante un esemplare isolato di farnia di grandi dimensioni, vicino a un piccolo bosco di carpini, nei pressi del quartiere Ceredo.