La 96esima Mostra dei Vini di Bolzano

Il meglio dei vini altoatesini in vetrina a Castel Mareccio. Oltre 170 etichette di una quarantina di cantine di tutto l’Alto Adige, sono le protagoniste assolute della Mostra dei Vini di Bolzano che, quest’anno, punta a stupire ancora di più i suoi visitatori con un programma di contorno quanto mai ricco. Dal 28 al 31 marzo le sale di Castel Mareccio ospitano degustazioni, seminari, laboratori del gusto e cuochi famosi. Nei quattro giorni di manifestazione il vino conquisterà l’intera città con un “fuori mostra” d’eccezione.

Mostra del Vino di Bolzano

Si parte giovedì 28 marzo alle 18 con i 38 produttori che presenteranno in prima persona i loro vini migliori. Nel corso della quattro giorni si susseguiranno quattro laboratori del gusto e cinque seminari Wine, organizzati in collaborazione con l’Accademia italiana della Cucina e il Consorzio Tutela del Santa Maddalena. Da citare la degustazione orizzontale Gewürztraminer con Othmar Kiem, esperto di vini e giornalista della rivista Falstaff (giovedì 28 alle 19) e quella del Santa Maddalena con il giornalista Slow Wine Fabio Giavedoni  e il brand ambassador Leo Larcher (venerdì 29 alle 11), la degustazione guidata con abbinamento vini-carni e salumi sudtirolesi con la sommelier di carni e salumi Silvia Brunner Ebner e la presidente Associazione Sommelier Christine Mayr (venerdì 29 alle 18) e quella con abbinamento vini dolci con i dolci sudtirolesi (sabato 30 alle 16). Per la prima volta il Consorzio di tutela del S.Maddalena propone una degustazione comparativa di una selezione di Santa Maddalena con i brand ambassadors Federica Randazzo e Leo Larcher (sabato 30 alle 14 e alle 17). La partecipazione ai seminari è gratuita, ma è richiesta la prenotazione.

Bolzano, Castel Mareccio

Non mancheranno l’escursione guidata Bacchus Urbanus nelle zone di produzione dei vini bolzanini S.Maddalena e Lagrein (venerdì 29 alle 16) e la visita guidata a Castel Roncolo con degustazione nelle sale del maniero (sabato 30 alle 15).

NON SOLO VINO. L’edizione 2019 si arricchisce con tre imperdibili show cooking con rinomati chef.  Il primo, venerdì 29 alle 20, vedrà esibirsi ai fornelli Stefano Cavada, cuoco di passione e noto foodblogger. Sabato 30 alle 12.30 toccherà a Manuel Ebner, chef premiato con un “cappello” del ristorante “Rungghof” di Cornaiano, mentre domenica 31 alle 12 la protagonista dello show cooking sarà l’associazione “Locande sudtirolesi”. A deliziare il palato dei visitatori ci penseranno anche i piatti regionali proposti nel ristorante firmato “Oskar Geier”. 

FUORI MOSTRA. Nei quattro giorni della manifestazione la varietà dei profumi dei vini altoatesini conquisterà tutta la città.  I ristoranti partner proporranno piatti e iniziative sul tema Food&Wine.

Bolzano, Mostra dei Vini

Grazie alla collaborazione con BZHeartbeat, Unione Commercio Turismo Servizi e Confesercenti Alto Adige ci saranno degustazioni in molti negozi del centro storico bolzanino e le vetrine saranno allestite ispirandosi al nettare di Bacco. Nel corso delle due settimane precedenti l’evento, 30 esercizi dell’associazione “Locanda sudtirolese” propongono in tutta la provincia menu ad hoc.

RISTORANTI PARTNER: Gasthaus Fink, Hopfen & Co, Haselburg Castel Flavon, Italia&Amore Ristorante Laurin, Löwengrube, Nadamas, Stadt Hotel Cittá, Wirthaus Vögele.

La manifestazione è organizzata dall’Azienda di Soggiorno con il patrocinio del Comune di Bolzano e in collaborazione con il gruppo di lavoro “Mostra dei Vini di Bolzano” e con l’Accademia italiana della Cucina. La “Mostra dei Vini di Bolzano” è sostenuta dalla Raiffeisenkasse di Bolzano, dalla Camera di Commercio, dal Consorzio Vini altoatesini e dal Consorzio di Tutela S. Maddalena.

Bolzano, Castel Mareccio

VIAGGIO A BOLZANO

Bolzano conquista il visitatore grazie alle sue bellezze artistiche, al suo irresistibile mix di lingue, stili architettonici e influenze culturali che toccano il nord così come il sud dell’Europa, al suo paesaggio che spazia dal clima sub mediterraneo della conca alle più fresche temperature alpine delle vette circostanti. Numerosi sono i castelli e le residenze storiche sul territorio comunale o nelle immediate vicinanze: per questo motivo la conca di Bolzano è stata dichiarata la zona con la più alta densità di castelli in Europa. Sono anche questi a contribuire a creare quell’atmosfera magica e fiabesca che la città emana. Prati e foreste si adagiano sugli altipiani del Salto e del Renon nonché nella Val Sarentino, conosciuta per il suo forte legame con le tradizioni. La valle dell’Adige intorno a Bolzano è invece caratterizzata da frutteti e vigneti. Bolzano rispecchia chiaramente la sua connotazione naturale di luogo d’incontro e di scambio. Trovandosi, infatti, al confine con l’Austria ed essendo stata una provincia austriaca fino all’inizio del secolo scorso, è una città d’incontro fra due culture: quella italiana e quella tedesca.

Passeggiando a Bolzano

Nell’arte convivono la pittura giottesca e le opere di scuola gotica, mentre nell’architettura salta subito all’occhio il singolare contrasto tra la città storica e quella nuova, divise dal torrente Talvera. Visitare la città, significa quindi scoprire le varie peculiarità che nascono dall’incontro tra Mediterraneo ed Europa centrale. Un tempo città di mercanti e di mecenati, Bolzano è oggi anche città d’arte, di spettacolo, di cultura e di vacanza, grazie anche ad un’esplosione di nuove infrastrutture: il teatro Comunale, l’auditorium Haydn. Ötzi, la mummia venuta dal ghiacciaio, e gli oggetti rinvenuti con essa, sono  visibili al Museo Archeologico dell’Alto Adige, a disposizione del pubblico.

Costruzioni religiose, musei, belle strade e castelli caratterizzano il centro storico di Bolzano e i suoi dintorni. Ecco alcune tappe imperdibili per chiunque volesse conoscere un po’ meglio questa città del Sud Tirolo. Castelli: il castel Firmiano (o chiamato anche in tedesco Schloss Sigmundskron) che si trova a nord di Bolzano, esattamente nel punto in cui l’Adige si incontra con l’Isarco.

Bolzano, il Duomo di Santa Maria Assunta

Al suo interno si trova uno dei Musei targati Messner, il noto alpinista. Al suo interno collezioni volte ad analizzare il rapporto tra uomo e gli ambienti montani.

Da non perdere Castel Roncolo, noto come il “maniero illustrato”. Edificato nel 1237 su uno spuntone di roccia, il castello è stato più volte ampliato e restaurato e conserva splendidi affreschi che narrano scene di vita cortese, episodi di caccia, tornei cavallereschi e momenti di vita quotidiana. Non mancano gli spunti letterari come la rappresentazione delle avventure di Tristano e Isotta e quelle di Re Artù, con i suoi cavalieri della tavola rotonda. Trattasi del ciclo di affreschi a soggetto profano più grande e meglio conservato del Medioevo. Nel cuore della città, circondato da bellissimi vigneti, merita una visita lo scenografico Castel Mareccio. L’elenco dei castelli è lunghissimo. L’elenco è lunghissimo: castel Novale, castel Rafenstein, castel Rendelstein, sono altri castelli che potrete visitare nelle vicinanze del centro di Bolzano. 

Di sicuro interesse anche le costruzioni religiose. Quella più significativa della città è il Duomo o chiesa di Santa Maria Assunta: si tratta di una cattedrale che è diventata simbolo e emblema della città proprio perché incarna l’incontro tra le due culture che caratterizzano Bolzano. Il Duomo domina la piazza della Parrocchia ed è una costruzione di stampo gotico-romanico realizzata sui resti di ben tre chiese. La sua guglia e il tetto verde-oro sono i primi elementi architettonici che saltano all’occhio. Al suo interno spiccano alcuni importanti affreschi e dipinti: gli amanti dell’arte religiosa possono anche visitare il Museo del Duomo che si trova proprio a ridosso del campanile. Sempre in centro spicca la chiesa dei Domenicani, una costruzione gotica, realizzata nella seconda metà del 1200. Molto bella anche la chiesa gotica del Francescani, con il suo bel porticato interno, una chiesa dell’XI secolo che vanta una bellissima cappella ricca di affreschi. 

Bolzano, il pulpito dellachiesa gotica dei Francescani

Da non perdere, infine, il convento Muri-Gries, all’interno dell’omonimo quartiere di Gries, un’abbazia di  grande fascino artistico, in mano ai monaci benedettini svizzeri a partire dalla metà del 1800.

Molti i palazzi e le dimore signorili in città. Tra questi c’è il seicentesco palazzo Gerstburg (Ansitz Gerstburg) che contiene al suo interno alcuni incredibili dipinti. Da non perdere anche palazzo Menz dal nome dell’omonima famiglia di banchieri e il palazzo Pock che ospitò il primo teatro di Bolzano. Bellissimo, per la sua favolosa architettura di stampo austriaco, anche il Palazzo delle Poste che porta la firma dell’architetto Albert Canal. Piazza Walther è il cuore del centro di Bolzano e prende il nome dal poeta medioevale tedesco Walther von der Vogelweide a cui è dedicata una statua nel centro della piazza. Si prosegue con Piazza delle Erbe caratterizzata da una bella statua di Nettuno e da molti negozi chic: su questa piazza sbocca la via dei Portici, la strada pedonale preferita per chi vuole fare shopping e per chi vuole ammirare i bellissimi palazzi quattrocenteschi che la caratterizzano. E ancora Piazza del Grano così chiamata perché un tempo qui si svolgeva il mercato delle granaglie.

Bolzano, casa della Pesa

Oggi in questa piazza si può ammirare la Casa della Pesa, edificio, d’impianto romanico ma ristrutturato nel XVII e XVIII
secolo, che fu fino al 1780 sede della pesa pubblica (Fronwaage), simbolicamente raffigurata nell’affresco di Albert Stolz sul volto dell’arco che dà sui Portici.  Interessante anche Piazza della Vittoria dove si erge il Monumento alla Vittoria: si tratta di un arco adornato da colonne portanti, simbolo fascista eretto nel 1928 da Benito Mussolini, che dal 2014 ospita il percorso espositivo “Bz ’18-’45 Un monumento, una città, due dittature”.

Per concludere una via da non perdere è quella degli Argentieri, con i suoi bei palazzi come il barocco Palazzo Mercantile, la Casa d’Argento (dove si lavorava questo materiale) e la Casa Troilo. Direttamente dal centro città, con una moderna funivia si raggiunge l’altipiano del Renon dove si possono visitare le famose piramidi di terra, un monumento naturale nato da un singolare fenomeno erosivo. Per chi ama la natura Bolzano offre bei giardini e belle passeggiate sia in città (i Prati del Talvera, le cosiddette Talferwiesen, con ottime attrezzature di ricreazione) sia nei dintorni (passeggiate del Guncina, di S. Osvaldo e di Aslago) e non mancano piscine coperte e all’aperto, numerosi campi sportivi e un grande stadio del ghiaccio coperto, il Palaonda (7.220 posti a sedere).

Altopiano del Renon, la piramidi di terra

BOLZANO NEL PIATTO

Lo spirito di un popolo si capisce a tavola. Ecco che la gastronomia di Bolzano rispecchia a pieno l’anima di questa terra, fortemente divisa tra lo stampo mitteleuropeo e quello mediterraneo che si influenzano reciprocamente. La vasta gamma della cucina mediterranea si confronta quindi con la genuina tradizione tipicamente tirolese dei canederli e degli Schlutzkrapfen (ravioli agli spinaci), del gulasch di cervo, dell’arrosto di castrato e del carré di maiale con crauti e patate, senza trascurare il pesce di lago e di torrente.

Gulash di cervo

In ogni ristorante di Bolzano potrete apprezzare la cucina altoatesina con le sue forti influenze austriache e tedesche, dato che questa terra è stata per secoli sotto il dominio austro-ungarico. Si tratta di una cucina saporita, speziata, e non sempre leggera. Ma una cosa è certa: è deliziosa, tanto da lasciare soddisfatti anche i visitatori più esigenti. In fatto di ristoranti, a Bolzano e dintorni non c’è che l’imbarazzo della scelta, dal locale a conduzione familiare fino a quello stellato Michelin.

Tanti sono gli elementi e i prodotti tipici del posto utilizzati in diverse ricette: lo speck, il pane di segale (Schuttelbrot), i formaggi. Lo speck è apprezzato a tal punto che ogni anno la sagra di questo affettato affumicato attira molta gente: si tratta di un evento che si tiene a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre, nella cittadina di Santa Maddalena. La disciplina di produzione prevede essenzialmente un’affumicatura leggera, una stagionatura media di 22 settimane e un contenuto di sale non superiore al 5%. Il rispetto delle regole di produzione porta, nel prodotto finito, alla marchiatura a fuoco e all’etichetta con la scritta “Speck Alto Adige IGP”.

Speck Alto Adige IGP

La lista di formaggi prodotti in loco nelle valli e nelle montagne adiacenti alla città di Bolzano è lunghissima. Da provare è il formaggio alle erbe di malga, il camembert edelweiß e il formaggio aromatico bergbauernkäse. Formaggi e speck si mangiano rigorosamente con il pane: non stupisce dunque che Bolzano vanti una tradizione panettiera davvero eccezionale. Una delle novità è il pane del Similaun, prodotto da uno dei maggiori panettieri cittadini. Una leccornia fatta di pane di segale, con l’aggiunta di una speciale varietà di pere, nocciole e prugne, dal gusto saporito e dagli effetti salutari. Molto comuni sono poi i panini aromatizzati, al cumino, al finocchio, alla frutta secca. La tipica merenda sudtirolese si compone proprio così: pane, speck e formaggi accompagnati rigorosamente da un bicchiere di buon vino. Gli amanti del nettare di Bacco saranno accontentati, i vini qui sono buonissimi. Circa 500 ettari di vigneti circondano Bolzano e s’insinuano fra le case. Il clima particolare, la bontà del terreno e le differenti zone di coltivazione creano le condizioni per una produzione eccezionale.

Canederli

Due sono i vini autoctoni, il Lagrein e, per l’appunto, il Santa Maddalena, anche se ultimamente la coltivazione si è arricchita con altri tipi di vitigni. Il 98% dei vigneti è denominato D.O.C. e conferma ulteriormente l’ottima qualità dei vini di Bolzano.

Imperdibili a Bolzano i dolci, le torte di cioccolata, crema o ricotta, i krapfen con marmellata, le pere secche al papavero, lo strudel ripieno in modi diversi, lo zelten (un dolce molto diffuso in tutto il Trentino Alto Adige preparato con la frutta secca, molto in voga nel periodo di Natale) e la famosissima Sachertorte al cioccolato.

Strudel di mele

Il classico strudel di mele, fatto secondo la tradizione artigianale altoatesina, può essere di pasta frolla o pasta sfoglia, con un ripieno di sole mele dell’Alto Adige, miste a noci tritate e pinoli. Ottimo come dessert, soprattutto se accompagnato con del gelato alla vaniglia o con la panna, così come da una tazza di tè o caffè. I pasti si concludono con un’acquavite o un distillato di frutta profumato, liquori tipici della zona, caratterizzati da una gradazione piuttosto forte.