Carnevali di Marca approda a Pieve del Grappa

“Inaugurare” un nuovo Comune con una sfilata carnevalesca di cui saranno protagonisti i bambini, accompagnati da genitori e insegnanti. A partire dal 30 gennaio 2019, Pieve del Grappa è una realtà: il Comune nato dal referendum che ha sancito l’unione tra Crespano e Paderno del Grappa, due località alle falde del monte Grappa, in provincia di Treviso. A simboleggiare questo passaggio storico ci penserà una sfilata che sabato 9  febbraio partirà alle 14.30 dal centro di Paderno per arriverà in quello di Crespano, dove si svolgerà anche una festa finale. La sfilata si sarebbe dovuta svolgere domenica 3, ma è stata rinviata a causa del maltempo.

Carnevali di Marca

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei Carnevali di Marca 2019, svolta nei giorni scorsi a Conegliano, il sindaco di Crespano, Annalisa Rampin ha spiegato come è nata l’idea di scegliere proprio una sfilata carnevalesca come primo grande evento popolare della storia di Pieve del Grappa: “Con il mio collega di Paderno del Grappa, Giovanni Bertoni, abbiamo valutato che avremmo dovuto dare un “via” ufficiale a questa unione tra le due comunità, non con un evento formale ma con un’iniziativa che faccia crescere Crespano e Paderno come un’unica grande comunità. Una nuova identità è un passaggio difficile per tutti, anche per noi amministratori pubblici. Al tempo stesso volevamo garantire la salvaguardia delle tradizioni dei due territori. Abbiamo perciò pensato che il Carnevale potesse essere una bella occasione in questo senso perché è una tradizione antica che l’associazione Carnevali di Marca porta avanti negli anni e trasmette alle nuove generazioni. Il Carnevale può insomma diventare un momento di grande festa e di unione dei due Comuni attraverso una sfilata di maschere e carri allegorici.

Carnevali di Marca

Per realizzarla abbiamo coinvolto il più possibile le scuole e i numeri delle adesioni alla manifestazione sono molto importanti. Grazie all’associazione Carnevali di Marca per questa opportunità, è un piacere avervi con noi”.

Le ha fatto eco il vicepresidente dell’associazione Carnevali di Marca, Nicola Arrigoni: “La scorsa estate, sapendo dell’imminente referendum che li avrebbe uniti, al nostro interno ci siamo chiesti: perché non partire da Paderno e arrivare a Crespano del Grappa “unendo” così i due Comuni con i carri allegorici ? Quella di domenica 3 febbraio sarà una sfilata unica nel suo genere perché sfileranno circa 400 bambini e 500 genitori. Per noi dell’associazione Carnevali di Marca, che da anni lavoriamo per promuovere questa tradizione nelle scuole, sapere che le materne ed elementari di due Comuni (pronti a diventare uno solo) saranno tutte in piazza con abiti da carnevale sarà qualcosa di molto grande e interessante”.

Tutte le notizie sulla sfilata di Pieve del Grappa e sugli altri spettacoli dell’edizione 2019 dei Carnevali di Marca si potranno trovare sul sito dell’associazione (appena rinnovato) www.carnevalidimarca.it e sulla pagina Facebook “Associazione Carnevali di Marca Treviso“.

Crespano del Grappa

VIAGGIO A PIEVE DEL GRAPPA

Il monumento più emblematico di Crespano è certamente il Sacrario Militare di Cima Grappa, uno dei principali ossari militari della prima guerra mondiale che ospita, oltre a 12.615 salme di soldati italiani e a 10.295 austroungarici, le tombe del maresciallo d’Italia gen. Gaetano Giardino e dell’ardito del Grappa gen. Ettore Viola. Questi luoghi furono scenario di numerose battaglie durante la Grande Guerra: al termine del primo conflitto bellico mondiale, il monte Grappa e le sue pendici erano disseminate di piccoli cimiteri militari, dislocati in diversi punti della montagna. Così si progettò di costruire un unico cimitero monumentale sulla vetta del monte: l’attuale Sacrario Militare di Cima Grappa, edificio solenne e maestoso. Realizzato tra il 1932 e il 1935, su progetto dell’architetto Giovanni Creppi (che concepì anche il sacrario di Redipuglia), il Sacrario Militare di Cima Grappa sorge a 1776 metri di altitudine, sulla vetta del celebre massiccio. Questi luoghi furono scenario di numerose battaglie durante la Grande Guerra.

Sacrario Militare Cima Grappa

Al termine del primo conflitto bellico mondiale, il monte Grappa e le sue pendici erano disseminate di piccoli cimiteri militari. Ogni prima domenica di agosto si celebra una grande cerimonia all’ossario per commemorare tutti i caduti in questo monte sacro alla patria. Nei pressi del Sacrario sorge il sacello della Madonna Ausiliatrice, consacrato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X).

Salendo il monte Grappa, a circa 500 metri d’altezza in località Covolo sul Grappa, con una posizione dominante su Crespano e i colli circondanti, si trova una chiesetta dedicata al culto mariano: il santuario della Beata Vergine del Covolo. Il tempio (dichiarato santuario nel 1916), accoglie i fedeli in una atmosfera mistica e raccolta. Secondo la tradizione, la chiesa affonda le sue origini nel XII secolo quando a una pastorella sordomuta, rifugiatasi in una vicina grotta (covolo nel dialetto del posto) per ripararsi da un temporale, apparve la Madonna e fu da questa miracolosamente guarita.

Alle falde del monte Grappa

In realtà il santuario potrebbe avere origini molto più antiche, addirittura precedenti all’era cristiana se non paleovenete. Il luogo, infatti, si prestava particolarmente al culto delle divinità della Terra grazie alla presenza di un bosco, della fonte dei Tre Busi ritenuta salutifera e di una grotta detta “delle Guane”, il cui nome rimanda a delle creature leggendarie del folklore locale (sostanzialmente delle ninfe fluviali). Lo stesso covolo (oggi in parte demolito e murato per ampliare la chiesa) potrebbe aver favorito la frequentazione umana come luogo di riparo.

Crespano, Santuario Madonna del Covolo

Il santuario, di architettura cilindrica sovrastata da un cupolone, assunse le forme attuali tra il 1804 e il 1809 su progetto del celebre Antonio Canova. Figlio di una crespanese, l’architetto fu anche membro della Confraternita della Madonna del Covolo sin dal 1799. I lavori furono diretti da suo cugino Giovanni Battista Zardo detto “Fantolin”. Nel 1845 un masso staccatosi dalla soprastante punta Frontale rovinò sulla chiesa, sventrando il presbiterio e la sagrestia. Fu ritenuto miracoloso il fatto che la statua della Madonna, tuttora esposta presso l’altare maggiore, venne recuperata intatta a fondovalle. All’inizio del Novecento il santuario subì alcuni importanti interventi rivolti principalmente agli ornamenti interni. Canova sperimentò qui per la prima volta le linee del Pantheon, realizzando un edificio neoclassico con pianta circolare e pronao con timpano triangolare e colonne ioniche. Il santuario, quindi, può essere visto come una “prova generale” per il successivo Tempio di Possagno. Canova realizzò la rotonda di fronte senza demolire la precedente chiesetta, che sussiste ancora dietro l’abside incastonata nella roccia. Gli affreschi degli interni sono principalmente opere novecentesche di don Delmetrio Alpago, mentre il campanile fu progettato da Fausto Scudo nel 1937, così come il portale in noce.

Monte Grappa, ideale per il trekking

Attraverso un percorso che si inoltra nel bosco si raggiunge una sorgente, chiamata dei Tre Busi, ritenuta salutifera dove la tradizione cristiana ha attribuito alla Madonna il miracolo dello sgorgare dell’acqua. Il santuario della Madonna del Covolo sul Grappa è punto di partenza di interessanti itinerari escursionistici, alcuni dei quali portano anche alla cima del monte Grappa. Per arrivare al Santuario della Madonna del Covolo sul Grappa, salendo da Crespano, si prende una strada ripida, ma molto suggestiva, percorribile a piedi oppure in mountain bike. La strada, chiamata mulattiera del Covolo e realizzata nel 1844, è affiancata da cipressi e da quindici caratteristici capitelli corrispondenti alle stazioni della via Crucis e ai misteri del Rosario, costruiti nel 1943. La prima parte della salita è ripida, poi alterna tratti ripidi a tratti pianeggianti. La fatica viene poi premiata con la rilassatezza dell’anima che concede questo luogo. Dal Santuario della Madonna del Covolo si raggiunge il monte Colombera salendo un sentiero che accompagna lungo un bellissimo itinerario panoramico. Un altro singolare percorso è il sentiero numero 109, ideale per gli amanti del trekking anche se abbastanza impegnativo.

Crespano, duomo Santi Marco e Pancrazio

Da non perdere: il 15 agosto si tiene una solenne processione, mentre la festa patronale cade l’8 settembre. Al Castagner dea Madoneta, così chiamato a causa del moribondo ma imponente castagno secolare che portava tra i rami un quadretto della Madonna del Covolo, ogni anno si celebra la Festa del Bosco nel mese di luglio, con grande partecipazione di pubblico.

Tornando in paese meritano una visita il duomo e la piazza centrale. Piazza S. Marco, di forma rettangolare, è circondata da edifici, tra i quali da notare particolarmente, il caffè Canova, opera dell’architetto Segusini. Sul lato ovest si trova una fontana esagonale, donata al paese dal vescovo di Mindo Sartori-Canova, fratellastro di Antonio Canova. L’alto prelato donò alla Parrocchia numerose vesti preziose, per la celebrazione dei riti sacri. Nel mezzo della piazza troneggia il duomo, opera dell’architetto Giorgio Massari di Venezia. La prima pietra fu messa a dimora nel 1732, l’edificio fu benedetto nel 1762 e consacrato nel 1766. E’ dedicato ai Santi Marco e Pancrazio come evidenziano le due statue poste sulla facciata. Nell’interno i soffitti sono stati affrescati dal Guarana e rappresentano l’esaltazione della Croce e di S. Marco.

Crespano, Villa Scalabrini

Sulle pareti nord e sud del presbiterio si possono ammirare due affreschi del Demin. Sulle pareti dell’abside sono dipinti i dodici apostoli in alto, e santi patroni di associazioni religiose e civili dell’800, esistenti a Crespano, opera sempre del Demin. Le due balconate in legno sono opera dei nonni di A. Canova, gli Zardo detti Fantolin. Il monumento con il leone di S. Marco del 1795, ricorda il permesso di tenere mercato ogni secondo lunedì del mese, concesso da Venezia. Oggi si svolge ogni domenica mattina.

PADERNO DEL GRAPPA

Tra i principali luoghi di interesse di Paderno del Grappa (dal latino paternus “paterno”, nel senso di “fondo ereditato dal padre”), si annovera Villa Filippin Fietta, nella frazione di Fietta. L’edificio, risalente alla prima metà del 1500, appartenne alla famiglia Fietta che lo utilizzò come dimora estiva. Nel corso degli anni l’impianto originario subì importanti modifiche anche a causa del terremoto del 25 febbraio del 1695 che danneggio gravemente l’edificio.

Paderno

Le più consistenti modifiche avvennero tra il 1721 ed il 1761 ad opera dell’architetto Giorgio Massari che rese più imponente l’edificio creando la facciata principale a mezzogiorno, la grande scalinata che arriva sino alla strada e riempiendo una valle profonda circa 25 metri per realizzare due giardini e le cedrere. La chiesa accanto al palazzo, le barchesse e le scuderie sono opere ottocentesche, realizzate su disegno di Antonio Zardo. Nel 1925 la villa venne ceduta al seminario di Venezia che alterò lo stile e l’aspetto di grande villa veneta. Acquistata nel 1956 da mons. Erminio Filippin è passata di proprietà ai Fratelli delle Scuole cristiane, attuali proprietari. 

Il primo nucleo della chiesa arcipretale di Paderno risale al XIV secolo. L’edificio subì, come villa Filippin Fietta, consistenti danni in seguito al terremoto del 25 febbraio 1695 e fu in seguito ristrutturata nella forma in cui appare ai giorni nostri. Di pregevole al suo interno il soffitto affrescato dal pittore Giovanni De Min, che nel 1824 vi rappresentò “Il Giudizio Universale”; la statua dell’Annunciazione posta nell’abside e la statua lignea di Sant’Antonio di Padova, entrambe opera dello scultore Giuseppe Torretto, alla cui scuola sono attribuite le statue degli angeli situate ai lati dell’altare maggiore.

Paderno, chiesa parrocchiale

Interessanti anche la pala della Madonna del Rosario, attribuita alla scuola di Jacopo da Ponte; il crocefisso ligneo del 1686 attribuito a Francesco Marinali e l’organo costruito da Giovan Battista De Lorenzi nel 1879, riformato a metà del XX secolo e restaurato nella sua forma originale nel 2013 con il ripristino dei registri originali, compresi quelli concertistici e le canne ad ancia metallica.

GASTRONOMIA

L’enogastronomia della zona del monte Grappa offre innumerevoli prelibatezze, basti citare l’asparago bianco di Bassano DOP, il radicchio di Treviso IGP, le ciliegie di Marostica IGP ma anche le mele di Monfumo, i marroni del Monfenera IGP e il dolcissimo biso di Borso (pisello). Nelle tavole abbondano prodotti artigianali che portano avanti lunghissime tradizioni come i formaggi del Grappa (Morlacco e Bastardo), l’olio extravergine ricavato dalle olive che crescono nella Pedemontana del Grappa che ha qui l’appendice più settentrionale, il miele del Grappa. Ottimi anche la sopressa e gli insaccati in genere. Per accompagnare i cibi c’è l’imbarazzo della scelta, dal celeberrimo Prosecco DOCG della zona di Valdobbiadene e Conegliano ai vini dei Colli Asolani e del Montello a quelli delle colline di Breganze. Infine per digerire un buon assaggio della tradizionale Grappa di Bassano, celebre nel mondo.

Una succulenta tagliata

Per assaggiare i piatti tipici di questo territorio, consigliamo una sosta all’agriturismo “La Baita”. L’agriturismo deriva dalla ristrutturazione di una vecchia casera collocata a circa 600 metri d’altitudine, in prossimità del centro religioso “Don Paolo Chiavacci”, punto strategico per trekking e camminate anche fino a cima Grappa. La posizione è panoramica con ampia veduta sui colli Asolani, Euganei, Berici, la laguna Veneta. L’azienda, a conduzione familiare, con presenza di bovini, ovini, suini, caprini, animali da cortile, orto e colture foraggere, propone piatti fatti in casa (pane, pasta, carne, verdure, dolci).

Agriturismo “La Baita”

“Alleviamo bestiame e produciamo salumi (salami, sopresse, pancette, cotechini ecc..). Siamo aperti tutto l’anno il fine settimana (venerdì e sabato sera e domenica pranzo e cena.). Tra le nostre specialità: primi piatti alle erbe di stagione; bigoli e tagliatelle al sugo d’anatra e cinghiale; risotti; grigliata di carne e spezzatino ed, ovviamente, una bella varietà di dolci caserecci, dal tradizionale Tiramisù al salame al cioccolato, passando per una gran varietà di crostate realizzate con marmellate casarecce”.