Pomaria – Festa del raccolto, festa dell’incontro

Tempo di raccolta nelle Valli di Non e di Sole, quando la natura offre i suoi frutti più belli, più profumati e gustosi. Per rendere omaggio alla generosità della natura, la “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole“, in collaborazione con l’Apt Val di Non, Melinda, Enti e Istituzioni locali, organizza “Pomaria“, la festa del raccolto, evento in programma il 13 e 14 ottobre a Cles, capoluogo della valle.

“Pomaria” a Casez

Pomaria“, il cui nome proviene dal latino pomarium (frutteto), è stata ideata in onore di Pomona, dea protettrice dei frutteti e rappresenta il forte legame con una terra antica che valorizza il passato per far conoscere la propria cultura. La kermesse celebra la mela nei suoi mille aspetti. Sarà possibile raccogliere le mele direttamente dall’albero, imparare a cucinare lo strudel, conoscere e assaggiare le diverse varietà di mele e i loro golosi derivati, giocare e divertirsi seguendo laboratori didattici e percorsi di degustazione. Accanto alla mela la festa propone molte altre attività, tutte legate al territorio: rappresentazioni di antichi mestieri, musiche, stand enogastronomici dei produttori associati alla Strada della Mela, degustazioni di vini e prelibatezze locali. I visitatori possono inoltre godere della bellezza delle Valli di Non e di Sole attraverso lunghe passeggiate ed escursioni guidate e gustare i piatti della tradizione gastronomica locale e i sapori di un tempo preparati dai più quotati cuochi dei ristoranti e agritur delle Valli del Noce. Per i più piccoli: giochi per divertirsi insieme, fiabe e filmati per conoscere le meraviglie della natura.

Mele della Val di Non

Una grande festa d’autunno, un’occasione di incontro, di svago e di formazione per salutare gioiosamente il tempo delle mele, per prepararsi al riposo invernale prima che la primavera risvegli con i suoi tiepidi raggi le gemme assopite sugli alberi ! Tutto questo e molto di più è Pomaria, iniziativa in continua evoluzione grazie all’impegno dell’Associazione “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole” che, con i suoi 180 affiliati tutela e promuove realtà artigianali, filiere corte e prodotti a “rischio di estinzione”, offrendo agli ospiti in visita la possibilità di fare un percorso legato a ciò che il territorio sa produrre. Gli Associati della “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole”, si sono infatti impegnati a seguire un rigido e preciso disciplinare per garantire servizi di ottima qualità: prodotti tipici locali sempre genuini e gustosi, menù a tema con i piatti della tradizione e ambienti confortevoli e curati in ogni dettaglio.

“Pomaria”

TUTTE LE NOVITA DI “POMARIA” 2018

L’edizione numero 14 di “Pomaria”, la manifestazione dedicata alla raccolta delle mele D.O.P. e alle eccellenze enogastronomiche km 0-40 della Val di Non e del Trentino, sarà nuovamente all’insegna dell’interattività, un interessante e poetico laboratorio a cielo aperto, dove assaporare, imparare, e scoprire. In quest’ottica, tra le novità più interessanti del 2018, ci sono i percorsi sensoriali in cuffia, creati proprio per “Pomaria” dal collettivo artistico “Miscele d’aria Factory”, specializzato nell’ideazione di esperienze immersive: musiche registrate e dal vivo, rumori, racconti, suoni.

Meleto in Val di Non

Protagoniste saranno le vie del centro storico di Cles che verranno esplorate dai partecipanti alla scoperta di quartieri come Doss di Pez per approdare alla spettacolare terrazza panoramica del capoluogo della Val di Non, da cui si dominano distese di meleti, incorniciati dalle cime montuose che disegnano la valle e “appoggiati” sulle pendici del Lago di Santa Giustina.

Le mele saranno in primo piano in occasione delle visite guidate al frutteto storico di Cles, nato per custodire la memoria storica della frutticoltura in Val di Non. Questo terreno, suggestivamente posizionato al limite della vegetazione montana, è un piccolo eden popolato di piante rare di melo e di pero.

Tra le attività del 2018 figura anche un trekking urbano legato al mondo delle filande e della bachicoltura ed il percorso guidato per famiglie, “Assaggi d’arte con la regina delle mele” alla scoperta del patrimonio storico-artistico e culturale di Cles. Bambini e adulti, guidati dalla “Regina delle Mele”, saranno accompagnati in un coinvolgente e divertente itinerario con indovinelli, curiosità e speciali dettagli tutti da scoprire. Le tappe del percorso saranno Palazzo Assessorile, chiesa Santa Maria Assunta, chiesa di San Vigilio e terrazza panoramica al Doss di Pez con il Castello.

Cles, veduta del Castello

Sempre legata alla lavorazione della seta, nelle sale affrescate del quattrocentesco Palazzo Assessorile di Cles, sarà allestita una mostra incentrata sulla storica manifattura serica Viesi. Altra mostra straordinaria sarà quella dedicata alle opere di Paola Nizzoli Desiderato, conosciuta in tutto il mondo per i lavori dedicati proprio alla frutta, con una particolare attenzione per quella rara e in via di estinzione. L’artista ligure, utilizzando la cera secondo antiche tecniche, realizza bellissime sculture pensate per valorizzare la biodiversità. Tra le sue opere più famose la piramide alimentare, prima ambasciatrice di EXPO, composta di 1927 differenti pezzi, interamente realizzati a mano. La frutta magicamente ricreata da Paola Nizzoli Desiderato si collega alla classica mostra pomologica di frutta antica che, dopo la travagliata raccolta dello scorso anno, quest’anno sarà nuovamente ricca e colorata. E dopo l’interruzione dello scorso anno, dovuta ai danni arrecati dal gelo primaverile, tornano le lezioni di raccolta in compagnia dei maestri raccoglitori che, in un campo lasciato a disposizione dei visitatori, insegneranno loro come staccare correttamente le mele dall’albero e come riporle in una cassetta di legno, pronta per essere portata a casa.

Canederli

A rendere ancora più bella l’esperienza della raccolta, la presenza della compagnia Koiné, specializzata nella realizzazione di progetti legati alla sostenibilità ambientale, che darà vita a divertenti e interessanti percorsi teatralizzati.

I CLASSICI DI “POMARIA”

Le novità del 2018 faranno da corollario alle tradizionali attività della manifestazione che, all’insegna dell’interattività tra visitatori e territorio, contano tantissime occasioni per mettere le mani in pasta e in gioco i cinque sensi. Non mancheranno, quindi, i laboratori di cucina per la preparazione di ricette tradizionali trentine, come gli strangolapreti, i canederli e gli ottimi strudel realizzati con le mele della Val di Non, un’occasione per portare in tavola cose fatte con le proprie mani. Grande spazio sarà, inoltre, dato alla cucina con alcuni chef della valle che sveleranno i loro segreti attraverso show cooking e coinvolgenti lezioni.

“Pomaria” a Casez

In programma anche degustazioni, dedicate a prodotti simbolo della zona come i formaggi dei locali caseifici, mieli prodotti con fiori diversi, vini, aceti, distillati, conserve, in parte realizzate con piante selvatiche e birre. Queste ultime meritano una menzione speciale perché la Val di Non e i territori limitrofi, grazie ad acque sorgive di eccellente qualità, stanno conoscendo una stagione di grande vitalità nelle produzioni artigianali di birra con sperimentazioni davvero interessanti che impiegano piccoli frutti e piante locali.

Ancora più spazio sarà dedicato alla mostra-mercato dei prodotti locali con protagonisti circa 60 produttori. Oltre alle mele di diverse varietà, si potranno acquistare aceti, mele e pere secche, composte e sidro e produzioni casearie che hanno sorprendentemente fatto proprie le essenze delle erbe di montagna. Non mancheranno, poi, i cereali rari – segale e grano saraceno in grande spolvero – trasformati in farine, pani squisitamente fragranti e dolci; vini, succhi, marmellate e salumi squisiti come il profumatissimo speck prodotto con carni provenienti da allevamenti locali e affumicato all’antica con rami di ginepro raccolti nei boschi della zona.

“Pomaria” per grandi e piccini

Come ogni anno, i bambini avranno la loro “Pomaria” con un fitto programma di iniziative dedicate unicamente a loro dove imparare i segreti dei fenomeni presenti in natura, dei processi legati alla produzione di cibo e manufatti, della vita di animali e piante. Per gli amanti dei viaggi in camper quest’anno sarà a disposizione un’area dedicata, accessibile gratuitamente, situata in prossimità del locale polo sportivo e collegata alla manifestazione con bus navetta. I posti saranno circa un centinaio.

VIAGGIO IN VAL DI NON

La Val di Non, la più ampia valle del Trentino, nel cuore occidentale della Provincia di Trento, è famosa in tutta Europa per la sua mela d’alta quota. Il territorio offre al visitatore un paesaggio spettacolare con castelli e santuari, boschi, prati, villaggi e vette, laghi cristallini, come il bellissimo lago di Tovel, il lago di San Felice e quello artificiale di Santa Giustina, sulla cui sponda occidentale sorge la cittadina di Cles. 

Cles, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

Il capoluogo della Val di Non è noto per il ritrovamento, avvenuto il 29 aprile del 1869, della Tabula Clesiana o Tavola Clesiana, la più importante fra tutte le iscrizioni romane trovate finora in Val di Non e oggi conservata a Trento al Civico Museo del Castello del Buonconsiglio.

A Cles merita una visita l’antica e monumentale chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, ricostruita nello stile gotico-rinascimentale fra il 1512 e il 1522. L’edificio, ricordato per la prima volta nel 1128, vanta un notevole fonte battesimale del 1598, una preziosa argenteria e un antico orologio che fregia il campanile gotico. Non lontano da Cles, su un’isolata collina circondata da frutteti, sorge l’omonimo castello. Proprietà privata dei Baroni di Cles, il castello rimane chiuso al pubblico ad eccezione di alcune serate culturali estive che fanno rivivere l’antico maniero. Tra le gemme architettoniche che coronano l’offerta turistica della Val di Non ci sono alcuni castelli visitabili. Un maniero di grande interesse è Castel Nanno che sorge nel piccolo paese omonimo.

Val di Non, Castel Nanno

Di origine medievale fu fatto ricostruire durante il Cinquecento, assumendo l’aspetto attuale di edificio in stile rinascimentale. Visitabile anche internamente, Castel Nanno fu protagonista di sconvolgenti leggende che narrano di streghe e infelici amori. Il mito racconta della tragica storia d’amore tra Melisenda e Ludovico: lei era la figlia dei Nanno, signori del maniero, e lui il figlio degli Sporo, famiglie tra loro nemiche. Quando i due amanti furono scoperti, il padre di Melisenda ordinò che venissero murati vivi nel castello. Così, da allora, si dice che durante le notti di maggio Melisenda e Ludovico facciano riecheggiare ancora i loro disperati lamenti. Non solo: all’interno di Castel Nanno nel Seicento si svolse anche un processo per stregoneria, che si concluse con la condanna al rogo di tre giovani donne. A testimonianza di questo episodio vi è una pietra con incise tre croci in una delle stanze al pianterreno. Altro possente maniero è lo scenografico Castel Valer. 

Val di Non, Castel Valer

Con la bella originale torre ottagonale, unica di quella forma nel Trentino, attorno alla quale furono erette, nel corso dei secoli, abitazioni civili secondo l’architettura dell’epoca, Castel Valer, visto dall’alto ricorda un suggestivo e articolato borgo medioevale, scenograficamente circondato da meleti, in felice posizione panoramica. Mirabilmente conservato, può vantare un mastio di ben 40 metri, due cappelle affrescate e decine di sale con arredi d’epoca. La parte più antica è ipotizzata agli inizi del XII secolo, anche se le prime notizie documentate (Castrum Valerii) risalgono al 1211. Fondamentalmente è diviso in due blocchi: il primo occupa la parte sud-orientale con i fabbricati più antichi, dove elementi romanici e gotici si alternano a motivi di decorazione di impronta cinquecentesca; il secondo blocco, cui venne fin dall’origine destinata una funzione esclusivamente residenziale, è interamente cinquecentesco, pur essendo stato oggetto di adattamenti nel XVII e XVIII secolo.

Val di Non, Lago Tovel

Curiosamente, questa suddivisione non fu solo architettonica; i due blocchi erano abitati da rami distinti della stessa famiglia. Fra le due cinte murarie, a nord sorge la cappella di S.Valerio, di grande valore artistico per gli affreschi bascheniani, oggetto di recenti restauri.

Una perla naturalistica della Val di Non è il famoso lago di Tovel, uno dei più romantici specchi d’acqua del Trentino. Situato nel comune di Ville d’Anaunia nel settore settentrionale del Gruppo Brenta, è il più grande dei laghi naturali della regione. Le sue acque sono sorprendentemente limpide con incredibili tonalità di blu e di verde e ricche di fauna. Il lago appartiene al bacino idrografico del Noce, uno dei maggiori affluenti del fiume Adige, ha una superficie di 360.000 metri quadrati, con una profondità massima di 39 metri. Sulle sue rive si trova una delle Case del Parco Naturale Adamello Brenta, allestita in collaborazione con il museo Tridentino di Scienze Naturali.

Val di Non, Canyon Rio Sass

Il centro, dedicato all’orso bruno, animale simbolo del parco, raccoglie fotografie, testi didattici e illustrativi, filmati, ambienti sonori, profumi, ricostruzioni realistiche, animali naturalizzati, attività interattive, libri. Una curiosità: altrimenti noto come “Lago Rosso”, il lago Tovel assumeva fino agli anni ’60 questa colorazione, grazie alla presenza del microorganismo Glenodinium Sanguineum Marchesoni

In virtù alla sua particolare conformazione morfologica, la Val di Non è stata recentemente ribattezzata la “Valle dei Canyon”. Questi fantastici spettacoli naturali, rimasti per secoli nascosti ed inaccessibili, sono stati recentemente riscoperti e sono oggi percorribili in suggestivi percorsi costruiti nella roccia. Il Canyon Rio Sass e il Parco Fluviale Novella, si possono visitare accompagnati da esperte guide che illustrano le bellezze e le particolarità naturalistiche del territorio, mentre altre escursioni possono essere intraprese liberamente.

Val di Non, Santuario di San Romedio

Interessante anche la visita di San Romedio, santuario formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. Qui, secondo quanto dice la leggenda, San Romedio visse come eremita per molti anni, in compagnia solo di un orso trentino. Il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio è una delle passeggiate di culto più significative del Trentino. Non essendo particolarmente impegnativa è adatta anche alle famiglie.