“Mangiatoria & Mangiatoia”, viaggio nel Presepe Napoletano

Viaggio nel Presepe Napoletano

Mangiatoria & Mangiatoia“, suggestivo ed invitante viaggio alla scoperta dei prodotti tipici della regione Campania attraverso il Presepe Napoletano, in programma dal 14 al 16 dicembre nella suggestiva cornice del Palazzo Aragonese, a Palma Campania (Napoli).

Un appuntamento con la tradizione natalizia, artistica e culinaria partenopea, nato da un’originale idea di Giuseppe Ottaiano, viaggiatore del buono e del bello che ha ha saputo coinvolgere nell’iniziativa l’amministrazione comunale tutta e in modo particolare il sindaco Nello Donnarumma e gli assessori alla Cultura Elvira Franzese e alle Attività produttive Luigi Albano.

Mangiatoia & Mangiatoria

Obiettivo dell’iniziativa, valorizzare due elementi culturali che ben rappresentano il territorio campano: la tradizione eno-gastronomica e quella presepiale tipicamente partenopea, unite nei cibi presenti nelle botteghe rappresentate nel Presepe Napoletano. Il Presepe esemplifica i tre mantra della dieta mediterranea, ovvero la stagionalità dei prodotti, la cura della terra e il rispetto per i tempi della natura.

LA MANGIATORIA

Nei Presepi partenopei, sin dal XVIII secolo tra botteghe e tavole imbandite, simbolo di festa e condivisione, in bella mostra vi sono formaggi e latticini, tante varietà di pane, i fiaschi di vino d’Ischia e Grieco, i tortani (rustico tradizionale), gli oli, gli agnelli, i quarti di maiale e di bue, le anatre, il castrato, i conigli, le frattaglie, il pesce, le zeppoline, gli arancini e i crocchè, gli struffoli e la pastiera, i cavolfiori, l’uva bianca, l’uva nera, la frutta secca. Le primizie e le tipicità mediterranee dominano la scena, contorni, verdure, legumi, paste al sugo, dalla tavola approdano nel Presepe. Tra le statuine in terracotta spiccano i fruttivendoli con le loro ceste di vimini ricolme di frutta e ortaggi di stagione, i fornai muniti di tutti i prodotti del grano, come freselle, casatielli, taralli, panini bianchi, pagnotte di farina integrale, pizze. In aumento anche i prodotti caseari: mozzarelle, caciotte, ricotte, caciocavalli, caprini, pecorini.

Viaggio nel Presepe Napoletano

Frutta e verdura, meloni invernali, mele, cachi, arance, melograni, noci e castagne, sono i nuovi trend della macchina devozionale campana. Tra i prodotti della terra, o’ piennolo e pummaruola (grappoli di pomodorini per il consumo invernale), tipicità alimentare simbolo della dieta mediterranea nell’immaginario collettivo, e il cavolo, fondamento della tradizionale insalata di rinforzo. Al pane, nutrimento principe dell’antica triade mediterranea (grano, olio, vino), si è affiancata la pizza che, officiando il connubio del grano con il pomodoro, è ritenuta da artigiani e clienti come uno dei cibi emblema della dieta mediterranea. Assoluta novità è la fresella, bagnata nell’acqua e condita con olio, sale, olive, pomodorini, personificazione delle qualità della suddetta dieta.

Possiamo dirlo, il presepe è Napoli. Ogni napoletano, ma anche chi semplicemente conosce ed ama questa splendida città, ritrova rappresentate, nel Presepe, le strade, pittoresche o fatiscenti del capoluogo campano.

Viaggio nel Presepe Napoletano

Riscopre le scenografie di vita quotidiana, di speranza o delusione, le case, le osterie, le botteghe e i mercati, il paesaggio, le tavole imbandite e, nei volti dei pastori, una verace rappresentazione del popolo napoletano stesso. Il presepe altro non è che la trasposizione della vita popolare napoletana in un evento universale, dove il cibo è senza dubbio protagonista.

L’EVENTO A PALAZZO ARAGONESE

Il racconto dei prodotti tipici campani e delle pietanze cui danno origine sarà al centro dell’evento, tributo alle eccellenze agro-alimentari campane, dall’orto alla pentola, dai prodotti tipici alle ricette della tradizione, dal mercato alla dieta mediterranea, con una particolare attenzione ai temi del mangiar sano. Il tema dell’alimentazione sana è attualmente fra i più dibattuti nell’ambito dell’educazione alimentare, interessando la persona nel suo complesso, in quanto da una corretta alimentazione, fin dall’età scolare, dipendono la salute e il benessere psicofisico degli studenti e, di riflesso, delle famiglie.

Viaggio nel Presepe Napoletano

E’ infatti impensabile stabilire i capisaldi del mangiar sano senza creare una competenza culturale di base, che illustri la storia dell’alimentazione e ponga l’accento sull’importanza della presenza o assenza, sulle nostre tavole, di alcuni alimenti. Autorevoli riviste scientifiche indicano che la gran parte della popolazione manca spesso di una vera cultura alimentare, in quanto, a partire dalla famiglia, si privilegia un’alimentazione veloce, basata sulla quantità e sulla facilità della preparazione, a scapito della qualità. Il progetto “Mangiatoia & Mangiatoria“, ha quindi lo scopo di accendere i riflettori su realtà territoriali a volte poco note, su aziende e artigiani raccontati attraverso l’eccellenza delle loro produzioni agro-alimentari locali e, al contempo, favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza delle potenzialità del territorio della regione Campania, attraverso un ideale viaggio alla scoperta del buono e del bello che essa ha da offrire.

Palma Campania, Palazzo Aragonese

All’interno del Palazzo Aragonese, tra rappresentazioni in costume, laboratori e gustosi assaggi, il visitatore seguirà un percorso che lo porterà alla scoperta dell’universo antropologico legato al Presepe. Per tre serate, dalle 18 alle 23, sarà possibile visitare stand di aziende e associazioni di Palma Campania, con prodotti tipici della tradizione natalizia in degustazione e in vendita, partecipare a passeggiate guidate tra le botteghe allestite nella corte del Palazzo, a cura dell’associazione teatrale Gulliver, divertirsi assistendo ai balli tradizionali della Scuola di Danza “Mondo Danza”, ed impegnarsi in laboratori di informazione e degustazione, di manualità per bambini, a cura e delle associazioni locali, delle comunità parrocchiali e dell’Associazione Culturale Terre di Campania. A completare il programma la Mostra fotografica “Campania Terra di Gusto”, immagini come appunti di viaggio a cura di Giuseppe Ottaiano. Un’occasione unica per vivere, in anticipo, la Magia di uno dei simboli più amati del Natale.

Viaggio nel Presepe Napoletano

Partecipano all’evento: 

Jolly pizzeria – bottega del pizzaiolo; Caliendo panificio – bottega del fornaio; Mister doc – bottega del fornaio; Caseificio Aversano – bottega del casaro; pizzeria Epoca – bottega del maccarunaro (venditore di paste da minestra); Gnam Gnam caseificio – bottega dello zeppularo (Venditore di zeppole e di altre fritture); Di Maio caseificio – bottega del pecoraro; Green bar – bottega del franfelliccaro (venditore ambulante di dolciumi); la Quaadriglia “I Monelli”- bottega del semmentaro (venditore di semi di zucca tostati); l’associazione “Il Pizzone” – bottega del fruttajuolo (fruttivendolo); l’associazione “I Giovani di Vico” – bottega del tavernaro (L’oste, o anche bettoliere). Lions Club Palma Campania Vesuvio Est – bottega delle caldarroste e vino caldo.

VIAGGIO A PALMA CAMPANIA

Palma Campania è un piccolo borgo dell’entroterra vesuviano da scoprire e da vivere, in cui godere del buon cibo e dei sapori e profumi genuini della campagna campana, magari dove riposarsi dopo aver trascorso qualche giorno alla scoperta di Napoli, delle sue strade e delle sue vie indubbiamente più rumorose e caotiche di quelle di Palma.

Palma Campania, chiesa del Corpo di Cristo e del SS. Rosario

Pàrmë ë Nòlë in napoletano, sorge all’estremità orientale dell’agro Nolano, nell’entroterra a est di Napoli (30 i chilometri che separano l’abitato dal capoluogo Campano). La fertilità del suo terreno ha portato l’uomo a stanziarvisi già in età preistorica, come i numerosi reperti rinvenuti hanno rivelato, oggi in esposizione nel Museo Nazionale Archeologico di Napoli, nell’Antiquarium Stabiano e nel Museo Storico-Archeologico di Nola.

Palma nacque non lontano dall’antica stazione romana (Ad Teglanum) che, fiorente in età imperiale e nei primi decenni del Medioevo, venne molto probabilmente distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 512 d.C. Per tale ragione, poco più tardi, gli abitanti si trasferirono su una vicina collina che divenne così il primo nucleo di un nuovo villaggio che prese il nome di Palma. Il nome lo dobbiamo con ogni probabilità alla presenza in loco di una pianta (Arecaceae), la palma appunto, anche se si contano ulteriori considerazioni e riflessioni a riguardo che lo farebbero risalire al feudo di proprietà della famiglia normanna, i Di Palma. Il documento storico più antico in cui il paese è citato risale al 997 ed è custodito nell’archivio di Stato italiano. Dal Medioevo le vicende del paese sono strettamente legate a quelle di famiglie illustri che nel corso dei secoli hanno spadroneggiato la penisola, come Di Palma Castiglione, Orsini, Della Tolfa, Pignatelli, Di Bologna, Caracciolo, Saluzzo, Compagna e D’Aragona. L’antichissimo nome Palma di Nola fu modificato con Regio Decreto del 26 luglio del 1863 in quello attuale di Palma Campania.

Palma Campania, chiesa di San Michele Arcangelo

Fu grazie ai D’Aragona che a Palma fu costruito nel XV secolo l’omonimo palazzo rinascimentale, residenza estiva per la caccia al falcone voluta da Re Alfonso D’Aragona. Vi si conservano oggi alcuni medaglioni di Luca della Robbia. Intorno al palazzo, senza dubbio il fulcro del paese, si sviluppa l’antica area urbana dove su tutto spicca la pietra vesuviana utilizzata in viali, gradini e portali. Significativa e ricca anche l’architettura religiosa: la chiesa del Corpo di Cristo e del SS. Rosario, eretta nel corso del ‘500, la chiesa Mater Dei, fondata nel 1895 da Luigi Carrella e la chiesa di San Michele Arcangelo. La prima fu costruita in relazione al Palazzo Ducale per opera della famiglia Orsini (che eseguiva in realtà il volere della famiglia reale). Questa prima chiesa, dedicata al Corpo di Cristo, si rivelò in seguito insufficiente per la popolazione in costante crescita e venne quindi costruita una seconda chiesa, quella del Santissimo Rosario. Solo successivamente, fra XVIII e XIX secolo, i due edifici vennero uniti, divenendo un’unica chiesa a croce latina con cappelle laterali.

Le Quadriglie, il Carnevale di Palma Campania

La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, le cui origini risalgono al Medioevo, è caratterizzata da una pianta a croce latina con cappelle laterali, al suo interno ospita opere di discreto valore artistico, come l’altare in marmo policromo, l’organo ligneo e una stupenda fonte battesimale del XVIII secolo. Accanto ad essa si nasconde la piccola chiesa di San Biagio, il santo protettore del comune. In parte risalenti al Medioevo sono inoltre le Congreghe dell’Immacolata e di Santa Maria della Purità. In via Luigi Michele Coppola ha sede la Biblioteca Comunale, istituita per volere testamentario del chimico prof. Luigi Michele Coppola (1846-1942). In località Ponte Tirone, inoltre, è possibile ammirare i resti dell’Acquedotto Augusteo, l’opera più imponente edificata dai romani in Campania. Non lontano da Palma Campania si trova Vico (fino al 1863 denominata Palma di Nola), una sua graziosa frazione. Fra aranci e limoni, profumata e tranquilla, custodisce la chiesa di San Martino, risalente al IX secolo e la chiesa di Santa Croce con annesso convento, realizzati fra 1300 e 1500.

Limoni di Sorrento

Il periodo dell’anno più importante per i palmesi è il Carnevale, famoso in tutta Italia come il Carnevale delle Quadriglie. Questa festa ha origini antichissime, centenarie, e mantiene in vita un pezzo importante della storia di palma Campania. Dal XVII secolo, i numerosi partecipanti, opportunamente mascherati, si sfidano sulle note di musiche festose suonando ottoni e strumenti popolari (tamburrelle, triccaballacche, scetavajasse e putipù) per tre giorni consecutivi, festeggiando così la fine dell’inverno. Un carnevale diverso da tutti gli altri dove i carri sono, addirittura, un elemento secondario.

LA CAMPANIA NEL PIATTO

La Campania vanta una ricchezza di beni eno-gastronomici unica per varietà e qualità, con ragione stimata fin dai tempi più antichi: Greci e Romani riconoscevano la superiorità dei vini e la purezza dell’olio di oliva provenienti dalla “Campania Felix”.

Castagne del prete (cotte al forno)

Gli affreschi di diverse ville patrizie delle città vesuviane di Pompei ed Ercolano, riportate alla luce dalla lava del vulcano, rivelano gli stessi frutti e gli stessi ortaggi che fino a pochi anni fa le massaie campane comperavano al mercato e adoperavano in cucina, come elementi primari della ormai popolare dieta mediterranea. I prodotti alimentari tradizionali, ancora vivi nella memoria e nella cultura di una ristretta élite di produttori delle aree più interne, son desiderati non più da un manipolo di appassionati fedeli, ma da sempre più numerosi consumatori che, a tale ricerca, accostano la riscoperta delle tradizioni, della cultura, delle bellezze della terra campana. Non si contano i prodotti campani in grado di vantarsi delle etichette d’eccellenza a livello europeo come le D.O.C., le D.O.P. e le I.G.P. Uno straordinario bricolage di straordinarie primizie che rende bene l’idea del valore delle produzioni del suolo campano e l’oculatezza di numerose aziende ormai predisposte ad investire in questo settore.

Mozzarella di Bufala Campana D.O.P.

Tra i prodotti D.O.P, ricordiamo Mozzarella di Bufala Campana, l’Oliva di Gaeta, il Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-nocerino e la Ricotta di Bufala Campana; tra le I.G.P. il Carciofo di Paestum i Limoni di Sorrento e di Costa D’Amalfi, la Pasta di Gragnano ed il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. Due, infine, Specialità Tradizionale Garantita (S.T.G.) ovvero i due capisaldi della tradizione campana: la Mozzarella e la Pizza napoletana.