La nuit des temps, viaggio nel tempo a Introd

Castello d’Introd in notturna

Sabato 20 ottobre torna ad Introd, in Valle d’Aosta, La Nuit des temps, un viaggio notturno a ritroso nel tempo tra tradizioni popolari e atmosfere magiche per riscoprire l’identità del territorio. L’iniziativa ha l’obiettivo di proporre ai turisti, ma anche di chi abita nei vicini villaggi, la storia e le tradizioni del paese di Introd in modo innovativo, attraverso una fedele ricostruzione storica supportata da uno spettacolo teatrale interpretato in franco-provenzale e da degustazioni di prodotti tipici del territorio.

La Nuit des temps, figuranti

I luoghi del borgo montano saranno esplorati oltrepassando quattro porte del tempo immaginarie che conducono ad antiche atmosfere ricreate nei punti più significativi del borgo, dalla Maison Bruil al Ponte Nuovo, dalla chiesa di San Paolo al Castello, attraverso la storia e il vissuto dei villaggi, scoprendo i luoghi e le genti che li abitarono, come il nobile Seigneur Sarriod d’Introd e la sua sposa Cathérine. Lungo le vie del borgo, l’incontro con altri figuranti sarà lo spunto per raccontare aspetti della vita rurale, come l’alpeggio e l’insostituibile mezzo di trasporto, il mulo.

Partendo da Maison Bruil, accompagnati dalla luce delle lanterne e da una guida speciale, un voyageur – viaggiatore del tempo – in costume tradizionale, i partecipanti varcheranno la prima porta del tempo per rivivere le ambientazioni e le attività svolte in una casa tradizionale valdostana della prima metà del Novecento, accolti da personaggi in costume d’epoca.

La Nuit des temps

Il viaggio a ritroso attraverso le quattro porte del tempo: 1940, 1890, 1710 e 1450, condurrà i partecipanti alla tappa finale, il Castello, con la sorpresa di avere due accompagnatori d’eccezione: Pierre e Catherine d’Introd che, traghettando i visitatori nel Quattrocento, li inviteranno a partecipare a Lo rehignon, una degustazione commentata, allestita nella corte del Castello. In occasione de La Nuit des temps , l’illuminazione pubblica verrà spenta così da ricreare l’atmosfera dei secoli passati. Gli spostamenti saranno effettuati in gruppi nell’oscurità, con l’ausilio di lanterne con partenza ogni mezzora dalle 19 alle 22, lungo un percorso a piedi della durata di un’ora e mezza. Al termine tutti i visitatori saranno riaccompagnati alle loro vetture con un’apposita navetta. Un servizio di garderie con animazioni per bambini sarà messo a disposizione delle famiglie. Informazioni e prenotazioni al numero 347 7779199 – info@nuitdestemps.eu

Introd, il Castello

VIAGGIO AD INTROD

Abitato fin dall’era neolitica, Introd è uno dei 74 comuni della Valle d’Aosta. Paese di media montagna (800 metri d’altitudine), occupa la parte inferiore delle valli di Rhêmes e di Valsavarenche, all’imbocco del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La sua posizione geografica, tra la Dora di Rhêmes e del torrente Savara, è all’origine del toponimo “Introd” (entre-eaux: tra le acque). Gli abitanti ancora oggi, accanto al francese e all’italiano (le due lingue ufficiali della Valle d’Aosta) utilizzano il patois, dialetto franco-provenzale comune alle tre regioni alpine ai piedi del Monte Bianco (Valle d’Aosta – Svizzera Romanda – Savoia ).

Introd, chiesa parrocchiale di San Paolo

La posizione ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso fa si che, nella stagione estiva, da Introd si snodi una rete di sentieri ottima per il trekking o per gite in mountain-bike. Situata in posizione centrale rispetto alle principali stazioni di sci alpino e nordico della Valle d’Aosta, Introd nel periodo invernale, è anche arricchita dalla presenza di numerosi itinerari adatti per passeggiate con le ciaspole.
Il paese di Introd è conosciuto per essere un luogo amato dai Pontefici. Qui due Papi, Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, hanno trascorso le vacanze, alternando rilassanti escursioni in montagna a intensi momenti di preghiera, di lettura e di riflessione, favoriti dalla quiete e dalla bellezza del luogo. Alcuni anni fa in un edificio al centro della frazione di Les Combes è stato allestito un Museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II. La Maison Musée Jean-Paul II è dedicata all’esposizione di una serie di oggetti, documenti e fotografie del Santo Padre che danno una visione globale di questo pontificato.

Frazione di Les Combes, il museo dedicato a Papa Giovanni Paolo II

Questa raccolta presenta da una parte l’aspetto apostolico del Oontefice nel mondo e, dall’altra, la Sua presenza in Valle d’Aosta attraverso gli oggetti personali usati durante le vacanze valdostane

Introd è un paese agricolo, già feudo dei baroni Sarriod, di cui conserva il castello del 1260, voluto da Pierre de Sarriod che prese il titolo di Signore d’Introd. La struttura sorge su un promontorio protetto dalle aspre gole del torrente Savara e della Dora di Rhêmes. Come il castello di Graines, all’origine consisteva probabilmente in un mastio quadrato circondato da una cinta di mura. Verso il 1260 Pierre Sarriod di Introd trasformò il castello primitivo che, in seguito alle modificazioni del XV secolo assumerà la forma poligonale quasi arrotondata che lo distingue tuttora dagli altri castelli valdostani. Il maniero subì due rovinosi incendi nella seconda metà dell’800 e venne poi restaurato all’inizio del ‘900 dal cavalier Gonella che si avvalse dell’opera dall’architetto Chevalley. Di proprietà dei Conti Caracciolo di Brienza e concesso in comodato al Comune di Introd, la gestione del castello è stata affidata alla Fondation Grand Paradis che ne garantisce la fruizione.

Introd, il castello

Sono aperti al pubblico il piano terra ed il parco. L’edificio accanto al castello, chiamato oggi “Cascina L’Ola”, un’antica costruzione rurale in legno e muratura di epoca cinquecentesca, servì in passato come stalla e pagliaio dei Signori d’Introd. Più recente è la parte del vecchio stabile sostenuta da cinque grandi colonne e coperta da tetto aggettante, un’ala, che ha dato il nome all’immobile (l’Ôla in patois significa: l’ala). Per la sua originalità, questa costruzione ha influenzato l’architettura delle case della valle di Rhêmes e della vicina Tarentaise così come le case dei notabili di tutta la Valle d’Aosta.

Sulla spianata di fronte al castello si è conservata una magnifica struttura, uno dei rari esempi pervenutici di costruzioni interamente in legno tipiche dell’architettura del basso Medioevo valdostano: è il granaio quattrocentesco, dove si immagazzinavano il grano e le sementi. Attraverso una piccola porta, dotata di un’interessante serratura gotica che raffigura un castello medievale riccamente merlato, si accede alle due sale che si trovano nel sottosuolo; queste, munite di feritoie, oggi sono completamente interrate.

Introd, Cascina L’Ola

Interessante anche la visita della chiesa parrocchiale di San Paolo risalente intorno al 1400 ma rimaneggiata in epoche successive: conserva nell’altare maggiore in legno intagliato un vero capolavoro dell’arte barocca. Della chiesa menzionata nella bolla del 1176 rimane probabilmente il campanile che, sia pure ripristinato nei secoli successivi, conserva tracce della sua costruzione in epoca romanica. In occasione della consacrazione dell’edificio rinnovato (maggio 1441), in mancanza delle tradizionali reliquie, fu posta nell’altare un’ostia consacrata, che sarebbe stata prodigiosamente ritrovata intatta a distanza di quasi due secoli e mezzo, durante nuovi lavori di restauro eseguiti intorno agli anni Ottanta del XVII secolo. Nel museo parrocchiale allestito all’interno della chiesa si possono ammirare statue, croci astili e suppellettili liturgiche provenienti dallo stesso edificio sacro e dalle cappelle di villaggio. Tra gli oggetti più rilevanti si segnalano due Madonne con Bambino del Quattrocento e una croce astile in lamina d’argento risalente al XVI secolo.

Introd, il Ponte Nuovo

Anche se di più recente costruzione i due ponti costruiti sulla dora di Rhêmes che collegano il capoluogo ai villaggi a valle, meritano una visita: il Pont Neuf con i suoi 80 metri circa di altezza, passa per essere il ponte più alto della Valle d’Aosta. Realizzato nel corso della prima guerra mondiale, su un baratro di più di 80 metri (l’orrido di Introd), rappresenta un vero capolavoro di architettura. Per l’enorme impalcatura di legno, di 8 metri di larghezza e 34 metri di lunghezza furono usati dei tronchi d’albero interi. Le pietre utilizzate per quest’opera vennero estratte nel vicino villaggio del Norat. Lo Pon Vioù (il Ponte Vecchio) fu realizzato in pietra tra gli anni 1827-28. Fino al 1916 rappresentò, per la gente che veniva dai villaggi più a valle, l’unica via di accesso al capoluogo. Sul parapetto, al centro del ponte, si innalza una magnifica croce in pietra; secondo la memoria popolare, essa fu eretta in ricordo della morte di un uomo precipitato nell’abisso: un operaio intento a smantellare l’impalcatura del ponte oppure un pastore, che sarebbe caduto nell’orrido con un giovane manzo che cercava di salvare.

Villes-dessus, Maison Bruil, museo etnografico

Curiosità storica: Il Ponte Vecchio rimpiazzò un ponte di legno molto più antico (almeno del XVI secolo) del quale le spalle sono ancora oggi visibili vicino al ponte attuale.

Les Combes, piccola frazione del comune, sorge in una radura in dolce pendenza, dedicata all’agropastoralismo, al grano e ai fieni. L’architettura tradizionale di Les Combes usa soprattutto la pietra ed è composta da grandi abitazioni la cui evoluzione si dispiega dal Basso Medioevo al XIX secolo. Diverse costruzioni massicce del XV secolo, sempre in pietra, sono conservate al centro del villaggio, affiancate, qua e là, da un granaio in legno. Alcuni edifici rurali esibiscono gronde sostenute da colonne circolari di pietra. Tali colonne, simbolo del potere, testimoniano che in queste dimore dall’aspetto rurale visse un giudice, un castellano o un notaio. Furono innalzate da mastri costruttori esperti, provenienti soprattutto dalla valle del Lys, da Gaby e da Issime, culle native degli emigranti stagionali, specialisti nel lavorare la pietra, che operarono tra il XVI e il XIX secolo.

Villes-dessus, museo etnografico Maison Bruil

Non lontano da Les Combes, nel villaggio di Villes-dessus di Introd, sorge la Maison Bruil, un edificio eccezionale, appartenuto dal XVII al XX secolo alle famiglie Buillet et Bruil. Si caratterizza come un’antica casa rurale a funzioni concentrate: tutti gli spazi necessari alla sopravvivenza di persone e animali erano infatti raggruppati sotto un unico tetto.
La forma attuale è frutto di una evoluzione architettonica complessa databile tra il 1680 ed il 1856, periodo in cui diversi corpi di fabbrica si sono fusi a formare un unico nucleo. L’edificio ospita un museo etnografico sull’alimentazione in montagna. La visita si snoda su tre piani fra i vari ambienti tipici della casa tradizionale e riportati con un restauro alla loro funzione originaria. In Maison Bruil è possibile ritrovare esempi di metodi di conservazione dei cibi adottati dalla popolazione locale nei tempi addietro, quali la salatura, l’essiccazione, l’isolamento dall’aria, il freddo e molti altri ancora presentati in maniera fedele nei vari spazi museali. All’interno del museo è presente uno luogo speciale: l’Atelier du Goût, una vetrina sui prodotti dell’Espace Grand Paradis, zona che si colloca ai piedi del Gran Paradiso. In particolare vengono messi in primo piano le tecniche ed il contesto culturale in cui nascono i prodotti della tradizione valdostana. Qui è possibile conoscere, tramite degustazioni di prodotti dell’enogastronomia locale, organizzate occasionalmente o su prenotazione, i veri protagonisti della specificità della produzione valdostana: gli agricoltori, i casari, i vigneron e gli artigiani. Un ulteriore spazio all’interno di Maison Bruil è dedicato alla vendita e alla promozione dei prodotti tipici della Valle d’Aosta
Nel villaggio Villes-Dessus si può visitare il recente parco faunistico, il Parc Animalier, dove ammirare esemplari di animali tipici dell’arco alpino, inseriti nel loro habitat naturale.

Villes-Dessus, Parc Animalier

Non si tratta di un’alternativa all’emozionante contatto con gli animali in natura, ma può essere un utile e interessante complemento a un’escursione in montagna. Qui si possono osservare da vicino numerosi animali che si muovono a proprio agio in un ambiente adatto alle loro esigenze. Ideale per bambini e anziani e per chi vuole vedere dal vivo, tra una flora multicolore, stambecchi, camosci, cervi, caprioli, cinghiali e marmotte. Alcune voliere ospitano rapaci diurni e notturni. Un’area ombreggiata, attrezzata con tavoli e giochi, consente di sostare per un comodo picnic. I cani, anche se non possono passeggiare liberi nel Parco, sono graditi ospiti in appositi spazi a loro dedicati.

Chiudiamo questo reportage con una curiosità su Introd. Nel luglio 2011, durante gli scavi previsti per i lavori di ampliamento della scuola materna locale, sono stati trovati i resti ben conservati di una donna vissuta circa 5.000 anni fa, la quale ha ricevuto la denominazione di Signora di Introd: l’età dello scheletro è comparabile a quella dell’Uomo di Similaun.

Fontina DOP

GASTRONOMIA

La Valle d’Aosta è una terra che propone un’offerta culinaria legata ovviamente alle peculiarità del suo territorio. Rispetto alla gastronomia delle altre regioni italiane è certamente la più esclusiva, fortemente influenzata dai gusti francesi e dal contesto geografico, aspro e difficile. I prodotti principali sono la selvaggina ed i formaggi, proposti in mille varianti, con la presenza di molte zuppe, sughi di carne elaborati e formaggi fusi ed a pasta morbida. Tra i prodotti tipici ricordiamo il Jambon de Bosses, sicuramente il salume più famoso e pregiato della regione: vanta una tradizione secolare e ora ha conquistato addirittura la DOP. La Fontina DOP, è forse il prodotto tipico valdostano più conosciuto. Secondo il disciplinare deve essere prodotta esclusivamente con latte crudo intero di bovine di razza valdostana e stagionata per almeno tre mesi in grotta. Il gusto è dolce, la pasta morbida e gialla. La Mocetta è una carne secca dal sapore simile alla bresaola, può essere bovina, equina o di camoscio.

Lard d’arnad DOP, foto di Stefano Venturini

Il modo più tradizionale di mangiarla è con pane nero, burro e un filo di miele. Il Salignön è una sorta di ricotta ottenuta dal siero di latte impastato con latte e/o panna, sale, pepe e peperoncino. Vengono quasi sempre aggiunte anche erbe di montagna prima di passare a una stagionatura vicino al camino, per quel tocco di affumicato che non guasta mai. Il Lard d’arnad DOP, forse il lardo più famoso d’Italia, deve le sue peculiarità a una salamoia con erbe aromatiche locali, e a una stagionatura nei tradizionali cassoni di legno di forma cubica. Il Boudin è laversione valdostana del sanguinaccio: patate, lardo, barbabietola, spezie, vino e sangue di maiale si insaccano in budelli e si essiccano. Il Boudin si consuma bollito o cotto al forno. E veniamo ai dolci, tra tutti le Tegole: nocciole, zucchero, albume d’uovo, farina, pochi e semplici gli ingredienti base di questi biscotti tipici valdostani, sottili e croccantissimi. A scelta si possono aggiungere mandorle e vaniglia. Dall’omonima pianta aromatica che cresce sulle montagne (ma oggi viene per lo più coltivata) si ricava un liquore dalle proprietà balsamiche e digestive, che è tradizione bere a fine pasto: il Genepì.

Tegole della Valle d’Aosta