Isola d’Elba, mare e non solo

Isola d’Elba, Marciana Marina

Poco distante dalla costa Toscana e facilmente raggiungibile con Traghetti Elba, emerge rigogliosa la terza isola d’Italia: l’isola d’Elba. Insieme a Gorgona, Capraia, Pianosa, Giglio, Montecristo e Giannutri, l’Elba contribuisce a rendere il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano uno degli habitat marini più affascinanti ed apprezzati del Mediterraneo. Caratterizzata da coste accidentate, alte e rocciose, intercalate da profonde insenature e da un mare di un azzurro intenso, l’Elba è un’isola dai mille volti, interessante anche da un punto di vista storico e culturale.

Isola d’Elba, Sant’Andrea

Abitata fin dalla preistoria, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici, appartenne agli etruschi che ne sfruttarono i minerali di ferro, poi ai Romani, che ne fecero una base navale, (a questo periodo appartengono i resti di due ville patrizie), mentre nel Medioevo fu oggetto di contese tra Pisa, Genova, Lucca e più tardi tra spagnoli, francesi, inglesi e napoletani, fino a passare al Granducato di Toscana. Dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio del 1815 fu residenza di Napoleone, in esilio dopo l’abdicazione di Fointanebleau. 

Una delle peculiarità della maggiore isola toscana, è la straordinaria diversità dei luoghi che s’incontrano, i suoi 233 chilometri quadrati di estensione custodiscono meraviglie naturali e tesori culturali che meritano di essere conosciuti, anche se il mare e le spiagge restano un must imprescindibile di una vacanza sull’isola. Le spiagge dell’Elba sono veramente tante e tutte diverse tra di loro: lunghi arenili di sabbia dorata, piccole calette di sassolini, spiagge di sabbia nera, altre di ciottoli bianchissimi, nonché scogliere di liscio granito.

La spiaggia di Fetovaia

Il fondale nella maggior parte delle spiagge digrada velocemente, salvo che in quelle di sabbia della Biodola, di Marina di Campo, Lacona, Procchio e Fetovaia, dove per circa 30-40 metri dalla battigia si tocca ancora. La spiaggia di Fetovaia, una delle più belle dell’isola, è protetta da uno stretto promontorio ricoperto di ginestre, lecci e alti cespugli tipici della macchia mediterranea e le sue acque sono calme e cristalline. Tra le altre spiagge dell’isola ricordiamo quella di La Biodola, lunga almeno 600 metri e ottimamente attrezzata e la spiaggia di Capo d’Enfola, l’unica con un istmo che la collega a una penisola molto suggestiva, con un grande parcheggio dove noleggiare pedalò o moto d’acqua. Spiagge riparate e con un fascino selvaggio sono quelle di Chiessi, Patresi e Capo Sant’Andrea che tra scogliere mozzafiato levigate dall’erosione del mare e fondali da esplorare, offrono uno spettacolo della natura grandioso da dove si scorgono le coste della Corsica nelle giornate con aria tersa. All’isola d’Elba tutte le spiagge sono libere o comunque hanno una buona parte della spiaggia libera.

Isola d’Elba, isola di Palmaiola

Nelle maggiori esistono zone servite da stabilimenti balneari attrezzati, dove oltre a noleggiare cabine, sdraio e ombrelloni, è possibile praticare molti degli sport acquatici più diffusi.

Ma prescindendo dalle spiagge l’isola d’Elba, come già accennato, offre molto di più: storia, architettura, natura e luoghi d’interesse geologico, come le miniere di ferro abbandonate. Il Parco Minerario dell’isola d’Elba, con il caratteristico trenino che conduce alla scoperta dei minerali e del lavoro dei minatori nelle sue straordinarie miniere a cielo aperto, insieme al Museo di minerali e di arte mineraria situato nel centro storico di Rio Marina, sono una tappa molto interessante di un viaggio all’isola d’Elba, così come la visita dei suoi numerosi musei, ben nove, soprattutto dedicati all’archeologia. L’isola è infatti ricca di testimonianze del suo passato: reperti archeologici, imponenti architetture militari come il medievale Castello del Volterraio e suggestive residenze napoleoniche, come la Palazzina dei Mulini. Il museo civico archeologico di Marciana aperto nel 1968, conserva i reperti rinvenuti sull’isola del periodo neolitico, paleolitico, dell’Età della Pietra e del Bronzo.

Portoferraio

Di grande effetto la collezione di anfore rinvenuta sull’antico relitto di Procchio del II secolo e di quello di Chiessi con vasellame, coppe e altre anfore, gran parte defraudate appena scoperto il sito nel 1966.

La città di Portoferraio costruita su un piccolo golfo della costa settentrionale è considerata il capoluogo d’Elba. E’ conosciuta anche come la Città Rosa per il calcare rosato con cui furono lastricate le vie del centro storico nel 1700. Arrivando con il traghetto si scorgono i resti della Fortezza del Volterraio in cima al monte omonimo. Risalente al XIII secolo, si ergeva a difesa dell’isola e fu distrutta dall’esercito francese nel 1789. Dal Volterraio la vista si allunga su tutto l’orizzonte. Altre fortezze da visitare a ridosso di Portoferraio sono il Forte Falcone costruito nel 1548, tuttora ben conservato ed il forte Stella, realizzato nel 1548, un’imponente struttura fortificata che si articola a pianta stellata.

Napoleone, che visse a Portoferraio in esilio per un anno (1814-15) lasciò il segno sull’isola, a cominciare dalla casa che acquistò, colpito dalla sua bellezza mentre faceva una cavalcata: Villa San Martino.

Portoferraio, Villa San Martino

La facciata ricorda i templi greco-romani ma solo un’ala fu abitata dall’imperatore, che per comprarla dovette chiedere aiuto alla sorella Paolina. Oggi la villa, dagli interni elegantissimi, anche in stile egizio, è sede di un museo a lui dedicato. Visitabile anche la Palazzina dei Mulini, detta anche Villa dei Mulini, residenza destinata soprattutto alla vita pubblica e di rappresentanza dell’imperatore in esilio. Non lontano da Portoferraio sorge la Villa Romana delle Grotte. Cantata da Ovidio, risale al I secolo a.C. e dalla sua ricercata posizione si può godere di un panorama meraviglioso sul golfo di Portoferraio. Un paesino molto affascinante è Capoliveri, già conosciuta in epoca romana come Caput Liberum. Le piazze e i vicoli del vecchio borgo di impianto medievale, arroccato sul promontorio sud orientale dell’Elba, rendono questo borgo particolarmente suggestivo e ricco di fascino. Ma Capoliveri è anche il luogo dello shopping, dell’intrattenimento, dei ristoranti di ottimo pesce, delle boutique alla moda, frequentatissimo da visitatori sia italiani che stranieri.

Portoferraio, Villa dei Mulini, il letto di Napoleone

L’Elba è una meta ideale anche per chi ama fare sport all’aria aperta, dal trekking alla mountain bike. Il Monte Capanne, collocato nella regione occidentale dell’isola, con i suoi 1.000 metri di altitudine, è la vetta dell’Elba e dell’intera provincia di Livorno. Grazie alla cabinovia che parte da Marciana si può facilmente raggiungere la sommità in pochi minuti, ma si presta bene anche ad un trekking per una passeggiata immersi nella natura, tra faggi, castagni e macchia mediterranea. Dalla sommità si può apprezzare la bellezza dell’isola, soprattutto al tramonto. Arroccato sulle pendici del Capanne sorge Marciana, un bellissimo paese medievale, qui è possibile visitare alcuni interessanti siti naturalistici, storici e culturali come la Casa del Parco, la Fortezza Pisana, il Museo Archeologico e, in circa venti minuti di cammino, si può giungere al pittoresco Santuario della Madonna del Monte. Meta di escursionisti e amanti del trekking sono anche i Mostri di Pietra dell’isola d’Elba, formazioni rocciose di diverse dimensioni sparse sulle pendici del monte e sulle scogliere. I mostri sono semplicemente opere artistiche naturali create dall’erosione atmosferica, ma alcune di queste sono direttamente legate ad antiche leggende locali, come La sedia di Napoleone o il Masso dell’Aquila.

Porto Azzurro

A disposizione degli amanti della bici, nella parte orientale dell’isola d’Elba si trova il Bike Park Capoliveri, un paradiso per i bikers, con i suoi oltre cento chilometri di strade e sentieri. La conformazione dell’Elba offre non solo un’altimetria varia ma anche itinerari spettacolari e panoramici. L’intera isola è ricca di percorsi tecnici adeguati per allenarsi, ma sono numerosi anche gli itinerari adatti alle famiglie e ai bambini. Anche gli appassionati di snorkeling potranno vivere all’Elba un’esperienza unica grazie alla straordinaria varietà dei fondali e delle specie animali e vegetali che vi abitano. Tra gli anfratti rocciosi si possono scorgere la verde posidonia, le rosse gorgonie, il corallo nero, le madrepore arancioni e talvolta il più raro corallo rosso. Inoltre in questi splendidi fondali vivono tutte le specie caratteristiche del mediterraneo come murene, cernie e saraghi, oppure occhiate, spigole e stelle marine fino ai più rari pesci luna. Per gli appassionati di relitti sommersi al largo di Pomonte, a soli dieci metri di profondità, quindi adatto anche ai principianti, è ben visibile un mercantile naufragato nel 1972.

Castello del Volterraio

La spiaggia Le Ghiaie è molto frequentata dagli amanti dello snorkeling e del diving per la presenza dello Scoglietto Portoferraio, un isolotto compreso in un’area marina protetta. Ma anche chi ama l’estremo relax, come quello offerto dalle Terme di San Giovanni di Portoferraio non resterà deluso da una vacanza all’isola d’Elba. Aperta dal 1963, la struttura ha saputo abbinare alle tradizionali cure di fanghi e bagni i moderni servizi dedicati alla bellezza e al relax. Il parco di palme ed eucalipti è un giardino curato dove è possibile rilassarsi praticando sport.

L’ELBA NEL PIATTO

I sapori della cucina elbana si basano su piatti semplici, dove dominano la fantasia e la sapienza nella scelta degli ingredienti, ed è proprio questa cucina, considerata un tempo povera, che oggi con l’avvento del turismo è divenuta raffinata. Molti piatti risentono delle dominazioni che l’isola ha subito nel corso della sua storia, e i piatti tipici uniscono spesso i sapori del mare con i profumi della terra. 

Marciana Marina

A differenza di ciò che si può pensare la cucina elbana ha origine dalla tradizione contadina e agricola più che da quella del mare, testimoniata dagli antichi terrazzamenti presenti su tutto il territorio. All’isola dell’Elba infatti era molto attiva la viticoltura ma si producevano anche cipolle, zucche e alberi da frutto, grano o farro e le fave, i cui bacelli sono ancora consumati con formaggio (solitamente il Baccellone), pane e un buon vino. La parte occidentale dell’Elba (in particolare a Poggio e Marciana) era ed è tutt’ora legata al castagno, tanto da sviluppare una cultura con i propri usi, costumi e ricette tradizionali.

Il gurguglione

Qui sono tipici tutti quei piatti a base di castagne come il castagnaccio, le frittelle di castagne e le castagne lesse con semi di finocchio selvatico.

Ovviamente anche la pesca ha avuto la sua importanza: alla fine dell’Ottocento infatti la costa settentrionale dell’Elba era caratterizzata dalla presenza di numerose tonnare e ancora oggi gli abitanti dell’Elba amano praticare la pesca. Oltre ai numerosi e apprezzati piatti semplici, come il polpo lesso, gli zerri fritti o le sardine ripiene, sono ora molto ricercate quelle pietanze che richiedono una lunga e complessa preparazione e fra queste primeggia lo stoccafisso alla riese, un succulento piatto di origine ibero-moresca, accompagnato da acciughe sotto sale, cipolla, pomodori, basilico, prezzemolo, peperoni verdi, olive nere, pinoli, capperi e ovviamente olio, peperoncino e sale. E ancora il gurguglione, altra specialità riese a base di verdure, il riso al nero di seppia ed il famoso cacciucco. Un pesce molto amato ed utilizzato è la palmita che si presta a molte preparazioni gastronomiche.

Palmita sott’olio

Le sue carni, dal sapore forte e con una leggera punta di acidità, possono essere infatti cucinate in svariati modi, ma il modo migliore per gustare la palamita è sott’olio dell’Elba: i vasetti sono acquistabili in tutti i negozi di gastronomia tipica. La palamita sott’olio può essere assaporata da sola, infilzandola con la forchetta o per preparare sughi e ripieni di verdure. Abbondano nelle trattorie più tipiche dell’Elba ricette in cui i pesci poveri vengono “arricchiti” con i prodotti della terra e quelli della terra insaporiti con i profumi del mare. Ha origine così il totano con le bietole, il totano ripieno o semplicemente alla diavola (cotto in padella con aglio, olio, rosmarino, vino bianco e abbondante peperoncino), il baccalà con i ceci e lo stoccafisso con le patate. Tra i piatti di carni e cacciagione, da non perdere il cinghiale alla bracconiera aromatizzato alle erbe. Il cinghiale elbano, estinto sin dai primi anni dell’800, è stato reintrodotto a scopo venatorio negli anni ’50 del Novecento. Questa specie di suino selvatico è stato incrociato con il comune maiale per aumentarne la prolificità.

Cinghiale alla bracconiera

Nella cucina elbana attuale si stanno riscoprendo le erbe aromatiche e le piante selvatiche che, facili da reperire nella macchia bassa e lungo i fossi, costituivano, insieme ai legumi, la base per zuppe e stufati nella dieta contadina elbana. Tra le erbe, gustosissime sono le sambelle cotte in una zuppa con fave e uova, o i tranapecori e i piscialletto molto usati nelle minestre, nelle frittate e nelle insalate. Oltre al mediterraneo rosmarino e ai capperi, le piante aromatizzanti per insaporire lumache, carni e pesci, sono soprattutto le foglie di mirto, di ginepro, la cedrina, il finocchietto selvatico, la nepitella e la maggiorana.

E veniamo ai dolci: la schiaccia briaca è il dolce tipico elbano per eccellenza che nell’agosto del 2010 ha vinto il primo premio alle “Olimpiadi dei sapori”. Composto da uvetta, pinoli, noci, mandorle, nocciole, olio, vino (aleatico) e alchermes, senza lievito né uova veniva donato ai marinai riesi come genere di conforto sostanzioso e durevole. Altro dolce tipico è la schiacciunta, una pasta frolla decorata con cerchietti impressi con il ditale o con la fede nuziali e la schiaccia di Pasqua, un dolce a lunghissima lievitazione, aromatizzato con semi di anice, vin santo e acqua di fiori d’arancio.

Schiaccia briaca

Data la grandissima biodiversità presente all’isola d’Elba, e quindi di varietà vegetali da cui le api possono raccogliere il nettare, il miele elbano può essere considerato uno dei più ricchi del territorio toscano.

Dopo tutte queste prelibatezze non poteva certo mancare la degustazione di un buon vino. In ogni caso i vini elbani sono di ottima qualità, controllati dal marchio DOC, tra questi spiccano: l’Elba bianco, l’Elba Rosso, il Rosato, l’Ansonica, il Moscato e l’Aleatico (DOCG). Come la maggior parte dei prodotti tipici elbani, anche i liquori hanno origine dai profumi e dalle essenze della terra. Dal tradizionale limoncino e arancino, tutt’oggi fatti con procedimenti antichissimi, la produzione si è arricchita di molte altre grappe e liquori con sentori di frutti ed erbe selvatiche come la grappa all’Aleatico e al Moscato, il liquore al Mirto o quello di Mortella ottenuto dalle bacche di mirto mescolate a nepitella e semi di finocchio selvatico.