Gallipoli: la Perla dello Jonio

Gallipoli, città di mare adagiata come un miraggio sulla costa ionica, a circa 40 chilometri da Lecce, in Puglia, è anche denominata “la Perla dello Jonio”, perchè meravigliose sono le sue spiagge ed i suoi monumenti storici e tanti sono i divertimenti che animano l’estate di questa località balneare salentina. Il nome Gallipoli è di derivazione greca, Kale Polis (Bella Città) e risale a quando il centro era una colonia della Magna Grecia. Gallipoli si rivela, bellissima, sin dall’arrivo. 

Una pausa di gusto al “Mamì Bistrot” di Gallipoli

In un angolo tra i più suggestivi di Gallipoli, in via della Cala, troviamo il MAMÍ BISTROT, un “Laboratorio di Gusti” orientato a una ristorazione di mare veloce, sana e di qualità. Perfetto per uno spuntino, un aperitivo o una cena informale con vista mare, MAMÍ BISTROT offre particolari panini farciti con freschissimo pesce e altre specialità di mare come: cotoletta di pesce spada, polpo fritto, insalata di mare battuta al coltello e tanto altro. Per chi, invece, è attratto dai sapori della terra, l’alternativa è altrettanto ricca: polpette di carne al sugo, capocollo di Martina Franca, pesto di pomodori secchi e tanti altri prodotti tipici della tradizione pugliese, sempre freschissimi. MAMÍ BISTROT… nonsolopanini. Puoi assaporare fritti del giorno, polpette di polpo, crocchette di baccalà e altri fantasiosi sfizi. L’accorta selezione di vini, birre artigianali e cocktail completa il menù.

Rifocillati proseguiamo la nostra passeggiata alla scoperta di questa splendida città del Salento. Un luogo ricco di testimonianze: qui probabilmente terminava la via Traiana con una colonna rimasta eretta fino ai primi decenni del XIX secolo; qui è ancora conservata una splendida fontana rinascimentale.

Gallipoli, i bastioni del Castello

Particolare nel suo genere Gallipoli è una città divisa in due parti. Da un lato, a est su un promontorio, la parte moderna, Città Nuova, con Corso Roma come arteria principale, popolata di negozi, bar, pizzerie, dall’altro, il borgo antico, arroccato su un’isola di origine calcarea e collegato alla terraferma e alla città nuova da un ponte ad archi del Novecento, di recente affiancato da un altro ponte verso il porto. Un tempo l’isola era unita alla terraferma da un istmo sul quale passava la strada d’accesso, l’ingresso avveniva attraverso l’unico passaggio, la Porta Terra. L’isola è interamente circondata da una cinta bastionata, che si sviluppa per una lunghezza di circa due chilometri. Una strada panoramica, la riviera, aperta lungo le antica mura, consente di passeggiare attorno all’isola. Il camminamento laterale guarda al porto, alla spiaggia della Purità, al mare, al faro di Sant’Andrea; le stradine, sul versante opposto, si presentano strette quasi a formare un labirinto, il tutto studiato per riparare le case dei pescatori dal vento.

Porto dei Pescatori e Castello di Gallipoli

Lungo il camminamento vi sono vari locali che affacciano sul mare, dove fermarsi a prendere un aperitivo, cenare o bere qualcosa con la luna che si riflette nel mare. Prima di approdare nel centro storico con le sue stradine lastricate da cui balugina spesso uno spicchio di mare, vale la pena rallentare la passeggiata con una sosta presso il verace mercato del pesce, collocato nell’originario fossato dell’imponente castello, per contendersi con i veri gallipolini il pescato del giorno e visitare ciò che resta del maniero. La fortezza angioina, di recente ristrutturazione, è accessibile dalla città vecchia ed offre la possibilità di immergersi nella storia attraverso torrioni, gallerie, corridoi e maestose sale. Anche chi fosse abituato a vedere lo spettacolo di un castello che si erge dal mare, resterebbe comunque affascinato alla vista delle mura del castello di Gallipoli, affacciato sullo Jonio. Esso è quasi completamente circondato dal mare e la costruzione si staglia sul proscenio di una cittadella turrita e fortificata, tutta raccolta nella piccola isola. Le mura, i bastioni e le torri, che un tempo proteggevano la città dagli invasori, oggi la riparano dalle mareggiate donandole un fascino d’altri tempi.

Interessante poi, la visita del porto. Anzi non è preciso parlare del porto di Gallipoli, perché di strutture d’approdo e ormeggio la “Bella Città” ne ha ben due. Proprio così: uno nelle vicinanze della Fontana Greca, destinato alle paranze; l’altro, quello mercantile, nella città vecchia. Quest’ultimo, più volte ristrutturato, oggi è esteso per 80mila metri quadrati, ma la sua storia comincia nel lontano XV secolo. Furono i Veneziani, infatti, poi gli Aragonesi, a trasformare quello che era un piccolo riparo per barche in un porto degno di questo nome che, a partire dal 1500, divenne un fondamentale punto di riferimento per il commercio del vino, ma soprattutto dell’olio lampante.

Gallipoli, la Fontana Greca

Oggi, il porto ha perso la sua centralità e la funzione commerciale di un tempo, ma è un importante scalo turistico che il Molo Tramontana e il Molo Foraneo difendono dalle mareggiate. Non solo: nell’area portuale, date le grandi dimensioni, si svolgono importanti e celebri eventi. E arriviamo ora in centro storico, con la sua suggestiva bellezza: le corti, i palazzi ed i balconi, le chiese barocche, le case abbandonate e quelle ristrutturate, le bancarelle, i negozietti d’artigianato, i profumi di buona cucina. 

La città vecchia sembra annunciarsi con la Fontana greca, monumento in realtà di origine rinascimentale, con frontone barocco, mentre alle sue spalle, tra il dondolio delle paranze nel mare si affacciano il Santuario di Santa Maria del Canneto e la Cappella di Santa Cristina, protettrice della città, santa prediletta dagli uomini del mare. Con la sua facciata semplice di un bianco abbacinante, la chiesa dedicata a San Francesco di Paola è ciò che rimane del complesso dei Paolotti. Restò aperta al culto anche dopo la soppressione dell’ordine e divenne sede della confraternita di Santa Maria ad Nives, che ogni anno prende parte ai riti della Settimana Santa.

Gallipoli, Santa Maria della Purità

Ad unica navata, presenta sette altari, il presbiterio incorniciato da uno splendido arco in legno decorato in oro e diverse tele del XVII e XVIII secolo. Anche la chiesa di Santa Maria della Purità, la più antica della città, risale infatti alla seconda metà del ‘600, è uno scrigno di opere d’arte, una vera e propria pinacoteca in cui il passato e la devozione si raccontano per immagini. Sede di una delle confraternite più antiche di Gallipoli, fondata dagli scaricatori di porto, custodisce le statue del Cristo Morto e della Madonna Desolata, entrambe condotte in processione nei riti della Settimana Santa. All’interno spiccano dipinti di scuola napoletana del XVIII secolo, la tela della Madonna della Purità sull’altare centrale, la statua in cartapesta di Santa Cristina, opera del maestro leccese Achille De Lucrezi, e un organo d’epoca. Anche il pavimento in maiolica e gli scanni settecenteschi sono preziose opere d’arte. La chiesa dopo quattro anni di lavori di restauro, iniziati nel 2005, è stata riaperta alla fruizione il 29 maggio 2009. Sembra quasi troppo imponente per la minuscola via Duomo, la cattedrale seicentesca di Sant’Agata.

Gallipoli, Cattedrale di Sant’Agata

Oggi sede del Capitolo dei Canonici è il monumento principale della “Perla dello Ionio” e simbolo del barocco gallipolino. Trionfo del rococò, la facciata in pietra leccese è suddivisa in due ordini e ospita statue e motivi barocchi, sontuoso preludio dell’interno con pianta a croce latina a tre navate suddivise da ampie arcate su colonne. L’edificio vanta una ricca collezione di tele di artisti salentini del Seicento e del Settecento, tra cui i dipinti di Nicola e Carlo Malinconico e il gallipolino Andrea Coppola, mentre nel presbiterio si ammira il fastoso coro barocco in legno intagliato. La Cattedrale custodisce alcune reliquie, tra cui quelle di San Fausto, e un ricco tesoro con pregevoli suppellettili e arredi sacri.
Uno dei più importanti e antichi palazzi della “Bella Città” è Palazzo Specolizzi, risalente al XIV secolo. La residenza signorile di via Giuseppe Ribera conserva l’aspetto originario con i lineamenti classici delle decorazioni sul cornicione e l’ampio portone d’accesso che conduce al piano superiore.

Gallipoli, Teatro Garibaldi

Resiste ai segni del tempo lo stemma di questa nobile famiglia, all’epoca particolarmente nota e apprezzata a Gallipoli in quanto i suoi esponenti per ben undici volte ricoprirono la carica di sindaco, dal 1484 al 1697, come attestato dai dipinti presenti nella sala dell’antico Palazzo di città. L’emblema è sul prospetto, adagiato su piccole mensole cinquecentesche. Tra gli altri monumenti di Gallipoli ricordiamo il Teatro Comunale Giuseppe Garbaldi, costruito a proprie spese nel 1825 dal nobile Bonaventura Balsamo, che lo intitolò “Teatro del Giglio” in omaggio al casato borbonico. Interessante anche la Biblioteca pubblica, una delle più antiche del territorio salentino per la provenienza, per la varietà, la datazione dei volumi rari e di pregio nonché per la peculiarità d’origine del suo contenitore (ex Oratorio dei nobili del XVIII secolo). 

NATURA E SPIAGGE A GALLIPOLI

Ma Gallipoli non è solo storia, cultura ed arte. C’è il mare: un manto azzurro e vellutato che ricopre il litorale sud, in prevalenza sabbioso, per una ventina di chilometri e si estende anche a nord, in località Rivabella. C’è la natura: pinete e piante tipiche della macchia mediterranea incorniciano i lidi, ma il vero capolavoro è il “Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo”, un’oasi protetta di ben 700 ettari.

Gallipoli, isola di Sant’Andrea

L’isola di Sant’Andrea è una delle poche isole del Salento e si trova a meno di 2 chilometri dalla costa. La sua superficie, estesa circa 50mila metri quadri, è per lo più di roccia bassa e arida, con poca vegetazione (pochi cespugli di macchia mediterranea) e strati di sale lasciati dalle mareggiate. Il fatto che l’isolotto sia posto lontano dalla terraferma, anche se non troppo, e soprattutto che sia poco adatto ad essere coltivato ed abitato, ha consentito che vi si creasse un ecosistema incontaminato con un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico.

Spiaggia Seno della Purita

Vi sono piante che si sono adattate allo spazzolare continuo del vento ed anfratti dove nidificano alcune specie di uccelli, in particolare la specie del Gabbiano Corso.

Gallipoli, Lido Conchiglie

Sulla parte a sud dell’isola è stato costruito, nel 1866, un Faro alto 45 metri ora ristrutturato. Il litorale jonico, su cui si trova Gallipoli, è composto da bianche dune e spiagge molto frequentate d’estate ed è intervallato da scogliere che si aprono ad arenili e angoli nascosti. Iniziando un percorso dalla parte nord della costa di Gallipoli troviamo Lido Conchiglie, una piccola località a 8 chilometri dalla città con una costa in parte rocciosa ed in parte sabbiosa, ben attrezzata e con spiagge libere. Proseguendo c’è Rivabella, a 5 chilometri da Gallipoli, con una spiaggia rinfrescata dalla vicina pineta e alcuni stabilimenti balneari. Superata Rivabella troviamo, avvicinandoci a Gallipoli, circa 3 chilometri di costa rocciosa, con anfratti e calette molto caratteristici e belli. Arrivati a Gallipoli, proprio nella parte antica della città di fronte all’isola di Sant’Andrea si estende il piccolo lido “Seno della purità” (la spiaggia si chiama così dalla vicina chiesa) che è la meta tradizionale dei gallipolini. Proseguendo a sud oltre il lungomare gallipolino, che costeggia alcuni chilometri di scogli bassi, c’è Lido San Giovanni con un mare pulito e chiaro ed una meravigliosa spiaggia sabbiosa. Continuando, appena a due chilometri a sud di Gallipoli, troviamo la Baia Verde, una località che d’estate è approdo di numerosi vacanzieri. Punto focale della movida salentina, a Baia Verde si balla in spiaggia fino a notte fonda. Il suo nome deriva dal colore del mare che, grazie ai riflessi della luce solare, diventa di un meraviglioso verde smeraldo con incantevoli riflessi dorati.

Le splendide acque di Baia Verde

Baia Verde è avvolta in una fresca pineta, la sua spiaggia e molto bella e si distende per quasi 3 chilometri di sabbia finissima, l’acqua è cristallina ed è ben attrezzata per la ricettività. Proseguendo troviamo una vasta pineta verde attraversando la quale vi è una spiaggia che sembra un angolo di paradiso: Punta della Suina, una meravigliosa baia sabbiosa tanto bella da sembrare una spiaggia di qualche posto esotico. Tra l’altro questa zona, per l’interesse naturalistico suscitato dalla presenza di ampi tratti di macchia mediterranea e pinete di pini d’Aleppo, è una zona protetta compresa nel “Parco di Punta Pizzo”. Ancora dirigendosi più a sud arriviamo a Punta Pizzo, con una una spiaggia di quasi 2 chilometri e un lido tra i più alla moda. Il litorale di punta Pizzo comprende ambienti peculiari, che si armonizzano in un interessante mosaico ambientale composto da macchia mediterranea, pseudo-steppe mediterranee, ambienti umidi e acquitrinosi.

GALLIPOLI NEL PIATTO

Gallipoli città di mare, propone una gustosissima cucina a base di pesce, ma anche piatti dove i prodotti del sua mare cristallino si sposano a quelli della terra (verdure, ortaggi, cereali, legumi). 

Taieddhra, patate, cozze e riso

 Tra gli antipasti sui può gustare la famosa e tradizionale scapece: oggi ospite d’onore delle bancarelle in occasione delle caratteristiche feste patronali, ieri fonte di nutrimento ideale (perché “a lunga conservazione”) nei periodi d’assedio nemico. Si tratta di piccoli pesci (generalmente ope e cupiddhi) fritti e marinati tra strati di mollica gialla, colorata dallo zafferano. Un piatto povero, come anche le stuzzicanti pittule ripiene di baccalà, in cui le frittelle di pasta lievitata vengono insaporite dal famoso merluzzo bianco conservato sotto sale.
Ma il pesce che va immerso in acqua fredda, prima di essere cotto e consumato, è protagonista anche della portata (spesso piatto unico) del baccalà con le patate, cucinato in umido. Il famoso tubero pugliese ritorna, poi, nell’altrettanto nota taieddhra, cotta al forno nell’omonima teglia in terracotta, in cui vengono riposti riso, patate e cozze. Sono ancora le patate ad incontrarsi con il mare nel purpu alla pignata, a base di polpo cotto in umido col sugo, il tutto adagiato nell’antico recipiente di terracotta che dà il nome alla pietanza.

Friselle pugliesi

Il pesce rende più raffinati, insomma, i piatti della tradizione, come nel caso della minestra di farro con frutti di mare e scorfano, o della semola condita con cozze nere e noci, per non parlare delle tagliatelle con gamberi e crema di ceci.
Che dire, infine, della pasta artigianale, fatta in casa, condita con sughi a base di pesce e frutti di mare ? E tra un boccone di minchiareddhi e uno di orecchiette, non si può rinunciare ad un ottimo bicchiere di vino locale (Malvasia, Lambrusco, Negroamaro e Primitivo tra i rossi, Chardonnay, Moscato e Verdeca fra i bianchi), un altro dei fiori all’occhiello dell’enogastronomia pugliese. Vino e buon cibo sono protagonisti, inoltre, delle tradizionali sagre che deliziano i palati di turisti e locali in giro per il Salento, il tutto condito da musiche e danze popolari (la famosa pizzica). A Gallipoli, la più attesa è la “Sagra della frisa e del pesce fritto”, la famosa frisella (pane biscottato) condita con olio e pomodoro fresco, quest’anno in programma il prossimo 22 luglio.