Castelnuovo Città della Castagna

Sabato 1 e domenica 2 dicembre torna “Castelnuovo Città della Castagna“, il tradizionale appuntamento che festeggia l’arrivo sul mercato della “farina di neccio della Garfagnana DOP“. Il disciplinare di produzione prevede infatti che venga messa in commercio dal 1^ di dicembre.

Castelnuovo di Garfagnana ospita un week end dedicato alle mondine (caldarroste) e alle degustazioni dei piatti più caratteristici realizzati con la farina di castagne: frittelle di neccio, necci con la ricotta, castagnaccio, ma soprattutto la famosa polenta di neccio con gli ossi di maiale, preparata nella centralissima Piazza Umberto, sotto la Rocca Ariostesca.

Il treno a vapore con partenza da La Spezia

E’ proprio il contrasto dolce-salato a colpire piacevolmente i palati di chi ancora non conosce il piatto più tipico della tradizione garfagnina. I ristoranti propongono menù a tema ed è consigliata la prenotazione (ristoranti aderenti e menù su www.turismo.garfagnana.eu)

La manifestazione è organizzata dal Comune di Castelnuovo di Garfagnana in collaborazione con l’Unione Comuni Garfagnana e nella giornata di domenica vede anche l’arrivo di un treno a vapore con partenza da La Spezia accolto dalla banda musicale “Giuseppe Verdi”. Biglietti disponibili su www.trenitalia.com a partire da sabato 24 novembre. Tanti gli eventi previsti, si parte sabato alle 9.30 con il Mercato del Forte e l’apertura degli stand espositivi dell’artigianato, dei prodotti tipici e degli stand gastronomici. Alle 14.30 dimostrazione di come si prepara la “Mandolata”, il croccante che celebra la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre. Nel pomeriggio di sabato, animata dalla Fanfara Alpini in congedo “Cap. F. Angelini”, dopo l’inaugurazione della casa di Babbo Natale, seguirà la presentazione del libro di Ivo Poli “I lamenti di un contadino garfagnino – esiste ancora il buonsenso ?” e l’assegnazione del Premio Enzo Pedreschi per l’impegno nella valorizzazione della cultura rurale e della tradizione gastronomica.

La “Mandolata”, il croccante che celebra la festa di Santa Lucia

Chiude la giornata di sabato il “Coro delle Donne in cerca di guai” alle ore 21 al Teatro Alfieri; sempre al teatro, domenica alle 17.30 concerto degli Homosapiens, 30 anni in una sera. In entrambe le giornate gli alunni dell’ ITET Campedelli, accompagnano i visitatori alla scoperta degli angoli più suggestivi del paese. Su prenotazione ore 11.00 e 14.30. (tel.0583 65169)

CASTELNUOVO DI GARFAGNANA

Castelnuovo è il capoluogo e il cuore della verde Garfagnana che costituisce la parte settentrionale della valle del fiume Serchio racchiusa tra i contrafforti montuosi delle Alpi Apuane e dell’Appennino. È distante da Lucca e dalla Versilia circa 40 chilometri. Torrite, Palleroso, Monterotondo, Antisciana, Gragnanella, Cerretoli, Colle, Rontano, Metello, La Croce e Stazzana sono le caratteristiche frazioni situate in ambienti paesaggisticamente suggestivi e con sentieri che, attraversando verdi boschi, permettono un tuffo nella natura scoprendo al tempo stesso la storia di una popolazione con i suoi ritmi quotidiani e l’architettura della civiltà rurale.

Castelnuovo di Garfagnana, la Rocca

Le prime notizie storicamente documentate di Castelnuovo risalgono al 740 d.C. e già nel 1300 era diventato un importante centro di transito. E’ di questa epoca la costruzione del ponte voluto da Castruccio Castracani per collegare il castello al borgo di Cellabarotti (oggi rione Santa Lucia). Nel 1430, stanchi delle continue lotte e dell’incerto avvenire, i castelnovesi si liberano dal giogo lucchese, sottomettendosi spontaneamente agli Estensi, ottenendo in questo modo notevoli privilegi.

Castelnuovo di Garfagnana, la Rocca

Castelnuovo divenne il capoluogo della zona, ospitando nella Rocca, complesso fortificato che domina il centro storico, i governatori di Casa d’Este, i più famosi dei quali restano Ludovico Ariosto (1522-1525) e Fulvio Testi (1640-1642). La Rocca Ariotesca è il simbolo di Castelnuovo di Garfagnana e domina la centrale piazza Umberto con la sua mole a trapezio, alleggerita dalla presenza di due piccole corti interne. Si presenta oggi in veste sostanzialmente rinascimentale, essendo il plurisecolare risultato di continue ristrutturazioni ed ampliamenti, il più significativo dei quali è probabilmente la costruzione nel 1675 della terrazza che guarda sulla piazza. Fatta costruire nel XI secolo, subì importanti modifiche tra il Duecento e il Trecento, compresa l’edificazione della grande torre civica con l’orologio voluta da Paolo Guinigi. La Rocca deve il suo nome all’aver ospitato dal 1522 al 1525, in qualità di governatore della provincia estense di Garfagnana, il poeta Ludovico Ariosto, cui succederà nel secolo successivo Fulvio Testi(1640-1642). Sede municipale fino alla seconda guerra mondiale, nel 1944 la Rocca Ariostesca subì pesanti bombardamenti che ne hanno minato gravemente l’integrità originaria.

Castelnuovo di Garfagnana, il ponte di pietra

I pesanti restauri del dopoguerra apportarono poi varie modifiche alla struttura. 

Dopo essere stata per anni sede comunale, oggi la Rocca si rinnova grazie ad un progetto di restauro e valorizzazione che la porterà a diventare un polo museale su Ludovico Ariosto e la Garfagnana Estense.

Altro monumento di notevole interesse è il Duomo intitolato ai SS Pietro e Paolo. Eretto nel XVI secolo sui resti di una preesistente chiesa romanica risalente all’XI secolo, in età barocca fu oggetto di profondi cambiamenti, in particolare al colonnato interno, preservando però l’austera facciata rinascimentale che presenta tre portali. L’ultimo conflitto bellico provocò il crollo del tetto e di alcuni muri esterni e la successiva ristrutturazione riscoprì le linee classiche dell’edificio. Il Duomo conserva una splendida pala d’altare in terracotta robbiana raffigurante San Giuseppe, attribuita al Verrocchio, alla cui base si notano gli stemmi della comunità di Castelnuovo, un leone rampante blu in campo giallo.

Castelnuovo di Garfagnana, campanile del Duomo

Sempre nel Duomo anche una cornice marmorea della bottega del Civitali ed una tela di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio raffigurante la “Madonna con Santi”. Il cosiddetto “Cristo Nero”, scultura del XV secolo, scampato all’incendio che colpì la sacrestia nel1977, è oggi conservato nella cappella di San Giuseppe (che un tempo ospitava la terracotta attribuita al Verrocchio), al lato dell’abside.

Nelle vicinanze del paese, sul colle che sovrasta l’abitato, è da vedere la Fortezza di Mont’Alfonso, costruita tra il 1579 e il 1586 per volontà di Alfonso II d’Este come ultimo presidio del Ducato di Ferrara a difesa del confine con la Repubblica di Lucca. Progettata dall’architetto e ingegnere Marc’Antonio Pasi è la più importante emergenza architettonica militare della Garfagnana estense, con la sua superficie di 60mila metri quadrati, la cinta muraria di 1150 metri, sette baluardi collocati in modo asimmetrico per adeguarsi alle caratteristiche del terreno, un camminamento per la ronda e due porte. Degli esemplari cinquecenteschi rimangono la casa del capitano, l’alloggio delle truppe, il pozzo in pietra e il baluardo della casamatta.

Un edificio della Fortezza di Mont’Alfonso

Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale. Presidio militare estense nei secoli XVI e XVII, entrò a far parte, durante la parentesi napoleonica (1805-1814), dei beni del Demanio del Principato di Lucca e Piombino. Dal 1980 è di proprietà della Provincia di Lucca ed oggi ospita il punto informazioni turistiche, il centro di tradizioni popolari e il centro di documentazione sulle fortificazioni della Garfagnana.
La Fortezza si può raggiungere anche a piedi da Castelnuovo seguendo il suggestivo “Sentiero dell’Ariosto” che consente un’escursione nel verde intorno alla fortificazione.

Fortezza di Mont’Alfonso

 Da qui si può godere di un panorama unico sulle Panie delle Alpi Apuane e sull’Appennino Tosco-Emiliano.

Da visitare anche il Convento di San Giuseppe, un interessante complesso edilizio iniziato nel 1632 per volontà di padre Giambattista D’Este, già Alfonso III duca di Modena. A Castelnuovo, padre Giambattista rimase fino alla morte nel 1644. Il suo monumento funebre si trova all’interno della chiesa. Si dice che Alessandro Manzoni si fosse ispirato a lui e alla sua vicenda terrena per il personaggio di padre Cristoforo.

Notevole infine il ruolo svolto dalla musica a Castelnuovo di Garfagnana, dove vari eventi durante l’anno attirano artisti da tutto il mondo. Tra le principali attività legate alla prima tra le muse sono da ricordare la Corale del Duomo di Castelnuovo, attiva sin da metà Settecento sotto il nome di Schola Cantorum; e quello che è certamente l’evento centrale dell’anno culturale del paese, il Festival dell’International Academy of Music of New York, che ha in Castelnuovo una delle sue tre sedi europee (le altre sono a Burgos in Spagna e a San Pietroburgo in Russia).

Castelnuovo di Garfagnana, Teatro Alfieri

Non poteva quindi mancare a Castelnuovo di Garfagnana un teatro di prestigio. Il Teatro comunale Vittorio Alfieri è, con i suoi 510 posti a sedere, il secondo teatro della provincia, dopo il “Teatro del Giglio” di Lucca. Fu inaugurato la sera del 22 agosto 1860 con “La straniera” di Vincenzo Bellini. In origine dedicato a Vittorio Emanuele II, assunse l’attuale dedica all’indomani della nascita dello stato repubblicano. L’Alfieri può considerarsi a ragione il più rappresentativo teatro della Valle del Serchio e ben testimonia, nelle forme e nelle linee decorative interne ed esterne, il ruolo e le ambizioni della città nella seconda metà dell’ottocento. Era stato voluto da un gruppo di maggiorenti locali, fra cui il conte Giovanni Carli e Antonio Vittoni: il conte Carli stesso progettò la struttura ispirandosi probabilmente ad elementi decorativi presenti nel teatro di Lucca. L’edificio presenta un ampio atrio, la platea a ferro di cavallo, tre ordini di 17 palchi più il loggione. Le opere pittoriche furono realizzate dal castelnovese Davide Franchi. Intatto dopo la Seconda guerra mondiale, venne trasformato in sala cinematografica, fino alla sua chiusura nel 1990. Il 9 settembre 2006, con un concerto sinfonico dell’Orchestra regionale toscana, il teatro è stato nuovamente inaugurato dopo importanti restauri che l’hanno restituito all’antico splendore.

Parco dell’Orecchiella

Oggi ospita ospita eventi di rilevanza nazionale e un’annuale e prestigiosa stagione di prosa.

Per chi ama immergersi nella natura, ricordiamo che Castelnuovo è un punto di partenza ideale per esplorare le bellezze naturalistiche del Parco dell’Orecchiella e di quello delle Alpi Apuane. E’ inoltre possibile raggiungere in breve tempo le più interessanti mete turistiche della Valle del Serchio con itinerari di trekking a piedi e a cavallo o in mountain-bike. Anche nella riserva naturale del Parco dell’Orecchiella si possono fare trekking ed escursioni in mountain bike e a cavallo, nonché visite guidate, nelle imponenti foreste di faggio, castagni e abeti, ancora oggi popolate da animali selvatici come il lupo appenninico, i cervi, i mufloni e l’aquila reale. Nel Centro Visitatori a San Romano in Garfagnana si trovano il Museo Naturalistico e il Museo dei Rapaci oltre ad uno splendido Giardino dei fiori di montagna, dove passeggiare tra specie montane coloratissime. In alcuni grandi recinti sono ospitati alcuni animali come caprioli e orsi bruni.

Castelnuovo di Garfagnana

Il Parco dell’Orecchiella comprende la Riserva naturale della Pania di Corfino, lo splendido massiccio calcareo che appare come una terrazza affacciata sulla Garfagnana. Vi si trova anche un Orto Botanico che raccoglie le specie locali, come le genziane stellati, le peonie, i gigli.
All’interno del Parco si trovano, inoltre, tracce della presenza umana nella zona risalenti alla Preistoria: queste montagne furono infatti abitate sin dai tempi più remoti, come provano i manufatti ritrovati nelle grotte nei comuni di Sillano e Villa Colemandina.

GARFAGNANA NEL PIATTO

La cucina tipica Garfagnina è tradizionalmente semplice e sostanziosa, in quanto i ritmi della vita di un tempo non lasciavano spazio a ricette elaborate. I prodotti utilizzati sono genuini e di grande qualità per questo riscuotono grande successo anche ai giorni nostri. In Garfagnana sono presenti due prodotti con riconoscimento europeo di origine: il Farro della Garfagnana IGP e la farina di neccio DOP. Il farro in Garfagnana viene brillato, cioè liberato del suo rivestimento esterno in mulini di tipo tradizionale con macine in pietra ed usato per ricette tipiche: zuppa di farro, torta di farro, farro con fagioli.

Castagnaccio di farina di neccio

La farina di castagne o di neccio per secoli ha sostituito e integrato la farina di grano nella preparazione del pane, dei dolci e della polenta. Oggi viene apprezzata per il suo profumo e per la sua delicatezza al palato. Il famoso castagnaccio si ottiene impastandola con acqua, noci, bucce d’arancia, olio e cuocendola in forno. Ancora oggi con la farina di neccio, vengono prodotti pani speciali e dolci rustici. Si tratta della farina dolce che nasce dalla macinatura in mulini a pietra delle castagne, precedentemente essiccate per 40 giorni in particolari costruzioni denominate metati. Durante le due guerre del ‘900 è stato l’alimento che ha permesso la sopravvivenza delle popolazioni locali.

Per un souvenir gastronomico di qualità consigliamo una visita all'”Aia di Piero“. L’idea di Piero Valdrighi, che ha fondato l’azienda quarant’anni fa, è stata quella di valorizzare i prodotti tipici della Garfagnana: il farro, i funghi freschi e secchi, la farina dolce di castagne, il pecorino della Garfagnana, la mondiola o mortadella della Garfagnana, il pane casereccio. In questo è stato veramente un precursore: aveva infatti capito perfettamente che i prodotti tipici potevano essere il motore del turismo in un territorio fortemente legato alla tradizione.

Piero Valdrighi nel suo negozio

Così Piero ha ripercorso a ritroso, attraverso le conoscenze apprese da una famiglia antica, la cultura garfagnina, i suoi mangiari genuini, gli odori, i sapori. Il suo negozio, situato nel centro storico a due passi dalla Rocca Ariostesca e vicino al Duomo (aperto in orario continuato), è divenuto oggi una sorta di luogo sacro della cucina della tradizione, in cui è possibile acquistare o degustare anche in loco, le migliori specialità tipiche, selezionate per qualità. 
Chi arriva a Castelnuovo per acquistare i prodotti dell'”Aia di Piero”, cerca anche i consigli di Piero sui segreti della cucina del territorio. Lui svela volentieri (ma prima bisogna entrargli in simpatia) le ricette che ha raccolto nel corso di una vita mettendo insieme confidenze e tradizioni della gente di Castelnuovo e della Garfagnana. Quando passa da queste parti all’Aia si ferma volentieri Zucchero Fornaciari a chiacchierare non di musica, ma di agricoltura, di tradizione e di storia. 

Farina di neccio della Garfagnana DOP