“Adria in fiore”: aromi, profumi e colori di primavera

La primavera è giunta ed è tempo di pensare al giardino, ai balconi e all’orto. Ecco, quindi, che domenica 29 aprile torna “Adria in fiore“, la dodicesima edizione della kermesse organizzata dalla Pro Loco di Adria con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Gli aromi, profumi e colori della primavera ravviveranno Piazza Garibaldi, Riviera Matteotti, Piazza Grotto, Piazza Bocchi e Piazza Cavour.

Divertimento ad “Adria in fiore”

Con la presenza di numerosi fiorai e vivaisti provenienti dalle province di Treviso, Padova, Venezia, Rovigo, Adria si trasformerà per una domenica in un bel giardino fiorito dove, oltre ad acquistare piante e fiori, da giardino e da balcone, erbe aromatiche, rose, vasi e terrecotte, attrezzi per il giardinaggio, primizie di stagione, artigianato creativo, prodotti tipici di varie regioni italiane, sarà possibile svolgere numerose attività di svago riservate a grandi e piccini e approfittare di alcuni percorsi culturali per scoprire la città. “Adria in fiore” offre, quindi, l’opportunità di visitare il centro, i musei e fare shopping nei negozi, aperti per l’occasione. Non poteva mancare, anche quest’anno, la tradizionale mostra “La natura in cornice – L’incanto dei fiori pressati”, presso la Sala Cordella, con le opere di Gloria Nives Frigato la cui inaugurazione avverrà sabato 28 aprile alle 17. Adulti e bambini troveranno ben due postazioni della ludoteca itinerante “La tana dei tarli”, con giochi realizzati in legno e materiali ecologici. Nel pomeriggio di domenica 29 è prevista la sfilata del Concorso “Dillo con i fiori” con la partecipazione di gruppi vestiti e/o truccati a tema, saranno presenti, inoltre, alcuni artisti di strada, tra cui il Mago Daniel con il suo spettacolo di magia in Piazza Oberdan, e ancora truccambimbi e un cantastorie con il vecchio organetto.

Divertimento ad “Adria in fiore”

E’ inoltre in programma anche quest’anno, nell’ottica del coinvolgimento dell’intera città, il trenino dei fiori che collegherà il centro commerciale “Il Porto” con il centro storico. 

In occasione di “Adria in fiore” è prevista l’apertura straordinaria del Museo della Cattedrale con visite guidate in programma dalle 15.30 alle 18.30. Apertura straordinaria anche del Museo Archeologico Nazionale dove l’Associazione Culturale Studio D presenterà un laboratorio ludico-ricreativo a tema archeologico-floreale rivolto ai bambini e ragazzi dai 6 agli 11 anni intitolato “Nel Segno di Flora in Adria Rinascimentale”. Dalla ceramica graffita alla maiolica alla scoperta delle decorazioni di ispirazione floreale è invece il tema della mostra temporanea “Adria anche dopo i tempi romani”. Oltre ad una divertente incursione nella “Flora” dei reperti archeologici di epoca rinascimentale, i partecipanti saranno coinvolti in un mini laboratorio a tema. L’iniziativa è gratuita e la prenotazione è obbligatoria entro sabato 28 aprile.

“Adria in fiore”, domenica 29 aprile

Le attività saranno strutturate in tre turni. Per questioni organizzative l’evento è a numero chiuso con un massimo di 10 iscritti per turno. Per informazioni e prenotazioni Museo Archeologico tel./fax: 0426.21612.

Alla libreria-ludoteca Ricarello sarà presentato, a cura dell’illustratrice Sofia Boccato, il libro “Storie da leggere alla mia bambina” scritto da Stefano Bordiglioni e pubblicato da Emme edizioni. Sofia svelerà i segreti che l’hanno accompagnata nella realizzazione delle illustrazioni e saranno letti alcuni racconti tratti dal libro. Per tutti i partecipanti che lo desiderano, Sofia realizzerà inoltre le “Caricature in corolla”, meravigliosi ritratti a china adornati di fiori. Partecipazione libera fino ad esaurimento dei posti, prenotazione consigliata chiamando allo 042640918 oppure scrivendo a info@ricarello.it. Alle 18 la libreria Apogeo e la libreria-ludoteca Ricarello coinvolgeranno i bambini nel laboratorio creativo “Il volo dei fiori”. Un racconto prenderà il via dalla cartolibreria Apogeo (in Corso Vittorio Emanuele n. 147) e terminerà in libreria Ricarello (in Corso Vittorio Emanuele n.15) con… un fiore da prendere al volo ! Nel pomeriggio, inoltre, la libreria Apogeo proporrà un mercatino di libri usati “Cultura anti-crisi” e animazioni varie.

Adria, il Canal Bianco

Durante la giornata, presso i punti informativi Pro Loco si potranno acquistare i biglietti della lotteria che verrà estratta alle 19.15 in Sala Cordella. In palio 4 buoni acquisto per un totale di 1.600 euro e con solo 1 euro si potrà sostenere un’iniziativa volta a promuovere e valorizzare Adria. “Adria in fiore” è presente nel calendario degli eventi “Primavera slow 2017″, eventi en plein air nel Parco del Delta del Po – Riserva di Biosfera Mab Unesco.

VIAGGIO AD ADRIA

Diverse le ipotesi sulle antichissime origini della città sorta alle foci del Po e collegata da un porto canale al mar Adriatico, a cui ebbe l’onore di dare il nome. Affascinanti sono quelle legate alla leggenda. Si narra, infatti, che Diomede, compagno di Ulisse nella guerra di Troia, giungendo incolume dopo un naufragio in questo territorio, vi fondò una città chiamata Aetria ovvero “Serena”. Un’altra leggenda attribuisce la prima occupazione della città all’antichissimo popolo dei Pelasgi guidati dal loro re Adriano. Non è dato sapere se questo solenne personaggio sia arrivato su queste terre per mare o per terra. 

Adria, la Cattedrale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Si racconta soltanto che il suo prezioso cocchio dorato ha trovato sepoltura nel suolo adriese dove ancora giacerebbe.

Al di là delle leggende, le prime tracce di civilizzazione sono collocate attorno al IX secolo a. C.: un semplice agglomerato di capanne e palafitte. Per la sua posizione strategica, dovuta alla vicinanza al mare e a numerosi corsi d’acqua, tra il IV e V sec. a. C., Adria divenne nodo di comunicazione e commercio, tanto che i Greci ne fecero il loro emporio principale e chiamarono Adriatico il mare in cui navigavano per raggiungere la città. A questo periodo risale il ricco patrimonio di ceramiche, manufatti, vasellame tra cui i vasi a figure nere e a figure rosse di preziosa fattura. Nella seconda metà del VI sec. giunsero ad Adria gli etruschi che concorsero a consolidare le fiorenti attività commerciali, convivendo pacificamente con i popoli già insediati. Attraverso sapienti opere idrauliche di bonifica, gli etruschi diedero alla città un assetto urbano più organizzato. In seguito, con lo sviluppo del vicino porto di Spina, Adria conobbe un lungo periodo di declino e, a causa delle sempre più frequenti invasioni, fu abbandonata dagli etruschi.

Adria

Pare che si spinsero su queste coste anche i siracusani con il navarca Filisto, inviato dal tiranno Dionisio di Siracusa a reggere la città di Adria ed a presidiarne il porto. Qui Filisto avrebbe tenuto anche un celebre allevamento di cavalli, oltre ad aver fatto scavare alcune fosse per collegare l’Adige con la laguna di Adria. Da qui il nome di fossiones Philistinae (Fosse Filistine). Dopo il 49 a. C. Adria divenne Municipio romano iscritto alla tribù Camilia conoscendo un nuovo splendore e nel I secolo a.C. il territorio fu interessato dalla realizzazione di due importanti strade consolari: la Via Annia e la Via Popilia.

Con il declino dell’impero romano ebbe inizio una lenta decadenza. Tra il V e VII secolo d. C., dopo una breve dominazione gotica, la città passò sotto il dominio dei Bizantini e venne annessa all’Esarcato di Ravenna. Sul finire dell’anno Mille Adria diviene comune autonomo e dal XIII ai primi del XV secolo fu sottoposta alla viscontea degli estensi per poi passare sotto la Repubblica di Venezia, che ne terrà la giurisdizione sino al 1797, anno dell’arrivo dei francesi in Italia. Il dominio veneto coincise con un periodo di frequenti alluvioni e, di conseguenza, di grave dissesto territoriale.

Adria, basilica di Santa Maria Assunta della Tomba

La dominazione veneta lasciò il segno nelle case, nelle vie e nelle opere idrauliche, tra le quali, la più importante è senza dubbio il Taglio di Porto Viro (1604) suggerito dall’adriese Luigi Groto, detto il “Cieco d’Adria”. Dopo il dominio francese ed austriaco, nel 1866 Adria entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il centro di Adria, sino a pochi decenni fa, era racchiuso fra due rami del Canal Bianco; oggi esiste un solo ramo interno compreso tra i ponti di Castello, Sant’Andrea e San Pietro che dona alla città il suo particolare fascino. Qui la vita musicale e teatrale ha radici antiche. Pare, infatti, accertata la presenza di un teatro romano nella zona in cui sorge attualmente l’ospedale civile. Ma è nella seconda metà del Cinquecento, per impulso di Luigi Groto, il “Cieco d’Adria”, che la città si dotò di una struttura teatrale nella quale furono rappresentate alcune sue opere. Questo personaggio così affascinante, caratterizzato da una vita dedicata alle arti, è conosciuto ancor oggi anche all’estero.”Multum animo vidit, lumine captus erat” benché fosse privo della luce degli occhi, vedeva coll’animo molto più degli altri (Ovidio, Fasti, VI, 101). Questa iscrizione, che si trova sul ritratto del Groto attribuito al Tintoretto e sullo stemma di un Comune, testimonia la personalità e l’incidenza storica di questa figura intensa e poliedrica (fu un celebre drammaturgo, poeta, filosofo, musicista). Fanciullo prodigio tanto da essere inviato a Venezia a rappresentare in una solenne occasione la città di Adria davanti alla regina di Polonia, fu membro di varie Accademie letterarie, tra cui quella di Umanae Litterae di Adria, l'”Accademia degli Addormentati” di Rovigo ed istituì ad Adria una propria scuola chiamata l’ “Accademia degli Illustrati”. Il letterato adriese acquisì notorietà tanto che ricevette un ritratto eseguito, a dar credito alle parole dello stesso Groto, da Jacopo Tintoretto.

Adria, riviera

L’opera drammatica più famosa di Luigi Groto è l’ “Hadriana” (1578), prima grande tragedia manieristica del Cinquecento, che ispirò Shakespeare per il suo “Romeo e Giulietta”. A parte alcuni spettacoli che ebbero luogo nel Seicento, e di cui si ha incerta notizia, bisogna arrivare al 1803 perché venisse adibita a teatro la chiesa sconsacrata di S. Stefano (cui il teatro si intitolò). Vari documenti e testimonianze fanno riferimento ad un successivo teatro che si chiamò nel volgere degli anni e nel cambio delle gestioni Teatro Fidora, Teatro della Società e Teatro Orfeo. L’attuale Teatro Comunale (come fu chiamato in tempi recenti dopo essere stato il Teatro del Littorio e il Teatro del Popolo) fu inaugurato nel settembre del 1935 e, dopo stagioni di grande prestigio, continua ad ospitare rappresentazioni liriche e di prosa che mantengono viva la tradizione adriese. Il Comunale ha ospitato molti tra i più importanti interpreti del melodramma, sia cantanti come Beniamino Gigli, Mafalda Favero, Maria Caniglia, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Toti Dal Monte che direttori d’orchestra come Podestà, De Fabritiis, Armando La Rosa Parodi, Wolf Ferrari, l’adriese Nello Santi, Alvise Casellati.

Adria, il Teatro Comunale

Numerose presenze si registrano anche nell’ambito della rivista e della commedia musicale come: Delia Scala, Carlo Dapporto, il Trio Lescano, Luciano Tajoli, Nilla Pizzi, Teddy Reno, Corrado, Oreste Lionello, Mike Bongiorno, Alighiero Noschese. Per la musica leggera si segnalano: Johnny Dorelli, Milva, Domenico Modugno, Little Tony, Edoardo Vianello, Ornella Vanoni, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Mia Martini, Riccardo Cocciante, Edoardo Bennato, Eugenio Finardi, Angelo Branduardi, i Pooh, Gianni Morandi, Morgan, i Nomadi, Paolo Belli. Adria è sede vescovile di una diocesi millenaria. L’attuale cattedrale fu consacrata nel 1882 anche se i lavori di costruzione iniziarono alla fine del ‘700. La sua realizzazione modificò l’edificio religioso preesistente (attuale chiesa di San Giovanni), consacrato nel 1184, successivamente trasformato e ampliato nel XV secolo e ricostruito in molte parti due secoli dopo. Al centro della chiesa di San Giovanni, attraverso una scala, si può raggiungere quello che rimane della seconda Cattedrale edificata all’interno dell’area fortificata del Castello sul finire del IX secolo.

Adria, nel museo della Cattedrale

Questo vano semicircolare fu scoperto per caso nel 1830 durante lo scavo delle fondamenta dell’attuale Cattedrale dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. Qui si può ammirare il più antico documento di devozione mariana del Veneto ovvero un bassorilievo bizantino del VI secolo con incisioni in greco rappresentante la Madonna in trono con il Bambino in grembo e ai lati gli Arcangeli Michele e Gabriele. Nella sacrestia ci sono gli splendidi armadi intagliati da Jacopo Piazzetta, provenienti dalla Scuola della Carità di Venezia.

Nel 2015 è stato inaugurato il Museo della Cattedrale di Adria per custodire gli arredi sacri utilizzati per lo svolgimento delle solenni funzioni liturgiche e le opere scultoree e pittoriche che, rimosse dall’originaria ubicazione per motivi di conservazione, giacevano, poco accessibili alla vista, nei depositi e nella sacrestia. La distribuzione delle opere all’interno del complesso architettonico che ospita il museo è stata pensata in modo da permettere al visitatore di percepire globalmente il gusto artistico delle epoche rappresentate.

Adria, nel museo archeologico nazionale

Mediante il “Muro del tempo” virtuale e interattivo è possibile conoscere la storia della Cattedrale. La prima sala è dedicata ai codici e ai documenti antichi, raccolti in un unico ambiente per meglio controllare i parametri di umidità, temperatura e l’illuminazione. Tra le opere esposte si segnalano per pregio e rarità le meravigliose statuine in cotto policromo attribuite a Michele Dini da Firenze.

Altra importante edificio è la basilica di Santa Maria Assunta della Tomba, la cui fondazione risale ai primi tempi del Cristianesimo. L’attuale aspetto si deve agli interventi settecenteschi e a quelli degli anni 1930-40. Questi ultimi interessarono anche la ricostruzione del campanile, già fortemente rimaneggiato nel Trecento, che la leggenda indica come il faro romano dell’antico porto di Adria. Di pregio sono il battistero ottagonale di epoca tardoantica, un Crocefisso del Cinquecento oggetto di particolare devozione e il quattrocentesco gruppo di terracotta della Dormitio Virginis.

Adria, giardini Scarpari

Per conoscere meglio la città bisogna assolutamente visitare il Museo Archeologico Nazionale il cui nucleo storico ha origine dalla collezione privata della nobile famiglia adriese Bocchi la cui attività di ricerca, catalogazione e conservazione iniziò alla fine del ‘700 proseguendo per circa un secolo. I reperti più caratteristici del Museo sono rappresentati dai numerosissimi frammenti di ceramica attica a figure nere e rosse, dai vasellami di bronzo etruschi, riferibili principalmente al VI e V sec.a.C. quando il porto di Adria conobbe il suo periodo di massimo splendore. Dell’età ellenistica è la cosiddetta Tomba della Biga, una straordinaria sepoltura di tre cavalli con i resti metallici di un carro a due ruote. Per quanto riguarda l’epoca romana, i vetri di ottima qualità, indicanti la prosperità del luogo, costituiscono una delle più belle collezioni del Veneto. Si segnalano, inoltre, tra le bellezze di Adria, la Torre dell’Orologio in piazza Garibaldi, i Giardini Pubblici G. Scarpari, la Villa Mecenati, in rigoroso stile Impero, ora sede del Conservatorio. Fondamentale, per immergersi nell’atmosfera del luogo, una passeggiata lungo le “riviere”. Ottimo esempio di archeologia industriale è il Septem Maria Museum, un museo didattico sulla storia della Civiltà delle Acque nel Delta del Po. 

“Adria in fiore”

Un cenno, infine, per i buongustai: i prodotti tipici del territorio sono le Americane di Valliera (patate americane), il melone nostrano, l’aglio bianco del Polesine, la Ciabatta, il tipico pane adriese, l’Esse Adriese dolce a forma di esse. Lo si può gustare inzuppato nel vino rosso o nel caffelatte ed è preparato con un impasto di pochi e semplici ingredienti: farina, burro, uova e latte. Altro dolce adriese è la bissòla, tipico dell’Epifania, un biscotto di pasta frolla che assume la forma della befana o del gobbo.