
Un’edizione della Festa al Borgo, Morcone (BN)
Il 13 e 14 agosto andrà in scena a Morcone, in provincia di Benevento, la IV edizione della “Festa al Borgo”. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Morcone è inserita nel programma della LXIX Estate Morconese, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, storico, enogastronomico e artigianale del territorio, promuovendo le eccellenze locali e favorendo lo sviluppo turistico ed economico della comunità.

La locandina dell’edizione 2026
Nel corso delle precedenti edizioni, l’evento ha registrato una costante crescita, affermandosi come uno degli appuntamenti estivi più partecipati del comprensorio sannita. Le ultime edizioni hanno richiamato circa 10.000 visitatori complessivi nelle due serate, con la presenza di famiglie, turisti, cittadini provenienti dai comuni limitrofi e numerosi morconesi rientrati in paese per il periodo estivo. A determinare il successo dell’iniziativa, l’elevata qualità dell’offerta proposta, che ha saputo coniugare tradizione, cultura, gastronomia e intrattenimento grazie alla presenza di stand dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio, degustazioni di prodotti tipici e produzioni a Km 0, esposizioni di artigianato locale e antichi mestieri e spettacoli itineranti con artisti di strada, musica e animazione. Non sono mancate e non lo saranno neanche quest’anno le attività dedicate ai bambini e alle famiglie. L’edizione 2026 punta a consolidare e incrementare ulteriormente questi risultati, proponendo un programma ancora più ricco e coinvolgente e confermando “Festa al Borgo” come uno degli eventi di riferimento dell’estate morconese. Per la realizzazione della manifestazione, ospitata nella suggestiva Villa Comunale Tommaso Lombardi”, la Pro Loco Morcone APS si avvale della collaborazione di numerosi volontari e del sostegno di enti pubblici, aziende e sponsor privati, il cui contributo risulta fondamentale per garantire elevati standard organizzativi e la gratuità dell’evento per il pubblico.
VIAGGIO A MORCONE
Morcone, uno dei più pittoreschi borghi del Sannio, presidia un vasto territorio di oltre 100 kmq nella valle del fiume Tammaro in provincia di Benevento. Situato su un’altura a circa 600 metri sul livello del mare, all’ingresso orientale del Parco Nazionale del Matese, offre un suggestivo affaccio verso il Molise e la valle del Tammaro, che qui si allarga nel Lago artificiale – il maggiore della Campania – iniziato a comporsi nel 2006 a fronte della chiusura delle paratoie della grande diga Campolattaro.

Morcone panorama, foto di Domenico Vignone
Il vasto territorio, popolato dalla preistoria, punteggiato da fattorie di fase sannitica, in epoca romana fu sede di numerosi insediamenti rurali e di ville rustiche appartenenti alla gens Claudia, comprese nell’area dei Ligures Baebiani. Di origine longobarda, il borgo disposto a raggiera alle pendici del monte Mucre. si impianta entro le mura erette attorno a un precedente insediamento sannitico, di cui resta l’arce di mura poligonali. Su queste ultime è basato il castello normanno, parte della contea di Ariano.
Il nome di Morcone affonda le sue radici nel latino mucro, “punta aguzza”, un richiamo alla caratteristica conformazione del Monte Mucre, attorno al quale il borgo si è sviluppato nel corso dei secoli. Le origini di Morcone si perdono in un affascinante intreccio di storia, leggenda, memoria e identità. La tradizione riconduce infatti il borgo a un’antica città sannita, identificata forse con Murgantia o, più probabilmente, con Mucrae, antico oppidum del Sannio Pentro, dal quale potrebbe derivare lo stesso nome di Morcone.

Ruderi del Castello di Morcone
A testimonianza di questo remoto passato restano ancora oggi i possenti tratti di mura poligonali, visibili al di sotto dei ruderi del Castello medievale e sulla sommità del colle. La storia del borgo prosegue nel Medioevo: Morcone fu sede vescovile dal 1058 al 1122 e già dall’XI secolo godeva del prestigioso titolo di civitas, a conferma del suo ruolo e della sua importanza nel territorio. Durante l’epoca normanna, sveva e angioina, il paese sviluppò una propria organizzazione politica attraverso la Universitas, eleggendo autonomamente i rappresentanti della comunità. Fu proprio in questo periodo che il castello assunse un ruolo strategico di grande rilievo. Tra le sue mura soggiornò a lungo Margherita di Durazzo, moglie di Carlo III, re di Napoli, insieme ai suoi due figli. Il castello, allora suo feudo, divenne infatti un importante caposaldo difensivo durante il conflitto tra Durazzo e Angioini. Nei secoli successivi, il feudo passò attraverso diverse illustri famiglie: dai Gaetani ai Carafa, dai D’Aponte ai De Capua, quindi dai Baglioni ai Carafa di Colobrano, fino alla definitiva abolizione del feudalesimo, avvenuta nell’agosto del 1806.

Una delle suggestive stradine del centro di Morcone
Anche l’appartenenza amministrativa di Morcone seguì le trasformazioni politiche del tempo. Il paese entrò a far parte del Contado del Molise, dove rimase fino al 1861, anno in cui venne istituita la Provincia di Benevento, della quale Morcone fa tuttora parte.
Sulla sommità del centro abitato, i ruderi del Castello dominano con la loro posizione strategica, l’intero paesaggio circostante. La fortezza fu probabilmente edificata nel X secolo, anche se la prima testimonianza documentaria della sua esistenza risale al 1122. Ciò che resta del castello, costituito soprattutto da imponenti tronconi delle mura perimetrali, racconta una storia ancora più antica: la fortezza sorse infatti su un preesistente insediamento sannita. Ne è una chiara testimonianza la parte inferiore del basamento, realizzata con grandi blocchi di pietra disposti secondo la caratteristica tecnica poligonale, tipica delle fortificazioni sannite. Dell’antica struttura si conserva ancora l’ingresso della fortezza, riconoscibile per il portale sormontato da un’elegante arcata a sesto acuto.

Morcone, Palazzo Colobrano
Dal castello, il centro storico di Morcone si sviluppa lungo il versante del monte con una caratteristica forma a ventaglio. Un intreccio di strade strette e tortuose, spesso trasformate in suggestive gradinate rivestite di pietra locale, accompagna il visitatore tra antiche abitazioni, edifici civili e luoghi di culto, fino alle terrazze panoramiche dalle quali lo sguardo può spaziare sul paesaggio circostante.
Il terremoto del 1980 segnò profondamente il tessuto urbano, causando ingenti danni soprattutto agli edifici religiosi. Ne sono testimonianza le architetture della chiesa di San Marco e del Municipio, successivamente ristrutturate secondo un linguaggio moderno. Delle sei antiche porte che un tempo consentivano l’accesso al borgo, oggi ne rimane soltanto una: Porta San Marco, preziosa testimonianza della struttura difensiva originaria. La villa comunale, intitolata al politico morconese Tommaso Lombardi, fu realizzata intorno al 1930 nell’area colpita da un movimento franoso.

Lo Stemma di Morcone
Vi fu intitolato un Viale della Rimembranza e collocato il monumento ai caduti della Grande guerra, a cui si aggiunse un cannone a monito dei vivi. Tra varie installazioni artistiche, una fontana è opera del Maestro Antonio Del Donno (1927-2020). Dispone di giostre per bambini, un campo da tennis e spazi per manifestazioni all’aperto. In una radura del Parco dello Scoiattolo (ingresso dal vicino Toppo della Lupa) è installata una capanna in pietra a secco, tipico elemento del paesaggio pastorale, e sono presenti attrezzature per attività motoria; lungo il sentiero è possibile avvistare scoiattoli, ghiri, donnole e caprioli.
Tra gli spazi più significativi del paese si distingue la piazza situata sul terrazzo dell’Istituto Scientifico Giuseppe Diana, intitolata a Giuseppe Manente, compositore e primo direttore d’orchestra della Banda della Guardia di Finanza italiana, nato proprio a Morcone. La piazza presenta una particolare configurazione architettonica: una pianta rettangolare, ordinata e rigorosa, articolata in tre spazi consecutivi disposti su diversi livelli, che conferiscono all’insieme un carattere scenografico e suggestivo.
Tra gli edifici civili di maggiore interesse spicca Casa Sannia, situata a sud-est del centro storico, costruita sul suggestivo dirupo della “Prece”, a ridosso del torrente San Marco. Oggi l’edificio rappresenta un importante polo culturale per la comunità. Al suo interno trovano infatti spazio la Biblioteca Comunale, l’Archivio Storico Comunale, il Museo Civico “Enrico Sannia” e il Museo Scuola delle Scienze e della Tecnica “Achille Sannia”. Casa Sannia è così diventata un luogo in cui la memoria del territorio, la cultura e la conoscenza si incontrano e si tramandano alle generazioni future.

Morcone, Santuario della Madonna della Pace
Nel centro storico si trova il Santuario della Madonna della Pace, riconoscibile anche per il caratteristico campanile dipinto. L’interno, articolato in tre navate, custodisce dipinti e sculture di notevole pregio. Tra le opere più significative vi è l’antica scultura lignea della Vergine, portata nel XII secolo dagli abitanti della contrada “Stampa”. La statua, di gusto greco, si distingue ancora oggi per la raffinatezza della sua fattura. Accanto al Santuario, la storia religiosa di Morcone si arricchisce di altri importanti luoghi di culto. La chiesa dell’Addolorata, eretta nel 1670 per volontà dei cittadini, testimonia la profonda devozione della comunità, mentre la chiesa di San Bernardino, ricostruita agli inizi del Novecento dopo un incendio, conserva sulla facciata preziose ceramiche cerretesi. A circa 500 metri dal castello, immersa nel verde e facilmente raggiungibile attraverso una comoda strada comunale, sorge la chiesetta di San Rocco. L’edificio si trova nei pressi di una fontana dalla quale sgorga acqua fresca e limpida e rappresenta ancora oggi un luogo profondamente legato alla tradizione popolare.

Morcone, Convento dei Frati Cappuccini
Ogni anno, il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco, si rinnova infatti un’antica usanza: le frese, grossi biscotti della tradizione locale, vengono lavate e poi consumate dai fedeli. Il rito richiama la leggenda secondo cui, durante il periodo in cui il santo era isolato perché aveva contratto la peste, un cane gli portava ogni giorno del pane.
Poco distante dal castello, raccolta in una piccola piazza, si trova infine la Chiesa di San Salvatore, uno degli edifici sacri più antichi e suggestivi di Morcone. La chiesa sorse su un precedente tempio di epoca ellenistica, come dimostrano le numerose tracce rinvenute al di sotto dell’attuale pavimentazione durante gli ultimi interventi di restauro. Il luogo raggiunse il suo massimo splendore nell’XI secolo, quando divenne sede vescovile, ruolo che mantenne per circa un secolo. Al suo interno sono ancora visibili tracce di antichi affreschi e si conservano un fonte battesimale del XVII secolo e un sarcofago datato 1316, testimonianze preziose delle diverse epoche che hanno attraversato questo luogo.

Il lago Spino nelle montagne di Morcone
A completare questo itinerario nella storia e nella spiritualità di Morcone è il Convento dei Frati Cappuccini, edificato nel 1603 per volontà del marchese D’Aponte. Il convento è legato in modo particolare alla figura di San Pio da Pietrelcina, che proprio qui compì il suo noviziato dopo essere stato ammesso il 6 gennaio 1903. La cella nella quale visse il futuro santo è stata musealizzata e conserva ancora oggi diversi paramenti e oggetti sacri, offrendo al visitatore uno spazio di particolare suggestione e raccoglimento. Nel refettorio si possono ammirare inoltre due dipinti raffiguranti la Fuga della Sacra Famiglia in Egitto e l’Adorazione dei Magi. Al convento è annessa la chiesa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo, che completa questo importante complesso religioso.
Oltre alla visita al centro storico di Morcone, le passeggiate in ambiente sono il migliore modo di scoprire questo vasto angolo della provincia di Benevento e dell’Alto Tammaro. Sono numerosi i percorsi in ambiente praticabili con partenza da Morcone che si snodano in un paesaggio variegato e affascinante ricco di storia e naturalità attraversato per oltre 5 chilometri dal regio Tratturo Pescasseroli-Candela e da numerosi tratturelli.

Morcone, sentiero Ponte della Vedova
Questi percorsi, utilizzati dai pastori nella transumanza, costituiscono oggi interessanti itinerari naturalistici che incontrano sul loro sentiero fontane, abbeveratoi, resti di muretti in pietra a secco che indicavano alle greggi la strada, chiese campestri, la grotta della monaca, il Lago Spino (lago carsico), mulini e piccole cascate. Nel territorio è presente la riserva WWF del Lago di Campolattaro, una zona ZPS (zona di protezione speciale) finalizzata al mantenimento di habitat idonei alla conservazione di uccelli selvatici migratori; un’area SIC (sito di interesse comunitario) che tutela la conservazione degli habitat naturali e seminaturali di fiora e fauna.
MORCONE NEL PIATTO
La cucina tradizionale di Morcone è quella delle paste fatte in casa, condite con ragù, sugo di pomodoro, broccoli, legumi o con sughi di mare: tagliatelle, tagliolini, cavatelli, gnocchi e le peculiari taccozze, un formato di pasta fresca tradizionale a forma di rombo, preparato con farina e acqua.

Le taccozze con le cicale di mare
E poi salsicce e salumi come il capocollo, le soppressate, i prosciutti e la pregiata “lonza nel grasso” di maiale nero ed i formaggi del territorio, pecorini e ricotte del Sannio. Tra i piatti spiccatamente tradizionali spiccano i mugniatielli, involtini di interiora d’agnello insaporiti con aglio e prezzemolo, la montanara morconese, una pizza fritta preparata con farine di grani antichi locali come Saragolla e Senatore Cappelli e la farzora, un piatto a base di carne di maiale e peperoni. Interessanti i vini tipici del territorio: il Sannio DOC e la Falanghina del Sannio.