CarnevaLöa, un mese di festeggiamenti a Loano

Un patrimonio di storia, folklore e arte della cartapesta che attira visitatori da tutta Italia e oltre. Stiamo parlando del Carnevale di Loano (SV), meglio noto come CarnevaLöa, un mese di festeggiamenti ininterrotti, tra sfilate in maschera, carri e pentolaccia, in programma dal 25 gennaio al 22 febbraio 2026.

Le quattro maschere del Carnevale di Loano

E’ grazie alla passione dei volontari dell’Associazione Vecchia Loano che da mesi lavorano con impegno alla costruzione dei carri allegorici se questa questa tradizionale manifestazione, che ha più di cento anni di storia, viene portata avanti ed è annoverata tra i più importanti Carnevali italiani, oltre che il più grande della Liguria. Al centro della kermesse ci sono le sue figure iconiche, parte integrante del Registro delle maschere italiane e cofondatrici del Centro Nazionale di Coordinamento delle maschere Italiane: Beciancin, Puè Pepin: Capitan Fracassa e la Principessa Doria del Castello. E saranno proprio loro i protagonisti dell’apertura del Carnevale, in programma il 25 gennaio dalle 14.45 alle 18 con la Consegna delle Chiavi della città da parte del sindaco di Loano, Luca Lettieri al Beciancin (maschera ufficiale del CarnevaLöa, simbolo goliardico dei primi del ‘900) e alle altre maschere: Capitan Fracassa (maschera Ligure della Commedia dell’Arte), Puè Pepin (il Re del Carnevale fin dal 1950) e la Principessa Doria del Castello. Queste figure, insieme a tante altre maschere ospiti da regioni come Piemonte, Lombardia ed Emilia, animano l’attesa cerimonia che inaugura ufficialmente il lungo e articolato periodo carnevalesco.

CarnevaLöa, sfilata dei Carri

Tra i vari eventi in programma, la Sfilata dei Carri Allegorici (15 e 22 febbraio), davvero spettacolari, che raggiungono sette metri di altezza e otto di lunghezza. Per crearli ci lavorano più di duecento persone tra fabbri, pittori, elettricisti e meccanici. Ad essi si aggiungono un gran numero di volontari che contribuiscono alla costruzione riempiendo di cartapesta tutte le sagome.

La ricchezza del CarnevaLöa affonda le radici in una storia centenaria, testimoniata anche dal riconoscimento di “Carnevale storico” ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali. Il clou dell’evento è costituito dalle grandiose sfilate dei carri allegorici sul lungomare di Loano. Queste vere e proprie opere d’arte in cartapesta sono realizzate a mano dai “maestri cartapestai”, che tramandano una sapienza artigianale antica, spesso ispirandosi a temi di attualità, satira e cartoons. Le sfilate non sono semplici parate, ma momenti di competizione e aggregazione.

CarnevaLöa, sfilata dei Carri

Il Palio dei Borghi vede sfilare e gareggiare i carri realizzati dai borghi di Loano; il Palio dei Comuni è una sfilata conclusiva che coinvolge i carri provenienti dai Comuni rivieraschi e dell’entroterra ligure. Questa attenzione alla manualità e alla trasmissione del sapere è confermata dalla presenza della “Scuola della cartapesta e dell’arte carnevalesca”, che coinvolge anche le nuove generazioni, come gli studenti di istituti superiori, in progetti di stage formativi. Il calendario ricco di eventi include, oltre alle sfilate, il Carnevale dei Bambini: pomeriggi dedicati ai più piccini con giochi, balli, animazione musica e tanto divertimento pensato su misura per i più piccoli.

Per saperne di più sul programma: www.vecchialoano.it

VIAGGIO A LOANO

Borgo balneare della provincia di Savona, Loano conserva un centro storico di grande interesse monumentale, tra i meglio conservati della Liguria. Dal 2012 anche la Marina di Loano ha ottenuto il prestigioso vessillo Bandiera Blu, simbolo di qualità delle acque, dei servizi ambientali e di accoglienza offerti dalla città.

Loano, porto turistico

Fondata in epoca romana, a partire dal XIII secolo Loano divenne feudo imperiale della potente famiglia Doria di Genova, che ne segnò profondamente lo sviluppo urbano e culturale. Per iniziativa dei Doria furono eretti il castello e diversi edifici di grande prestigio, che ancora oggi testimoniano la centralità del borgo nella storia ligure, un patrimonio architettonico e monumentale di valore, arricchito nel tempo da opere come le moderne fontane artistiche. Loano custodisce anche una radicata tradizione spirituale: le sue antiche chiese e i conventi raccontano secoli di devozione popolare, mantenendo vivo il legame tra fede, identità locale e memoria storica. Fra gli edifici cinquecenteschi spicca palazzo Doria, edificato tra il 1574 e il 1578 da un allievo dell’architetto Galeazzo Alessi, forse su un progetto del maestro. Degno di nota, all’interno, un frammento di pavimento romano a mosaico del III secolo d.C. Costruito come residenza di Giovanni Andrea Doria e della moglie Zenobia Del Carretto, Palazzo Doria unisce l’eleganza rinascimentale alle caratteristiche del palazzo-fortezza, con la sua torre pentagonale a base irregolare che richiama il perimetro delle antiche mura.

Loano, Palazzo Doria

Sede del Comune di Loano, il complesso conserva anche i giardini – che oggi accolgono il teatro all’aperto – la storica Fontana Giovanna e la Loggetta che si affaccia sulle mura e su Ponte San Sebastiano, ricostruito nel 1691. Fronteggia il palazzo la chiesa di San Giovanni Battista, a pianta decagonale (1633-38). L’uso della pietra del Finale caratterizza l’ingresso, le balaustre delle cappelle e dell’abside. All’interno si conservano un altare e un pulpito settecenteschi di pregio, insieme a numerosi dipinti realizzati da importanti artisti liguri dello stesso secolo. Accanto alla chiesa di San Giovanni Battista sorge l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario, o delle Cappe Turchine. Edificato nel 1661 sul luogo della seconda chiesa parrocchiale di Loano, demolita perché pericolante, conserva ancora la parte inferiore del campanile originario. L’interno, a navata unica e di dimensioni più ridotte rispetto alla chiesa precedente, è un elegante esempio di barocco ligure: ricco di dorature, affreschi sulla volta e preziosi arredi, tra cui l’ancona dell’altare maggiore, attribuita a Baciccio.

Loano, Castello Doria

L’antico Castello dei Doria, oggi proprietà privata e visitabile solo esternamente, domina Loano da una posizione panoramica sulla collina alle spalle del centro abitato. Dalla prima fortificazione, risalente al XII secolo, nei secoli XVI-XVII assunse l’aspetto di palazzo rinascimentale, diventando la residenza dei feudatari Doria. Venne venduto ai Fieschi nel 1505 e riconsegnato ad Andrea Doria dall’imperatore Carlo V nel 1547, fino a diventare parte del Regno di Sardegna nel 1736.

Nella zona nord della città, ai piedi del Castello, si sviluppa il borgo medievale: uno dei più antichi nuclei urbani di Loano. Il suggestivo angolo di Medioevo di Borgo Castello conserva la piazzetta centrale, abbracciata da arcate e terrazzini, da cui si diramano viottoli acciottolati e la scalinata che conduce al castello. Porta Passorino, una delle quattro porte originarie della cinta muraria medievale si trova in una traversa che collega il centro storico al lungomare e in passato chiudeva a ponente l’antica strada di Mezzo (oggi via Cavour).

Loano, Porta Passorino con il suo orologio

Costruita sotto Giovanni Andrea I, fu ribattezzata “dell’Orologio” dopo il 1774, con l’aggiunta di una torretta con stemmi sabaudi, orologio e campanella per segnalare i pericoli alla popolazione. È ancora visibile una loggetta coperta che dalla Porta conduceva al baluardo Sud – demolito nel 1883 per agevolare la viabilità.

Nel convento del Monte Carmelo, raggiungibile con una breve passeggiata, sono conservate le tombe dei Doria fino al 1793. Fondato nel 1609 come dono della famiglia Doria, rappresenta uno dei più significativi esempi del tardo manierismo ligure. La costruzione del grande complesso richiese importanti lavori preparatori, tra cui la costruzione di un viadotto, e si concluse nel 1610. Oggi il convento è un luogo di preghiera e di spiritualità, particolarmente legato alla devozione per la Vergine Maria e lo Scapolare del Carmine. La comunità religiosa vi svolge attività di preghiera e direzione spirituale, curando al tempo stesso un’azienda agricola di prodotti naturali. La chiesa di Nostra Signora di Loreto è il più antico edificio medievale sulla costa di Loano, costruito tra il 775 e il 1171 sotto i monaci benedettini dell’abbazia di San Pietro in Varatella. Era un punto di riferimento per i fedeli che abitavano lungo il litorale e offriva alloggio ai viandanti e ai monaci in viaggio, oltre a ospitare spazi utilizzati come deposito di merci.

Loano, spiaggia

All’interno si conservavano numerosi ex-voto marinari e modelli di imbarcazioni, un tempo appesi alla volta. Sul soffitto è ancora visibile l’affresco della Vergine che soccorre una nave in tempesta, memoria della grazia attribuita alla Madonna nel 1657, quando liberò Loano da una violenta epidemia.

Loano è caratterizzata dalla presenza di un gran numero di fontane: il percorso pedonale chiamato “Giro delle Fontane” parte dalla splendida Fontana Giovanna del Cinquecento, nei giardini di Palazzo Doria.

Loano, Fontana Giovanna

Riprendendo la tradizione di abbellire gli spazi urbani con fontane, negli anni Duemila la città ha promosso il progetto “Fontane d’Arte”, coinvolgendo noti artisti contemporanei nella realizzazione di nuove opere. La città si è così arricchita di sei fontane artistiche moderne, vere e proprie sculture che uniscono maestria artigianale e giochi d’acqua, trasformando il centro urbano in una galleria d’arte a cielo aperto.

Loano ha da sempre un legame profondo con il mare, che influenza il clima mite della città e ne ha connotato per secoli la vita economica e sociale. Dapprima con la pesca, poi con i cantieri navali e infine con gli stabilimenti balneari, il mare ha rappresentato la principale risorsa economica del territorio. Qui hanno vissuto armatori, comandanti, marinai esperti, artigiani della pesca e palombari celebri per le loro missioni di recupero e ricerche sottomarine. Proprio a questo legame speciale è dedicato il Museo del Mare e della Marineria di Loano, ospitato a Palazzo Kursaal.

Loano, Museo del Mare e della Marineria

La mostra permanente raccoglie autentici tesori: modellini navali in scala, strumenti e attrezzature d’epoca, documenti, fotografie, libri, arnesi della cantieristica e della pesca, carte geografiche, portolani, diari di bordo, conchiglie e molto altro. Tra i pezzi più sorprendenti spiccano il Quasar A, un sommergibile a grandezza naturale e perfettamente funzionante, costruito artigianalmente da Mario Lentini, e una raccolta di equipaggiamenti da palombaro, memoria delle imprese dei loanesi in missioni di rilevanza internazionale come il recupero dello “Scirè” al largo di Haifa.

Grotte di Toirano

Non lontano da Loano sorge Toirano, località famosa per le sue 70 grotte calcaree, con straordinarie formazioni naturali di stalattiti e stalagmiti. Il complesso delle Grotte di Toirano è un sito archeologico di rilevanza internazionale: un autentico viaggio nel tempo fino al Paleolitico Superiore. Qui si conservano orme e tracce lasciate dall’Homo Sapiens, che le frequentò circa 14.000 anni fa, e resti dell’Ursus spelaeus, l’orso delle caverne che vi trovò rifugio per il letargo 50.000 anni fa. Tra gli ambienti più suggestivi spicca la celebre Sala dei Misteri, che gli studiosi ritengono potesse essere un luogo rituale per l’iniziazione dei giovani cacciatori. Oltre al loro inestimabile valore archeologico, le Grotte sono uno spettacolo della natura: le concrezioni rocciose, uniche per forme e colori, creano scenografie che lasciano senza fiato. Il complesso, con annesso un piccolo museo paleontologico è aperto tutti i giorni (eccetto il 25 dicembre e il 1° gennaio).

Museo Etnografico della Val Varatella, la cucina Settecentesca

Da non perdere anche il Museo Etnografico della Val Varatella, ospitato a Palazzo D’Aste-Del Carretto, a Toirano, che racconta la vita e i mestieri tradizionali dei paesi dell’entroterra. Il percorso espositivo presenta oggetti della vita quotidiana e delle attività agricole tradizionali, mentre il piano nobile conserva arredi e stanze originali del palazzo.

Per chi desiderasse alloggiare a Loano per apprezzare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo La Mediterranea Hotel.  Affacciato sul mare e a due passi dal centro di Loano, La Mediterranea Hotel è il punto di partenza ideale per vivere la Riviera Ligure in tutto il suo splendore. Dalla colazione a buffet con dolci genuini fino ai piatti del ristorante interno, ogni momento è all’insegna della qualità. Lo staff si prende cura di ogni dettaglio, con ambienti sempre puliti, ospitalità attenta e un’impareggiabile posizione che permette di vivere a piedi la spiaggia (ombrellone e lettini riservati), il centro e le bellezze di Loano.

La Mediterranea Hotel

La cucina dell’hotel celebra i sapori del Mediterraneo con piatti autentici e generosi, che parlano di casa e libertà. L’atmosfera è familiare e curata, con camere confortevoli e servizi pensati per il relax; molte camere dispongono di un balcone, alcune affacciate direttamente sul mare. Che si viaggi in coppia, in famiglia o da soli, c’è una camera perfetta per ogni esigenza.

LOANO NEL PIATTO

La buridda ligure

La cucina loanese riflette la grande tradizione gastronomica ligure: semplice, genuina e profondamente legata al territorio. Il pesce fresco è protagonista indiscusso ma non mancano i piatti più amati della cucina di terra e naturalmente la farinata. Qui, come a Savona e per lo più bianca, a base di farina di grano. E’ possibile arricchirla con rosmarino, cipollotti o condimenti a piacere. L’utilizzo della farina bianca lo si deve all’aumento dei dazi sulla farina di ceci imposti durante il dominio genovese su Savona nella prima metà del 1500. Altro cavallo di battaglia della zona sono le lazarene, lasagne originarie del paese di Vendone e realizzate unendo alla farina bianca quella di castagne. Tradizione vuole che vengano condite con un sugo a base di nocciole, erbe spontanee e pomodoro o con i funghi. Gli zembi d’arzillo sono invece ravioli di pesce che devono il nome all’odore pungente del pesce (arzillo) che veniva trasportato nei canestri di paglia (zembil).

Stoccafisso accomodato

Si passa dal mare all’entroterra con le lumache. Vengono servite in umido oppure sbollentate e poi accompagnate con acciughe, noci, erbe aromatiche, aglio e vino bianco. Ben si prestano a essere servite insieme alla bardenulla, la polenta bianca con porri, funghi, latte e panna. Lo stoccafisso viene impiegato nella preparazione della buridda, la zuppa di pesce diffusa in tutta la Liguria. In questo piatto sono racchiuse tutte le eccellenze locali: pinoli, acciughe, funghi e stoccafisso. Stesso discorso per lo stoccafisso accomodato che condivide gli ingredienti e aggiunge le patate alla preparazione. Per concludere in dolcezza, i dessert tipici: le biscette croccanti alle nocciole, i baci di cioccolato, il pan del pescatore e i famosi Sorrisi di Loano, nati dall’unione tra nocciole e cioccolato bianco, ricoperti di cioccolato fondente e granella di nocciola pralinata. Un vero trionfo di sapori da portare con sé come ricordo goloso della città.