Cerevisia, il Festival delle birre artigianali in Val di Non

Fondo Val di Non Cerevisia, Festival delle birre artigianali trentine

Cerevisia, il Festival delle birre artigianali, festeggia quest’anno l’ottava edizione con un variegato programma promosso dal 9 all’11 maggio a Fondo, in Val di Non, località trentina dove si potrà apprezzare e conoscere al meglio il mondo delle birre artigianali.

Cerevisia. Questo antico termine, proveniente dalla lingua latina, ritrova il suo significato semplicemente nella parola “birra”. Infatti, questa bevanda, a noi tutti comune, ha una storia millenaria (oltre novemila anni) ed ha accompagnato popoli interi: dalle prime civiltà mesopotamiche, alle dinastie egizie, dalle popolazioni barbariche del nord Europa fino a noi. O meglio ai nostri nonni.

Foto di Diego Marini

Per l’appunto, fino a metà del secolo scorso era pratica abbastanza comune prodursi la birra in casa, per la famiglia e per la vita contadina. Allo stesso tempo, consistente era però anche l’esistenza di piccole birrerie, dove il mastro birraio ricopriva sia il ruolo di produttore, che quello di oste.

Il fenomeno della birra artigianale in Italia è rinato quasi per caso un ventennio fa e, sviluppatosi contemporaneamente in più parti del territorio nazionale, ha visto emergere alcuni pionieri che hanno iniziato a produrre birra. Una birra diversa, un prodotto tutto nuovo se paragonato a quella rra industriale che siamo abituati a conoscere ed a bere giornalmente. Questi birrai hanno voluto riscoprire i tradizionali metodi di produzione, la cura e la scelta nelle materie prime, l’attenzione nei processi produttivi e… hanno deciso di pazientare, di lasciare alla birra il tempo necessario per la sua maturazione in modo da esaltare al massimo le caratteristiche organolettiche di malti d’orzo e luppoli.

Premio per l’utilizzo di materia prima trentina

Quello delle birre artigianali è un mondo ricco, pieno di sfumature, tutto da scoprire perché non esiste solamente una tipologia di birra, ma ve ne sono oltre centocinquanta ed ogni birraio, con la sua mano da artigiano, la rende particolare conferendole la propria personalità e il proprio gusto. Questa birra racchiude quindi una nuova identità unica e irripetibile frutto della passione e della tradizione.

Perché in Trentino il Festival delle birre artigianali ? Perché questa terra non è rimasta a guardare, ma man mano negli anni anche qui sono nati e cresciuti diversi birrifici! Ed è il momento giusto per raggrupparli assieme, per conoscerli e degustare le loro eccellenze!

Questi sono gli ingredienti di Cerevisia! Ma non solo, il Festival sarà molto altro: sarà incontro, degustazioni, tavole rotonde, musica dal vivo, laboratori per conoscere al meglio la birra e il suo mondo. Novita 2025: Cerevisia Street Food Festival. Oltre allo stand gastronomico dove si potranno trovare piatti tipici e non solo, sarà possibile degustare anche i migliori street food del Trentino.

Fondo, il campanile della chiesa di San Martino

VIAGGIO A FONDO (VAL DI NON)

Fondo in Val di Non è un bellissimo paese di montagna, situato a quasi 1.000 m s.l.m. L’etimologia del nome non è certa ma molto probabilmente proviene dagli antichi romani che si riferivano al paese definendolo in fundo vallis ovvero in fondo alla valle, ma non si esclude anche l’ipotesi che il nome provenga dal latino fundus che significa territorio.

Già dall’epoca degli antichi Romani la zona di Fondo era stata individuata per le sue caratteristiche particolarmente favorevoli all’insediamento. Il paese ebbe il maggior numero di abitanti nel periodo medievale e allo sbocciare del Rinascimento ma a metà del 1300 rischiò quasi l’estinzione con lo scoppiare della peste bubbonica, in seguito alla quale sopravvissero solo alcune famiglie che, per ringraziare Dio, fecero voto di andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Sulle facciate delle case più antiche è conservato un ciclo di affreschi votivi dedicati a San Giacomo: i dipinti simboleggiano il ringraziamento delle “sette famiglie” del paese scappate alla pestilenza.

Fondo, Val di Non

Il percorso di visita parte dal centro storico di Fondo, per poi scendere nella parte più bassa del paese, quella più antica e autentica, dove è possibile visitare il mulino ad acqua perfettamente funzionante all’imbocco della forra e, poco più in là, il tradizionale lavatoio, ancora intatto, in cui un tempo le donne lavavano i panni; da qui sono ancora visibili i ruderi di un antico ponte alto medioevale che collegava le due sponde del Rio Sass.

Fondo, museo casa dell’Acqua

Il Rione Gió a l’Aca, uno dei più antichi di Fondo, risale al 1400. Ad oggi tutte le case sono state ristrutturate, l’unica che riporta ancora l’aspetto quasi originale è un edificio in via Segantini. Era stato pensato per essere uno stabilimento termale poiché nel 1443 venne scoperta una sorgente di acque acidule. Purtroppo la struttura non fu mai realmente completata e tutto il progetto, pochi anni dopo, andò a monte con il rarefarsi della sorgente. Per i caratteri peculiari del suo assetto morfologico e per la presenza ricorrente dell’acqua sotto vari aspetti il rione ricorda un po’ Venezia. Per questo oltre a chiamarsi Gió a l’Aca già da secoli questo luogo viene proprio chiamato come la città veneta: “Venezia”. Il rione è attraversato dal Rio Sass e in antichità vi erano due segherie e sette mulini in funzione lungo il torrente. Ultimo rimasto è il già citato mulino Bertagnolli, dove si sono macinati frumento, grano saraceno, segale e mais fino al 1961.

Fondo, piazza San Giovanni, memorial dedicato a Fortunato Depero

All’interno sono conservati i numerosi attrezzi utilizzati dai contadini per la coltivazione, trasporto e lavorazione del grano prima di essere pronto per la macinatura, tutti in un ottimo stato di conservazione. Sempre nel Rione Gió a l’Aca si trova la Casa dell’Acqua, un piccolo museo composto da sei ambienti che accompagnano il visitatore in un viaggio teso a valorizzare il territorio e a tutelarne il patrimonio ambientale e culturale. Qui l’acqua è protagonista nel raccontare gli usi civici, la sostenibilità, la forza e l’energia, le memorie di questa terra.

La chiesa di San Martino, la chiesa principale di Fondo, sorge proprio nel cuore del paese, a pochi passi dalla piazza principale. Non si sa nulla sulla data esatta della sua fondazione, ma è certamente da far risalire a prima dell’anno 1000. Nel 1519 ne venne costruita un’altra al posto della primitiva, in stile gotico e circondata da un cimitero. Verso il 1850 si stabilì di ingrandire l’edificio ormai divenuto troppo piccolo per la crescita della comunità. Tratto caratteristico della basilica è la presenza del portico a colonne sulla facciata, prolungamento dell’atrio (nartece) che collega la navata principale con l’esterno della chiesa.

Fondo, chiesa di San Martino

Nella piazza principale di Fondo, Piazza San Giovanni, troneggia una grande fontana, con quattro getti e coronata in cima dalla bella statua ottocentesca di San Giovanni Nepomuceno. Sempre in Piazza San Giovanni si trova l’idrocronometro astronomico, ideato nell’anno 2010 dagli orologiai Zanoni: una struttura a torre con ingranaggi a vista dà indicazione dell’ora, della fase lunare in corso, del calendario dei giorni del mese e della settimana, e persino della posizione del sole nello zodiaco.

Fondo, idrocronometro astronomico

L’originale congegno rappresenta la concretizzazione di un progetto che fin dalla sua origine ambiva a coniugare diversi sistemi di misurazione all’interno di un meccanismo che funzionasse esclusivamente grazie alla forza motrice dell’acqua. A ciò si aggiunge un sistema a suoneria che scandisce il passaggio di ogni ora e mezza ora.

Il cuore del centro storico di Fondo è perfettamente tagliato in due parti dal Canyon del Rio Sass, una profonda gola scavata nel corso dei millenni dallo scorrere impetuoso delle acque del Rio Sass, il torrente che dalle montagne di Fondo scorre nella parte bassa del paese fino a congiungersi a valle col torrente Novella. In antichità la scelta di costruire le abitazioni a ridosso della forra e sugli strapiombi era dettata dall’esigenza di non occupare spazi che potevano essere dedicati all’agricoltura. Il suggestivo Canyon del Rio Sass rappresenta un’escursione imperdibile della visita di Fondo: un labirinto scavato dalla natura, trasformato in un percorso naturalistico affascinante e adatto a tutti. Cascate d’acqua cristallina alte decine di metri, suggestive particolarità naturalistiche, giochi di luce, angusti passaggi scavati nella roccia, oscure e misteriose gole a picco su profondi burroni, fossili, marmitte dei giganti, stalattiti e stalagmiti… questi fantastici spettacoli naturali, rimasti per secoli inaccessibili, sono stati recentemente riscoperti e dal 2001 il sito è visitabile grazie a passerelle, scalette da percorrere accompagnati da operatori specializzati, guide esperte necessarie per percorrere, in sicurezza, un percorso caratterizzato da un dislivello di 145 metri e da 1200 gradini.

Fondo, Canyon del Rio Sass

Una volta immessi nel labirinto di rocce, con passaggi fino a 90 metri dal suolo, si possono ammirare dal basso le antiche case del paese costruite a strapiombo sulla roccia. Proseguendo lungo il percorso si incontrano una diga (o sbarramento) in tronchi costruita alla fine del 1700, spettacolari cascate e insolite formazioni calcaree, ed è possibile intravedere lo stabilimento termale “bagni di Fondo”, attivo dalla metà del 1800 fino alla metà del secolo scorso.

Fondo, Val di Non, lago Smeraldo

La passeggiata del Burrone, che dal centro del paese di Fondo porta al Lago Smeraldo, è una delle bellezze nascoste della Val di Non da non perdere. Il lago, non particolarmente grande (circa 10 mila metri quadrati), è caratterizzato dalle sue peculiari sfumature verdi, che ne hanno ispirato il nome. Realizzato artificialmente nel 1965 sbarrando il corso del Rio Fondo, questo bacino offre la possibilità di trovare adeguato relax nuotando, pescando o riposando sulla sua piccola spiaggia. L’area è attrezzata con tavoli da picnic e nei mesi più caldi è possibile fare il bagno nelle sue fresche acque. Per chi volesse fermarsi per un pranzo gustoso o un aperitivo, sono presenti due strutture che offrono servizio bar e ristorazione con vista sul lago.

Il lago Smeraldo è un perfetto punto di partenza per piccole passeggiate. Alcune panoramiche ed altre immerse nel bosco. Dal lago è possibile raggiungere la Malga di Fondo situata a a 1488 metri di altezza s.l.m. che durante il periodo estivo offre servizio di ristorazione con menù tipici della Val di Non e la possibilità di acquistare alimenti come burro e formaggio, prodotti direttamente in loco. Sempre partendo dal lago Smeraldo si può raggiungere l’Orto Botanico, aperto ai visitatori durante i mesi di luglio e di agosto con visita guidata.

B&B Molin dei Maghi

Per chi desiderasse alloggiare a Fondo per visitare in tranquillità tutte le bellezze del territorio, consigliamo il B&B Molin dei Maghi (Via Lago Smeraldo 26, Fondo), un ambiente confortevole e suggestivo, immerso in un luogo incantato.  Molin dei Maghi presenta la vista sulla montagna, il WiFi gratuito e un parcheggio privato gratuito a Fondo, a 38 chilometri da Stazione Ferroviaria Maia Bassa. Ogni alloggio è dotato di bagno privato con bidet, set di cortesia e asciugacapelli. Gli ospiti della struttura potranno gustare una colazione a buffet, continentale o italiana e rilassarsi in giardino o nella sala comune. Giardini di Castel Trauttmansdorff è a 39 chilometri da questo bed and breakfast, mentre l’aeroporto di Bolzano si trova a 36 chilometri. Gli animali da compagnia, cani e gatti, sono ben accetti.

VAL DI NON NEL PIATTO

I canederli (serviti in brodo o impiattati con del burro fuso) sono uno dei piatti più identificativi del Trentino. Quelli preparati in Val di Non si distinguono perché contengono la tipica mortandela, un insaccato dalla lunga tradizione prodotto solo in questa valle. Se conditi con il burro, è uso aromatizzarli con salvia e una spolverata di Trentingrana, un formaggio grana prodotto con le stesse tecniche del parmense utilizzando, però, solo latte munto nella provincia di Trento e in alcuni comuni dell’Alto Adige.

Tortel de patate

Il tortel de patate, uno dei piatti tipici della Val di Non, è realizzato con patate a pasta bianca coltivate rigorosamente in Val di Non. Queste frittelline sono davvero golosissime e, soprattutto, decisamente versatili: e si possono gustare con un accompagnamento salato o come dolce. La ricetta prevede di grattugiare le patate, unirle con un po’ di farina e poi friggerle in olio bollente. Il segreto per il tortel perfetto infatti è la consistenza dell’impasto che non deve essere liquido.

La mortandela affumicata è un tradizionale salume dalla curiosa forma a polpetta e colore bruno. Un tempo era abitudine di ogni famiglia acquistare alla fiera dei Santi di inizio novembre un maialino dalla cui carne, dopo circa un anno, venivano prodotte queste polpette, dal peso di circa due etti l’una. Oggi la produzione di questo salume si è fortemente ridotta, tuttavia è possibile trovare questo ottimo salume, prodotto ancora in maniera tradizionale, presso alcune macellerie artigianali. La minestra da orz, cioè la zuppa d’orzo, è uno dei piatti più famosi del Trentino e più amati in Val di Non.

Minestra da orz

Gli ingredienti sono pochi e semplici: orzo, carote, sedano, patate, brodo e pancetta o speck. Il segreto che rende questa ricetta davvero speciale è la sua cottura lenta: per raggiungere la consistenza giusta (morbida e cremosa), infatti, serviranno tra le due e le tre ore.

Se si parla di Val di Non, bisogna assolutamente parlare anche di mele. Le varietà Golden Delicious, Renetta Canada e Red Delicious che qui vengono coltivate, infatti, ricadono sotto la DOP di Mela Val di Non, ma di tipologie di mele da queste parti ce n’è molte di più!

Il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone, è una delle erbe di campo più comuni ed è tra le prime che spuntano tra l’erba ancora appassita e reduce dell’inverno. Si raccoglie quando la pianta è piccola e non ha ancora i boccioli. Per raccoglierla è meglio utilizzare un coltellino lungo poiché bisogna recidere la radice bene in fondo nel terreno: infatti gran parte della pianta cresce sotto terra ed è proprio la base con il suo colore chiaro ad essere la più gustosa e croccante.

Insalata di tarassaco con uova sode e speck

Ha un tipico sapore amarognolo e non a caso le nonne la chiamavano cicoria. Si adatta alla preparazione di molti piatti: dalla semplice insalata, al risotto, alla frittata, ad un’insalata golosissima a base di uova e striscioline di speck. Infine, dopo aver parlato dei piatti e dei prodotti tipici della Val di Non non si può non accennare al vino Groppello. Si tratta di un vino prezioso di cui si producono poche bottiglie, frutto di un lavoro difficile e faticoso. Le viti, infatti, si trovano lungo filari stretti e scoscesi che vengono ancora curati a mano, anche in vendemmia.