Tutto pronto a Cannobio, sulle rive del Lago Maggiore, per il famoso Carnevale Cannobiese, tre giornate di festa e divertimento, quest’anno in programma dal 6 all’ 8 marzo. Il Carnevale Cannobiese o ambrosiano è una delle tradizioni più importanti per gli abitanti del luogo, soprattutto per coloro che decidono di partecipare alla famosa sfilata e preparano in anticipo carri e maschere da proporre alla giuria. La festa inizia con la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al Re e alla Regina, noti con il nome di “Busecon”.
Musica, festa, allegria e coriandoli riempiono di suoni e colori il centro storico, le piazze e persino le vie meno trafficate della cittadina. Gli eventi programmati allietano grandi e piccoli e il divertimento è assicurato. Tra le tradizioni più importanti, la sfilata dei Carri Reali in programma il sabato pomeriggio, un corteo colorato che sfila lungo le strade principali della cittadina fino ad esibirsi davanti alla giuria per aggiudicarsi l’ambito premio. Oltre agli eventi, anche la gastronomia ricopre un ruolo importante, infatti piatti tipici carnevaleschi, da degustare in compagnia, sono il risotto con le luganighe, polenta e tapelucco e la pasta della regina (senza dimenticare chiacchiere e zeppole).
IL PROGRAMMA DEL CARNEVALE DI CANNOBIO (6 – 7- 8 MARZO)
Giovedì 6 marzo: alle 12 si magia in compagnia la trippa servita all’oratorio Don Silvio Gallotti; alle 14 ritrovo all’oratorio Don Silvio Gallotti per la sfilata dei bambini lungo le vie del paese, con accompagnamento musicale dal vivo, fino al Palacarnevale; alle 15 Baby dance e giochi per tutti; alle 21.30 gran galà del liscio e oltre con l’orchestra Cinquecento. Premiazione delle migliori maschere.
Venerdì 7 marzo: alle 12 si mangia in compagnia la polenta con il tapelucco serviti all’oratorio Don Silvio Gallotti; alle 22 apertura casse al Palacarnevale; alle 23 esibizione live dei Jolly Blu 883 Tribute band; 00.45 Carnival Aganaway Night. Premiazione delle migliori maschere.
Sabato 8 marzo: alle 10 sfilata dei Reali per le vie e le piazze storiche del paese con accompagnamento delle bande musicali; alle 11 aperitivo in musica in Piazza al Campanile; alle 12 si mangia in compagnia il risotto con la luganiga servito all’oratorio Don Silvio Gallotti; alle 13 ritrovo in Piazza dei Martiri per la composizione del corteo; alle 14.30 sfilata di carri, gruppi e maschere con show finale al Palacarnevale;
22.30 apertura casse al Palacarnevale; 00.00 Tomorrow Carnival, musica con tanti DJ, ospiti d’eccezione: Lele Alberganti e a seguire Dino Brawn con “La storia della dance”. Premiazione delle migliori maschere.
Il Comune di Cannobio, in collaborazione con VCO trasporti e la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, per la sicurezza e incolumità dei visitatori mette a disposizione per la sola notte di sabato 8 marzo un servizio bus Cannobio-Verbania-Cannobio e un servizio bus all’interno dell’abitato di Cannobio.
VIAGGIO A CANNOBIO
Il territorio del comune di Cannobio, situato nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, si stende dolcemente sul lato nord-occidentale del Lago Maggiore fino a raggiungere il confine svizzero. I ritrovamenti di alcune sepolture, forse di età pre-romana, dimostrano la considerevole antichità dei primi insediamenti in questo sito che, in considerazione della sua posizione geografica, doveva rappresentare già ai tempi un importante centro strategico e commerciale.
Il Comune di Cannobio ha ricevuto nel 2017 la “Bandiera Gialla” di Comune ciclabile, un riconoscimento del grado di ciclabilità del territorio assegnata dalla Fiab. Per la qualità delle acque e per le positive caratteristiche ambientali, Cannobio ha inoltre ottenuto negli ultimi 21 anni la “Bandiera Blu”, prestigioso riconoscimento internazionale che certifica la qualità delle acque di balneazione e dei lidi. La storica vivacità commerciale del paese è ben rappresentata ancora oggi dalla presenza di numerosi palazzi dei secoli XVII-XIX che si affacciano elegantemente lungo le strade e le vie acciottolate del centro storico come la cinquecentesca dimora di Palazzo Omacini e Palazzo Pironi che con il suo singolare profilo tagliente ricorda la prua di una nave.
Il nucleo originario, conosciuto come il “Borgo”, si snoda a partire dall’antichissima via al Castello, introducendo il visitatore in un mondo senza tempo, fatto di antiche abitazioni e di gradinate e passaggi a gradoni che portano al lungolago.
Queste vie così strette e chiuse da alti edifici sono state concepite per difendersi contro le incursioni nemiche provenienti dal fronte lacustre. Il lungolago di Cannobio è una delle più belle passeggiate del Lago Maggiore. Iniziando dall’estremità meridionale, in località denominata Amore, ci si imbatte subito in una scultura marmorea di un leone, realizzata da Giulio Branca in memoria della vittoriosa difesa del borgo contro l’attacco austriaco del 1859. Proseguendo in Via Ceroni ci si addentra nell’insenatura delle vecchie case dei pescatori.
Qui si trova la spiaggia denominata Darsene: un piccolo angolo di paradiso in cui rilassarsi ammirando la vastità del lago. Lungo la passeggiata si giunge in Piazza Vittorio Emanuele III, sede del Comune della città. In Piazza Indipendenza, luogo di ritrovo del paese, spiccano edifici policromi che decorano il lungolago, risalenti al Settecento e all’Ottocento, e che danno accesso a pittoreschi porticati animati da graziosi negozietti e locali pubblici.
Lungo l’attuale via Giovanola si risale verso l’antica sede del potere civile, il Palazzo della Ragione (fine secolo XIII), ora denominato “Parasio”, edificato nel 1291 dal podestà Ugolino Mandello poi modificato nel corso del Seicento. L’edificio è costituito da blocchi squadrati granito che formano un portico terreno con cinque pilastri reggenti le volte a botte. Sotto il portico sono collocati stemmi, lapidi e rilievi trecenteschi e due tombe romane. Sul lato destro del palazzo si erge la Torre Comunale o campanile della chiesa di San Vittore, di costruzione romanica del XII secolo, realizzata in pietra.
Simbolo del potere religioso e la collegiata di San Vittore, rifacimento settecentesco (la facciata risale però al 1842 così come l’altare maggiore), di un’antichissima chiesa. Notevole e imponente l’interno a navata unica sulla quale si affacciano numerose cappelle, nella prima a destra dell’ingresso è presente un crocifisso in legno risalente al XVI secolo, nella cosiddetta cappella dei morti si trovano due trittici quattrocenteschi provenienti dalla chiesa di San Gottardo a Carmine.
Cannobio è conosciuta anche per il Lido, un’ampia spiaggia ben attrezzata, meta di numerosi bagnanti desiderosi non solo di godersi una vacanza all’insegna del sole e del relax, ma anche di avventurarsi in attività sportive, come la vela e il diving.
Alle spalle di Cannobio si apre la Valle Cannobina, il luogo ideale per gli amanti del trekking e della natura incontaminata del Parco della Val Grande, di cui la Valle fa parte. Da non perdere lo spettacolo naturale dell’orrido di Sant’ Anna, formatosi in seguito all’azione erosiva delle acque del torrente Cannobino.
Un autentico spettacolo della natura: pareti lisce e strapiombanti, acque profonde e verdissime, speroni di roccia che ospitano sul fondo il torrente. L’inesorabile lavorio millenario di questo fiume ha scavato nella roccia questo burrone che raggiunge la profondità di 25 metri. Il nome dell’Orrido deriva dal Santuario, fatto costruire nel 1638 da gente originaria del posto ma residente a Roma. Assai belle sono le colonne tortili in marmo nero dell’altare maggiore, cosi come pregevoli risultano i dipinti dedicati alla vita di Sant’Anna notevolissima e la cappella affrescata dedicata alla Madonna di Loreto che, preesistente alla chiesa e forse molto antica, ne costituisce l’abside.
Carmine Superiore, frazione di Cannobio, è un villaggio di origine medioevale, ottimamente conservato e raggiungibile soltanto a piedi con una piacevole passeggiata dalla sottostante frazione di Carmine Inferiore. Composto da un piccolo numero di case in pietra costruite intorno alla chiesetta di San Gottardo, Carmine Superiore sorge su uno sperone roccioso che si affaccia sulla sponda occidentale del Lago Maggiore offrendo una splendida vista panoramica sul lago e sui monti lombardi. Questo piccolo borgo è inserito in un pregevole contesto ambientale, caratterizzato dai terrazzamenti su muri di pietra a secco che si notano ai margini dell’abitato, ultime testimonianze degli antichi vigneti che contesero il terreno scosceso al predominante bosco di castagni. Gioiello del borgo medioevale di Carmine Superiore è la trecentesca chiesa di San Gottardo che, dando le spalle alla Val Cannobina, sovrasta con lo sguardo il Lago Maggiore.
Costruita tra il 1332 al 1401, San Gottardo è un vero e proprio scrigno di tesori artistici di grande pregio. Tanto all’interno quanto sulle pareti esterne si possono infatti ammirare diversi affreschi in gran parte attribuiti al Maestro di Carzoneso, per lo più raffiguranti scene bibliche, caratteristica comune a tutte le parrocchie che appartengono alla tradizione ambrosiana. Il Santuario della Santissima Pietà, che sorge alle spalle del bel lungolago di Cannobio, fu costruito per volontà di San Carlo Borromeo verso il 1578 su una preesistente e modesta chiesa sorta sul posto proprio dove, tra l’8 gennaio e il 27 febbraio 1522, avvenne il miracolo della Santa Pietà. La famiglia di Tommaso dei Zacchei custodiva nella sua casa, appeso alla parete di una camera, un quadretto raffigurante un Cristo emergente dal sepolcro con accanto la Madonna e San Giovanni, che fu visto riempirsi di sangue e lacrime. La sera del 9 gennaio invece, dal costato fuoriuscì un ossicino simile a una costola proporzionata al corpo del Cristo raffigurato sul quadretto.
Oggi il quadretto e alcuni panni intrisi di sangue appartenenti a coloro che assistettero agli eventi, sono custoditi in una nicchia dell’altare maggiore dello stesso Santuario, mentre la Sacra Costa viene conservata in un reliquiario nella chiesa di San Vittore. L’opera d’arte di maggior pregio e valore conservata nel Santuario è la pala dell’altare maggiore, un olio su tavola che raffigura la Salita al Calvario, realizzata dal celebre Gaudenzio Ferrari attorno al 1540. Proprio a celebrazione di questo avvenimento, il 7 gennaio si festeggiano i Lumineri: in questa occasione il lungolago di Cannobio si illumina di candele e lumini disposti lungo le vie dell’abitato e sulle barche attraccate in porto o ferme a largo, mentre i ristoranti servono minestre di fagioli e luganighette di carne bovina secondo tradizione.
Per chi desiderasse alloggiare a Cannobio per visitare in tranquillità tutte le bellezze del territorio consigliamo il Residence Villa Margherita che, grazie alla sua posizione strategica e al parcheggio gratuito in loco, è il punto di partenza ideale per esplorare Cannobio e i dintorni. Tra i nuovi servizi a disposizione degli ospiti la piscina a sfioro con idromassaggio, riscaldata in primavera ed autunno con servizio bar a bordo piscina. E’ possibile soggiornare in camera o in appartamento, infatti Villa Margherita dà la possibilità di scegliere tra queste due soluzioni.
La struttura è dotata di parcheggio recintato, WI-FI veloce, macchina per il caffè Nespresso e aria condizionali in tutte le camere e gli appartamenti. Pulizie quotidiane nelle camere e pulizie finali negli appartamenti. Aperitivo a tema un giorno alla settimana su prenotazione. Sono accettati gli animali da compagnia, cani e gatti. E’ però necessario comunicarlo al momento della prenotazione, in modo tale da poter riservare la sistemazione più adatta a queste specifiche esigenze. Gli animali non possono accedere alla piscina.
IL LAGO MAGGIORE NEL PIATTO
Il Lago Maggiore, con la sua ricca tradizione enogastronomica, offre una miriade di prodotti locali, che meritano di essere scoperti e assaporati anche attraverso i gustosissimi piatti tipici del territorio. La tradizione culinaria del Verbano pone sempre l’accento sui suoi pesci che generosamente accorrono alle reti dei pescatori: il persico, pesce simbolo del lago, servito in squisiti filetti o reso protagonista di magnifici risotti, il coregone al forno e le alborelle fritte o in carpione, ma anche i più rari lucci e le sublimi trote di lago, cucinati bolliti e accompagnati da maionese per esaltare il loro gusto unico, senza dimenticare le carpe ed i salmerini.
E nei pressi di Luino si può gustare il lavarello carpionato, servito freddo come vuole l’antica ricetta. Tra i Prodotti tipici del Lago maggiore troviamo i taglieri dove non mancano salumi, pancetta e bresaola. Molto ricca la produzione delle Valli dove primeggiano la mortadella ossolana, il prosciutto e il violino di capra della Val Viggezzo o il rinomato lardo alle erbe di Macugnaga. I formaggi locali sono molto particolari: da provare il famoso formaggio di Bettelmatt, la Toma del Mottarone o l’Ossolano d’Alpe, autentiche delizie per i palati più esigenti, da valorizzare con l’ottimo miele prodotto sul lago. I piatti di carne privilegiano i bolliti che sono un classico della tradizione piemontese, imperdibili poi il tapelucco, un piatto a base di carne trita cotta nel vino e servito con la polenta e la cassœula, un tripudio di verze e carne di maiale. E tutti questi squisiti salumi e piatti di carne si sposano molto bene con corposi vini rossi come il Ghemme Docg e il Nebbiolo delle colline novaresi; mentre delle valli ossolane sono il noto Prunent, il Nouv Bruschett e il Cà d’Matè, adatto ai piatti robusti, alle carni rosse ed ai formaggi.
Sulle sponde del Lago è possibile deliziare il proprio palato con i vini di Angera, che vengono chiamati “Ronchi Varesini”, prodotti sia bianchi, rossi e rosati. Prelibatezze dolciarie sono le tradizionali fugascina di Mergozzo, i Borromei e le Margheritine di Stresa, biscotti prodotti in onore della regina Margherita di Savoia, il Pan Dolce di Cannobio, la cui storia risale al 1840. Fu voluto da San Carlo Borromeo per celebrare la festa di Pentecoste. Prodotto oggi tutto l’anno è un dolce dalla forma rettangolare che presenta una superficie dal colore dorato, cosparsa di zucchero a velo. Gli ingredienti utilizzati per la preparazione sono: farina di nocciole, farina di mandorle, zucchero, farina di grano tenero, burro, tuorlo d’uovo, albume e vaniglia. Ottime poi le intresine di Verbania, biscotti al burro cosparsi di mandorle e nocciole, la Torta di Pane del Verbano-Cusio-Ossola, i Brutti e Buoni di Gavirate. Per gli amanti del fine pasto consigliamo i distillati, come l’Amaro Mottarone, e le grappe tipiche, come quella di Angera, famosa dal 1847.














