In Piemonte le giornate del Gran Bollito Misto

Gran Bollito Misto Piemontese

Tre giornate (domenica 1, domenica 8 e sabato 14 dicembre) per celebrare il Gran Bollito Misto Piemontese all’insegna della varietà. Il cappone biondo di San Damiano d’Asti e quello bianco di Vesime incontrano il bue grasso di Nizza Monferrato in tre fiere volute e promosse sinergicamente dai tre comuni piemontesi e dalla Coldiretti con l’obiettivo di favorire il turismo enogastronomico della regione e promuovere alcune delle più note eccellenze del territorio piemontese.

Bue grasso

L’iniziativa ha anche un aspetto culturale e didattico: le voliere con i migliori esemplari di cappone saranno esposte non solo alle due fiere del cappone di San Damiano e Vesime, ma anche alla fiera del bue e del manzo di Nizza Monferrato, arricchendo così la manifestazione per la gioia di grandi e piccini. Parimenti, nelle altre due manifestazioni, saranno esposti due buoi di razza Piemontese. Ma sarà sicuramente la specificità dell’eccellenza gastronomica a creare l’interesse maggiore. Sarà riproposta l’altissima qualità dell’antica ricetta del gran bollito misto dove, tra i sette ammennicoli, figurerà dunque il cappone anziché la gallina. La carne del cappone è molto più gustosa e morbida di quella del pollo normale e della gallina ed è indicata per la preparazione di prelibate ricette come appunto il bollito accompagnato dal bagnèt (tipica salsa piemontese a base di prezzemolo, aglio e acciughe sotto sale) o altre salse. Se ne ricava un brodo tra i più gustosi, adatto a far cuocere ravioli ed altre paste ripiene tipiche delle feste, oppure abbinato a crostini della classica Grissia Monferrina, forma di pane storica di lunga conservazione. Per ottenere un bollito succulento e gustoso vengono legati i diversi tagli, steccati con qualche chiodo di garofano e cotti contemporaneamente nell’acqua bollente appena salata con cipolla, sedano, carota, spicchio d’aglio intero e ramo di rosmarino.

Nizza Monferrato, fiera del bue grasso e del manzo piemontese

Le giornate del gran bollito ricomprenderanno, dall’1 al 15 dicembre, una rassegna negli agriturismi Terranostra Campagna Amica e nei ristoranti della zona aderenti all’iniziativa che proporranno menù con il gran bollito misto di bue di razza Piemontese e cappone di San Damiano e/o di Vesime. In questo periodo anche le macellerie locali proporranno i migliori tagli di bue e cappone. Grazie alla collaborazione con Mangio Fuori sarà attivo un moderno sistema di prenotazione online (esclusa la fiera di Nizza con servizio no stop), che offrirà la possibilità di prenotare online il proprio pasto e pagare in anticipo, evitando così la consueta coda alle casse. Le giornate del “Gran Bollito Misto: il Bue incontra il Cappone” sono realizzate con il coinvolgimento di Ara Piemonte, Coldiretti Asti, Coalvi e Consorzio Barbera d’Asti Docg.

DOMENICA 1° DICEMBRE LA FIERA DEL BUE GRASSO E DEL MANZO DI RAZZA PIEMONTESE  DI NIZZA MONFERRATO

Nizza Monferrato, fiera del bue grasso e del manzo

Si comincia domenica 1 dicembre a Nizza Monferrato con la tradizionale fiera del bue grasso e del manzo di razza piemontese, evento nato nel 2006. Nel ‘600 Nizza Monferrato si distingueva in tutto il Piemonte proprio per il suo grande mercato settimanale di bestiame. Nella storia nicese l’allevamento ed il mercato del bestiame erano i punti attorno ai quali girava quasi tutta l’economia locale, insieme ovviamente agli altri prodotti di eccellenza quali il cardo gobbo ed il vino. Oggi come allora l’allevamento ed il mercato dei bovini continua ad essere uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura e allevamento di un territorio votato all’enogastronomia. Il bue grasso, un bovino adulto di razza piemontese, macellato ad un’età minima di 4 anni, è caratterizzato da infiltrazioni di grasso tra i muscoli che lo rendono il più simile al kobe, il noto bue giapponese riservato agli imperatori, che veniva massaggiato giornalmente. Entrambe le razze sono caratterizzate da un tipo di grasso con basso contenuto di colesterolo.

Nizza Monferrato, Palazzo Crova

Il manzo di razza piemontese viene invece macellato in un’età compresa tra i 2 ed i 4 anni di eta. Piazza Garibaldi, già antica sede di esposizioni e fiere del bestiame è la cornice che ospita i capi (una quarantina di bovini) che sono valutati e quindi opportunamente premiati. Accanto all’esposizione dei buoi migliori saranno presenti, come già detto, anche delle voliere che conterranno diversi esemplari di cappone. Dalle 10 alle 16 sotto il Foro Boario, tutti a tavola con la distribuzione non-stop di bollito misto. Alle 10.30 è prevista la passerella dei carri con buoi per le vie del centro. Una commissione qualificata valuterà quindi i capi di bestiame e la premiazione degli esemplari migliori sarà presentata dal giornalista Beppe Gandolfo. Info: 0141720500 – www.mangiofuori.com.

VIAGGIO A NIZZA MONFERATO

Patrimonio mondiale dell’ Umanità Unesco per la Barbera e i suoi beni paesaggistici, Nizza Monferrato è una tappa interessante per chi compie un tour nella provincia di Asti.

Nizza Monferrato, chiesa d’ Sant’Ippolito

Le sue origini risalgono probabilmente al 1225 ad opera di popolazioni fuggiasche che trovarono rifugio alla confluenza del rio Nizza col torrente Belbo, attorno alla vecchia chiesa dell’Abbazia di San Giovanni in Lanero. Detta “Nizza delle Paglie” dai tetti che coprivano le prime case, successivamente assunse la denominazione di Nizza Monferrato quando si pose sotto la protezione dei marchesi del Monferrato, nel 1264.

Interessante il centro storico della cittadina, attraversato dalla stretta e porticata Via Maestra con i suoi negozi tipici. Da vedere Palazzo Crova, bell’esempio di residenza nobiliare cittadina del XVIII secolo che ospita il multimediale museo Palazzo del Gusto dedicato alla storia locale dal punto di vista dell’enogastronomia. Il Palazzo Comunale è un imponente edificio, datato intorno al XIV – XV secolo, dominato dall’antica torre campanaria, conosciuta dai nicesi come el Campanon (il Campanone). Visitabili le chiese di San Giovanni Lanero, San Siro e Sant’Ippolito. Molto frequentato il Mercato dell’Antiquariato ogni terza domenica del mese in Piazza Garibaldi dove, nel ristrutturato Foro Boario, sede di molte manifestazioni, ha sede anche l’Ufficio Turistico. Di fronte alla stazione ferroviaria si trova il Museo Bersano dedicato alla civiltà enoica e contadina, con una sezione riservata a etichette e Stampe sul Vino. Appena fuori città il Museo Sug@R(T)House dedicato allo zucchero. Organizzata sulla base di numerosi percorsi di visita articolati sui due piani del museo, l’esposizione vuole proporsi a singoli visitatori, a collezionisti di bustine da zucchero, a scolaresche ed a semplici curiosi come spazio vivo in continua evoluzione, aperto alla collaborazione con altre strutture e capace di stimolare e produrre cultura.

Nizza Monferrato, Palazzo Counale

Come molti sanno Nizza Monferrato è la capitale del vino Barbera, sede dell’Enoteca Regionale del Barbera (“Nizza è Barbera” è l’evento consigliato per degustarla). Oltre ai vini, ai cardi gobbi ed al tartufo (prodotti ai quali è dedicata la fiera di inizio novembre), Nizza è per l’appunto anche la patria storica delle carni della pregiata “razza piemontese”.

DOMENICA 8 DICEMBRE FIERA STORICA DEL CAPPONE DI SAN DAMIANO D’ASTI

San Damiano d’Asti, fiera del cappone biondo

Le giornate del gran bollito misto continuano domenica 8 dicembre a San Damiano d’Asti con la storica fiera del cappone biondo. Negli ultimi anni l’evento ha ripreso vigore, unitamente al desiderio dei consumatori di ricercare specialità alimentari gustose, genuine e di origine garantita, per arricchire nel migliore dei modi i menù delle famiglie e dei ristoranti.
Il cappone ha una tradizione gastronomica antichissima, legata in particolare al Natale ed alle festività di fine anno. Una produzione che era molto diffusa nelle campagne del Piemonte, dove praticamente in ogni cascina si allevavano capponi che poi venivano venduti al mercato per arricchire la tavola con una specialità gastronomica considerata all’epoca un “lusso”. Per l’allevamento dei capponi a San Damiano si utilizza una razza autoctona che prende il nome di “bionda”. I capponi sono poi allevati liberi all’aperto, nei cortili o nelle zone limitrofe all’azienda agricola; vengono alimentati con prodotti aziendali, per la maggioranza mais anche intero. Il giorno della fiera i capponi sono portati in esposizione e venduti, capita spesso però che molti capponi siano prenotati e venduti direttamente in cascina.

Cappone biondo

La fiera inizierà alle 8 di mattina con l’esposizione delle voliere e di alcuni esemplari di bue grasso. Alle 10.30 è in programma un convegno sul tema del cappone in cui interverranno lo chef Diego Buongiovanni, la dietologa Marialuisa Amerio e il veterinario Fausto Solito. Alle 11 al via la distribuzione gratuita del brodo di cappone e poi il pranzo nel Foro Boario, prenotabile anche on line. La giornata sarà animata da alcuni spettacoli itineranti eseguiti dagli artisti del Teatro degli Acerbi e da un mercatino dell’antiquariato. Info: e prenotazioni: 0141975056 – www.mangiofuori.com.

VIAGGIO A SAN DAMIANO D’ASTI

San Damiano d’Asti, Palazzo Comunale

Situata nella valle del Borbore, la bella cittadina s’incunea tra le Langhe, l’Alto Monferrato e il Roero. Gli antichi bastioni sono oggi piacevoli viali alberati dai quali godere scorci sul borgo e sul paesaggio. I cronisti del tempo documentano l’origine del Comune nel 1275 quando, durante l’invasione del Piemonte da parte di Carlo d’Angiò, gli Astesi assediarono, distruggendoli, i castelli di Gorzano, Castelnuovo, Lavezzole e Marcellengo obbligando gli abitanti dei relativi villaggi a trasferirsi nel nuovo insediamento fortificato.

Il centro storico rispecchia l’originario Sancti Damiani Oppidum, la villa nova realizzata nel 1275-1276 dal genovese Oberto Spinola, allora Capitano del Popolo di Asti, come un accampamento militare romano. Ha la tipica maglia ortogonale incentrata sulla Contrada Maestra (attuale via Roma), intersecata a distanza regolare da dieci contrade minori. San Damiano rimase soggetto ad Asti ma con un suo governo comunale.

La cittadina conserva un piacevole centro storico attraversato dalla porticata Via Roma. Il Palazzo Comunale, costruito nel Settecento, era la residenza dei Conti Carlevaris.

San Damiano d’Asti, chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Al piano nobile sono ancora perfettamente conservati la bella Galleria e le sale, tra cui quella consiliare ricca di stucchi ed ornamenti. La chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, situata all’ingresso nord del paese e ricavata, in parte, da antiche fortificazioni, ha per campanile una delle torri circolari dei bastioni medioevali in laterizio. Al suo interno è conservato un coro ligneo circolare quattrocentesco ed un organo a canne costruito da Francesco Vegezzi Bossi nel 1918 con i materiali dello strumento precedente, datato 1868 e costruito dai fratelli Collino. A fianco della parrocchiale dedicata ai santi Cosma e Damiano sorge la confraternita dell’Annunziata che conserva il bellissimo gruppo statuario ligneo dell’Addolorata dello scultore torinese Stefano Maria Clemente. Poco distante la parrocchiale di San Vincenzo, di origini gotiche, modificata nel Seicento. La chiesa di San Giuseppe, situata sulla piazza principale è una delle più belle chiese del barocco piemontese ( XVIII secolo). Questo edificio ha sempre ospitato la Confraternita di San Giuseppe, conosciuta come Compagnia degli Angeli, precedentemente istituita nel 1563. Recentemente la confraternita è stata soppressa e l’edificio è attualmente utilizzato dalla Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. L’interno ha una ricca decorazione pittorica eseguita dai fratelli Pietro Antonio e Giovanni Pietro Pozzo tra il 1741 e il 1744. Le antiche fortificazioni sono oggi viali alberati che circondano il centro. In frazione San Giulio la chiesa conserva il campanile romanico e ospita una preziosa Madonna in marmo duecentesca.

Vesime, Palazzo Comunale

SABATO 14 DICEMBRE FIERA STORICA DEL CAPPONE DI VESIME

L’ultimo appuntamento sarà sabato 14 dicembre a Vesime con la tradizionale fiera del cappone bianco. Numerosi stand gastronomici saranno presenti per tutto il centro storico insieme al mercato dei produttori agricoli e degli ambulanti che aprirà alle 9 di mattina, mentre già dalle 7.30 saranno in esposizione i tradizionali capponi ruspanti di produzione locale. Alle 10 è prevista la premiazione dei capi migliori a cui seguirà il dibattito “Quando il bue incontra il cappone, nasce il vero gran bollito misto di razza piemotese” con l’intervento del maestro di cucina Roberto Gianino. Il pranzo, in cui si potranno gustare oltre al bollito, agnolotti del plin (pasta fresca all’uovo ripiena di carni miste e verdure condita con sugo d’arrosto) e dolci tradizionali, verrà servito alle 12 al Museo della Pietra. Tutti e tre gli appuntamenti saranno innaffiati da vini di produttori locali e numerosi agriturismi del territorio proporranno ai loro clienti un menù a base di cappone e bollito. Info: 3208858836, prenotazioni: 3342416500 – www.mangiofuori.com.

VIAGGIO A VESIME

Nel cuore della Langa Astigiana, Vesime è terra di vigneti e di boschi e mostra due facce: una moderna, lungo la provinciale per Cortemilia in Valle Bormida e una storica medievale nel concentrico.

Vesime, Pieve di Santa Maria

Il territorio di Vesime (ad Vigesimum Milium da Acqui) fu abitato dai Liguri Stazielli e poi dai Romani. Il primo signore del luogo fu Bonifacio Del Vasto, marchese di Savona. Passò in seguito ai Del Carretto, quindi agli Asinari, agli Scarampi e infine e ai Savoia nel 1708. L’edificio che oggi ospita gli uffici comunali è l’unico palazzotto medioevale perfettamente conservato della Langa Astigiana ed è caratterizzato da belle colonne in pietra con capitelli scolpiti. La parrocchiale di San Martino, costruzione recente (1898) in stile neo-gotico, contiene all’interno diverse tele di Rodolfo Morgari. Ben più antiche la chiesa dei Battuti e la Pieve di Santa Maria presso il cimitero, primo edificio di culto del paese dalla sorprendente ed elegante facciata Rococò. Interessante il Museo della Pietra di Langa, dove sono conservate, tra l’altro, alcune stele antropomorfe dello scultore Ferdinando Gallo. Con una passeggiata si raggiunge la sommità del colle su cui vi sono i resti del castello, demolito dagli Spagnoli nel XVII secolo. Restano solo alcuni imponenti ruderi e un torrione recentemente restaurato che faceva parte del sistema difensivo esterno collegato al borgo.

Foto aerea aerea Nizza Monferrato