Iniziarono nel 1882 i lavori di costruzione del Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia a Barcellona, universalmente conosciuto come Sagrada Familia. L’anno dopo, nel 1883, subentrò al progetto Antoni Gaudí (Reus, 1852 – Barcellona, 1926) cambiando lo stile dell’opera architettonica da neogotico a liberty. Simbolo identitario della città, la Sagrada Familia è anche un famoso incompiuto.
Quest’anno ricorrono i 100 anni dalla morte di Gaudí e la Sagrada Familia è pronta a completare le sei torri centrali e le facciate principali. L’impatto architettonico è stato studiato per rispettare la visione originaria del grande artista, che immaginava un tempio capace di dialogare con il cielo senza superare l’altezza del Montjuïc, per non “sfidare” la natura. Il completamento della Torre di Gesù Cristo, destinata ad essere non solo la più alta della basilica, ma anche una delle strutture più alte di Barcellona (172,5 metri), prevede all’interno della Croce, come da progetto originale di Antoni Gaudì, l’inserimento dell’Agnus Dei. L’opera in vetro soffiato, rivestito da schegge dello stesso materiale e collocata in una struttura in foglia d’oro animata da una luce vibrante, è stata progettata e realizzata dall’artista italiano Andrea Mastrovito.
Tra i momenti più significativi in programma nel corso del 2026, figurano la celebrazione liturgica del 10 giugno, anniversario della morte di Gaudí, e l’attesa inaugurazione della Torre di Gesù Cristo. Le celebrazioni si concluderanno con l’illuminazione della facciata della Natività, come omaggio al futuro e all’eredità lasciata dal genio catalano. Non si poteva non iniziare la top ten della lista delle cose da vedere a Barcellona se non con la Sagrada Familia, monumento simbolo della città, ma sono molte cose da vedere e fare nel capoluogo della Catalogna, città mediterranea e cosmopolita che racchiude all’interno del tracciato urbano resti romani, quartieri medievali e le più belle espressioni del Modernismo e delle avanguardie del XX secolo.
Non è un caso che l’Unesco abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità gli edifici più rappresentativi degli architetti catalani Antoni Gaudí e Lluís Doménech i Montaner.
La sua lunga storia (la città è di origine romana) e il dinamismo economico hanno dotato Barcellona di un impressionante retaggio culturale, evidente nella conservazione di un ricco patrimonio storico-artistico e nella capacità di favorire le correnti artistiche più innovative. Le vie pedonali del centro storico, le aree verdi e lo splendido lungomare dotato di installazioni moderne sono lo specchio del suo spirito d’integrazione.
La via più famosa di Barcellona, che si snoda per oltre un chilometro da Plaza Catalunya fino al mare, è una vera gioia per tutti e cinque i sensi. Sulla Rambla, affollatissima a ogni ora del giorno e della notte, si affacciano edifici e punti di interesse come il museo delle cere, il teatro Liceu o il mercato La Boqueria. Ma il bello di passeggiare lungo la Rambla consiste nel vivere la vita all’aria aperta, ammirare gli artisti di strada o girovagare tra le bancarelle alla ricerca del souvenir perfetto. La zona che si trova circoscritta tra la Rambla, via Laietana, il Port Vell e Plaza Catalunya prende il nome di Barrio Gotico, o quartiere gotico in italiano. E’ un dedalo di stradine pedonali, strette e affollate dai turisti a qualsiasi ora del giorno e della notte, piene di negozi, bar e ristoranti. Molto piacevole da visitare, soprattutto perché all’improvviso, girando un angolo si può sbucare in alcune tra le piazze più belle della città.
Da non sottovalutare Placa del Pi, dove si trova l’omonima chiesa, o la bella Placa de Sant Jaime con il municipio cittadino, mentre da non perdere è la piazza della Cattedrale, su cui si affaccia questo enorme edificio di culto costruito in stile gotico, vero e proprio vanto di Barcellona. Tra i vicoli del Barrio Gotico sorge il Museo Picasso che occupa cinque straordinari palazzi gotici – il Palau Aguilar, il Palau Baró de Castellet, il Palau Meca, Casa Mauri e il Palau Finestres – che raccontano secoli di storia architettonica catalana. Voluto dallo stesso artista nella città che più di ogni altra segnò la sua formazione artistica e umana, il museo vanta una collezione permanente che conta oltre 4.200 opere, divise in tre sezioni: pittura e disegno, incisione e ceramica.
La collina di Montjuic è una vera e propria città nella città, e vale la pena trascorrerci un’intera giornata. La si raggiunge con la caratteristica funivia che parte dal porto, ma anche con una moderna telecabina, coi mezzi pubblici o persino a piedi.
Giunti in vetta e scattata una splendida foto panoramica di Barcellona, le attrazioni da non perdere sono il castello di Montjuic, in origine una fortezza-prigione, lo Stadio Olimpico, casa dell’Espanyol fino al 2009 e meraviglia architettonica della città, ma anche il Museu Nacional d’Art de Catalunya e la Font Magica, uno spettacolo di fontane danzanti di luci e colori che illumina le notti di Barcellona. Sulla montagna di Montjuïc, integrata nel paesaggio ma con una personalità propria, sorge anche la Fondazione Joan Miró, la grande opera dell’architettura razionalista di Barcellona, che ospita 14.000 pezzi dell’artista catalano. La Fondazione fu creata dallo stesso artista con un fondo iniziale costituito principalmente dalla sua collezione privata, con l’obiettivo di stabilire a Barcellona uno spazio di riferimento internazionale, promuovere la ricerca e gli studi sull’arte contemporanea, e mostrare la sua collezione. C’è poi chi va a Barcellona solo per ammirare le opere di Antoni Gaudì.
Dopo aver visitato la Sagrada Familia ci si può recare al Park Güell, un parco cittadino in tipico stile barcellonese: bizzarri edifici ed elementi architettonici decorati con coloratissime piastrelle ideati dallo straordinario architetto che per vent’anni visse in una casa all’interno del parco, oggi visitabile, convivono con la dolcezza del paesaggio. Situato a nord della città, questo parco in origine doveva essere un complesso residenziale per la borghesia del ‘900 (fu progettato tra il 1900 – 1914 per conto di Eusebi Güell), ma in seguito il progetto fu abbandonato e oggi il parco è una delle icone di Barcellona. Da non perdere una foto ricordo al simbolo del parco, la fontana a forma di drago, così come una vista panoramica pazzesca sulla terrazza da cui si domina tutta Barcellona.
Altri due capolavori di Gaudì sono la Casa Milà e la Casa Batllò che si trovano lungo il Passeig de Gracia, una delle strade dello shopping più esclusive di Barcellona. Il loro stile unico e inimitabile le rende due must assoluti da visitare in città, soprattutto considerando che si trovano a poche decine di metri l’una dall’altra.
Commissionate ad Antoni Gaudì in momenti diversi da parte di due famiglie della borghesia di Barcellona, le due case si caratterizzano per i concetti innovativi che il visionario architetto metteva in pratica per dare alle sue costruzioni un aspetto unico, sia all’esterno che all’interno. La visita di Casa Batllò è una sorpresa continua, tra bizzarrie, innovazioni, colori e decorazioni. L’edificio modernista, una sorprendente e armonica unione tra architettura, natura, bellezza e funzionalità, nasce da una ristrutturazione integrale di una casa pre-esistente, progettata da Emilio Sala Cortés. Casa Milà (o La Pedrera) è l’ultimo edificio civile a cui l’architetto si dedicò prima di iniziare a lavorare alla Sagrada Familia. Fu commissionato dall’imprenditore Pere Milà i Camps e da sua moglie Roser Segimon i Artells. Ai tempi il suo aspetto era molto controverso a causa della facciata ondulante costruita in pietra, i balconi in ferro battuto e le finestre innovative.
Da non perdere la salita in cima al tetto, inconfondibile grazie ai suoi pinnacoli, le linee curve, i comignoli. Meno nota ma non per questo meno interessante è Casa Vicens, nel quartiere di Gràcia, una lussuosa casa estiva, aperta al pubblico nel 2017, caratterizzata da muri rossi, torrette, balconcini e piastrelle gialle e turchesi. Fu costruita tra il 1883 e il 1885 per il ricco commerciante e agente di cambio Manuel Vicens i Montaner, in quella che allora era una zona verde e poco popolata. Prima casa progettata da Antoni Gaudí, Casa Vicens e una delle più sorprendenti opere del modernismo catalano, e segna l’inizio di un nuovo modo di concepire l’architettura: libera, colorata e profondamente ispirata alla natura. In essa l’architetto unisce influenze orientali e mudéjar con l’ispirazione naturale, in un tripudio di colori che combina elementi moreschi, neoclassici e vari stili architettonici di influenza asiatica, ottenendo una casa di straordinaria armonia e grande ricchezza artigianale: ceramica, pittura, ferro battuto, cartapesta.
Per restare in tema Gaudì tra i luoghi imperdibili da visitare a Barcellona spicca Palau Güell, oggi patrimonio dell’Unesco, commissionato ad Antoni Gaudí da Eusebi Güell, l’imprenditore e mecenate catalano, grande amico e sostenitore dell’artista catalano. L’obiettivo di Güell era creare una residenza lussuosa e innovativa, in grado di riflettere il suo status sociale e il suo gusto raffinato.
Incaricò quindi Gaudí di progettare un palazzo che fosse allo stesso tempo funzionale ed esteticamente affascinante e il risultato è stata una struttura che unisce elementi tradizionali e innovazioni architettoniche, incarnando alla perfezione lo stile unico del celebre architetto. La sobria e austera facciata del palazzo realizzata in pietra calcarea con lavorazioni in ferro battuto, contrasta con l’esuberanza della terrazza sul tetto, dove i comignoli decorati con trencadís dai colori vivaci anticipano un tema che ricorrerà in opere più tarde, come la Casa Batlló e la Casa Milà. Nonostante la sobrietà della facciata di Gaudí, l’architetto catalano non rifiuta il gioco volumetrico della pietra e del ferro, che combina con l’uso della ceramica. L’interno, opulento, sorprende e ricorda quello delle Haveli, le case dei mercanti del Rajasthan, in India con stanze distribuite attorno a un vestibolo centrale che funge da cortile interno e fonte di luce.
Non è un’opera di Gaudì ma Casa Amatller, limitrofa a Casa Batllò, incarna la quintessenza del modernismo catalano. Fu realizzata tra il 1898 e il 1900 dall’architetto Josep Puig i Cadafalch per conto del produttore di cioccolato Antoni Amatller che aveva acquistato una proprietà nel Passeig de Gràcia di Barcellona: una casa con giardino, formata da piano terreno e quattro piani. L’intervento dell’architetto determinò una trasformazione radicale dell’edificio: ogni dettaglio richiama la passione per il cacao, con motivi botanici e figure legate alla tradizione del cioccolato.
In particolare la sala da pranzo è decorata con rilievi in ceramica che narrano il viaggio del cacao dalle Americhe. Puig i Cadafalch seppe combinare l’architettura modernista, che dava grande rilevanza alle arti decorative tradizionali, con uno stile neogotico e con un’insolita rifinitura a gradoni ispirata alle case dei Paesi Bassi. La casa conserva tutti i mobili e gli arredi originali, oltre a una importante collezione di vetri d’epoca ed è caratterizzata da un aspetto esotico, che rimanda ai viaggi in Medio Oriente e Nord Africa intrapresi dal suo proprietario. Due curiosità: Casa Amatller conserva una stanza arredata in stile anni’60. Era la camera da letto della figlia di Amatlet, Teresa, che visse in questa casa tutta la sua vita. La cioccolata Amatller si fabbrica e si vende ancora oggi. Al termine della visita è possibile degustare una cioccolata in tazza accompagnata da da pane fragrante nel bar-vestibolo della casa-museo.
Restando in tema gastronomico, il mercato della Boqueria è il mercato alimentare, al coperto, più famoso di Barcellona e forse d’Europa. Si trova sulla Rambla, di fronte alla fermata della metropolitana Liceu. In questo mercato la freschezza regna sovrana, con i tantissimi banchetti con ogni genere di mercanzia. In particolare, data la vicinanza al mare, è da sottolineare la qualità del pesce fresco, a cui è dato ampio spazio.
Il quartiere della Barceloneta, un tempo tra i più degradati della città, è stato rimesso completamente a nuovo durante i lavori per le Olimpiadi del 1992. Oggi è una meta davvero da non perdere, anche soltanto per trascorrere un giorno in spiaggia. L’area è composta da ex case di pescatori, vicoli strettissimi che ricordano un po’ la nostra Liguria e soprattutto un lungomare moderno e tenuto splendidamente, frequentatissimo dalla gente del posto che lo sceglie per correre, andare in bicicletta o pattinare. Anche la spiaggia di Barcellona merita due parole: pulita, bella e dotata di tutti i servizi, tra cui docce e attrezzi ginnici. Chiudiamo la top ten delle migliori cose da vedere a Barcellona con il quartiere La Ribera. E’ situato in posizione centralissima, qui si trovano i migliori tapas bar della città, un locale dopo l’altro in cui mescolarsi con la gente del posto per divertirsi fino a tardi ed assaggiare i piatti della cucina locale.
Per ogni altra informazione e curiosità su Barcellona consultate il sito: Barcellona Turismo
BARCELLONA NEL PIATTO
La Catalogna, eletta Regione Europea della Gastronomia nel 2016, è una regione con una grande tradizione culinaria, e la sua capitale, Barcellona, ne è un ottimo esempio: il primo libro di cucina spagnola fu stampato nella Ciutat Condal nel 1477. Nella cucina tipica catalana si utilizzano ingredienti provenienti sia dall’interno montagnoso, sia prodotti del mare, piatti per l’appunto detti di mar y muntanya, i cui ingredienti vengono mescolati sapientemente per ottenere pietanze molto gustose. Fra le varie cucine regionali spagnole la catalana è quella con maggiori influenze straniere, soprattutto dalla vicina Francia e dall’Italia, perciò è facile trovare molte similitudini con la cucina nostrana: la base per molti piatti è il sofregit, ossia il soffritto di cipolla, sedano e carote. ll piatto più rappresentativo è il semplicissimo pane e pomodoro. Preparato con il pà de pagès, un tipico pane casereccio, si tratta di una bruschetta con olio e pomodoro tritato, a cui i catalani aggiungono talvolta del jamón sminuzzato. Complice la natura, i frutti di mare e il pesce arrivano freschissimi ogni giorno; la carne proviene dalla campagna circostante, generosa anche con il vino. Per il dolce, limitiamoci ai luoghi comuni: una crema catalana e la ricotta con il miele vanno più che bene e soddisfano tutti i palati, anche quelli più esigenti.
Foto di Claudia Meschini (ad eccezione dell’Agnus Dei di Andrea Mastrovito)











