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		<title>Il giro del mondo in bici</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 13:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[... (quasi) impossibili]]></category>
		<category><![CDATA[Continenti]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Bike around the World]]></category>
		<category><![CDATA[Forrest Gump]]></category>
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		<category><![CDATA[Keiichi Iwasaki]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che inscena il suo spettacolino si forma subito un capanello di persone. Pubblico privilegiato, i bambini, perchè lui ci sa fare nel moltiplicare le palline, farle apparire dai capelli dei bimbi, farle sparire nei loro abiti, farle riaffiorare nei loro abiti. Semplici giochi di pretigio che lo aiutano a proseguire nella sua missione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2585" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><img class="size-full wp-image-2585" title="" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/cycling_japanese.jpeg" alt="" width="560" height="420" /><p class="wp-caption-text">Keiichi al castello di Trakai, in Lituania</p></div>
<p>Ogni volta che inscena il suo spettacolino si forma subito un capanello di persone. Pubblico privilegiato, i bambini, perchè lui ci sa fare nel moltiplicare le palline, farle apparire dai capelli dei bimbi, farle sparire nei loro abiti, farle riaffiorare nei loro abiti. Semplici giochi di pretigio che lo aiutano a proseguire nella sua missione: fare il giro del mondo, dal <strong>Giappone</strong> al Giappone, in bicicletta, &#8220;<strong>Bike around the World</strong>&#8221; from Japan to Japan. A pedali insomma.<span id="more-2581"></span></p>
<div id="attachment_2587" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2587 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_6431c-1-500x303.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">Keiichi insieme a Yuka Otsuka</p></div>
<p>Stiamo parlando di <strong>Keiichi Iwasaki</strong>, 39 anni, nato nella provincia di Gumma, a 100 chilometri da Tokyo, sta percorrendo il mondo in lungo e largo. Nulla di strano in questo, se non fosse per il fatto che Iwasaki lo fa pedalando. In sella alla sua <strong>bicicletta</strong>, il viaggiatore più ecologico del mondo ha attraversato una cinquantina di Paesi. In tasca pochi spiccioli, come vuole la versione più romantica di ogni avventura che si rispetti: 160 yen, per la precisione, poco più di un euro. E&#8217; vissuto con quello che le persone che ha incontrato lungo la strada gli hanno donato, tanto che le sue imprese sono state paragonate a quelle di <strong>Forrest Gump</strong>, protagonista del film interpretato da Tom Hanks, ispirato all&#8217;omonimo romanzo di Winston Groom. Come lavoro improvvisa, di tanto in tanto, spettacoli di prestidigitazione e illusionismo nelle piazze.</p>
<div id="attachment_2586" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-2586 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/5841712547_77d2415e8e.jpg" alt="" width="350" /><p class="wp-caption-text">Alle pendici dell&#39;Himalaya</p></div>
<p>Per lui davvero nessuno strascico nucleare. La sua casa l&#8217;ha lasciata nel 2002, annunciando ai genitori la sua intenzione. &#8220;Volevo vedere il mondo direttamente con i miei occhi&#8221;, ha spiegato poi.</p>
<p>Un lungo percorso durante il quale Keiichi ha trovato una compagna. Da oltre 2 anni si è unita a lui Yuka Otsuka, giapponese anche lei, incontrata per la prima volta 4 anni fa a Budapest, con la stessa voglia di vedere il mondo lentamente, &#8220;finchè le forze fisiche lo consentono&#8221;. &#8220;Quando sono partito pensavo che per fare il giro del mondo bastassero 10 anni. Invece ora penso che ce ne vorranno altri cinque solo per concluderlo &#8211; dice divertito Keiichi Iwasaki – sono da sempre un appassionato di ciclismo e nel 2001 ho semplicemente annunciato ai miei familiari che intendevo fare il giro del mondo con la mia bicicletta e sono partito”.</p>
<div id="attachment_2588" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2588 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/global-biker-everest.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">Sull&#39;Himalaya</p></div>
<p>Un&#8217; avventura in parte documentata nel suo sito <a title="sito Keiichi Iwasaki" href="http://www.feel-the-earth.com" target="_blank">www.feel-the-earth.com</a>, ricco di foto, video e testi in inglese e giapponese. Qui si apre un mondo fantastico che attraversa l&#8217;Europa, da Londra a Parigi, da Ginevra a Barcellona, ma anche India, Pakistan, Africa, America Latina, Tibet, Nepal. Tutto ripreso in piccoli documentari nel suo sito. Ecco, quindi, Keiichi Iwasaki impegnato a districarsi nell&#8217;Himalaya, oppure arrampicato senza fiato sull&#8217;Everst. E quando torna a valle riprende la sua bici per proseguire il suo viaggio.</p>
<p>Finora durante il suo cammino Iwasaki ha dovuto affrontare numerosi pericoli: è stato derubato dai pirati, arrestato in India, attaccato da un cane rabbioso in Tibet e quasi costretto a convolare a nozze in Nepal. Ma tutto si è concluso nel migliore dei modi e la sua fantastica avventura continua.</p>
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		<title>Il trekking del Franciacorta</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Continenti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tenute La Montina di Monticelli Brusati]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[VIlla Baiana]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La Strada del Franciacorta a piedi in due giorni. La Strada del Franciacorta a piedi, da Brescia a Iseo. Non lungo gli 80 chilometri stradali del suo percorso che parte dal capoluogo e arriva sulle sponde del lago d’Iseo, ma lungo sentieri che si snodano a mezza costa, con ampi scorci panoramici dall’alto sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2576" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2576 " title="Franciacorta_Convento della Santissima Annunciata sul Monte Orfano 02" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Franciacorta_Convento-della-Santissima-Annunciata-sul-Monte-Orfano-02.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Franciacorta, convento della Santissima Annunciata sul Monte Orfano</p></div>
<p><strong>La Strada del Franciacorta a piedi in due giorni.</strong></p>
<p>La <a title="strada della Franciacorta" href="http://www.stradadelfranciacorta.it" target="_blank">Strada del Franciacorta</a> a piedi, da Brescia a Iseo. Non lungo gli 80 chilometri stradali del suo percorso che parte dal capoluogo e arriva sulle sponde del <strong>lago d’Iseo</strong>, ma lungo sentieri che si snodano a mezza costa, con ampi scorci panoramici dall’alto sui paesaggi franciacortini. Alla scoperta del territorio della <strong>Franciacorta</strong>, dunque, con un <strong>trekking</strong> di due giorni tra colline, vigneti e cantine, ideato dalla Strada del Franciacorta in collaborazione con <strong>MilleMonti</strong>, suo associato.<span id="more-2547"></span></p>
<p>Ad accompagnare gli escursionisti sono professionisti (Accompagnatori di media montagna e Guide alpine) in grado di far conoscere l’ambiente in sicurezza e a fondo, che scandiscono il percorso con spiegazioni naturalistiche e ambientali. Natura e paesaggi, dunque, ma anche vini eccellenti e gastronomia tipica per trascorrere due giornate all’aria aperta, nell’incantevole cornice della Franciacorta, fra le zone vitivinicole più pregiate d’Italia e fra le più amate dagli enoturisti.</p>
<div id="attachment_2561" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2561 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Franciacorta_Villa-Fenaroli_Corneto-di-Rodengo-Saiano.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Villa Fenaroli Corneto di Rodengo Saiano</p></div>
<p>Punto di partenza è <strong>Brescia</strong>. Lungo sentieri si raggiungono le colline della Stella. Prima tappa in una cantina, per una visita e il pranzo con degustazione di Franciacorta. Nel pomeriggio si prosegue sulle colline di Gussago e Rodengo Saiano e verso sera si fa la seconda degustazione in cantina. Cena e pernottamento a <strong>Rodengo Saiano</strong>, nota per la splendida abazia di San Nicola, fra i complessi monastici più imponenti del Nord Italia. Il secondo giorno si prosegue lungo i sentieri del monte Valenzano e di Camignone. Dopo la visita con pranzo in una cantina, nel pomeriggio ci si incammina verso Iseo, tappa finale del trekking. L’intero percorso è illustrato sul sito <a title="Strada del Franciacorta" href="http://www.stradadelfranciacorta.it" target="_blank">www.stradadelfranciacorta.it </a>e scaricabile gratuitamente dall’Apple Store su iPhone e iPad.</p>
<div id="attachment_2557" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2557  " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Trekking-del-Franciacorta-01-1.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">Trekking del Franciacorta</p></div>
<p>La quota di partecipazione, calcolata di volta in volta in base al numero dei partecipanti, comprende i pranzi, trattamento di mezza pensione in hotel 3 stelle con sistemazione in camera doppia, degustazioni in cantina, trasporto bagagli. La prenotazione obbligatoria.</p>
<p>Sempre a cura di MilleMonti ( <a title="Mille Monti" href="http://www.millemonti.it" target="_blank">www.millemonti.it</a>) sono organizzati anche itinerari guidati ad anello di mezza giornata a piedi in Franciacorta tra i vigneti e lungo comodi sentieri con sosta in una cantina per visita guidata e degustazione.</p>
<p><strong>La Strada del Franciacorta</strong></p>
<p>Nata nel 2000 dalla sinergia tra operatori privati (aziende vitivinicole, produttori di prodotti tipici e artigiani, alberghi, dimore storiche, ville in affitto, ristoranti, trattorie, osterie, wine bar, aziende agrituristiche, campeggi, enoteche, agenzie viaggi, campi da golf, noleggio biciclette) ed enti pubblici e privati (Comuni, associazioni per la promozione del territorio) la Strada del Franciacorta &#8211; fra le prime in Italia &#8211; è un percorso di 80 chilometri che ha lo scopo di promuovere e sviluppare le potenzialità turistiche, in particolar modo legate al turismo enogastronomico, della Franciacorta. I soci sono 175.</p>
<p>L’origine del termine Franciacorta deriva da “curtes francae”, cioè quelle piccole comunità di <strong>monaci benedettini</strong> insediate nell’Alto Medioevo in zona collinare vicino al Lago d’Iseo che erano esentate dal pagamento dei dazi, ai Signori e al vescovo, per il trasporto ed il commercio delle loro merci in altri Stati o possedimenti, poiché i frati erano dediti alla bonifica dei territori assegnati e istruivano i contadini alla coltivazione dei campi. Infatti le “curtes” erano i principali centri di commercio dell’epoca.</p>
<p>Per informazioni: Associazione Strada del Franciacorta</p>
<p>tel. 030 7760870, info@stradadelfranciacorta.it, www.stradadelfranciacorta.it</p>
<div id="attachment_2569" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2569 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Franciacorta_vigneto-con-Santissima-di-Gussago.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Franciacorta, vigneto con Santissima di Gussago</p></div>
<p><strong>Visite in cantina con degustazioni </strong></p>
<p>La “cantina che si racconta”, visite con degustazioni guidate di Franciacorta, una Card a punti che premia con regali e bottiglie di Franciacorta i clienti dello Wine Shop, porte aperte durante tutti gli week end: queste le novità con cui le <strong>Tenute La Montina di Monticelli Brusati</strong>, in Franciacorta, accolgono da questa primavera gli enoturisti.</p>
<p>La cultura del <strong>vino</strong> e l’accoglienza in cantina, d’altra parte, sono sempre stati un elemento caratterizzante dell’azienda dei fratelli Bozza, il cui impegno ultraventennale in tal senso è stato riconosciuto con l’assegnazione del Premio Accoglienza Essere Franciacorta, indetto dalla Strada del Franciacorta in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, che ha decretato le Tenute La Montina l’azienda vinicola franciacortina con il più elevato e qualificato livello d’accoglienza.</p>
<div id="attachment_2559" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2559 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Visite-in-cantina-alle-Tenute-La-Montina-1.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Visite in cantina alle Tenute La Montina</p></div>
<p><strong>La “cantina che si racconta” e le degustazioni</strong></p>
<p>Una cantina da visitare, quella scavata, per oltre 7.000 m² nella collina tappezzata i vigneti, per scoprire quanta passione, lavoro, storia c’è dietro al perlage finissimo e persistente, alla piacevole sapidità e freschezza dei suoi Franciacorta. Agli ospiti vengono illustrati i complessi passaggi che portano dalla vigna alla bottiglia finita, viene raccontato quanto lavoro c’è dietro un calice di Franciacorta, le 70 volte che una bottiglia viene toccata nell’arco dei 3 anni che minimo passa in cantina. Una serie di grandi tabelle esplicative, in italiano e inglese, scandisce il percorso e spiega in modo semplice e chiaro le varie lavorazioni: passo per passo.</p>
<p>Il Tour guidato prevede anche la visita alla settecentesca <strong>Villa Baiana</strong> (nobile dimora attigua alla sede aziendale) e alle mostre d’arte contemporanea allestire ciclicamente nella Sala delle Esposizioni Temporanee del Museo d’Arte Contemporanea Remo Bianco in Franciacorta.</p>
<p>A conclusione, i visitatori possono scegliere fra 3 generi di degustazioni (da uno a tre tipologie di Franciacorta), abbinate a Grana Padano e salame Bresciano. Su richiesta, vengono organizzati buffet e pranzi a Villa Baiana.</p>
<p>Per info e prenotazioni: comunicazione@lamontina.it, tel. 030.653278</p>
<div id="attachment_2562" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2562 " title="Tenute La Montina_Barricaia" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Tenute-La-Montina_Barricaia.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Tenute La Montina, barricaia</p></div>
<p><strong>Wine Shop premia i clienti affezionati</strong></p>
<p>Nello Wine Shop, aperto anche nei giorni festivi, i visitatori della cantina trovano &#8211; oltre ai pregiati Franciacorta delle Tenute La Montina – prelibatezze gastronomiche provenienti da una nutrita schiera di produttori della Franciacorta e delle Valli Bresciane e una raffinata selezione di oggetti per il vino e la tavola. Una Card a punti premia con regali e bottiglie di Franciacorta i clienti affezionati, che acquistano dalle 12 bottiglie in su. Orari di apertura: dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00.</p>
<p>Le Tenute La Montina sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Si sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. <strong>Vigneti</strong>, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 450.000 bottiglie annue.</p>
<p>Info: La Montina &#8211; Tel. 030 65 32 78 – comunicazione@lamontina.it &#8211; <a title="Tenute La Montina" href="http://www.lamontina.it" target="_blank">www.lamontina.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vacanze incantevoli nei residence di Bellaria Igea Marina</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le proposte dei partner]]></category>
		<category><![CDATA[Bellaria Igea Marina]]></category>

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		<description><![CDATA[Trascorrete un soggiorno all&#8217;insegna del benessere e della tranquillità: scegliete i residence Bellaria Igea Marina. La vacanza ideale per alcuni è sinonimo di comfort, per altri d&#8217;indipendenza. In particolare i giovani e le famiglie con bambini spesso e volentieri hanno delle esigenze particolari, sopratutto riguardanti gli orari dei pasti e la loro gestione: i bimbi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2534" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/residence-bellaria-igea-marina-1.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Trascorrete un soggiorno all&#8217;insegna del benessere e della tranquillità: scegliete i <a title="Residence Bellaria Igea Marina" href=" http://www.abcvacanze.it/residence-bellaria-igea-marina.htm" target="_blank">residence Bellaria Igea Marina</a>. La vacanza ideale per alcuni è sinonimo di comfort, per altri d&#8217;indipendenza. In particolare i giovani e le famiglie con bambini spesso e volentieri hanno delle esigenze particolari, sopratutto riguardanti gli orari dei pasti e la loro gestione: i bimbi piccoli necessitano di alimenti particolari che le mamme preferiscono preparare con le loro mani, mentre i ragazzi amanti della vita notturna hanno bisogno di poter consumare le loro colazioni e pranzi senza obblighi di orari.</p>
<p>Per questa ragione, queste fasce di pubblico prediligono un soggiorno presso gli appartamenti oppure i residence di <strong>Bellaria Igea Marina</strong>. Monolocali, bilocali oppure strutture con più camere da letto saranno quindi pronti ad accogliere tutti gli ospiti con ambienti arredati con cura ed una lunga serie di servizi, adatti ad ogni esigenza. Avrete a disposizione una vera e propria casa al mare, dotata di angolo cottura, ingresso indipendente e citofono, Tv color, telefono e tantissimi altri servizi. Potrete scegliere il residence o l&#8217;appartamento più vicino ai vostri gusti tra alloggi direttamente sul mare oppure in pieno centro.</p>
<p>Presso queste gradevoli strutture troverete inoltre a disposizione un comodo posto auto riservato che vi permetterà di spostarvi in piena autonomia, senza pensieri. I gestori dei residence e degli appartamenti di Bellaria Igea Marina mettono spesso e volentieri a disposizione interessanti convenzioni con gli stabilimenti balneari più attrezzati della zona nonché con ristoranti e pizzerie estremamente apprezzate e conosciute, presso cui potrete godere di sconti e promozioni.</p>
<p>Lasciatevi conquistare da un&#8217;incantevole vacanza a Bellaria Igea Marina: libertà, qualità e convenienza vi aspettano!</p>
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		<title>Turismo di massa o turismo culturale ?</title>
		<link>http://www.viaggiatoriweb.it/2012/turismo-di-massa-o-turismo-culturale/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'altro turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Erik Cohen]]></category>
		<category><![CDATA[gronda lagunare]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Stanley Plog]]></category>
		<category><![CDATA[turista culturale]]></category>
		<category><![CDATA[turista di massa]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho intenzione di approfondire un po’ il tema del turismo da un punto di vista più culturale. Infatti dopo avere fatto varie ricerche, leggendo vari materiali su riviste e anche su blog che  approfondiscono i temi relativi all’industria del turismo, si capisce una cosa importante. Beh non è che vi sto dicendo una scoperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2509" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Itinere_Laguna_0.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Oggi ho intenzione di approfondire un po’ il tema del turismo da un punto di vista più culturale. Infatti dopo avere fatto varie ricerche, leggendo vari materiali su riviste e anche su blog che  approfondiscono i temi relativi all’industria del turismo, si capisce una cosa importante.<span id="more-2505"></span></p>
<p>Beh non è che vi sto dicendo una scoperta da premio nobel ma sempre meglio che la sappiate, allora dicevo …ho scoperto che anche quando viaggiamo veniamo catalogati, si siamo catalogati in tipologie di turisti. Queste categorie o tipologie  sono svariate ma allo stesso tempo connesse tra loro, infatti quello che cambia e solo “il livello intenzionale del turista verso il viaggio”, cioè verso la “scoperta” del luogo, delle persone, delle diversità incontrate o che si incontreranno.</p>
<p>Autori famosi nel mondo del turismo come <a href="http://tourismintelligence.ca/2006/11/14/is-your-destination-in-decline/">Stanley Plog</a>, <a href="http://soc.sagepub.com/content/13/2/179.abstract">Erik Cohen </a> hanno scritto innumerevoli studi sui turisti, il loro ruolo, la loro percezione creando perfino le così dette “tipologie dei turisti”.</p>
<div id="attachment_2510" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2510" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/immagine-1.jpg" alt="" width="300" height="496" /><p class="wp-caption-text">Itinerari alternativi con itinerelaguna.it</p></div>
<p>Siamo, alla fine dei conti, divisi in categorie, in classi, tipologie o specie come volete ma pur sempre catalogati,  ma vi dirò di più passiamo tutti attraverso uno spettro, un ventaglio, che va dal “classico<strong> turista di massa</strong>” ( quello che cerca la minima interazione con la comunità ricettiva e cerca di spendere il meno possibile) fino ad arrivare dall’altra parte dello spettro dove troviamo il turista che cerca invece di immergersi il più  possibile nella comunità ricevente, cercando di scoprire gli usi e costumi locali, le tradizioni. Imparando cose nuove si sente completamente partecipe e soddisfatto, cioè il <strong>“turista culturale</strong>”. Adesso, volendo essere anche un po’ razzisti o discriminatori, potremmo dire che questi autori hanno diviso i turisti forse anche a seconda del loro quoziente intellettivo e dalla disponibilità della loro carta di credito.</p>
<p>Infatti, sembra lampante che i turisti, che stanno dalla parte dei “turisti di massa”, cercano solo divertimento senza preoccuparsi dell’interazione con il posto, invece i “turisti culturali” cercano nella vacanza la conoscenza dei posti visitati, spendendo anche di più per poter vivere e sperimentare le cose “ locali”. Inoltre hanno anche scritto che i turisti di massa sono beh come dire…incivili!!! Invece quelli culturali appunto perché pieni di cultura risultano essere più rispettosi e civili dei luoghi visitati e delle persone. (E qua potete sbizzarrirvi  nei commenti, aspetto le vostre opinioni).</p>
<p>Ma forza non perdiamoci d’animo vi svelo un segreto:  questi sono studi oramai obsoleti infatti questi studiosi hanno , con rispetto parlando, studiato il periodo antecedente l’arrivo di <strong>Internet</strong>, il nostro caro amato internet, proprio quel mezzo che ora state usando per leggermi.</p>
<p>E’ qui che,  secondo me,  “casca il palco”, quello che intendo non è che le teorie e gli studi sul turismo in generale siano tutte sbagliate, hanno buone fondamenta e criteri giusti che valgono tuttora ma certamente, lasciatemelo dire, sono appunto sorpassate, obsolete, devono sicuramente essere rivisitate. Non sarò la prima a dirlo, ma sicuramente le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il nostro modo di vedere il turismo, in tutte le sue forme e in tutti i suoi approcci e livelli. Direi che dal concepimento dell’idea di andare in vacanza fino al ritorno, tutto si svolge in maniera diversa nel 2012.</p>
<p>Conosciamo tutti una svariata quantità di siti, applicazioni, sconti e molto altro che ci invogliano e che ci aiutano ad andare in viaggio e a sperimentare tante cose diverse e nuove. Sarebbe veramente difficile per me indirizzarvi in maniera corretta verso il “giusto modo di viaggiare”, d’altronde ogni viaggio, ogni vacanza ha il suo scopo, la sua ragione di essere.</p>
<p>Certamente già abbiamo visto la grande capacità che ha <a href="http://twitter.com/">Twitter</a> nel connettersi con gli altri nel pezzo su <a href="../2011/la-storia-di-paul-smith-viaggiatore-con-un-tweet/">Paul Smith</a>,  inoltre  oramai tutte le linee aeree, le compagnie dei treni e tutti i vari mezzi di trasporto sono su internet permettendoci di pianificare da casa il modo e il budget da usare per i nostri viaggi, così come le strutture alberghiere. Non dobbiamo trascurare neanche la forte presenza online dei musei , dei ristoranti insomma un po’ di tutto.  Una cosa bisogna però ricordarsi che questo tipo di presenza ha dei costi e questi costi vanno pagati, infatti una delle basilari leggi di mercato ci dice che la “visibilità costa”, ed è proprio qui che volevo arrivare . Le grandi compagnie sono più che capaci di essere presenti  e di farsi “notare” ma essendo grandi compagnie sono, ed uso un parolone, globalizzate! Cosa intendo con questo parolone? Semplicemente che sono omogenee, che perdono in autenticità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2511" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Itinere_Laguna_1.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p>Le piccole aziende, le realtà vere e veraci del luogo che andiamo a visitare sono “oscurate” e spesso non viste anche dai turisti più attenti. Allora mi sono chiesta se qualcuno avesse pensato a “dar voce” ai più piccoli, a tutte quelle realtà che fanno onore al luogo , mantenendo tradizioni ed autenticità ma che essendo piccole non possono permettersi il lusso di “apparire” ovunque.</p>
<p>Cercando, cercando sono incappata in una nuova applicazione (<a href="http://www.itinerelaguna.it/">http://www.itinerelaguna.it/</a> ) che propone itinerari alternativi, veramente. Questa applicazione al momento si occupa solo della zona di Venezia e della <strong>gronda lagunare</strong>, incorporando in itinerari diversi dai soliti, attività locali che vogliono in qualche modo farsi notare, per le loro caratteristiche peculiari. Allora possiamo trovare il panificio che fa il pane tradizionale anche la domenica, la <a href="http://maskmaskerelle.blogspot.it/">decoratrice di  maschere</a> originali veneziane che usa le più autentiche arti del decoro veneziano, la <a href="http://www.annacastelli.com/">scrittrice</a> Anna Castelli che  parla di Venezia e ti porta alla scoperta della città attraverso il suo libro &#8220;Emozioni Veneziane&#8221;, e molto altro.</p>
<p>Certamente un progetto nuovo e in fase di sviluppo ma sicuramente un mondo diverso che porta i turisti di tutte le “tipologie” a scoprire in maniera totalmente tecnologica la bellezza di Venezia e del suo entroterra.</p>
<p>Devo dire che sono rimasta contenta di questa “mia scoperta internettiana” avevo veramente paura di non trovare nulla, paura di accertare che oramai eravamo stati tutti fagocitati dalla globalizzazione, ma non è così. E qui si potrebbe benissimo aprire un nuovo capitolo sulla globalizzazione rischi e  opportunità, vantaggi e debolezze, le sue influenze nel mondo del turismo, ma questo è un altro pezzo. Alla prossima.</p>
<p>di <em><a href="http://www.viaggiatoriweb.it/2011/evelin-marin/">Evelin Marin</a></em></p>
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		<title>Thailandia, terra degli uomini liberi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro viaggio in Thailandia, la terra degli uomini liberi (Thai significa, per l&#8217;appunto, libero) inizia da Chiang Mai,     piccola e tranquilla &#8220;capitale&#8221; del nord, ai piedi della collina del Doi Sutep, complesso templare caratterizzato da  imponenti statue di Naga, il dio dei serpenti. Le figure mitologiche, in pietra o stucco, sono molto comuni nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2498" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0333.jpg" alt="" width="550" height="367" /><p class="wp-caption-text">Barche tipiche a Krabi</p></div>
<p lang="it-IT">Il nostro viaggio in <a title="Thailandia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thailandia" target="_blank">Thailandia</a>, la terra degli uomini liberi (Thai significa, per l&#8217;appunto, libero) inizia da <strong>Chiang Mai</strong>,     piccola e tranquilla &#8220;capitale&#8221; del nord, ai piedi della collina del Doi Sutep, complesso templare caratterizzato da  imponenti statue di Naga, il dio dei serpenti.<span id="more-2352"></span></p>
<div id="attachment_2412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2412  " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0668.jpg" alt="" width="550" height="367" /><p class="wp-caption-text">Bangkok, tempio Suthat</p></div>
<p lang="it-IT">Le figure mitologiche, in pietra o stucco, sono molto comuni nei tempi thailandesi, così come i Chofa, i cosidetti &#8220;ciuffi di cielo&#8221;, auree forme arrotondate che decorano gli spigoli dei tetti. Ma a colpire maggiormente la nostra curiosità e immaginazione sono soprattutto i templi in miniatura, issati su piccoli pali, posti fuori dalle abitazioni, davanti gli edifici pubblici e, persino, ai moderni centri commerciali. Si tratta delle case degli spiriti dove, quotidianamente, sono lasciati in offerta cibo, acqua, fiori e incensi. Altrettanto curiosa l&#8217;usanza di porre all&#8217;ingresso dei luoghi di culto alcune gabbie contenenti decine di piccoli volatili. Ai turisti viene detto che liberare un uccellino porta fortuna e amore. In realtà, per un buddista credente, questa piccola buona azione rappresenta uno dei tanti modi per propiziarsi un destino migliore nella successiva reincarnazione.</p>
<div id="attachment_2426" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2426 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_01051.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Cobra Show a Chiang Rai</p></div>
<p lang="it-IT">La città templare di Chiang Mai è un&#8217;importante meta turistica non solo per le sue bellezze artistiche, o il suo animatissimo Night Bazar, ma anche e sopratutto per la sua vicinanza alle montagne e quindi alle tribù che vi risiedono. Io e Marco decidiamo quindi di andare alla scoperta del Nord. Con una escursione di alcuni giorni in jeep visitiamo <strong>Chiang Rai</strong>, cittadina alle porte del famigerato <strong>Triangolo d&#8217;Oro</strong>, zona di confine tra <strong>Thailandia</strong> Laos e Myanmar, nota per la coltivazione di papaveri da oppio, tutt&#8217;ora mezzo di sussistenza per numerose tribù.</p>
<p lang="it-IT">Visitando un villaggio conosciamo Mu Ri, 17 anni, una delle tante donne &#8220;giraffa&#8221; dell&#8217;etnia Paduang. Secondo un&#8217;antica usanza, ora mantenuta solo per attirare turisti e quindi denaro, le donne di questi villaggi, fin dall&#8217;età di 5 anni, indossano al collo delle spirali sempre più lunghe di anelli di ferro dorato. In tal modo, la loro testa arriva a distare sino a 30 cm dalle spalle.</p>
<p lang="it-IT">Le ricerche mediche svolte dall&#8217;ortopedico belga Johan Van Roeckeglem hanno però&#8217; dimostrato che il peso degli anelli (a volte fino a 5 kg), non comporta l&#8217;allungamento delle vertebre del collo, bensì l&#8217;abbassamento delle costole e dei muscoli delle spalle. Tale deformazione, ci spiega Mu Ri nel suo inglese stentato, provoca forti dolori, ma rappresenta, insieme all&#8217;artigianato locale, un mezzo di sostentamento per sè e per sua figlia. Incontriamo donne &#8220;giraffa&#8221; e altre popolazioni montane anche nella cittadina di<strong> Mae Hong Son</strong>, dove trascorriamo il nostro Capodanno, l&#8217;arrivo del 2011, anche se secondo il calendario thailandese siamo nel 2554. Sul palco allestito lungo la sponda di un laghetto si susseguono fino a mezzanotte esibizioni di canti e balli tradizionali, una festa dedicata sopratutto ai thailandesi, difatti a parte me e Marco i turisti sono ben pochi. Allo scoccare della mezzanotte, segnato dal profondo suono di un Gong, un centinaio di personaggi in costume tradizionale lasciano salire al cielo altrettanti palloncini multicolore con un lumino appeso al filo; uno spettacolo commovente e pieno di fascino pur nella sua ingenua semplicità.</p>
<div id="attachment_2416" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2416 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0154.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Donna di etnia Akha</p></div>
<div id="attachment_2415" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2415   " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0148.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Donna &quot;giraffa&quot; di etnia Padaung</p></div>
<p lang="it-IT">Lasciando il nord, discendiamo lungo il Paese ora in taxi, ora in autobus, ora in treno, toccando le località più note. Le cittadine di <strong>Lampung</strong> e <strong>Lampang</strong>, le rovine di <strong>Si Satchanalai</strong> e di <strong>Sukhothai</strong>, capitale del primo regno Thai, <strong>Lopburi</strong>, dove alcune dispettose e velocissime scimmiette mi rubano dalla borsa la custodia della macchina fotografica ed un mascara e, infine, il parco archeologico di <strong>Ayutthaya</strong>, capitale del regno del <strong>Siam</strong>, distrutta dai birmani nel 1767, pochi anni prima della nascita di Bangkok, letteralmente &#8220;villaggio delle olive&#8221;, megalopoli caotica ma affascinante denominata dai thailandesi Krung Thep, città degli angeli.</p>
<div id="attachment_2417" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2417 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0048.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Monaci a Chiang Mai</p></div>
<p lang="it-IT">La vecchia <strong>Bangkok</strong> si può scoprire percorrendo con le barche a &#8220;coda lunga&#8221; i khlong (canali), che tagliano la lussureggiante vegetazione tropicale della tranquilla zona di Thonburi, o visitando le case di legno di teak come il palazzo di Vinanmek, ex residenza reale, o la casa-museo di Jim Thompson, magnate della seta americano, misteriosamente scomparso in Malesia nel 1967.</p>
<p lang="it-IT">Girando per la città con i tipici tuk tuk, simpatico taxi aperto a tre ruote (unico problema ben pochi guidatori conoscono l&#8217;inglese, quindi la meta prefissata è spesso un optional), scopriamo i templi scintillanti dell&#8217;ex &#8220;villaggio delle olive&#8221;, il Wat Phra Kaeo con il suo famoso Budda di Smeraldo (in realtà di diaspro verde), il Wat Tramit, piccolo tempio reso famoso dall&#8217;enorme statua del Budda d&#8217;oro (5,5 tonnellate di peso) o il Wat Pho, con la sua antica scuola di massaggi Thai e il Wat Ratchanaddaram, sede del più grande mercato degli amuleti di Bangkok.</p>
<p lang="it-IT">Di sera ci perdiamo tra le strade affollatissime e multicolore di China Town, e la curiosità ci spinge a dare un&#8217;occhiata anche al quartiere a luci rosse di Pat Pong, dove decine di ragazzi con depliant illustrativi alla mano, propongono ai turisti i più svariati live show erotici.</p>
<p lang="it-IT">Lungo le strade, di giorno e fino a tarda sera, centinaia di chioschi e banchetti all&#8217;aperto vendono ogni genere di cibi cotti al momento: dai famosi &#8220;noodle&#8221; (tagliatelle asiatiche), agli spiedini di pesce, pollo, agli insetti impanati (cavallette, scarafaggi d&#8217;acqua e vermi). Con mio orrore Marco assaggia un bruco del bamboo appena fritto dichiarando, soddisfatto, che il sapore è quello di una patatina chips ! Ottima e sopratutto divertente la cena al Fish Market, enorme ristorante dotato di un lunghissimo bancone colmo dei più svariati generi di pesci e crostacei. Una gentile hostess-cameriera ci segue negli acquisti con un carrello stile supermercato. Dopo aver scelto tra le prelibatezze in esposizione, paghiamo il tutto alla cassa, comprese le verdure d&#8217;accompagnamento. In breve, uno dei trenta cuochi del ristorante, seguendo le nostre istruzioni di cottura, ci prepara un banchetto con i fiocchi.</p>
<div id="attachment_2421" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2421  " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0166.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Statua di Budda a Sukhothai</p></div>
<div id="attachment_2419" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2419  " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0255.jpg" alt="" width="250" /><p class="wp-caption-text">Tempio nell&#39;antica capitale Sukhothai</p></div>
<p lang="it-IT">Le nostre giornate, intense e sempre piene di sorprese, sono accompagnate dall&#8217;immagine di un volto che ormai, dopo quasi un mese di permanenza in Thailandia, ci è diventato familiare. E&#8217; quello di Rama IX, <strong>Bhumipol Adulyadej</strong>, generalmente considerato come modello di monarca moderno e illuminato, forza unificante e stabilizzante del Paese. La sua effige, ritratta in età giovanile, nonostante gli attuali 84 anni del re, compare sugli enormi cartelloni lungo le strade, nelle foto esposte nei centri commerciali, negli uffici pubblici e anche nelle abitazioni dei sudditi. Persino alcuni biglietti d&#8217;auguri per compleanni, anniversari e ricorrenze varie, sono decorati con un ritratto dell&#8217;amatissimo re !</p>
<div id="attachment_2428" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-2428 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0456.jpg" alt="" width="200" /><p class="wp-caption-text">La baia di Phang Nga</p></div>
<p lang="it-IT">Prima di lasciare Bangkok per le spiagge, visitiamo il variopinto mercato galleggiante di <strong>Damnoen Saduak</strong>, a 110 Km dalla capitale, dove i venditori espongono la propria merce su dozzine di piccole barche e all&#8217;interno di grandi stand su palafitta. Trascorreremo a <strong>Phuket</strong> e <strong>Phi Phi Island</strong>due rilassanti settimane di spiaggia, rilassanti per modo di dire, visto che anche qui le cose da vedere sono tante.</p>
<p lang="it-IT">Alla chiassosa spiaggia di Patong preferiamo le più tranquille Kata Karon e Kata Beach, addossate a colline ricche di palme e piantagioni di caucciù. Imperdibile l&#8217;escursione a <strong>Krabi</strong> e allo splendido arenile bianco di <strong>Rai Lay</strong>, noto per le sue enormi scogliere di calcare, tanto apprezzate dagli appassionati di free klimb. Impressionanti, poi, le miriadi di isolette carsiche dalla forma allungata simili a fusi, che caratterizzano la baia di <strong>Phang Nga</strong>, set del film &#8220;L&#8217;uomo dalla pistola d&#8217;oro&#8221;, della serie 007. Altrettanto spettacolari le pendici a precipizio sul mare, le gole, le rocce friabili dove nidificano le rondini ed i pesci multicolore di Phi Phi Le, isoletta disabitata, scenario naturale del film <strong>&#8220;The Beach&#8221;</strong> con Leonardo Di Caprio. Nella vicina Phi Phi Don e, in genere lungo tutta la costa e nelle isole della Thailandia sono ancora attivi alcuni cantieri per il restauro delle strutture danneggiate dallo tsunami del dicembre 2006. Per fortuna, anche per soddisfare la sempre crescente domanda turistica, molto è stato già fatto e la costa Thailandese sta tornando all&#8217;antico splendore.</p>
<div id="attachment_2423" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2423 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0567.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">L&#39;isola di Phi Phi Don</p></div>
<p lang="it-IT">A malincuore lasciamo l&#8217;incantevole mare delle <strong>Andamane</strong>, salutati dai delfini che per un lungo tratto seguono la nostra imbarcazione.</p>
<p lang="it-IT">Questo viaggio vi ha incuriosito ? Per un itineraio su misura contattate il consulente di viaggio Cartorange, Giuseppe Portale: <a title="sito Giuseepe Portale" href="http://www.cartorange.com/giuseppeportale" target="_blank">www.cartorange.com/giuseppeportale</a> oppure <a title="pagina Facebook Giuseppe Portale" href="http://www.facebook.com/giuseppeconsulenteperviaggiare" target="_blank">www.facebook.com/giuseppeconsulenteperviaggiare</a></p>
<p lang="it-IT">foto <em>Gianmarco Maggiolini</em></p>

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		<title>L&#8217;acqua minerale in cucina</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I suggerimenti culinari dello chef/docente dell’Università dei Sapori Massimo Infarinati In occasione di &#8220;Umbria Water Festival&#8220;, in programma dal 17 al 20 maggio, l’Università dei Sapori di Perugia propone agli appassionati della buona tavola un corso sull’uso di diverse acque oligominerali in cucina, per scoprire come sia possibile cucinare trasmettendo sapidità e gusto ai diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2373" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2373 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Rocca-Albornoz-di-Narni-1-copia.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Narni, Rocca Albornoz</p></div>
<p><strong>I suggerimenti culinari dello chef/docente dell’Università dei Sapori Massimo Infarinati</strong></p>
<p>In occasione di &#8220;<a title="Umbria Water Festival" href="http://www.umbriawaterfestival.it/" target="_blank">Umbria Water Festival</a>&#8220;, in programma dal 17 al 20 maggio, l’<a title="Università dei Sapori " href="http://www.universitadeisapori.it/" target="_blank">Università dei Sapori di Perugia</a> propone agli appassionati della buona tavola un corso sull’uso di diverse <strong>acque oligominerali</strong> in cucina, per scoprire come sia possibile cucinare trasmettendo sapidità e gusto ai diversi alimenti, attraverso la sapiente combinazione di temperatura e concentrazione di anidride carbonica dell’acqua impiegata per la preparazione e la cottura delle pietanze.<span id="more-2363"></span> Il corso sarà tenuto dallo chef/docente <strong>Massimo Infarinati</strong> e prevede la preparazione e la degustazione di un menù completo, composto di tre piatti della tradizione culinaria italiana cucinati con tre diverse acque minerali: Ovetto in &#8220;sola Camicia&#8221; in acqua acidula con maionese all’olio extra vergine di oliva, Strigoli di acqua acidula al cacio e pepe, Aspic di frutta in gelatina di acqua frizzante.</p>
<p>In base ai gas disciolti nell&#8217;acqua (ossigeno, azoto e anidride carbonica) possiamo classifica le acque in:</p>
<p>-Piatta: presenza minima di anidride carbonica</p>
<p>-Frizzante: l’anidride carbonica viene addizionata</p>
<p>-Acidula: viene addizionata più di 250 mg di anidride carbonica</p>
<p>-Effervescente naturale: sgorga dalla fonte con almeno 250 mg di anidride carbonica.</p>
<p>L&#8217;anidride carbonica non evapora a 60/70 gradi centigradi perciò stando a questi parametri di temperatura si può trasmettere all&#8217;alimento sapidità e gusto.</p>
<p>Le tre ricette sono state pensate utilizzando le tre classificazioni di acqua.</p>
<div id="attachment_2374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2374  " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Ovetto-in-__sola-Camicia__-in-acqua-acidula-con-maionese-all%E2%80%99olio-extra-vergine-di-oliva-%C2%A9-photo-Alessandro-Vitali-1.jpg" alt="" width="550" height="366" /><p class="wp-caption-text">Ovetto in &quot;sola Camicia&quot;</p></div>
<p><strong>Ovetto in &#8220;sola Camicia&#8221; in acqua acidula con maionese all’extra vergine di oliva</strong></p>
<p>Portare l&#8217;acqua (non salata) alla temperatura di circa 60°. A questa temperatura l&#8217;anidride carbonica resiste e non evapora. Far cadere dentro l&#8217;albume dell&#8217;uovo senza il tuorlo, (il tuorlo cuoce ad una temperatura di almeno 80 gradi C).</p>
<p>Far cuocere per almeno tre-quattro minuti. Servire su crostone croccante accompagnato da maionese (utilizzare il tuorlo avanzato) montata all&#8217;extra vergine.</p>
<div id="attachment_2375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2375 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Strigoli-di-acqua-acidula-al-cacio-e-pepe-%C2%A9-photo-Alessandro-Vitali-1.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Strigoli di acqua acidula al cacio e pepe</p></div>
<p><strong>Strigoli di acqua acidula al cacio e pepe</strong></p>
<p>Impastare farina con albume e acqua acidula fino a ottenere un impasto elastico e omogeneo. Le proporzioni: gr. 500 farina bianca, gr 120 albume, gr 125 acqua acidula.</p>
<p>Tirare la pasta con un matterello. Ottenere perciò dei lunghi spaghetti aiutandosi con un coltello affilato. Cuocere la pasta in una casseruola facendo questa proporzione: l&#8217;acqua (acidula) deve essere il doppio del peso della pasta.</p>
<p>Una volta cotta togliere dal fuoco e mantecare con pepe di mulinello e cacio fresco macinato.</p>
<div id="attachment_2376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2376 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/Aspic-di-frutta-in-gelatina-di-acqua-frizzante-%C2%A9-photo-Alessandro-Vitali-1.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Aspic di frutta in gelatina di acqua frizzante</p></div>
<p><strong>Aspic di frutta in gelatina di acqua frizzante</strong></p>
<p>Portare a 60° acqua frizzante con zucchero zestes (la buccia senza il bianco) di limone ed arancia. Aggiungere gelatina alimentare in fogli, meglio quella vegetale. Far raffreddare. Iniziare a comporre gli &#8220;strati&#8221; di frutta fresca bagnando un po&#8217; alla volta con il liquido ottenuto.</p>
<p>Frutta da utilizzare:  in particolare modo quella estiva con alta percentuale di zuccheri, magari matura, si sconsigliano kiwi, ananas, agrumi perchè non legano con le proteine delle gelatina. Servire freddo per meglio gustare la carbonica dell&#8217;acqua.</p>
<p>Il corso si svolgerà sia a <strong>Perugia</strong>, il 18 maggio, che a <strong>Narni</strong> il 17 maggio presso le sedi di Università dei Sapori dalle 18.00 alle 22.00. Le iscrizioni sono aperte fino all’11 maggio e il costo del corso è di 65 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alessandro Gibaldi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 17:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alessandro Gibaldi, 45 anni, originario di Licata, in Sicilia. Architetto, insegnante, è appassionato di informatica e di grafica pubblicitaria, ama la fotografia, soprattutto quella inerente l&#8217;architettura ed i paesaggi. Il suo reportage è interamente dedicato alla sua città d’origine, dove ogni anno torna a &#8220;ritemprarsi&#8221; in occasione delle vacanze. Articoli Licata: un mare di storia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2327" style="margin-right: 10px;" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1499-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Alessandro Gibaldi, 45 anni, originario di Licata, in Sicilia. Architetto, insegnante, è appassionato di informatica e di grafica pubblicitaria, ama la fotografia, soprattutto quella inerente l&#8217;architettura ed i paesaggi. Il suo reportage è interamente dedicato alla sua città d’origine, dove ogni anno torna a &#8220;ritemprarsi&#8221; in occasione delle vacanze.</p>
<p>Articoli<br />
<a href="http://www.viaggiatoriweb.it/2012/licata-un-mare-di-storia/">Licata: un mare di storia</a></p>
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		<title>Licata: un mare di storia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 16:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-SERVIZIO-]]></category>
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		<description><![CDATA[Offuscata dalla vicinanza con Agrigento e la sua celeberrima Valle dei Templi, Licata è un piccolo gioiello liberty e barocco tutto da scoprire. Strategicamente collocato tra il mar Mediterraneo, la foce del fiume Salso e le pendici del colle detto &#8221; la Montagna&#8221;, il territorio di Licata, che si estende per una ventina di chilometri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2313" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_4693.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><strong>Offuscata dalla vicinanza con Agrigento e la sua celeberrima Valle dei Templi, Licata è un piccolo gioiello liberty e barocco tutto da scoprire.</strong></p>
<p>Strategicamente collocato tra il mar <strong>Mediterraneo</strong>, la foce del fiume Salso e le pendici del colle detto &#8221; la Montagna&#8221;, il territorio di <strong>Licata</strong>, che si estende per una ventina di chilometri lungo la costa meridionale della <strong>Sicilia</strong>, tra Gela e Agrigento, abbraccia una terra che potrebbe raccontarci secoli di storia dove archeologia, architettura arte, mare e paesaggio si intrecciano e si fondono in una sorta di grande museo en plain air.</p>
<div id="attachment_2299" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2299" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0425.jpg" alt="" width="550" height="352" /><p class="wp-caption-text">Baia di Mollarella</p></div>
<p style="text-align: center;"><span id="more-2292"></span></p>
<p>L&#8217;ampia pianura alluvionale di Licata è circondata a semicerchio da una catena collinare interrotta al centro dal corso del fiume Salso che si divide in due rami; tra le due foci, parallelamente al mare si colloca l&#8217;altura della Montagna, sulle sue pendici, affacciata al mare sorge l&#8217;abitato di <a title="Licata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Licata" target="_blank">Licata </a>con l&#8217;antico porto.</p>
<p>Un paesaggio che nei secoli ha fatto da sfondo a invasioni e scontri tra Romani e Cartaginesi, ma l&#8217;inurbamento dell&#8217;area risaliva ad epoca ben più remota, come testimoniano i numerosi siti archeologici di età preistorica e greco-arcaica situati a pochi chilometri dal centro abitato. Su tutti la Necropoli preistorica del Monte Petrulla; il magnifico ipogeo di era ellenistica di Stagnone Pontillo situato sulla Montagna e, sempre dello stesso periodo il pozzo della Grangela sul Monte Sant&#8217;Angelo. Numerose sono inoltre le chiesette rupestri sparse sulle colline, alcune delle quali conservano affreschi bizantini di notevole pregio, come la Madonna con Bambino a Monserrato.</p>
<div id="attachment_2307" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2307 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0433a.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Spiaggia di Poliscia</p></div>
<p>Licata è l&#8217;occasione giusta per vivere una vacanza al mare e in totale armonia con la natura dove, tra una passeggiata e l&#8217;altra, gli amanti dell&#8217;archeologia potranno visitare gli scavi che testimoniano la lunga storia del territorio licatese, senza dimenticare che a meno di un&#8217; ora di auto si potranno raggiungere gli affascinanti siti archeologi della Valle di Agrigento e di Eraclea Minoa.</p>
<p><strong>CENNI STORICI</strong></p>
<p>L&#8217;importanza storica di questo territorio è nota fin dai secoli passati quando la ricerca archeologica, condotta soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso, ha documentato l&#8217;intensa frequentazione di questi luoghi dall&#8217;età preistorica fino a quella ellenistica. In età normanna Licata conobbe un nuovo fiorire culturale sotto Federico II che la elesse a città demaniale e quindi fu fregiata dall&#8217;emblema dell&#8217;aquila reale.</p>
<div id="attachment_2308" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2308 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0382.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Villa Urso</p></div>
<p>Lo sviluppo del borgo medievale si coglie ancora facilmente percorrendone le strade, ma soprattutto visitando i complessi ecclesiastici più importanti dell&#8217;epoca posti fuori le mura cinquecentesche, fra tutti il grande convento dei Carmelitani e l&#8217;antica Chiesa matrice di santa Maria in Vetere. Nel 1553 Licata subì la devastante invasione franco-turca, dalla quale si riprese solo nel XVII secolo, come testimoniano le superbe residenze barocche costruite nel borgo storico da alcune famiglie blasonate.</p>
<p>Sul finire dell&#8217;800 la città ebbe un notevole incremento economico, derivato soprattutto dallo sviluppo delle attività del porto commerciale e, divenne un&#8217;elegante centro<em> <strong>liberty</strong></em> con fastosi palazzi <em><strong>art nouveau</strong></em> che architetti di fama come <strong>Filippo Re Grillo</strong> ed <strong>Ernesto Basile</strong>, il più illustre progettista siciliano di questo stile, seppero costruire interpretando i capricci della borghesia locale in cerca di glamour.</p>
<div id="attachment_2309" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-2309 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0446.jpg" alt="" width="350" /><p class="wp-caption-text">Chiesa di Sant&#39;Angelo Martire</p></div>
<p><strong>LA CITTA&#8217;</strong></p>
<p>E&#8217; quasi impossibile passeggiare per le vie di Licata senza fermarsi davanti ad ogni chiesa, palazzo, convento o museo e non godere della variegata architettura che ci fa rivivere vicende e fasti della città dal medioevo ad oggi : dal<strong></strong> <strong>castello di</strong> <strong>Sant&#8217;Angelo</strong> posto, sulla sommità dell&#8217;altura omonima che domina tutto l&#8217;abitato, sino alle ville <em>liberty</em> che sottolineano i luoghi panoramici più suggestivi. All&#8217;interno di alcuni edifici si sviluppa inoltre una &#8220;galleria&#8221; d&#8217;arte tanto suggestiva quanto interessante da visitare. A Santa Maria la Vetere, la chiesa più antica di Licata di origine due-trecentesca, possiamo ammirare due bellissimi dipinti murali bizantini tra i più antichi del territorio.</p>
<p>Uno dei monumenti più pregevoli della città è il grande complesso medievale dell&#8217;Annunziata o del Carmine, fondato dai padri Carmelitani; il complesso ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli fino al prospetto barocco attuale. Al suo interno, nel chiostro cinquecentesco, rimane ancora un bellissimo portale a bifora chiaramontana insieme a pregevoli sarcofagi del XVI-XVII secolo. Allo stesso periodo appartengono la chiesa ed il convento di Sant&#8217;Angelo, che custodisce oltre a diverse tele di pregio realizzate da artisti locali, anche la preziosa l&#8217;urna argentea con le venerate reliquie di Sant&#8217;Angelo, martire cristiano morto a Licata.</p>
<p>Risalgono al periodo barocco due grandiosi complessi conventuali, quello benedettino di Santa Maria della Carità o della Badia, oggi sede del Museo Archeologico, e il convento di San Francesco con l&#8217;annessa omonima chiesa che serba alcuni pregiati dipinti settecenteschi. Pure barocco è il Duomo di Santa Maria Nova, con la splendida cappella del SS. Crocifisso ci riporta in pieno barocco con un complesso unitario di pittura e scultura lignea riccamente intagliati e dipinti di grande bellezza. Al centro dell&#8217;altare si staglia un Crocefisso nero, che secondo la tradizione scampò miracolosamente all&#8217;incendio turco del 1553. Nell&#8217;edilizia civile la spettacolarità del barocco siciliano si esalta nelle morbide e ricche facciate dei palazzi nobiliari situati all&#8217;interno delle mura in un triangolo virtuale tra Piazza Progresso , Piazza Sant&#8217;Angelo e Piazza Duomo. Sogni e aspirazioni della nobiltà siciliana sono narrati nella pietra che decora le facciate di Palazzo Frangipane, Palazzo Cannata, Palazzo Bosio, Palazzo Serrovira. Fuori dal centro storico troviamo Castel Sant&#8217;Angelo, sul monte omonimo; il castello di origine medievale è oggi il solo castello superstite dei tre che un tempo sorgevano a Licata; nel &#8217;600 fu trasformato in una fortezza militare così com&#8217;è giunto a noi.</p>
<div id="attachment_2318" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2318 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0445.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">Chiesa del S.s. Salvatore</p></div>
<p>Affianco al superbo scenario barocco dei palazzi nobiliari e delle chiese, coesistono le rigide geometrie dell&#8217;architettura <em>liberty</em> che si fa scrigno di stucchi bianchi e leggeri come neve. Nella piazza Progresso costruita agli inizi del &#8217;900, si concentrano i più significativi esempi di questo stile come il Palazzo del Municipio con la severa torre dell&#8217;orologio, il palazzo Verderame Navarra e il palazzo di Arturo Verderame; quest&#8217;ultimo conserva al suo interno pregevoli arredi lignei, arazzi e affreschi dell&#8217;epoca. Nella vicina Piazza Elena il <em>liberty</em> si manifesta nell&#8217;omonima casa di Re Grillo e nel piccolo Teatro RE, famoso anche come Museo Teatro dei Pupi Siciliani. Passeggiando invece sulle colline della Montagna, ad occidente della città, troviamo il Parco delle Ville <em>Liberty</em> che si impongono con la forza della loro architettura e la suggestione delle loro vedute panoramiche. Tra queste ricordiamo l&#8217;imponente villa Urso con la bellissima cancellata in stile <em>liberty</em>, villa Sapio Rumbolo con il bellissimo loggiato della rampa d&#8217;ingresso ( oggi adibita a ristorante), villa Lumia immersa in una immensa pineta ed infine villa Verderame, oggi Bosa che domina tutta la piana sottostante.</p>
<div id="attachment_2315" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2315 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0406.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">Il faro di Licata</p></div>
<p><strong>IL LITORALE</strong></p>
<p>La costa licatese, che si estende per circa 24 chilometri è molto varia passando dai lunghi tratti sabbiosi ad oriente della città , alle suggestive scogliere di Monserrato e Montesole alle insenature del piccolo <strong>golfo di Mollarella</strong>, ad occidente. Un litorale tutto da scoprire, anche se in alcuni tratti l&#8217;arenile si presenta spesso senza alcuna attrezzatura. Nonostante ciò, la bellezza dei luoghi e la facilità dell&#8217;accesso inducono volentieri ad una sosta. In numerosi anfratti la natura è infatti del tutto incontaminata e il paesaggio incanta gli occhi e l&#8217;anima: mare pulitissimo, lingue di sabbia dorata, calette e spiagge che s&#8217;insinuano tra le pieghe sinuose della costa, scogli e faraoni lambiti da onde spumeggianti, brezza marina che penetra nella pelle, profumi della macchia mediterranea che stordiscono i sensi. Non mancano, soprattutto nel versante occidentale, strutture ricettive sparse nel territorio, agriturismi e trattorie delle campagne limitrofe o i numerosi lidi attrezzati dove gli amanti del mare possono effettuare immersioni subacquee alla scoperta di meravigliosi fondali, soprattutto intorno alle spiagge di Rocca di San Nicola, Mollarella, Marianello, Poliscia, Pisciotto, Giummarella, Balatazze e Cavalluccio.</p>
<p>I più sportivi possono effettuare passeggiate in mountain bike o a cavallo lungo molte contrade come Monte Sole, Monte Petrulla, Casalicchio, Stagnone Postillo, e durante le escursioni visitare anche le necropoli che scrissero le prime pagine di questa terra.</p>
<p><strong>IL MUSEO ARCHEOLOGICO</strong></p>
<p>La lunga storia di Licata è ampiamente documentata nelle collezioni di reperti rinvenuti nei numerosi siti archeologici situati a pochi chilometri la centro cittadino e, raccolte nel Museo Archeologico ospitato all&#8217;interno del complesso conventuale della Badia. Attraverso una visita alle sale del museo si possono percepire le origini di questa terra che ci riportano al paleolitico ed ai Sicani che vissero l&#8217;età del rame e del bronzo.</p>
<div id="attachment_2317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2317 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0411.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Il chiostro del museo archeologico della Badia</p></div>
<p>Le sale espongono ritrovamenti provenienti soprattutto dai due siti di maggior interesse archeologico, la Montagna di Licata e Monte Sant&#8217;Angelo: statue, vasi, iscrizioni in lingua greca, e molti altri interessanti manufatti a testimonianza dell&#8217;eccezionale stratificazione di culture dal Neolitico all&#8217;età ellenistica. Il museo possiede inoltre una sezione dedicata all&#8217;arte medievale, all&#8217;interno della quale possiamo ammirare magnifiche sculture in marmo come il trittico del XIV secolo raffigurante le quattro Virtù Cardinali.</p>
<div id="attachment_2316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2316" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0419.jpg" alt="" width="550" height="370" /><p class="wp-caption-text">Museo archeologico della Badia</p></div>
<p><strong>TEATRO DEI PUPI: Il FANTASTICO MONDO DI AGOSTINO PROFETA</strong></p>
<p>Fra le attrattive offerte da Licata, non potete mancare una visita al Teatro Re per ammirare l&#8217;arte dei <strong>Pupi</strong> del Maestro <strong>Agostino Profeta</strong>; uno dei pochi teatri siciliani in cui si è conservato questo grande patrimonio culturale. Il mondo che il Maestro Profeta ci propone è quello degli eroici paladini di Francia le cui gesta hanno appassionato ed infiammato per secoli i cuori di molti siciliani.</p>
<p>Fin da bambino Agostino Profeta detto &#8220;U Puparu&#8221; rimase affascinato da quest&#8217;arte e, dopo aver appreso dal padre i caratteri fondamentali, si dedicò con instancabile passione a custodire e diffondere questa secolare tradizione della cultura siciliana. Dotato di grande estro artistico, il Maestro Profeta riesce a trasformarsi in sarto, falegname, pittore, fabbro, manovratore, attore e a dar vita ai personaggi del suo teatro, ricostruendo ex novo le colorate scenografie e i pupi armati di corazze ed elmi scintillanti. Con il suo frasario pittoresco Agostino presta infine la voce ai personaggi fieri e baldanzosi dell&#8217;epopea cavalleresca, cantando le gesta di Rinaldo, Orlando, Rodomonte, dei mori infedeli e della dolce Angelica. Uno spettacolo da non perdere, che incanta adulti e bambini e fa riscoprire l&#8217;anima del popolo siciliano.</p>
<div id="attachment_2320" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2320 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN032241.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Il classico carretto Siciliano</p></div>
<p><strong>FESTE POPOLARI: LA FESTA DI S.ANGELO, PATRONO DI LICATA</strong></p>
<p>A Licata il calendario delle feste è ricco di appuntamenti, ma la festa più importante per i licatesi, in occasione della quale molti emigrati tornano in città , è quella dedicata a <strong>Sant&#8217;Angelo martire</strong>, patrono di Licata che si svolge dal 4 al 6 maggio. Diverse generazioni si riuniscono per la festa del patrono, le giornate sono movimentate dalla lunga fiera che si apre un paio di giorni prima dell&#8217;evento. La tradizione prevede, la mattina del 5 maggio, la sfilata delle “mule parate”, ossia mule adorne di penne di pavone, code di volpe, fiori, bardature e sonagliere. Centro della festa religiosa è la secentesca chiesa di Sant&#8217;Angelo nel cuore del centro storico. Dopo il tramonto, dalla chiesa parte una lunga processione che si snoda per le vie del centro con la pesante urna d&#8217;argento contenente le reliquie del santo, trasportata a spalla da marinai scalzi e accompagnata da quattro alte &#8220;torce&#8221; lignee, portate sempre a spalla da diverse categorie di lavoratori. E&#8217; una processione molto movimentata, in diversi momenti i portatori dell&#8217;urna e delle torce si mettono a correre gridando a perdifiato &#8220;viva S. Angelo !&#8221;, sfidano il precario equilibrio delle alte e pesanti torce, facendosi largo tra la folla; lo sforzo dei portatori è sotto gli occhi di tutti. Il giorno successivo, l&#8217;urna viene portata in processione fino al molo dove è calata in mare, mentre i fedeli rinnovano al loro patrono la richiesta di protezione e prosperità per la città. La festa si conclude in bellezza con l&#8217;albero della cuccagna e un&#8217; indimenticabile spettacolo pirotecnico nel cielo stellato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2321" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_47401.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><strong>C&#8217;E&#8217; QUALCOSA DI NUOVO……</strong></p>
<p>C&#8217;è qualcosa di nuovo sotto il caldo sole di Licata. Di recente è sorto <a title="Marina di Cala di Sole" href="http://www.marinadicaladelsole.it/" target="_blank">Marina di Cala del Sole</a>, il più grande approdo turistico della costa siciliana dotato di servizi di eccellenza. Si tratta di un sistema integrato tra mare, water-front e territorio circostante: il marina è ricco di aree verdi, pedonali e ciclabili, con eleganti aree commerciali e di intrattenimento, due borghi residenziali dove acquistare o affittare una dimora, tutto a pochi metri dal centro storico barocco di Licata. <strong>Marina di Cala del Sole</strong> offre attualmente oggi 265 posti barca da 4 a 70 metri, che cresceranno fino agli oltre 1500 previsti entro il 2015. Punto di ritrovo per diportisti e amici, lo <em>Yacht Club</em> Licata organizza eventi didattici sul mare e la navigazione, regate e competizioni, eventi sportivi di circolo, nazionali ed internazionali, nonchè incontri e mostre di carattere culturale sul mare, l’ambiente, lo sport. La <em>Sail Academy</em>è una vera e propria scuola di iniziazione alla vela dedicata ai giovani ed ai giovanissimi. A tale scopo, dispone di barche di vario genere (Laser, Optimist, imbarcazioni d’altura) per accompagnare gli allievi lungo un articolato percorso di apprendimento delle tecniche marinare.</p>
<p>Situato nel cuore del Mediterraneo, l&#8217;approdo licatese costituirà il punto di partenza ideale per le rotte verso le isole di Malta, Gozo, Pantelleria, Lampedusa, Linosa, Egadi, o verso Spagna, Grecia, Turchia e Nord Africa. A realizzarlo, una società leader in insediamenti turistici, la Iniziative Immobiliari Spa, che ha abbracciato il concetto di recupero delle architetture autoctone e spontanee, l&#8217;equilibrio tra volumi e aree verdi, l&#8217;utilizzo di materiali biocompatibili, le fonti di energia pulita e l&#8217;integrazione tra servizi a mare e a terra.</p>
<div id="attachment_2324" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2324 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_4738.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Stigliola alla brace</p></div>
<p><strong>GASTRONOMIA: PROFUMO DI SCOGLI</strong></p>
<p>Come in tutta la Sicilia il <strong>pesce</strong> fresco è il re della tavola e non solo: è anche il protagonista secolare di una cultura e di un costume di vita, nonché voce trainante dell&#8217;economia dell&#8217;isola. Nel territorio licatese fanno da padroni la triglia e il polipo, presenti in molte ricette popolari che le donne si tramandano da secoli e che oggi possiamo gustare in una delle tantissime trattorie tipiche. Insieme a sogliole, alici, gamberi, gamberoni, spigole, orate, seppie, calamari e scampi, la gastronomia licatese offre gustosissimi primi piatti a base di pesce fresco, pietanze realizzate con melanzane, pomodori , basilico e ricotta salata, olive, formaggi caprini e pecorini, pane al sesamo, carciofi e zucchine. Senza dimenticare che a volte, per gustare il pesce fresco, basta farselo servire semplicemente arrostito alla griglia e insaporito da un profumato intingolo di olio, origano e limone. Per chiudere il pasto si possono gustare i profumatissimi meloni &#8220;cantalupo&#8221;, squisiti gelati e granite a base di frutta fresca, paste di mandorle, cannoli e <em>mostazzoli</em>, il tutto innaffiato con corposi bianchi o rossi dagli intensi profumi come il nero d&#8217;Avola che in questa zona ha raggiunto qualità organolettiche da far estasiare chiunque.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2304" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0388.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><strong>TRIGLIE AL CARTOCCIO</strong></p>
<p>Ricetta per 6 persone</p>
<p>Ingredienti: 1 chilo e mezzo di triglie, 3 limoni, aglio, prezzemolo, 100 grammi di capperi, mentuccia, sale, pepe, olio, aceto. Piatto semplice e gustoso che costituisce un piacere per l&#8217;occhio, l&#8217;olfatto e soprattutto il gusto</p>
<p>Pulite bene un chilo e mezzo di triglie freschissime di medie dimensioni ( togliete la testa ed svisceratele ) e ponetele a marinare nel succo di limone per una buona oretta. Successivamente mettete ogni <strong>triglia</strong>in una carta stagnola, inserendo nella pancia uno spicchio d&#8217;aglio e mezza fettina di limone con prezzemolo tritato. Si cosparga ora il pesce con olio, capperi dissalati e mentuccia, aggiungendo un pizzico di sale e di pepe. Chiudete i cartocci, poneteli in un tegame largo e infornate a forno dolce per mezz&#8217;ora. Servite con contorno di capperi conditi con olio e aceto.</p>
<div id="attachment_2402" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2402 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/05/IMAGE0441.jpg" alt="" width="300" /><p class="wp-caption-text">La lunga spiggia di Marianello</p></div>
<p>di <em><a href="http://www.viaggiatoriweb.it/2011/francesca-de-vito">Francesca De Vito</a></em></p>
<p>foto <em><a href="http://www.viaggiatoriweb.it/2012/alessandro-gibaldi/">Alessandro Gibaldi</a></em></p>
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		<title>Pierluigi Tamburrini</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pierluigi Tamburrini, 37 anni, è nato ad Atina in provincia di Frosinone, vive a Venezia da una decina di anni. Dopo avere collaborato con i quotidiani IlVenezia ed il Gazzettino, ha lavorato come addetto stampa in Provincia di Venezia . Due le sue passioni, gli scacchi ed i viaggi avventurosi. Predilige però l&#8217;Europa, pur avendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2287" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/Alessandro-Tamburrini2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Pierluigi Tamburrini, 37 anni, è nato ad Atina in provincia di Frosinone, vive a Venezia da una decina di anni. Dopo avere collaborato con i quotidiani IlVenezia ed il Gazzettino, ha lavorato come addetto stampa in Provincia di Venezia . Due le sue passioni, gli scacchi ed i viaggi avventurosi. Predilige però l&#8217;Europa, pur avendo visitato due Paesi lontani che apprezzato moltissimo: il Canada e l&#8217;Australia, quest&#8217;ultimo in viaggio di nozze. I luoghi che hanno più colpito la sua fantasia, la Cappadocia in Turchia e l&#8217;Andalusia, in Spagna.</p>
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<p>articoli<br />
<a href="http://www.viaggiatoriweb.it/2012/jose-antonio-garcia-calvo-il-pellegrino-dei-record/ ">Jose Antonio Garcia Calvo: il pellegrino dei record </a></p>
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		<title>Viaggiatori su due ruote </title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 20:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
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		<description><![CDATA[La Ciclovia del Brenta: un percorso unico tra fiumi storici, paesaggi incantati e borghi pittoreschi «La valle che il Brenta percorre dal luogo in cui nasce sino al suo sboccare nella veneta pianura presso Bassano», scrive Ottone Brentari, trentino di nascita e bassanese di adozione, nella sua Guida storico alpina di Bassano e dei Sette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2211" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/81.OK_.jpg" alt="" width="550" /></p>
<p><strong>La Ciclovia del Brenta: un percorso unico tra fiumi storici, paesaggi incantati e borghi pittoreschi</strong></p>
<p>«La valle che il Brenta percorre dal luogo in cui nasce sino al suo sboccare nella veneta pianura presso Bassano», scrive Ottone Brentari, trentino di nascita e bassanese di adozione, nella sua Guida storico alpina di Bassano e dei Sette Comuni, «deve andare divisa in due parti ben distinte. La prima, che va da sera a mattina, tutta nel Trentino, si chiama “<strong>Valsugana</strong>”; la seconda, che va da settentrione a mezzodì, dal confine austro-italiano sin presso Bassano, si chiama “<strong>Canale di Brenta</strong>”, oggi anche Valbrenta». <span id="more-2202"></span>Se a queste parole aggiungiamo che la prima parte della valle è ampia e coltivata, la seconda è stretta e profonda, abbiamo una perfetta descrizione del territorio dove comincia il nostro itinerario. Naturalmente oggi quel confine austroitaliano non esiste più, dato che dalla fine del Primo conflitto mondiale il Trentino, insieme al Sud Tirolo, è parte del nostro Paese, ma l’eredità di culture e tradizioni diverse permangono e potranno essere apprezzate durante il tragitto. Oggi questo tratto vallivo è percorso da una strada a quattro corsie di scorrimento veloce, costruita quasi per intero tra il fiume e il tracciato della vecchia statale 47 – già strada “Regia” – che attraversa tutti i paesi rivieraschi ed è utilizzata quasi esclusivamente dai residenti.</p>
<div id="attachment_2212" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2212 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/bassano.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Bassano</p></div>
<p>Per venire alla nostra ciclovia, questa prima tranche di percorso è senza dubbio quella più apprezzabile dal cicloturista poiché l’itinerario corre per buona parte su una pista a lui riservata di recente realizzazione, basata su ottimi criteri costruttivi e grande interesse paesaggistico. Inoltre, lungo il tracciato vi sono numerose aree attrezzate alla sosta, occasioni di ristoro e anche di assistenza tecnica.</p>
<p>Raggiunta la provincia di Vicenza, la <strong>ciclopista</strong>prosegue per qualche chilometro, poi il percorso si fa promiscuo con il traffico motorizzato e necessita della dovuta attenzione, specie la domenica quando la destra Brenta viene utilizzata come alternativa alla superstrada che corre sul versante sinistro. Raggiunta Valstagna, dunque, indicheremo una possibile alternativa che ci porta sulla riva sinistra del fiume per ricongiungersi al tracciato principale a Campese, a monte di Bassano del Grappa.</p>
<div id="attachment_2213" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-2213 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/34.Borgo_.jpg" alt="" width="350" /><p class="wp-caption-text">Pedalando sulla ciclopista del Brenta</p></div>
<p><strong>CALDONAZZO &#8211; BORGO VALSUGANA 20 CHILOMETRI</strong></p>
<p>Il nostro punto di partenza è la stazione ferroviaria di <strong>Caldonazzo</strong>, a sud dell’abitato. Usciti dalla stazione, prendiamo l’omonimo viale che sale dritto verso il paese. Trascurate le traverse, dopo aver raggiunto un divieto di transito che ci impedisce di proseguire, svoltiamo a destra su via Graziadei. Allo stop successivo giriamo a sinistra, in leggera salita.  Attraversiamo piazza Vecchia e su via Siccone transitiamo davanti al Municipio. Proseguendo su via della Polla, incontriamo per la prima volta la segnaletica blu della ciclopista (che proviene da destra) e in questo modo raggiungiamo la chiesa (sinistra) e la Magnifica Corte (destra) di Caldonazzo. Qui svoltiamo a sinistra su via Spiazzi e poi via Filzi, seguendo le indicazioni della ciclabile. Raggiunto lo stop, giriamo a destra in leggera salita e poi, allo stop successivo, a sinistra (via Dante). Procediamo seguendo sempre le indicazioni della ciclovia, che si fa qualche volta promiscua con gli automezzi destinati alle coltivazioni locali. L’andamento della ciclopista è sinuoso e la sua continuità viene spesso interrotta da qualche attraversamento di strade secondarie e dunque per nulla pericoloso.</p>
<p>Raggiunta la ferrovia e l’emissario del lago di <strong>Levico</strong>, che con quello di Caldonazzo andrà presto a formare il fiume <strong>Brenta</strong>, si superano ponticelli e svolte. Raggiunta la strada principale che a sinistra porta a Levico, l’attraversiamo e procediamo seguendo sempre le indicazioni della ciclopista della Valsugana. La ciclopista, indicata anche con apposita segnaletica orizzontale bianca, continua a passare di qua e di là del fiume. Dopo un lungo e piacevole rettilineo, il tracciato piega a destra in leggera salita per circa 500 m, raggiungendo la base del verticale versante settentrionale dell’Altipiano di Asiago, fresca e boscosa. Dopo un po’ incontriamo l’area di sosta delle Monegarie, poi il primo dei due Bicigrill (località Novaledo, apertura dalle ore 10 in poi, chiuso il martedì, tel. 0461720029), passiamo nei pressi di un bed&amp;breakfast e superiamo la bella chiesa di San Silvestro. Poco più avanti, la ciclopista giunge a lambire la superstrada e la ferrovia. All’altezza di un capitello, pieghiamo a sinistra raggiungendo un’area di escavazione, dove pieghiamo a sinistra per immetterci presto sulla strada di accesso allo stabilimento (tratto promiscuo) e poi riprendere la ciclopista all’altezza di un passaggio a livello.</p>
<div id="attachment_2217" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-2217 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/29.Caldonazzo-lago.jpg" alt="" width="550" /><p class="wp-caption-text">Il lago di Caldonazzo</p></div>
<p>Il nostro percorso torna sulla riva destra del Brenta e si avvicina a Borgo Valsugana, di cui si vede in lontananza il sovrastante castello. Costeggiando la ferrovia, quasi in coincidenza del viadotto della superstrada svoltiamo a sinistra per passare sotto la ferrovia e raggiungere la vecchia statale, che superiamo attraverso un incrocio semaforico a chiamata. Il percorso costeggia il lato sinistro della strada e quello destro del fiume, che dopo un po’ attraversiamo su un ponticello (si può proseguire anche dritti dato che i due tratti si ricongiungono presto) e, svoltato poco dopo a destra, procediamo paralleli alla strada ma un po’ più lontani da essa (tratto promiscuo). Raggiungiamo così Borgo Valsugana e ci teniamo lungo il fiume, dentro l’abitato trafficato. Raggiunto il primo ponte, lo imbocchiamo sulla destra e subito dopo svoltiamo a sinistra (indicazione APT Lagorai), entrando nella piazza principale del paese dominata dalla bella chiesa di Sant’Anna. Seguendo sempre le indicazioni blu della ciclopista, superiamo la bella fontanella e ci riaccostiamo al fiume, sulla sua sponda destra. Passiamo davanti al museo della Grande Guerra, poi nei pressi di una modernissima costruzione e quindi di un vecchio stabilimento industriale ben recuperato. Imboccati i caratteristici portici davanti a noi, attraversiamo la strada e transitiamo attraverso un’area verde attrezzata al gioco (20 chilometri da Caldonazzo).</p>
<div id="attachment_2215" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-2215 " src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/36.Caldonazzo-Borgo.jpg" alt="" width="350" /><p class="wp-caption-text">Il borgo di Caldonazzo</p></div>
<p><strong>CALDONAZZO E IL LAGO</strong></p>
<p>Il nome del paese e del lago prende origine dalla famiglia dei Cautonacio che dopo il Mille qui costruì un castello (di cui rimane solo qualche traccia). Nel Quattrocento vi subentrarono i conti Trapp, che presero a dimora la Magnifica Corte, ampliata nel Rinascimento. La merlatura di cinta è ottocentesca. Oggi una parte dell’edificio – composto dall’abitazione padronale e dalle suggestive adiacenze – è stata trasformata in miniappartamenti affittabili nel periodo estivo (<a title="sito castello di Caldonazzo" href="http://www.caldonazzocastello.com" target="_blank">www.caldonazzocastello.com</a> – tel. 0461723594). Luogo di balneazione, il vicino <strong>lago di Caldonazzo</strong> rappresenta il più grande lago interamente trentino. Bonificato agli inizi dell’Ottocento e modificato nel Novecento, oggi è meta turistica per tutti gli amanti della vela, del windsurf e dello sci nautico. Da un paio di decenni vi si ammirano anche i Dragoon boats, grandi imbarcazioni di origine cinese con equipaggi di venti persone, un timoniere e un tamburino che tiene il ritmo della voga. Le sue sponde ospitano numerose possibilità di alloggio in alberghi e campeggi.</p>
<p>Testo tratto da “Ciclovia del Brenta. Da Trento a Venezia in bicicletta” di Paolo Perini e Stefano Malvestito, Ediciclo Editore, p. 108, euro 14,50. Per vedere questo e gli altri libri del catalogo <a title="sito Ediciclo" href="http://www.ediciclo.it" target="_blank">www.ediciclo.it</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2220" src="http://www.viaggiatoriweb.it/wp-content/uploads/2012/04/cop-brenta.jpg" alt="" width="400" /></p>
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