Serre di Rapolano: un tuffo nel Medioevo

Torna da sabato 12 a domenica 20 maggio a Serre di Rapolano, pittoresco borgo in provincia di Siena, l’appuntamento con “Serremaggio, passato e futuro dentro le mura – Festa di Ciambragina“, tradizionale rievocazione storica organizzata dalla Pro loco Serremaggio con il patrocinio dell’ Amministrazione comunale.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

Il nome richiama la sposa di un ricco mercante senese del 14° secolo che visse a Serre, Giovanni de’ Rossi. Il mercante si recava per i suoi traffici in tutte le più industriose città della Francia e delle Fiandre, sedi di fiorenti mercati di stoffe, pellicce e cuoiame. Un giorno a Cambrai incontrò una bellissima fanciulla: se ne innamorò, la sposò e la portò a Siena dove fu chiamata Ciambragina, la donna di Cambrai. Ma la felicità dei giovani sposi durò poco. Giovanni de’ Rossi morì infatti improvvisamente a Napoli e pochi mesi dopo la sua morte la moglie diede alla luce un figlio, Ugo Giovanni. Ciambragina rimase padrona del Cassero che il messer Giovanni de’ Rossi le aveva acquistato e fu signora delle Serre per circa trent’anni. Nei primi anni del XV secolo la famiglia del mercante, coinvolta in una congiura contro Siena, fu cacciata dalla città.

Durante la rievocazione storica, che ha l’obiettivo di far riscoprire le tradizioni e valorizzare le bellezze del borgo storico, ci si può immergere nell’atmosfera medievale di Serre di Rapolano, assaggiare pietanze e dolci medievali serviti da abitanti del luogo in costumi medievali in piatti e bicchieri di coccio acquistare prodotti di artigianato nel mercato medievale, assistere ai vari tipi di spettacoli in costumi d’epoca organizzati nelle piazzette e lungo le vie del borgo e ammirare gli artigiani impegnati in antichi mestieri. Il gruppo dei Tamburini e Sbandieratori La Torre (composti da ragazzi e ragazze serrigiani) accompagnano con rullo di tamburi e sventolio di bandiere l’uscita dal Museo della Grancia, dei nobili che, con i loro abiti sfarzosi, compongono il Corteo di Giovanni de’ Rossi e Madonna Ciambragina. I musici della Compagnia del Bossolo (anch’essi serrigiani) animano con il suono degli strumenti antichi le piazze e le taverne, coinvolgendo il pubblico con simpatiche drammatizzazioni.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

In ogni piazzetta è possibile assistere a scene di vita quotidiana medievale con sputafuoco, armigeri, menestrelli e giocolieri (gruppi chiamati da tutta Italia). Ad ognuna delle tre porte del borgo sono presenti le guardie per accogliere visitatori e proteggere le mura del Castello.  Da questo momento in ogni piazza del borgo è possibile assistere a vari spettacoli itineranti. Nella corte del Museo della Grancia (al cui interno ogni anno vengono allestite in occasione del “Serramaggio” mostre a tema ogni anno diverse), viene messo in scena l’accampamento militare delle guardie, con una piccola prigione, dove i non rispettosi delle regole del Cassero vengono messi alla gogna. Al giungere della sera le vie vengono illuminate dal fioco lume di torce, lucerne e cere e per l’intera durata della manifestazione le finestre dei palazzi più importanti sono decorate da bandiere e stendardi con stemmi serrigiani.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

Il primo sabato della manifestazione all’interno dell’Antico Granaio, Madonna Ciambragina e Giovanni de’ Rossi presiedono la consueta Cena dei Cavalieri, una cena tipica, raffinata e nobile, durante la quale vengono servite dai popolani variegate pietanze medievali, mentre maghi, armigeri, giocolieri, musici, sbandieratori e tamburini omaggiano i Signori delle Serre con vari spettacoli e intrattenimenti. La cena, che quest’anno è in programma il 12 maggio, è aperta al pubblico solo su prenotazione. Domenica 13 e il terzo fine settimana di maggio, sempre all’interno dell’Antico Granaio, è possibile partecipare alla Cena Povera, cena tipica medievale con pietanze povere ma tradizionali, alla quale prendono parte anche alcuni dei nobili cortigiani. Per l’intera durata della festa sono inoltre aperti tutti i punti gastronomici: spaghetteria, pizzeria e stand vari con arrosticini, panelle, porchetta, panini con salsiccia, panini con acciughe.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

Ad accompagnare le pietanze, non può ovviamente mancare la bevanda preferita del divino Bacco; presso la taverna è possibile acquistare vino rosso e soprattutto il “vino concio”, bevanda tipica a base di vino bianco e spezie, la cui antica ricetta viene segretamente custodita dai vecchi serrigiani e tramandata di padre in figlio.

Durante la settimana la manifestazione assume un carattere più enogastronomico. Dal lunedì al venerdì è possibile assistere a varie tipologie di cene e spettacoli serali. Si susseguono infatti il consueto “braciere della spaghetteria” (degustazione di carne chianina), degustazione di pasta fresca come gnocchi e pici senesi, la “Cena con le lumache” presso il Teatro Verdi e il rock cafè, paninoteca allestita all’aperto in piazza centrale. Ogni sera dopo cena è possibile assistere a concerti di musica rock, jazz, a karaoke e a degustazioni di vini e/o birre artigianali.

I LUOGHI STORICI DELLA FESTA: VIAGGIO A SERRE DI RAPOLANO

Serre di Rapolano è un caratteristico borgo medievale circondato dalle mura e posto sulla cima di una collina nella zona delle Crete Senesi. E’ facilmente raggiungibile da Siena in circa mezz’ora, essendo situato vicino alla superstrada Siena-Bettolle.

Serre trae il suo nome dalle serrae o clausurae, tipi particolari di fortificazioni che i Bizantini costruirono per contrastare l’avanzata dei Goti.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

Le prime notizie sicure del paese risalgono alla fine del 1100, quando l’Ospedale di S. Maria della Scala di Siena, proprietario di molti beni nella zona, vi pose una delle sue grance (fattorie fortificate per il deposito dei raccolti). Del suo ricco e articolato passato storico, restano nel paese alcune significative testimonianze: il poderoso edificio della Grancia, la cappella della Piazza, il Cassero, oggi adibito a giardino con resort di lusso, i resti delle mura con due porte, Porta Sant’Andrea e Porta San Lorenzo, perfettamente conservate e una terza, Porta Serraia, rifatta nel secolo scorso insieme alla facciata di Palazzo Gori Martin. Porta di San Lorenzo, così nominata perché la via che ne esce conduceva alla chiesa di San Lorenzo extra moenia, oggi è chiamata Porta dell’Apparita perché dalla piazzetta antistante si gode la meravigliosa vista delle Crete Senesi, con la città di Siena all’orizzonte.

Serre di Rapolano, con i suoi vicoli stretti e gli archi gotici, richiama ovunque l’epoca medievale, un’epoca i cui il paese doveva essere ben importante, come mostrano i numerosi documenti sulle Serre. Appena entrati da Porta di Serraia appare Piazza XX Settembre che si apre sul Palazzo Gori Martini. Nella seconda metà del 1800, la famiglia Gori Martini fece costruire, accanto alla Porta di Serraia, uno splendido palazzo in travertino in stile neogotico. L’eleganza di questo palazzo, dagli interni affrescati è davvero sublime. In Piazza XX Settembre viene allestito il “Mercato dei Mestieranti” costituito da abili ed esperti artigiani che, promuovendo arti e mestieri antichi, contribuiscono alla realizzazione della ricostruzione storica-medievale.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

In un vicolo cieco, sotto Piazza XX Settembre, si trova il Teatrino Gori Martini, un piccolo edificio ricavato dalle costruzioni addossate alla cinta muraria del paese, locali adibiti un tempo a granaio. L’interno ha una pianta semiellittica che riproduce fedelmente, in miniatura, le strutture dei grandi teatri del settecento. Intorno al 1950, data l’esigenza di spazi più grandi per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, fu costruito il Teatro Giuseppe Verdi, appena fuori le mura ed il piccolo teatro venne chiuso e adibito a deposito di olive ed altre masserizie, andando progressivamente in abbandono. L’edificio è stato oggi riscattato dall’amministrazione comunale che lo ha restaurato e riarredato. Durante la rievocazione storica, all’interno del Teatrino Gori Martini si svolge lo spettacolo di giullari e maghi, per popolani, cortigiani e visitatori. Accanto alla porta di San Lorenzo s’innalza la Grancia, il monumento più significativo di Serre di Rapolano, una vasta costruzione piuttosto asimmetrica che, prima di essere trasformato in magazzino fortificato (granai, tinai, oliviera e fienile) dell’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, fu palazzo imperiale. 

Serre di Rapolano

La Grancia fu costruita in più tempi all’epoca del Barbarossa, che per le sue discese in Italia avvertì la necessità di rafforzare i castelli che da sempre appartenevano all’Impero. Successivamente il vescovo Caccianconti di Cremona riottenne il possesso del castello che, intorno alla metà del 1300, fu poi acquistato da Giovanni de’ Rossi. All’inizio del XV secolo il Cassero di Serraia aveva subito gravi danni da parte dei senesi durante le operazioni militari contro il ribelle Ugo de’ Rossi; a seguito di queste distruzioni il governo di Siena concesse all’Ospedale di Santa Maria della Scala di costruire un nuovo Cassero, chiuso all’interno del muro castellano, non volendo che il castello delle Serre restasse senza una valida fortezza. L’ospedale fu autorizzato a congiungere il palazzo con il mastio del Poggio, per costruire un edificio maggiore di quello vecchio e adatto a contenere grandi quantità di grano. Nacque così la Grancia (attuale) delle Serre. Di recente gran parte del complesso è divenuto proprietà del Comune che ha proceduto a restauri e realizzato nei suoi torrioni il Museo della Grangia. All’interno dell’Antico Granaio si svolge la cena dei Cavalieri e la cena Povera, appuntamenti importanti all’interno della rievocazione storica.

Tra le chiese d’interesse storico ed architettonico che abbelliscono Serre di Rapolano ricordiamo la chiesa di Santa Caterina, costruita nei primi anni del XVII secolo. La dedicazione alla Santa senese è dovuta alla reliquia del dito della Santa, conservata in una teca d’argento di epoca settecentesca e particolarmente cara alla popolazione serrigiana.

“Serremaggio – Festa della Ciambragina”

 La data di arrivo della reliquia è ignota, e l’autenticità è disputata e su di essa si raccontano varie leggende.

Oltre a Piazza XX Settembre, Serre di Rapolano annovera altre belle piazze, tra queste, Piazza Sant’Andrea. Il nome è dovuto all’omonima chiesa anticamente presente in questo slargo, abbattuta alla fine del XIV secolo perché pericolante. Al centro della piazza fu edificata nel 1909 una fonte d’acqua potabile. La fontana, in travertino, con quattro colonne ai lati, è sormontata da un leone che regge uno scudo con lo stemma delle Serre. Durante la rievocazione storica è qui che vengono allestiti i “banchini” dove è possibile acquistare panini con porchetta, salsiccia e capocollo.

Piazza Medaglia d’Oro Biagini (o Piazza Centrale) è contigua a Piazza Sant’Andrea e vi si affaccia la Cappella, suggestiva e singolare costruzione di Serre di Rapolano, adiacente al Palazzo del Podestà. La Cappella di Piazza è forse il più suggestivo fra gli edifici antichi del castello. È una piccola loggia al lato sud del Palazzo Comunale e ricorda, nella sua posizione, la cappella di Piazza del Campo a Siena.

Il Cassero, oggi adibito a giardino con resort di lusso

È sostenuta da tre pilastri per lato, due dei quali addossati al Palazzo. In Piazza Medaglia d’Oro Biagini vengono allestiti durante il “Serremaggio” il “banchino” degli arrosticini e la taverna (dove è possibile acquistare le bevande) ed è qui che si svolgono gli spettacoli dei gruppi medievali locali e non.

Nella parte settentrionale del borgo si trova una piazzetta chiusa comunemente denominata il Pulceto, con al centro un pozzo rinascimentale e alcune case addossate alla cinta muraria sulle quali risaltano gli stemmi gentilizi. In passato questa costituiva la zona più povera del paese, un concentrato di sporcizia e degrado che offriva il miglior habitat al proliferarsi di pulci e parassiti (da qui ne deriva il nome). In questo luogo si colloca il Mercato Medievale, costituito da numerose bancarelle che offrono dolci tipici, focacce, frutta e verdura, ma anche gioielli di sapore antico, ceramiche di squisita fattura e deliziosi ricami.