Ritorna a Pedara Fiera d’Estate Village

 

Fiera d’Estate Village vi aspetta nel mese di agosto, dal 5 al 19, con un calendario ricco di appuntamenti gastronomici, artigianali, artistici e culturali! La Fiera, organizzata da Confcommercio Pedara, si colloca ormai tra le più importanti vetrine espositive che si svolgono in Sicilia. Un appuntamento che la cittadina di Pedara, Catania, attende ogni anno con trepidazione per condividerlo con i suoi abitanti, i villeggianti e i tanti visitatori che arrivano da tutta l’isola. L’evento si terrà all’interno del Campo Scuola e nelle aree limitrofe di Piazza Don Bosco, in pieno centro storico di Pedara, con due grandi parcheggi a disposizione degli ospiti.

Fiera d’Estate Village

Un’area espositiva di 15.000 mq. dove saranno allestiti oltre 200 stand per soddisfare le esigenze e i gusti di tutte le età, un occasione di svago e divertimento per le famiglie. La manifestazione si svilupperà attraverso un itinerario che consentirà al visitatore di apprezzare le molteplici offerte di vari settori merceologici: prodotti tipici, articoli di artigianato, prodotti e servizi per la casa, articoli per il giardinaggio e florovivaismo, arredi e complementi, auto e moto, prodotti tipici ed eno-gastronomici, hobbistici e tempo libero, informatica ed editoria e tanto altro.

Compito primario dell’Ente Organizzatore è da sempre quello di puntare con molta scrupolosità sulla “qualità” delle aziende espositrici, con il duplice obiettivo di offrire loro l’opportunità di promuovere i propri prodotti e/o servizi e di riservare ai circa 250.000 visitatori di ogni edizione una scelta di offerte sempre nuove ed esclusive. Fiera d’Estate Village è anche spettacolo, musica, folklore, animazione e momenti di arte culinaria

Fiera d’Estate Village

LE NEWS DEL 2018: otto aree tematiche espositive/ricreative dedicate ad artisti e artigiani, eccellenze siciliane e aziende della filiera agroalimentare; “Parco dei sorrisi” un’area riservata ai bimbi attrezzata con giochi da esterno; “Viale degli Artisti” uno spazio dove valorizzare l’arte nelle sue molteplici espressioni; “Algida Village” un grande sponsor per l’area “più dolce” della fiera; “Sapori di campagna – Cucina km 0”, ogni giorno menù e ricette “made in Sicily” preparate con prodotti tipici del territorio; “Area eventi e spettacoli” performance di danza, musica dal vivo e canto, ogni sera intrattenimento assicurato.

Street food, sezione Sapori di Campagna

“Terrazza del gusto” tutta l’offerta del miglior street food siciliano; “Etna Beer Village”, un villaggio dove si sposano musica e birra artigianale, creato per promuovere la produzione dei prodotti locali, di cui ormai la birra artigianale fa parte, e per far conoscere giovani gruppi e band musicali; “Area espositiva Artigianale” il cuore della fiera che raccoglie gli stand, un offerta varia e ricca di novità all’insegna della qualità.

VIAGGIO A PEDARA

Pedara, comune della città metropolitana di Catania, è adagiato sulle colline meridionali dell’Etna. Il suo nome deriva dal latino Apud Aram o Ad pedes arae, ossia “ai piedi dell’ara”, con riferimenti a fatti mitologici relativi ai resti di una costruzione (un altare) esistente sull’Etna e consacrata a Giove Etneo che, per anni, fu simbolo del Comune. Ecco perché la strada principale del paese è denominata corso Ara di Giove.

Il borgo offre la bellezza dei suoi paesaggi e la salubrità del suo clima mediterraneo, più fresco rispetto a Catania grazie alla quota altimetrica. Il paese è adatto per percorrere un interessante itinerario culturale e naturalistico che, partendo dal centro storico, può giungere con facilità fino ai punti più panoramici del territorio, là dove l’urbanizzazione si dirada e lascia spazio ad una ricca vegetazione.

Escursione sull’Etna

Nella parte più a nord si trova l’antico borgo rurale della Tarderia, immerso in un’ampia estensione di castagneti con flora montana ed essenze arboree alpine. Da Pedara si raggiunge facilmente l’Etna (circa 15 chilometri). Lungo la strada provinciale troviamo la fossa del Salto del Cane, un antico cratere spento con area attrezzata (Punto Base per l’Escursionismo del Parco dell’Etna). Scopo del Parco, area naturale protetta della Regione Siciliana, istituita nel 1987, sono la tutela del patrimonio boschivo, la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche specifiche dei luoghi e la regolamentazione dello sviluppo delle attività turistiche che possano dare fruibilità ai luoghi e benessere alle popolazioni insediate nell’ambito territoriale.

Pedara, Basilica di Santa Caterina

Ma torniamo ora a visitare il centro storico di Pedara. La Basilica di Santa Caterina oltre ad essere il monumento più importante di Pedara, per il suo particolare contenuto artistico è una delle chiese più visitate e studiate della provincia. L’intero complesso architettonico è considerato uno splendido esempio di “chiesa nera” dell’Etna, dove il sapiente e coraggioso utilizzo della pietra lavica e degli intonaci trova qui una delle sue massime espressioni. La prima costruzione fu completata nel 1547 ed era in stile romanico. Oltre un secolo dopo, la struttura si dimostrò insufficiente a contenere i fedeli tanto che nel 1682 la fabbrica fu demolita per una più spaziosa ed attrezzata, ma l’11 gennaio 1693 il terremoto piegò anche Pedara e della chiesa appena ricostruita rimase ben poco. La grandiosa opera di ricostruzione richiese oltre 10 anni di lavoro e fu compiuta dal sacerdote pedarese don Diego Pappalardo solo nel 1705. Il portale interno risalente al 1547 è il monumento più antico di Pedara.

Pedara, Basilica di Santa Caterina

Costruito in pietra lavica e bianca, l’arco è in stile romanico e sostiene una porta di tavole di castagno dalla quale emergono 122 grossi chiodi che, secondo la tradizione, rappresentano il numero delle famiglie che contribuirono alla sua realizzazione. All’esterno, invece, spiccano la torre campanaria con elementi di epoche diverse e cuspide in maioliche policrome, le sculture in pietra dei portali e delle finestre ed un ormai raro esemplare di meridiana.

Molto interessante anche il Santuario di Maria Santissima Annunziata. Il corpo principale della chiesa risale alla fine del Cinquecento quando Ludovico Pappalardo, nonno di Don Diego, in un terreno di sua proprietà diede inizio ai lavori di costruzione perché quella del 1388 era ormai diventata piccola e cadente. L’edificio fu seriamente danneggiato, come tutti gli altri del paese, dal terremoto del 1693 ed i lavori di riparazione e consolidamento furono ultimati due anni più tardi da Don Diego. Tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento la chiesa fu ampliata con l’aggiunta delle due navate laterali e nel 1971 l’arcivescovo di Catania, mons. Guido Bentivoglio, la elevò alla dignità di Santuario Mariano Diocesano.

Pedara, Santuario di Maria Santissima Annunziata

È il centro della devozione popolare locale perché custodisce il simulacro dell’Annunziata ed i resti mortali della Serva di Dio Giuseppina Faro, giovane pedarese morta nel 1871 per la quale oggi è in corso la causa di beatificazione.
La via principale di Pedara, che da piazza Don Diego sale verso Nicolosi, quasi all’estremità del paese si allarga formando una piazzetta: è piazza S. Antonio, sulla quale domina maestosa per il suo alto basamento, la chiesa parrocchiale dedicata a S. Antonio Abate. La presenza, a Pedara, di una chiesa o di una piccola cappella dedicata al grande santo eremita Antonio Abate è testimoniata sin dal XIV secolo nella Cronaca Benedettina, scritta da Matteo Selvaggio vissuto nel monastero di Licodia. La chiesa attuale risale alla fine dei Seicento e al suo interno si possono ammirare alcune tele risalenti alla fine del XVII secolo, un pregevole Crocifisso ligneo settecentesco e il simulacro del Santo Titolare risalente con molta probabilità alla fine del XVI secolo. La chiesa di S. Maria delle Grazie si trova nell’omonima piazzetta lungo la via Etnea dove, fino a non molto tempo fa era l’entrata meridionale del paese.

Pedara, Palazzo di don Diego Pappalardo

Costruita nei primi anni del Seicento, rimase anch’essa distrutta dal sisma del 1693. La ricostruzione fu lenta e permise il suo totale recupero solo durante il Settecento. La struttura, molto semplice è a pianta quadrangolare. Al suo interno, oltre al simulacro, è custodita un’antica tela della Madonna delle Grazie attribuita al pittore Vito D’Anna, ed una tavola sulla quale è dipinta la scena dell’Annunciazione. Tra le architetture civili citiamo il Palazzo di don Diego Pappalardo la cui struttura attuale fu voluta dalla famiglia di don Diego intorno al 1660 e da quest’ultimo riedificata dopo il terremoto del 1693. All’esterno si possono ancora ammirare i balconi, le finestre e l’imponente arco con scalinate laterali. Nel cortile interno, al centro di una elegante sopraelevazione u bagghiu, emerge una grande cisterna che presenta ancora i tipici elementi in pietra lavica ed in ferro battuto. Interessante anche il Palazzo dei discendenti di don Diego Pappalardo situato nel corso Ara di Giove, l’attuale costruzione è successiva al 1693. Il portale d’entrata, costruito con pietra lavica e bianca, è ancora ben conservato nei suoi elementi originari così come il grande cortile interno, bellissimo esempio dell’architettura tipica delle residenze nobiliari etnee del Settecento.

Pedara, Monumento ai Caduti

Situata nell’omonima via, Villa Laudani risale probabilmente alla fine del Settecento, epoca in cui la famiglia Laudani cominciò ad essere una delle più influenti del paese. Successivamente, il corpo della fabbrica subì ampliamenti e, durante l’Ottocento, fu portata allo stato attuale. Nel centro storico si segnalano altre case padronali appartenenti a quelle famiglie che, un tempo, componevano il ceto dei civili, cioè la classe più ricca. Tra esse le abitazioni delle famiglie Toscano, Monastra, Auteri, Pappalardo e Consoli in corso Ara di Giove, e Faro e Cavallaro in via Filadelfo.

SPECIALITA’ GASTRONOMICHE 

La cucina catanese si basa molto sui prodotti della natura, sempre di alta qualità e moltissimi piatti, dai primi ai secondi, hanno come base i frutti di mare ed il pesce: ricci di mare, vongole, cozze, granchi e calamari e ancora tonno, cefali, spigole, pesce spada, polpi. Molto apprezzata ed amata anche la carne di maiale ed il castrato e, tra i formaggi, i pecorini. Il salame Sant’Angelo è il principe dei salumi catanesi. I maestri salumificatori utilizzano le parti più nobili dell’animale: lombata, spalla, coscia, collo, lonza, filetto, coppa e pancettone di prima qualità. Le carni, all’insegna della tradizione, vengono cubettate a “punta di coltello ” lavorate e impastate con sale marino e pepe nero a mezza grana che garantiscono una naturale conservazione del prodotto. Infine sono insaccate solo in budella di suino e con particolari accorgimenti e procedimenti, frutto di una secolare tradizione artigianale. La specialità gastronomica catanese per eccellenza è senza dubbio la Pasta alla Norma, con salsa di pomodoro, melanzana fritta, basilico ed abbondante ricotta salata.

La Scacciata

Questo nome è in onore del compositore catanese Vincenzo Bellini, che scrisse l’opera Norma, con la quale venne inaugurato il Teatro Massimo Bellini nel 1890. La catanesella, un maccherone grosso e corto, tipico di Catania, e impiegato nella preparazione dei timballi. Un altro prodotto peculiare sono le Crispelle, frittelle ripiene di ricotta o acciughe, e la schiacciata, Scacciata, una delle più celebri preparazioni della cucina popolare catanese, tradizionale quella con tuma e acciughe o con cavolfiore e salsiccia.

L’agricoltura catanese deve la sua prosperità soprattutto alla fertilità del suo suolo. Alla base delle attività si collocano due colture fondamentali: l’agrumicoltura e la viticoltura. Nella zona collinare delle falde dell’Etna si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l’Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante ovest del vulcano, dai 600 agli 850 metri di altitudine, prosperano i pistacchi (Bronte e Adrano) e le fragole (Maletto) unici per il loro sapore e colore dovuti alla tipicità del territorio e del microclima. Altra notevole produzione è quella delle pere di vario tipo e delle pesche, tra cui spicca fra tutte la “tabacchiera dell’Etna”.

Focaccia alla crema di pistacchio

La coltura degli agrumi comprende: arance, limoni e mandarini, insieme a mandaranci, bergamotti, cedri e pompelmi di grande pregio, i fichi d’India. Tra la frutta secca spiccano per qualità le mandorle, le nocciole ed il già citato pistacchio, che sono alla base di molti prodotti dolciari e non solo, caratteristici di questa terra. Il pesto di pistacchio è il condimento principe del territorio etneo per pasta, pizza e secondi piatti: pistacchi al naturale 75% olio, sale, pepe e aromi naturali. Molti dei prodotti agricoli di Catania e provincia sono ben noti in tutta Italia e all’estero: come le arance a polpa rossa, i fichi d’India di San Cono e di Militello, i limoni verdelli di Aci Catena. La tradizionale coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini, ad elevata gradazione alcoolica, sia rossi che bianchi, liquori e rosoli che vengono sempre più apprezzati in tutto il mondo. Per la produzione dei liquori catanesi, vengono usate materie prime provenienti da coltivazioni biologiche. Serviti ghiacciati come aperitivi, digestivi o sulla macedonia di frutta, soddisfano anche i palati più esigenti.

Vigne dell’Etna

I dolci sono uno dei punti di forza della gastronomia catanese. Tra le ricette tradizionali troviamo oltre ai Cannoli di ricotta, peculiari in tutta la Sicilia, anche le Olivette di Sant’Agata, ricetta antichissima legata alla storia della santa patrona della città, sono dei dolcetti a forma di oliva, preparati con pasta di mandorla, colorati di verde e ricoperti di zucchero. In tutte le gelaterie di Catania è possibile trovare i due prodotti estivi per eccellenza: il gelato e la granita. La diffusione del gelato partì proprio dalla Sicilia, dove al perfezionamento delle tecnica araba si unì la fantasia e la ricchezza della terra.

Granita di caffè con panna e brioche

Fu proprio il siciliano Francesco Procopio de’ Coltelli, di Acitrezza, che nel 1686 aprì a Parigi un locale che chiamò Café de Procope, iniziando così la diffusione del gelato nel mondo. La granita differisce dal gelato per la tecnica di preparazione. Non si tratta di graniglia di ghiaccio condita con aromi, ma di un composto granuloso e cremolato. Alle classiche granite di limone, caffè, mandorla e cioccolato si sono aggiunte granite di fragole, more, gelsi, pesca e lamponi. Con la bella stagione la granita al mattino sostituisce la colazione, accompagnata da morbide e calde brioche. Nel catanese, così come in tutta la Sicilia, è molto gettonato lo street food. Tantissime bancarelle vendono dell’ottimo cibo veloce. Vi sono, poi, diversi esercizi, spesso si tratta di macellerie equine, che la sera, all’esterno del negozio, accendono grossi bracieri, su cui arrostiscono vari tipi di carne. Molto apprezzate anche le frattaglie bollite come il sanguinaccio e la trippa oppure il mauro un alga croccante, offerta con il sale e il limone spremuto.

Pedera, Fiera d’Estate Festival