Pinerolo rievoca il mistero della Maschera di Ferro

Pinerolo

Sabato 6 e domenica 7 ottobre la città di Pinerolo, in Piemonte, tornerà ad immergersi nell’atmosfera del Seicento, il secolo della dominazione francese, della città fortificata e, appunto, dell’esilio della Maschera di Ferro al di qua delle Alpi. Si rievocheranno pagine di storia locale, ma anche una vicenda che, con i suoi misteri, segnò l’intera epoca in cui in Europa si affermavano le monarchie assolute e le grandi compagini statali nazionali come quella francese.

Foto di Massimo Masone

In edizione biennale, “La Maschera di Ferro” è uno degli appuntamenti più attesi da grandi e bambini del Pinerolese e non solo, un’occasione per ricordare il legame di questo territorio con la Francia e il passato leggendario che ha visto Pinerolo crocevia della storia e luogo di passaggio di alcune figure epiche come la Maschera di Ferro, il Cardinale Richelieu e D’Artagnan. Numerosi gli eventi in programma nel week end dedicato alla rievocazione storica: esibizioni dei Tamburini di Pignerol, animazione, danze e musiche del ‘600, danze popolari, giochi storici e antichi mestieri, mostre di pittura ed esposizione di ceramiche del ‘600, spettacoli di burattini e l’accampamento dei Moschettieri. Momenti clou della kermesse la Grande Rievocazione Storica “La famiglia Reale” – “La Route d’Artagnan”, il corteo storico con centinaia di figuranti in costume, e, la messa solenne, presieduta, nella Cattedrale di San Donato, da Mons. Derio Olivero, alla presenza dei figuranti. Tra gli eventi collaterali la cena storica nel vicino borgo di Cavour, la lotteria a premi ed il consueto concorso fotografico. Gran finale domenica 7 alle 18.30 quando sul palco allestito in piazza Vittorio Veneto (meglio nota come piazza Fontana), verrà svelato il nome del personaggio misterioso che quest’anno avrà impersonato “La Maschera di Ferro”. Il programma completo ed ulteriori informazioni al sito www.mascheradiferro.net.

IL MISTERO DELLA MASCHERA DI FERRO

A De Chamillard, successore di Louvois e del figlio Barbezieux, quando gli fu chiesto in punto di morte di rivelare il nome appartenuto al misterioso prigioniero, rispose: “Non posso dirlo è un segreto di Stato”.

“La Maschera di Ferro”, figuranti

E’ questo un “brandello” storico che permette di riaprire l’enigma e il caso della Maschera di Ferro, che oltre alle numerose incertezze storiche, deve anche la sua notorietà a Voltaire, il quale nel periodo di detenzione alla Bastiglia, ebbe modo di conoscere guardiani e prigionieri che avevano convissuto fra quelle mura con l’uomo dal volto mascherato.

Dopo l’ipotesi Nicolas Fouquet, politico francese caduto in disgrazia, rinchiuso e morto nella fortezza della città di Pinerolo, si può avanzare una nuova congettura grazie al documento storico “L’anno Letterario di Fréron” (1768), secondo il quale, il conte di Vermandois potrebbe essere una probabile Maschera di Ferro. Figlio naturale di Luigi XIV e di Madamoiselles de La Valliére, morì il 18 novembre del 1683 per malattia o ferite da battaglia, ma secondo Fréron la morte sarebbe stata inscenata mentre lo scomodo personaggio veniva in gran segreto trasportato presso l’isola di S. Margherita. In realtà quest’ipotesi è destinata a cadere inesorabilmente poiché è storicamente provato che il conte di Vermandois morì nel 1683 nella battaglia delle Fiandre.

“La Maschera di Ferro”, figuranti

Quello che si sa per certo è che far credere che fosse lui la Maschera di Ferro era utile ai reali di Francia che volevano nascondere la vera identità di quest’uomo. Infatti nel 1789 fu ritrovato un biglietto nella cella della prigione, sicuramente nascosto da funzionari di corte; nel biglietto si leggeva: “Sono Luigi di Borbone, conte di Vermandois, nominato grande ammiraglio di Francia. Una sciocchezza mi ha fatto rinchiudere nel castello di Pinerolo poi nelle isole di S. Margherita e infine alla Bastiglia dove finirò con tutta probabilità il corso della mia triste vita. Ho già tentato più volte di farmi riconoscere, tuttavia non ci sono riuscito; così scrivo queste poche parole che nascondo in un buco della mia cella, nella speranza che in seguito il caso lo faccia conoscere agli uomini. Ho scritto e nascosto questo foglio il 2 ottobre del 1701, alle sei di sera, giorno e ora che corrispondono a quelli della mia nascita. Mi devono cambiare la stanza, così voglia il cielo che i miei desideri siano accolti.

“La Maschera di Ferro”, figuranti

Firmato: Luigi di Borbone, conte di Vermandois, il più infelice degli innocenti”. Quest’ultima ipotesi non ha dato risultati soddisfacenti nonostante fosse supportata da un documento storico (documento Fréron) e da una lettera scritta da un prigioniero immaginario che forse non troverà mai un volto.

VIAGGIO A PINEROLO E DINTORNI

“Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti ad una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un vasto mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte”. Durante uno dei suoi soggiorni nella villa D’Aquiland, Edomondo Amicis, descrisse così, con parole semplici, cariche di amore e passione, Pinerolo nel libro storico e descrittivo “Alle Porte d’Italia”: intere pagine dedicate ad una città che tanto ha condiviso con casa Savoia. Oggi, passeggiando nel quartiere San Maurizio è ancora possibile imbattersi nella Villa D’Aquiland che nel frattempo ha cambiato nome in Villa Accusani e poi in La Graziosa, edificio che sorge nella zona dell’antico bastione Malicy.

Pinerolo

In alto, ben visibile dalla strada, è stata posta una grossa targa in marmo che ricorda il luogo dove lo scrittore soggiornò e scrisse “Alle Porte d’Italia”.

Posizionata ai piedi delle montagne con una spettacolare vista del grande Monviso, Pinerolo dista circa 50 chilometri da Torino. Visitare questa cittadina significa scoprire il suo cuore medievale, la sua storia sabauda, le tre dominazioni francesi fino alla nascita della Scuola di Cavalleria.
Il Pinerolese è stato per secoli terra di contesa e di frontiera tra Francia e Piemonte, un presidio al centro di una rete di piccole fortezze disseminate su tutte le creste che salgono dalla pianura. Qui nacque l’aviazione italiana, grazie anche al sodalizio fra gli ufficiali della Scuola di Cavalleria e la famiglia Agnelli di Villar Perosa, responsabile della costruzione della più importante industria del Paese.
Piazza Vittorio Veneto (più nota come Piazza Fontana): è il punto di ritrovo centrale dei pinerolesi; progettata nel 1738, venne realizzata spianando i fossati antistanti le mura seicentesche. Questa vasta area fu fino al 1830 la piazza d’armi della cittadina, una delle più estese d’Italia; oggi è sede dei mercati settimanali.

Pinerolo, Piazza Vittorio Veneto con il Duomo di San Donato

Al suo interno sono collocate una fontana con vasca monoblocco in pietra di Malanaggio e la statua in marmo dedicata al generale Filippo Brignone, eroe di Palestro, opera di Odoardo Tabacchi (1879). Sul lato nord di Piazza Vittorio Veneto si affaccia il Palazzo del Comune. Originariamente arsenale della fortezza cittadina, negli anni del fascismo ne venne ristrutturata la facciata e costruita la torre civica. Ospita il Museo Civico (cimeli bodoniani, armi, monete, dipinti ottocenteschi di scuola locale) e la notevole Biblioteca Comunale Alliaudi (oltre 100.000 volumi, manoscritti, incunaboli, e un prezioso fondo di libri rari).

Pinerolo, Piazza Vittorio Veneto al tramonto

Sul lato est della medesima piazza troviamo Palazzo Vittone che prende il nome dell’architetto Bernardo Antonio Vittone, allievo di Filippo Juvarra, che lo progettò nel 1740. Fu commissionato dal re Carlo Emanuele III di Savoia per accogliervi l’Ospizio dei Catecumeni. Dal 1816 fu poi destinato a collegio municipale, poi vescovile ed infine dal 1867 collegio civico. Oggi è sede di importanti musei ed istituzioni culturali. A partire dal 1896 si avviò la costruzione del Nuovo Seminario Vescovile, un edificio composto da un corpo centrale, il cui prospetto principale si affaccia su via Trieste, e da due maniche trasversali perpendicolari al primo, sempre di proprietà del seminario. La struttura si sviluppa su tre piani fuori terra suddivisi da due fasce marcapiano caratterizzate da decorazioni pittoriche e in cotto. Passeggiando nel centro storico di Pinerolo si incontrano numerosi edifici medievali, tra cui ricordiamo il Palazzo dei Principi d’Acaia, o Castel Nuovo, costruito nel 1318 e più tardi modificato; la quattrocentesca Casa del Senato, oggi casa privata; la Casa del Vicario, costruzione in cotto del XVI secolo. Parlando delle bellezze del posto, non si può non citare gli edifici religiosi che caratterizzano questa cittadina del Piemonte.

Pinerolo, Madonna delle Grazie

Il Duomo, dedicato a San Donato e già ricordato nel 1044, ripreso nei secoli XV, XVI e XVIII e ancora restaurato nel XIX secolo, si presenta oggi in forme gotiche con tre rosoni e tre portali in facciata dei quali quello centrale sormontato da un’alta ghimberga. Nell’interno conserva acquasantiere gotiche e il coro, un pulpito e un leggio in legno, intagliato nel ‘600. Il campanile, risalente al 1425, è rimasto incompiuto.

Merita una visita anche la Basilica di San Maurizio, elevata alla dignità di basilica minore nel 2002. Già ricordata in documenti del 1078, venne ricostruita nel 1470 e restaurata nel 1897: ha un campanile tardo romanico del 1336 e conserva affreschi del XV secolo, una Ascensione di Gesù Cristo, l’opera di maggior impegno del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini di Carona di poco anteriore al 1743 e una Natività della Vergine di Beaumont. Nella chiesa, allora non ancora basilica, pregò il futuro papa Pio XI, all’epoca ancora ragazzo. Il Santuario della Madonna delle Grazie, attiguo alla parte posteriore della Basilica, e rivolto in direzione opposta, risale al XVI secolo e sorge in posizione panoramica.

Pinerolo, Basilica di San Maurizio

Non mancano a Pinerolo anche alcune chiese barocche come San Rocco, eretta nel 1744 da Giuseppe Gerolamo Buniva, e la chiesa di San Giuseppe che però ora è stata sconsacrata e adibita a sala da concerti intitolata a Italo Tajo.

Tra gli edifici di più recente costruzione ricordiamo il Teatro Sociale (1842), distrutto da un incendio nel 1972 e riaperto nel 2008 e il Tempio Valdese (1855-60), edificato dopo l’editto di emancipazione di Carlo Alberto. La città di Pinerolo ospita anche numerosi centri di cultura: il già citato Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, il Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, che conserva al suo interno reperti archeologici e un’interessante sezione didattica e, ancora il Museo Etnografico e di cultura popolare, il Civico Museo Didattico di Scienze Naturali, la Collezione Civica d’Arte di Palazzo Vittone, il Museo Storico del Mutuo Soccorso e il famoso Museo della Doma Rossa in cui sono esposti reperti archeologici romani rinvenuti nella provincia. Per una bella escursione fuori porta consigliamo il vicino Castello di Mirandolo. 

Palazzo Vittone, Museo Etnografico e di cultura popolare

Il maniero e il suo Parco hanno origini settecentesche, ma è a partire dagli anni venti dell’Ottocento che vivono la loro epoca d’oro grazie a una donna di grande forza e intraprendenza: “Babet”, Maria Elisabetta Ferrero della Marmora, sposa di Maurizio Massel, secondo marchese di Caresana. Grazie a lei il Palazzo di Miradolo è rinnovato e le decorazioni sono rivisitate in stile neogotico, come ancora oggi si può osservare. Il Parco che circonda il Castello di Miradolo ha un’estensione di oltre sei ettari e lascia tuttora trasparire gli orientamenti progettuali e il gusto di chi ha iniziato a delinearlo a fine Settecento, e di chi poi ne ha proseguito la creazione, nella prima metà dell’Ottocento, espandendone la superficie al fine di arricchire la nobile dimora e a discapito di vigne e frutteti. Ispirato al giardino informale di gusto tipicamente inglese, questo Parco si caratterizza per una forma vagamente ovale, la cui regolarità è variata da anse di vegetazione che si trovano intorno al vasto prato centrale. È attraversato da sentieri ghiaiosi e da un sistema, ancora oggi in uso, di bialere collegate al fiume Chisone.

Una suggestiva immagine di Pinerolo

Nel Parco del Castello di Miradolo sono presenti ben 1700 alberi di diversa dimensione e pregio, con almeno una quarantina di esemplari di grande importanza storico-botanica. Il giardino accoglie 70 specie e varietà, che si ritrovano in gruppi più o meno densi, piccoli boschetti e singoli alberi isolati, utili a sottolineare e delimitare ampie radure prative. Nell’agosto del 2007 il Parco è stato inserito nell’elenco ufficiale dei giardini storici sottoposti a tutela della Regione Piemonte. La gestione del Parco e del Castello è affidata alla Fondazione Cosso che da 10 anni organizza all’interno dell’antico complesso numerosi eventi, concerti, visite guidate e percorsi tematici, oltre a mostre caratterizzate da un’impronta sperimentale e di ricerca. Dall’Antico Egitto, all’arte rinascimentale e barocca, dalla pittura del Novecento, ai grandi maestri come Tiziano, Caravaggio, Lotto, Tiepolo, Beato Angelico. Sia il Castello che il Parco, sono sottoposti a vincolo di tutela del patrimonio di interesse storico-artistico fin dal 1931.

La città di Pinerolo è collegata al capoluogo Torino da un’autostrada, la A55, dalla SP 23 del Colle del Sestriere e dalla SP 589 dei Laghi di Avigliana, quest’ultima permette anche un interessante giro panoramico della zona. Il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, distante circa 35 chilometri da Pinerolo, offre una grandissima varietà faunistica e floreale da poter scoprire ed ammirare. 

Castello di Mirandolo

Lo scopo dell’istituzione di questo parco non fu però solamente quello di preservare il territorio e gli esemplari animali e vegetali che vi si trovano, ma anche quello di renderlo fruibile alla popolazione del posto ed ai viaggiatori. Ecco perché sono stati predisposti numerosi sentieri, strutture di apprendimento come l’ecomuseo della pesca, cartine e percorsi, che consentono di far vivere ai visitatori un’esperienza di simbiosi con il Parco Naturale. L’offerta è stata pensata per tutti, ma in particolare sono state istituite proposte didattiche per le scuole con visite guidate fatte appositamente per gli studenti, affinché possano conoscere ed apprezzare il territorio. I Laghi di Avigliana sono antichissimi. Si sono infatti formati durante le due ultime grandi glaciazioni preistoriche (una avvenuta 230.000 e l’altra 120.000 anni fa). Questi due laghi al centro del Parco Naturale, oltre ad essere popolati da una grande varietà di volatili, un vero paradiso per gli appassionati di bird-watching, offrono uno splendido panorama fatto di magnifici colori che cambiano nelle diverse ore del giorno.

Parco Naturale dei Laghi di Avigliana