“La 5 Miglia del Ghiottone”: la passeggiata più gustosa dell’estate

Pieve, Tremosine

Torna a Tremosine sul Garda, in provincia di Brescia, “La 5 Miglia del Ghiottone”, la passeggiata gastronomica più gustosa dell’estate ! Sabato 2 giugno, nove caratteristiche tappe, altrettante deliziose portate passeggiando tra località e frazioni del borgo a picco sul lago: Tremosine sul Garda, dove le montagne del Parco si confondono con l’azzurro del cielo e del sottostante lago di Garda.

La tradizionale passeggiata partirà da Pieve di Tremosine, caratteristico paese  a picco sul Garda, annoverato nel Club dei Borghi più Belli d’Italia. Un percorso di rara bellezza a contatto con la natura fra sentieri, boschi, prati e pascoli, attraverso i borghi rurali del comune di Tremosine sul Garda. Quest’anno gli appassionati di trekking percorreranno un tracciato di 5 miglia (circa 8 chilometri) in parte rinnovato, con passaggio da Pieve al borgo di Arias, fino alla quota di 478 metri di Pregasio con vista sul lago. Le località interne di Lestre e Volpera conservano il gusto del paesaggio rurale ed alpino, caratterizzato da ampi prati e tratti nel bosco. Scendendo verso Mezzema si tornerà poi a scorgere il Garda, per ricongiungersi alle viste panoramiche di Pieve. Nell’insieme il percorso alterna ampi tratti su strada con sentieri interni, comodi e percorribili da tutti in circa 3,5 ore. L’itinerario prevede un menù predeterminato ed in ogni frazione visitata verrà allestito uno stand che di volta in volta proporrà un diverso piatto di cucina tradizionale dell’Altipiano, rigorosamente cucinato con prodotti tipici locali. In abbinamento un variegato carnet di vini del Garda proposto da una prestigiosa cantina della sponda bresciana del lago.

“Le 5 Miglia del Ghiottone”

Si potranno assaporare lo spumante extra dry Cuvée, il Grarda Classoco Dop Chiaretto, il Garda Classico Dop Groppello, lo Chardonnay frizzante, il Garda Classico dop Parco Alto Garda Bresciano e per finire il Moscato spumante. A Pieve si apre la passeggiata con l’aperitivo alcolico e analcolico abbinato a crostoni fantasia, per poi passare ad Arias per l’antipasto tradizionale con salumi e formaggi di Tremosine. A Pregasio protagonisti saranno i tipici tortei alla formagella di Tremosine conditi con burro di malga, mentre nell’entroterra di Lestre e Mezzema si gusteranno i secondi a base di trota fario e bocconcini con polenta, inframmezzati in località Volpera, dal sorbetto al limone. In chiusura non potrà mancare il formaggio alla piastra, la tradizionale ciambella ed caffè. Questi ultimi da gustare contemplando il lago dai balconi di Pieve.

Iscrizione obbligatoria presso: Pro Loco Tremosine e filiali BCC del Garda. Biglietti: ragazzi (fino a 12 anni): 15 euro – adulti 30 euro. Per informazioni e prenotazioni: Pro Loco di Tremosine – Piazza Marconi, 1 – Tremosine (Brescia) – Tel. 0365 953185 – e-mail: info@infotremosine.it

“La 5 Miglia del Ghiottone”

TREMOSINE NEL PIATTO

La posizione di Tremosine sull’articolato altipiano a strapiombo sulla riva occidentale del Lago di Garda, consente varietà di altitudini, di climi, di vegetazione e quindi di prodotti. Chi s’inoltra nel territorio dell’Alto Garda non può non rimanere colpito, oltre che dai paesaggi suggestivi, dall’impronta decisamente mediterranea della vegetazione, nella fascia che va dal lago ai 400 metri circa. Tra le agavi, gli oleandri, i rosmarini e i lecci, ecco gli antichi ulivi, sui terrazzamenti soleggiati, fonte di sostentamento in passato, orgoglio dei coltivatori di oggi, che possono garantire ai consumatori un prodotto genuino, sano, fortemente competitivo per le sue caratteristiche peculiari: bassa acidità, gusto delicato, alta digeribilità. L’olio del Garda extravergine, ricavato a freddo con la molitura delle olive e la pressatura meccanica della pasta, si lega, per le sue eccellenti qualità, sia con i piatti semplici della cucina tradizionale, sia con quelli più elaborati, esaltandone sapori e aromi.

“La 5 Miglia del Ghiottone”

Nelle fasce di vegetazione di alta collina e di montagna, nei boschi di castagneti, faggi e conifere, in autunno crescono funghi saporiti quali: porcino, sanguanì, finferlo, brigolt, Mazza di Tamburo e altri. Un prodotto di antica tradizione, recentemente riscoperto nella fascia montana, è il prezioso e raro tartufo, prelibato profumatore di piatti inimitabili. Nella zona nascono sia quello bianco, il più pregiato, nel periodo tra ottobre e dicembre, sia quello nero, che matura tra novembre e marzo: una vera delizia per i buongustai !

Fin dall’antichità gli abitanti si sono nutriti di cibi diversi, ricavando dalla natura, a seconda delle zone, il loro sostentamento. Ancora oggi s’incontrano qui i sapori del lago e quelli della montagna, rimasti vivi, con sorprendente continuità, per secoli. A Tremosine, oltre alla gustosa selvaggina che popola ancora oggi i monti, si possono gustare piatti di antica tradizione a base di pesce di lago: trota, coregone, luccio, carpa, profumati alle erbe aromatiche, abbondanti nella fascia mediterranea.

Prodotti Alpe del Garda

Legata tenacemente alla tradizione è anche la produzione di formaggi e salumi. Una Cooperativa raccoglie nelle stalle e nelle malghe il latte degli allevamenti dei propri soci, per trasformarlo in formaggi di alta qualità. Nei pascoli di montagna, ricchi di fiori, il latte acquista un sapore squisito. Tante le specialità e per tutti i gusti: formaggi stagionati e freschi, yogurt, ricotta e burro. La formaggella di Tremosine è, insieme al Garda, l’ottimo risultato della trasformazione del latte munto nelle stalle e nelle malghe. Un’altra leccornia il formaggio al tartufo nero macinato, raccolto sul territorio. Non meno pregevoli, per genuinità e sapore, i prodotti di carni fresche suine selezionate e lavorate artigianalmente, in particolare i cacciatorini in olio extravergine di oliva, profumati alle erbe aromatiche. Da ottobre ad aprile molti ristoranti propongono lo spiedo, da accompagnare con polenta e vino rosso. Con la polenta si mangiano anche il capretto e il coniglio. Tra i primi i famosi tortelli di Tremosine alla polenta cùsa, preparata con farina nera, formaggio e burro, e per finire i dolci, su tutti lo spongadì a forma di chiocciola, dalla pasta compatta, simile alla pasta frolla.

Pieve di Tremosine

VIAGGIO A TREMOSINE

Tremosine è una vera balconata sul Lago di Garda, composto da 18 piccole frazioni, una in riviera, le altre sparse su un movimentato altopiano, incastonate su poggi di incomparabile bellezza panoramica che dominano l’intero Garda. Di fronte, al di là del lago, veglia l’imponenza del Monte Baldo. Tremosine si può tranquillamente paragonare a Taormina o alla Costiera Amalfitana per i paesaggi che offre. Già percorrere la strada, chiamata della Forra, per raggiungere il cuore del paese è un’avventura fra la bellezza e l’emozione.

Lungo la Strada della Forra

In occasione dell’inaugurazione nel 1913, il giornalista della Frankfurter Zeitung, la definì “la strada più bella del mondo”. Quindi, fra le cose da fare a Tremosine c’è anche godersi il percorso che corre dalla riva del lago fino alla cima dell’Altipiano, per ammirare panorami davvero mozzafiato. Percorrendo questa strada, si passa dalla vivacità della riviera Gardesana alla tranquillità della montagna, dalle cui terrazze a picco sul lago la natura mostra all’uomo tutto il suo splendore.

La gente dell’altopiano ha a lungo vissuto di agricoltura e allevamento; in montagna erano attive una decina di malghe, con ottima produzione di burro e formaggio. Un tempo erano numerose anche le fucine, dove si producevano attrezzi da lavoro e chiodi. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso si è verificato un vero e proprio boom del turismo, specie nelle frazioni di Bassanega e Voltino.

Tremosine si trova nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano esteso per oltre 70 kmq e gode di tutti i pregi naturali e ambientali dell’area naturale protetta. Primo tra tutti quello paesaggistico. Qui le montagne più elevate del Parco si confondono con l’azzurro del Garda, offrendo scenari che non hanno eguali. La vista dalla “Terrazza del brivido”, sospesa a 350 metri sul lago, toglie fiato anche a chi non soffre di vertigini. Chi dal lago guarda le case di Pieve allineate sull’orlo dell’altopiano, sulla sommità di una falesia scavata dal ghiacciaio circa 400 metri più in alto del filo d’acqua, si chiede come possa una strada giungere fin là. Per secoli un ripido sentiero ha unito il porto al capoluogo, per secoli gli uomini hanno trasportato a spalla legna, carbone, olio, grano.

Pieve di Tremosine

Il sentiero è ancora “tutto a sbalzi e gradini e punte di roccia affioranti”, come lo descrisse Karl von Heigel nel 1899. Una volta arrivati giù, c’era da solcare l’ampia distesa del lago, verso Desenzano e Bardolino, prima affidandosi a barche e barconi, poi ai battelli che nel secondo decennio dell’Ottocento comparvero anche sul Garda. Solo nel 1913, su progetto di Arturo Cozzaglio, fu costruita una strada di collegamento con il porto sul lago, la già citata bellissima via della Forra. È una strada incastonata nelle viscere della montagna, lungo la forra scavata dal torrente Brasa, che bisogna percorrere a piedi per meglio ammirare le pieghe della roccia che, come spire di un serpente, avvolgono l’antro infernale, mentre il torrente stretto tra le fauci brontola la sua rabbia. Arrivati a Pieve, il panorama si apre. Posta sullo strapiombo roccioso, Pieve è il capoluogo delle altre diciassette piccole frazioni sparse sullo splendido altopiano, che costituiscono il comune di Tremosine, uno dei più vasti della provincia di Brescia. Il capoluogo di Tremosine fu abitato, secondo le testimonianze, fin dal neolitico.

Nel borgo di Pieve

Le prime comunità si stabilirono nelle località Castello e Liss. Si presume una continuità nell’insediamento, ma non si hanno notizie documentate fino all’epoca romana. Sono di questo periodo le numerose lapidi funerarie rinvenute su tutto il territorio di Tremosine e il cippo posto sul muro di cinta della chiesa parrocchiale. Nel 1185 Tremosine è attestato “de Tremosino”, nel 1380 “de Tremosigno”; il toponimo è ricondotto ad un antico nome di persona, Tremusina, forse di origine etrusca.

Nel borgo di Pieve è piacevole percorrere le stradine della parte alta e più antica, con la parrocchiale settecentesca dal bel campanile che è ciò che resta della pieve romanica demolita intorno al 1570. La chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, conserva opere lignee del Luchini (coro, organo, controrgano, bancone della sacrestia, confessionale) oltre ad una pala di Francesco Barbieri (1687). Da vedere la “macchina del triduo”, una ricca scenografia settecentesca in legno dipinto che porta 365 candele e per tre giorni l’anno, all’inizio della Quaresima, è montata sull’altare maggiore.

Pieve, chiesa di San Giovanni Battista

Proseguendo, dal sagrato della chiesa in pochi passi si arriva in piazza Cozzaglio, da dove si ammira un meraviglioso panorama sul lago e sul Monte Baldo. L’edificio con fontana è l’antica sede comunale, mentre la casa al n° 7 di via Scala Tonda ha visto nascere Arturo Cozzaglio. Si noti, infine, sul muro dell’archivio comunale, il leone di San Marco, ricordo della dominazione veneta.
Inserito nel Parco Alto Garda bresciano, l’ambiente naturale si presenta molto vario: i piccoli nuclei abitati sono incastonati tra vallette, su poggi, collinette, pianori ricoperti di olivi, prati, pini. Numerose le mulattiere che, snodandosi dolcemente lungo i fianchi delle montagne, portano in quota, nei luoghi che, fino al 1918, segnarono il confine con l’Impero Austro-Ungarico. Stupendi sono i sentieri che da San Michele e Bondo conducono a Tremalzo, verso la valle di Ledro.
Ma restano ancora luoghi da scoprire, come l’eremo di San Michele nella omonima valle, i vicoli ed i portici di Arias, forse, “ariosa” per la sua posizione aperta sul lago e l’unica frazione a lago, Campione, con l’ex villaggio operaio, il palazzo Archetti e la chiesa di Sant’Ercolano. Interessante anche il nucleo storico di Mezzema, toponimo di origine latina (in una sua casa è murata una parte di epigrafe romana) e Voltino, insediamente pre-romano, che deve probabilmente il suo nome ai caratteristici “volti” presenti nelle stradine del centro storico. Qui fu trovata, nel secolo scorso, murata nel campanile, una lapide romana del I secolo d.C. (trasportata poi a Brescia) con due righe scritte in un alfabeto che potrebbe essere etrusco o retico.

Parco Alto Garda Bresciano

Caratteristiche, infine, anche la frazione di Vesio con la sua parrocchiale. La facciata è dotata di un portico colonnato, mentre all’interno si trovano un organo di Gaetano Callido e degli scranni lignei intarsiati e poi Pregasio, il cui nome si fa derivare dal prefisso latino pre-davanti al nome di origine germanica “gas”, bosco. Graziosa la sua chiesetta, dedicata a S. Marco, edificata nel 1564 durante il dominio veneto e completata nell’arco di un secolo, col muro di cinta e il campanile. L’altare laterale è dedicato alla Madonna della salute. La chiesetta fu, nel passato, meta di processioni in caso di siccità e pestilenze. Pregasio è collegata a Campione da un ripido sentiero, che s’imbocca seguendo la strada a destra della chiesa. Scendendo, si passa per la località Lò, sede dì un’antica cava di pietra e, circa a metà percorso, si incontra la diga artificiale che serviva alla centrale del Cotonificio Olcese di Campione.

Il territorio di Tremosine offre la possibilità di cimentarsi in escursioni a piedi, in moto, in mountain-bike, in bici o a cavallo, immersi in un ambiente naturalistico di rara bellezza.

Tremosine in mountain-bike

Per gli amanti della moto, i moto-bikers, esistono percorsi tra i più affascinanti e impegnativi d’Europa come la Strada della Forra e per i più spericolati l’adrenalinico canyoning . Dopo aver fotografato all’alba ed al tramonto il lago di Garda a volo d’uccello, ci si potrà spingere nella forra del Torrente Brasa per fotografare degli orridi stupendi ed inoltrarsi nella Riserva Naturale dell’alveo del lago di Bondo, il cui nome deriva dal celtico “bunda”, conca. Chi ama camminare e praticare il Nordic walking, la camminata nordica, deve arrivare in Val d’Egoi per ammirare la sua incredibile e famosa vegetazione, le orchidee e la vecchia calchera, immersi nella tranquillità della natura con il canto dei uccelli e del vento. Per approfittare delle bellezze naturali che il territorio di Tremosine può offrire è necessario diventare camminatore, essere almeno in due, amare la natura, essere curiosi, non dimenticare mai la prudenza. Preparare con cura ogni percorso a tavolino consultando una buona carta escursionistica, informarsi presso gli abitanti del posto, guardare le previsioni meteo, calcolare il tempo di percorrenza, controllare l’esistenza di eventuali percorsi alternativi, essere in “forma” e…divertitevi !