A Saragozza cultura e festa vanno a braccetto

Ponte di pietra con la Basilica del Pilar

Un autunno ricco di feste quello che animerà Saragozza, capitale della regione spagnola di Aragona.  Dal 3 al 16 settembre è in programma il Festival Asalto de Arte Urbano“, kermesse giunta ormai alla 13 edizione, una vetrina che ogni anno attira grafici e writers provenienti da tutto il mondo per colorare mura ed edifici della città. Artisti emergenti e realtà consolidate, a livello nazionale e internazionale, girano per la città con pennelli, bombolette spray e vernici per realizzare stupendi murales che restano poi come segno indelebile di riqualificazione del tessuto urbano.

Festival Asalto de Arte Urbano

Molti palazzi dei quartieri del centro conservano le opere realizzate negli anni passati che hanno conferito un aspetto del tutto nuovo ai muri della città. Non solo murales: durante l’Asalto Saragozza si arricchisce di eventi paralleli, come conferenze, incontri con gli artisti, workshop, concerti, visite guidate ai lavori degli anni precedenti e iniziative d’altro genere.

Da sabato 6 a domenica 14 ottobre Saragozza celebrerà la manifestazione dedicata alla Santa patrona della città, Nuestra Senora del Pilar, Madre dei popoli ispanici. La  Fiestas del Pilar , in omaggio alla Madonna, è una delle feste più importanti non solo della regione di Aragona ma di tutto il Paese e vanta un programma ricchissimo, pensato appositamente per adulti e piccini. In questi giorni le piazze del centro storico diventano scenari per ogni tipo di manifestazione culturale dove si alternano spettacoli di marionette e pagliacci con rappresentazioni teatrali, danze con corride, mostre di artigianato con concerti.

Fiestas del Pilar

La musica spazia tra diversi generi: ci sono esibizioni pop rock, ma anche momenti dedicati alla musica folk regionale, senza dimenticare ovviamente quella elettronica, protagonista di un festival di musica indipendente che si tiene in concomitanza a questo grande evento. Oltre a tutto ciò non mancano le esibizioni più canoniche e tradizionali, come la parata dei giganti e dei testoni e i tipici fuochi d’artificio che colorano il cielo della città nell’ultima sera di festa. Un celebrazione, insomma, in cui si coniugano fervore religioso e baldoria, sentimenti aragonesi e cosmopolitismo. Uno dei momenti clou della festa è l’Offerta dei Fiori che vede gli abitanti e moltissimi turisti sfilare in abiti tipici per portare fiori alla Madonna. Molto suggestivo anche il Rosario di Cristallo, una processione con carri e lanterne di cristallo che attraversa le strade di Saragozza.

Ma chi è la Madonna del Pilar ? In lingua spagnola pilar vuol dire letteralmente pilastro e simbolicamente “colonna portante” e “guida della famiglia”. Secondo la tradizione, nell’anno 39, la Vergine Maria si recò a Saragozza da Gerusalemme per dare conforto all’apostolo Giacomo, deluso dal risultato negativo della sua predicazione.

Fiestas del Pilar, l’Offerta dei Fiori

Per aiutarlo gli donò un pilastro, chiedendogli di edificare una chiesa in suo onore. Si dice che il pilastro in questione si trova tuttora nello stesso punto in cui fu posto da Giacomo. Il pilar custodito nella Basilica di Nostra Signora del Pilar è una colonna di diaspro che è possibile venerare da un oculo, posto nella parte posteriore della cappella.

VIAGGIO A SARAGOZZA

Situata lungo il corso dell’Ebro la città è sempre stata influenzata dalla silenziosa ma imponente presenza del fiume: la vita cittadina si svolge intorno ad esso e ai ponti che legano le varie parti della città. La ricca storia, la spettacolare architettura, la gastronomia tipica della regione e, perché no, gli intrattenimenti notturni, le vie briose, traboccanti di negozi di articoli di design e mercatini, rendono Saragozza un’interessante meta da visitare.

Le origini dell’antica Caesaraugusta risalgono al 24 a.C. quando Cesare Augusto fondò la città dandole il suo nome. Il susseguirsi di tutte le popolazioni che hanno abitato Saragozza (iberi, romani, musulmani, ebrei, cristiani), ha lasciato tracce indelebili nel patrimonio storico e artistico della città.

Cattedrale di San Salvador chiamata “la Seo”

I monumenti più affascinanti sono in stile mudejar, ricordo dell’influenza araba, tra questi, il Palazzo dell’Aljaferia, la cui eredità mudejar è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e la Cattedrale, la “Seo, caratterizzata da una parete esterna considerata il capolavoro dell’arte mudejar aragonese. Non mancano, poi, tracce del periodo romano, di cui sono ancora conservati i quattro spazi archeologici musealizzati, ovvero la Ruta de Caesaraugusta

Un modo incantevole per scoprire la bellezza di Saragozza è quello di percorrere il fiume Ebro in kayak, ammirando lo skyline della città che si riflette sull’acqua. Una delle viste più spettacolari di Saragozza è quella della Basilica Nuestra Senora del Pilar che si rispecchia nella acque dell’Ebro con la sua selva di guglie e campanili sui quali si può salire per poter ammirare Saragozza da più di 65 metri di altezza.

L’attuale chiesa, in cui sono chiaramente visibili le influenze del barocco romano e del Bernini, è un edificio di proporzioni gigantesche a tre navate, dotato di grande cupola centrale, altre dieci cupole minori e quattro campanili; fu eretta a partire dal 1681 su progetto di Francisco Herrera il giovane. All’interno cappelle e volte decorate da affreschi, tra cui quello di Goya, marmi, bronzi e argenti e, nella santa capilla, la cappella barocca, la piccola statua lignea della Madonna del XIV secolo vestita di paramenti preziosi posta su una colonna di alabastro. La Basilica Nuestra Senora del Pilar è concattedrale della città insieme alla vicina cattedrale di San Salvador, abitualmente chiamata “la Seo”. San Salvador sorge sul sito dell’antico foro romano di Augusto e della moschea maggiore della Taifa di Saragozza, del cui minareto perdura l’impronta nella torre attuale.

Cattedrale di San Salvador chiamata “la Seo”

L’edificio fu iniziato nel XII secolo in stile romanico ed è stato oggetto di molte modifiche e ampliamenti. L’attuale aspetto esterno è caratterizzato da una facciata neoclassica e da una grande torre campanile, realizzata dal 1683 su disegni inviati da Roma dall’architetto barocco Giovan Battista Contini, in sostituzione di una precedente torre in stile mudèjar.

Non lontano sorge la Lonja la cui costruzione è dovuta ad un’idea di Don Hernando de Aragón, membro della Famiglia Reale, che voleva dotare la città di uno spazio in cui i mercanti potessero svolgere le loro attività. Su progetto di Juan de Sariñena venne costruito l’edificio, tra la Seo e Nuestra Senora del Pilar, che fungeva da borsa e luogo di contrattazione commerciale. Chi ammira prima la facciata e poi entra nella Lonja, si aspetta una divisione in 3 piani, ma in realtà alla divisione esterna dei piani non corrisponde un’uguale distribuzione nello spazio interno che è infatti dominato da un grande salone con navate separate da colonne ad anelli e splendide volte stellate. 

La Lonja, interno

Una tappa obbligata è l’incredibile Palazzo dell’Aljafería, una poderosa fortezza che raccoglie in sé l’intera storia della Spagna e che, insieme alla Mezquita di Cordoba e all’Alhambra di Granada, rappresenta una delle più grandi testimonianze lasciate dall’architettura musulmana. Sono distinguibili, nella struttura architettonica, i vari interventi compiuti nel corso dei secoli: il palazzo islamico della dominazione araba, il palazzo cristiano-medievale, il palazzo dei Re cattolici del regno di Aragona e infine le ristrutturazioni e ampliamenti effettuati in epoca moderna e contemporanea. Ogni epoca ha lasciato un segno indelebile sulle antiche mura che da più di mille anni dominano la città. Della struttura originale restano parte di queste mura e la grande torre del Trovador che deve il suo nome a un dramma romantico di Antonio García Gutiérrez del 1836 dal quale venne successivamente tratto “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi (1853). Al periodo medievale risalgono, invece, la cappella di San Martino, denominata “alcova di Santa Isabella” ed alcune sale decorate in stile mudéjar.

Palazzo dell’Aljafería

Il Regno dei Re Cattolici vede la costruzione di un altro piano su un’ala del Palazzo e l’aggiunta di una maestosa scalinata per accedere al corpo centrale dell’edificio. Si deve, poi, a Filippo II, alla fine del 1500, la trasformazione dell’Aljafería in fortezza. Furono edificati quattro baluardi, un fossato di protezione della larghezza di circa venti metri e alcuni alloggi militari destinati alla guarnigione che vi era stanziata. Altri interventi di restauro si sono avuti negli anni ’80 e ’90 per adibire il Palazzo a sede della Cortes de Aragon, il parlamento regionale della comunità autonoma d’Aragona. L’eredità mudéjar  del palazzo è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2001.

Museo de Caesaraugusta

Al suo interno anche un bellissimo giardino, realizzato secondo i canoni orientali, con alberi di agrumi e vasche.

Saragozza vanta importanti musei come lo splendido Museo  Goya (Colleciòn Ibercaja Camòn Aznar) che ospita una parte importante della produzione artistica del pittore che nacque Fuendetodos (Saragozza) e visse la sua gioventù a Saragozza: 15 dipinti, di formato ed epoche diverse, tra cui un autoritratto e molte opere a carattere religioso. Ricca anche la collezione di incisioni e disegni, tra cui spicca “Il sonno della ragione genera mostri”. Il percorso è completato da opere di artisti che influenzarono o furono influenzati da Goya prima e dopo la sua morte. Interessanti anche il Museo di Saragozza che è stato sede dell’Esposizione Universale Ispano-Francese del 1908 e il museo monografico Pablo Gargallo, dedicato all’opera dello scultore più famoso di Saragozza durante il XX. Vi sono conservati sculture, disegni, incisioni e i cartoni usati come modello per realizzare alcune delle sue sculture; nonché il Fondo di Documentazione relativo allo stesso artista e alla scultura contemporanea. Situato nel Palazzo di Argillo, nome dei proprietari del XIX secolo, è un prezioso esempio dell’evoluzione dell’architettura civile a Saragozza nel XVII secolo. Per gli appassionati di archeologia citiamo, infine, la Ruta de Caesaraugusta, un itinerario alla scoperta della Saragozza romana, comprendente gli spazi archeologici musealizzati del teatro romano, del porto fluviale, dell’antico foro e delle terme. L’acquisto di un biglietto cumulativo permette l’ingresso a tutti e quattro gli ambienti.

Puerto Venecia

Nel museo del teatro romano sono esposti tutti i reperti trovati durante gli scavi che hanno interessato il grande monumento edificato nel I secolo e scoperto, in ottimo stato di conservazione, nel 1972. In questa realtà espositiva si possono rivivere, grazie ad un ottimo apparato didattico, tutte le fasi della sua costruzione oltre a scoprire quella che doveva essere la vita quotidiana del teatro durante l’età imperiale. Il vicino museo del foro de Caesaraugusta ospita una ricostruzione della città romana con i suoi portici, le botteghe artigiane e il foro dove si svolgevano i commerci e la vita cittadina. E grazie all’ausilio della computer grafica, una spettacolare visita virtuale permette di vedere la città come doveva apparire 2.000 anni fa.

Per scoprire alcune delle attrazioni più interessanti di Saragozza occorre spostarsi nella nuova area turistica creata dopo l’Expo del 2008 che ha visto la città spagnola protagonista dell’innovazione mondiale. Gli edifici dell’Expo Internazionale di Saragozza, dedicato all’Acqua e allo sviluppo Sostenibile, hanno vinto importanti premi di architettura, come il Padiglione della Spagna, il Padiglione-Ponte o la Torre dell’Acqua.

Palazzo del Congresso

In quest’area di quasi 25 ettari oggi si trovano l’acquario di Saragozza e il parco dell’acqua Luis Buñuel. L’acquario di Saragozza è l’acquario d’acqua dolce più grande d’Europa con più di 1.300 animali, tra cui storioni, piranha, anaconde e coccodrilli e una portata di 2 milioni di litri d’acqua che ricostruiscono alcuni dei principali ecosistemi fluviali della terra: Nilo, Mekong, Rio delle Amazzoni, Darling Murray ed Ebro. Il parco dell’acqua Luis Buñuel è diventato il secondo grande polmone verde di Saragozza, una grandissima area adibita a giardino pubblico sulle sponde dell’Ebro. Vi si trovano ogni genere di attrazione per grandi e piccini come spazi per affittare una canoa per esplorare il corso dell’Ebro, un centro di equitazione, alcuni suggestivi giardini botanici e una bella spiaggia dove concedersi un bagno rinfrescante nei mesi estivi.

Ultima tappa del nostro itinerario alla scoperta di Saragozza è il parco Jose Antonio Labordeta, la grande zona verde nell’area urbana di Saragozza che offre la possibilità di fare una bella passeggiata nel verde.

Tradizione delle tapas e del buon vino

Tra le attrazioni da non perdere al suo interno ci sono il giardino botanico con il suo spettacolare orologio ad acqua e il chiosco della musica dove durante la bella stagione vengono organizzati molto spesso concerti all’aperto al calare della sera.

SARAGOZZA NEL PIATTO

La gastronomia aragonese, che combina tradizione con innovazione, si basa su prodotti eccellenti, alcuni con Denominazione di Origine Controllata come il ternasco de Argòn (l’agnello aragonese), lo jamòn del teruel, un profumatissimo prosciutto, l’olio d’oliva, i vini. 

A Saragozza sono da assaggiare i prodotti emblematici, come l’apprezzata borragine, la regina dei campi; il baccalà, di lunga tradizione nell’entroterra; lo speciale agnellino, a metà strada tra l’agnellino da latte e l’agnello convenzionale; le verdure in generale e, in stagione, i funghi e il tartufo, da cui solitamente prendono spunto giornate e menù speciali. Il tutto innaffiato con i vini provenienti dalle quattro denominazioni e le sei zone viticole de la Tierra (indicazione geografica tipica), insignite di svariati premi internazionali.

Riso con borragine e vongole

Conoscere ed apprezzare la gastronomia locale va però oltre l’acquisto dei prodotti presenti nei mercati e nei negozi specializzati o il semplice gustare cibo e bevande nei bar e nei ristoranti. La gastronomia può essere anche una vera e propria esperienza sensoriale e conoscitiva e, in tal senso, Saragozza offre varie visite e itinerari che integrano la conoscenza del patrimonio alimentare aragonese. Alcuni itinerari enogastronomici sono promossi dal Comune, come quello dedicato alla scoperta dei segreti del cacao, leccornia che approdò in Europa nel 1534 in un monastero vicino a Saragozza, il Monastero de Piedra, inviato da Fray Jerónimo de Aguilar al suo abate, Antonio de Álvaro, insieme alla ricetta del cioccolato. Furono quindi questi monaci ad assaporare per primi la cosiddetta “bevanda degli Dei”. Un altro itinerario interessante è quello alla scoperta della birra tradizionale. La città conta uno degli scarsi birrifici spagnoli a non appartenere a una multinazionale. I suoi stabilimenti, attualmente in pieno centro storico, prevedono delle visite guidate i sabati, su prenotazione, che si concludono con una degustazione delle numerose varietà di birre.

Tapas a Saragozza

E veniamo ai ristoranti. Da quelli inseriti in antichi palazzi, a quelli che si trovano all’interno di un teatro, dell’università o di diversi musei. Ristoranti di cucina tipica e casalinga ed esercizi di cucina internazionale, locali che hanno reinventato le ricette di sempre e ristoranti più d’avanguardia e ricercati, sia nei piatti che nell’atmosfera e l’arredamento. Quel che è certo è che a Saragozza si mangia con uno stupendo rapporto qualità-prezzo, indubbiamente fra i migliori della Spagna.

A Saragozza, come d’altronde in tutta la Spagna vi è poi una vera passione locale per la tapa, anch’essa evoluta negli ultimi decenni. Ci sono locali disseminati in tutta la città e l’esempio più noto è la zona del Tubo, in pieno centro storico, uno dei principali punti di ritrovo per il tapeo dei saragozzani ma anche dei turisti. L’essenza del tapeador consiste nello spostarsi: si va in giro per gustare varie tapas, spaziando da quelle di pesce a quelle a base di affettati, carni o verdure, il tutto accompagnato da un buon calice di vino. Una curiosità, a partire dal 1994 è stato indetto persino un concorso dedicato alle tapas, evento pioniere in Spagna.