Chiari: 11-13 maggio, il Festival del Ben-Essere e della Vitalità

“Innamorarsi della terra” è il titolo della IX edizione di “Chiarissima”, il Festival del Ben-Essere e della Vitalità organizzato dall’associazione “Kundalini” e dedicato alle discipline bio-naturali, al consumo critico, all’alimentazione sana e all’economia green. Appuntamento in Villa Mazzotti a Chiari, in provincia di Brescia, da venerdì 11 a domenica 13 maggio. L’edizione 2018 sarà dedicata al delicato rapporto tra l’uomo e la Terra, colto nel segno dal cortometraggio “Solstizio d’Inverno” diretto dalla regista Alessandra Pescetta, voluto dal direttore del Festival Giovanni Vitali e finanziato da LGH.

“Chiarissima”, il Festival del Ben-Essere e della Vitalità

Focalizzato sull’abbandono dei rifiuti ma costruito attorno a una storia emozionante, il film – ambientato tra Chiari e la Franciacorta – vede in scena attori professionisti come Elit Iscan e Giovanni Calcagno. Verrà proiettato domenica 13 dalle 18. 

Con il “Laboratorio per la Terra” sul tema dell’agricoltura sociale, in programma sabato 12 dalle 10 alle 13, studenti, amministratori locali, esperti, privati scopriranno che insieme è possibile dare vita a una nuova agricoltura sana, equa, sostenibile, partecipata: al tavolo siederanno Carlo Triarico, Roberto Brioschi, Johnny Dotti, Rosanna Montecchi e la consigliera di Fondazione Cogeme Eugenia Giulia Grechi. Sabato sera, sulle scalinate della Villa, i ballerini di Danza Studio emozioneranno gli spettatori con un uno spettacolo di danza “contaminato”. Da non perdere, sabato e domenica, anche il primo “Festival del Taiji di Chiarissima” con nove scuole lombarde in campo sotto il coordinamento del Maestro Massimo Frosi (già vicecampione europeo).

“Chiarissima”, il Festival del Ben-Essere e della Vitalità

Più di cento gli eventi in programma tra free class di Yoga (anche per bambini), Tai Chi, Shiatsu e Meditazione, presentazioni di libri, seminari, mostre, show cooking. Non mancherà l’Area Food dedicata all’alimentazione naturale, mentre Villa Mazzotti e il parco ospiteranno 130 espositori del settore. Al primo piano i trattamenti delle migliori scuole, centri e associazioni del mondo olistico. Nel pomeriggio di domenica (nell’ambito del progetto “Sport bene comune” a cura del Comune e delle associazioni sportive di Chiari) attività di “GiocoSport” per bambini e famiglie e una performance teatrale di “Idea teatro”. Tra gli ospiti illustri del Festival non vanno dimenticate Tite Togni, fondatrice di Yoga for Runners, e Selene Calloni Williams, esperta di sciamanismo. Con la conferenza “Facciamo germogliare la speranza”, in programma sabato alle 16.30, si tornerà infine a parlare del conflitto siriano e del dramma di migliaia di bambini senza futuro. Ospite di “Chiarissima”, il dottor. Hatem, pediatra del “Hope hospital for Children” di Ghandoura, in Siria. 

Il festival è organizzato in collaborazione con il Comune di Chiari ed è patrocinato da Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Asst Franciacorta. L’ingresso è libero. Tutti i dettagli sul sito ufficiale www.chiarissima.com e sulla pagina Facebook Festival Chiarissima.

“Chiarissima”, il Festival del Ben-Essere e della Vitalità

LA LOCATION DEL FESTIVAL: VILLA MAZZOTTI

Villa Mazzotti Biancinelli sorge in un parco di circa 11 ettari. Fu commissionata dal conte Ludovico Mazzotti Biancinelli all’architetto Antonio Vandone di Torino che la realizzò fra il 1911 ed il 1919 con la collaborazione dell’architetto Citterio. La famiglia Mazzotti di Chiari apparteneva alle antiche famiglie originarie di proprietari terrieri e si distinse nei secoli XVIII e XIX per essersi ulteriormente arricchita con l’industria del cotone e della manifattura, settore che a Chiari ebbe un notevolissimo sviluppo. 

Chiari, Villa Mazzotti

Si tratta di un edificio a pianta quadrata che si articola attorno ad un peristilio centrale con scalone monumentale illuminato da un vetrata a tre campate in stile Liberty. La struttura, sviluppata su due livelli e ricoperta da un lucernario, è impreziosita dalle cancellate e dalle ringhiere in ferro battuto disegnate da Alessandro Mazzucotelli e si presenta attorniata da altre costruzioni, quali la casa del custode, con curiosa torretta neo medievale, la dependance con la scuderia, le stalle e le serre. L’architetto Vandone in questo suo progetto volle coniugare i canoni dell’avanguardia Liberty, alla cui corrente apparteneva, con altri solidamente neoclassici, che più facilmente incontravano il gusto della committenza locale. Il parco della villa si estende su una superficie di 87.000 metri quadri, l’architetto Antonio Vandone curò la parte del giardino all’italiana e si avvalse del contributo di un architetto inglese per un tratto del parco. Un settore di quest’ampia area verde fu trasformata nel 1927 dallo studio di architettura parigino Adam & Co. che l’abbellì con un teatrino, una voliera, vari tempietti, vasi e statue neoclassiche e circa otto chilometri di siepi.

Chiari, Villa Mazzotti

Il versante sud-est del giardino è protetto da una recinzione costituita da una cancellata in ferro, ornata a motivi floreali e sorretta da pilastri bugnati in cemento. Nel 1981 il Comune ha acquistato la villa trasformandola in un complesso riconosciuto come uno dei beni artistico-architettonici più interessanti della provincia di Brescia, sede di numerose manifestazioni culturali oltre che meta di passeggiate.

VIAGGIO A CHIARI

Chiunque si trovi a percorrere le strade del centro storico resta colpito dalla forma urbana circolare della città: tutte le vie si diramano a raggiera da piazza Zanardelli, centro e cuore urbanistico di Chiari, dove sorgono il Duomo e, separata, la torre campanaria. Ed è il profilo della torre che si staglia alto in lontananza a costituire l’unico vero punto di riferimento, visibile in qualunque posto ci si trovi, l’elemento inconfondibile che definisce e caratterizza lo skyline del centro urbano. La torre, alta 55 metri, è costruita in pregiato marmo bianco e per ognuna delle quattro facciate presenta un orologio con lo sfondo centrale del colore della rispettiva “Quadra” su cui si affaccia.

Chiari, la Torre Civica

Il forestiero che entra a Chiari, da qualsiasi direzione provenga, incontra un cartello con la scritta “Chiari città delle Quadre Medievali”. Durante il dominio politico della Serenissima, nel 1429, i nuovi governanti dotarono Chiari di Statuti autonomi, suddividendola amministrativamente in quattro Quadre (quartieri): Zeveto, Marengo, Cortezzano e Villatico. Le Quadre erano organi politici e amministrativi con loro patrimonio, che escludevano dalla partecipazioni gli stranieri e i loro discendenti. Ancora oggi a Chiari si celebra il Palio delle Quadre: una manifestazione che dura un’intera settimana (la prima di settembre), alla cui preparazione si lavora per un anno intero e per la riuscita della quale si mobilita tutta la città. 

La peculiare forma urbana circolare della città ha origini lontane. Nel cuore del centro storico, nello spazio oggi occupato da piazza Zanardelli, sorse il primo nucleo insediativo longobardo, tra fine VI e inizi VII secolo d.C. che, con la sua forma circolare, diede origine alla città e ne pose le basi anche urbanistiche. In seguito, nonostante l’abbattimento delle mura medievali, l’abitato di Chiari conservò la caratteristica forma circolare sostanzialmente fino al dopoguerra. Le manifatture, le filande, i mulini che già a partire dal 1600 si andarono sviluppando, moltiplicandosi poi nei due secoli successivi, all’esterno del centro urbano, non ne compromisero la forma urbana, in quanto si disposero a grappolo lungo la circonferenza della città.

Bams Photo/Basilio Rodella

Le uniche note discordanti furono la linea retta della ferrovia costruita a nord della città nel 1874 e le ville Liberty che iniziarono a sorgere a inizi ‘900 nello spazio compreso tra la ferrovia e viale Mazzini, la direttrice che conduce a Brescia. La trasformazione più consistente dell’abitato si ebbe solo a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, quando il boom economico portò con sé la costruzione dei primi condomini, delle palazzine e infine delle ville a schiera che, uniformandosi al reticolo ortogonale della viabilità circostante, ereditato dalla centuriazione romana, introducono nella forma urbana di Chiari l’impianto a scacchiera.
Non si sa chi abbia inventato il paragone tra Chiari e “la piccola Atene” ma certo è un termine che le si addice se pensiamo alla Chiari del Rinascimento o alla Chiari del secolo d’oro: il Settecento.
Il 1700 è definito infatti il secolo d’oro per l’esplosione dell’economia, soprattutto grazie all’industria filatoiera, cui hanno fatto seguito le grandi opere di cultura, d’arte, di carità. Ma Chiari è definita “la piccola Atene” anche perché ha dato i natali a grandi personaggi e illustri studiosi l’hanno scelta come luogo in cui esercitare la loro scienza e la loro arte.

Chiari, chiesa di Santa Maria Maggiore

Per citarne alcuni ricordiamo di Chiari i grandi artisti della famiglia Tortelli, gli intagliatori Giacomo Faustini, gli Olmi, Maffeo Olivieri, il pittore Giuseppe Teosa. Operarono a Chiari anche i Fiamminghini, Andrea Asper, Pompeo Batoni, Gaetano Monti o gli Arici, musicisti dell’800.
Tra le più importanti testimonianze monumentali della cultura e della storia clarense vanno ricordate: Piazza Zanardelli con gli edifici delle ex Carceri e dell’ex Comune, oggi Museo della Città, il Duomo cinquecentesco dedicato ai Martiri Patroni Faustino e Giovita (nella cripta sono conservate le reliquie di Sant’Agape, martire greca di Salonicco, che nel 304 d.C. venne uccisa per essersi rifiutata di partecipare ad un rito pagano). Di rilievo a Chiari anche la chiesa di Santa Maria Maggiore, al cui interno sono conservati notevoli cantorie lignee intagliate e dorate del 1700 oltre a un pulpito ornato di bronzi; l’ex Ospedale Mellini, oggi sede della Biblioteca Sabeo; la Biblioteca Morcelli e la Pinacoteca Repossi nella sede della fondazione omonima; Villa Mazzotti; il quattrocentesco convento di S. Bernardino; il Palazzo Veneziano costruito durante il dominio della Serenissima ed infine il Ponte del Marengo. La costruzione del ponte ha origini medievali, di fatto esso era una delle possibili vie per entrare nelle mura cittadine. Attualmente rappresenta il punto di passaggio tra il centro storico e la periferia della città ed è ancora sovrastante l’antico canale che circondava le mura difensive. Via Villatico, Cortezzano, Zeveto e Marengo sono un altro luogo d’interesse della città di Chiari. Queste quattro vie, le più antiche della città, vennero costruite nel 1200 circa e fino ad oggi sono le vie più importanti e storiche del centro storico.

Chiari, Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi

Ognuna di esse porta il nome del corrispettivo quartiere della città.

La Fondazione Biblioteca Morcelli Pinacoteca Repossi nel nome stesso ricorda i suoi fondatori: Stefano Antonio Morcelli e Pietro Repossi. Antonio Morcelli ecclesiastico e insigne erudito, promosse un’attività pastorale innovativa finalizzata ad incrementare l’interesse per gli studi e per questo nel 1817 donò “alla studiosa gioventù” di Chiari tutta la sua biblioteca, compresi gli arredi, allestiti in un salone progettato appositamente e a lui dedicato. La biblioteca custodisce preziosi manoscritti, tra cui l’unica copia degli statuti di Chiari del 1416 redatti sotto il Conte di Carmagnola, eseguita nel 1590 dal notaio Lodovico Zola. Aperta nel 1822, per successive donazioni la biblioteca si è ampliata e arricchita fino a raggiungere i 70.000 volumi antichi distribuiti in nove sale. La Fondazione Biblioteca Morcelli non è solo il luogo della conservazione ma anche il luogo della consultazione e della progettualità, punto di riferimento imprescindibile per chiunque, studioso o semplice appassionato, voglia ricostruire la storia di Chiari.

Pinacoteca Repossi, Angelica e Medoro marmo di Carrara

Lo stretto legame tra la gente di Chiari e la Fondazione è suggellato peraltro ogni anno dai numerosi lasciti di cui risulta beneficiaria, come la recente donazione di Villa Corridori Giordano-Scalvi, completa di tutti gli arredi, in fase di musealizzazione.

Il patrimonio della Fondazione consta anche di una pinacoteca nata da un lascito di Pietro Repossi. Oggi, grazie a donazioni, sia pubbliche che private, la pinacoteca conserva un prestigioso patrimonio storico ed artistico fatto di 550 dipinti che testimoniano la produzione artistica locale, clarense, bresciana e lombarda in generale, anche se non mancano opere di artisti di riconosciuta importanza (di rilevo un Ecce Homo attribuito al Tiziano e un dipinto attributo a Velázquez).

Inoltre 150 sculture, tra cui una statua lignea del ‘500 che raffigura Dio Padre di Clemente Tortelli e opere di Giacinto Faustini, Gaetano Monti, Antonio Ricci e di artisti contemporanei, 300 mobili antichi e una splendida gipsoteca alla quale è dedicato un piano del museo. Un discorso a parte meritano le oltre 3000 incisioni, sia italiane che straniere, significative per la rarità dei fogli dal XV secolo ad oggi, tra cui spiccano autori come Pollaiolo, Rubens, Mantegna, Rembrandt, Tiepolo, il Canaletto. Nel 2012 la Pinacoteca si è inoltre arricchita per lascito testamentario, della preziosa collezione Giordano-Scalvi costituita da 61 icone, la maggior parte di iconografi russi del XVII-XX secolo, molte delle quali impreziosite da splendidi rivestimenti, capolavori dell’arte orafa; centinaia poi gli argenti e i mobili, le porcellane e i cristalli.

Chiari, Villa Mazzotti

Infine una sezione particolare del Museo, posta al piano terra, è dedicata allo scultore clarense Vittorio Pelati le cui opere sono esposte in un originale allestimento firmato dall’architetto giapponese Takashi Schimura.

Il Museo della Città di Chiari ha sede nei locali degli edifici storici che si affacciano sulla centrale piazza Zanardelli. L’ingresso al Museo, posto sotto il porticato quattrocentesco che divide piazza Zanardelli da piazza delle Erbe, dà accesso ai locali al piano terra, un tempo adibiti a Carceri (il nucleo più antico risale al XV secolo), rimaste in uso fino agli anni ‘70 del secolo scorso, di cui restano ben riconoscibili le celle e i cortili d’aria femminile e maschile, mentre al piano superiore, sono visibili le tracce del rinascimentale Palazzo del Podestà con un ampio salone dove si amministrava la giustizia, attualmente utilizzato per mostre temporanee ed eventi culturali.
Una saletta didattica ricavata in una cantina cinquecentesca mette in comunicazione con il Palazzo dell’ex Comune posto sul lato settentrionale di piazza Zanardelli.

Bams Photo/Basilio Rodella

Fu sede municipale dal 1821 al 1986 quando il Comune venne trasferito in piazza Martiri della Libertà nell’ex caserma Eugenio di Savoia che, dal 1950 al 1967, era stata trasformata in campo di raccolta di ebrei e di profughi istriani, giuliani e dalmati.

Una curiosità, il Motto di Chiari è: “Il destino non viene da lontano ma cresce dentro ciascuno di noi”. Tale frase è incisa su una grande lastra posta su una delle facciate del palazzo comunale.