Il giro dell’Africa in moto, in solitaria

Manuel Zanotto e la sua moto in Africa

Chawki Chahed è un ex giornalista vive ad Abidjan la più popolosa città della Costa d’Avorio. Qui ha conosciuto un giovane italiano, Manuel Zanotto, che sta girando in moto l’Africa da solo senza alcuna assistenza. ” Sono stato toccato dalla sua storia – scrive Chawki Chahed, tra l’altro appassionato anche lui di moto – e ho deciso di onorarlo, contribuendo a pubblicizzare la sua avventura e quindi la sto raccontando a vari siti e giornali italiani che si occupano di viaggio”.

Manuel Zanotto

Partito senza uno sponsor, Manuel, giovane sportivo di 28 anni, laurato in educazione fisica, appassionato surfista, ha scelto di fare questo viaggio da solo ma, in realtà, solo non si sente mai, come spiega molto bene: “Si parte da soli, ma alla fine non lo si è mai. Si incontrano persone, si impara a conoscerle”. Come quella notte che stava andando a dormire nella boscaglia in Senegal. La famiglia che abitava lì vicino a dove mi stavo sistemando non lo ha permesso ed ha insistito che io andassi a condividere un pasto con loro, mettendomi poi a disposizione una camera, come se io fossi stato il re del Senegal”, scherza Manuel.

Per finanziare il suo viaggio il giovane motociclista ha lavorato per un anno come allenatore in una palestra nella sua città natale, a Vicenza. Con questi risparmi è stato in grado di permettersi una Honda Transalp 600 del 1998 con la quale ha già attraversato otto paesi. La maggior parte dei suoi risparmi è stata investita inizialmente nella moto e per l’acquisto di tutte le attrezzature necessarie per viaggiare: i pezzi di ricambio, l’abbigliamento per la protezione da qualsiasi tempo, acqua, ecc. Siccome voleva partire il più presto possibile, Manuel ha scelto di trovare lavoro durante il suo viaggio, come sta facendo ora ad Abidjan.

Il percorso fatto fino ad ora da Manuel

Per la partenza non è stata possibile una sponsorizzazione, soprattutto perché non aveva esperienza e quindi credibilità. Ora che ha realizzato la prima parte della sua avventura, la questione sponsor potrebbe rivelarsi più auspicabile e soprattutto più fattibile.

11.000 chilometri già sono passati ma Manuel Zanotto non è alla fine del suo viaggio. Ne mancano ancora 15.000 di solo andata, c’è ancora tanta strada da percorrere tra una sosta e l’altra. Partito da Vicenza, dopo aver attraversato Italia, Francia, Spagna, Marocco, Mauritania, Senegal, Guinea, Mali e Costa d’Avorio, Manuel sta puntando dritto al Sudafrica, per raggiungere e fermarsi a Città del Capo, entro luglio: lì vuole vivere per 8 o 9 mesi, continuando a lavorare nel settore dello sport, al fine di finanziare il suo viaggio di ritorno. Perché il viaggio non si ferma a Città del Capo. Manuel ha in programma di tornare indietro, lungo tutta la costa dell’Africa orientale. L’idea è attualmente in fase di progetto, ma una cosa è certa: il viaggio continuerà sempre in solitaria, senza alcuna assistenza tecnica, medica o finanziaria. Oggi, con 11.000 chilometri alle spalle, Manuel sa meglio dove va e sa che può farlo.

La fidata Honda Transalp 600 del 1998

Per parlare del suo viaggio e delle sue motivazioni, Manuel Zanotto ha tenuto lo scorso 31 marzo, una conferenza-dibattito presso il centro “La Fabrique Culturelle” ad Abidjan, in Costa d’Avorio dove si è fermato per diversi mesi per rimpinguare le sue finanze e sistemare nuovamente la sua moto prima di riprendere il viaggio che lo porterà, attraversando dieci Paesi, fino a Città del Capo.

E’ stato durante il suo primo viaggio umanitario in Madagascar, con l’associazione di volontariato Surfing for Smile, che Manuel si è innamorato dell’Africa. Da allora ha voluto esplorare in modo più approfondito il “continente nero” e le sue culture e ha deciso che il modo migliore per farlo sarebbe stato in moto, anche grazie alla praticità di questo mezzo di trasporto. Cosa c’è di meglio di una moto? Il vento che accarezza il volto, i profumi che cambiano, le atmosfere che si trasformano, per Manuel la moto è il mezzo per sentirsi in sintonia con ciò che lo circonda. A differenza di altri avventurieri che attraversano i continenti in moto, Manuel ha deciso, come già detto, di andare da solo, senza essere accompagnato da un altro pilota, senza assistenza medica o tecnica.

Incontri

Siamo ben lontani dai viaggi di Ewan McGregor e Charley Boorman che, nella serie TV “Long Way Down”, sono andati dalla Scozia al Sud Africa su una moto, ma con il sostegno di dieci sponsor e assistenza tecnica di prima classe (meccanici, auto 4×4 ecc). Cosa importa se la vecchia Honda Transalp 600 viene caricata al massimo delle sue capacità e che con due lattine di 10 litri per la benzina e l’acqua, senza contare l’attrezzatura indispensabile al viaggio, c’è ben poco spazio per qualsiasi altra cosa !? A Manuel Zanotto non importano le comodità. Non importa se non ha competenze meccaniche. Quando si ha una tale passione, non è un problema imparare a cambiare una ruota posteriore bucata durante il percorso solo con l’aiuto di un libretto di istruzioni. Non importa se ogni tanto il pericolo si avvicina, come quella notte in cui fu svegliato da un facocero che lo annusava mentre dormiva nella boscaglia. Per Manuel la condivisione è alla base del suo modo di concepire la vita e difatti durante il viaggio ha sempre cercato di condividere la sua passione per lo sport in tutti i villaggi attraversati, organizzando attività sportive per bambini e sessioni introduttive. E il sorriso e la gioia che ha visto accendersi su ogni volto confermano che sta facendo quello che aveva sognato. Moto4Smile  ,”la moto per il sorriso” è il titolo della pagina Facebook che racconta il viaggio di Manuel.

“La famiglia senegalese che mi ha ospitato mi ha trattato da re!!”