Carpegna celebra la Festa del Prosciutto DOP

Carpegna – Veduta Sasso Simone

Nel terzo weekend di luglio, come da 13 anni a questa parte, Carpegna, nelle Marche, si veste a festa per celebrare uno dei prodotti enogastronomici più prelibati e rinomati del centro Italia, esportato in tutto il mondo! Tre giorni, dal 14 al 16 luglio, con un anteprima giovedì 13, di musica, spettacoli, cabaret e animazione per tutti i gusti e naturalmente eventi enogastronomici dove poter gustare il Prosciutto di Carpegna e i prodotti tipici del territorio.

Carpegna celebra il suo Prosciutto DOP

Ad aprire la Festa del Prosciutto di Carpegna DOP, che ogni anno attrae migliaia di persone, sarà l’aperitivo organizzato, giovedì 13 alle 19.30, nella magica cornice del Palazzo dei Principi. Già venerdì sera apriranno in centro storico le cantine e gli stand gastronomici con menù interamente dedicato al Prosciutto di Carpegna DOP e, al contempo, si darà il via alle danze nelle due zone spettacolo: al Palatenda protagoniste l’animazione e le migliori orchestre, mentre in piazza Conti spazio alla musica con band emergenti e gruppi affermati per coinvolgere tutte le tipologie di pubblico e tutte le età! Sabato e domenica, lungo le vie del paese, hobbisti, collezionisti e artigiani esporranno e venderanno nei mercatini delle curiosità le loro creazioni uniche. Sarà aperto anche l’Angolo delle Tipicità, uno spazio dedicato alla vendita e alla degustazione di prodotti tipici e Prosciutto di Carpegna DOP a prezzo promozionale. Nella piazza centrale spettacoli, intrattenimento per bambini, truccabimbi, gonfiabili, giocolieri e artisti di strada. Per i visitatori ci sarà anche la possibilità di partecipare ad un trekking nel Montefeltro.

Prosciutto di Carpegna DOP

La domenica, giornata conclusiva con gara podistica (il Giro del Monte Carpegna), motoraduno e giro panoramico nel Montefeltro, cooking show, visite guidate al palazzo dei Principi di Carpegna e tante altre iniziative per trascorrere insieme un weekend… di gusto!

VIAGGIO A CARPEGNA

Adagiata sulla costa dell’omonimo Monte, immersa nel verde dei suoi faggeti, Carpegna è il centro di quel Montefeltro aspro e gentile che fu terra di santi e condottieri, di cupe leggende e di storia. Anche all’occhio del visitatore occasionale, il paese mostra subito le sue peculiarità e le sue attrattive, storiche, artistiche e naturali, senza ostentazione e con la discrezione che si addice a chi possiede una storia nobile. Nobile perché essa ruota attorno alla famiglia dei Conti di Carpegna, fra le più blasonate d’Italia, dalla quale derivano i Malatesta, i gloriosi Montefeltro e di Della Faggiola del notissimo Uguccione.

Carpegna, Pieve di San Giovanni Battista

Da prima dell’anno Mille e fino al 1819 Carpegna fu uno stato indipendente e nel trascorrere dei secoli ha dato i natali a personaggi illustri in ambito artistico, letterarario, politico e religioso. La storia di Carpegna è molto antica ed è legata a quella della gloriosa famiglia che porta il suo stesso nome: i Conti, poi Principi di Carpegna Falconieri. Il casato Carpegna aveva da tempi remoti la propria residenza nell’antica Rocca (XI-XII sec.) situata alle falde del monte su di uno sperone roccioso, dal quale dominava a ventaglio l’intera vallata. Da questo imprendibile baluardo i Carpegna estesero gradualmente i propri domini nelle terre feretrane. Sul finire del Seicento, in sostituzione della vetusta e fatiscente fortezza il cardinale Gaspare di Carpegna promosse l’edificazione di una nuova residenza signorile: il Palazzo dei Principi di Carpegna.

Le attività sportive che si possono svolgere sono molteplici, da una sana camminata nel verde alle escursioni più impegnative sui sentieri del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, dalle escursioni a cavallo a quelle in mountain bike.

In mountain bike nel Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello

Infine, tra le attrattive, un’ultima considerazione la merita la gastronomia che nel Montefeltro ed in particolare a Carpegna, pur non discostandosi da quella marchigiana, risente della tradizione delle vicine Toscana e Romagna: si pensi alla piada fatta in casa (crostolo), al prosciutto di Carpegna DOP, ai funghi ed ai tartufi, ad alcuni dolci che si mangiano solo da queste parti, alla selvaggina, ai formaggi, al miele……. l’imbarazzo sta solo nella scelta perché ogni ristorante saprà trasformare un’arida elencazione di cibi in appetitosi manicaretti.

La Bandiera Trasparente è un riconoscimento di qualità a carattere tecnico-scientifico ambientale, ideato in primis dalla Provincia di Pesaro e Urbino, rivolto alle località dell’entroterra che si distinguono per la purezza, la salubrità e la qualità dell’aria.
Il riconoscimento, a titolo simbolico, è stato assegnato, ad origine, al comune di Carpegna nell’anno 2011, quale Ente Locale promotore dell’iniziativa di un monitoraggio della qualità e della purezza dell’aria, considerandolo un esempio virtuoso per tutti quei comuni della Provincia di Pesaro e Urbino che intendessero promuovere ulteriormente un turismo ambientale e del benessere attraverso un accertamento oggettivo degli elevati standard di qualità dell’aria presenti nel proprio territorio.

Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello

Carpegna, circondato da boschi e foreste, è disposto su diversi piani alla base dell’omonimo Monte, da cui riceve protezione dai rigori invernali e frescura nei periodi estivi.
Nel centro del paese si trova la Piazza dei Conti con il grandioso Palazzo dei Principi Carpegna, giunto intatto fino ai nostri giorni dopo oltre trecento anni di vita. L’edificio, che si articola su quattro livelli, domina maestoso sul resto degli edifici, sui borghi e sull’intera conca verde di Carpegna e fu progettato nel 1675 dall’architetto romano G.Antonio De Rossi che ne fece dimora simbolo della casata Carpegna ispirandosi ai palazzi fortezza tardo rinascimentali.

Carpegna, Palazzo dei Principi Carpegna

Al primo piano vi è un vasto e suggestivo atrio scandito da massicci pilastri. In questa cornice si svolge nel periodo estivo la mostra d’arte collettiva “Artisti della Carpegna”. Lungo lo scalone d’onore che conduce al secondo piano si trovano tre lapidi che riportano i versi di Dante Alighieri dedicati a Guido Da Montefeltro (Inf. XXVII), Bonconte da Montefeltro (Purg. VI) e Guido da Carpegna (Purg. XIV). Salendo al livello nobile si arriva nella sala del trono dominata dal grande baldacchino ornato da un raffinato arazzo con lo stemma del cardinal Gaspare di Carpegna. Nello stesso piano si trovano le sale più importanti e rappresentative: la biblioteca privata, custodita gelosamente dalla famiglia, la sala verde e la sala gialla, tutte ammobiliate con arredi d’epoca e quadri raffiguranti i protagonisti maschili e femminili della storia del paese.

Nelle scuderie del palazzo si può visitare, nella settimana di ferragosto, la Mostra dell’Artigianato Artistico del Montefeltro, dove sono raccolti prodotti gastronomici tipici, come miele, formaggi, funghi e tartufi, e le più belle produzioni dell’artigianato artistico locale.

Carpegna, Pieve di San Giovanni Battista

Le scuderie si trovano sotto il salone principale, al pianterreno, con accesso dal marciapiede della piazza. In questo ambiente, oltre alle antiche stalle, si possono ammirare le cucine dai grandissimi forni a legna, i lavabi in pietra e perfino l’acqua corrente, ottenuta con un ingegnoso sistema di scavi e convogliamenti di una falda acquifera sotterranea ancora perfettamente attiva, che sbocca in un pozzo posto in fondo alle cucine stesse. Il troppopieno del pozzo va tuttora ad alimentare la fontana pubblica posta alla destra del palazzo, sul marciapiede della piazza, che dona ristoro agli assetati turisti estivi. La vasca di questa fontana è costituita da un antico sepolcro ricavato da un monolito calcareo, venuto alla luce secoli addietro e tuttora non datato, che conteneva al suo interno il corpo di un misterioso e gigantesco guerriero con elmo e spada. Il coperchio, ricco d’antichi caratteri intagliati, è andato purtroppo perduto nel corso dei secoli. Sul retro del palazzo si estende un vasto giardino che ospita essenze arboree centenarie, una scenografica fontana e una torrecisterna-colombaia.

Una bella veduta di Carpegna

Nei sotterranei vennero accolti, durante la Seconda Guerra Mondiale, numerosi e insigni capolavori dell’arte italiana, oltre 10.000 opere provenienti dalle più antiche città d’arte: Venezia Roma, Milanoì, salvate e poi restituite ai musei e alle chiese di provenienza.

Poco distante dal centro sorge la chiesa di San Leo. Eretta nel 1203, e riedificata nel 1941, conserva opere di notevole valore. Tra queste spicca l’affresco del Primo Rinascimento della “Madonna del latte”. Nell’opera si trova raffigurata la Vergine che allatta il bambino, il quale tiene in mano una rondinella. Nei pressi del centro si trova anche il Convento nuovo di San Francesco, attuale Parrocchia di San Nicolò. La chiesa conserva opere seicentesche di notevole pregio artistico, tra cui la bellissima “Annunciazione” del Maratta, anche se purtroppo i capolavori più preziosi, come la Madonna del Carmine del Veronese (1528-1588) e la Maddalena su tavola di Carlo Crivelli (1430-1493), che attualmente si trova nel museo di Amsterdam, furono trafugati durante il Regno Napoleonico. Nei primi secoli dopo il Mille con il consolidamento della contea di Carpegna, sorsero villaggi sparsi per la vallata e nuove chiese, come la Pieve romanica di San Giovanni Battista (1182) che dista due chilometri dal paese e la chiesa di San Sisto ora annessa al cimitero comunale.

Carpegna, Pieve di San Giovanni Battista

Nel corso dei secoli la Pieve di Carpegna ebbe sempre il ruolo di chiesa principale e risultava avere sotto di sé diverse cappelle. Della costruzione anteriore all’anno Mille, forse d’epoca carolingia, non rimane niente in sito, tuttavia la sua esistenza è comprovata sia dalla documentazione scritta, sia da alcune pietre lavorate. Dell’età romanica restano le tre absidi semicircolari, mentre la navata unica è frutto di un restauro trecentesco. All’interno possiamo trovare ancora intatto il suo originario altare a forma di ara e un elegante battistero del 1575. Sulla parete sinistra della chiesa si può ammirare ciò che resta di un ciclo d’affreschi trecenteschi dedicati anche a san Giovanni Battista. La chiesa di San Sisto al cimitero conserva ancora la suggestiva zona absidale romanica con il presbiterio rialzato e la sottostante cripta sostenuta da un capitello ornato con foglie d’acanto stilizzate.

Nel villaggio di San Pietro si trova l’omonima chiesa edificata nel 1626. Da segnalare al suo interno i raffinati paliotti d’altare in gesso policromo, la statua della Madonna del Rosario e la pala d’altare di scuola romana del Seicento.

L’Eremo di Monte Carpegna

Una bellissima Madonna con bambino attribuita a Carlo Berrettoni (pittore del ‘600) si può trovare nella chiesa di Santa Maria, detta anche del Crocefisso a Paterno, piccola frazione di Carpegna.

Carpegna costituisce il cuore del Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello e ne ospita la sede amministrativa. L’Ente è attivo dall’agosto 1996 e comprende altri cinque comuni. Il territorio del parco si estende su una superficie di 4.847,4 ettari e salvaguarda notevoli bellezze storico-naturalistiche. All’interno del parco vive una fauna ricca e diversificata. Vi sono rapaci notturni e diurni come: la civetta, il barbagianni, il gufo reale, l’allocco, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, l’astore e nel periodo estivo anche il raro biancone, che caccia le sue prede nelle zone aride e calanchive del Parco. Tra i mammiferi non è difficile incontrare all’imbrunire o all’alba il capriolo; da segnalare anche il daino, il cinghiale, il tasso, l’istrice, la volpe, il lupo e l’elusivo gatto selvatico. Il fulcro dell’area protetta è costituito dai Sassi Simone e Simoncello attorno ai quali si sviluppa una grande foresta mediterraneo-montana costituita in prevalenza da cerri, faggi e carpini neri: con il loro profilo unico, sono senza dubbio la caratteristica peculiare di Carpegna e dell’intero Montefeltro.

Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello

L’origine di questi ammassi rocciosi deriva dal deposito di sedimenti marini che sono affiorati e traslati dall’area tirrenica frammentandosi lungo la costa appenninica, dal Casentino al Monte Fumaiolo e fino al monte Titano. L’origine del nome sembra sia da attribuirsi ad un eremita, Simone appunto, che su questo altopiano stabilì la sua dimora spirituale. Questi caratteristici ammassi rocciosi sono meta ideale di escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo, per assaporare appieno il contatto con la natura e scoprire luoghi dal sapore magico. Anche il monte Carpegna si trova all’interno del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello e come i due ammassi rocciosi è meta ideale per ogni tipologia di escursionismo, con decine di chilometri di sentieri che si intrecciano e portano ai prati sommitali, da cui è possibile godere di una fantastica veduta della costa adriatica, da Ravenna al Conero e, nelle giornate più limpide, scorgere perfino i Sibillini o uno scorcio umbro nei pressi di Gubbio. In particolare il monte Carpegna, o più semplicemente “il Carpegna”, è meta di migliaia di ciclisti che scalano i 22 tornanti che dal centro di Carpegna portano sulla vetta e che sono stati per anni terreno di allenamento del grande Marco Pantani.

Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello

ll Parco Faunistico si trova in località Pian dei Prati nel Comune di Frontino, al margine orientale della cerreta dei Sassi; lungo la strada che da Carpegna conduce a San Sisto c’è una strada secondaria sulla destra che, percorsa per circa 500 metri, conduce al Parco Faunistico; questo è compreso in un’area di 5,5 ettari e presenta prati, zone con cespugli di biancospino, ginestre e prugnoli, siepi e piccoli boschetti, a lato del torrente Seminico. Il percorso all’interno del Parco Faunistico comprende tre tappe fondamentali: la prima riguarda la conoscenza degli animali domestici da bassa corte come capre, pecore, muli, animali dai quali un tempo, le famiglie contadine della zona, ricavavano latte, carne e forza lavoro, risorse fondamentali al sostentamento quotidiano. La seconda tappa consente ai visitatori l’osservazione ravvicinata di animali selvatici tenuti in libertà per tutto il Parco Faunistico: i caprioli hanno di che nutrirsi nelle radure e nel sottobosco mentre rane, rospi, tritoni trovano il loro ambiente naturale negli stagni disposti lungo il sentiero.

Incontri nel Parco Faunistico Pian dei Prati

Il percorso si conclude con l’arrivo ad un punto di osservazione esterno al Parco Faunistico da dove è possibile osservare i cinghiali in completa libertà alla ricerca nel terreno di bulbi, tuberi e ghiande o impegnati in un salutare bagno di fango per la pulizia corporale. All’interno del Parco Faunistico sono stati sistemati anche alcuni punti di osservazione, con panchine e cestini per la raccolta di rifiuti e numerose cassette nido per i passeriformi che nei cespugli dell’area trovano grande varietà bacche. Il Parco Faunistico di Pian dei Prati è ideale per la visita di scolaresche e famiglie prevedendo un percorso a piedi breve e senza alcuna difficoltà.