A Mondavio il “Festival cucine del mondo”

Mondavio

Il centro storico di Mondavio, nella provincia di Pesaro e Urbino, ospiterà per due giorni, il 10 e l’11 giugno, il “Festival cucine del mondo” percorso di degustazione che si snoda lungo le vie e i suggestivi cortili del borgo medievale. Protagonisti della manifestazione saranno tante delizie dello street food sia locale che internazionale, ma anche le birre artigianali e le eccellenze dell’artigianato etnico e non, il tutto accompagnato da artisti di strada, dj set, concerti dal vivo e animazione per i più piccoli, un occasione insomma per vivere insieme un piacevole momento di festa e di incontro circondati dalle bellezze di questo tipico centro dell’entroterra pesarese.

“Festival cucine del mondo”

La manifestazione, che si svolgerà nel centro storico della cittadina marchigiana famosa per la sua rocca roveresca, ha l’obiettivo di coinvolgere e promuovere aziende locali ed internazionali appartenenti ai settori dell’enogastronomia e dell’artigianato nazionali ed internazionali (circa una cinquantina), e al contempo di far conoscere le bellezze del luogo, portando tanti visitatori in questo splendido borgo medioevale dove, divertendosi, si potranno degustare ed acquistare prodotti unici nel loro genere.

Il “Festival cucine del mondo”, organizzato da Eventi 3000 di Dino De Matteis della Repubblica di San Marino, azienda specializzata in questo genere di eventi, si svolgerà in concomitanza con la tradizionale fiera di Sant’’Antonio che andrà così ad arricchirsi di espositori dell’artigianato etnico e opere dell’’ingegno, ma anche di laboratori artistici.

VIAGGIO A MONDAVIO

Adagiato su una collina a 280 metri sul livello del mare, con vedute che si dispiegano fra l’Adriatico e l’Appennino, lo splendido centro storico di Mondavio è fra i meglio conservati delle Marche. L’antico “castello” domina, infatti, il panorama con le sue torri e campanili e con la pittoresca cinta muraria scarpata affiancata dalla possente rocca roveresca. La sua conformazione urbanistica si ispira ai canoni architettonici della Città come Corpo Vivente di Leonardo e di Francesco Di Giorgio Martini. Il complesso Rocca-Piazza-Municipio-Chiesa ne è il capo, il corso Roma il tronco e le vie collegate gli arti. Risaltano due notevoli palazzi gentilizi, la Residenza dei Della Rovere in Piazza Matteotti e Palazzo Giorgi in Corso Roma. Affascinanti le suggestive vie minori con incantevoli cortili e piazzette.

Il borgo con la Rocca Roveresca in evidenza

Mondavio è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra, Bandiera Verde e rientra nella cerchia dei Borghi più belli d’Italia.

Il nome di Mondavio si riscontra per la prima volta in un documento del 1178 e successivamente in un registro vaticano del 1289. Il toponimo è quindi preesiste al probabile passaggio di San Francesco sul luogo donatogli dalla famiglia Ricci per costruirvi un convento sulla sommità del Monte Hermo e Silneso intorno al quale sarebbe poi nato il borgo. Il Santo in quella occasione si sarebbe compiaciuto per l’amenità del luogo e la varietà degli uccelli che vi vivenao e da quelle espressioni derivò la denominazione Mons Avium come “Monte degli Uccelli” (oggi c’è una colomba nello stemma comunale). Secondo la tradizione il borgo sorse, quindi, intorno al Convento Francescano.
Più tardi, durante il XIV secolo, l’abitato è già un “castello” che si è imposto sui castelli vicini, dando origine a quel vicariato che, riconosciuto dal cardinale Egidio Albornoz (1355), ebbe lunga vita, prima come parte del territorio del comitato di Fano, con giurisdizione su diciotto castelli, e poi come feudo malatestiano.

Mondavio, il torrione della Rocca Roveresca

Nel 1474 fu ceduto da Papa Sisto IV al nipote Giovanni Della Rovere che incaricò Francesco di Giorgio Martini di erigervi l’imponente Rocca Roveresca che ospita oggi fra le sue mura un Museo di rievocazione storica e una ricca Armeria. Fino al 1631, insieme con il territorio dell’antico vicariato, ampliato fino a comprendere ventiquattro castelli, fu poi aggregato al ducato di Urbino. Entro la cinta murata, sulla piazza e lungo i caratteristici vicoletti, sorgono diversi edifici storici di grande interesse.
L’assetto attuale della chiesa di San Francesco corrisponde ai rifacimenti del XVIII secolo che hanno comunque preservato l’austerità e la semplicità tipici degli edifici dell’Ordine Francescano. L’interno della chiesa conserva opere pregevoli. Tra tutte la più importante è una tavola raffigurante l’Immacolata Concezione del pittore fanese Giuliano Persciutti. Uscendo dalla chiesa, a destra si trova l’accesso al Chiostro dell’ex convento, costituito da diciotto arcate a tutto sesto e da basse volte a crociera intonacate. Dal Chiostro Francescano del XVI secolo, si accede al Museo Civico. La raccolta d’arte ospita dipinti, arredi suppellettili e reperti lapidei provenienti principalmente da edifici religiosi. Particolare attenzione merita l’esposizione di rare edizioni, dal XV al XVIII secolo, provenienti dalla sovrastante biblioteca storica, fondata dalla comunità conventuale dei Frati Cappuccini, insediatasi a Mondavio nel 1577.

Mondavio, la chiesa di San Francesco

Per rarità e pregio si segnalano incunaboli (edizioni del XV secolo) e cinquecentine come la celebre De recta paschae celebratione….(paulina) di Paolo da Middelburg, astronomo, umanista e matematico alla corte dei Montefeltro e stampata nel 1513 da Ottaviano Petrucci da Fossombrone, l’ideatore dei caratteri mobili per la stampa della musica.

La Collegiata di San Pietro e Paterniano venne fondata nel XIV secolo ma fu ristrutturata nel 1563 su disegno dell’architetto Bartolomeo Genga. La dedicazione della chiesa ai Santi Pietro e Paterniano risale al 1444 e deriva dall’unificazione di due parrocchie distanti fra loro, mentre l’elevazione a Insigne Collegiata è del 1741, quando fu necessario ampliare la chiesa perché era divenuta la più importante della zona. All’interno sono collocate opere di pregevole fattura come: l’angelo custode del Bottani del XVIII secolo, L’Immacolata Concezione, attribuita alla scuola del Barocci, I Santi protettori di Mondavio (Sant’Eleuterio Papa e San Michele Arcangelo) del XVIII secolo di Sebastiano Ceccarini.

Tra le viuzze caratteristiche di Mondavio

Trasformata più volte nel tempo dal 1292 sino all’attuale configurazione del 1700, la Collegiata ha un’architettura semplice e maestosa all’esterno come all’interno, impreziosita da tracce di barocco. La facciata è di rustico cotto rosso antico, con contrafforti ai lati; singolare è il campanile affusolato a forma di pannocchia. L’ultimo ampliamento è del XVIII secolo, con l’inglobamento nell’abside del torrione presso la Porta San Pietro.

Il severo Palazzo municipale, coevo al convento francescano, conserva nella Sala Consiliare la preziosa pala della Madonna con Bambino di Carlo da Camerino del 1385 e sul soffitto spiccano gli stemmi di Mondavio e dei dodici comuni del mandamento, creato nel 1860. ll convento dei Cappuccini, situato alla periferia del paese, è una eccellente testimonianza dell’architettura dei frati minori cappuccini risalente alla seconda metà del 1500. La chiesa e il convento recuperati e ristrutturati sono utilizzati come complesso ricettivo per convegni e congressi. I beni artistici che erano qui presenti sono ora custoditi nel Museo Civico di Mondavio.

Castello di Sant’Andrea di Suasa

Sempre poco lontano dal centro storico sorge il Castello di Sant’Andrea di Suasa, situato a circa dieci chilometri da Mondavio, in ottima posizione collinare, circondato ancora oggi da possenti mura medievali caratterizzate da una sola entrata ad arco. Di antica origine benedettina, collegato all’Abbazia di San Lorenzo in Campo, ospitò le popolazioni limitrofe che vivevano e lavoravano sotto la protezione dei monaci e fece parte del vicariato di Mondavio oltre ad essere stato comune fino al 1869.

Mondavio, il Teatro Apollo

In Piazza della Rovere, di fronte alla Rocca Roveresca, si trova il Teatro Apollo di origini tardo settecentesche e ricavato nella preesistente ex chiesa dedicata a San Filippo Neri di cui conserva ancora le mura perimetrali e la cripta sotterranea dell’antica chiesa. Completamente rinnovato nel 1887 il Teatro Apollo rappresenta, nel suo genere, un autentico gioiello che il recente restauro ha restituito al suo antico splendore. Inizialmente gestito dall’Accademia del Teatro, fu particolarmente attivo nel 1800 e nella prima metà del 1900. La sua suggestiva bellezza sta nell’armonia degli spazi e nell’eleganza delle decorazioni floreali a festoni, racemi d’acanto e grottesche, esaltate dal bellissimo soffitto a velario con putti danzanti in circolo intorno ad Apollo. Il teatro ha riacquistato oggi la sua importante funzione culturale e sociale non solo nell’ambito della comunità mondaviese. La sua sala può contenere fino a 99 posti, suddivisi tra platea e i 38 palchi.

Mondavio, il soffitto del Teatro Apollo

Il monumento di maggior fama e importanza a Mondavio è sicuramente la Rocca Roveresca, edificata fra il 1482 ed il 1492 per volontà di Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia, del Vicariato di Mondavio e genero di Federico di Montefeltro che incaricò del progetto il celebre architetto senese Francesco Di Giorgio Martini, responsabile e principale artefice del sistema architettonico difensivo del Ducato di Urbino sotto i Montefeltro. La Rocca è unanimemente ritenuta un capolavoro assoluto dell’architettura militare rinascimentale e, non avendo mai subito attacchi, è ancora in ottimo stato. Imponente e suggestiva con il suo poderoso mastio poligonale a dieci facce irregolari scarpate, collegato con il torricino di rinfianco e un torrione semiellittico di rinforzo che si innalzano sul profondo fossato, il geniale complesso architettonico della Rocca di Mondavio costituì un’inespugnabile fortezza, arma difensiva per un territorio di confine sul quale la storia ha lasciato segni profondissimi.

Mondavio, la Rocca Roveresca

Il progetto originale prevedeva verso ovest un ulteriore torrione rotondeggiante che non fu mai realizzato. Le sale interne conservano ancora, per la maggior parte, la pianta originale e sono attualmente utilizzate come spazi espositivi e museali, tra cui un’importante armeria. Nel fossato della rocca è stato allestito a partire dal 2000, su progetto dell’architetto Massimo Buratti, il parco di “macchine da guerra” di Francesco Di Giorgio Martini. Unico nel suo genere il parco comprende fedeli ricostruzioni in dimensione reale di catapulte, trabucchi, bombarde e altre macchine da assedio, tutte tratte ed elaborate dai disegni originali dell’architetto senese. Le macchine in legno sono state ricostruite e fabbricate con tecniche di lavorazione ad ascia rendendo l’aspetto simile a quello che potevano avere le originali.

La Rocca ospita anche il Museo di Rievocazione Storica, allestito nel 1966 dal professore Stefano Mascarucci in collaborazione con l’allora amministrazione comunale e associazione Proloco.

Mondavio, Museo di Rievocazione Storica – Armeria

Lo spazio espositivo si articola su quattro dei cinque piani del mastio della rocca roveresca mentre il piano superiore (il quinto) ospita un’armeria, tra i cui pezzi vi sono anche alcune preziose rarità. Il museo ripropone scene di vita rinascimentale ricostruite con dovizia di particolari attraverso manichini in gesso abbigliati con costumi dell’epoca. Le scene più importanti sono: il banchetto, la sala della tortura, il forno, la stalla con i cavalli, un percorso che proietta il visitatore nella quotidianità di una fortezza rinascimentale. Nell’ampio salone di belvedere, l’esposizione di armature, armi bianche e da fuoco, principalmente del periodo roveresco, realizzate fra l’VIII ed il XVII secolo, evoca tempi di lotte feroci per la conquista e la difesa del potere del territorio.

A Mondavio, durante tutto l’arco dell’anno, si svolgono diversi eventi che attirano un folto pubblico. Una rievocazione storica che anima il borgo già da diversi anni e richiama numerosi turisti è la cosiddetta “Caccia al cinghiale”, integrata da un “Banchetto rinascimentale”, reso vivace dal “Gioco dei nastri” e dalla partecipazione del “Gruppo degli arcieri storici”.

Brodetto di pesce

A gennaio, in corrispondenza della festa di Sant’Antonio Abate, si svolge a Sant’Andrea di Suasa la “Festa del Nino”, mentre durante il secondo fine settimana di novembre si festeggia a Mondavio l'”Estate di San Martino”, grande festa popolare con concerti, taverne con piatti tradizionali, castagne e vin brulè, degustazione del vino nuovo, mercatini e giochi popolari.

MONDAVIO NEL PIATTO

Il segreto delle Marche è nel suo nome. L’unico al plurale, tra tutti quelli delle regioni italiane, capace di rivelare un’anima multiforme e ricca di sorprese, ma non priva di unicità. Un’anima che sembra investire ogni aspetto del territorio, da quello naturalistico a quello artistico e culturale. Non sfugge naturalmente la tradizione gastronomica, che vanta specialità per tutti i gusti, orgoglio per i marchigiani e attrazione per i turisti. Proprio per la vicinanza con il mare Adriatico le Marche vantano una lunga tradizione culinaria nella preparazione di ottime specialità di pesce, tra queste oltre ad una regale frittura di pesce e crostacei, il prelibato brodetto di pesce, una ricca zuppa al sapore di “mare”.

Coniglio in porchetta

Ciò che caratterizza questo piatto è l’utilizzo di svariate qualità di pesce, almeno una decina. Lo stoccafisso in umido con patate alla marchigiana è una delle versioni italiane più buone e conosciute. Sono realizzate con lo stoccafisso anche le croccanti polpettine di pesce arricchite con pane e un trito di timo e prezzemolo. Ovini, bovini e pollame rappresentano il filo conduttore della gastronomia dell’entroterra: la porchetta, ad esempio, è nata proprio nella regione Marche. Rinomato il coniglio in porchetta così come l’agnello in tajine aromatizzato con aglio e spezie limoni canditi tagliati e le olive nere e servito con accompagnamento di riso bianco. Ma tra i piatti che maggiormente rappresentano la provincia di Pesaro e Urbino e quindi anche Mondavio, sono i cappelletti in brodo. Come vuole tradizione, vengono preparati a mano a casa e consumati in occasione di alcune importanti ricorrenze annuali, come nel pranzo di Natale.