Natale alla Rocca di Riolo Terme…..tra i fantasmi !

Come ogni anno alla Rocca di Riolo Terme arriva il Natale con un ricco programma per grandi e piccini. Bambini e ragazzi sono i principali destinatari di “Rocca Natale”, manifestazione che dall’8 dicembre al 6 gennaio propone loro laboratori creativi, giochi, cacce al tesoro, una notte da trascorrere alla Rocca nella suggestione della sera e un Capodanno al museo interamente per i più piccoli.

La Rocca di riolo Terme innevata

La Rocca di riolo Terme innevata

Anche per gli adulti alcuni appuntamenti da non perdere: due visite guidate in compagnia di Caterina Sforza e il tanto atteso Delitto al Castello, una cena con delitto ambientata nel Medioevo.

Gli appuntamenti in programma: “Alla Corte di Caterina”, visita guidata in compagnia di Caterina Sforza, la Leonessa delle Romagne (giovedì 8 alle 15); “Lettera a Babbo Natale”, laboratorio creativo per bambini e ragazzi (sabato 10 alle 15); “Un anno da Dama e da Cavaliere”, laboratorio creativo per realizzare insieme il calendario del nuovo anno (domenica 11 alle 15); “Delitto al Castello”, un gioco di ruolo per calarsi nel Medioevo in una storia fatta di personaggi, insidie, sfide e trame, ambientato nelle sale della Rocca Sforzesca (sabato 17 alle 21); “La domenica prima di Natale”, caccia al tesoro al Parco Pertini di Riolo Terme (domenica 18 alle 15); “Caccia al tesoro di fine anno nelle sale della Rocca Sforzesca” (sabato 24 alle 15); “Alla Corte di Caterina”, visita guidata in compagnia Caterina Sforza, la Leonessa delle Romagne (lunedì 26 alle 15); “Notte al Castello…xmas edition”, per bambini e ragazzi coraggiosi….una intera notte da trascorrere all’interno della Rocca di Riolo, tra letture animate e giochi nella suggestione dell’oscurità e del mistero;

Suggestiva visione serate della Rocca

Suggestiva visione serate della Rocca

“Capodanno al Castello” per bambini ! (sabato 31 dalle 20 all’1di notte); “La calza della befana”, laboratorio di creazione della calza e a seguire spettacolo per bambini (venerdì 6 gennaio alle 15). Per tutte le attività è obbligatoria la prenotazione. Info e prenotazioni: tel. 054671025 – roccadiriolo@atlantide.net; www.atlantide.net/roccadiriolo

I MISTERI DELLA ROCCA DI RIOLO

“Nella Rocca di Riolo Terme si aggirano strane presenze paranormali”. E’ quanto sostengono i componenti del gruppo CdR, Compagnia di Ricerca del paranormale. Lo scorso ottobre sono stati resi noti i risultati dell’indagine realizzata a inizio anno dai ricercatori di paranormale: nella Rocca di Riolo Terme si aggirano una dama in abiti d’epoca con coroncina, precisamente nella sala con pavimento di vetro, una testa coronata nella sala del pozzo e nel cortile interno, un armigero o musico con ferita all’addome nell’area delle armi e altri ancora.
Se prima i “fantasmi” erano solo sensazioni ora a confermarci la loro presenza sono gli esperti di Compagnia di Ricerca, gruppo di ricercatori del paranormale che, dopo diversi sopralluoghi avvenuti nel corso del 2015, hanno svolto un indagine a porte chiuse sul paranormale in Rocca il 29 gennaio scorso. L’intento del gruppo CdR, che ha collaborato con importanti trasmissioni tra cui “Mistero” trasmesso da Italia 1, è quello di cercare e documentare i collegamenti tra il mondo visibile e quello invisibile, scoprendo come la dimensione paranormale può interagire con la vita reale.

Presenze paranormali individuate nella Rocca

Lo scorso 14 ottobre, in concomitanza con il 10°anniversario del Museo del paesaggio dell’Appennino faentino, il Comune di Riolo Terme e la Cooperativa Atlantide hanno presentato al pubblico, all’interno della trecentesca Rocca, il documentario prodotto da Compagnia di Ricerca. Nel documentario è possibile vedere le principali immagini delle presenze che sono state scattate durante l’indagine, ma soprattutto ascoltare alcuni audio incredibili che danno voce alle immagini ottenute. Le presenze rilevate nelle indagini sono confermate da fotografie certificate e analizzate da un gruppo romano di esperti in materia. Gli audio raccolti durante l’indagine emersi nel lavoro di post produzione fanno rabbrividire. “Più che ghost hunter siamo ricercatori – chiarisce Marino Fantuzzi del gruppo Compagnia di Ricerca – Il ghost hunter cerca i fantasmi, anche se il termine è inappropriato e bisognerebbe parlare di energie. Noi, invece, cerchiamo di individuare anche i fenomeni che possono generare tutto questo”. Il CdR, oltre alla classica strumentazione, telecamere a infrarossi, registratori e macchine fotografiche elaborate in modo da poter prendere il full spectrum, si avvale anche della sensibilità dei collaboratori.

Presenze paranormali individuate nella Rocca

“Noi ci muoviamo prima sull’aspetto sensitivo e poi mettiamo in campo tutto il resto” dice Fantuzzi, che ha collaborato con progetti a livello nazionale. Al momento in Rocca due iniziative permettono di avvicinarsi a questo mondo paranormale: la visita guidata “Se ci sei batti un colpo” e la “Cena con fantasma”. In entrambi gli appuntamenti sono presenti gli esperti di CdR, insieme a personale di Atlantide. Ad oggi sono circa 500 le persone che hanno vissuto questa esperienza particolarmente suggestiva, e il calendario prevede altri appuntamenti. Il trailer del documentario è pubblicato sulla pagina facebook Rocca Di Riolo Terme e su youtube.

VIAGGIO A RIOLO TERME

Riolo Terme, immersa nel verde dell’Appennino, si trova a pochi chilometri dalla via Emilia, tra Imola e Faenza ed è rinomata per le ricchezze storiche, ambientali, enogastronomiche oltre che per le sue preziose acque termali. Il centro, raccolto attorno alla Rocca trecentesca perfettamente conservata, offre le suggestioni di un agglomerato cinto da alte mura, anticamente a difesa dell’abitato.

La Rocca di riolo Terme

La Rocca di riolo Terme

E proprio il verde secolare, la tranquillità e i benefici del complesso termale ne fanno una località turistica ricercata da coloro che apprezzano la natura e lo sport per un soggiorno improntato al benessere. La città è, inoltre, lo scenario suggestivo di tante iniziative che si sviluppano durante tutto l’anno: sagre che esaltano i prodotti della terra, rassegne culturali, mostre ed esposizioni che arricchiscono i già prestigiosi contenitori.

Riolo è conosciuta come “Città d’acque”. Questo è dovuto al piccolo fiume chiamato Doccia, già tombato da alcuni decenni. Proprio nei pressi di questo corso d’acqua sorse la Rocca. Le caratteristiche del rio hanno determinato il nome del paese, conosciuto per circa 200 anni come “Riolo Secco”. Solamente durante il 1914 il suo nome venne modificato in “Riolo Bagni” grazie ai benefici effetti delle sue celebri acque termali le cui proprietà erano già conosciute in epoca romana.

Un particolare della Rocca

Durante il 1957 la fama dello stabilimento termale assunse importanza significativa a livello nazionale e di conseguenza il nome del paese si trasformò in Riolo Terme.

I primi abitanti che si insediarono tra le terrazze fertili della Valle del Senio sono databili attorno al periodo neolitico; alcuni pensano addirittura a periodi antecedenti. Una parte di studiosi afferma che i primi insediamenti potrebbero risalire all’Età del Bronzo e del Ferro. È possibile visionare i reperti archeologici di epoca preistorica visitando la “raccolta-deposito” di Riolo Terme, oppure recandosi al museo di Imola o all’importante Museo archeologico di Bologna. Queste testimonianze fanno comprendere come nella vallata, similmente a molte altre zone dell’Appennino Romagnolo, si susseguirono le civiltà degli Umbri, Etruschi, Celti e Romani. Successivamente vi si insediarono Goti e Longobardi. L’arrivo dei romani è documentato dalla presenza di svariate ville e maglie centuriali.

Fontana ghiacciata a Riolo Terme

Dopo la caduta dell’impero romano, in questa zona si ebbe una grave crisi che portò la popolazione ad allontanarsi dalla vallata. Un ripopolamento dell’area ebbe inizio a partire dal IX secolo, con l’arrivo dei frati benedettini che si impegnarono nella costruzione della Badia di San Pietro in Sala ed effettuarono importanti lavori di bonifica su ampie superfici.

Durante il Medioevo il centro principale della media valle del Senio fu il castello di Laderchio. Da esso dipendevano le torri circostanti: Ossano, Voltrignano, Arbustedo, Chiesanuova, Limisano e, appunto Riolo. Tra il 1494 e il 1499 Riolo fu feudo di Caterina Sforza e proprio Caterina dotò Riolo della Rocca e delle mura difensive che la circondano. Nei decenni successivi Laderchio perse d’importanza e scomparve e così Riolo divenne il centro abitato dominante della zona. Riolo entrò a far parte dell’Italia unita con il nome “Riolo dei Bagni” e, come già accennato, solo nel 1957 assunse il nome attuale. Nel 1870 fu avviata la costruzione dell’attuale edificio che ospita i bagni termali. L’apertura delle Terme fu celebrata il 24 luglio 1877.

La Rocca di Riolo

Principali monumenti di Riolo Terme sono la Rocca sforzesca, costruzione a pianta quadrangolare, tuttora ben conservata, la Chiesina dei caduti, opera di Francesco Bagnaresi e lo Stabilimento Termale. La Chiesina dei caduti fu costruita su un incrocio di quattro strade (quadrivio) dove sorgeva un pilastrino con l’immagine di una Madonna col Bambino, in maiolica faentina, e venne dedicata alla Madonna del Presidio, di cui si invocò la protezione a seguito di una grandinata molto estesa che il 2 luglio 1667 distrusse tutto il raccolto del territorio riolese. Iniziata la costruzione nel 1679, grazie alla neo costituita Confraternita del Presidio, il 15 ottobre 1689 fu solennemente benedetta e al suo interno venne posta l’immagine della Madonna col Bambino, ribattezzata Madonna del Presidio. Nel 1703 fu costruita la campana (visibile ancora oggi); nel 1835 l’edificio subì un intervento radicale di ristrutturazione ad opera dell’architetto Francesco Bagnaresi. Quasi completamente distrutta, ora si può vedere una ristrutturazione del dopo guerra volta a recuperare l’antica architettura. All’interno del parco della Vena del Gesso si trova l’antica chiesa di Sasso Letroso, la cui prima memoria risale al 26 ottobre 1407.

Paesaggio collinare con i calanchi e gli affioramenti di gesso

La Rocca di Riolo, antica roccaforte della Valle del Senio, magnifico esempio di fortificazione militare che segue l’evoluzione delle tecniche offensive tardo medievali, sorse insieme al suo borgo sul finire del XIV secolo. Appartiene alla tipologia della “transizione”, in cui si sommano caratteristiche architettoniche medievali e rinascimentali come il fossato e le caditoie per il tiro piombante, le camere di manovra con le bocche di fuoco per il tiro radente fiancheggiante.

L’interno della Rocca è allestito in modo particolare e suggestivo, con installazioni visive e sonore e la presenza di plastici che mostrano le peculiarità storiche territoriali. La visita si snoda su vari livelli e permette una vera e propria immersione nel Medioevo e nella storia. Dai sotterranei ai piani alti, passando attraverso stretti cunicoli, ci si cala nelle avventure dei cavalieri medievali indossando e impugnando gli strumenti utilizzati in battaglia, si scopre il funzionamento delle macchine da guerra e si ascoltano i racconti di Caterina Sforza.

Lo Stabilimento Termale di Riolo Terme

Lo Stabilimento Termale di Riolo Terme

Nella sala del pozzo l’allestimento permanente “I misteri di Caterina”, dedicato alle gesta e agli amori di Caterina Sforza, trasporta il visitatore in una realtà interattiva, chiamandolo a interagire con la Leonessa delle Romagne in persona. Nel Mastio si trova la sezione archeologica, che ospita reperti databili dall’età del ferro all’epoca romana.
Da ottobre 2006 la Rocca ospita il Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino, al suo interno si svolgono mostre ed esposizioni, programmi musicali, proiezioni cinematografiche, incontri storici, culturali ed enogastronomici con possibilità di visite guidate e laboratori creativi. Il Museo offre un’ampia visione del paesaggio collinare circostante, con i calanchi e gli affioramenti di gesso, osservabili grazie ai binocoli. La compresenza del Centro di Documentazione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, lo ha reso un importante centro di studi, scoperte e attività, in evoluzione continua, un Museo del Territorio, e al tempo stesso un punto informativo, di documentazione, conservazione e valorizzazione della memoria storica del luogo.

La piscina dello Stabilimento Termale

Le Terme di Riolo, circondate dalle dolci colline romagnole e nella magica cornice di un vasto parco secolare, sono la ricchezza principale del paese. Le sorgenti (oggi di proprietà di una società privata), comprendono acque sulfuree, salso-bromo-jodiche e cloruro-sodiche, note per le proprietà terapeutiche nella cura del sistema digerente, dell’asma, delle affezioni alle vie respiratorie. Le acque termali riolesi hanno origine gessosa-solfifera, infatti vengono dalla Vena del Gesso che si estende tra la valle del Senio e la valle del Santerno. Il Centro Termale, certificato dal Ministero della Salute come “Stabilimento Termale 1° Livello Superiore”, è rinomato anche per il finissimo fango sorgivo dei vulcanetti di Bergullo, unico fango sorgivo in Regione ed è dotato di Centro Orl con Reparto Infanzia, Fangobalneoterapia, Centro di Metodologie Naturali, Centro di Riabilitazione Motoria e Respiratoria, Centro di Medicina Estetica e Centro Benessere, con un nuovo ed elegante Thermarium ed un’ampia piscina termale salsobromoiodica a 34°.

GASTRONOMIA

Lo Scalogno di Romagna IGP

Il circuito di delizie della tradizione contadina romagnola si snoda lungo l’Appennino Faentino, fino ai confini con la Toscana. Frutteti, vigneti e uliveti accompagnano l’occhio di chi la percorre, mentre il palato può gustare i molteplici sapori di un ricco paniere. Autorevoli i riconoscimenti ottenuti dai vini e le eccellenti specialità offerte da questa terra: lo Scalogno di Romagna IGP, il pregiato olio extravergine di oliva di Brisighella DOP, i formaggi golosamente aromatizzati alle erbe officinali. Su alcune di queste pendici pascola la Razza Romagnola, bovino dalle pregiatissime carni, e sopravvive la Mora Romagnola, rara specie suina da cui si ricavano ottimi salumi. Ai confini con la pianura si coltivano Pesche di Romagna e Nettarine (entrambe a marchio IGP), kiwi, albicocche; nei boschi appenninici si raccolgono marroni, nespole e corniole. Di questa zona anche prodotti molto particolari come pere volpine, sorbe e giuggiole. Ogni primavera i ristoratori propongono, nel corso della rassegna gastronomica “Il Piatto Verde”, menù tematici caratterizzati dall’uso di piante aromatiche.