Creta: l’isola del bianco e dell’azzurro

La laguna di Balos

Creta, crocevia tra Oriente e Occidente, protesa in un lungo respiro verso sapori africani, attrae ogni anno migliaia di turisti amanti della Grecia per via dei numerosi siti archeologici e naturalistici. La ricerca del miglior volo per raggiungere l’isola è semplice, basta un click su  http://www.volagratis.com/offerte/voli/creta e si è già in partenza.

Adagiata al centro del Mediterraneo, come un’antica ninfa marina nata dalla spuma di un’onda, Creta saprà accarezzarvi con un vento caldo avvolgendovi in un leggero turbinio di sabbia dorata, stordirà i vostri occhi con l’azzurro intenso del suo mare riflesso sul bianco candore di piccole case, inebrierà i vostri sensi con i profumi di una cucina semplice ed antica, vi guiderà attraverso stretti sentieri alla scoperta delle rovine di una grande civiltà scomparsa, dentro silenziosi monasteri ortodossi orgogliosamente aggrappati alla roccia, in una corsa senza respiro attraverso verdi foreste, interminabili gole e giù lungo pareti vertiginose fino ad aprirvi la porta del suo mare che gelosamente custodisce piccole spiagge incantate.

LA BAIA DI ELAFONISSOS E IL MONASTERO DI HRISSOKALITISSA

La baia di Elefonissos ed il monastero di Moni Hrissokalitissa sono situati entrambe nell’estrema parte sud-occidentale di Creta. Consiglio di partire presto per arrivare nella baia alle prime ore del mattino e poter godere cosi, quasi in perfetta solitudine, di questo piccolo angolo incantato prima che i tour organizzati scarichino, verso mezzogiorno, frotte di turisti.

La baia di Elefonissos

La baia si apre come una mezzaluna ed è separata da uno stretto braccio di mare, poco profondo, da una piccola isola sabbiosa. L’isola e la spiaggia formano una piccola laguna protetta in cui l’acqua trasparente e calma invita a immergersi in un bagno rilassante, sdraiati su un bagnasciuga che assume colorazioni rosate. Si può facilmente percorre a piedi il periplo dell’isola e scoprire altre piccole spiagge isolate affacciate verso il mare aperto. Sulla strada del ritorno incontrerete a poca distanza il piccolo e delizioso monastero di Moni Chrysoskalitissas. Il monastero sorge sulla cima di una collina a strapiombo sul mare e crea un effetto d’insieme stupefacente, stagliandosi con il suo bianco candore tra l’azzurro intenso del cielo e le trasparenze di un mare incontaminato. Una tradizione popolare vuole che uno dei settantadue scalini, su cui occorre versare più d’una goccia di sudore prima di attraversare la porta d’ingresso, sia interamente d’oro e che solo chi ha fede a sufficienza riesca a vederlo.

Monastero di Moni Hrissokalitissa

LA CITTA’ DI HERAKLION E IL SITO DI KNOSSOS

All’epoca della civiltà minoica Heraklion era un centro secondario, satellite della più importante città di Knossos, con l’avvento della dominazione greca mutò il nome in Heraklea, probabilmente in onore del dio Heracles che una leggenda racconta sbarcare sull’isola per combattere contro il Minotauro, iniziando cosi ad assumere un maggior peso politico. Oggi Iràklio si presenta come una città moderna in gran parte ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1933, la parte più interessante da visitare si trova racchiusa all’interno del perimetro delimitato dagli antichi bastioni veneziani. Imperdibili il museo archeologico, dove si possono ammirare le opere d’arte tramandate fino a noi dalla civiltà minoica, la Platia Nikiphoros Phokas, la cattedrale di Agios Minas, la piccola chiesa di Agia Ekaterini, la fontana Morosini costruita nel 1628 durante la dominazione veneziana, con dei bei leoni alati che sorreggono la vasca superiore di epoca più tarda. Platia Nikiphoros Phokas è un punto di ritrovo molto frequentato e i camerieri dei vari ristoranti e bar faranno a gara nell’invitarvi ad entrare, da qui partono varie strade che portano in direzione del mare, l’ Odos 25 Augoustou è la più diretta per raggiungere il porto, sul cui panorama si staglia inconfondibile la grande mole della fortezza veneziana costruita nella prima metà del XVI secolo.

Iràklion, fontana Morosini

Terminata la visita della città potete recarvi, a circa 5 chilometri di distanza, ad ammirare a Knossos il sito archeologico più interessante e visitato dell’isola. Il primo insediamento minoico è datato tra il 2000 e il 1900 a.C. , ma la struttura del palazzo che si può ammirare oggi è di epoca più recente e viene fatta risalire a circa il 1600 a.C. dopo che probabilmente il primo palazzo venne distrutto in seguito ad un terremoto. La riscoperta dell’insediamento si deve alla felice intuizione dell’architetto inglese, nonché archeologo dilettante, Sir. Arthur Evans che iniziò gli scavi, attivi ancora oggi, agli inizi del ‘900. Evans volle però andare oltre la scoperta e secondo concetti oggi fortemente avversati si mise in testa di ricostruire parte della struttura del palazzo e degli ambienti attigui. Così tutto quello che oggi sembra si sia miracolosamente conservato non è che il frutto della meticolosa opera di ricostruzione avviata dal novello archeologo.

Palazzo di Cnosso

LA PENISOLA DI AKROTIRI E LA SPIAGGIA DI STAVROS

Il monastero di Moni Agia Triada, fondato nel XVII secolo, è stato per molto tempo uno dei più conosciuti ed importanti dell’isola, attualmente ospita una scuola di teologia ed una piccola comunità di monaci. Il portale monumentale ed il campanile sono d’influenza veneziana, ma è soprattutto quando si entra e si inizia ad intravedere la facciata ocra della chiesa principale, incorniciata nell’arco d’ingresso, che si riesce ad apprezzarne appieno tutta la bellezza. Il monastero di Moni Gouvernétou, costruito nel 1548 in cima ad una stretta gola che lascia intravedere in lontananza il mare, è più piccolo di quello di Agia Triada, ma conserva allo stesso modo un fascino antico e discreto.

Il terzo monastero ortodosso della penisola di Akrotiri si chiama Moni Katoliko. La chiesetta del monastero del XVI sec. ha la particolarità di essere scavata interamente nella roccia. Non lontano la spiaggia di Stavros. E’ un posto tranquillo con alcune taverne e piccoli alberghi, la spiaggia di sabbia forma una piccola baia chiusa dalla parete scoscesa della montagna, mentre l’acqua calda è calma invita a un bagno rinfrescante.

La bella spiaggia di Stavros

LA FORTEZZA DI FRANGOKASTELLO, IL MONASTERO DI MONI PREVELI E LE GOLE DI SAMARIA

La fortezza veneziana di Frangokastello, costruita nel 1371 come baluardo difensivo contro le possibili invasioni saracene su quel tratto di costa, non venne in effetti mai utilizzata allo scopo, subendo un definitivo abbandono al proprio destino nel giro di poco tempo. Nei suoi pressi si trova una spiaggia di sabbia fine molto carina e poco frequentata. Dopo la fortezza la strada inizia a salire fino al monastero ortodosso di Moni Preveli, uno dei più affascinanti e venerati di tutta l’isola.

Monastero di Moni Agia Triada

La discesa lungo le Gole di Samaria, tutelate dall’Unesco come patrimonio mondiale da preservare, è un’altra delle affascinanti e varie escursioni che si possono effettuare a Creta. Si rimane stupefatti di come a cosi poca distanza dalle coste africane ci si possa ritrovare all’interno di un paesaggio che sembra mutuato da una delle nostre vallate alpine. La discesa lungo le gole di Samaria, le più lunghe d’Europa, non è particolarmente faticosa. Alla fine delle gole e superata la parte più antica del paese di Agia Roumeli si inizia ad intravedere il mare con la spiaggia di Agia Roumeli nuova. Non ricordo un altro luogo dove con più piacere ho messo i piedi a bagno.

Fortezza di Frangokastello

I SITI DI GORTYNA, FESTOS E AGIA TRIADA E LA SPIAGGIA DI MATALA

I resti della basilica di Agios Titos appartengono al primo complesso che si incontra entrando nel sito archeologico dorico-romano di Gortyna. Della struttura sono rimaste in piedi le tre absidi, quella a sinistra è utilizzata ancora oggi come santuario ortodosso. Proseguendo nella visita si incontra un piccolo teatro ben conservato con le gradinate disposte a semicerchio, l’Odeon, subito dietro c’è un piccolo portico chiuso che racchiude la parte archeologicamente più rilevante del sito perché sui grandi blocchi di pietra che ne formano il muro perimetrale sono incise le famose Leggi di Gortyna. Scritte in dialetto dorico del VI sec. a.C. regolavano la vita dell’antica città greca, rappresentano una delle più antiche testimonianze di leggi tramandate fino ai nostri giorni.

Monastero di Moni Preveli

Riprendiamo la strada e poco dopo arriviamo nei pressi del più importante dei siti archeologici minoici della zona, Festos. Qui a differenza di Knossos non sono state apportate quelle opere di ricostruzione così tanto criticate e il luogo si presenta come all’epoca del ritrovamento. Il sito domina dalla sommità di un piccola altura la pianura circostante, offrendo un buon punto di vista per ammirare il panorama della zona, che da qui consente di estendere lo sguardo fino alla costa ed al mare, lasciando così facilmente intuire la posizione strategica di cui godeva la città. Poco distante da Festos, con una piccola deviazione, si può visitare il sito archeologico di Agia Triada, un altro interessante esempio di insediamento minoico dove spiccano le rovine di un palazzo. Terminate le visite potrete riprendere la strada che in breve tempo vi condurrà nella bella spiaggia di Matala a godere della bellezza del mare greco, prestando però attenzione al vento, che qui a volte è un po’ di più che una semplice brezza. La scogliera sopra la spiaggia è punteggiata di grotte naturali una volta utilizzate anche come abitazioni di fortuna.

La spiagia di Matala

L’ISOLA DI GRAMVOUSA E LA LAGUNA DI BALOS

Sull’isola di Gramvousa si può ammirare una fortezza veneziana costruita tra il 1579 ed il 1584 per difendere l’isola dai turchi. Storicamente è stato il primo pezzo di suolo cretese a essere stato liberato dalla dominazione ottomana, quando nel 1825 un gruppo di patrioti greci riuscì a penetrare con l’inganno nel castello indossando uniforme turche. Oggi l’isola fa parte di un’oasi naturale ospitando alcuni tipi di piante endemiche, come un particolare tipo di margherita, e diverse decine di specie di uccelli che vi fanno tappa sulle loro rotte migratorie. Dagli spalti della fortezza si possono ammirare stupendi scorci ed apprezzare le sfumature verdi e turchesi dell’acqua sottostante. In meno di mezz’ora di navigazione si arriva nella laguna di Balos formata da un banco di sabbia che nella parte centrale crea un avvallamento poco profondo in cui il mare si insinua facilmente.

LA CITTA’ DI CHANIA

Chania, l’antica La Canea, capitale dell’isola di Creta fino al 1971, nacque intorno al 1252 ad opera dei veneziani. La visita della città non può che iniziare dal porto con gli antichi palazzi che si specchiano nelle acque calme disposti a formare un semicerchio quasi perfetto. Ancora oggi è facile riuscire a leggere le fastose tracce del passato, dalle piccole logge alle finestre, agli stucchi e alle decorazioni che abbellivano le facciate, dalle scale esterne, ai portoni scolpiti. All’interno del porto si trova anche la moschea dei Giannizzeri, uno dei maggiori monumenti dell’epoca della dominazione turca.

La citta venezia di Chania

Su tutto si staglia la sagoma dell’antico faro veneziano ancora in funzione, mentre proseguendo sulle banchine, in direzione del porto nuovo, si incontrano altre testimonianze della dominazione veneziana come l’antico Palazzo del Rettore, i resti di una loggia ed ancora più avanti ciò che resta degli antichi arsenali dove venivano costruite e riparate le navi che solcavano i mari con le insegne del leone alato. Sopra il porto si trova l’antico quartiere di Kastelo da dove è possibile godere di una bella vista panoramica, qui si trovavano i primi insediamenti minoici come attestano i recenti scavi visibili dalla strada dietro una cancellata in ferro. Dietro il quartiere di Kastelo si estende il quartiere di Evraiki, quello che una volta era il quartiere ebraico. La lunga strada che lo attraversa, l’Odos Halidon, è una delle più frequentate e ricche di negozi, vi si trovano inoltre la cattedrale ortodossa e la basilica di San Francesco edificata nel XIV secolo ed utilizzata oggi come sede del locale museo archeologico, dopo essere stata anche adibita a moschea durante la dominazione ottomana. Da qui ogni spunto è buono per girare negli stretti vicoli e lasciarsi trasportare tra colori e profumi in atmosfere tranquille e dal sapore antico.

La città di Rethymnon

LA CITTA’ DI RETHYMNON

La città di Rethymnon sorge sull’insediamento dell’antica Rithymna di epoca post minoica. La città in tempi recenti ha visto rifiorire un rinnovato interesse, grazie anche all’incremento della richiesta turistica favorita dalla bella spiaggia di sabbia e dall’atmosfera tranquilla che vi si respira. Tra i suoi monumenti, il castello medievale costruito dai veneziani su un piccolo promontorio roccioso a difesa dell’ingresso del porto, poi occupato dai turchi nel 1646. Dall’alto delle mura si può godere un bel panorama a 360 gradi sulla città e sul porto sottostanti. Proseguendo lungo la strada che costeggia il mare si arriva all’antico porto veneziano, piccolo, ma ricco di fascino con le numerose taverne che vi s’affacciano e in cui non dovete perdere l’occasione per assaggiare qualche specialità del posto. Appena dietro il porto, nell’interno della città, si trovano a poca distanza l’una dall’altra una bella loggia veneziana, che ospita ora un piccolo museo archeologico, la fontana Arimondi, opera d’arte veneziana del 1629 e la moschea Nerandza. Si può salire su quello che era il minareto per vedere la città dall’alto. Per il resto non rimane che girare tra i vicoli della città vecchia per ammirare le facciate e le antiche logge delle finestre.

di Maurizio Fortunato