Sri Lanka, la lacrima dell’India

 

Alla scoperta dello Sri Lanka, un’isola che dopo un ventennio si riapre al turismo.

Un viaggio di interesse culturale e paesaggistico che unisce momenti di intense visite nei siti archeologici e nei templi a momenti di relax nei parchi nazionali Horton Plains e Yala e sulla costa dell’oceano Indiano. Stiamo parlando dello Sri Lanka, isola conosciuta anche come Ceylon (nome ufficiale fino al 1972). Per la sua forma particolare e la sua vicinanza alla costa indiana è stata soprannominata “lacrima dell’India”. Visiteremo la pittoresca città coloniale di Galle e il parco nazionale Yala; Nuwara Eliya, la stazione montana di epoca coloniale circondata dalle piantagioni di tè; Kandy e pianure centrali, con i siti Patrimonio dell’Unesco: Sigiriya e Polonnaruwa. Infine un breve soggiorno mare su spiagge di sabbia color avorio lambite dalle acque turchesi dell’Oceano Indiano.

Statua del Buddha sul lago Beira a Colombo

Non lontano dalla capitale Colombo, proseguendo via terra verso nord si trova Habarana, una minuscola cittadina nel cuore delle pianure centrali dello Sri Lanka, dove le antiche dinastie singalesi fondarono le loro capitali. In questa zona è possibile partecipare ad un’escursione in elefante nella foresta circostante.

HABARANA – ANURADHAPURA – MIHINTALE

Ci troviamo nella regione denominata “Triangolo Culturale”, dove per oltre un secolo gli scavi degli archeologi hanno portato alla luce i molti strati di storia che la giungla aveva tentato di eclissare.
Templi, città perdute e siti sacri, il cui valore storico è stato riconosciuto dall’Unesco che ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità alcuni dei siti più importanti.

Pur non possedendo la grandiosità della Bagan birmana o la misteriosità dell’Angkor Wat cambogiano, le rovine di Anuradhapura restano fra le attrattive più affascinanti di tutta l’Asia meridionale. Lo Sri Maha Bodhi, l’albero sacro più antico del mondo di cui sia stata comprovata l’autenticità storica; i resti delle numerose colonne del Brazen Palace; l’Isurumuniya Vihara, il tempio rupestre che contiene la splendida scultura con gli elefanti che giocano spruzzando l’acqua; l’Abhayagiri Dagoba, l’imponente stupa costruito nel I e II secolo a.C., elemento centrale di un monastero che ospitava 5000 monaci; sono solo alcune delle attrazioni di Anuradhapura.

Particolare del complesso templare di Kelaniya Raja Maha Vihara a Colombo

Alla scoperta dello Sri Lanka, un’isola che dopo un ventennio si riapre al turismo.

Lasciando questo splendido sito è possibile visitare nelle vicinanze il complesso di Mihintale, considerato il luogo nel quale si è sviluppato il buddhismo nello Sri Lanka in seguito alla conversione del re Devanampiya, nel 247 a.C. ad opera di Mahinda, il figlio del grande imperatore buddhista Ashoka.

Lo stupa del complesso templare di Kelaniya Raja Maha Vihara a Colombo

SIGIRIYA – POLONNARUWA

La rocca di Sigiriya è un’incredibile formazione rocciosa che si innalza, con pareti a strapiombo, su un mare di vegetazione, e che offre straordinarie vedute e magnifici tesori archeologici. Secondo la leggenda, sulla sommità piatta della rocca sorgeva il palazzo del re Kassapa (477-495 d.C.). Una nuova ipotesi, supportata da prove archeologiche, sostiene che Sigiriya non funse mai da fortezza né da palazzo, ma che sia stata per lungo tempo un monastero buddhista.

Particolare del complesso templare di Kelaniya Raja Maha Vihara a Colombo

I preziosi affreschi raffiguranti le giunoniche fanciulle danzanti, non ritrarrebbero le concubine del re Kassapa, come si ritiene comunemente, bensì rappresenterebbero Tara Devi, una delle divinità più importanti del buddhismo tantrico. Da Sigiriya ci spostiamo a Polonnaruwa. Dopo aver conquistato Anuradhapura alla fine del X secolo, la dinastia Chola dell’India del Sud stabilì la propria capitale a Polonnaruwa. La città raggiunse però il massimo del proprio splendore con il re singalese Parakramabahu I (1153-1186d.C.) che fece costruire grandi edifici, magnifici parchi e una cisterna di 2500 ettari che per le sue vaste dimensioni fu chiamata “Mare di Parakrama”. Oltre al museo Archeologico, al Palazzo Reale e al complesso del Quadrilatero, assolutamente da non perdere il Gal Vihara, facente parte del monastero settentrionale di Parakramabahu, un gruppo di quattro statue del Buddha in posture differenti, considerate la massima espressione della scultura rupestre singalese.

Fedeli in preghiera davanti all’albero sacro del Buddha

DAMBULLA -MATALE – KANDY

Partendo in direzione sud verso Kandy è d’obbligo una sosta a Dambulla per visitare lo splendido Royal Rock Temple, un complesso di santuari rupestri che racchiudono alcuni tra i più straordinari dipinti e statue dedicati al Buddha. Le grotte iniziarono a essere usate come luogo di culto verso il I secolo a.C., quando il re Valagamba, scacciato da Anuradhapura, vi si rifugiò. Procedendo ancora verso sud si può visitare l’interessante giardino di spezie a Matale prima di giungere a Kandy. Kandy, città che si trova a 500 metri d’altezza, fu la capitale dell’ultimo regno cingalese, caduto nelle mani degli inglesi nel 1815 dopo aver resistito ai portoghesi e agli olandesi per tre secoli. Il cuore della città è rappresentato dall’incantevole lago artificiale creato nel 1807. Sulla sponda settentrionale del lago sorge il Tempio del Sacro Dente (Sri Dalada Maligawa), che custodisce un dente del Buddha, la più preziosa reliquia dello Sri Lanka. Questo tempio riveste una grande importanza per i buddisti dello Sri Lanka, secondo i quali bisogna compiervi almeno un pellegrinaggio nella vita. Pregare nel tempio ha infatti il potere di migliorare il karma del fedele.

Particolare delle Fanciulle di Sigiriya

PERADENIYA – PINNAWALA

I bellissimi giardini botanici di Peradeniya, a pochi chilometri da Kandy, erano riservati, prima dell’arrivo degli inglesi, alla ricreazione della famiglia reale. Oggi costituiscono il più vasto orto botanico dello Sri Lanka, con una superficie di circa 60 ettari. La principale attrazione è il fico gigante di Giava, che copre una superficie di 2500 mq. Nel nostro viaggio si prosegue poi per il Pinnewala Elephant Orphanage nei pressi di Kegalle, un istituto a gestione statale fondato per salvare gli elefanti selvatici orfani o abbandonati e che attualmente ospita un’ottantina di elefanti di tutte le età. Qui è possibile assistere alla distribuzione del pasto e al bagno pomeridiano dei pachidermi che vengono condotti al fiume dai rispettivi mahout (guardiani).

NUWARA ELIYA

Pescatori sui trampoli

Lasciando Kandy in direzione sud, lungo uno spettacolare percorso in salita attraverso la regione dell’Hill Country, ci dirigiamo verso Nuwara Eliya. Il paesaggio è verde e lussureggiante e gran parte del territorio è ricoperto dal brillante tappeto delle piantagioni di tè e da foreste montane aggrappate alle cime dentellate delle montagne, dalle quali si gettano rinfrescanti cascate. Qui è d’obbligo una sosta per la visita di una piantagione di tè. La migliore qualità di tè del Paese (noto a livello internazionale come tè di Ceylon) proviene da questa zona che, grazie alla vicinanza del monte Pidurutalagala (o Monte Pedro, 2524 metri), il più alto dell’isola, gode di condizioni climatiche ottimali. Nuwara Eliya, chiamata anche la “Piccola Inghilterra”, in passato il rifugio preferito dei pionieri, inglesi e scozzesi, dell’industria singalese del è una piccola cittadina che con i suoi edifici coloniali, costruiti al tempo degli inglesi, conserva un fascino molto particolare.

Raccoglitrice di te a Newara Elia

Con un’escursione con partenza al mattino presto in jeep visitiamo il parco nazionale Horton Plains, un altopiano ondulato situato a più di 2000 metri di altitudine, ricoperto da praterie interrotte da tratti di fitta foresta, formazioni rocciose, cascate e laghi avvolti nelle nebbie.

Arrivati all’ingresso del parco si procede a piedi lungo un percorso di 9 chilometri (circa tre ore di cammino) che conduce a World’s End e alle Baker’s Falls. World’s End è il punto in cui l’altopiano si interrompe improvvisamente con un precipizio profondo 880 metri, e al mattino presto, prima che arrivino le nuvole, la vista spazia verso sud fino alla costa. Proseguiamo poi verso sud-est per la città santa di Kataragama per assistere alla cerimonia della puja quotidiana delle 18.30 nel tempio Maha Devale, che contiene la lancia del dio hindu della guerra con sei volti e dodici braccia, Murugan (Skanda). Fuori dal tempio ci sono due grandi massi, contro i quali i fedeli spaccano noci di cocco in fiamme mormorando preghiere. Procediamo poi per Yala, parco nazionale famoso per la presenza di animali allo stato selvaggio. Con una escursione in jeep all’interno di questo parco, è possibile avvistare branchi di elefanti, leopardi (panthera pardus kotiya) e numerose varietà di uccelli. Il Parco si estende in una vasta regione (un’area protetta complessiva di 126.786 ettari) che ricomprende diversi habitat: macchia, boscaglia, pianure erbose e lagune salmastre.

Una bella veduta di Kandy

Lasciando il parco ci dirigiamo verso Bentota sulla costa sud-occidentale dell’isola attraverso un paesaggio caratterizzato da lunghe spiagge deserte, ondeggianti foreste di palme e risaie di un verde brillante. Sostiamo nella pittoresca città vecchia di Galle, con l’imponente fortezza costruita dagli olandesi a partire dal 1663, uno stupendo insieme di meraviglie architettoniche coloniali e atmosfere esotiche traboccanti dell’odore di spezie e venti marini.

Alcuni storici ritengono che Galle fosse l’antica Tarshish, nella cui baia attraccarono i vascelli di Re Salomone per rifornirsi di elefanti, pavoni, gemme e altre merci preziose. Gli splendori di Galle sono stati riconosciuti dall’Unesco, che ha inserito il Forte nel Patrimonio dell’Umanità. Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio e stanchi ma soddisfatti possiamo concederci alcuni giorni di relax in un resort sulla spiaggia bianca di Bentota, località balneare sull’oceano indiano caratterizzata da acque limpide color turchese e da un’atmosfera rilassata.

Foto di Claudia Meschini