Suggestioni dal Guatemala

Tempio del Grande Giaguaro a Tikal

Sorvolando l’isola di Flores, in Guatemala, con il piccolo aereo partito da Cancun, nello Yucatan, ci sembra quasi di tornare a casa. Flores ha una forma oblunga, vagamente simile ad un grosso pesce, proprio come Venezia, la nostra città.

Tessuti reallizati a mano dalle donne Maya

Fondata sul lago di Petèn Itzà dall’etnia degli Itzaes, in fuga dalla grande città di Chichèn Itzà, in Messico, Flores fu l’ultimo baluardo Maya, consegnato agli spagnoli solo nel 1697. Alla popolazione autoctona, che ancora oggi parla antichi dialetti indigeni, si mescolano i meticci, detti ladinos ed i bianchi, una cerchia ristretta di persone che detiene il potere su gran parte delle attività economiche dell’isola. Il piccolo villaggio di Flores rappresenta il punto ideale di partenza per la visita al sito archeologico di Tikal, una tra le più importanti capitali del mondo Maya. Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, Tikal risale a 2.700 anni fa ed i lavori di scavo, iniziati nel XX secolo, hanno portato alla luce solo parte degli antichi edifici, tuttora immersi nella giungla del Petèn. L’antica città si estende su un territorio di circa 16 chilometri con migliaia di edifici catalogati e per la maggior parte ancora da portare alla luce. All’ingresso del sito archeologico si trovano un piccolo museo e una ricostruzione su plastico della principale area cerimoniale ricca di templi e piramidi. Data la vastità dell’insediamento, per visitare le varie aree si seguono dei sentieri appositamente predisposti che all’interno della foresta conducono ai siti più interessanti. Subito si arriva nella spettacolare Plaza Mayor dove si trova il Tempio numero 1 detto del Grande Giaguaro eretto in onore del re Ah-Cacau (tradotto suona come Signore Cioccolato, l’assonanza del nome che richiama la pianta del cacao non è casuale considerando che per i Maya la bevanda ricavata dai frutti del cacao era ritenuta sacra e di valore altamente pregiato). Di fronte è situato il Tempio numero 2 edificato in onore di sua moglie Douze Ara. Piccole tettoie di paglia proteggono stele e grandi mascheroni di pietra scolpita, elementi decorativi delle antiche costruzioni.

Suonatori di marimba

Intorno alla Plaza Mayor sono situate diverse acropoli e centri cerimoniali, facilmente raggiungibili seguendo le indicazioni, con numerosi e diversi templi tra cui spiccano la piramide del Mundo Perdito alta 32 metri ed il Tempio numero 4, parzialmente ricostruito. Salendo lungo una ripida scala di legno si arriva velocemente sulla cima del tempio da cui si gode una vista mozzafiato sulla foresta circostante con i profili dei tempi più alti che spuntano sopra le cime degli alberi.

Donne Maya con i loro bambini nei tradizionali marsupi

La città di Tikal, dopo un lungo periodo di egemonia,entrò in una fase di decadenza a partire dal X secolo e venne in seguito abbandonata; non se ne conoscono le cause specifiche, ma, come in altri casi, si può ipotizzare una decisione volontaria dovuta a crisi alimentari per scarse risorse naturali oppure a particolari interpretazioni divinatorie dei sacerdoti Maya. Quello che è certo è che se ne persero le tracce fino al 1848 quando, casualmente, due signori, Modesto Mendez e Ambrosio Tut, ne individuarono le tracce.

Mentre percorriamo uno dei sentieri sterrati che conducono alla Gran Plaza, dove sorge il famoso tempio del Grande Giaguaro, il classico acquazzone tropicale, un vero e proprio diluvio, ci impedisce di apprezzare le vestigia della città. La maggior parte delle antiche strutture sono difatti visitabili solo risalendo ripide, ed ora anche scivolose, scale a pioli, abbarbicate alle radici dei banyan, alberi giganteschi, tipici di questa zona del Guatemala.

Una timida bambina Maya

Ancora zuppi di pioggia raggiungiamo l’aeroporto di Flores, appena in tempo per salire sull’aereo che ci porterà a Città del Guatemala, trafficata e caotica capitale del Paese. La metropoli non offre grandi attrattive al visitatore a causa dei violenti terremoti che l’hanno sconvolta nel corso dei secoli lasciando in piedi ben poche testimonianze artistiche relative al periodo della colonizzazione spagnola. Tra i pochi edifici degni di nota, la cattedrale Metropolitana, imponente nella sua severa e spoglia bellezza, ben diversa da quella di tante altre chiese latinoamericane, ridondanti di ornamenti.

Tutt’altra musica ad Antigua, la città più famosa e turistica del Paese. Fondata nel 1543 e nominata capitale delle colonie spagnole d’oltremare, Antigua mantiene ancora un aspetto tipicamente coloniale, nonostante i tanti terremoti che hanno scosso e parzialmente distrutto i suoi monumenti. Da ammirare i coloratissimi tessuti indios ricamati a mano che le donne maya, provenienti dai vicini borghi montani, ogni giorno vendono nella piazza centrale, il Parque Central. Nel nostro girovagare tra le stradine in acciottolato che contraddistinguono la città, ci ritroviamo davanti alla splendida chiesa di Nuestra Senora de la Merced, la più significativa dell’intero Guatemala, un edificio dipinto interamente di giallo, decorato con disegni in stucco bianco simili a leggiadri merletti.

Dopo un ottimo pranzo guatemalteco a base di chilles rellenos (peperoni ripieni) e pollo en pepian (pollo cotto con la zucca e una salsa di semi di sesamo e spezie), rallegrato dalle note di un’orchestra di marimba, siamo pronti a dare il via alle escursioni che ci porteranno a scoprire alcuni tra i principali villaggi indios arroccati lungo le pendici dei vulcani o nascosti in fondo a lussureggianti montagne: S.Antonio Aguas Calientes, Altotenango e poi Santa Maria de Jesus, dove abbiamo la fortuna di assistere ad una tradizionale e colorata cerimonia per la festa della mamma. La vita sonnolenta di questi paesini si risveglia e si anima nel giorno del mercato, un appuntamento da non perdere, anche solo per assistere al frenetico andirivieni di decine di venditori e acquirenti, impegnati a contrattare sul prezzo di stoffe colorate, verdure, galline e utensili di ogni tipo. Sulla via del ritorno ci fermiamo alle vestigia della Ciudad Vieja di Antigua, città interamente distrutta da un’enorme valanga di fango scesa nel 1541 dal vulcano Agua.

La chiesa di Nuestra Senora de la Merced ad Antigua

Un altro breve trasferimento in pulmino ci porta ad Atitlan, splendido lago circondato da tre imponenti vulcani. Meta negli anni’70 di giovani turisti hippies che cercavano di mescolarsi alla colorata popolazione locale (qui anche gli uomini indossano sgargianti costumi), Atitlan si contraddistingue oggi per le faraoniche ville costruite dai nuovi ricchi di Città del Guatemala e per le innumerevoli strutture turistiche che ospitano centinaia di viaggiatori attirati dal fascino dei tanti paesini costruiti lungo le coste del lago.

Veduta del lago Atitlan

Da Panajachel, il più noto tra i villaggi di Atitlan, ci dirigiamo in barca alla volta di S.Pedro e poi di Santiago, paese dove alcuni bambini dediti all’”accalappiamento” del turista ci conducono a casa dello “sciamano” del villaggio. Nel suo salotto è conservata la statua lignea, avvolta in stoffe multicolore, di Maximon, protettore degli sciamani, sorta di santo Maya il cui nome deriva dal cattolico San Simeon. Durante la Settimana Santa, Maximon viene portato in processione lungo le stradine del borgo per raccogliere le offerte dei devoti, soprattutto sigarette e liquori!

Un’escursione in jeep ci porta, quindi, sui verdeggianti altipiani guatemaltechi. Visitiamo S.Francisco Alto, villaggio rinomato per il suo affollatissimo bazar, S.Andres Xemul, con la sua chiesa indigena giallo ocra decorata da stucchi multicolore e Quetzaltenango, elegante borgo coloniale situato a oltre 2.330 metri d’altezza.

Ma la sorpresa più bella che il Guatemala ci riserva la scopriamo a Chichicastenango e precisamente nella chiesa di S.Tomàs. Qui, mescolati a quelli cattolici, si svolgono ancora oggi i riti sciamanici e animisti tramandati oralmente dai Maya. Le due fedi religiose, indigena e cristiana, si sono integrate senza apparente sforzo, grazie alle numerose affinità che le accomunano: giorni di digiuno, altari, incenso, vino sacro consumato durante le celebrazioni, confessione, battesimo e il libro sacro Popol Vuh,molto simile alla Bibbia. Tutte le copie dell’antico testo Maya furono distrutte dai missionari cattolici, tranne una, trascritta e tradotta in spagnolo nel 1702 dal frate domenicano Francisco Ximenes. Accompagnati da Ricardo, una giovane guida locale, entriamo nella modesta ma elegante chiesa di S.Tomas. I discendenti dei Maya si recano qui per pregare davanti ai dodici altari in legno che si trovano lungo il corridoio centrale dell’edificio. Inginocchiati invocano gli elementi della natura, il sole, la luna e la pioggia affinché il raccolto del mais sia proficuo.

I coloratissimi marsupi guatemaltechi

Osserviamo alcuni indigeni accendere candele di diverse dimensioni sugli altari: più importante è la richiesta da esaudire, più grande sarà la candela, ci spiega Ricardo. Per propiziarsi gli dei, vengono poi cosparsi sugli altari liquori e fiori: petali bianchi nella speranza che il raccolto sia abbondante, rossi per la salute degli animali d’allevamento, boccioli rosa affinché i bambini crescano sani e forti. Una volta terminate le preghiere il gruppo di devoti si reca fuori dalla chiesa, dove su un altare in pietra brucia incenso a brace viva. Muovendo le braccia in modo da rendere incandescenti le ceneri, i fedeli invitano lo sciamano a leggere nel fuoco l’esito delle loro richieste. Se la risposta del fuoco sarà negativa vuol dire che la persona non è stata abbastanza sincera ed ha nascosto a sé stessa la vera natura e le motivazioni della sua preghiera. Il fascino di questi antichi rituali e la devozione che gli indigeni dimostrano nei confronti dei loro dei sono, forse, il ricordo più intenso di un Paese che, nonostante la povertà, l’arretratezza economica e la rigida gestione del potere, rappresenta un angolo del Centro America dotato di grande ricchezza culturale e spirituale.

ISTRUZIONI PER IL VIAGGIO

a cura di Erica Roggio

GEOGRAFIA

Il Guatemala confina con Messico, Belize, El Salvador e Honduras ed è bagnato ad ovest dall’oceano Pacifico e ad est dal mare dei Caraibi. Il Paese si estende su un’area di 108.889 chilometri quadrati che ospita 13.018.759 abitanti, ed è considerato la nazione più popolosa del centroamerica. Caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso (si ricordano la Sierra Madre e la catena Cuchumatanes), è sede di ben 37 vulcani – di cui 4 tuttora attivi. Il picco più elevato (4.220 metri) è il Tajumulco. La costa, invece, risulta pianeggiante e fertile: su questa crescono rigogliose foreste tropicali.

CAPITALE

Città del Guatemala

Il colore, anche negli abiti maschili, non manca mai

LINGUA

La lingua ufficiale è lo spagnolo (Castigliano). Tuttavia, nelle aree rurali, e in particolare sugli altipiani occidentali, si parlano oltre 23 idiomi indigeni, le lingue maya e l’amerindie.

RELIGIONE

Principalmente cattolica o protestante (quest’ultima di stampo pentecostale), talvolta associata ai riti maya tradizionali. Diffuse le sette evangeliche.

FUSO ORARIO

-6 ore rispetto all’Italia (-7 ore quando vige l’ora legale)

ELETTRICITA’

110 – 120 V, 60 Hz. Le prese sono di tipo americano a lamelle piatte. In alcune zone, potrebbero esserci limitazioni di corrente elettrica a livello di infrastrutture o in determinate fasce orarie.

PREFISSO TELEFONICO

00502. Non si riscontrano sostanziali problemi di comunicazione con l’estero. Si segnala, inoltre, una buona copertura della rete Internet.

MONETA

Il Quetzal è la moneta ufficiale. Data la difficoltà di convertire gli Euro o altra moneta in valuta locale (fatta eccezione per i cambi di frontiera, spesso poco convenienti), è opportuno procurarsi dollari statunitensi, accettati anche dagli esercizi commerciali. Le carte di credito appartenenti ai circuiti Visa e Mastercard possono essere utilizzate per pagare hotel, ristoranti e trasporti privati; è possibile prelevare da sportelli bancomat soltanto nelle città principali.

LINK

Anche gli anziani amano i colori sgargianti

www.visitguatemala.com Il sito ufficiale dell’Ente del Turismo guatemalteco (sito in inglese e spagnolo) www.visitguatemalaprensa.com Manifestazioni folk loriche, attività culturali, sportive e d’intrattenimento (sito in italiano) http://www.sosguatemala.it Panoramica su storia, geografia, usi e costumi del popolo guatemalteco (sito in italiano).

QUANDO ANDARE

Il clima tropicale del Guatemala varia a seconda dell’altitudine e della zona: gli altipiani sono caratterizzati da temperatura tra gli 8 ed i 16 gradi, con forti escursioni termiche notturne, specialmente a dicembre e gennaio, quando è facile arrivare anche sotto lo zero; la costa, si rivela invece calda e umida, oscillando la temperatura dai 20 ai 38 gradi. Il periodo secco va da novembre ad aprile, lasciando poi il posto alla stagione delle piogge con rischio di uragani, cicloni e tempeste tropicali sulla costa atlantica. Tali perturbazioni potrebbero provocare disagi (allagamenti o l’interruzione delle strade) e potrebbe essere decretato persino lo stato di emergenza. Il sito Internet www.nhc.noaa.gov, insieme ai media e alle autorità locali, costituiscono i mezzi fondamentali per tenersi aggiornati in queste circostanze. Si segnala anche il numero verde 1500, istituito per fornire l’assistenza necessaria. La capitale gode invece di un’eterna primavera.

COME ARRIVARE

Il Guatemala risulta facilmente raggiungibile dall’Italia grazie al volo diretto di Lauda Air, che effettua la tratta Malpensa – Guatemala City, e dalla Spagna con Iberia. Altre compagnie europee effettuano scalo a Città del Messico o negli USA (via Dallas, Los Angeles, Miami, Houston). Al momento del rientro, è richiesto il pagamento di una tassa di circa 10 dollari statunitensi in aeroporto. Il Guatemala è anche raggiungibile via terra, in autobus o in treno – tramite servizi periodici effettuati da Cancun (Messico), El Salvador, Coban (Honduras) o dal Belize – oppure ancora via mare – da Punta Gorda (Belize). La frontiera di Bethel è servita da due autobus che giornalmente effettuano la corsa internazionale. Date le cattive condizioni in cui versano le strade, tali tragitti potrebbero rivelarsi più lunghi del previsto.

DOCUMENTI

Cattedrale di Santiago ad Antigua

Passaporto: è necessario il passaporto in corso di validità con durata di almeno sei mesi al momento della partenza.

Visto: i soggiorni per motivi di turismo per un massimo di 90 giorni non è richiesto alcun visto d’ingresso nel Paese. Solitamente bisogna chiedere esplicitamente un permesso con validità di 90 giorni, altrimenti ne sarà assegnato uno da 30. Un’eventuale proroga può essere richiesta contattando la Direzione Generale per l’Immigrazione al numero 0050223608546. Per qualsiasi altra attività, compreso studio, ricerca o volontariato, è indispensabile contattare la propria Ambasciata o il Consolato.

Da dichiarare: non si segnalano particolari restrizioni sull’importazione di valuta e prodotti stranieri, fatta eccezione per insaccati e carne cruda.

Patente di guida: per guidare in Guatemala, è sufficiente la patente italiana, accompagnata da un’assicurazione di responsabilità civile e casco obbligatorie.

INFORMAZIONI SANITARIE E SICUREZZA

Nessuna vaccinazione è obbligatoria, tuttavia quelle contro l’epatite A e B e una buona profilassi antimalarica sono fortemente consigliate. In alcune zone del nord del Paese sono diffuse malaria, tubercolosi, dengue, (distretti di Petèn, Ixcan, Quiché, Hehuetenango, Alta Verapaz, Esquintla).

Mercato del villaggio di Santa Maria de Jesus

Per prevenire punture di zanzara indesiderate, presenti soprattutto in pianura, si rivela spesso sufficiente l’uso di repellenti e di abiti che coprano le braccia e le gambe, oltre ad alloggiare in locali protetti da zanzariere, lontano da acque stagnanti. In caso di febbre, consultare il medico evitando di assumere aspirina e derivati, controindicati per la dengue. Durante il soggiorno, è necessario ricordarsi di lavarsi le mani abitualmente, evitare di consumare frutta e verdura cruda e non sbucciata, ghiaccio e gelato, acquistare soltanto acqua in bottiglia. Per un’adeguata assistenza medica, è opportuno rivolgersi alle strutture ospedaliere della capitale, o, in alternativa, recarsi presso centri privati (talvolta negli USA). Prima di intraprendere il viaggio, è preferibile stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda sia la copertura delle spese mediche che il rimpatrio in caso di malattia.

INDIRIZZI E NUMERI UTILI

Gli abiti tradizionali sono chiamati huipil

Ambasciata d’Italia a Città del Guatemala:

12 Calle 6-49, Zona 14 Città del Guatemala. Tel. +502 23669271 Fax +502 23673916 Cellulare del funzionario di turno +50252059079

Istituto di Cultura:

Tel. +502 23668394 Fax +502 23668495 e-mail: ambasciata.guatemala@esteri.it

Indirizzo ufficio turistico in Italia:

Ente Nazionale Turismo del Guatemala Via Prassilla, 152 – 00124 Roma. Tel. 0650916626. Fax: 065053406. www.guatemalaweb.com

Ambasciata del Guatemala :

Via Colli della Farnesina, 128- 00194 Roma. Tel. 0636299091; Fax: 063291639

Consolati:

Vc. Calusca, 2 – 20123 Milano. Tel. 0289400454

P.zza Martiri, 30 – 80121 Napoli. Tel. 0817643032

Via A.M. Maragliano, 2 – 16121 Genova. Tel. 0105530086

Via Borgosesia, 30 – 10145 Torino. Tel. 0117412435

P.zza dell’Unità d’Italia, 7 – 34121 Trieste. Tel. 0406702711

GUIDE

- “Guatemala e Belize” di G. Conner e V. Lucas, Guide EDT/Lonely Planet, Torino, 2005

- “Messico e Guatemala. Last minute” di AA.VV. Giunti Editore, Collana Le guide del gabbiano, 2003

- “Guatemala” di Stewart Lain, editore Vallardi Viaggi, Collana Rough Guides, 2003

LETTURE

- “La civiltà dei Maya” di H. Wilhelmy, Laterza, Collana Biblioteca Universale, Bari, 1990. Pensiero e stile di vita del popolo Maya, l’evoluzione della cultura in rapporto al territorio. Uno dei migliori scritti divulgativi sull’argomento.

- “Mulatta Senzanome”di M.A. Asturias, Mondadori, Milano, 2001. L’immagine del Guatemala come calderone di varie etnie emerge da questo romanzo del celeberrimo premio Nobel.

- “Mi chiamo Rigoberta Menchù, biografia e vera storia del Guatemala” di E. Burgos, Giunti Editore, 1983. La testimonianza sofferta di Rigoberta – indigena della comunità dei Quiché, nonché Premio Nobel per la Pace – cela una denuncia della globalizzazione che sgretola la cultura delle civiltà lontane, e ne ostacola la sopravvivenza.

- “Guatemala. Nunca más” di S. Gallini, Ed. Sperling & Kupfer, Milano, 1999 Un importante documento sui terribili soprusi attuati dal governo guatemalteco, redatto dalla Chiesa e dalle Nazioni Unite.

DORMIRE

Nelle zone turistiche si può pernottare in tutta sicurezza in piccole posade o alberghi a gestione familiare. Le camere sono spesso dotate di ventilatore e anche aria condizionata. Nella capitale la maggior parte degli hotel e ritrovi turistici si trovano nella Zona Viva (zona 10), l’area più tranquilla della città, lontana dalle baraccopoli, dov’è possibile passeggiare a piedi. Altri alberghi e pensioni di categoria internazionale sono situati nelle zone 9 e 14. Il prezzo di un pernottamento può variare dai cinque ai sessanta dollari, a cui bisogna aggiungere l’IVA e una tassa turistica del 10%. Nelle aree rurali, è possibile pernottare anche in fattorie – più spartane – che sostengono progetti di cooperazione allo sviluppo, di comune accordo con alcune organizzazioni di turismo responsabile.

MANGIARE

Scorci di vita al mercato

Tra gli alimenti di base della cucina guatemalteca, si trovano granoturco, pollo, fagioli, peperoni piccanti e frutta tropicale. Il mais è messo a bollire in una pentola assieme alla calce; sostengono i guatelmatechi che questa tecnica serve per eliminarne i filamenti e per rinforzare le ossa. Ogni pasto comprende una crema di fagioli neri bolteados e le celebri tortillas. Una delle pietanze tipiche, il coban kaquik, vede tra i principali ingredienti la carne di maiale, pomodoro verde, peperoncino acerbo, farina di mais oppure riso. Sulla costa è possibile ordinare anche i frutti di mare e la zuppa di pesce con peperoncino, cipolla e limone (ceviches). Eccezionale la carne alla griglia e il tamal, involtino di mais farcito con sugo al formaggio (oppure, in alternativa, erbe e cioccolata).

La bevanda più diffusa è senza dubbio la birra Gallo, chiara o scura e generalmente poco alcolica, mentre il vino è solitamente importato. Il consumo di rum, invece, è legato alla religione, pertanto lo bevono anche i bambini più piccoli. Piuttosto diffuse anche l’atol, infuso di mais bollito, e il pinol, simile a un caffè di mais. Il guaro, liquore di cereali fermentati, è distribuito nei giorni di festa. I luoghi di ristoro più economici sono senza dubbio i Comedores Populares, trattorie in cui il menù di una sola portata può arrivare a costare un paio di dollari circa. Al prezzo va aggiunta l’IVA del 12%, oltre alla mancia. Si consiglia, tuttavia, di accertarsi delle condizioni igieniche dei locali prima di accomodarsi.

ACQUISTI

Il mercato dell’artigianato organizzato appositamente per i turisti non gode indubbiamente dello stesso fascino di quelli locali. Il souvenir più caratteristico è costituito dal costume tradizionale Maya – l’huipil – tessuto artigianalmente dalle donne su telaio a cintura, e successivamente decorato e ricamato a mano. I colori impiegati e i motivi realizzati variano da villaggio a villaggio, abbelliti dal tocco e dall’interpretazione individuale.

Tele, fasce per capelli, scialli, portaoggetti in stoffa, cinture, ceramiche e steli raffigurano la simbologia magica del passato, e sono associati, talvolta, a messaggi che riguardano la famiglia o il gruppo d’appartenenza, o miti e credenze precolombiane. Secondo la concezione Maya, infatti, ogni punto cardinale corrisponde ad una divinità che sorregge il cielo, a cui si attribuisce un colore diverso: al nord corrisponde il bianco che rappresenta coraggio e dignità; al sud la spiritualità, mentre ad est il rosso della vita e dell’amore; ad ovest il nero della notte e dell’oltretomba; mentre al centro del cosmo dei Maya si trova il verde, emblema di fertilità. Il rombo, figura molto frequente sui tessuti, racchiude le due piramidi dell’universo Maya. Rinomati anche i laboratori di pietre di giada, disponibile in diverse sfumature: bianca, verde, nera e viola. Nei mercati è abitudine ormai comune e consolidata contrattare il prezzo con il venditore.

TRASPORTI

Nei villaggi arroccati sulle pendici dei vulcani l’acqua si prende ancora alle fontane pubbliche

In aereo: si tratta sicuramente del mezzo migliore con cui raggiungere le città principali. Le compagnie Taca, Tag Airlines e Tikal Jets consentono spostamenti sicuri e piuttosto economici operando su tratte diverse.

In nave: alcuni parchi nazionali sono raggiungibili esclusivamente via mare, imbarcandosi dai porti di Puerto Quetzal, Santo Tomas de Castilla.

In bus: gli autobus sono generalmente sovraffollati, poco confortevoli ed economici, ma offrono un buon servizio di collegamento tra le città. Si raccomanda la massima attenzione durante gli spostamenti, specialmente se notturni, non solo nelle aree isolate ma anche in città. E’ inoltre importante scegliere accuratamente la ditta di trasporti a cui rivolgersi, in quanto in molti casi queste risparmiano sulla dovuta manutenzione. In caso di incidenti con feriti, la Polizia locale è tenuta al fermo precauzionale di tutte le persone coinvolte, ed è pertanto richiesto l’intervento dell’Ambasciata.

In treno: i 886 chilometri di linea ferroviaria servono principalmente per il trasporto merci, tuttavia su alcuni percorsi è possibile utilizzare il treno in alternativa all’autobus.

Mezzi privati: quasi tutte le strade sono asfaltate, tuttavia a causa della cattiva manutenzione, gli incidenti sono frequenti. Data la carenza di infrastrutture adeguate, prima di effettuare escursioni o tragitti in auto è preferibile consultare il sito del CONRED (www.conred.org), ente addetto al coordinamento nazionale per la riduzione di disastri e incidenti; o in alternativa quello dello INSIVUMEH (www.insivumeh.gob.gt), l’Istituto Nazionale per la Metereologia. Ulteriori informazioni sulla viabilità si possono richiedere all’Istituto Nazionale per il Turismo (INGUAT) che dispone di un servizio di assistenza al turista, contattando i seguenti numeri: 00502.2421.2810 oppure 00502.2421.1500. E’comunque preferibile, per motivi di sicurezza, evitare di circolare da soli su un’auto a noleggio, ma piuttosto affidarsi ai servizi predisposti da un Tour Operator.

La chiesa del villaggio di San Andres Xemul

CONSIGLI E COMPORTAMENTI

Da mettere in valigia: scarpe chiuse comode, gonne e pantaloni estivi, felpa o maglioncino di cotone/lana, berretto con visiera, occhiali da sole e crema protettiva, costume da bagno e telo da mare. Si raccomanda semplicità e dignità nell’abbigliamento. Si consiglia, inoltre, di registrare i dati relativi al viaggio sul sito www.dovesiamonelmondo.it prima della partenza, e di attenersi ai suggerimenti forniti dall’ambasciata. Prima di chiedere informazioni o indicazioni ad estranei, è buona educazione salutare e chiedere “Ola, que tal? (Ciao, come va?). Per i guatemaltechi, inoltre, la parola “indios” è ritenuta offensiva. E’ inoltre preferibile chiedere il permesso ai diretti interessati prima di fotografare adulti e bambini, specialmente nelle zone rurali. Su tutti i circuiti turistici, e nelle zone residenziali e commerciali si possono verificare aggressioni e rapine ai danni dei forestieri. Ove possibile, in caso di assalto evitare di opporre resistenza. Sarebbe opportuno, inoltre, non avventurarsi in escursioni al di fuori degli itinerari più classici. Nella capitale, particolare attenzione va dedicata alla zona centrale (zona 1). Altri quartieri a rischio sono El Gallito, La Ruedita e La Limonada, in cui è preferibile non camminare a piedi, specialmente di notte o portando con sé denaro, gioielli o apparecchi tecnologici.

di Claudia Meschini

foto Gianmarco Maggiolini, contributi  Maurizio Fortunato

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