Licata: un mare di storia

Offuscata dalla vicinanza con Agrigento e la sua celeberrima Valle dei Templi, Licata è un piccolo gioiello liberty e barocco tutto da scoprire.

Strategicamente collocato tra il mar Mediterraneo, la foce del fiume Salso e le pendici del colle detto ” la Montagna”, il territorio di Licata, che si estende per una ventina di chilometri lungo la costa meridionale della Sicilia, tra Gela e Agrigento, abbraccia una terra che potrebbe raccontarci secoli di storia dove archeologia, architettura arte, mare e paesaggio si intrecciano e si fondono in una sorta di grande museo en plain air.

L’ampia pianura alluvionale di Licata è circondata a semicerchio da una catena collinare interrotta al centro dal corso del fiume Salso che si divide in due rami; tra le due foci, parallelamente al mare si colloca l’altura della Montagna, sulle sue pendici, affacciata al mare sorge l’abitato di Licata con l’antico porto.

Baia di Mollarella

Un paesaggio che nei secoli ha fatto da sfondo a invasioni e scontri tra Romani e Cartaginesi, ma l’inurbamento dell’area risaliva ad epoca ben più remota, come testimoniano i numerosi siti archeologici di età preistorica e greco-arcaica situati a pochi chilometri dal centro abitato. Su tutti la Necropoli preistorica del Monte Petrulla; il magnifico ipogeo di era ellenistica di Stagnone Pontillo situato sulla Montagna e, sempre dello stesso periodo il pozzo della Grangela sul Monte Sant’Angelo. Numerose sono inoltre le chiesette rupestri sparse sulle colline, alcune delle quali conservano affreschi bizantini di notevole pregio, come la Madonna con Bambino a Monserrato.

Spiaggia di Poliscia

Licata è l’occasione giusta per vivere una vacanza al mare e in totale armonia con la natura dove, tra una passeggiata e l’altra, gli amanti dell’archeologia potranno visitare gli scavi che testimoniano la lunga storia del territorio licatese, senza dimenticare che a meno di un’ ora di auto si potranno raggiungere gli affascinanti siti archeologi della Valle di Agrigento e di Eraclea Minoa.

CENNI STORICI

L’importanza storica di questo territorio è nota fin dai secoli passati quando la ricerca archeologica, condotta soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso, ha documentato l’intensa frequentazione di questi luoghi dall’età preistorica fino a quella ellenistica. In età normanna Licata conobbe un nuovo fiorire culturale sotto Federico II che la elesse a città demaniale e quindi fu fregiata dall’emblema dell’aquila reale.

Villa Urso

Lo sviluppo del borgo medievale si coglie ancora facilmente percorrendone le strade, ma soprattutto visitando i complessi ecclesiastici più importanti dell’epoca posti fuori le mura cinquecentesche, fra tutti il grande convento dei Carmelitani e l’antica Chiesa matrice di santa Maria in Vetere. Nel 1553 Licata subì la devastante invasione franco-turca, dalla quale si riprese solo nel XVII secolo, come testimoniano le superbe residenze barocche costruite nel borgo storico da alcune famiglie blasonate.

Sul finire dell’800 la città ebbe un notevole incremento economico, derivato soprattutto dallo sviluppo delle attività del porto commerciale e, divenne un’elegante centro liberty con fastosi palazzi art nouveau che architetti di fama come Filippo Re Grillo ed Ernesto Basile, il più illustre progettista siciliano di questo stile, seppero costruire interpretando i capricci della borghesia locale in cerca di glamour.

Chiesa di Sant’Angelo Martire

LA CITTA’

E’ quasi impossibile passeggiare per le vie di Licata senza fermarsi davanti ad ogni chiesa, palazzo, convento o museo e non godere della variegata architettura che ci fa rivivere vicende e fasti della città dal medioevo ad oggi : dal castello di Sant’Angelo posto, sulla sommità dell’altura omonima che domina tutto l’abitato, sino alle ville liberty che sottolineano i luoghi panoramici più suggestivi. All’interno di alcuni edifici si sviluppa inoltre una “galleria” d’arte tanto suggestiva quanto interessante da visitare. A Santa Maria la Vetere, la chiesa più antica di Licata di origine due-trecentesca, possiamo ammirare due bellissimi dipinti murali bizantini tra i più antichi del territorio.

Uno dei monumenti più pregevoli della città è il grande complesso medievale dell’Annunziata o del Carmine, fondato dai padri Carmelitani; il complesso ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli fino al prospetto barocco attuale. Al suo interno, nel chiostro cinquecentesco, rimane ancora un bellissimo portale a bifora chiaramontana insieme a pregevoli sarcofagi del XVI-XVII secolo. Allo stesso periodo appartengono la chiesa ed il convento di Sant’Angelo, che custodisce oltre a diverse tele di pregio realizzate da artisti locali, anche la preziosa l’urna argentea con le venerate reliquie di Sant’Angelo, martire cristiano morto a Licata.

Risalgono al periodo barocco due grandiosi complessi conventuali, quello benedettino di Santa Maria della Carità o della Badia, oggi sede del Museo Archeologico, e il convento di San Francesco con l’annessa omonima chiesa che serba alcuni pregiati dipinti settecenteschi. Pure barocco è il Duomo di Santa Maria Nova, con la splendida cappella del SS. Crocifisso ci riporta in pieno barocco con un complesso unitario di pittura e scultura lignea riccamente intagliati e dipinti di grande bellezza. Al centro dell’altare si staglia un Crocefisso nero, che secondo la tradizione scampò miracolosamente all’incendio turco del 1553. Nell’edilizia civile la spettacolarità del barocco siciliano si esalta nelle morbide e ricche facciate dei palazzi nobiliari situati all’interno delle mura in un triangolo virtuale tra Piazza Progresso , Piazza Sant’Angelo e Piazza Duomo. Sogni e aspirazioni della nobiltà siciliana sono narrati nella pietra che decora le facciate di Palazzo Frangipane, Palazzo Cannata, Palazzo Bosio, Palazzo Serrovira. Fuori dal centro storico troviamo Castel Sant’Angelo, sul monte omonimo; il castello di origine medievale è oggi il solo castello superstite dei tre che un tempo sorgevano a Licata; nel ‘600 fu trasformato in una fortezza militare così com’è giunto a noi.

Chiesa del S.s. Salvatore

Affianco al superbo scenario barocco dei palazzi nobiliari e delle chiese, coesistono le rigide geometrie dell’architettura liberty che si fa scrigno di stucchi bianchi e leggeri come neve. Nella piazza Progresso costruita agli inizi del ‘900, si concentrano i più significativi esempi di questo stile come il Palazzo del Municipio con la severa torre dell’orologio, il palazzo Verderame Navarra e il palazzo di Arturo Verderame; quest’ultimo conserva al suo interno pregevoli arredi lignei, arazzi e affreschi dell’epoca. Nella vicina Piazza Elena il liberty si manifesta nell’omonima casa di Re Grillo e nel piccolo Teatro RE, famoso anche come Museo Teatro dei Pupi Siciliani. Passeggiando invece sulle colline della Montagna, ad occidente della città, troviamo il Parco delle Ville Liberty che si impongono con la forza della loro architettura e la suggestione delle loro vedute panoramiche. Tra queste ricordiamo l’imponente villa Urso con la bellissima cancellata in stile liberty, villa Sapio Rumbolo con il bellissimo loggiato della rampa d’ingresso ( oggi adibita a ristorante), villa Lumia immersa in una immensa pineta ed infine villa Verderame, oggi Bosa che domina tutta la piana sottostante.

Il faro di Licata

IL LITORALE

La costa licatese, che si estende per circa 24 chilometri è molto varia passando dai lunghi tratti sabbiosi ad oriente della città , alle suggestive scogliere di Monserrato e Montesole alle insenature del piccolo golfo di Mollarella, ad occidente. Un litorale tutto da scoprire, anche se in alcuni tratti l’arenile si presenta spesso senza alcuna attrezzatura. Nonostante ciò, la bellezza dei luoghi e la facilità dell’accesso inducono volentieri ad una sosta. In numerosi anfratti la natura è infatti del tutto incontaminata e il paesaggio incanta gli occhi e l’anima: mare pulitissimo, lingue di sabbia dorata, calette e spiagge che s’insinuano tra le pieghe sinuose della costa, scogli e faraoni lambiti da onde spumeggianti, brezza marina che penetra nella pelle, profumi della macchia mediterranea che stordiscono i sensi. Non mancano, soprattutto nel versante occidentale, strutture ricettive sparse nel territorio, agriturismi e trattorie delle campagne limitrofe o i numerosi lidi attrezzati dove gli amanti del mare possono effettuare immersioni subacquee alla scoperta di meravigliosi fondali, soprattutto intorno alle spiagge di Rocca di San Nicola, Mollarella, Marianello, Poliscia, Pisciotto, Giummarella, Balatazze e Cavalluccio.

I più sportivi possono effettuare passeggiate in mountain bike o a cavallo lungo molte contrade come Monte Sole, Monte Petrulla, Casalicchio, Stagnone Postillo, e durante le escursioni visitare anche le necropoli che scrissero le prime pagine di questa terra.

IL MUSEO ARCHEOLOGICO

La lunga storia di Licata è ampiamente documentata nelle collezioni di reperti rinvenuti nei numerosi siti archeologici situati a pochi chilometri la centro cittadino e, raccolte nel Museo Archeologico ospitato all’interno del complesso conventuale della Badia. Attraverso una visita alle sale del museo si possono percepire le origini di questa terra che ci riportano al paleolitico ed ai Sicani che vissero l’età del rame e del bronzo.

Il chiostro del museo archeologico della Badia

Le sale espongono ritrovamenti provenienti soprattutto dai due siti di maggior interesse archeologico, la Montagna di Licata e Monte Sant’Angelo: statue, vasi, iscrizioni in lingua greca, e molti altri interessanti manufatti a testimonianza dell’eccezionale stratificazione di culture dal Neolitico all’età ellenistica. Il museo possiede inoltre una sezione dedicata all’arte medievale, all’interno della quale possiamo ammirare magnifiche sculture in marmo come il trittico del XIV secolo raffigurante le quattro Virtù Cardinali.

Museo archeologico della Badia

TEATRO DEI PUPI: Il FANTASTICO MONDO DI AGOSTINO PROFETA

Fra le attrattive offerte da Licata, non potete mancare una visita al Teatro Re per ammirare l’arte dei Pupi del Maestro Agostino Profeta; uno dei pochi teatri siciliani in cui si è conservato questo grande patrimonio culturale. Il mondo che il Maestro Profeta ci propone è quello degli eroici paladini di Francia le cui gesta hanno appassionato ed infiammato per secoli i cuori di molti siciliani.

Fin da bambino Agostino Profeta detto “U Puparu” rimase affascinato da quest’arte e, dopo aver appreso dal padre i caratteri fondamentali, si dedicò con instancabile passione a custodire e diffondere questa secolare tradizione della cultura siciliana. Dotato di grande estro artistico, il Maestro Profeta riesce a trasformarsi in sarto, falegname, pittore, fabbro, manovratore, attore e a dar vita ai personaggi del suo teatro, ricostruendo ex novo le colorate scenografie e i pupi armati di corazze ed elmi scintillanti. Con il suo frasario pittoresco Agostino presta infine la voce ai personaggi fieri e baldanzosi dell’epopea cavalleresca, cantando le gesta di Rinaldo, Orlando, Rodomonte, dei mori infedeli e della dolce Angelica. Uno spettacolo da non perdere, che incanta adulti e bambini e fa riscoprire l’anima del popolo siciliano.

Il classico carretto Siciliano

FESTE POPOLARI: LA FESTA DI S.ANGELO, PATRONO DI LICATA

A Licata il calendario delle feste è ricco di appuntamenti, ma la festa più importante per i licatesi, in occasione della quale molti emigrati tornano in città , è quella dedicata a Sant’Angelo martire, patrono di Licata che si svolge dal 4 al 6 maggio. Diverse generazioni si riuniscono per la festa del patrono, le giornate sono movimentate dalla lunga fiera che si apre un paio di giorni prima dell’evento. La tradizione prevede, la mattina del 5 maggio, la sfilata delle “mule parate”, ossia mule adorne di penne di pavone, code di volpe, fiori, bardature e sonagliere. Centro della festa religiosa è la secentesca chiesa di Sant’Angelo nel cuore del centro storico. Dopo il tramonto, dalla chiesa parte una lunga processione che si snoda per le vie del centro con la pesante urna d’argento contenente le reliquie del santo, trasportata a spalla da marinai scalzi e accompagnata da quattro alte “torce” lignee, portate sempre a spalla da diverse categorie di lavoratori. E’ una processione molto movimentata, in diversi momenti i portatori dell’urna e delle torce si mettono a correre gridando a perdifiato “viva S. Angelo !”, sfidano il precario equilibrio delle alte e pesanti torce, facendosi largo tra la folla; lo sforzo dei portatori è sotto gli occhi di tutti. Il giorno successivo, l’urna viene portata in processione fino al molo dove è calata in mare, mentre i fedeli rinnovano al loro patrono la richiesta di protezione e prosperità per la città. La festa si conclude in bellezza con l’albero della cuccagna e un’ indimenticabile spettacolo pirotecnico nel cielo stellato.

C’E’ QUALCOSA DI NUOVO……

La lunga spiaggia di Marianello

C’è qualcosa di nuovo sotto il caldo sole di Licata. Di recente è sorto Marina di Cala del Sole, il più grande approdo turistico della costa siciliana dotato di servizi di eccellenza. Si tratta di un sistema integrato tra mare, water-front e territorio circostante: il marina è ricco di aree verdi, pedonali e ciclabili, con eleganti aree commerciali e di intrattenimento, due borghi residenziali dove acquistare o affittare una dimora, tutto a pochi metri dal centro storico barocco di Licata. Marina di Cala del Sole offre attualmente oggi 265 posti barca da 4 a 70 metri, che cresceranno fino agli oltre 1500 previsti entro il 2015. Punto di ritrovo per diportisti e amici, lo Yacht Club Licata organizza eventi didattici sul mare e la navigazione, regate e competizioni, eventi sportivi di circolo, nazionali ed internazionali, nonchè incontri e mostre di carattere culturale sul mare, l’ambiente, lo sport. La Sail Academyè una vera e propria scuola di iniziazione alla vela dedicata ai giovani ed ai giovanissimi. A tale scopo, dispone di barche di vario genere (Laser, Optimist, imbarcazioni d’altura) per accompagnare gli allievi lungo un articolato percorso di apprendimento delle tecniche marinare.

Situato nel cuore del Mediterraneo, l’approdo licatese costituirà il punto di partenza ideale per le rotte verso le isole di Malta, Gozo, Pantelleria, Lampedusa, Linosa, Egadi, o verso Spagna, Grecia, Turchia e Nord Africa. A realizzarlo, una società leader in insediamenti turistici, la Iniziative Immobiliari Spa, che ha abbracciato il concetto di recupero delle architetture autoctone e spontanee, l’equilibrio tra volumi e aree verdi, l’utilizzo di materiali biocompatibili, le fonti di energia pulita e l’integrazione tra servizi a mare e a terra.

Stigliola alla brace

GASTRONOMIA: PROFUMO DI SCOGLI

Come in tutta la Sicilia il pesce fresco è il re della tavola e non solo: è anche il protagonista secolare di una cultura e di un costume di vita, nonché voce trainante dell’economia dell’isola. Nel territorio licatese fanno da padroni la triglia e il polipo, presenti in molte ricette popolari che le donne si tramandano da secoli e che oggi possiamo gustare in una delle tantissime trattorie tipiche. Insieme a sogliole, alici, gamberi, gamberoni, spigole, orate, seppie, calamari e scampi, la gastronomia licatese offre gustosissimi primi piatti a base di pesce fresco, pietanze realizzate con melanzane, pomodori , basilico e ricotta salata, olive, formaggi caprini e pecorini, pane al sesamo, carciofi e zucchine. Senza dimenticare che a volte, per gustare il pesce fresco, basta farselo servire semplicemente arrostito alla griglia e insaporito da un profumato intingolo di olio, origano e limone. Per chiudere il pasto si possono gustare i profumatissimi meloni “cantalupo”, squisiti gelati e granite a base di frutta fresca, paste di mandorle, cannoli e mostazzoli, il tutto innaffiato con corposi bianchi o rossi dagli intensi profumi come il nero d’Avola che in questa zona ha raggiunto qualità organolettiche da far estasiare chiunque.

TRIGLIE AL CARTOCCIO

Ricetta per 6 persone

Ingredienti: 1 chilo e mezzo di triglie, 3 limoni, aglio, prezzemolo, 100 grammi di capperi, mentuccia, sale, pepe, olio, aceto. Piatto semplice e gustoso che costituisce un piacere per l’occhio, l’olfatto e soprattutto il gusto

Pulite bene un chilo e mezzo di triglie freschissime di medie dimensioni ( togliete la testa ed svisceratele ) e ponetele a marinare nel succo di limone per una buona oretta. Successivamente mettete ogni triglia in una carta stagnola, inserendo nella pancia uno spicchio d’aglio e mezza fettina di limone con prezzemolo tritato. Si cosparga ora il pesce con olio, capperi dissalati e mentuccia, aggiungendo un pizzico di sale e di pepe. Chiudete i cartocci, poneteli in un tegame largo e infornate a forno dolce per mezz’ora. Servite con contorno di capperi conditi con olio e aceto.

di Francesca De Vito

foto Alessandro Gibaldi

 

zp8497586rq