Seychelles fai da te

La Digue, Anse Source d'Argent

Diario di viaggio di Alessandro e Sabrina, vincitori del concorso “Uno su mille ce la fa” indetto da www.forumviaggiatori.com

Se volete fuggire dalla frenesia della vita quotidiana e pendervi una pausa da tutto, allora un viaggio alle Seychelles è quello che fa per voi.

Anzi tutto un paio di considerazioni su alcuni luoghi comuni che accompagnano le vacanze in queste isole: sono effettivamente un eden tropicale e se affrontate nella maniera giusta non sono affatto care. Abbiamo iniziato l’organizzazione del viaggio quasi per gioco, perchè anche noi consideravamo questa meta fuori dalla nostra portata; poi tra volo e guesthouses ci siamo accorti che c’era la possibilità di fare una bella vacanza a prezzi più che ragionevoli. Come al solito i racconti di viaggio di ForumViaggiatori.com e la guida Lonely Planet sono stati il punto di partenza; a questi si è aggiunto il fondamentale contributo di seychelles.travel, il sito dell’ente turistico delle Seychelles in Italia su cui abbiamo trovato tutte le informazioni su collegamenti, alloggi e attrazioni.
Gli spostamenti da un’isola all’altra sono abbastanza semplici: Mahè-Praslin in aereo o in traghetto, Praslin-La Digue in traghetto; tutto comodamente prenotabile dall’Italia. Per gli alloggi abbiamo scelto le guesthouses che per trattamento, prezzo e posizione ci garantivano la massima comodità, come vicinanza alla spiaggia e alle zone più interessanti: abbiamo prenotato tutte le guesthouses via mail, senza alcun anticipo, ma pagando tutto in loco.
I dieci giorni di soggiorno sono stati suddivisi in base ai suggerimenti di altri viaggiatori, in maniera equilibrata tra le tre isole principali: 3 notti a Praslin, 4 a La Digue e 3 a Mahè.
Per i pasti, oltre alla colazione compresa nel pernottamento, abbiamo quasi sempre pranzato al sacco con generi acquistati nei supermercati e cenato in ristorante; i prezzi non sono certo da paese africano, ma sono notevolmente inferiori a quelli italiani (una cena completa in un ristorante medio costa dai 7 ai 13 euro a testa).
Alla fine l’intero viaggio ci è costato, per due persone, circa 3300€, souvenir compresi.
Ecco in breve il racconto della nostra esperienza.

Praslin, Anse Georgette

MAHE’ – PRASLIN

Praslin, Anse Georgette

Atterriamo a Mahè poco dopo le 8 di mattina ed appena si apre il portellone dell’aereo capiamo di essere davvero in un altro mondo: il colpo d’occhio del mare e delle palme è notevole, ma ben più notevole è il colpo al nostro fisico che dall’inverno italiano passa ai 30 gradi col 90% di umidità di Mahè. Durante l’ora di attesa del volo interno per Praslin abbiamo un assaggio del clima di quest’isola: in pochi minuti si passa da un’acquazzone tropicale che riversa fiumi d’acqua sulla pista ad un sole rovente passando per un cielo completamente nero di nuvoloni.
Già durante il breve viaggio in taxi per la Cote d’or a Praslin notiamo l’incredibile ricchezza della vegetazione locale: sembra di attraversare un giardino botanico. Tutte le tre isole sono infatti verdissime; la motivazione va ricercata non solo nella posizione geografica, ma anche nella loro conformazione, infatti i rilievi che tutte presentano fungono da formidabili poli di attrazione e generazione di corpi nuvolosi. In particolare Mahè, con le sue montagne centrali che raggiungono anche i 900 metri, presenta il clima più piovoso e instabile, mentre a Praslin e La Digue il fenomeno si esaurisce con brevi, ma intensi acquazzoni tipicamente tropicali.
Già nel pomeriggio siamo distesi sulla bella e lunga spiaggia di Cote d’or (anse Volbert): sabbia bianca finissima, palme sul mare, acqua cristallina e calda, sole rovente! sicuramente un buon inizio. Come per le altre anse che visiteremo, all’estremità la sabbia lascia spazio ad enormi massi di granito che sembrano buttati a caso in acqua, caratteristica assolutamente unica delle spiagge delle Seychelles. La presenza di questi massi si spiega pensando alla genesi delle isole, che non sono, come ad esempio le Maldive, semplice evoluzione di atolli corallini, ma sono frammenti dell’antico continente africano separatisi dall’attuale Africa durante la fase di distacco della zolla africana. L’origine vulcanica giustifica così la presenza delle alture al centro delle isole e degli elementi granitici sulle spiagge; anche le formazioni coralline non sembrano sorgere sul reef tradizionale, ma proprio su basamenti granitici sommersi, spesso ben visibili dalla superficie.

PRASLIN

Colazione ricchissima alla “Rosemary” guesthouses a base di frutta fresca, succo d’arancia, pane caldo e marmellata, cornetti e caffè, poi via in giro per l’isola. La guida è all’inglese, quindi all’inizio c’è un po’ di imbarazzo nell’affrontare le rotonde al contrario e nel cambiare con la sinistra, ma piano piano, con un po’ di attenzione, ci si abitua. In un giorno si riesce a fare tutto il giro dell’isola, visitando le principali spiagge. Iniziamo subito da quella che dovrebbe essere la migliore: Anse Georgette, all’interno del “Lemuria Resort”, sulla costa nord-ovest. Per accedervi è necessario farsi annunciare al Lemuria, cosa da non trascurare perché effettivamente all’ingresso il custode ha una lista con tutti i nomi e se il vostro non c’è non vi farà entrare.

Tartaruga a Curieuse Island

Il “Lemuria” è molto bello e molto grande, comprende al suo interno, oltre alla spiaggia privata per i clienti ed alla Anse Georgette, anche un campo da golf immerso nella più lussureggiante vegetazione tropicale. Si lascia la macchina vicino al campo da tennis e si percorre un bel sentiero attraverso il campo da golf; dopo una ventina di minuti si arriva ad Anse Georgette: semplicemente meravigliosa. Risulterà la seconda migliore spiaggia di tutto il viaggio: sabbia chiara, ma non bianchissima, acqua calda limpida ma non calmissima, piccola e riservata, immersa nella foresta tropicale con gli enormi massi di granito a farle da confine e soprattutto! non c’è nessuno. Ecco, questa delle poche persone è una cosa che abbiamo notato durante tutto il viaggio, in ogni spiaggia: quasi sempre siamo stati da soli, al massimo, anche nelle spiagge più famose e belle, avremo avuto la compagnia di una ventina di persone, e non tutte insieme. La cosa ci ha sorpreso molto e ancora non siamo riusciti a darci una spiegazione convincente; in ogni caso è uno degli aspetti positivi della vacanza che può aiutare nella decisione di venire qua, proprio per trovare la calma, la pace e la tranquillità . Pranziamo sotto una palma con la frutta e i dolci che avevamo comprato al minimarket di fronte alla “Rosemary” e poi, un po’ a malincuore, torniamo alla macchina per proseguire il tour. Poco fuori dal “Lemuria” ci fermiamo ad acquistare qualche souvernir in un negozietto sulla strada che si rivela molto conveniente; fuori, in un recinto sotto una palma, ci sono anche due tartarughe giganti, che ovviamente non manchiamo di toccare e fotografare. Percorriamo la bella strada costiera verso sud fermandoci brevemente a Grand Anse per poi proseguire verso la zona di Consolation, la punta meridionale dell’isola.

Scorcio di Curieuse Island

La Digue, la Passe

Raggiungiamo la grandissima Baie Sainte Anne, su cui si affaccia il porticciolo da cui partono i traghetti per La Digue e Mahè, e poi deviamo verso nord in direzione Cote d’or per raggiungere l’altra celebratissima spiaggia: Anse Lazio. Prima di arrivarci però sostiamo qualche minuto lungo la lunghissima spiaggia che comprende Anse Possession, Anse Takamaka e Anse Boudin: niente di particolare, ma comunque interessante; di fronte si vede benissimo l’isola Curieuse, parco naturale che visiteremo domani. Arriviamo ad Anse Lazio a metà pomeriggio e sinceramente la prima impressione è un po’ deludente. Incastonata nella punta nord dell’isola, Anse Lazio è un’ampia insenatura di sabbia dorata, come sempre bordata di massi di granito e circondata di palme; qui c’è un po’ più di gente, ma la sensazione è sempre quella di grande pace e tranquillità. Il mare sembra un po’ più mosso, ma l’acqua è sempre calda e trasparente. La percorriamo tutta, notando che oltre le rocce si apre un’altra caletta, naturale prosecuzione della principale, in cui veramente non c’è nessuno: superiamo facilmente i bastioni di roccia e ci troviamo ancora una volta soli in un’ambientazione paradisiaca.
Stamattina escursione alla Curieuse Island, all’interno dell’omonimo parco marino, sede di un centro per lo studio delle tartarughe giganti che solo qua (e sull’atollo di Aldabra) vivono libere e indisturbate. L’isola, che un tempo era un lebbrosario, si raggiunge in barca. Dopo aver visitato una sorta di nursery con la guida trascorriamo un paio di piacevolissime ore socializzando con le tartarughe giganti in un contesto veramente paradisiaco; poi ci incamminiamo verso la doctor house, che altro non è che la residenza del dottore che un tempo viveva sull’isola lebbrosario: ora è un piccolo museo, in realtà abbastanza modesto. A pochi passi c’è una bella spiaggetta, ovviamente deserta (ormai ci siamo abituati), su cui ci si può rilassare a prendere il sole. Pranziamo con una coppa di gelato e decidiamo di andare a vedere la Vallee de Mai, il parco nazionale al centro dell’isola di cui tutti ci hanno parlato. Il percorso all’interno del parco non è molto diverso da una passeggiata lungo una qualunque strada di Praslin e quindi ci sentiamo di sconsigliare questa escursione. Si possono scegliere diversi percorsi che scorrono sempre uguali, senza momenti di particolare interesse; non riusciamo nemmeno a vedere il tanto reclamizzato pappagallo nero, che dovrebbe vivere solo in questa riserva.

PRASLIN – LA DIGUE

La Digue, Anse Source D'Argent

Ci godiamo l’ultima mattina a Praslin prendendo il sole sulla nostra Cote d’or, poi raggiungiamo il porto per imbarcarci sul traghetto per La Digue. Appena scesi a terra capiamo subito che è tutto un altro mondo: non ci sono auto (a parte un paio di taxi, l’ambulanza e qualche trattore), si va a piedi o in bici o su carri trainati da buoi e l’atmosfera è proprio quella dell’isola tropicale in cui non c’è altro da fare se non godersi il sole e rilassarsi senza pensare a niente. Il tutto immerso in una natura rigogliosissima e circondato da spiagge da sogno. Insomma, un paradiso. Ci chiediamo quale sia l’immagine dell’eden che hanno queste popolazioni (sono cristiani), visto che la nostra è molto simile al luogo in cui vivono loro. Cinque minuti e siamo da !”Chez Marston”, la guesthouse che ci ospiterà per i prossimi quattro giorni. Marston è un vegliardo seychellese di pelle bianca che esprime perfettamente lo stile di vita dell’isola: calma e tranquillità. Come tutti parla perfettamente inglese e francese, oltre al creolo, la lingua popolare che ha suoni francesi, ma di fatto è incomprensibile come un dialetto africano. La camera in realtà è una specie di bungalow accostato ad altri, con veranda affacciata sul bel giardino tropicale; molto carina e pulita, sicuramente migliore della sistemazione di Praslin.

LA DIGUE

Ricca colazione da Marston e ci dirigiamo subito a piedi verso la spiaggia cartolina delle Seychelles: Anse Source d’Argent, una piccola spiaggia di sabbia chiara punteggiata da massi di granito le cui tonalità variano dal grigio più chiaro al nero. Inseriti tra palme verdissime e acqua che assume tutti i toni dell’azzurro, formano un quadro realmente unico. Nel pomeriggio, dopo il solito acquazzone, trascorriamo qualche ora distesi sulla bella Anse Severe, una spiaggia lunga e protetta dalle solite formazioni granitiche e, neanche a dirlo, quasi deserta. Restiamo al sole fino a tardi ed abbiamo anche la possibilità di vedere tantissimi pipistrelli frugivori (o volpi volanti) che arrivano sugli alberi dietro la spiaggia per mangiare: sono enormi e bellissimi e per un po’ ci sembra di essere a superquark.
Anche stamattina il sole splende caldissimo. Ci fermiamo in un negozietto a fare una piccola spesa per il pranzo e affittiamo due bici a 5€ al giorno ciascuna. Girare a piedi è comodo, ma la bici è indispensabile perchè alcune zone sono più lontane e per raggiungerle bisogna superare le colline al centro dell’isola. Approfittando del bellissimo cielo azzurro torniamo all’Anse Source d’argent. All’interno del parco c’è anche un grande recinto con tartarughe giganti. Arriviamo alla spiaggia percorrendo il sentiero tra le palme ed appena raggiungiamo la sabbia ci rendiamo conto che lo sfondo azzurro del cielo aggiunge ancora più fascino a questa meraviglia: vorremmo passare tutti i giorni qua. Ci concediamo ancora qualche bagno nelle piccole lagune che si formano in fase di bassa marea (l’acqua è caldissima): notiamo comunque che non ci sono molti pesci; infatti per fare snorkelling occorre prenotare un’escursione in barca sulla barriera più lontana, sia qui che nelle altre isole. Pranziamo in spiaggia e riprendiamo le bici per dirigerci dall’altra parte dell’isola, verso Grand Anse e Petit Anse.

La Digue, Anse Source d'argent

La strada di montagna non è facilissima, ma in venti minuti arriviamo a destinazione: il sole è quasi insopportabile così dedichiamo pochi minuti a Grand Anse (lunghissima spiaggia di sabbia chiara) e ci rifugiamo sotto gli alberi che avvolgono il sentiero che conduce a Petit Anse e poi, molto più in là, ad Anse Cocos. Anche qui la vegetazione è ricchissima e ogni scorcio merita una foto; il sentiero si inerpica oltre le rocce che chiudono Grand Anse (un paio di scarpe da ginnastica sarebbe stato più utile) e raggiunge Petit Anse, di fatto gemella della prima, ma molto più piccola. E ovviamente deserta, ma ormai non serve nemmeno più dirlo. Troviamo riparo all’estremità della spiaggia sotto i massi di granito perchè il sole è ancora troppo caldo. La spiaggia è molto carina, ma abbiamo ancora negli occhi la Source d’argent e quindi ogni commento sarebbe ingiusto: in realtà merita sicuramente di essere vista. Rinunciamo alla lunga passeggiata nella foresta verso Anse Cocos (che immaginiamo del tutto simile a queste due) e ritorniamo a Grand Anse, dove restiamo un paio d’ore prima di rientrare alla guesthouse.
Ultima ricca colazione da “Marston” e poi via a riconsegnare le bici. Mini spesa da Gregoire’s e chiamiamo un beef-taxi (come l’abbiamo chiamato noi; 7€ in tutto) per portare noi e gli zainoni da “Marston” al porto, da cui alle 9:30 parte il traghetto per Praslin. Salutiamo La Digue con grande dispiacere e con la consapevolezza che è questa l’isola simbolo delle Seychelles, almeno per il tipo di vacanza che avevamo in mente. Da Praslin prendiamo poi il traghetto per Mahè dove arriviamo poco dopo le 13 dopo un’ora di ottima navigazione. Al porto c’è l’addetto Avis che ci aspetta col nostro nome su un cartello per consegnarci l’auto che avevamo prenotato dall’Italia: firmiamo il contratto e siamo pronti ad attraversare Mahè per raggiungere la zona di Bel Ombre, dove si trova la guesthouse “Choice Villa”.

La Dingue, Anse Source D'Argent

La guida a sinistra ormai non è più un problema, anche se le strade di montagna strette e trafficate e senza guardrail sono sempre da trattare con cautela, anche perché i locali le percorrono a velocità sostenuta, indipendentemente dal tipo di mezzo che stanno guidando, autobus compresi.

Come detto riusciamo a districarci nel dedalo di vie della capitale Victoria ed attraversiamo la foresta che ricopre le montagne al centro dell’isola fino a Beau Valon: trovare il “Choice Villa” non è affatto facile. Alla fine vediamo un cartello in cima ad una salita pazzesca, effettivamente subito dopo il piazzale della chiesa. Ci inerpichiamo con la nostra macchinina e raggiungiamo finalmente “Choice Villa”: una guesthouse che si rivela più villetta che bungalow, grandissima, con uno spaziosissimo soggiorno e cucina, due camere matrimoniali e bagno, più la veranda sul giardino con posto auto e vista sulla spiaggia di Beau Valon! quasi troppo per noi. Una scelta che ci sentiamo di consigliare. Sono quasi le 15 della vigilia di Natale quando scendiamo alla spiaggia di Beau Valon in cerca di qualcosa da mangiare: stanno tutti chiudendo, ma per fortuna la signora del ristorante “La Fontaine” si impietosisce e ci prepara due sandwiches con patatine e coca che ci rimettono in sesto. La spiaggia di Beau Valon è abbastanza bella, lunga e popolata, soprattutto dai locali, ma non regge il confronto con le altre meraviglie che abbiamo visto nei giorni precedenti. Diciamo che a Mahè siamo rientrati nella civiltà, per modo di dire, con il traffico, le auto, la gente, e ancora di più sentiamo la mancanza della serenità di Praslin e soprattutto di La Digue. A questo proposito, se tornassimo indietro, toglieremmo un ulteriore giorno di visita all’isola principale per dedicarlo a la Digue; va detto comunque che siamo stati contenti di aver visitato anche Mahè, che serve a completare il panorama di queste splendide isole.

MAHE’

Ci svegliamo presto, facciamo colazione in casa ed approfittiamo del tempo parzialmente sereno per dirigerci ai parchi marini della punta ovest, in zona Port Glaud e Port Launay. Ripassiamo da Victoria ed attraversiamo tutta l’isola percorrendo le tortuose stradine di montagna fino a Port Glaud, per poi proseguire fino alla fine della strada su Baie Ternay. Qui ci aspetta un’amara sorpresa: quella che doveva essere una riserva marina in una caletta da sogno, si rivela essere un villaggio turistico abbandonato e semidistrutto (non sappiamo se per abbandono o per qualche evento naturale), con una spiaggia, seppur raccolta e carina, sporca e completamente abbandonata. Siamo un po’ a disagio e ci passa la voglia di fermarci, così ripartiamo subito per Port Launay. Qui la situazione è leggermente migliore, ma sempre in un contesto semiabbandonato, con qualche barchetta ormeggiata e niente più: va bene che è il giorno di Natale, ma tutto ci sembra in decadenza. Anche qui non ci viene voglia di sostare, così decidiamo di anticipare il programma di domani per dirigerci ad esplorare la zona sud-ovest di Mahè.

Mahe, mercato

La strada che corre lungo la costa occidentale è larga e poco trafficata e spesso si aprono su essa passaggi per le belle spiaggette sull’oceano indiano. Anche se non siamo a Praslin o La Digue ci rendiamo conto di essere in un luogo veramente speciale. A metà mattina siamo già nella zona di Baie Lazare. Qui vorremmo arrivare a Petit Anse, la spiaggia del futuro “Four Season Resort”, attualmente in costruzione. La strada che porta ad Anse Soleil e Petit Anse è strettissima e sembra sempre di aver imboccato un vialetto privato, ma visto che non ci sono altre strade procediamo nella vegetazione: ovviamente sbagliamo e ci infiliamo in un sentiero poco più che pedonale che porta alla residenza di uno scultore (tale Antonio) ed al “Lazare Lodge”. Solo quando la stradina finisce ci rendiamo conto di essere sperduti in mezzo alla foresta davanti alla casa dello scultore (che comunque sembra abbandonata); ci conforta solo la presenza di una coppia di anziani americani che come noi si sono ritrovati quaggiù e ci chiedono come ritrovare la strada maestra, loro a noi ! Ci facciamo insieme quattro risate e risaliamo il sentiero fino a quello che sembra il bivio giusto (sempre di sentieri si tratta comunque): dopo poco infatti arriviamo di fronte all’ingresso del cantiere del “Four Season”. C’è un cartello che indica la deviazione a piedi per raggiungere Petit Anse ed aggiunge che la si percorre a proprio rischio e pericolo ! Ci inoltriamo comunque nella selva superando scalinate ripidissime (sempre in sandalini e ciabatte ovviamente) e dopo una quindicina di minuti vediamo il mare lontano e molto più in basso di noi, così decidiamo che Petit Anse non può valere un’impresa del genere e torniamo alla nostra macchina. Non abbiamo più rivisto gli americani. Riguadagnamo quindi la via principale e procediamo sempre a sud verso la segnalatissima Anse Takamaka, sede dell’omonimo lodge e ristorante. Questa si rivela essere la migliore spiaggia di Mahè, anche se ancora una volta ci teniamo a ricordare che è solo lontana parente delle spettacolari spiagge delle isole più piccole. Sabbia dorata, la più scura di quelle incontrate, palme da cocco piegate fin sul mare e sostanzialmente quasi deserta. Dopo una mattinata in giro a cercare un punto in cui rilassarci decidiamo che il momento è arrivato, così ci spiaggiamo sotto una palma. Dura comunque troppo poco perchè le nuvole arrivano veloci e facciamo appena in tempo a rientrare in macchina che inizia il diluvio. Restiamo un po’ ad aspettare che smetta, ma poi ripartiamo verso Anse Intendance, anch’essa segnata tra quelle da vedere. Quando arriviamo il tempo è migliorato, così parcheggiamo all’interno del “Banyan Tree Resort” e percorriamo i suoi sentieri fino alla spiaggia su cui lo stesso resort si affaccia. La spiaggia è senz’altro interessante, lunghissima e larghissima, con le onde che s’infrangono alte e fragorose. Sulla montagna che incombe sul mare ci sono numerose casette private, sempre in gradevole stile coloniale inglese. Pranziamo al sacco, visto che è Natale ed i pochi ristoranti aperti propongono i tradizionali pranzi-rapina a buffet.
Lasciamo Anse Intendance per attraversare Mahè nel punto più stretto, in direzione Anse Marie Louise, poi risaliamo la costa orientale fino ad Anse Royale, una lunghissima spiaggia su cui l’oceano si abbatte con forza che termina col promontorio di Pointe au Sel. Completiamo la risalita dell’isola fino alla capitale Victoria e poi con calma torniamo alla “Choice Villa”, mentre il cielo rimane scuro.
Oggi visita della capitale Victoria. Usciamo di casa senza fretta, perchè comunque anche oggi le nuvole lasciano filtrare ben poco sole, e ci muoviamo sulle ormai familiari strade di Victoria (in realtà ci sono tre strade principali più quella che porta all’aeroporto!). Il parcheggio in città è a pagamento (con biglietti tipo gratta e sosta acquistabili in ogni negozietto), ma l’equivalente di 0,20€ è ben poca cosa rispetto alle tariffe cui siamo abituati nelle nostre città ; così lasciamo l’auto e ci incamminiamo a piedi per le vie della capitale, oggi sicuramente più popolate. Visitiamo il mercato coperto, non diverso dai mercati delle città africane, animato e pulitissimo; camminiamo lungo le principali vie su cui si affacciano i principali negozi e ci godiamo l’ultimo giorno alle Seychelles. Tra un acquisto e l’altro giriamo tutto il centro e c’imbattiamo nel piccolo museo di storia naturale, che visitiamo con piacere.
Andiamo a finire le ultime rupie al famoso ristorante “Pirates’ Arms”, dove consumiamo un ottimo pranzo con servizio impeccabile nonostante il sovraffollamento del locale. Percorriamo poi qualche altro chilometro in macchina fino al Craft Village, che dovrebbe essere un villaggetto dell’artigianato creato per i turisti. Diciamo dovrebbe perchè in realtà non è altro che un bel giardinetto circondato da sei/sette casette ciascuna delle quali ospita un negozietto che offre gli stessi articoli di qualunque altro negozio del centro, solo con minore scelta e prezzi più elevati. Salviamo solo il laboratorio dei modellini navali, sempre affascinanti, anche se inacquistabili per problemi logistici nel trasporto. Facciamo un breve giro e torniamo verso casa; prima però ci fermiamo a fare una passeggiata sulla lunghissima spiaggia di Anse aux Pins.

Praslin, Cote d'Or

MAHE’ – CESENA

Sveglia presto e pronti a partire per l’aeroporto: il volo per Parigi è previsto per le 9:50. Tutto regolare anche il trasferimento a Bologna, dove atterriamo con leggero ritardo alle 22:30. Riguadagnamo casa nostra ben oltre la mezzanotte, stanchi ma comunque felici per la bellissima esperienza appena vissuta.
Ci resterà il ricordo di luoghi paradisiaci, della pace e della tranquillità di La Digue e del rumore del mare a conciliare il sonno. Un viaggio fai da te che consigliamo a tutti, a patto di essere disposti a sacrificare qualche comodità in cambio di un clamoroso risparmio sulle tariffe di agenzia. Come già detto Praslin e La Digue sono le isole più affascinanti, in particolare La Digue trasmette un senso di calma e serenità che raramente abbiamo provato. Torniamo convinti della bontà del nostro programma, anche se la suddivisione dei giorni potrebbe premiare La Digue in maniera ancora maggiore; in caso di mancanza di tempo consigliamo di sacrificare senza dubbio Mahè.
Per qualunque informazione non esitate a contattarci (alessandro_ugolini@libero.it).

ISTRUZIONI PER IL VIAGGIO

a cura di Erica Roggio

Il nome delle Seychelles, dette anche Seicelle, deriva da quello del ministro delle finanze francese J.M. de Séchelles, che prestò servizio sotto re Luigi XI dal 1754 al 1756.

GEOGRAFIA

Situato nell’Oceano Indiano, l’arcipelago delle Seychelles è formato da 155 isole tropicali: dalle più interne e antiche, granitiche, alle più esterne e giovani, con una struttura in corallo (Gruppo Corallino Meridionale, Isole Amirante, i Gruppi Alphonse, Aldabra, Farquhar).

Circondate dal Madagascar a nord, dalle isole Mauritius e Réunion a sud, da Comore a sud-ovest e dalle Maldive a nord-est, le Seychelles si estendono su una superficie totale di 457 km².

Le località principali sono Mahé, Praslin e La Digue, che ospitano circa il 99% della popolazione, mentre l’atollo di Aldabra occupa un terzo della superficie.

Il picco più alto è Morne Seychellois (905 m).

La Digue, Anse Source D'Argent

CAPITALE

Victoria, 65.000 abitanti, è una delle capitali più piccole del mondo.

LINGUA

Il creolo è la lingua ufficiale, tuttavia l’inglese e il francese sono comunemente parlate.

RELIGIONE

Gli abitanti delle Seychelles sono prevalentemente cristiani di confessione cattolica, ma si distinguono anche gruppi anglicani e pentecostali.

FUSO ORARIO

+ 3 ore (+2 quando in Italia vige l’ora legale)

ELETTRICITA’

Tensione 240 V, Frequenza 50 Hz.

Le prese elettriche utilizzate sono di tipo G (tre lamelle rettangolari disposte a triangolo, di cui quella superiore posizionata in verticale e quelle inferiori in orizzontale).

PREFISSO TELEFONICO

+248

Telefonare dagli alberghi risulta dispendioso: si consiglia vivamente di acquistare schede telefoniche da utilizzare presso le apposite cabine, oppure di acquistare sim card locali. La rete GSM per i cellulari gode infatti di ottima copertura.

MONETA

Rupia delle Seychelles (SCR)

1 Euro = 19,638 Rupie

Non tutti i gestori di hotel consentono pagamenti con carta di credito, a causa delle commissioni elevate. Nonostante il cambio in nero sia estremamente diffuso, è bene ricordare che si tratta di una pratica illegale. Le banche della capitale permettono di cambiare denaro, accettano Traveller’s Chèque e talvolta anticipano contanti su presentazione di carte di credito. Ove possibile, per risparmiare, si consiglia di pagare in rupie.

LINK

http://www.seychelles.travel/en/home/index.php

Il sito ufficiale delle Seychelles offre un’ampia gamma di strumenti utili per l’organizzazione di un viaggio fai-da-te o, in alternativa, per la scelta di pacchetti organizzati (in italiano).

http://www.seychellesislands.org/

Storia, natura, cultura…un tuffo virtuale in queste isole lontane per assaporarne il gusto prima di partire (in italiano).

http://www.seychelles-guide.com/

Una guida di viaggio completa e gratuita on-line messa a disposizione dall’Associazione Italia Seychelles (in inglese e italiano).

http://www.tropiland.it/seymau/seychelles.htm

Fotografie ed appunti di viaggio sulle Seychelles: i viaggiatori si raccontano (in italiano).

QUANDO ANDARE

Il clima delle Seychelles risente della posizione subequatoriale, della conformazione insulare del territorio e della distanza dai continenti. E’ caratterizzato da temperature pressoché costanti tutto l’anno, tra i 24 ai 32 gradi. Tuttavia, dato l’elevato tasso di umidità (dal 70 all’85%), il periodo consigliato per visitare queste isole va da maggio a settembre, mesi più secchi e piacevoli grazie all’azione dei venti alisei che rinfrescano l’aria, agitando talvolta il mare sulle coste a sud-est. La stagione delle piogge dura invece da novembre a marzo. La Vallée de Mai a Praslin risulta essere particolarmente umida, anche a causa della fitta vegetazione.

Data la location, attrezzatura da mare, cappelli con visiera ed abbigliamento leggero e sportivo sono imprescindibili. Si consiglia inoltre di mettere in valigia k-way, ombrello, un maglione in cotone per le serate ventilate, torcia, thermos, occhiali da sole e crema protettiva.

COME ARRIVARE

Gli aeroporti principali sono Victoria Seychelles International, situato sull’isola di Mahé, e Grand Anse, sull’isola di Praslin.

La compagnia di bandiera Air Seychelles effettua voli diretti da Roma e Milano Malpensa due volte a settimana e presenta il grande vantaggio di non far pagare le tasse di sbarco, risultando spesso tra le più economiche. Il costo varia orientativamente dai 200 ai 700 € per tratta, tasse incluse, a seconda della stagione. Altri voli gestiti dalla stessa compagnia partono da Zurigo, Francoforte, Parigi e Londra. E’ possibile acquistare biglietti on-line su http://www.airseychelles.it.

In alternativa, la compagnia Emirates offre soluzioni di volo con scalo a Dubai, a tariffe più alte ma ancora contenute, come segnalato dal sito http://www.emirates.com.

La Qatar Airways rappresenta invece la soluzione business e pertanto più costosa, con prezzi oltre i 1000 € a tratta, nonostante siano previsti scali intermedi. Per maggiori informazioni: http://www.quatarairways.com.

Qualsiasi sia la compagnia scelta, è importante ricordarsi di confermare il proprio volo telefonicamente tre giorni prima della partenza.

DOCUMENTI

Passaporto: E’ necessario un passaporto con validità minima residua di almeno sei mesi, oltre al biglietto aereo di andata e ritorno.

Visto: Non è richiesto per i cittadini italiani. Tuttavia, nel caso il soggiorno duri più di 30 giorni, è opportuno rivolgersi agli uffici competenti per l’immigrazione.

Patente di guida: E’ sufficiente la patente italiana. La guida è a sinistra.

INFORMAZIONI SANITARIE E SICUREZZA

Le Seychelles non presentano particolari problemi a livello di micro e macro criminalità; non sono pertanto necessarie particolari misure di sicurezza. E’ opportuno tuttavia evitare di lasciare incustoditi oggetti di valore ed utilizzare le casseforti abitualmente presenti negli hotel.

Queste isole godono inoltre di una situazione sanitaria non allarmante dal punto di vista della diffusione delle tradizionali malattie tropicali e del virus dell’HIV. Data l’epidemia di febbre chikunguniya del 2006, si consiglia comunque di adottare misure preventive quali l’uso di repellenti per insetti e zanzariere, soprattutto durante la stagione delle piogge.
E’ consigliabile, inoltre, stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda il rimpatrio o trasferimento in altro Paese in caso d’urgenza, in quanto gli spostamenti tra isole effettuati via mare o in elicottero privato potrebbero rivelarsi decisamente costosi.

Sebbene gli alimenti e l’acqua siano considerati relativamente sicuri, è bene adottare le consuete precauzioni consigliate per i Paesi in via di sviluppo per evitare di contrarre difterite, tetano, epatite virale A e B, febbre tifoide. Sono consigliate, ma non obbligatorie, le vaccinazioni contro tifo, poliomielite, meningite ed epatiti, mentre quella contro la febbre gialla è richiesta soltanto per coloro che provengono da zone endemiche.

Si suggerisce infine di informarsi sempre sulle condizioni climatiche e non sottovalutare le forti correnti marine che mietono ogni anno numerose vittime.

INDIRIZZI E NUMERI UTILI

Ambasciata italiana competente per le Seychelles si trova in Kenya:
International House – Mama Ngina Street, 9° piano P.O. Box 30107 – 001001 GPO Nairobi – Kenya. Tel. +25420343144- +254202247750- +254202247696 – +254202247755 – Fax. +25420247086 – Cellulare di reperibilità: +254722514327 E-mail: ambasciata.nairobi@esteri.it – consolare.nairobi@esteri.it

Consolato italiano alle Seychelles:
c/o Kreolor – P.O. Box 499 Le Rochjer Mahé – Seychelles. Tel. +248344551 Fax: +248344754
E-mail: consulitaly@seychelles.net

L’Ambasciata delle Seychelles competente per l’Italia si trova in Francia:
51, Avenue Mozart 75016 Parigi – Francia. Tel. +33142305747 Fax. +33142305740

Consolati delle Seychelles in Italia:
Via Tritone, 46 Roma – Italia. Tel. +390658457080 – +39066794500 Fax. +39066868127

Via Alfieri, 19 Firenze – Italia. Tel. +39058453466 Fax: +39058455113

Galleria Passarella, 2 Milano – Italia. Tel. +390276394989

GUIDE

-“Seychelles” di J-B. Carillet e T. Masters, Guide EDT – Lonely Planet, Torino, 2008

- “Seychelles” di L. Mair e L. Beckley, Bradt Travel Guide/FBE, Milano, 2005 (traduzione a cura di E. Cambini, C. Massa e C. Bollati, 2008)

- “Seychelles travel pack” di P. Tingay, Globe Pequot Press, collana Globetrotter Travel, Guilford, 2009 (in inglese)

- “Seychelles, Mauritius, Réunion, Comore” di R. Righetti, Ulysse Network, Milano, 2005

LETTURE

- “Joanna, Luzmarina” di A. Foà, edizioni Il Corbo, Ferrara, 2008. Seychelles e Colombia tra natura e cultura. Storie di giovani donne determinate a mantenere il controllo sulla propria vita. Un romanzo ironico ed avvincente, ricco di emozioni.

- “Guida alla natura tropicale” di M. Lambertini, Muzzio editore, Padova, 1992. Un viaggio alla scoperta dei tesori nascosti di questo Paese, con descrizioni particolareggiate sulla flora e la fauna.

- “Leggende dell’Oceano Indiano” di G. Soravia, Parola di Fiaba editore, Roma, 2000. Racconti popolari per gli amanti della tradizione.

La Digue, Anse Source D'Argent

DORMIRE

Le opportunità di alloggio in questo Paese variano enormemente in base alla tipologia di sistemazione scelta ed alla vicinanza delle spiagge. Dagli hotel di lusso alle piccole pensioni, alle guest house tradizionali in stile creolo, queste si distinguono spesso per i prezzi medio-alti.

La Digue dispone di una limitata recettività alberghiera, per questo si consiglia di prenotare una camera in anticipo; mentre per altre località è possibile riservare direttamente in loco oppure affidarsi alle offerte last-minute proposte dagli stessi hotel. Contrattando si riescono ad ottenere sconti fino al 10%, con un ulteriore risparmio se si resta per l’intera settimana. Alcuni hotel mettono gratuitamente delle biciclette a disposizione dei turisti.

Il sito del Tour Operator Ocean Island Tours Ltd. http://www.maurice-seychelles.com consente di visionare le immagini e ottenere informazioni dettagliate su strutture alberghiere selezionate. Gli hotel richiedono solitamente pagamento in euro.

MANGIARE

Che si opti per la cucina fai-da-te o per il ristorante, i prezzi risultano piuttosto accessibili. Nel primo caso, bisogna ricordarsi di specificare al momento della prenotazione dell’alloggio le condizioni per l’uso della cucina, che talvolta è in condivisione con altri ospiti (opzione Self-Catering, nel servizio è compresa la pulizia della cucina). E’ possibile altrimenti servirsi di piatti da asporto presso la ristorazione take-away, quali pollo al curry per la modica cifra di pochi euro. La mezza pensione o pensione completa sono generalmente sconsigliate, in quanto troppo costose rispetto ai prezzi applicati dai ristoranti. Una cena per una persona costa in media dalle 40 alle 150 rupie.

La cucina di questo Paese è varia e fortemente condizionata dalla dominazione Occidentale e dal turismo, oltre alla vicinanza dell’Oriente. Non è raro infatti imbattersi in ristoranti italiani, francesi, britannici, cinesi e indiani, ed anche la stessa cucina creola è da considerarsi un mix di tradizioni internazionali.

Zuppe di verdure e tranci di pesce freschissimo alla griglia o alla vaniglia, aragoste, insalate estive, frullati e dolci farciti rigorosamente con ananas, cocco, banane, mango, papaya, manioca, frutto di cythere e cuori di palma: le delizie di questo paradiso non smettono di stupire riservando gradite sorprese. E’ anche il caso del coco-de-mer, frutto a forma di bacino femminile che si sussurra abbia proprietà afrodisiache, ma di cui è vietata l’esportazione.

La colazione è quella classica internazionale; i legumi ed il riso sono presenti in gran parte dei piatti, spesso accompagnati da sottaceti, pomodori, cipolla, e salse speziate al coriandolo, ai chiodi di garofano, allo zenzero o al peperoncino, come nei piatti dell’achard o il catini. Altro piatto tipico è il rougail, fatto con salsicce o maiale affumicato. Gli sperimentatori apprezzeranno di certo lo stufato di pipistrello al curry con verdure cotte, così come il polpo vindaloo in salsa di curcuma e semi di senape o il chatinis al cocco e limone. Bernik, palourdes e tek tek sono a base di frutti di mare, mentre il kat kat è un piatto salato costituito da banane con tonno e latte di cocco.

Tra le bevande si annoverano invece succhi a base di frutta fresca, limonate, tè alla vaniglia, alluda (preparata con il latte), liquori, punch e rum al cocco.

E’ bene tener presente che la maggior parte dei ristoranti chiude a partire dalle ore 21,30 e diventa quindi difficile cenare in tarda serata.

ACQUISTI

L’artigianato locale utilizza prevalentemente legno, raffia, foglie di palma, conchiglie, bambù, terracotta, vetro, madreperla e noci di cocco come materiali di base, talvolta riciclati, dipinti a seconda dei casi con acquerelli, colori ad olio, acrilici, oppure ricoperti da collages di metalli, tessuti, pietra, vernici, stampe. Cappelli di paglia, stuoie, statue, batik, bigiotteria, borse, ceste, strumenti musicali, maschere, portaoggetti, paralumi, modellini di navi e case coloniali affollano i negozietti delle vie più turistiche, ma non sempre tali oggetti risultano esportabili all’estero, pertanto è consigliabile informarsi prima di acquistare.

I negozi chiudono generalmente a metà pomeriggio, e sono aperti il sabato soltanto al mattino.

TRASPORTI

In aereo o elicottero: si tratta dei mezzi più rapidi per raggiungere le isole principali. I collegamenti tra le località di Mahé, Praslin e La Digue sono molto frequenti (ogni mezz’ora) ed operati con aeromobili dalle dimensioni ridotte. Al costo di un centinaio di euro a/r si può raggiungere la destinazione desiderata in un quarto d’ora. Orari e tariffe sui siti http://www.airseychelles.com//www.helicopterseychelles.com. Island Development Company (IDC) organizza invece voli charter per le isole più lontane dotate di poste di atterraggio.

In nave: esistono due tipi di nave che portano da Mahé a Praslin, impiegando rispettivamente un’ora e tre ore e mezza. Quella più veloce è chiamata Cat Cocos e costa circa 40 euro a persona a/r.
Il tragitto tra Praslin e La Digue è invece effettuato in mezz’ora per 20 euro a persona. Il traghetto parte circa ogni ora, tranne la domenica in cui sono previste soltanto due corse in totale.

In autobus: il servizio è buono ed efficiente, tuttavia non è consentito trasportare bagagli, per questo motivo i taxi sono più utilizzati per i trasferimenti da e per il porto e l’aeroporto, nonostante i prezzi elevati.

Mezzi privati: l’auto è l’ideale per spostarsi all’interno delle isole più estese quali Mahé e Praslin e raggiungere spiagge incontaminate. E’ spesso conveniente noleggiarla una volta giunti sul posto anziché dall’Italia, le tariffe partono da 50 euro al giorno. I più sportivi possono approfittarne invece per lunghe passeggiate in bicicletta, utilizzando quelle messe gratuitamente a disposizione da alcuni hotel, oppure prendendole in fitto presso gli appositi noleggiatori al costo di pochi euro.

CONSIGLI E COMPORTAMENTI

I fondali circostanti alle Seychelles presentano un’impressionante ricchezza di coloratissime specie viventi, tra cui numerosissime varietà di pesci e di coralli, prestandosi ad attività di snorkeling ed immersioni subacquee. Dalle spiagge caratterizzate da rocce rosa di La Digue alle tartarughe giganti di Praslin e dell’Isola Curieuse – dove è possibile ammirare anche le rovine di un lebbrosario del IXX secolo e imponenti sculture granitiche – è facile immergersi in questo suggestivo paesaggio, il cui patrimonio naturale è attualmente protetto sotto forma di parco nazionale marino. Oltre alle escursioni organizzate, è possibile talvolta farsi trasportare dalle imbarcazioni dei pescatori.

Sulle spiagge si consiglia di mantenere sempre un certo contegno: se il topless è solitamente tollerato, il nudismo è severamente proibito. Al tempo stesso non è consentito raccogliere frammenti di corallo e conchiglie dalla sabbia e dai fondali.

E’ bene ricordare, inoltre, che il possesso di stupefacenti, che siano droghe pesanti o leggere, è punito con pene molto severe, al pari del traffico di droga.

 

 

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